{"id":29432,"date":"2008-07-23T08:06:00","date_gmt":"2008-07-23T08:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/23\/dobbiamo-difenderci-dai-vampiri-psichici-con-le-armi-della-positivita-e-della-grazia\/"},"modified":"2008-07-23T08:06:00","modified_gmt":"2008-07-23T08:06:00","slug":"dobbiamo-difenderci-dai-vampiri-psichici-con-le-armi-della-positivita-e-della-grazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/23\/dobbiamo-difenderci-dai-vampiri-psichici-con-le-armi-della-positivita-e-della-grazia\/","title":{"rendered":"Dobbiamo difenderci dai \u00abvampiri psichici\u00bb con le armi della positivit\u00e0 e della Grazia"},"content":{"rendered":"<p>La celebre scrittrice inglese ed esperta di occultismo e magia Dion Fortune (il cui vero nome era Violet Mary Firt: Llandudno, 1890- Londra, 1945) ha raccontato un inquietante episodio della sua giovinezza, quando, maestrina ventenne presso una scuola privata, fu vittima di quella che lei defin\u00ec una deliberata \u00abaggressione psichica\u00bb da parte della sua direttrice, una donna malvagia che aveva appreso, in Oriente, delle particolari tecniche di suggestione basate sull&#8217;uso dei poteri mentali.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ha ricordato l&#8217;episodio il noto studioso dell&#8217;occulto Colin Wilson nel suo libro <em>Mistreri del soprannaturale<\/em> (titolo originale: <em>The Mammoth Book of the Supernatural<\/em>, 1991; traduzione italiana di Erberto Petoia, Newton &amp; Compton editori, Roma, 1998, p. 379):<\/p>\n<p><em>Nel 1911, all&#8217;et\u00e0 di vent&#8217;anni, divent\u00f2 maestra in una scuola privata. La direttrice era una donna molto dispotica &#8211; una persona prepotente e crudele, avida di potere, che aveva studiato occultismo in India. Dopo diverse feroci dispute con la direttrice, Dion Fortune decise di lasciare il suo lavoro. Una collega le consigli\u00f2 di partire senza avvertire la direttrice, sostenendo che altrimenti non sarebbe riuscita ad andare via. Malgrado questo consiglio, lei avvert\u00ec la sua superiora. La direttrice disse che la sua partenza era gradita purch\u00e9 prima ammettesse di essere incompetente e di non avere fiducia nelle proprie capacit\u00e0. Dion Fortune neg\u00f2 indignata le accuse. La direttrice la fiss\u00f2 allora negli occhi e ripet\u00e9 l&#8217;affermazione centinaia di volte per quattro ore di seguito.<\/em><\/p>\n<p><em>Alla fine una sorta di istinto profondo avvert\u00ec Dion Fortune di far finta di cedere e di chiedere il perdono della sua direttrice. La vecchia donna allora si calm\u00f2 e la lasci\u00f2 andare. Ma il danno era fatto: Dion Fortune per i successivi tre anni fu un rottame sia nel corpo che nella mente. Dopo pi\u00f9 di un anno di malattia, scrisse in seguito, \u00abil mio corpo era come una batteria elettrica che era stata completamente scaricata\u00bb. La diagnosi di uno psicologo direbbe probabilmente che la direttrice aveva esercitato una sorta di potere ipnotico per distruggere la sua autostima, per farla sentire indifesa e soggetta a incidenti. Il risultato fu il prosciugamento delle se riserve vitali, come avrebbe detto Gurdijeff, cos\u00ec che il minimo sforzo la stremava. Le giunse alla conclusione che la donna l&#8217;aveva danneggiata con un \u00abattacco psichico\u00bb, facendo s\u00ec che il suo corpo astrale disperdesse energia vitale. Come antidoto, si dedic\u00f2 completamente allo studio dell&#8217;occultismo. Forse la parte pi\u00f9 interessante del racconto di questa esperienza \u00e8 quando afferma che la direttrice non aveva usato semplicemente l&#8217;ipnotismo, ma anche suggestioni telepatiche &#8211; in altre parole, la pressione del pensiero.<\/em><\/p>\n<p>Per chi desideri approfondire l&#8217;argomento, \u00e8 consigliabile la lettura dei libri che Dion Fortune scrisse in proposito, fra i quali <em>Psychic Self-Defense<\/em> (<em>Autodifesa psichica<\/em>), oltre ai suoi numerosi e fortunati romanzi.<\/p>\n<p>A noi, per\u00f2, basta aver ricordato che esiste un vampirismo psichico diretto ed estremo, utilizzato da persone relativamente esperte in pratiche di magia nera, le quali vogliono agire senz&#8217;altro sui centri della volont\u00e0 e sulla struttura psichica complessiva delle loro vittime designate, allo scopo di ridurle in proprio potere o di infliggere loro il massimo danno possibile. Nel caso di Dion Fortune e della sua direttrice, poche ore di bombardamento ipnotico e telepatico causarono alla giovane maestra un danno enorme, che si tradusse in anni di depressione psico-fisica.<\/p>\n<p>Esistono, tuttavia, casi molto pi\u00f9 frequenti, e il pi\u00f9 delle volte inconsapevoli, di vampirismo psichico, dovuti all&#8217;azione di persone profondamente scoraggiate e disilluse dalla vita, e tuttavia ancora abbastanza attaccate ad essa da volersene \u00abvendicare\u00bb con un sordo rancore che dirigono, spesso in maniera non intenzionale, un po&#8217; verso tutti.<\/p>\n<p>Queste persone non sono consapevoli, in genere, di quello che stanno facendo; ma quanti le avvicinano, non possono fare a meno di percepire intorno a loro un&#8217;aura impregnata di negativit\u00e0, dalla quale possono difendersi solo allontanandosi. Non tutti, per\u00f2, possono allontanarsi; parenti stretti, colleghi di lavoro, infermieri (nel caso si tratti di ammalati), ad esempio, non hanno la facolt\u00e0 di andarsene a piacimento, il che li espone a un prolungato influsso negativo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si verifica nel vampirismo psichico \u00e8 una sorta di risucchiamento dell&#8217;energia vitale, una sensazione opprimente e claustrofobica di pressione spirituale, per cui le persone che ne sono vittime si sentono come svuotate di forza interiore e, al tempo stesso, sospinte verso un cupo pessimismo e una generale impressione di smarrimento, angoscia, frustrazione e offuscamento della speranza. Quest&#8217;ultimo \u00e8 l&#8217;effetto, alla lunga, pi\u00f9 pericoloso: perch\u00e9 il fatto di abituarsi a vivere, poco a poco, senza pi\u00f9 un barlume di speranza nella bont\u00e0 e nella bellezza della vita, trasforma chi ne \u00e8 soggetto in un vero e proprio \u00abossesso\u00bb.<\/p>\n<p>Naturalmente non stiamo parlando, qui, di circostanze specifiche dell&#8217;esistenza, di momenti o situazioni nei quali \u00e8 normale, anche se dannoso, abbandonarsi al pessimismo e diffonderlo involontariamente intorno a s\u00e9. Qui si parla di una struttura del carattere che \u00e8 divenuta, o che tende a diventare, permanente; e nella quale non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 spazio per la capacit\u00e0 di vedere gli aspetti postivi della realt\u00e0, ma solo uno sconsolato ed autolesionistico desiderio di sprofondare sempre pi\u00f9 in basso nello scoraggiamento e nel nichilismo. Esso \u00e8 di solito unito all&#8217;autocompiacimento del proprio dolore e al demoniaco desiderio di contagiare quante pi\u00f9 persone possibile, spegnendo in esse la scintilla dell&#8217;amore per la vita; cosa pericolosissima, soprattutto se rivolta a dei giovani o, peggio, a dei bambini.<\/p>\n<p>Secondo certe teorie, gi\u00e0 il solo squilibrio nel potenziale vitale tra un anziano e un bambino dovrebbe sconsigliare una eccessiva vicinanza fisica tra essi, specialmente nelle ore del sonno, perch\u00e9 la psiche dell&#8217;anziano tenderebbe a vampirizzare quella del bambino.<\/p>\n<p>Noi non lo crediamo, perch\u00e9 siamo persuasi che non il semplice dato biologico o anagrafico, ma la qualit\u00e0 negativa dell&#8217;aura vitale, ossia del corpo sottile che noi creiamo con i nostri pensieri e con i nostri stati d&#8217;animo, costituisce eventualmente un pericolo per coloro che vengono a trovarsi nel suo raggio d&#8217;azione. Infatti, non sono le parole o i gesti o gli sguardi, ma anche semplicemente i pensieri a creare quel pericoloso contagio psichico che abbiamo definito, per comodit\u00e0 di linguaggio, una forma di vampirismo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un altro fattore da tener presente, quando si parla di queste cose, e cio\u00e8 che noi tendiamo, istintivamente, a cercare il \u00abnemico\u00bb &#8211; in questo caso, il vampiro psichico &#8211; fuori di noi, mentre pu\u00f2 darsi benissimo che egli giaccia acquattato nel fondo di noi stessi.<\/p>\n<p>Per riconoscerlo e smascherarlo, valgono le stesse regole che si adoperano per riconoscerlo quando riteniamo che sia all&#8217;esterno, nella mente e nello spirito di un&#8217;altra persona, con la quale dividiamo una parte delle nostro tempo e con la quale, magari, siamo emotivamente e affettivamente coinvolti. Si tratta di cogliere la differenza fra colui che pensa, parla e ragiona in modo sistematicamente negativo, perch\u00e9 si trova in uno stato di temporanea prostrazione e di non voluto abbattimento, e colui che, al contrario, prova una sorta di maligna soddisfazione nello sporcare o nel demolire ogni aspetto positivo della realt\u00e0, allo scopo di potersi beare di un quadro fatto di negativit\u00e0 assoluta. Si tratta, in questo caso, di persone che non desiderano essere consolate, ma piuttosto compatite a tempo indeterminato.<\/p>\n<p>In genere, questa seconda categoria di persone (che possono costituire una graduale involuzione interna delle prime) detestano essere contraddette, o dover ammettere che non tutto \u00e8 cos\u00ec nero come esse lo rappresentano; e divengono aggressive nei confronti di quanti cercano di far loro notare l&#8217;esistenza, nonostante tutto, di ragioni di speranza.<\/p>\n<p>Ebbene, questa irritazione e questa aggressivit\u00e0 possono avere origine anche in una parte del nostro io, quella che si compiace di soffrire, e dirigersi eventualmente contro un&#8217;altra parte del nostro io, quella che vorrebbe reagire positivamente alle sfide della vita e alle difficolt\u00e0 davanti alle quali, talvolta, abbiamo la sensazione di non farcela.<\/p>\n<p>Sia che il vampiro psichico si trovi all&#8217;esterno, sia che si trovi all&#8217;interno del nostro io, la sua caratteristica fondamentale \u00e8 quella di non voler star meglio, di non voler guarire, perch\u00e9 ci\u00f2 lo priverebbe dello strumento mediante il quale perseverare nella sua attitudine di parassitismo e grazie al quale pu\u00f2 tenere in pugno il prossimo.<\/p>\n<p>Se ha una malattia fisica, tender\u00e0 a disprezzare o ignorare le cure, adducendo mille pretesti; e, se, nonostante tutto, otterr\u00e0 la guarigione, non passer\u00e0 molto che si presenter\u00e0 un altro disturbo, un altro malessere: perch\u00e9 l&#8217;importante, per lui, \u00e8 rimanere malato, in modo da poter continuare a lamentarsi senza posa e a rovesciare su chiunque gli capiti a tiro tutta la sua sofferenza, il suo rancore e il suo strano senso della giustizia \u00aboffesa\u00bb.<\/p>\n<p>Se ha un disturbo psicologico, si comporter\u00e0 allo stesso modo: cercando di prolungare il suo dolore, per poter prolungare anche il suo \u00abpotere\u00bb. Chi potrebbe, infatti, rimproverarlo perch\u00e9 si lamenta dei suoi mali?<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il suo male, se pure, in origine, era di natura fisica o psicologica, ha finito per mettere radici nella parte pi\u00f9 profonda della sua anima, ed \u00e8 divenuto un malessere spirituale. Ricordiamo quanto detto nel precedente articolo <em>Amare la vita \u00e8 il segreto per reagire alla stanchezza fisica, mentale e spirituale<\/em> (sul sito di Arianna Editrice), e cio\u00e8 che la volont\u00e0 pu\u00f2 agire dai livelli superiori della persona verso quelli inferiori, ma non viceversa. Quindi, \u00e8 illusorio pensare di poter ottenere un miglioramento delle condizioni fisiche o mentali di una persona, se la parte di lei che \u00e8 realmente malata, e che non vuol guarire, \u00e8 lo spirito.<\/p>\n<p>Un caso a parte \u00e8 costituito dai parenti di quelle persone che soffrono da molti anni, o magari dalla nascita, di gravi malattie o di handicap fisici o psichici, le quali, sotto la pressione inclemente della situazione che si trovano a vivere, possono talvolta accumulare una carica di risentimento inconscio nei confronti del malato o del disabile. Ma, poich\u00e9 il loro Super-io non ammetterebbe mai una cosa del genere e, d&#8217;altra parte, la tensione e il rancore accumulati esigono imperiosamente di venire alla luce, essi deviano i loro sentimenti negativi dal loro oggetto reale alla societ\u00e0 dei \u00absani\u00bb, colpevole non tanto di indifferenza nei confronti della loro difficile situazione, quanto di godere di un bene che ad essi \u00e8 negato: la tranquillit\u00e0 di una vita normale, la salute delle persone care e, con essa, la pace dello spirito.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 accadere, in tal modo (pu\u00f2 accadere, ma non \u00e8 detto che accada), che i genitori o i parenti stretti di un malato cronico o di un disabile grave, finiscano per prendere in antipatia, se non in odio, tutti coloro che hanno la \u00abcolpa\u00bb di stare bene, a cominciare dal personale preposto all&#8217;assistenza del loro congiunto (infermieri, assistenti polivalenti e cos\u00ec via), maltrattandoli continuamente per trovare un sollievo alla loro intima pena. In realt\u00e0, vorrebbero maltrattare il malato o il disabile; cosa che non ammetterebbero mai e poi mai, neppure con se stessi.<\/p>\n<p>Certo, questa \u00e8 una cosa \u00abpoliticamente scorretta\u00bb da dirsi, perch\u00e9 l&#8217;istintivo senso di colpa del sano nei confronti del malato induce il primo a pensare che, al mondo, esistano solo due generi di persone: quelle buone e che soffrono ingiustamente, e quelle egoiste, che se la spassano; e che i malati e i disabili devono rientrare di diritto nella prima, mentre tutti i sani appartengono &#8211; almeno potenzialmente &#8211; alla seconda. Lo ripetiamo: non \u00e8 detto che il fenomeno sopra descritto accada; e, di fatto, avviene abbastanza raramente. Ma avviene; e chi scrive lo afferma per il fatto di aver avuto l&#8217;occasione di osservarlo, pi\u00f9 di una volta.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle esagerazioni vitalistiche e superomistiche di Nietzsche, il problema \u00e8 reale.<\/p>\n<p>Chi si trova a disporre di un basso potenziale vitale (e non \u00e8 detto che sia un malato o un disabile; a volte, queste sono proprio le persone pi\u00f9 coraggiose e positive), si vendica di tutto il mondo attraverso un atteggiamento di rancore e di rimprovero diffuso, che trova il modo di far breccia nella coscienza altrui e di tessere una tela sottile di senso di colpa da parte dei \u00absani\u00bb, i quali si sentono in dovere di farsi perdonare il delitto di stare bene e di vedere le cose con un po&#8217; di ottimismo e di fiducia nel domani.<\/p>\n<p>Ma su ci\u00f2, per adesso, basta.<\/p>\n<p>\u00c8 stato sufficiente accennare a questo aspetto della questione, aspetto che molti &#8211; crediamo &#8211; conoscono benissimo, e che, tuttavia, generalmente si ritiene di pessimo gusto discutere apertamente e senza complessi.<\/p>\n<p>Che cosa possiamo concludere?<\/p>\n<p>La sofferenza esiste; le malattie esistono; esiste anche la depressione, che non \u00e8 semplicemente una debolezza della volont\u00e0, ma una malattia ben precisa, e anche delle pi\u00f9 difficili da curare.<\/p>\n<p>Lungi da noi sostenere che il mondo \u00e8 pieno di malati immaginari, i quali nascondono dietro improbabili malesseri la loro paura, la loro amarezza e la loro delusione nei confronti della vita. Per\u00f2, al tempo stesso, \u00e8 un fatto che esiste anche la tentazione di lasciarsi cullare dalla malattia e di crogiolarsi nella sofferenza: tentazione molto umana e alla quale, in determinate circostanze (ad esempio, quando si deve affrontare un disturbo cronico o una grave infermit\u00e0 permanente), \u00e8 difficile resistere.<\/p>\n<p>Davanti al vampiro psichico &#8211; che pu\u00f2 essere, lo ripetiamo, anche dentro di noi &#8211; sono vani i rimedi fisici o i ragionamenti, i quali ultimi fanno appello alla sola sfera mentale. Il suo problema vero \u00e8 di tipo spirituale, ed \u00e8 su quel livello che esso va collocato, affrontato e combattuto &#8211; nella misura in cui ci\u00f2 sia possibile.<\/p>\n<p>Ma attenzione: si tratta spesso di un io molto astuto, che ha un fiuto speciale per intuire che voi non volete permettergli di indugiare all&#8217;infinito nella nicchia che si \u00e8 scelto; n\u00e9, tanto meno, di angustiarvi eternamente con i suoi lamenti o di tiranneggiarvi con i suoi sfoghi sterili e distruttivi. Egli comprende, in un batter d&#8217;occhio, che non volete commiserarlo, ma, semmai, aiutarlo a tirarsi fuori dal vicolo cieco in cui \u00e8 andato a ficcarsi: vede pertanto in voi un nemico della peggiore specie, al quale muover\u00e0 una sorda guerra non dichiarata.<\/p>\n<p>Esistono soluzioni a una situazione del genere?<\/p>\n<p>Ci\u00f2 dipende dai molti fattori implicati in ciascun singolo caso; ogni situazione \u00e8 un caso a s\u00e9, non esistono regole generali.<\/p>\n<p>Come per la depressione, cui per certi aspetti somiglia, il vampirismo psichico \u00e8 una lunga e difficile malattia, che non si pu\u00f2 guarire, semplicemente, con la buona volont\u00e0, n\u00e9 del paziente, n\u00e9 di coloro che lo assistono o che gli stanno vicino.<\/p>\n<p>In linea di massima, crediamo si possa fare questa osservazione: non si diventa vampiri psichici per caso, ma come esito estremo di un atteggiamento generale nei confronti della vita; un atteggiamento coltivato per anni, giorno dopo giorno, fatto di pessimismo, sfiducia, paura, rabbia, egoismo e desiderio di rivalsa. \u00c8 il rancore dei deboli che avevano ambizioni smisurate, ma che non hanno saputo lottare per realizzarle neanche in minima parte; la solidificazione delle cattive abitudini di un ego ipertrofico, irrealistico e vendicativo, deciso ad avvelenare agli altri quel po&#8217; di serenit\u00e0 o di gioia che sono riusciti a conquistarsi, perch\u00e9 nessuno deve star bene quando il \u00abvampiro\u00bb sta male, e ha ventiquattr&#8217;ore al giorno per rimuginare sulla sua desolazione.<\/p>\n<p>Se il vampiro psichico \u00e8, in fondo, un ossesso, come dicevamo pi\u00f9 sopra, il rimedio pi\u00f9 diretto sarebbe quello di un rito di liberazione che si pu\u00f2 apparentare all&#8217;esorcismo: nel senso che si tratta di scacciare uno spirito di negazione e di impedimento, che si \u00e8 installato al di dentro e al di sopra dell&#8217;io quotidiano.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, non si deve dimenticare che l&#8217;esorcismo \u00e8 un semplice strumento, mentre il rimedio effettivo \u00e8 l&#8217;amore di Dio e dell&#8217;uomo; quindi, anche nel nostro caso, una disposizione amorevole, di apertura, di generosit\u00e0, resta pur sempre il rimedio pi\u00f9 efficace, almeno in quei casi nei quali \u00e8 ancora possibile intervenire per liberare l&#8217;io \u00abnormale\u00bb dal suo molesto e sgradito ospite parassitario.<\/p>\n<p>In ogni caso, si tratta di una lotta difficile, che solo le persone pi\u00f9 evolute sul piano spirituale possono sperare di affrontare con prospettive di successo.<\/p>\n<p>Per tutte le altre, il rimedio migliore \u00e8 pur sempre la fuga: perch\u00e9 il vampiro, aggrappandosi agli altri, tende a fare come colui che sta per annegare, trascinando con s\u00e9 quanti vorrebbero dargli aiuto.<\/p>\n<p>A meno che non cerchiamo di fare appello al quarto livello della nostra struttura ontologica di persone, quello soprannaturale: invocando l&#8217;aiuto di quella Grazia che pu\u00f2 moltiplicare le nostre forze, e senza la quale possiamo fare ben poco.<\/p>\n<p>Ma, per chiedere il soccorso della Grazia, bisogna avere gi\u00e0 fatto un bel tratto di strada.<\/p>\n<p>Quanto meno, bisogna essersi spogliati della pretesa arrogante di essere i soli padroni della nostra vita, di poter capire tutto con la sola ragione, e di non aspettarsi altro aiuto che quello di una scienza quantitativa, meccanicistica e senz&#8217;anima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La celebre scrittrice inglese ed esperta di occultismo e magia Dion Fortune (il cui vero nome era Violet Mary Firt: Llandudno, 1890- Londra, 1945) ha raccontato<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[92],"class_list":["post-29432","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29432","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29432"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29432\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29432"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29432"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29432"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}