{"id":29431,"date":"2008-09-03T10:59:00","date_gmt":"2008-09-03T10:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/03\/vampiri-e-lupi-mannari-sono-creature-della-mente-o-provengono-da-unaltra-dimensione\/"},"modified":"2008-09-03T10:59:00","modified_gmt":"2008-09-03T10:59:00","slug":"vampiri-e-lupi-mannari-sono-creature-della-mente-o-provengono-da-unaltra-dimensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/03\/vampiri-e-lupi-mannari-sono-creature-della-mente-o-provengono-da-unaltra-dimensione\/","title":{"rendered":"Vampiri e lupi mannari sono creature della mente o provengono da un&#8217;altra dimensione?"},"content":{"rendered":"<p>Sia i vampiri che i lupi mannari sono creature presenti da lungo tempo nel folklore e nei racconti di moltissimi popoli, sia in Europa che negli altri continenti.<\/p>\n<p>Nel suo interessante (e poco conosciuto) libro <em>Il tamburo degli spiriti<\/em>, Michele Anagrio racconta diversi episodi, sia antichi che moderni, che si sarebbero verificati in Estremo Oriente, e particolarmente in Cina. (1)<\/p>\n<p>Ma, per limitarci al nostro continente, possiamo osservare che sia la tradizione relativa alla licantropia, ossia alla trasformazione dell&#8217;uomo in lupo (o in altro animale selvaggio, come l&#8217;orso), sia quella relativa al vampirismo, risalgono all&#8217;antichit\u00e0 classica. Il primo racconto completo relativo ai lupi mannari si trova nel <em>Satyricon<\/em> di Petronio, romanzo dell&#8217;epoca di Nerone (seconda met\u00e0 del I sec. d. C.); mentre dei vampiri, ossia morti che ritornano dalla tomba per succhiare il sangue e la vita dei vivi, o di creature similari (le <em>lamie<\/em>), vi \u00e8 traccia gi\u00e0 nel mondo ellenistico. Ne parla, in particolare, Filostrato, alla fine del II o al principio del III sec. d. C., nella sua <em>Vita di Apollonio di Tiana<\/em>, commissionatagli dalla moglie di Settimio Severo.<\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in alcuni precedenti lavori (2); per cui non ci soffermeremo oltre, in questa sede, sull&#8217;aspetto storico di tali tradizioni, tanto pi\u00f9 che esistono gi\u00e0 degli ottimi studi sull&#8217;argomento. Fra tutti, ricordiamo qui <em>La stirpe di Dracula<\/em>, di Massimo Introvigne (3), il quale, peraltro, relega senz&#8217;altro l&#8217;intera tradizione relativa al vampirismo nel regno delle credenze prive di fondamento oggettivo.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo, invece, \u00e8 proprio il punto che qui ci interessa approfondire.<\/p>\n<p>La domanda che vogliamo porci \u00e8 se delle tradizioni cos\u00ec remote, che partono dall&#8217;antichit\u00e0 greco-romana (per non parlare di civilt\u00e0 anteriori, quali l&#8217;egizia, la sumero-babilonese, l&#8217;indiana), possano essere liquidate semplicemente quali leggende prive di riscontro reale; o se si possa ammettere in esse un nucleo di verit\u00e0, poi rielaborato in forme sempre pi\u00f9 corrive e popolari, quali il romanzo ad effetto (si pensi a <em>Dracula il vampiro<\/em>, di Bram Stoker) o il film del genere orrorifico.<\/p>\n<p>In subordine, ci domandiamo se, una volta ammesso un tale nucleo di verit\u00e0, degli esseri come i vampiri e i lupi mannari si debbano intendere esclusivamente quali creature della mente &#8211; ad esempio, i cosiddetti \u00abvampiri psichici\u00bb evocati dagli stregoni dediti alla magia nera &#8211; o quali creature provenienti da un altro mondo o, piuttosto, da un&#8217;altra dimensione.<\/p>\n<p>\u00c8 stato notato, infatti &#8211; a convalidare quest&#8217;ultima possibilit\u00e0 &#8211; che alcune apparizioni di vampiri e lupi mannari presentano caratteristiche tali da apparentarle alle apparizioni dei fantasmi, particolarmente per quel che riguarda la loro scomparsa improvvisa e totale, come se si fossero dissolti all&#8217;improvviso.<\/p>\n<p>Ricordiamo, per inciso, che il sacerdote anglicano Donald Omand, protagonista di una serie di vicende inquietanti e di esorcismi spettacolari negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, era fermamente persuaso che molte creature minacciose o fantasmatiche, come vampiri, cani fantasma e creature preistoriche, quali il \u00abmostro\u00bb di Loch Ness, fossero emanazioni del Male e che non avessero consistenza reale, bens\u00ec provenissero da una irruzione di forze diaboliche, cui l&#8217;unica risposta possibile era una cerimonia di esorcismo (4).<\/p>\n<p>Abbiamo anche preso in esame, in altra sede, la possibilit\u00e0 che queste creature malefiche siano opera di evocazione da parte di praticanti della magia nera; e, anzi, riteniamo molto probabile, se non addirittura certo, che almeno una parte della casistica ad esse relativa tragga origine da questo genere di operazioni. (5)<\/p>\n<p>I casi dei quali ci vogliamo qui particolarmente occupare sembrano andare, tutti e tre, nella direzione di una realt\u00e0 <em>altra<\/em>, popolata da creature non umane e malefiche, le quali potrebbero essere tanto di origine diabolica, quanto di origine magica.<\/p>\n<p>Scrive Rosemary Ellen Guiley nel suo <em>Dizionario dei vampiri e dei lupi mannari<\/em>:<\/p>\n<p><em>Che i Lupi mannari esistano davvero nel mondo reale o che siano parte di un qualche mondo parallelo che occasionalmente e temporaneamente diviene accessibile, \u00e8 stato dibattuto dai ricercatori. Alcuni incontri paiono piuttosto spettrali, suggerendo cos\u00ec un mondo o una dimensione parallela. Elliott O&#8217;Donnell riport\u00f2 il caso di un apparente Lupo mannaro fantasma, riferitogli da una giovane donna che aveva avuto tale esperienza. Jean St. Denis abitava in una piccola fattoria nel Merionetshire, nel Galles. Andava alla banchina della stazione ferroviaria per disegnare i suoi schizzi. Una notte, al tramonto, mentre stava raccogliendo la sua roba, not\u00f2 una figura strana e indistinta seduta su un carro merci l\u00ec vicino. Quella figura pareva fissarla. In quel momento si rese perfettamente conto del fatto che la stazione era deserta, eccezion fatta per lei e quella figura che lei scambi\u00f2 per un uomo. Gli chiese l&#8217;ora, ma quello non rispose. Jean St. Denis fin\u00ec rapidamente di impacchettare le sue cose e se ne and\u00f2. Avrebbe dovuto camminare fino alla fattoria da sola, mentre faceva sempre pi\u00f9 buio. Lungo la strada, si rese conto di essere seguita., Guardandosi alle spalle, riusc\u00ec a vedere quella strana figura dietro di s\u00e9. Con tutta quella strada buia e solitaria da percorrere, decise di affrontarlo. Rimase terrorizzata nello scoprire che il suo inseguitore era per met\u00e0 uomo e per met\u00e0 lupo. Aveva il corpo simile a quello di un uomo, nudo e grigio, e una spaventosa testa di lupo con occhi fiammeggianti. Quando accese la torcia verso quel volto, quello si ritrasse e mise davanti agli occhi le mani simili a zampe. Poi la creatura scomparve completamente, come un fantasma.<\/em> (6)<\/p>\n<p>Come si vede, in questo racconto compaiono elementi tipici della fenomenologia dei fantasmi \u00abclassici\u00bb, quali la comparsa improvvisa e la scomparsa subitanea. La sensazione che se ne ricava, pertanto, \u00e8 quella di trovarsi di fronte a una creatura di tipo spettrale, a una apparizione pi\u00f9 che a una presenza fisica.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, lo sguardo fisso del lupo mannaro sulla signorina Jean St. Denis, protagonista dell&#8217;episodio, e il silenzioso inseguimento attraverso il bosco nell&#8217;oscurit\u00e0 incipiente del sole al tramonto, ci riportano a un&#8217;altra tipologia di fenomeni preternaturali, che ricorda piuttosto taluni \u00abincontri ravvicinati\u00bb fra esseri umani e creature extraterrestri.<\/p>\n<p>Gli studiosi del fenomeno U. F O. sanno bene che, in una certa percentuale dei cosiddetti \u00abincontri ravvicinati\u00bb del terzo o quarto tipo, la comparsa di aeronavi aliene e il loro atterraggio, generalmente notturno, in presenza di testimoni umani, \u00e8 accompagnata dalla comparsa inspiegabile, e dalla scomparsa altrettanto misteriosa, di creature umanoidi pelose e selvagge, dall&#8217;aspetto terrificante e dalla statua gigantesca; in maniera tale da lasciar ipotizzare una qualche forma di relazione tra i due ordini di fenomeni. (7)<\/p>\n<p>Se cos\u00ec fosse, bisognerebbe ammettere che, in tali casi, ci troviamo in presenza di una tipologia di fenomeni che coinvolgono sia la sfera materiale (la comparsa delle astronavi), sia quella medianica, con l&#8217;irruzione di creature che richiamano il pitecantropo evocato dal famoso <em>medium<\/em> polacco Franek Klusky nel corso di una seduta spiritica, con terrore dei partecipanti; episodio del quale abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di parlare. (8)<\/p>\n<p>Altro discorso \u00e8 quello relativo all&#8217;esistenza <em>fisica<\/em> di tali creature e, in particolare, alla possibilit\u00e0 di una trasformazione <em>reale<\/em> di un essere umano in un animale o in un vampiro. Nell&#8217;Europa del Medioevo e del Rinascimento tale credenza era diffusa e condivisa dalle persone colte, ad esempio dai magistrati impegnati nei processi di stregoneria. (9)<\/p>\n<p>La scienza moderna \u00e8, invece, totalmente scettica riguardo a tale fenomenologia, a dispetto del fatto che testimoni degni di fede siano stati in gradi di riferirne in circostanze tali &#8211; ad esempio, missionari cattolici stabiliti presso societ\u00e0 tribali dell&#8217;Africa o dell&#8217;Oceania &#8211; che dovrebbero lasciare fortemente pensierosi anche i pi\u00f9 scettici, se non facesse loro velo un inveterato pregiudizio positivista e scientista. (10)<\/p>\n<p>Ma torniamo al nostro tema iniziale, quello dell&#8217;apparizione e della improvvisa, misteriosa scomparsa di licantropi in circostanze relativamente ben documentate, nel contesto della societ\u00e0 europea moderna e, precisamente, della Gran Bretagna, tra la fine del XIX e il principio del XX secolo.<\/p>\n<p>Dopo quello della signorina Jean St. Denis, dobbiamo riferire di altri due casi, ancor pi\u00f9 clamorosi e inquietanti: quello del cosiddetto \u00ablupo mannaro del Merionetshire\u00bb, databile circa al 1880; e quello del cosiddetto \u00ablupo mannaro delle Isole Ebridi\u00bb, di una ventina d&#8217;anni pi\u00f9 recente.<\/p>\n<p>Entrambi sono particolarmente notevoli perch\u00e9 implicherebbero un legame esistente fra i resti mortali di tali creature, e la loro capacit\u00e0 di manifestarsi &#8211; assai minacciosamente &#8211; ai viventi, anche a distanza di molti anni. Inoltre indicherebbero che la \u00absoglia\u00bb fra la nostra dimensione e la loro, pu\u00f2 &#8211; in determinate circostanze &#8211; assottigliarsi pericolosamente, al punto da rendere possibile una irruzione di tali creature nel nostro mondo <em>fisico.<\/em><\/p>\n<p>Sia nell&#8217;uno che nell&#8217;altro caso, infatti, ci si pu\u00f2 chiedere &#8211; e la domanda non \u00e8 affatto oziosa &#8211; che cosa sarebbe avvenuto se il lupo mannaro avesse potuto forzare le porte o le finestre delle abitazioni che aveva preso di mira. Ma ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto, e gli esseri umani che furono testimoni di tali, raccapriccianti avvenimenti sono sopravvissuti per raccontarceli.<\/p>\n<p>Incominciamo dal caso del \u00ablupo mannaro del Merionetshire\u00bb, non senza aver notato, in via preliminare, che il fatto ebbe luogo nella stessa contea ove la giovane pittrice Jean St. Denis aveva vissuto la sua paurosa avventura, nella quale &#8211; \u00e8 giusto ricordarlo &#8211; ella diede prova di un coraggio eccezionale, allorch\u00e9 decise di affrontare, sola, nel bosco gi\u00e0 avvolto dall&#8217;oscurit\u00e0, il suo terrificante inseguitore.<\/p>\n<p>Il Merioneth \u00e8 una regione piuttosto isolata del Galles settentrionale, montuosa e lacustre, che si affaccia con le sue coste alte e rocciose sullo specchio del Mare d&#8217;Irlanda.<\/p>\n<p>Era una terra povera e aspra, ove particolarmente forti sono le reminiscenze del passato celtico e pagano; una terra dove tutte le dominazioni &#8211; la romana, l&#8217;anglosassone, la normanna &#8211; sono scivolate piuttosto in superficie, senza scalfire lo zoccolo duro di una cultura popolare tuttora dominata dalla concezione di una natura popolata da esseri \u00abelementali\u00bb, capaci di assumere svariate forme; nonch\u00e9 da una credenza radicata nella magia e nella stregoneria.<\/p>\n<p>Riferisce, dunque, la Guiley:<\/p>\n<p><em>L&#8217;incidente del Lupo Mannaro (&#8230;) si verific\u00f2 nel 1880 sulle rive di un remoto lago situato sulle colline del Merionetshire, nel Galles. Un professore di Oxford di cui non si conosce il nome, e sua moglie, affittarono un cottage sulla sponda del lago per una estate, in modo da consentire al professore di soddisfare la sua passione per la pesca. Durante la loro permanenza, ricevettero un ospite. Un giorno, mentre stava vogando sul lago, il professore scopr\u00ec vicino alla spiaggia un teschio che sembrava essere quello di un cane molto grosso. Dopo averlo portato nel cottage, lo lasci\u00f2 su uno scaffale in cucina. Quella sera, sua moglie si trovava sola nel cottage. A un certo punto, sent\u00ec soffiare e grattare alla porta della cucina, in un modo che sembrava quello di un cane. Allora and\u00f2 a sbarrare la porta.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando si mosse, qualcosa attir\u00f2 la sua attenzione alla finestra, e l\u00ec vide attraverso i pannelli di vetro la testa di un&#8217;enorme creatura, met\u00e0 uomo e met\u00e0 animale, che la stava fissando minacciosamente. Le crudeli mandibole erano spalancate e mostravano dei bianchi denti affilati; le grandi zampe ricoperte di peli raspavano il davanzale come se fossero delle mani; gli occhi rossi fissavano minacciosamente, era lo sguardo fisso di un uomo, orribilmente intenso, orribilmente intelligente. Semisvenuta per la paura, la donna corse alla porta anteriore e tir\u00f2 il chiavistello. Un attimo dopo ud\u00ec un forte respiro al di fuori, e il chiavistello sferragli\u00f2 Minacciosamente. I minuti che seguirono furono pieni di un&#8217;acuta suspense e, sia allora che dopo, si udirono dei ringhi alla porta e alla finestra, nonch\u00e9 dei rumori come se quella creatura stesse cercando di forzare l&#8217;ingresso per entrare. Finalmente le voci di suo marito e dell&#8217;amico di ritorno dalla passeggiata risuonarono nel piccolo giardino e, quando bussarono, dal momento che avevano trovato la porta chiusa, lei fu appena capace di aprirla, che cadde svenuta ai loro piedi.<\/em><\/p>\n<p><em>Evidentemente i due uomini non avevano udito n\u00e9 visto alcunch\u00e9 fuori dall&#8217;ordinario. Quando la moglie ebbe riferito ci\u00f2 che le era accaduto, i dure uomini rimasero alzati tutta la notte, armati di bastoni e di un fucile.<\/em><\/p>\n<p><em>Le ore trascorsero lente, finch\u00e9 tutto fu buio e si ud\u00ec il rumore attutito di zampe sulla ghiaia fuori, mentre delle unghie raspavano alla finestra della cucina. Con loro grande orrore, in una luce pallida e fosforescente, videro la maschera minacciosa di un lupo con gli occhi di un uomo che scrutavano attraverso i vetri, occhi che erano rossi e in preda a una rabbia infernale. Afferrato il fucile, si precipitarono alla porta, ma quella creatura si era accorta dei loro movimenti e si era dileguata in un attimo. Non appena uscirono dalla casa, una sagoma spettrale indefinibile sfrecci\u00f2 attraverso la porta aperta e, alla luce delle stelle, essi riuscirono a vedere un enorme animale che si dirigeva al lago nel quale scomparve silenziosamente , senza lasciare alcuna increspatura sulla superficie dell&#8217;acqua.<\/em><\/p>\n<p><em>La mattina dopo, il professore si rec\u00f2 in mezzo al lago e lanci\u00f2 il teschio il pi\u00f9 lontano possibile nell&#8217;acqua. Il Lupo Mannaro non fu mai pi\u00f9 visto.<\/em> (11)<\/p>\n<p>Questo racconto straordinario &#8211; nel quale gli scettici incalliti non mancheranno di notare elementi forse un po&#8217; troppo letterari &#8211; \u00e8 stato riferito da quella strana figura di sacerdote e di studioso dell&#8217;occulto che fu l&#8217;inglese Montague Summers (nato a Clifton, preso Bristol, nel 1880 e che, quindi, venne a sapere del fatto parecchi anni dopo che si era verificato), personalit\u00e0 controversa e sulla quale si \u00e8 detto e scritto tutto e il contrario di tutto.<\/p>\n<p>Summers ne parla nel suo libro <em>The Wereewolf<\/em> (ossia <em>Il Lupo Mannaro<\/em>) e, secondo lui, \u00e8 probabilmente lo stesso caso descritto da J. Wentworth Day sulla rivista <em>The Passing Show<\/em>, in data 9 luglio 1932. Inoltre, come fa notare la Guiley, il caso del \u00ablupo mannaro del Merionetshire\u00bb presenta alcune somiglianze con il caso del \u00abvampiro di Colin Grange\u00bb, verificatosi in Inghilterra nel 1871; sebbene la stessa autrice metta in guardia circa la possibile presenza di elementi immaginari sia nell&#8217;una che nell&#8217;altra vicenda, non per\u00f2 tali da indurre il ricercatore onesto e imparziale a scartarle aprioristicamente quali frutto d&#8217;invenzione.<\/p>\n<p>E passiamo al terzo e ultimo episodio della serie, che presenta notevoli somiglianze con il secondo, anche se si svolse in un contesto leggermente diverso: le remote Isole Ebridi, a nord-ovest della Scozia, nei primissimi anni del Novecento.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo riferisce la Guiley:<\/p>\n<p><em>Il caso si verific\u00f2 agli inizi del XX secolo, e ne furono protagonisti Andrew Warren e suo nonno, un anziano della chiesa locale, Interessati alla storia naturale e alla geologia, il nonno voleva spesso recarsi in campagna alla ricerca di interessanti reperti. Un giorno, mentre stava esaminando un cespuglio rinsecchito, trov\u00f2 alcune vecchie ossa che port\u00f2 a casa e fece vedere a Warren. Si rivelarono delle ossa appartenenti a uno scheletro umano con una testa di lupo. Una sera il ragazzo si trovava solo a casa, poich\u00e9 gli adulti erano andati in chiesa. A un certo punti ud\u00ec un rumore sul retro della casa, ma non riusc\u00ec a trovare alcun segno d&#8217;intrusione. Le ossa si trovavano sul tavolo della cucina. Improvvisamente si ud\u00ec un forte raspare alla finestra. Guardando attentamente, Warren vide una faccia scura, dapprima indistinta, che divenne poi pi\u00f9 chiara. Era una grossa testa di lupo su un collo umano. Scioccato, Warren in un primo momento pens\u00f2 che si trattasse di un&#8217;illusione causata dal riflesso del sole sui vetri, ma la visione non scompariva. Warren ne colse i dettagli: aveva le mandibole leggermente allungate; le labbra arricciate in un ringhio che mostrava dei denti bianchi e affilati; orecchie a punta e occhi verdi. Il Lupo Mannaro mostr\u00f2 una mano dall&#8217;aspetto umano che aveva dei lunghi artigli ricurvi. Temendo che potesse rompere il vetro, Warren abbandon\u00f2 di corsa la cucina, chiudendo a chiave la porta dietro di s\u00e9. Rimase quindi nel vestibolo finch\u00e9 la sua famiglia non fece ritorno a casa ma, per allora, il Lupo mannaro se ne era andato. Il giorno seguente, Warren e il nonno riportarono le ossa nel cespuglio. Il Lupo Mannaro non fu mai pi\u00f9 visto.<\/em> (12)<\/p>\n<p>Che dire di questi episodi, che paiono sospesi in una regione misteriosa fra la letteratura di fantasia e la realt\u00e0 quotidiana?<\/p>\n<p>Le ipotesi che se ne potrebbero trarre sono molte; ma, su tutte &#8211; crediamo &#8211; si impone quella che suggerisce l&#8217;esistenza di una tenute barriera divisoria fra il nostro mondo ordinario e un altro mondo, o pi\u00f9 mondi, popolati da creature favolose (e, in questi casi, malefiche), delle quali rimane traccia nel folklore delle regioni pi\u00f9 isolate e investite relativamente tardi dalla grande ondata della modernizzazione.<\/p>\n<p>Studiosi come il gi\u00e0 nominato Montague Summers e come Elliott O&#8217;Donnell (1872-1965) credevano ancora, in pieno XX secolo, all&#8217;esistenza reale di vampiri e lupi mannari, anche se con sfumature diverse; e li consideravano come prodotti delle Forze del Male, ossia come creature di origine diabolica.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra possibile interpretazione \u00e8, come gi\u00e0 detto, quella medianica, secondo la quale tali creature &#8211; cos\u00ec come altre, benevole o, comunque, non necessariamente malefiche, quali gnomi, fate e simili &#8211; siano il risultato di una operazione del pensiero, vuoi consapevole (spiritismo, magia nera), vuoi inconsapevole (fenomeni paranormali tipo <em>poltergeist<\/em>, o anche bilocazioni); cio\u00e8, in ultima analisi, creature della mente, la cui esistenza \u00e8 effimera e legata unicamente ad un soggetto umano che le ha \u00abevocate\u00bb.<\/p>\n<p>Ci piace concludere, provvisoriamente, queste brevi riflessioni, riportando un pensiero del grande studioso italiano dell&#8217;occulto Leo Talamonti, uno dei pi\u00f9 seri e preparati a livello mondiale, tratta dal suo libro forse pi\u00f9 celebre, <em>Universo proibito<\/em>:<\/p>\n<p><em>&#8230;Ecco come i sogni si organizzano, e cominciano a vivere di vita propria. Opinioni non dissimili troviamo espresse da occultisti di altri paesi: il tedesco Rudolfd Schwartz, ad esempio, e la francese Anne Osmont. Secondo lo Schwarz,nel mondo ultrasensibile \u00abesistono per davvero le fate, gli gnomi, i draghi, i demoni e tutti gli esseri dei quali si parla nelle saghe e nelle fiabe\u00bb. La Osmont, nota occultista da poco scomparsa, si attiene alla definizione pi\u00f9 comune di \u00abspiriti elementali\u00bb e ce li presenta, un po&#8217; vagamente, come \u00abforze presumibilmente coscienti, che presiedono alle varie manifestazioni degli eventi naturali\u00bb. Dato il loro carattere capriccioso e imprevedibile, ritiene doveroso mettere in guardia il lettore: \u00abState attenti: o li dominate e li asservite fin dal primo momento, o ne sarete asserviti\u00bb&#8230;<\/em>(13)<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>1)  Cfr. M. Anagrio, <em>Il tamburo degli spiriti<\/em>, Dellavalle Editore, Torino, 1971, spec. il cap. V, <em>Le porte aperte.<\/em><\/p>\n<p>2)  Cfr. F. Lamendola, <em>Mostri, fantasmi e vampiri nel mondo antico<\/em>, pubblicato negli <em>Atti<\/em> della Societ\u00e0 \u00abDante Alighieri\u00bb, vol. 4, ediz. 2006; cfr. anche <em>Apollonio di Tiana e il vampiro<\/em>, consultabile sul sito di Edicolaweb.<\/p>\n<p>3)  Cfr. M. Introvigne, <em>La stirpe di Dracula. Indagine sul vampirismo dall&#8217;antichit\u00e0 ai nostri giorni<\/em>, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997.<\/p>\n<p>4)  Cfr. M. Alexander (a cura di), <em>La mia vita col diavolo<\/em> (titolo originale: <em>To Anger the Devil<\/em>, 1978; traduzione italiana di Bianca Bassoli, Casa Editrice M. E. B. Torino, 1980.<\/p>\n<p>5)  Cfr. F. Lamendola, <em>Da dove vengono le materializzazioni del pensiero?<\/em>, consultabile sul sito di Edicolaweb e di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>6)  R. E. Guiley, <em>Dizionario dei vampiri e dei lupi mannari<\/em> (titolo originale: <em>The Encyclopedia of Vampires, Werewolves, and Other Monsters<\/em>, New York, 2005; traduzione italiana di Alessandro Pilo, Newton Compton Editori, Roma, 2007, p. 215.<\/p>\n<p>7)  Cfr. R. J. Perrin, <em>Contatti UFO<\/em> (titolo originale: <em>Le Myst\u00e8re des O.V.N.I. Fantastiques contacts extraterrestres<\/em>, Editions Pygmalion, Paris, 1976; traduzione italiana di Lucia Pontorieri, Giovanni De Vecchi Editore, Milano, 1978, pp. 288-93.<\/p>\n<p>8)  Cfr. F. Lamendola, <em>Da dove vengono le materializzazioni del pensiero?<\/em>, cit.<\/p>\n<p>9)  Vedi F. Lamendola, <em>Un caso di licantropia nella Germania del tardo XVI secolo<\/em>, consultabile sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>10) Vedi F. Lamendola, <em>Andr\u00e9 Dupeurat: un missionario contro gli stregoni<\/em>, consultabile sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>11) R. E. Guiley, <em>Op. cit.<\/em>, p. 220.<\/p>\n<p>12) <em>Ibidem<\/em>, pp. 221-22.<\/p>\n<p>13) L. Talamonti, <em>Universo proibito<\/em>, Sugar Editore, Milano, 1966; e Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1969, p. 244.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sia i vampiri che i lupi mannari sono creature presenti da lungo tempo nel folklore e nei racconti di moltissimi popoli, sia in Europa che negli<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[92],"class_list":["post-29431","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-zoologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-zoologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29431"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29431\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30135"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}