{"id":29430,"date":"2009-10-05T10:32:00","date_gmt":"2009-10-05T10:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/05\/indignarsi-e-giusto-ma-saper-valorizzare-la-luce-anche-nel-male-e-il-senso-ultimo-della-vita\/"},"modified":"2009-10-05T10:32:00","modified_gmt":"2009-10-05T10:32:00","slug":"indignarsi-e-giusto-ma-saper-valorizzare-la-luce-anche-nel-male-e-il-senso-ultimo-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/05\/indignarsi-e-giusto-ma-saper-valorizzare-la-luce-anche-nel-male-e-il-senso-ultimo-della-vita\/","title":{"rendered":"Indignarsi \u00e8 giusto; ma saper valorizzare la luce anche nel Male, \u00e8 il senso ultimo della vita"},"content":{"rendered":"<p>Per una persona sensibile e dotata di un normale sentimento di giustizia, lo spettacolo quotidiano del mondo non \u00e8 cosa che si possa tollerare facilmente, senza provare un moto istintivo di ribellione, di sacrosanta indignazione.<\/p>\n<p>Lo spettacolo della furberia che, ad ogni ora, ad ogni occasione, inganna la buona fede; della prepotenza, che prevarica sulla mitezza; dell&#8217;ottusit\u00e0, che ostacolo in mille modi l&#8217;intelligenza; dell&#8217;egoismo, che infligge crudeli sofferenze a chi non sta bene in guardia; della cialtroneria, che soffoca e calunnia la limpidezza e l&#8217;abnegazione: tutto questo \u00e8 veramente duro da sopportare senza reagire, senza provare un fremito di disgusto.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, non occorre essere degli incorreggibili cinici, basta essere soltanto dei ragionevoli realisti, per rendersi conto che tale spettacolo \u00e8 praticamente la norma nelle societ\u00e0 umane (in alcune di pi\u00f9, in altre un po&#8217; meno, ma fino a un certo punto) e specialmente nell&#8217;ambito dei posti di responsabilit\u00e0, l\u00e0 dove si esercita un certo grado di potere, dove circola molto denaro, dove si pu\u00f2 decidere o influenzare significativamente la vita delle masse.<\/p>\n<p>\u00c8 triste, ma \u00e8 cos\u00ec: lo vediamo, con la massima evidenza, nell&#8217;ambito della politica, ma anche in quello della finanza, dell&#8217;impresa, delle libere professioni, della pubblica amministrazione, della sanit\u00e0, della cultura, dell&#8217;informazione, e perfino dello sport (doping, partite truccate, falli e scorrettezze di ogni genere), che, in teoria, dovrebbe essere quello pi\u00f9 pulito di tutti, ispirato solo ad un sano spirito agonistico.<\/p>\n<p>Ovunque le stesse scene, le stesse situazioni: il merito misconosciuto, l&#8217;onest\u00e0 derisa e vilipesa, la fiducia ingannata, la lealt\u00e0 disattesa, l&#8217;amore e il perdono, ricambiati con l&#8217;odio e la sete di vendetta: in breve, una continua selezione dei peggiori, che tende a mettere fuori corso i valori etici e a far sentire quanti ancora credono in essi, come gli ultimi dei Mohicani: una nobile razza in via di estinzione, ormai matura per essere rimpiazzata da una razza pi\u00f9 dura e volitiva, pi\u00f9 ambiziosa e aggressiva, quasi del tutto priva di scrupoli.<\/p>\n<p>Indignarsi davanti a tutto ci\u00f2, dunque, \u00e8 perfettamente comprensibile, e persino moralmente doveroso: altrimenti, vorrebbe dire che, poco alla volta, ci stiamo abituando alla disonest\u00e0, alla calunnia, alla stupidit\u00e0, all&#8217;invidia, al cattivo gusto e alla spietatezza; ossia, che ci stiamo abituando a disumanizzarci sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p>E tuttavia&#8230;<\/p>\n<p>E tuttavia, bisogna avere la forza e l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di riconoscere che, davanti al pur deplorevole spettacolo del trionfo quotidiano dei peggiori: dei politici venduti, degli amministratori disonesti, dei professionisti incompetenti, dei diplomati asini, dei contribuenti evasori, degli intellettuali ignoranti e presuntuosi, e perfino degli sportivi sleali e scorretti, sorge nell&#8217;animo una sorta di maligno compiacimento, di masochistico piacere nell&#8217;affondare sempre pi\u00f9 il coltello nella piaga, ma limitandosi a delle critiche e a delle denunce puramente verbali e inconcludenti; come se l&#8217;anima godesse di appesantire le proprie ali e di volare sempre pi\u00f9 in basso, quasi sopraffatta da un torbido istinto di autodistruzione, da un funesto \u00abcupio dissolvi\u00bb.<\/p>\n<p>Si tratta di una forma di morboso compiacimento ad indugiare nel pessimismo, nella desolazione, nella negativit\u00e0; come se l&#8217;anima, ammalata di tristezza, non potesse o non avesse pi\u00f9 il sincero desiderio di elevarsi verso regioni ove l&#8217;aria \u00e8 pi\u00f9 respirabile.<\/p>\n<p>Occorre reagire a questa tendenza, che si sviluppa quasi inavvertitamente e che trova alimento in una naturale reazione davanti alle brutture dell&#8217;esistente, facendo leva su di un opposto atteggiamento: quello della gratitudine e della meraviglia di fronte all&#8217;incanto del mondo e alla bont\u00e0 e sapienza dell&#8217;Essere, che lo ha tratto all&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Solo da questo atteggiamento di positivit\u00e0, di fiducia, accompagnato dalla capacit\u00e0 di vedere e valorizzare gli aspetti luminosi esistenti anche in un paesaggio oscuro, potr\u00e0 darci la forza di porci in maniera costruttiva di fronte al compito che siamo stati chiamati a svolgere nella vita: che \u00e8 quello di elevarci spiritualmente, e, cos\u00ec facendo, di rischiarare anche l&#8217;ambiente intorno a noi, contribuendo all&#8217;elevazione del prossimo.<\/p>\n<p>Scriveva Rudolf Steiner nel primo capitolo del suo libro \u00abL&#8217;iniziazione\u00bb (Editrice Antroposofica, 1988; cit. in: Paola Giovetti, \u00abRudolf Steiner. La vita e l&#8217;opera del fondatore dell&#8217;Antroposofia\u00bb, Roma, Edizioni Mediterranee, 1992, pp. 95-97):<\/p>\n<p>\u00abSe non sviluppiamo in noi il sentimento profondo che esiste qualcosa di superiore a noi, non troveremo neppure in noi stessi la forza di elevarci. L&#8217;iniziato acquista la forza di elevare la testa fino alle vette della conoscenza soltanto perch\u00e9 ha sviluppato in cuore venerazione e devozione. Si pu\u00f2 accedere alle vette dello spirito soltanto attraverso la porta dell&#8217;umilt\u00e0. Non si pu\u00f2 conseguire una giusta conoscenza se prima non si \u00e8 imparato a rispettarla: il diritto di fissare gli occhi nella luce va meritato.<\/p>\n<p>Nella vita spirituale esistono leggi come in quella materiale. Strofinando una bacchetta di vetro con una stoffa adatta, la si fa diventare elettrica, le si conferisce cio\u00e8 la forza di attirare corpuscoli che corrisponde a una legge di natura. Allo stesso modo chi ha appreso i principi fondamentali della scienza occulta, sa che ogni sentimento di autentica devozione che si sviluppa nell&#8217;anima smuove una forza che presto o tardi fa progredire la conoscenza.<\/p>\n<p>Chi non ha disponibilit\u00e0 alla devozione si trover\u00e0 in difficolt\u00e0 fin dal primo gradino del processo della conoscenza, a meno che attraverso un processo di autoeducazione non riesca a creare in s\u00e9 l&#8217;atteggiamento voluto: sia ben chiaro che quando si parla di venerazione non s intende il venerare gli uomini, ma la verit\u00e0 e la conoscenza.<\/p>\n<p>\u00c8 bene rendersi subito conto che una persona completamente immersa nella civilt\u00e0 tutta proiettata verso l&#8217;esteriorit\u00e0 come \u00e8 la nostra, incontrer\u00e0 gravi difficolt\u00e0 per giunge alla conoscenza dei mondi superiori. Potr\u00e0 riuscirvi soltanto lavorando energicamente con se stesso. Nei tempi in cui le condizioni della vita materiale erano pi\u00f9 facili, era anche pi\u00f9 facile conseguire una elevazione spirituale: ci\u00f2 che meritava venerazione, ci\u00f2 che era da considerarsi sacro, emergeva facilmente. In un&#8217;epoca portata alla critica come la nostra, gli ideali si abbassano, e altri sentimenti subentrano al rispetto, alla venerazione, alla devozione e all&#8217;ammirazione.<\/p>\n<p>Chi dunque cerca la conoscenza deve creare in s\u00e9 questi sentimenti, deve infonderli da solo alla propria anima &#8212; e questo non si ottiene con lo studio, ma soltanto con la vita. Chi vuole divenire discepolo dell&#8217;occultismo, deve perci\u00f2 educarsi energicamente all&#8217;atteggiamento devozionale. Nell&#8217;ambiente che lo circonda, nelle proprie esperienze egli deve cercare ci\u00f2 che pu\u00f2 suscitargli ammirazione, rispetto, devozione. Se incontro una persona e mi metto a biasimare le sue debolezze, mi tolgo forza; se invece cerco di rendermi conto con amore delle sue qualit\u00e0, accumulo forza. Ii discepolo deve sempre ricordarsi di seguire questo consiglio; gli occultisti esperti sanno infatti che \u00e8 sempre bene guardare al lato positivo delle cose, astenendosi dal giudicare. Questa non deve rimanere una semplice norma di vita, deve penetrare nel profondo dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo ha in mano la capacit\u00e0 di trasformarsi, di perfezionarsi, ma questa trasformazione deve avvenire nella sua interiorit\u00e0 pi\u00f9 profonda, nel suo pensiero, nella sua mente: non basta mostrare esteriormente rispetto, il rispetto deve essere nel mio pensiero. Il discepolo dell&#8217;occultismo deve sorvegliare i pensieri di critica negativa e di irriverenza, e coltivare in s\u00e9 quelli di devozione. Ogni momento in cui ci si adopera a scoprire nella propria coscienza in cui ci si adopera a scoprire ci\u00f2 che essa contiene di biasimo, censura e critica del mondo e della vita, ci avvicina di un passo alla conoscenza superiore. E l&#8217;ascesa diventa rapida se in questi momenti riempiamo la coscienza soltanto di pensieri che suscitano in noi ammirazione, rispetto, venerazione per il mondo e la vita. Chi ha esperienza di queste cose, sa che in ognuno di questi momenti si destano nell&#8217;uomo forze che altrimenti resterebbero latenti e si aprono gli occhi spirituali dell&#8217;uomo. Egli inizia cos\u00ec a vedere cose che prima non poteva vedere, comincia a rendersi conto che prima vedeva soltanto una parte del mondo circostante. Naturalmente per mezzo di questa sola norma di vita non sar\u00e0 possibile vedere, per esempio, quella che viene chiamata aura umana, perch\u00e9 per arrivare a tanto \u00e8 necessario seguire una disciplina ancora pi\u00f9 elevata: ma per giungervi \u00e8 necessario esercitare la disciplina della devozione.\u00bb<\/p>\n<p>Ci si chieder\u00e0, a questo punto, se il percorso verso l&#8217;illuminazione interiore non renda di fatto impossibile esercitare una critica sul mondo quale esso \u00e8; il che, se fosse vero, darebbe ragione a quei filosofi materialisti, i quali sostengono da sempre che l&#8217;atteggiamento spirituale corrisponde ad una forma di acquiescenza nei confronti dell&#8217;esistente, e, dunque, ad una sorta di narcotico dell&#8217;anima, che consente agli sfruttatori di perseverare e alle ingiustizie di perpetuarsi.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che la vita quotidiana giace su di un piano di realt\u00e0 diverso da quello della vita dello spirito. L&#8217;uomo spirituale, ossia l&#8217;uomo che ha saputo &#8211; come direbbe Steiner &#8211; risvegliare in se stesso il proprio Uomo Superiore, si \u00e8 distaccato dalle passioni e da tutto ci\u00f2 che lo lega in modo interessato al mondo materiale; pertanto, posto che voglia esercitare una critica nei confronti di taluni aspetti di quest&#8217;ultimo, ci\u00f2 non turber\u00e0 il suo equilibrio interiore, poich\u00e9 egli sapr\u00e0 farlo in maniera equanime e spassionata.<\/p>\n<p>Invece l&#8217;uomo materiale, ancora avvolto nell&#8217;aura grossolana dei desideri e delle paure irragionevoli, ancora accecato dalle illusioni dei sensi fisici, non sar\u00e0 capace di un tale distacco: per lui, ogni critica al mondo si trasformer\u00e0 in amarezza e cupo pessimismo. \u00c8 questo che Steiner intendeva, allorch\u00e9 affermava che la critica distruttiva ai propri simili ci toglie forza, mentre la capacit\u00e0 di valorizzare i loro aspetti positivi ce ne conferisce. Ed \u00e8 logico che sia cos\u00ec: perch\u00e9, se andiamo ad analizzare bene i meccanismi della nostra mente, non tarderemo a scoprire che molte persone le quali si abbandonano alla critica sistematica di tutto e di tutti, cercano in tal modo di dare sfogo a una propria insoddisfazione intima, che \u00e8, in ultima analisi, insoddisfazione, scarsa stima e pochissimo amore per se stesse.<\/p>\n<p>Solo chi abbia raggiunto un proprio equilibrio interiore, \u00e8 capace di esercitare la critica sulle cose e sugli esseri umani, senza scendere verso il basso e senza sprofondare nella palude del pessimismo e del cinismo. In pratica, una cosa \u00e8 la critica distruttiva e fine a se stessa; un&#8217;altra, e ben diversa, \u00e8 la critica costruttiva, animata dal sincero desiderio di migliorare l&#8217;esistente, ma senza odio e senza mescolarvi le proprie personali frustrazioni e insoddisfazioni. La storia \u00e8 piena di esempi che dimostrano questa verit\u00e0: basata guardare, ad esempio, alle rivoluzioni politiche e sociali, e confrontare la figura del rivoluzionario fanatico con quella dell&#8217;idealista puro, intransigente, ma anche capace di profonda umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Di fatto, per\u00f2, allorch\u00e9 ci si impegna anima e corpo in una rivoluzione politica, le ragioni dello spirito tendono a scomparire e subentrano le passioni inferiori, ossia quelle che mascherano l&#8217;amarezza e la volutt\u00e0 del potere, dietro nobili parole d&#8217;ordine. E anche questa \u00e8 una cosa naturale: di regola, infatti, sono le anime che si muovono sul piano materiale dell&#8217;esistenza, a coltivare l&#8217;illusione che basti un mutamento politico e sociale, per rendere migliore e pi\u00f9 felice la societ\u00e0; mentre quelle che hanno compiuto un percorso di elevazione spirituale, sanno che questa \u00e8 la pi\u00f9 pericolosa delle illusioni, se prima non si \u00e8 capaci di compiere quella fondamentale rivoluzione che consiste nel cambiare se stessi.<\/p>\n<p>Tornando al nostro assunto iniziale, dobbiamo osservare che quello che Steiner chiama l&#8217;atteggiamento devozionale, \u00e8 lo stesso che noi, in molti precedenti lavori, abbiamo chiamato preghiera di lode e di ringraziamento. La preghiera, infatti, non consiste tanto nel rivolgere pensieri a ci\u00f2 che sta sopra di noi, magari per ottenere qualcosa, ma in tutto un atteggiamento di vita: un modo di essere, che consiste nel dirigere costantemente la nostra anima verso la lode e la gratitudine per la meraviglia del mondo cui siamo stati chiamati a partecipare.<\/p>\n<p>Di fatto, come afferma il nostro amico Antonio Marcian\u00f2, quello che conta \u00e8 essere sempre in grado di cogliere quel raggio di luce che pu\u00f2 brillare anche nelle tenebre del Male; perch\u00e9, come moderni alchimisti, noi dovremmo metterci in grado di trasformare anche il male in bene, distillando da esso e separando ci\u00f2 che \u00e8 irrimediabilmente oscuro e negativo, da ci\u00f2 che \u00e8 suscettibile di tornare verso la luce.<\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile prefiggersi l&#8217;obiettivo di migliorare il mondo, semplicemente distruggendo coloro i quali, a nostro giudizio, lo deturpano con le loro cattive azioni. Allo stesso modo, non \u00e8 un esercizio salutare, per l&#8217;anima, quello di concentrarsi sulla critica spietata di tutto e di tutti; mentre lo \u00e8 quello di cercare gli elementi positivi, sulla base dei quali si possa trovare un terreno di intesa e di collaborazione, il pi\u00f9 ampio possibile, fra tutti gli uomini di buona volont\u00e0. I quali, forse, non sono poi cos\u00ec pochi, come comunemente si pensa, allorch\u00e9 ci si lascia andare al pessimismo e alla tristezza.<\/p>\n<p>E poi, non si dimentichi la cosa pi\u00f9 importante di tutte: gli uomini e le donne di buona volont\u00e0 non sono mai soli. Accanto ad essi e sopra di essi, veglia una Forza potente, amorevole, misericordiosa, che infonde loro coraggio nei momenti difficili, e rischiara i loro pensieri con una dolce luce di speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una persona sensibile e dotata di un normale sentimento di giustizia, lo spettacolo quotidiano del mondo non \u00e8 cosa che si possa tollerare facilmente, senza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-29430","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29430\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}