{"id":29425,"date":"2012-02-09T09:30:00","date_gmt":"2012-02-09T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/09\/mentre-valentiniano-iii-celebra-vittorie-inesistenti-si-scatena-la-prima-guerra-anticattolica\/"},"modified":"2012-02-09T09:30:00","modified_gmt":"2012-02-09T09:30:00","slug":"mentre-valentiniano-iii-celebra-vittorie-inesistenti-si-scatena-la-prima-guerra-anticattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/09\/mentre-valentiniano-iii-celebra-vittorie-inesistenti-si-scatena-la-prima-guerra-anticattolica\/","title":{"rendered":"Mentre Valentiniano III celebra vittorie inesistenti si scatena la prima guerra anticattolica"},"content":{"rendered":"<p>Lo studioso della penultima fase dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente, quella che si svolge all&#8217;ombra della dinastia teodosiana, \u00e8 abituato a vedere i cristiani come i vincitori della secolare contesa con i pagani, specialmente dopo la battaglia del Frigido, nel 394, e la fine cruenta dell&#8217;ultimo tentativo di ripristinare i culti tradizionali (cfr. il nostro articolo: \u00abLa battaglia del Frigido e la fine del paganesimo\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 18\/04\/2011).<\/p>\n<p>In realt\u00e0, in varie regioni dell&#8217;Impero il V secolo fu caratterizzato da una serie di conflitti, di insurrezioni, di guerriglie che ebbero come epicentro i latifondi della nobilt\u00e0 senatoria, quella stessa nobilt\u00e0 senatoria che un poeta come Rutilio Namaziano ben rappresentava, con il suo anacronistico culto dell&#8217;\u00abotium\u00bb letterario e con il suo totale disinteresse per la questione sociale, ossia per lo stato di insopportabile oppressione in cui versavano i coloni, veri e propri servi della gleba; e, in tali disordini, le comunit\u00e0 cristiane &#8211; che, ricordiamolo, non sempre erano la maggioranza, specie appunto nelle aree rurali &#8211; furono spesso percepite come il &quot;nemico&quot; e fatte oggetto di duri attacchi e persecuzioni.<\/p>\n<p>La cosa \u00e8 abbastanza paradossale, se si considera che, soprattutto in Gallia e in Spagna, molti grandi proprietari terrieri erano ancora pagani o paganeggianti (almeno fino a quasi tutto il IV secolo e, sovente, ancora nei primi decenni del successivo); tuttavia si spiega con il fatto che, da un lato, essi erano sostenuti dalle autorit\u00e0 statali, i cui interessi obiettivamente convergevano con i loro, o meglio, erano un prolungamento dei loro; dall&#8217;altro, in molte regioni periferiche dell&#8217;Occidente &#8211; come l&#8217;Armorica, fra la Bretagna, la Senna e la Loira &#8211; il substrato celtico era ancora vivo e agguerrito, non era mai stato del tutto romanizzato e infine aveva dato luogo ad una vera e propria mobilitazione permanente di pastori e contadini ribelli, i Bagaudi.<\/p>\n<p>Non sappiano con certezza se i Bagaudi fossero rimasti pagani o fossero tornati al paganesimo, oppure se, pur accettando a nuova religione, l&#8217;avessero interpretata in senso egualitario, in consonanza con le loro aspirazioni ad una vita pi\u00f9 umana, dopo che la stretta dei latifondisti, aggravatasi dopo Costantino, e il peggioramento delle condizioni climatiche &#8211; una sorta di piccola era glaciale, che provoc\u00f2 una serie di cattive rese agricole e di carestie &#8211; aveva reso durissima e quasi intollerabile la loro condizione.<\/p>\n<p>I Bagaudi erano insorti una prima volta &#8211; o, almeno, siamo a conoscenza di una loro prima insurrezione &#8211; durante il regno di Carino (282-85), ed erano stati poi duramente repressi dall&#8217;imperatore Massimiano, il collega di Diocleziano; ma non in modo definitivo, anzi si pu\u00f2 dire che le loro agitazioni divennero endemiche per quasi altri due secoli. Nel 407, all&#8217;indomani della grande invasione germanica oltre il Reno, insorsero ancora e imposero al generale Saro, che rientrava in Italia, la consegna di tutto il bottino racimolato durante la campagna militare.<\/p>\n<p>Una nuova, grande insurrezione di questi contadini e pastori divenuti briganti si verific\u00f2 nel 441 e dilag\u00f2 in gran parte della Spagna. Per domarla venne nominato comandante militare, magister utriusque militiae, un latifondista di nome Asturio, che riport\u00f2 effettivamente qualche successo, ma non decisivo; a succedergli fu designato suo cugino Merobaude &#8211; un altro poeta! -, cosa che spiacque agli altri latifondisti, perch\u00e9 era amico e futuro panegirista del generalissimo Ezio, il potente braccio destro del&#8217;imperatore Valentiniano III, che essi vedevano con la stessa diffidenza e sospettosit\u00e0 con le quali i loro predecessori avevano guardato a Stilicone durante il regno di Onorio, affrettandone la caduta e la morte.<\/p>\n<p>Merobaude si rivel\u00f2 un buon condottiero e riport\u00f2 diverse vittorie sui Bagaudi spagnoli, ma la durezza della sua repressione fu giudicata sfavorevolmente dai proprietari terrieri, i quali, da ottimi conoscitori del problema sociale di cui la guerriglia era espressione, si rendevano conto che la questione non poteva essere risolta in termini esclusivamente militari e che era necessario addivenire a una qualche forma di compromesso con le richieste dei ribelli. Oltre tutto, se i Bagaudi spagnoli fossero stati massacrati come Ezio aveva fatto con quelli della Gallia, le campagne si sarebbero svuotate e i latifondisti avrebbero faticato molto a rimpiazzare i loro coloni acquistando nuova manodopera sul mercato degli schiavi, ormai in via di esaurimento per la fine delle guerre offensive al di l\u00e0 del Reno e del Danubio.<\/p>\n<p>Pertanto i latifondisti chiesero e ottennero da Valentiniano la rimozione di Merobaude dal comando, mentre i rapporti fra il suo grande protettore, Ezio, e l&#8217;imperatore si deterioravano sempre pi\u00f9, preparando il clima politico e psicologico che avrebbe portato all&#8217;assassinio del patrizio per mano dello stesso sovrano, nel 454, nonch\u00e9, l&#8217;anno dopo, all&#8217;uccisione di Valentiniano III da parte di alcuni fedeli soldati di Ezio, per vendetta: evento che avrebbe aperto la strada di Roma alla flotta dei Vandali di Genserico e al secondo, durissimo sacco della capitale da parte dei barbari, dopo quello alariciano del 410.<\/p>\n<p>In Spagna i Bagaudi approfittarono degli ondeggiamenti della politica imperiale per riprendere l&#8217;offensiva, spingersi fino al Guadalquivir e, pare, stabilire delle forme di collaborazione con gli Svevi, che si impadronirono di Siviglia e sostituirono il vescovo cattolico con quello ariano. Ci furono pogrom di cattolici, incendi, devastazioni di chiese e anche uccisioni di vescovi cattolici, tanto pi\u00f9 che ariani, manichei, priscilliani, si unirono ai Bagaudi e agli Svevi nello sfogare il loro astio contro la religione dominante, che essi identificavano con l&#8217;autorit\u00e0 imperiale romana.<\/p>\n<p>Dopo di che, gli Svevi procedettero ad invadere la Lusitania e la Galizia; nel 449 si spinsero nella valle dell&#8217;Ebro, saccheggiarono Saragozza, fecero bottino a Llerda, agendo insieme a un contingente di Visigoti; di religione ariana, essi consideravano i cattolici come nemici e agivano contro di loro con durezza, come del resto stavano facendo i Vandali in Africa.<\/p>\n<p>L&#8217;esercito romano tent\u00f2 di reagire, ma venne duramente sconfitto e a Valentiniano III non rimase altro che la platonica consolazione di far coniare dalla sua zecca una nuova siliqua, in cui era coronato con i lauri della vittoria: una vittoria inesistente e puramente immaginaria, che doveva lenire l&#8217;umiliazione del suo amor proprio ferito e camuffare la malinconica realt\u00e0 che, senza il supporto di Ezio e dei suoi fedelissimi, egli non era in grado si svolgere una politica militare autonoma fuori del&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec riassume l&#8217;intricata situazione politico-militare in Spagna, nel quarto decennio del quinto secolo, lo studioso di numismatica Guy Lacam nel suo pregevole studio \u00abDes siliques inconnues de Valentinien III\u00bb (apparso su: \u00abRivista italiana di numismatica e scienze affini\u00bb, Milano, vol. CXII, 1990, pp. 163-166):<\/p>\n<p>\u00abEn 441 les Bagaudes se comptaient si nombreux en Tarraconaise que le gouvernement romain, sous l&#8217;influence premi\u00e8re d&#8217;Aetius, ne pouvait tarder davantage \u00e0 prendre des contro-mesures \u00e9nergiques.<\/p>\n<p>Un important propri\u00e9taire foncier, Asturius, se vit nomm\u00e9 Dux utriusque militiae ad Hispanias et charg\u00e9 de r\u00e9duire l&#8217;insurrection avec le concours des troupes romaines. Il s&#8217;engagea dans une tr\u00e8s dure campagne et tua un nombre considerable de Bagaudes au cours de multiples acchrocages. Mais ces derniers se montraient plus aptes \u00e0 la guerrilla que leur adversaire. Celui-ci, apr\u00e8s deux ans de marches ed de contre-marches, se demanda s&#8217;il en verrait jamais la fin. Fatigu\u00e9 aussi,il sollicita son remplacemt.<\/p>\n<p>Nerobaude, beau-fr\u00e9re d&#8217;Asturius, fut appel\u00e9 \u00e0 lui succ\u00e9der, non sans que sa nomination e\u00fbt rencontr\u00e9 une forte op position. Il joussait de l&#8217;amiti\u00e9 d&#8217;Aetius. Cela suffit \u00e0 susciter la m\u00e9fiance des notables poss\u00e9dant des latifundias en Ib\u00e9rie.<\/p>\n<p>Po\u00e8te et Pan\u00e9gyriste de renom, Merobaude r\u00e9celait des qualit\u00e9s militaries qui n&#8217;avaient jamais eu l&#8217;occasion de s&#8217;exprimer. Il devait \u00e9tonner et scandaliser par sa valeur.<\/p>\n<p>Peu apr\u00e8s sa prise de commandement, il s&#8217;empara d&#8217;Aracelli, place forte des bagaudes, et an\u00e9antit la population. Il avait frappe fort suiant l&#8217;exemple d&#8217;Aetius en gaule.<\/p>\n<p>A Rome ce fu un toll\u00e9. Valentinien rappela Merobaude, bien que celui-ci dipendi du Magister militiae utriusque presentalis Aetius. Ce faisant, l&#8217;Empereur exer\u00e7ait son doit de &quot;sacra praeceptione&quot;.<\/p>\n<p>Le confluit entre l&#8217;Empereur, soutenant les Notables furieux contre Merobaude, et son Patrice, se r\u00e9sume en quelques lignes.<\/p>\n<p>En massacrant les Bagaues plut\u00f4t que de traiter avec eux pour les amener \u00e0 r\u00e9sipiscence, au besoin en faisant droit \u00e0 certaines de leurs revendications, ce qui \u00e9tait utopique, Aetius pr\u00e9parait la ruine des latifundiaires. S&#8217;il an\u00e9antissait les Bagaudes ib\u00e9riens comme il l&#8217;avait fait en Gaule, o\u00f9, il est vrai, les conditions \u00e9taient diff\u00e9rentes, les grands propri\u00e9taires fonciers se retrouveraient sans main d&#8217;oeuvre, c&#8217;est-\u00e0-dire sinon ruin\u00e9s du moins expos\u00e9s \u00e0 un effort financer considerable pour se procurer des nouveaux esclaves.<\/p>\n<p>Les consequences de cette divergence de vues fut qu&#8217;Aetius s&#8217;en alla en Gaule, o\u00f9 divers affaires l&#8217;appellaient, laissaint \u00e0 l&#8217;Auguste le soin de diriger lui-m\u00eame les operations en Ib\u00e9rie.<\/p>\n<p>Valentinien donna des instructions fermes aux g\u00e9n\u00e9raux, qu&#8217;il d\u00e9signa pour r\u00e9tablir l&#8217;ordre, afin qu&#8217;ils adoptassent un comportement souple \u00e0 l&#8217;\u00e9gard des rebelles. Les armes devaient appuyer des ouvertures de n\u00e9gociations et non les pr\u00e9c\u00e9der.<\/p>\n<p>C&#8217;etait bien mal conna\u00eetre \u00e0 la fois l&#8217;esprit militaire et l&#8217;esprit des Bagaudes.<\/p>\n<p>L&#8217;absence d&#8217;aggressivit\u00e9 des troupes romaines conduisit les Bagaudes \u00e0 s&#8217;\u00e9tendre \u00e0 travers l&#8217;Ib\u00e9rie comme s&#8217;\u00e9coule une nappe d&#8217;hiule.<\/p>\n<p>Les Su\u00e8ves, de leur c\u00f4te, saisirent l&#8217;occasion pour satisfaire leurs vell\u00e9it\u00e9s d&#8217;expansion contenues jusqu&#8217;alors.<\/p>\n<p>Les Bagaudes s&#8217;ins\u00e9r\u00e8nt parmi les guerriers Su\u00e8ves et ce fu tune arm\u00e9e composite aussi efficace que destructrice qui descendit jusqu&#8217;au Guadalquivir. Tandis que les premiers &quot;baguenaudaient&quot; \u00e0 travers les provinces vioisines, les seconds occupaient S\u00e9ville, et rempla\u00e7aient l&#8217;Ev\u00eaque orthodoxe par un Ev\u00eaque arien.<\/p>\n<p>Quant aux g\u00e9n\u00e9raux romains ils accumulaient les d\u00e9faites.<\/p>\n<p>L&#8217;\u00e9tat d&#8217;anarchie qui r\u00e9gnait sur la moiti\u00e9 de la P\u00e9ninsule, suivant une ligne Cathag\u00e8ne-S\u00e9ville; l&#8217;impuissance des troupes imperials \u00e0 tenir le terrain ou \u00e0 maintenir l&#8217;ordre dans les cites, provoqua un retour en force en Ib\u00e9rie des h\u00e9r\u00e9tiques r\u00e9fugi\u00e9s au Maghreb auxquels Genseric menait la vie dure. Pr\u00ecscilliens, Manich\u00e9ens, Ariens pass\u00e9rent en maasse en Ib\u00e9rie o\u00f9 de pers\u00e9cut\u00e9s il devinrent pers\u00e9cuteurs. Des \u00e9glises catholiques furent attaqu\u00e9es par les unes ou les autres de ces sects h\u00e9r\u00e9tiques, les fid\u00e8les massacres et parfois leurs \u00e9v\u00eaques.<\/p>\n<p>On peut dire que Bagaudes, Pr\u00ecscilliens, Manich\u00e9ens, Ariens, Su\u00e9ves se trouvaient allies de facto contre les catholiques et les troupes romaines. Ce furent autant de petites guerres sectorielles qui demandaient des homes et de l&#8217;argent.<\/p>\n<p>Fin 448, les Su\u00e9ves conduits par leur nouveau roi Richiarius regagn\u00e8rent leur capitale: Astorga, aujourdh&#8217;hui L\u00e8on. Chemin faisant Richiarus s&#8217;empara d&#8217;Emerita, c&#8217;est-\u00e0-dire pla\u00e7a la Lusitanie sous sa dependence et pilla la Galice et le pays des Vascons qui valaient bien un detour.<\/p>\n<p>En 449 Richiarius r\u00e9cidiva. Avec un petit contingent des Visigoths, que Theodoric lui conc\u00e9da avec r\u00e9ticence, le Su\u00e9ve et ses guerrieres proc\u00e9d\u00e8rent vers la vall\u00e9e de l&#8217;Ebre. Ils saccag\u00e8rent Saragosse et ses environs avant d&#8217;entrer par trahison dans Llerda, place qui commandait un noeud routier important au sud de Pampelune, o\u00f9 ils trouv\u00e8rent mati\u00e8re \u00e0 un riche butin. Quanta u Magister militum Vitus il subissait une \u00e9crasante d\u00e9faite. Valentinien devait regretter de s&#8217;\u00eatre emarqu\u00e9dans une tellegal\u00e8re \u00e0 moins qu&#8217;il ne comprit pas la gravit\u00e9 de la situation et les perspectives encore plus sombres qui s&#8217;offraient \u00e0 l&#8217;Ib\u00e9rie romaine. Cette guerre polyforme ne pouvait qu&#8217;entra\u00eener, au fil des ans, des d\u00e9penmses extraordinaires. Elles ne justifiaient pas, pour autant, la cr\u00e9ation d&#8217;une nouvelle silique A notre avis, celle-ci traduit purement et simplement l&#8217;ambition de Valentien d&#8217;aur\u00e9oler son image de marque des lauriers de la Victoire. Op\u00e9ration de propagande pro domo que les d\u00e9faites successives de ses g\u00e9neraux rendirent ridicule aupr\u00e8s d&#8217;une population avertie de la r\u00e8alit\u00e9 des faits.\u00bb<\/p>\n<p>Ecco dunque che una scoperta numismatica e la necessit\u00e0 di formulare una spiegazione per l&#8217;esistenza di alcune monete romane finora sconosciute (la siliqua era una moneta d&#8217;argento, del valore di un ventiquattresimo di solido, coniata per la prima volta da Costantino e attestata fino al regno di Eraclio in Oriente, nel VII secolo) ha permesso di gettare uno sguardo oltre la facciata ufficiale della politica imperiale tardo-romana nella &quot;pars Occidentis&quot; e di vedere confermata l&#8217;impotenza del governo a reprimere tanto le invasioni dei barbari, provenienti dall&#8217;esterno del &quot;limes&quot;, quanto le insurrezioni dei contadini poveri, al suo interno.<\/p>\n<p>La cosa interessante \u00e8 che, almeno nel caso della Spagna e della Gallia, sappiamo che vi furono realmente delle forme di collaborazione fra questi due &quot;proletariati&quot;, quello esterno e quello interno (come li denominava uno storico illustre dell&#8217;epoca tardo-antica); sappiamo, in particolare, che i Bagaudi della Gallia rivolsero un invito ad Attila affinch\u00e9 egli varcasse il Reno e invadesse il paese, cosa che realmente accadde nel 451; anche se poi, in quel caso, il re unno and\u00f2 incontro alla sua unica sconfitta militare, proprio per mano di Ezio e dei suoi alleati Visigoti, nella memorabile battaglia dei Campi Catalaunici.<\/p>\n<p>Fu in quel contesto che i Bagaudi intavolarono trattative con il governo romano, servendosi della mediazione del vescovo cattolico di Auxerre, Germano, in seguito santificato; ma pare che sia stato un caso pi\u00f9 unico che raro, perch\u00e9, nel resto della Gallia come pure in Spagna, non vi furono trattative fra le due parti, ma solo guerra senza quartiere.<\/p>\n<p>In tale guerra, feroce e interminabile, non di rado i cattolici, i quali &#8211; specialmente dopo l&#8217;editto di Teodosio del 380, con il quale lo Stato aveva riconosciuto il cattolicesimo come unica religione ammessa &#8211; si trovarono sovente nella scomoda posizione di capri espiatori della rabbia e della disperazione delle classi rurali pi\u00f9 povere, oltre che del furore persecutorio dei popoli germanici convertiti bens\u00ec al cristianesimo, ma nella forma ariana.<\/p>\n<p>\u00c8 questa una pagina pochissimo conosciuta dei primi secoli dell&#8217;Impero cristiano; e tuttavia \u00e8 una pagina importante, perch\u00e9 aiuta a comprendere, in parte, anche la relativa facilit\u00e0 con cui crollarono le difese militari romane predisposte sul &quot;limes&quot; renano-danubiano; e, pi\u00f9 tardi, la rapida e facile conquista musulmana della Siria e dell&#8217;Egitto, al tempo della grande espansione araba nel bacino del Mediterraneo.<\/p>\n<p>Senza quel gravissimo malessere sociale, che indeboliva le retrovie e creava forme di cooperazione fra i provinciali esasperati ed i barbari invasori; senza la dura oppressione dei coloni e, per converso, l&#8217;egoismo di classe e la miopia dei latifondisti, incapaci di accettare l&#8217;idea che la sopravvivenza dello Stato, posto che fosse ancora possibile, esigeva una profonda riforma sociale e, dunque, dei sacrifici da parte loro, forse la storia avrebbe preso un altro corso.<\/p>\n<p>Ma a che serve ragionare con i &quot;se&quot;, quando lo storico ha gi\u00e0 tanta materia di studio nel ricercare le cause che hanno originato gli eventi e i fenomeni realmente accaduti, anche &#8211; come in questo caso &#8211; leggendo quel che si nasconde dietro il velleitario trionfalismo delle emissioni monetarie di un&#8217;epoca in cui le fonti sono cos\u00ec avare e sospette?<\/p>\n<p>\u00c8 un&#8217;epoca, infatti, in cui egli deve accontentarsi, per sapere qualcosa di pi\u00f9 sui Bagaudi, dei versi del poeta Merobaude, che, oltre a non essere certo uno storico, era decisamente interessato a fornirci una versione di comodo di quegli avvenimenti: sia in quanto uomo di fiducia di Ezio, sia in quanto lui stesso protagonista di una campagna militare contro di essi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo studioso della penultima fase dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente, quella che si svolge all&#8217;ombra della dinastia teodosiana, \u00e8 abituato a vedere i cristiani come i vincitori della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30183,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[92],"class_list":["post-29425","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-antica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-antica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29425","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29425"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29425\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30183"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}