{"id":29421,"date":"2016-01-22T07:39:00","date_gmt":"2016-01-22T07:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/22\/uta-ranke-heinemann-a-volte-se-ne-accorgono-e-cosi-sia\/"},"modified":"2016-01-22T07:39:00","modified_gmt":"2016-01-22T07:39:00","slug":"uta-ranke-heinemann-a-volte-se-ne-accorgono-e-cosi-sia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/22\/uta-ranke-heinemann-a-volte-se-ne-accorgono-e-cosi-sia\/","title":{"rendered":"Uta Ranke-Heinemann: a volte se ne accorgono (e cos\u00ec sia)"},"content":{"rendered":"<p>Forse qualcuno se lo ricorda, bench\u00e9 scialbo interprete di un ruolo politicamente scialbo: Gustav Heinemann (1889-1976), socialdemocratico senza infamia e senza lode, \u00e8 stato niente meno che Presidente della Repubblica Federale Tedesca dal 1969 al 1974. Ebbene, costui aveva una figlia, Uta, classe 1927, vivente, la quale, bench\u00e9 allevata nella fede calvinista dei padri, si era convertita, insieme al suo maestro, il teologo Heinrich Schlier (1900-1978), al cattolicesimo, nel 1953; e gi\u00e0 l&#8217;anno dopo si era laureata dottore in teologia, a Monaco. Era poi diventata abbastanza nota, nel 1970, per essere stata la prima donna, in assoluto, che venne abilitata dalla Chiesa cattolica ad insegnare teologia nelle universit\u00e0 &#8212; a Essen, in questo caso -, ci\u00f2 che allora fece un certo scalpore e sembr\u00f2 segnare un punto a favore della &quot;emancipazione&quot; e della &quot;valorizzazione&quot; dell&#8217;elemento femminile in seno alla Chiesa postconciliare (il Vaticano II era finito da soli cinque anni, dopotutto, e i suoi cattivi influssi, non del Concilio in s\u00e9, ma delle sue fazioni &quot;progressiste&quot; e neomoderniste, decise a spingersi sempre pi\u00f9 avanti, non si erano ancora palesati in tutta la loro gravit\u00e0) rispetto alle varie Chiese protestanti, verso le quali, specialmente nell&#8217;area centro-europea, i cattolici sembrano aver sempre avuto, e nutrono tuttora, parecchi complessi d&#8217;inferiorit\u00e0, sentendosi quelli che son rimasti indietro sui tempi della storia, che non hanno aperto in tempo un dialogo adeguato con i non credenti, che non hanno ascoltato abbastanza le donne, che non hanno saputo interpellare con sufficiente umilt\u00e0 gli stimoli e le salutari provocazioni del mondo moderno&#8230;<\/p>\n<p>Sta di fatto che la baldanzosa Uta Ranke-.Heinemann, transfuga protestante felicemente approdata nella Chiesa cattolica romana, brillante, colta, oltre che figlia di tanto padre, pareva proprio il fiore all&#8217;occhiello di una certa teologia progressista e smaniosa di levarsi di dosso, lavandola con la trementina, la spiacevole reputazione di avere ancora qualcosa a che fare con l&#8217;antipatica e ottusa tradizione tridentina: una tradizione di repressione (anche sessuale), di chiusura, di bigottismo, di ricorso facile al sostegno dell&#8217;Inquisizione e del braccio secolare, oltre che di lettura &quot;ingenua&quot;, letteralista e fideista, della Bibbia. La balda Uta, inoltre, era pi\u00f9 che in odore di femminismo, oltre che seguace dichiarata del &quot;metodo&quot; di Rudolf Bultmann, quello d&#8217;interpretare simbolicamente gran parte della Storia sacra, sfrondandola spietatamente dei suoi innumerevoli &quot;miti&quot;: per cui la sua promozione sul campo, prima donna docente teologa nel mondo cattolico, sembrava rovesciare un duplice ordine di tab\u00f9: che la Chiesa avesse paura della donna moderna e che avesse paura della teologia protestante, sentendosi incapace di misurarsi con entrambe su d&#8217;un piano paritario. Adesso, i superciliosi luterani e i calvinisti erano serviti: uno di loro, anzi, una di loro, era passata al cattolicesimo, e i suoi meriti teologici erano stati prontamente riconosciuti: visto che a comprendere e valorizzare il ruolo delle donne non erano loro soltanto?<\/p>\n<p>Ahinoi, l&#8217;idillio non \u00e8 durato moltissimo. Son bastati pochi anni perch\u00e9 l&#8217;ambiziosa e irrequieta signora mostrasse chiaramente di non avere alcuna intenzione di posporre le sue convinzioni femministe e &quot;mitologiste&quot; alla dottrina cattolica; e, soprattutto, di non avere affatto compreso che il cattolicesimo, a differenza delle varie confessioni protestanti, non prevede che ciascun credente interpreti a suo la Rivelazione; che non \u00e8 un&#8217;assemblea democratica dove, a maggioranza, si decide di &quot;aggiornare&quot; la fede, n\u00e9 una federazione anarchica, dove ciascuno procede come gli pare e piace, in ordine sparso, ma un &quot;corpus&quot; di dottrina, di pastorale e liturgia, fortemente unitario, coeso, coerente, nel quale l&#8217;apporto individuale si caratterizza non gi\u00e0 per l&#8217;estrosit\u00e0 o l&#8217;originalit\u00e0 delle posizioni soggettive, ma per la capacit\u00e0 di aggiungere qualcosa, e non di toglierla, all&#8217;armonia, all&#8217;unit\u00e0 e alla coesione dell&#8217;insieme. In breve, la bionda Uta ha incominciato a sproloquiare a trecentosessanta gradi, con la massima disinvoltura, senza tenere nel bench\u00e9 minimo conto duemila anni di Tradizione e d&#8217;interpretazione della Scrittura, proprio come se lei, ultima arrivata nelle facolt\u00e0 cattoliche di teologia, fosse la depositaria di una rivelazione nuovissima e speciale, e che la sua missione fosse quella di aprire gli occhi assonnati e abitudinari dei credenti.<\/p>\n<p>Sta di fatto che, dopo aver suscitato parecchio scandalo ed essersi attirata una pioggia di critiche, la signora Uta venne allontanata dall&#8217;insegnamento e anche scomunicata, nel 1987, in particolare per avere negato la verginit\u00e0 di Maria, almeno in senso fisiologico; ma, pi\u00f9 in generale, per tutta una serie di prese di posizione assolutamente inconciliabili, non solo con l&#8217;insegnamento della teologia in senso cattolico, ma anche, semplicemente, con la fede cattolica rettamente intesa. Ci erano voluti diciassette anni perch\u00e9 le autorit\u00e0 ecclesiastiche si rendessero conto di aver commesso un errore madornale nel dare tanta fiducia e tanta visibilit\u00e0 a quella persona: l&#8217;averne fatto quasi una bandiera dell&#8217;apertura e del progressismo cattolici si trasformava ora in un malinconico <em>boomerang<\/em>, in un imbarazzatissimo: &quot;Scusate, ci eravamo sbagliati del tutto&quot;. N\u00e9 la disavventura mise un po&#8217; di prudenza o sugger\u00ec un minimo di riflessione all&#8217;ormai scatenata ex teologa: appena tre anni dopo, ella licenziava alle stampe il libro che le avrebbe dato un fugace momento di autentica celebrit\u00e0 internazionale, anche pi\u00f9 di quella conosciuta nel 1970, forse proprio perch\u00e9 preceduto dal <em>battage<\/em> pubblicitario che la presentava come l&#8217;ennesima vittima dell&#8217;Inquisizione e del cieco e ottuso conservatorismo romano: \u00abEunuchi per il regno dei cieli. Le donne, la sessualit\u00e0 e la Chiesa cattolica\u00bb (1990; pubblicato in Italia da Rizzoli).<\/p>\n<p>Ripetiamo: sarebbe riduttivo vedere nel severo provvedimento preso dalla Chiesa nei suoi confronti la risposta ad una singola deviazione dogmatica (la questione della verginit\u00e0 di Maria), anche se ci\u00f2 piacerebbe a chi vuol dipingere la Chiesa, sempre e comunque, come la cittadella assediata di una teologia anacronistica e antifemminista. \u00c8 l&#8217;insieme delle idee di Uta Ranke-Heinemann che non ha assolutamente nulla di cattolico: dalle sue idee sulla Trinit\u00e0, che considera una invenzione degli uomini; alla storia stessa della Chiesa, che ella interpreta come la Chiesa dei maschi avversi alla emancipazione femminile. Ma l&#8217;elenco delle sue affermazioni eretiche sarebbe lungo: Ges\u00f9, per lei, non \u00e8 Dio e Figlio di Dio, ma solo un uomo (e questa, da sola, basterebbe a mostrare di quale stoffa fosse fatto il suo cattolicesimo); Maria, pertanto &#8212; ed \u00e8 una logica conseguenza &#8211; \u00e8 la madre di Ges\u00f9 e non la madre di Dio; Dio ha creato la terra e il Paradiso, ma non l&#8217;Inferno, che \u00e8 solo una perversa immaginazione dei cattolici; sia il Diavolo che il Peccato originale sono invenzioni umane; la Redenzione di Ges\u00f9 sulla croce non \u00e8 che un residuo di paganesimo, un culto sanguinolento che ricorda gli antichi sacrifici umani degli uomini preistorici. Ce n&#8217;\u00e8 pi\u00f9 che abbastanza per dire che chi dichiara simili convinzioni non ha alcun diritto di dirsi cattolico: se fosse stata intellettualmente onesta, la vivace signora non avrebbe aspettato di farsi cacciare via a pedate nel sedere, ma se ne sarebbe andata con le sue gambe, coerentemente e dignitosamente. Ma, evidentemente, la cosa non avrebbe fatto lo stesso effetto che essere cacciata e scomunicata: non le avrebbe permesso di apparire come la vittima di una istituzione retriva, brutta e cattiva; non le avrebbe reso possibile di indossare i panni della libera e coraggiosa pensatrice, indegnamente perseguitata.<\/p>\n<p>Passata all&#8217;insegnamento di Storia delle religioni, sempre nella Universit\u00e0 di Essen, l&#8217;infaticabile ex teologa cattolica ha voluto proseguire la sua &quot;battaglia&quot; per la Verit\u00e0 e la liberazione della donna, e ha consegnato alle stampe un altro libro-scandalo: \u00abCos\u00ec non sia. Introduzione al dubbio di fede\u00bb, nel 2002 (tradotto in Italia sempre da Rizzoli), nel quale ha promosso a virt\u00f9 la negazione del &quot;cos\u00ec sia&quot; (il titolo tedesco suona: \u00abNein un Amen. Men Abschied von traditionellen Christentum\u00bb), e si fa un vanto di dire &quot;no&quot; a tutto ci\u00f2 che il cristiano crede, o pensa di credere: no ai miracoli, no agli angeli, no alle &quot;fiabe&quot;, no alla storia di Abramo e Isacco (che un finissimo teologo luterano come Kierkegaard aveva trovato esemplare, ma che la nostra signora definisce semplicemente &quot;orrenda&quot;). E via di questo passo. Affinch\u00e9 la fede possa &quot;vivere&quot;, bisogna fare piazza pulita di tutto l&#8217;apparato &quot;mitologico&quot; del cristianesimo, sulla scia del suo mai dimenticato maestro, Bultmann; e il credente &quot;adulto&quot; \u00e8 quello che non crede pi\u00f9 a niente, o, per lo meno, che dubita di tutto. La scuola del sospetto, appunto: quella iniziata da Marx, Nietzsche e Freud; quella per cui \u00e8 peccato di somma ingenuit\u00e0, se non di connivenza con le struttura ingiuste e violente del mondo, credere in qualcosa, fidarsi di qualcuno, prendere per vero ci\u00f2 che l&#8217;altro ci dice. E questi maestri del sospetto, la signora Uta li prende alla lettera: sembra di leggere Nietzsche (ma quale incommensurabile abisso d&#8217;intelligenza, di finezza, di sensibilit\u00e0, fra i due), quando ella dichiara, con la massima naturalezza, che i cristiani sono nemici della vita, che hanno eretto la tristezza a norma della loro esistenza e che si nutrono di tristi favole per alimentare la loro misantropia e la loro teologia &quot;da boia&quot; (e, manco a dirlo, la loro inveterata e incorreggibile misoginia).<\/p>\n<p>Ci sembrano totalmente condivisibili le meste riflessioni di Vittorio Messori in \u00abDicono che \u00e8 risorto. Un&#8217;indagine sul sepolcro vuoto\u00bb, Torino, S.E.I., 20000, pp. 273-276):<\/p>\n<p><em>\u00abGi\u00e0, dicevamo, \u00e8 sorprendente che l&#8217;episcopato tedesco proprio a una siile &quot;studiosa&quot; le virgolette son di rigore &#8212; abbia conferito il primato storico della prima cattedra teologica al femminile. Ma \u00e8 francamente inquietante che, poi, le abbia rinnovato l&#8217;incarico sino al 1987, quando la signora aveva gi\u00e0 sessant&#8217;anni e da anni infliggeva ai suoi allievi &#8211; con tanto di mandato ufficiale, e stipendio della Chiesa,- le tesi estremiste di &quot;Eunuchi per il regno dei cieli, anch&#8217;esso, a suo tempo, tradotto da noi, come lo \u00e8 ora &quot;Cos\u00ec non sia&quot;. [&#8230;] E quando la professoressa, pi\u00f9 che essere esclusa, si autoescluse dalla facolt\u00e0 di teologia cattolica, quei monsignori nulla ebbero a obiettare che passasse alla cattedra di Storia del cattolicesimo all&#8217;Universit\u00e0 di Essen., la stessa dove cos\u00ec a lungo aveva insegnato Nuovo Testamento su mandato ufficiale della Chiesa. N\u00e9 si \u00e8 levata alcuna obiezione sul fatto che nei suoi libri ed articoli, si dica &quot;cattolica&quot; questa signora che definisce, testualmente, Giovanni Paolo II come &quot;un povero complessato sessuale, come tutti i vescovi della sua comunit\u00e0 fallocratica&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Del resto, \u00e8 illuminante, per comprendere il personaggio, quanto dichiara all&#8217;intervistatrice de &quot;L&#8217;Europeo&quot;. Questa, comprensibilmente perplessa, le chiede (la Heinemann le ha appena detto, che &quot;il vangelo altro non \u00e8 che un tessuto di favole dannose e di kitsch di cattivo gusto&quot; e che, per i risultati nefasti che ha provocato, &quot;il cristianesimo \u00e8 la peggiore di tutte le religioni&quot;), le chiede, dunque, perch\u00e9 insista allora nel dirsi &quot;cattolica&quot;. La &quot;teologa&quot; con mandato episcopale replica che \u00e8 &quot;per far dispetto&quot;, aggiungendo: &quot;E poi non \u00e8 detto che non sia pi\u00f9 cattolica io del papa. Interpretiamo entrambi la parola di Dio. E sono convinta che lui sbaglia pi\u00f9 di me&quot;[&#8230;].<\/em><\/p>\n<p><em>Per aprire quasi a caso le pagine di questo &quot;Cos\u00ec non sia&quot; (per non parlare del precedente &quot;Eunuchi&quot;), Frau Uta cita con convinzione Goethe e Schiller , da lei presi ad appoggio della tesi che cos\u00ec testualmente sintetizza, facendola propria: &quot;I cristiani non sono che crudeli nemici della vita, veneratori della croce, smarriti in un campo penitenziale, uccisori nemici del mondo, fanatici, uomini che hanno urgentemente bisogno di una redenzione: e, cio\u00e8, di una religione dell&#8217;uomo&quot; (pag. 311). [&#8230;] D&#8217;altro canto, come si ribadisce in altra pagina, &quot;attraverso la sua religione da sacrificio umano, il cristianesimo ha sostituito la parola di Ges\u00f9 con una teologia da boia e arriva addirittura a una blasfema affermazione da assassino, quando sostiene che Dio voleva redimere l&#8217;umanit\u00e0 attraverso questa morte in croce&quot; (pag. 300). [&#8230;] Quanto alla nostra Ranke-Heinemann, sempre &quot;per indispettire i cattolici&quot; non esce dalla Chiesa e continua a pagare la &quot;tassa ecclesiastica&quot;: l&#8217;anno scorso 39 mila marchi sono andati dalle sue tasche ai vescovi, provenendo quasi tutti dai diritti d&#8217;autore di libri dove quei presuli medesimi sono presentati come un &quot;mix&quot; di imbroglio, cinismo, sessuofobia&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>In effetti, in tutta questa trista vicenda, non si sa se sia pi\u00f9 sconcertante la lunga, incredibile tolleranza di questa serpe in seno, da parte dell&#8217;episcopato tedesco, o la totale mancanza di pudore e di lealt\u00e0 della &quot;teologa&quot;, che sputava sistematicamente nel piatto ove mangiava, e che continua ad esternare idee dichiaratamente anticristiane, seguitando per\u00f2 a dirsi &quot;cattolica&quot;, e questo &quot;solo per dispetto&quot;. Come per i vari Vito Mancuso, o, pi\u00f9 subdolamente, per gli Enzo Bianchi, il veleno diffuso dall&#8217;interno \u00e8 sempre pi\u00f9 efficace di quello spruzzato stando all&#8217;esterno. Del resto, e costoro lo dicono chiaro, gli uomini han bisogno di &quot;una nuova redenzione&quot;. Vuol candidarsi lei, <em>Frau<\/em> Uta?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse qualcuno se lo ricorda, bench\u00e9 scialbo interprete di un ruolo politicamente scialbo: Gustav Heinemann (1889-1976), socialdemocratico senza infamia e senza lode, \u00e8 stato niente meno<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[71],"tags":[107,109,228,257],"class_list":["post-29421","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-teologia-e-religione","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-protestantesimo","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-teologia-e-religione.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29421","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29421"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29421\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30190"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29421"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29421"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29421"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}