{"id":29408,"date":"2009-04-25T08:07:00","date_gmt":"2009-04-25T08:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/25\/luomo-post-moderno-e-il-figlio-della-dilatazione-illimitata-del-desiderio\/"},"modified":"2009-04-25T08:07:00","modified_gmt":"2009-04-25T08:07:00","slug":"luomo-post-moderno-e-il-figlio-della-dilatazione-illimitata-del-desiderio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/25\/luomo-post-moderno-e-il-figlio-della-dilatazione-illimitata-del-desiderio\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo post-moderno \u00e8 il figlio della dilatazione illimitata del desiderio"},"content":{"rendered":"<p>Dopo l&#8217;uomo greco, nel quadro della civilt\u00e0 occidentale, viene l&#8217;uomo cristiano: che non \u00e8 la semplice negazione del precedente, ma la fusione con esso, il punto d&#8217;incontro delle loro rispettive visioni del mondo (come \u00e8 testimoniato dalla fortuna di Aristotele e Platone nell&#8217;ambito della filosofia cristiana; oppure &#8211; il che \u00e8 lo stesso, da questo punto di vista &#8211; dall&#8217;assorbimento del pensiero cristiano all&#8217;interno della filosofia greca).<\/p>\n<p>La prima, profonda rottura si verifica con la comparsa di un terzo tipo umano: quella del borghese. Questi non ha curiosit\u00e0 filosofiche n\u00e9 tensioni religiose; o, se le ha, le inquadra all&#8217;interno di una nuova &quot;Weltanschauung&quot; basata sull&#8217;accumulo dei beni, sul calcolo, sulla quantificazione. La rottura si esprime specialmente nel fatto che l&#8217;uomo greco, dominato dal Fato, e l&#8217;uomo cristiano, avvolto nella Provvidenza, sono tuttavia entrambi in balia del bisogno: la malattia, la fame, la morte precoce li minacciano continuamente; mentre l&#8217;uomo borghese ha sconfitto il bisogno mediante una serie di tecnologie appropriate, che gli conferiscono un potere enormemente accresciuto sulla natura (\u00absapere \u00e8 potere\u00bb, come teorizzava Francesco Bacone).<\/p>\n<p>Poi, anche il terzo uomo ha dovuto cedere il passo a un nuovo tipo umano: l&#8217;uomo post-moderno. Il borghese credeva fermamente nel progresso; il quarto uomo non crede pi\u00f9 in nulla, \u00e8 apparentemente aperto a ogni credenza ed esperienza, ma, in realt\u00e0, \u00e8 agnostico o scettico. Ha oltrepassato a tal punto la fase della liberazione dai bisogni, che \u00e8 entrato in una nuova era: quella della continua invenzione dei desideri. Avendone soddisfatti la gran parte, si ingegna di crearsene sempre di nuovi e di pi\u00f9 raffinati, per trastullarvisi fin da bambino (come i videogiochi o i telefonini cellulari multifunzionali).<\/p>\n<p>Nell&#8217;uomo post-moderno si sono spente sia la genuina curiosit\u00e0 intellettuale, sia la tensione metafisica, sia la stessa fiducia nel progresso scientifico illimitato (bench\u00e9 egli apprezzi oltremodo ogni nuovo ritrovato tecnologico). La verit\u00e0 \u00e8 che non crede pi\u00f9 in niente e in nessuno e, se pure \u00e8 tentato di cercare dei punti di riferimento spirituali, se non altro per sentirsi un po&#8217; protetto contro l&#8217;incognita della morte (che non \u00e8 stata eliminata, cosa che lo ha sorpreso e deluso alquanto), preferisce affidarsi a credenze generiche e pensieri \u00abdeboli\u00bb.Oppure, al contrario e con caratteristica mancanza di senso della misura &#8211; egli si abbandona fideisticamente alle sette e alle credenze pi\u00f9 integraliste e bizzarre.<\/p>\n<p>Ha orrore della Verit\u00e0, non vuol sentir parlare dell&#8217;anima, e gli secca riconoscere una dipendenza originaria dall&#8217;Essere; preferisce concepirsi come puro frutto del caso. Diffida a tal punto delle certezze del passato, ricordando che hanno prodotto degli eccessi, da essere diventato allergico all&#8217;idea stessa di certezza, che gli appare quasi blasfema (per quanto ci\u00f2 sia un atteggiamento religioso, ma della religiosit\u00e0 secolarizzata post-moderna, sincretista, confusa, che ben si esprime nel fenomeno della New Age).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, egli ha deciso di buttare via il bambino insieme con l&#8217;acqua sporca: duemilacinquecento anni di metafisica gli appaiono come un lungo, pensoso errore, come un vaneggiamento infantile. In quanto alla fede religiosa in senso forte, la considera semplicemente un residuo del passato, come lo sono le favole che si raccontano ai bambini; anzi, che si raccontavano: perch\u00e9 l&#8217;uomo post-moderno non racconta pi\u00f9 le favole ai suoi bambini. Preferisce parcheggiarli davanti al computer o ai videogiochi: un generedi attivit\u00e0 che &#8211; del resto &#8211; egli stesso trova piacevolissima.<\/p>\n<p>A quest&#8217;uomo post-moderno, che per non credere pi\u00f9 a nulla finisce con il credere a tutto, e specialmente alle incredibili mistificazioni del sistema consumistico su cui l&#8217;onnipresente potere economico si regge, non resta che cercare di realizzarsi in una illimitata dilatazione dei propri desideri, contrabbandata sotto l&#8217;ingannevole etichetta di \u00ablibert\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 forse vocabolo, oggi, pi\u00f9 indegnamente abusato di questo: \u00ablibert\u00e0\u00bb; anche perch\u00e9 esso viene sempre sbandierato come una libert\u00e0 da qualche cosa, mai presentato come una libert\u00e0 per qualche cosa; e, di conseguenza, come una libert\u00e0 assoluta, egoistica e distruttiva, e non gi\u00e0 come parte di un disegno complessivo di libert\u00e0 che abbracci tutti i soggetti e che offra uno sbocco a tutte le potenzialit\u00e0 veramente umane.<\/p>\n<p>Ci\u00f2, del resto, \u00e8 inevitabile: perch\u00e9 l&#8217;uomo post-moderno ha cancellato dalla propria mappa concettuale l&#8217;idea di persona, sostituendola con quella di individuo. La persona \u00e8 relazione con l&#8217;altro e apertura al trascendente: dunque, presuppone la possibilit\u00e0 e la doverosit\u00e0 di operare una scelta precisa fra il bene e il male. L&#8217;individuo, al contrario, \u00e8 una monade chiusa in se stessa, tutta rivolta a soddisfare le esigenze del proprio io, indipendentemente dalla relazione con il tu e rifiutando aprioristicamente l&#8217;apertura alla trascendenza. Per lui, dunque, non si d\u00e0 alcuna scelta tra bene e male, ma solo tra differenti gradi di interesse; egli non mira a realizzare dei valori, ma unicamente a soddisfare sempre nuovi desideri.<\/p>\n<p>\u00c8 inevitabile, pertanto &#8211; date le premesse &#8211; che l&#8217;uomo post-moderno, il cosiddetto \u00abquarto uomo\u00bb, non possa concepire la libert\u00e0 se non in negativo, ossia come libert\u00e0 da qualche cosa e contro qualche cosa; nonch\u00e9 in astratto, ossia non come libert\u00e0 che deve armonizzarsi con le altre libert\u00e0, ma come sforzo dell&#8217;io onde affermarsi secondo la linea dei propri desideri, senza ammettere alcun limite al di fuori della propria legge.<\/p>\n<p>Tutto il dibattito della cosiddetta cultura laica, che si sta svolgendo proprio in questo momento, sui temi del testamento biologico e della morte assistita, ruota intorno a un simile malinteso: quello, cio\u00e8, di considerare la libert\u00e0 dell&#8217;uomo &#8211; pardon, dell&#8217;individuo &#8211; come assoluta; e, pertanto, tale da includere in s\u00e9 anche il \u00abdiritto\u00bb a por fine alla propria vita. Senza badare al fatto che la vita non \u00e8 nostra, nel senso che n\u00e9 possiamo darcela da soli, n\u00e9 possiamo pensare di interromperla &#8211; e sia pure in circostanze drammatiche &#8211; senza tenere conto dei numerosi legami d&#8217;ogni tipo, ma specialmente affettivi, che esistono fra la vita che abbiamo ricevuto in custodia, e tutte le altre che la intersecano e la corrispondono.<\/p>\n<p>Solo se si ammette che l&#8217;essere umano non \u00e8 un semplice individuo, gettato a caso in mezzo ad altri individui, e sottratto a ogni responsabilit\u00e0 all&#8217;interno di un disegno complessivo, si pu\u00f2 pervenire a una visione superiore, che riconosca in lui una persona: sostanza spirituale capace di libere scelte e, quindi, dotata di diritti e di doveri; di libert\u00e0, ma anche di necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Vi si pu\u00f2 pervenire, cio\u00e8, solo se &#8211; a dispetto del Vangelo darwiniano &#8211; si riconosce, almeno come ipotesi di lavoro, che l&#8217;uomo non \u00e8 solo un primate evolutosi a caso da un fenomeno \u00abvita\u00bb che sarebbe comparso, altrettanto a caso, un bel momento, da un fantomatico e improbabilissimo \u00abbrodo primordiale\u00bb (cfr. il nostro precedente articolo, \u00abL&#8217;idea biologica del &quot;brodo primordiale&quot; \u00e8 una banale ripetizione dell&#8217;errore antropocentrico\u00bb, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice, in data 17 marzo 2008).<\/p>\n<p>Ora, una societ\u00e0 ove ciascun essere umano concepisca se stesso come un semplice individuo, come un aggregato casuale di atomi, il quale non deve rispondere ad alcuno della propria vita e delle proprie scelte; in una societ\u00e0 dove i valori \u00abforti\u00bb sono stati banditi in nome della relativit\u00e0 dei punti di vista e della eguale dignit\u00e0 di ogni possibile tipo di \u00abverit\u00e0\u00bb (sentita sempre come relativa e provvisoria), i legami di coesione, solidariet\u00e0 e naturale benevolenza finiscono, inevitabilmente, per incrinarsi e, alla lunga, per cedere, sotto le spinte distruttive dell&#8217;edonismo, del pragmatismo, dell&#8217;utilitarismo sfrenati; e diventa quella foresta paurosa, ove &#8211; per dirla con Hobbes &#8211; \u00abhomo homini lupus\u00bb, l&#8217;uomo \u00e8 simile a un lupo verso l&#8217;altro uomo.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario porre un limite alla crescita illimitata dei desideri; ma non sar\u00e0 possibile farlo, se l&#8217;uomo post-moderno non riscoprir\u00e0, innanzitutto, il senso del limite entro se stesso; che \u00e8, poi, l&#8217;altra faccia del senso del mistero.<\/p>\n<p>Scrive Ignazio Sanna nel suo saggio \u00abPersona e libert\u00e0 tra moderno e postmoderno: la problematizzazione antropologica della libert\u00e0\u00bb (all&#8217;interno del volume antologico \u00abUn mondo di libert\u00e0. Le professioni tra individualismo e responsabilit\u00e0\u00bb, a cura di R. Balduzzi e I. Sanna, Roma, Editrice AVE, 2005, pp. 108-110):<\/p>\n<p>\u00abFra le tante categorie che vengono utilizzate per descrivere i mutamenti dell&#8217;antropologia contemporanea ce ne sono due che ritengo particolarmente efficaci: il &quot;quarto uomo&quot; e &quot;l&#8217;uomo radicale&quot;. La caratteristica principale del quarto uomo \u00e8 la dilatazione del desiderio, mentre quella dell&#8217;uomo radicale \u00e8 la concezione dell&#8217;uomo come individuo e non come persona. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nietzsche, nella sua opera &quot;Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra&quot; annunci\u00f2 con esultanza la nascita del<\/p>\n<p>SUPER-UOMO, una specie di creatura i cui connotati corrispondevano pi\u00f9 a quello che l&#8217;uomo non \u00e8 e non deve essere, che a ci\u00f2 che l&#8217;uomo concretamente \u00e8 in realt\u00e0. Per cui possiamo affermare che qualcosa \u00e8 certamente scomparso, \u00e8 morto, ma non sappiamo ancora bene che cosa sia nato. Di sicuro, per\u00f2, si \u00e8 estinto un certo tipo di uomo, incarnato dalla cultura greca e da quella cristiana. Scrive il Morra che &quot;il primo uomo della razionalit\u00e0, prodotto dal miracolo greco insieme con la filosofia, orientato dall&#8217;ordine del cosmo e sicuro dell&#8217;eterno ritorno dell&#8217;identico, si era congiunto con il secondo uomo della fede, prodotto dalla rivelazione ebraico-cristiana insieme con la religione, orientato alla provvidenza e teso a una meta escatologica.&quot; Questi due uomini avevano costituito una sintesi armonica di ragione e fede, di storia e metastoria. Sar\u00e0 il terzo uomo, il borghese calcolatore e asceta, a rompere tale sintesi. Egli volger\u00e0 le spalle al sapere religioso e al sapere filosofico per privilegiare il sapere scientifico. Alla scienza, intesa sin dall&#8217;inizio come strumento tecnologico per il dominio del mondo, il terzo uomo subordiner\u00e0 la filosofia come semplice metodologia del sapere scientifico e la religione come atteggiamento etico che accompagna la realizzazione del &quot;Beruf&quot; nel lavoro.<\/p>\n<p>Dopo che, con l&#8217;andare del tempo, si \u00e8 progressivamente dissolto anche questo terzo uomo, un uomo diverso ha preso il suo posto. \u00c8 nato il quarto uomo, senza religione [senza filosofia?], senza storia, vittima del desiderio e non del bisogno, senza ansia per la verit\u00e0, senza religione. \u00c8 nato l&#8217;uomo dell&#8217;epoca postmoderna, incapace ormai di ateismo sostitutivo e capace di realizzarsi con i suoi strumenti tecnologici ed i suoi media, nei quali, come nel flipper e nei video-giochi, scienza e magia coincidono.<\/p>\n<p>Il passaggio dal secondo al terzo uomo pu\u00f2 essere caratterizzato come il passaggio dalle tecnologie dei bisogni alle tecnologie dei desideri. ha fede nel progresso e nella tecnologia, in quanto essa sconfigge i miti atavici del primo e del secondo uomo: malattia, morte improvvisa e precoce., freddo, fame, bisogni. L&#8217;uomo postmoderno non ha pi\u00f9 bisogni da soddisfare, ma solo desideri da inventare. La forma tecnologica pi\u00f9 adeguata \u00e8 quella dei media audiovisivi.. Essi sono del tutto sottratti al bisogno e alla finalit\u00e0; non sono fini, ma mezzi. Realizzano ci\u00f2 che Kant indicava come caratteristiche del giudizio estetico: il &quot;piacere senza interesse&quot; e la &quot;finalit\u00e0 senza scopo&quot;.<\/p>\n<p>Il quarto uomo &quot;non vive pi\u00f9 in termini drammatici l&#8217;antitesi tra verit\u00e0 e falsit\u00e0, al punto che per lui non esistono pi\u00f9 ERRORI, ma solo ERRANZE, (nel doppio senso del verbo errare, che significa sia vagare sia sbagliare), e di conseguenza non sperimenta pi\u00f9 forti conflittualit\u00e0 nelle scelte etiche, ma riesce ad estetizzare ogni oggetto di conoscenza. L&#8217;eclissi del sapere religioso e di quello filosofico, con i loro concetti obsoleti di Dio, Essere, Verit\u00e0, ha condotto alla coincidenza di storia e favola, di volto e maschera. Il mondo dei media realizza un &quot;continuum&quot; tra oggetto e favola, al punto che neppure la favola pu\u00f2 ancora esistere.&quot;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il rapporto dell&#8217;uomo post-moderno con la religione, egli non rifiuta la religione, come non rifiuta neppure la scienza e la filosofia; le considera altrettanti giochi linguistici, nel caleidoscopio pirotecnico di un sapere non pi\u00f9 mitologico, ma pluralistico e dissipato. &quot;La religione diventa un appello soggettivo e gratificante, che testimonia l&#8217;insufficienza della fede a produrre una certezza superiore alla soggettiva speranza. L&#8217;uomo religioso d oggi non professa troppo volentieri delle verit\u00e0 certe ed assolute, ma preferisce rimanere aperto a una religiosit\u00e0 generica, imprecisa, che non comporta l&#8217;adesione a un determinato corpo di dottrine e precetti, e pu\u00f2 sconfinare sia nella pi\u00f9 totale indifferenza del fatto religioso che nel sincretismo delle pi\u00f9 disparate religioni.. Nel campo strettamente religioso, quindi, l&#8217;uomo di oggi &quot;un insicuro, che al posti di una solida fede si ritrova ad avere una speranza, un calcolo pragmatico, un&#8217;esigenza intima, o qualcosa del genere, niente comunque che assomigli alla confidenza assoluta del suoi antenato veramente credente. Egli non pu\u00f2 &quot;credere&quot; in modo reale. L&#8217;approccio concludente alle verit\u00e0 rivelate non \u00e8 realizzabile solo attraverso un atto di volont\u00e0 o un&#8217;aspirazione ideale: per essere valido, deve avere una solida possibilit\u00e0 mentale. La quale non si d\u00e0 pi\u00f9.\u00bb<\/p>\n<p>Concordiamo con gran parte di tali affermazioni e aggiungiamo, per parte nostra, che il cosiddetto \u00abquarto uomo\u00bb rischia di essere anche l&#8217;ultimo, se non sar\u00e0 in grado di trovare l&#8217;umilt\u00e0 e la saggezza per ridare spazio alla propria voce interiore: la quale gli suggerisce il senso del limite ed il senso del mistero.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 ormai divenuto simile a un bambino viziato e scontento, incapace di rigore e di onest\u00e0 interiore, terrorizzato all&#8217;idea di fare silenzio intorno a s\u00e9, di cominciare a guardarsi dentro senza indulgenza e senza ipocrisia: non gli piacerebbe lo spettacolo della propria immagine. In compenso, pu\u00f2 disporre di una tecnologia talmente poderosa e talmente sproporzionata al suo livello di evoluzione spirituale, che questo bambino viziato sarebbe in grado di distruggere se stesso ed il mondo in cui vive, il giorno in cui decidesse di farlo.<\/p>\n<p>E perch\u00e9 non dovrebbe, dal momento che non ritiene di essere stato chiamato alla vita per svolgere un compito; n\u00e9 di avere dei precisi doveri verso se stesso e verso l&#8217;altro (natura compresa); n\u00e9, infine, di essere tenuto a rendere conto del proprio operato a quell&#8217;Essere dal quale ha ricevuto ogni cosa, compresa la propria capacit\u00e0 di conoscere, amare e lodare?<\/p>\n<p>Tremendi sono i fantasmi di morte che egli \u00e8 nelle condizioni di evocare con la sua magia nera; tremende sono le ferite che pu\u00f2 infliggere a s\u00e9 stesso e agli altri viventi: e sembra proprio che nessuna lezione della storia sia capace di insegnargli qualcosa.<\/p>\n<p>Per imboccare una strada di salvezza, pertanto, egli dovrebbe in primo luogo riconoscere la radice del proprio errore: la presunzione dell&#8217;autosufficienza. Dopo di che, dovrebbe ristabilire un patto di solidariet\u00e0 con la creazione della quale egli \u00e8 stato chiamato a far parte, non per devastarla e saccheggiarla irresponsabilmente, ma per custodirla, amarla e proteggerla.<\/p>\n<p>Come si vede, siamo ancora al bivio di Adamo ed Eva: al bivio antichissimo della tentazione di volersi fare simile a Dio. La sua filosofia nichilista, la sua potenza tecnologica, la sua rincorsa dei desideri illimitati: tutto congiura a sospingerlo in quella direzione.<\/p>\n<p>Per trovare la forza di modificare tale rotta sbagliata e pericolosa, sarebbe necessario che egli ricordasse di non essere il padrone della nave, ma solo &#8211; e temporaneamente &#8211; colui al quale essa \u00e8 stata affidata. E, come il capitano saggio e prudente, invece di sfidare il Cielo e la Terra con il cuore gonfio di orgoglio, dovrebbe regolare il corso della navigazione secondo i venti e le correnti marine, docile strumento di un Disegno pi\u00f9 grande di lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l&#8217;uomo greco, nel quadro della civilt\u00e0 occidentale, viene l&#8217;uomo cristiano: che non \u00e8 la semplice negazione del precedente, ma la fusione con esso, il punto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[142,263],"class_list":["post-29408","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-francesco-bacone","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29408","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29408"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29408\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}