{"id":29405,"date":"2016-12-28T05:04:00","date_gmt":"2016-12-28T05:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/28\/lelemento-satanico-delluomo-moderno-e-il-compiacimento-della-separatezza\/"},"modified":"2016-12-28T05:04:00","modified_gmt":"2016-12-28T05:04:00","slug":"lelemento-satanico-delluomo-moderno-e-il-compiacimento-della-separatezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/28\/lelemento-satanico-delluomo-moderno-e-il-compiacimento-della-separatezza\/","title":{"rendered":"L\u2019elemento satanico dell\u2019uomo moderno \u00e8 il compiacimento della separatezza"},"content":{"rendered":"<p>Satana \u00e8 colui che ha scelto di separarsi da Dio, di coltivare l&#8217;odio per Dio e l&#8217;invidia nei confronti degli uomini; egli vive in una dimensione nella quale non c&#8217;\u00e8 altro che odio, ed \u00e8 per questo che non potr\u00e0 mai pentirsi: nulla esiste, nel suo universo interiore, se non la rabbia, l&#8217;invidia e la perversa volont\u00e0 di nuocere, di ostacolare, di provocare il male. In ebraico e in aramaico, Sat\u00e0n \u00e8 un verbo che significa &quot;osteggiare&quot;, &quot;aggredire&quot; e che in greco antico della <em>koin\u00e9<\/em> diventa Satan\u00e2s; per cui, passato il vocabolo a designare un essere personale, questi \u00e8 &quot;l&#8217;avversario&quot; per antonomasia, l&#8217;&quot;accusatore&quot; (dell&#8217;uomo davanti a Dio) e, da ultimo, il &quot;calunniatore&quot;<\/p>\n<p>Orbene: esiste, nell&#8217;uomo moderno, un elemento che si pu\u00f2 definire come tipicamente satanico, ed \u00e8 il compiacimento della separatezza: separatezza da Dio, dagli altri esseri, e perfino da s\u00e9 stessi; separatezza che nasce dal rifiuto dell&#8217;amore di Dio e dal desiderio compulsivo, patologico, della propria orgogliosa affermazione, il che equivale a un desiderio sfrenato di dominare, manipolare, strumentalizzare ogni cosa e ogni persona intorno a s\u00e9.<\/p>\n<p>La disgregazione dell&#8217;uomo moderno, che \u00e8 stata acutamente analizzata dal primo dei moderni, Francesco Petrarca, nasce da qui. Finch\u00e9 l&#8217;uomo rimane unito a Dio e alla sua offerta d&#8217;amore, egli non \u00e8 affatto disgregato, per quanto forti possano essere le spinte contrastanti che in lui si manifestano; al contrario, \u00e8 saldo e coeso in se stesso, perch\u00e9 sa da dove viene, sa dove sta andando, sa qual \u00e8 il significato della sua esistenza; e, cosa pi\u00f9 importante di tutte, sa chi \u00e8 (ossia <em>uno<\/em>, e non <em>uno, nessuno e centomila<\/em>, come sostiene Pirandello). In questo senso, il vero manifesto dell&#8217;uomo moderno \u00e8 racchiuso nel titolo del famoso quadro di Paul Gauguin: <em>Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?<\/em> Pu\u00f2 essere di un certo interesse sapere che l&#8217;artista, gi\u00e0 oppresso da numerosi problemi e difficolt\u00e0, tent\u00f2 di suicidarsi, ingerendo dell&#8217;arsenico, proprio perch\u00e9 temeva di non riuscire a completare quest&#8217;opera; sicch\u00e9 si pu\u00f2 dire che essa \u00e8 stata realizzata immergendo letteralmente i pennelli nell&#8217;angoscia e nella disperazione umani.<\/p>\n<p>La tela, ora conservata presso il <em>Museum of Fine Arts<\/em> di Boston, \u00e8 stata dipinta nel 1897: cio\u00e8 proprio nella fase storica in cui la modernit\u00e0 irrompe nella vita di ciascuno (mentre prima era cosa che riguardava soltanto le <em>\u00e9lites<\/em>), attraverso i meccanismi della societ\u00e0 di massa, generando squilibri gravissimi, che investirono non solo le forme esteriori di vita, ma le pi\u00f9 intime relazioni dell&#8217;uomo con se stesso, in una misura quale mai si era verificata nel passato, se non in forme episodiche, come in occasione delle pestilenze e delle crisi sociali del 1300, o relativamente diluite nel tempo, come fu nel caso delle migrazioni dei popoli germanici, slavi, iranici e turchi, che sconvolsero l&#8217;Europa fra la tarda romanit\u00e0 e i secoli dell&#8217;alto Medioevo. A partire dall&#8217;avvento della societ\u00e0 di massa, a nessuno \u00e8 dato di sottrarsi ai meccanismi alienanti e omologanti della modernit\u00e0, se non altro perch\u00e9 a nessun uomo e a nessuna comunit\u00e0 \u00e8 concesso di restare al di fuori del circuito produttivo capitalista: a meno, naturalmente, di ritirarsi in un convento di clausura; e tuttavia, per taluni aspetti non troppo marginali, neppure in quel caso.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno, quindi, non solamente \u00e8 scisso, disgregato, separato; ma, cosa ancor pi\u00f9 grave, e indizio di quanto sia avanzata la sua malattia (la malattia che ha nome modernit\u00e0), si compiace di tale situazione, e rifiuta ostinatamente d&#8217;intraprendere qualunque strada che sia suscettibile di portarlo fuori dal vicolo cieco, nel quale si \u00e8 messo. Anzi, la sua malattia, che a questo punto assume i connotati di una perversione, consiste proprio nel disprezzare ci\u00f2 che \u00e8 semplice, coeso, unitario, da lui giudicato infantile, ingenuo o menzognero, e di ritenere, grazie alla cultura del sospetto, che solo nella complessit\u00e0 esasperata, nella problematicit\u00e0, nell&#8217;ambiguit\u00e0, vi sia il modo di realizzare la propria personalit\u00e0 e di portare a compimento il suo progetto esistenziale (ammesso e non concesso che egli ne abbia uno, o che ritenga sensato e ragionevole sforzarsi di individuarne e perseguirne uno).<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 tipico rappresentante della mentalit\u00e0 moderna, colta nell&#8217;atto del suo formarsi, \u00e8 stato Nicol\u00f2 Machiavelli: perch\u00e9 la modernit\u00e0 culmina tra XIX e XX secolo, ma compare fin dal XIV e consolida le sue basi ideologiche, psicologiche e sociali gi\u00e0 nel XV-XVI secolo, ossia all&#8217;epoca del passaggio dalle forme della vita comunale a quelle proprie delle signorie italiane nell&#8217;epoca del Rinascimento; e appunto su Machiavelli come esponente pi\u00f9 rappresentativo del pensiero moderno ha dedicato delle pagine acute e illuminati il filosofo belga, da noi purtroppo assai poco conosciuto, Marcel De Corte (nato a Genappe, nel Brabante, il 20 aprile 1905 e spentosi a Tilff, presso Liegi, il 19 giugno 1994).<\/p>\n<p>Osserva, dunque, De Corte nella <em>Fenomenologia dell&#8217;autodistruttore. Saggio sull&#8217;uomo occidentale contemporaneo<\/em> (titolo originale: <em>L&#8217;homme contre lui-m\u00eame<\/em>, Paris, Nouvelles Editions Latines, 1962; traduzione dal francese di Roberto Antonetto, Torino, Borla, 1967, pp. 178-181):<\/p>\n<p><em>Per la prima volta nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, la condotta dell&#8217;uomo \u00e8 considerata come un sistema di riflessi meccanici che permettono quasi sempre previsioni infallibili.<\/em><\/p>\n<p><em>Infine, la ragione dell&#8217;uomo, nel&#8217;applicarsi ad oggetti e situazioni puramente meccaniche, diventa anch&#8217;essa un meccanismo. Non c&#8217;\u00e8 altra forma d&#8217;intelligenza per Machiavelli se non quella del calcolo. Cartesio diceva che la sua fisica era tutta geometria: prima di lui, Machiavelli avrebbe potuto affermare che la sua politica era tutta matematica, con i suoi segni fondamentali: PI\u00d9, MENO, UGUALE. Del resto, per cogliere nell&#8217;uomo soltanto gli aspetti quantitativi, occorre evidentemente che la ragione che li coglie sia essa stessa completamente matematizzata e meccanizzata. Si pu\u00f2 dire, senza cadere nella caricatura, che Machiavelli vede nell&#8217;&quot;homo duplex&quot; il meccanismo della ragione che agisce su quello della passione e degli istinti, e la loro giustapposizione che agisce a sua volta sulla macchina del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Soltanto in questo modo \u00e8 possibile conservare il potere conquistato. Nel&#8217;equazione della potenza ci sono tutti i rischi di perdere il potere, e insieme tutti gli stratagemmi che servono a conservarlo: i primi con il segno positivo, i secondi con il segno negativo. Resta da fare l&#8217;operazione, e il risultato sar\u00e0 senza errore. Machiavelli lo ripete continuamente, e aggiunge, con la consueta ardente freddezza, che &quot;bisogna dare al popolo soltanto dei risultati&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Egli non \u00e8 dunque, in nessun modo, il tecnocrate puro della politica che troppo spesso ci si compiace di immaginare. Le sue tecniche affondano in una concezione dell&#8217;uomo e del mondo dissonantistica e dualistica ben determinata. Basta leggerlo attentamente per convincersene. Quando si dice che l&#8217;interesse e la potenza non hanno bisogno di giustificazioni e di fondamenti, che vanno da s\u00e9, si fa torto all&#8217;intelligenza dell&#8217;autore de &quot;Il Principe&quot;. Machiavelli ha davanti un tipo d&#8217;uomo del tutto nuovo, avido del solo potere su gli altri uomini e sulle cose, la cui struttura precede tutte le tecniche ch&#8217;egli preconizza; ha operati di fronte a questo tipo neoplatonico dell&#8217;uomo lo stesso rovesciamento che Marx effettuer\u00e0 pi\u00f9 tardi nella dialettica hegeliana, con la stessa intenzione: dominare gli altri uomini ed il mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 chiaro che un pensiero rigorosamente matematico come quello di Machiavelli ignora le nozioni di bene e di male. In matematica, non c&#8217;\u00e8 bene n\u00e9 male, non c&#8217;\u00e8 neppure vero o falso nel senso proprio del termine, ma soltanto esatto o inesatto. Per questo Machiavelli \u00e8 il pensatore contemporaneo per eccellenza, in un mondo in mano alla tecnica: il suo pensiero non pu\u00f2 non suscitare scandalo, ed \u00e8 dal nome di Niccol\u00f2 Machiavelli che gli inglesi hanno tratto l&#8217;appellativo che danno al diavolo: &quot;old Nick&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 naturale che questa rigorosa meccanizzazione dell&#8217;uomo e del mondo sotto il governo d&#8217;una intelligenza puramente quantitativa appaia &quot;satanica&quot; al cristiano. Eppure, il satanico di Machiavelli non \u00e8 in questo, ma piuttosto nella sua concezione dissonantistica dell&#8217;uomo e del mondo, che i suoi calcoli metodici si sforzano di ridurre e mascherare sotto rapporti di forza. Satana \u00e8 un realt\u00e0 l&#8217;essere disgregato per eccellenza, perch\u00e9 deriva il suo essere da Dio, e da Dio si \u00e8 allontanato: non ha pi\u00f9 unit\u00e0 interiore, \u00e8 lacerato fin nel profondo. De Vigny gli ha fatto dire: &quot;Tanto grande \u00e8 la distanza fra me e me, che non capisco pi\u00f9 quel che dice l&#8217;innocenza&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Satana comprende soltanto pi\u00f9 il peccato, separazione da s\u00e9 e separazione da Dio, dal quale dipende tutto l&#8217;essere. Secondo i Padri della Chiesa, la definizione stessa del peccato originale \u00e8 lo scegliere arbitrariamente una parte del proprio essere a danno delle altre, e sottrarla al dominio divino: &quot;Con il primo peccato&quot;, scrive uno di essi, &quot;Adamo si \u00e8 separato da se stesso e dagli altri&quot;. Adamo ha rotto i legami che lo uniscono come creatura a tutte le altre e al resto della creazione nel&#8217;amore per il Creatore.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 esattamente la posizione di Machiavelli, la cui concezione dell&#8217;uomo e del mondo \u00e8 la pi\u00f9 pessimistica possibile. &quot;Si pu\u00f2 dire che gli uomini in generale sono ingrati, incostanti, vili, interessati&#8230; e il Principe che si \u00e8 basato sulle loro parole, senza prendere altre precauzioni, crolla&#8230; Lo dimostrano tutti coloro che hanno trattato della vita pubblica, e la storia ne offre esempi su esempi: chiunque organizzi una repubblica e ne ordini le leggi deve per forza supporre che tutti gli uomini sono cattivi, e diano sfogo alla malvagit\u00e0 della loro anima ogni volta che possono farlo liberamente&#8230; Gli uomini non fanno mai nulla di bene se non per necessit\u00e0&quot;. Di passi come questo se ne trovano a centinaia nell&#8217;opera del Fiorentino.<\/em><\/p>\n<p>Un uomo disgregato, che sa vedere, ragionare e sentire solo in senso meccanico, matematico, quantitativo: non \u00e8 chi non veda, qui, come il pensiero di Machiavelli prosegua in quello di Galilei, che ne \u00e8 il naturale e legittimo erede; Galilei far\u00e0 per le scienze quel che Machiavelli ha fatto per la politica, la riduzione del molteplice ad uno, il calcolo matematico, e la semplificazione del reale, mediante l&#8217;eliminazione di tutto quel che non \u00e8 aggiungere, togliere, prevedere; in altre parole: l&#8217;equiparazione dell&#8217;intera realt\u00e0 ad un solo aspetto di essa, quello quantitativo, e la cancellazione degli elementi spirituali, morali, interori dal quadro, come se, avendoli tolti dal ragionamento, fossero anche scomparsi alla realt\u00e0. Machiavelli assolutizza la matematica, un secolo prima di Galilei e un secolo e mezzo prima di Spinoza: ne fa, al tempo stesso, il principio di realt\u00e0, il criterio di ragionamento e lo strumento dell&#8217;azione pratica. In un certo senso, nel suo modo di concepire il reale, la matematica prende il posto di Dio, che, di fatto, \u00e8 scomparso dall&#8217;orizzonte speculativo ed esistenziale, poich\u00e9 non serve pi\u00f9 n\u00e9 a spiegare il mondo, n\u00e9, tanto meno, a redimerlo. Gli uomini si redimono da soli, o almeno ci provano, oppure non hanno nulla da sperare; e la loro redenzione \u00e8 qualcosa di pienamente laico ed immanente: non \u00e8 in vista della vita eterna, ma in funzione di <em>questa<\/em> vita, e di null&#8217;altro. Lo scientismo sperimentale di Galilei e il panteismo razionalista di Spinoza sviluppano i medesimi presupposti e procedono nella medesima prospettiva, con la stessa ambizione e con analoghe modalit\u00e0: cercare il vero e il necessario attraverso la matematica ed eliminare tutto il resto, come insignificante e ininfluente.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi inutile osservare che, in questo modo, la cultura moderna, sviluppatasi alla loro scuola, ha gettato via dal proprio orizzonte e dalla propria meta la cosa pi\u00f9 importante: la dimensione della ragione che non \u00e8 riducibile a Logos puramente strumentale e calcolante, cio\u00e8 la ragione totale, che include in se stessa l&#8217;intuizione e la creativit\u00e0, e soprattutto la dimensione etica e affettiva; quella ragione che sta al di l\u00e0 e al di sopra della ragione matematica in senso stretto, e che si coglie, ad esempio, nelle meravigliose armonie di Bach. Le quali rivelano, s\u00ec, una sapientissima misura matematica ed una ricerca delle proporzioni architettoniche di tipo squisitamente geometrico, paragonabile all&#8217;applicazione della sezione aurea in pittura (e nella stessa architettura), ma nelle quali si coglie una nota ulteriore, un possente soffio di poesia che le fonde e le armonizza, che d\u00e0 loro vita e le trasforma da principio meramente logico e quantitativo in una realt\u00e0 vitale, palpitante, fremente, spirante il respiro stesso dell&#8217;esistenza, ma trasportata su di un piano spirituale, incommensurabilmente pi\u00f9 elevato di quello pratico e meccanico. Chi abbia una sia pur minima familiarit\u00e0 con l&#8217;opera di Bach, coglier\u00e0 immediatamente che si tratta d&#8217;un elemento religioso: ossia il ritorno dell&#8217;anima alle sue sorgenti, a Dio, e la ricomposizione, nell&#8217;uomo, dell&#8217;unit\u00e0 spezzata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Satana \u00e8 colui che ha scelto di separarsi da Dio, di coltivare l&#8217;odio per Dio e l&#8217;invidia nei confronti degli uomini; egli vive in una dimensione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117,143,202],"class_list":["post-29405","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio","tag-francesco-petrarca","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29405","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29405"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29405\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29405"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29405"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29405"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}