{"id":29403,"date":"2010-07-08T10:42:00","date_gmt":"2010-07-08T10:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/08\/sei-una-donna-o-un-uomo-finito-o-sei-pronta-pronto-allavventura\/"},"modified":"2010-07-08T10:42:00","modified_gmt":"2010-07-08T10:42:00","slug":"sei-una-donna-o-un-uomo-finito-o-sei-pronta-pronto-allavventura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/08\/sei-una-donna-o-un-uomo-finito-o-sei-pronta-pronto-allavventura\/","title":{"rendered":"Sei una donna o un uomo finito o sei pronta (pronto) all\u2019avventura?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una cosa che stringe il cuore pensare che la maggioranza degli esseri umani adulti vivono, pensano e sentono esattamente come se fossero finiti: vale a dire, come se non si aspettassero pi\u00f9 dalla vita niente di diverso da ci\u00f2 che hanno sperimentato finora.<\/p>\n<p>L&#8217;espressione &quot;un uomo finito&quot; pu\u00f2 sembrare un tantino melodrammatica, complice la letteratura decadentista; tuttavia rende bene la condizione esistenziale di chi ormai si lascia vivere per forza d&#8217;inerzia, con il pilota automatico inserito, senza pi\u00f9 occhi per la bellezza, senza pi\u00f9 fede nel domani, senza pi\u00f9 credere in se stesso.<\/p>\n<p>Un tratto caratteristico della nostra societ\u00e0, segnato dal crepuscolo della borghesia che aveva dato l&#8217;assalto al cielo, sorretta da un&#8217;immensa, presuntuosa fiducia in se stessa, \u00e8 quella forma di ipocrisia per cui ciascuno si tiene il proprio malessere esistenziale nascosto bene in fondo, dietro la facciata d&#8217;obbligo della rispettabilit\u00e0 e della normalit\u00e0; salvo poi lasciarsi andare alla disperazione in maniera improvvisa e rovinosa, magari con gesti clamorosi di violenza contro se stesso o contro gli altri, in genere contro le persone della cerchia pi\u00f9 intima.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 giocare impunemente con la propria disperazione: se la si ignora, prima o poi essa si vendica. \u00c8 cos\u00ec che si spiega il dilagare di quella &quot;malattia del secolo&quot; che \u00e8 la depressione: con il fatto che l&#8217;autenticit\u00e0 repressa, negata, ricacciata gi\u00f9 in fondo, non si rassegna ed urla tutta la sua protesta e la sua delusione; ma, non trovando alcuno sbocco verso l&#8217;esterno, finisce per imputridire e per contaminare la vita dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Anche da questo punto di vista, si vede chiaramente quale sia il nostro problema pi\u00f9 grave: l&#8217;incapacit\u00e0 di ascoltarci, l&#8217;aver perduto la facolt\u00e0 di riconoscere ed accogliere le nostre esigenze pi\u00f9 vere ed autentiche; mentre siamo diventati bravissimi nel recepire e nell&#8217;inseguire i bisogni artificiali pi\u00f9 vuoti ed assurdi, creati in noi della macchina consumista. Non ci facciamo mancare nulla di ci\u00f2 che \u00e8 secondario, superfluo, inutile e perfino dannoso; ma priviamo la nostra vita di ci\u00f2 che le \u00e8 assolutamente essenziale.<\/p>\n<p>In particolare, l&#8217;incapacit\u00e0 di riconoscerci, accettarci e mostrarci agli altri quali siamo veramente &#8211; in una parola, l&#8217;incapacit\u00e0 di essere noi stessi &#8211; ci impone il pagamento di uno scotto pesantissimo: la nullificazione della nostra vita sociale autentica, che \u00e8 ormai ridotta ad una serie di rituali sempre pi\u00f9 vuoti e insoddisfacenti, mentre avremmo un immenso, disperato bisogno di aprici, di mostrarci nella nostra essenza, di essere riconosciuti, accettati ed accolti non per la maschera che indossiamo, ma per ci\u00f2 che siamo realmente.<\/p>\n<p>Chi non riesce a guardarsi dentro, ad accettarsi e a lasciarsi vedere dagli altri per quello che \u00e8, non solo vive in maniera totalmente inautentica, ma si condanna perennemente alla pi\u00f9 raffinata delle torture: come se una parete di cristallo lo separasse da s\u00e9 e dal mondo, rendendogli impossibile gustare proprio quel lato della vita che la rende maggiormente degna di essere vissuta: il fatto di indossare la propria pelle, di muoversi con lealt\u00e0 e naturalezza all&#8217;interno del proprio io e di instaurare con l&#8217;altro dei rapporti profondi, che non possono nemmeno essere immaginati in una situazione di nascondimento e di finzione.<\/p>\n<p>In breve: per essere amici del mondo, bisogna prima imparare ad essere amici di se stessi; e non lo si \u00e8 per il fatto di concedersi l&#8217;automobile ultimo modello, vestiti firmati ed ore e ore di sedute dall&#8217;estetista; ma quando si incomincia a volersi bene senza narcisismo, ad accettarsi e soprattutto ad ascoltarsi.<\/p>\n<p>Certo, nell&#8217;aprirsi agli altri esiste pur sempre un rischio: quello di non essere capiti, di non essere accolti, di non essere ricambiati con altrettanta lealt\u00e0; tuttavia l&#8217;io maturo, pacificato con se stesso e cosciente delle proprie reali esigenze, \u00e8 abbastanza forte da superare queste eventuali delusioni e da non lasciarsene scoraggiare ed abbattere.<\/p>\n<p>Ha scritto il gesuita, teologo e scrittore statunitense John Powell in \u00abPerch\u00e9 ho paura di dirti chi sono\u00bb (titolo originale: \u00abWhy am I afraid to tell you who I am?\u00bb, Chicago, Argus Communications Co.; traduzione italiana di Jacopo Dorsanio, Torino, Gribaudi, 1972, pp. 53, 57-61):<\/p>\n<p>\u00abHo detto che l&#8217;essere pienamente umano non reprime le proprie emozioni &#8211; almeno nella misura in cui le ha sotto controllo &#8211; ma permette loro di affiorare alla superficie per riconoscerne le caratteristiche. Egli sperimenta la totalit\u00e0 della sua vita emotiva. Egli resta in &quot;contatto&quot; e in consonanza con le sue emozioni, consapevole di ci\u00f2 che esse gli dicono sui suoi bisogni psicologici e sui suoi rapporti con gli altri.<\/p>\n<p>Ma ho anche detto che questo non implica l&#8217;alzar bandiera bianca dinanzi alle proprie emozioni. Nella persona pienamente umana c&#8217;\u00e8 equilibrio tra sensi, emozioni, intelligenza e volont\u00e0. Le emozioni devono essere integrate: per la qual cosa \u00e8 necessario manifestarle ma non \u00e8 aprioristicamente indispensabile modificarle. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nonostante la nostra mancanza di volont\u00e0 e la nostra riluttanza a dire agli altri chi siamo, ognuno di noi \u00e8 mosso da un violento desiderio di essere compreso.<\/p>\n<p>Lo sappiamo tutti: cerchiamo &#8211; assai maldestramente &#8211; di attirare amore su di noi; per\u00f2, se non veniamo compresi da coloro del cui amore sentiamo il bisogno, qualsiasi tipo di comunicazione profonda si riduce a un rapporto che innervosisce e mette a disaggio, anzich\u00e9 dilatarci e ravvivarci.<\/p>\n<p>S\u00ec, lo sappiamo tutti: nessuno pu\u00f2 realmente amarci senza realmente comprenderci. Chi invece si sente compreso, senza dubbio si sentir\u00e0 anche amato.<\/p>\n<p>Se non c&#8217;\u00e8 almeno uno che mi comprenda e che mi accetti cos\u00ec come sono, io provo un senso d&#8217;isolamento. Le mie qualit\u00e0 e il mio denaro non bastano a consolarmi. Anche in mezzo a mille persone, continuo a sentirmi un solitario.<\/p>\n<p>\u00c8 una legge, innegabile come la legge di gravit\u00e0: chi \u00e8 compreso ed amato matura come persona; chi vive isolato morir\u00e0 inaridito nella tenebrosa cella della sua solitudine.<\/p>\n<p>Ciascuno di noi ha dentro di s\u00e9 molte cose che gli piacerebbe condividere con gli altri. Abbiamo tutti un passato segreto, vergogne clandestine, sogni distrutti, speranze nascoste.<\/p>\n<p>Per\u00f2, al di sopra e in contrasto col desiderio di comunicare questi segreti, ciascuno non pu\u00f2 non considerare la sua paura e quanto sia rischioso parlare di essi.<\/p>\n<p>Belli o brutti che siano i miei segreti, essi mi appaiono &#8211; pi\u00f9 d&#8217;ogni altra cosa &#8211; come quella sfera particolarmente intima di me stesso nella quale si realizza la mia unicit\u00e0. Nessun altro ha mai fatto quelle precise cose che ho fatto io, nessun altro ha mai pensato i miei pensieri o sognato i miei sogni. Io non sono sicuro di riuscire a trovare le parole per mettere tutto ci\u00f2 in comune con un altro, ma ancor meno sicuro io sono di questo: quale impressione far\u00e0 tutto ci\u00f2 sull&#8217;altro?<\/p>\n<p>La persona che ha una buona &quot;immagine del s\u00e9&quot;, e che quindi accetta pienamente la verit\u00e0 del suo io, trover\u00e0 in s\u00e9 la forza per superare questo dubbio. \u00c8 tuttavia improbabile che chi mai ha condiviso con altri il suo mondo interiore abbia il sostegno d&#8217;una buona &quot;immagine del s\u00e9&quot;.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 una constatazione: quasi tutti abbiamo fatto cose, sperimentato sensazioni e sentimenti che non abbiamo avuto il coraggio di confidare, di condividere con qualcuno. Pensavamo di far la figura degli illusi, di apparire malvagi, ridicoli, vanesi. Temevamo che gli altri giudicassero la nostra vita come un continuo odioso inganno.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mille paure ci trattengono nella cella della nostra solitudine.<\/p>\n<p>Qualcuno ha paura di non farcela, di scoppiare in singhiozzi come un bambino. E qualcuno si sente bloccato dalla paura che gli altri non periscano quant&#8217;\u00e8 importante per lui quel suo segreto. Normalmente, noi ci domandiamo in anticipo quale dolore proveremmo se l&#8217;interlocutore reagisse alla nostra confidenza col disinteresse, oppure fraintendendoci, mostrandosi traumatizzato, andando in collera o deridendoci. E ci domandiamo se non c&#8217;\u00e8 pericolo che riveli il nostro segreto ad altri ai quali non vogliamo farlo sapere.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che in un certo momento della mia vita io abbia fatto uscire una parte di me dalle tenebre della cella per condurla alla luce, sotto gli occhi d&#8217;un altro. E pu\u00f2 darsi ch&#8217;egli non abbia capito. Cosicch\u00e9 io son corso, dandomi di stolto per ci\u00f2 che avevo fatto, a rinchiudermi in una solitudine emotiva ancor pi\u00f9 dolorosa.<\/p>\n<p>Invece, pu\u00f2 darsi che qualcuno abbia ascoltato il mio segreto, abbia accettato la mia confidenza con intensa partecipazione. Ricordo le parole che us\u00f2 per darmi forza, la sua voce che mi comunicava comprensione, il suo sguardo dal quale appariva che aveva capito. Ricordo i suoi occhi incoraggianti. Ricordo come la sua mano strinse la mia: c&#8217;era una violenza d&#8217;affetto grazie alla quale mi sentii compreso.<\/p>\n<p>Fu una grande esperienza liberatrice: dopo di essa, mi trovai ricco dio una nuova vitalit\u00e0. E questo, semplicemente perch\u00e9 era stato soddisfatto il mio immenso bisogno d&#8217;essere ascoltato in modo partecipe, d&#8217;essere preso sul serio e d&#8217;essere compreso da qualcuno.<\/p>\n<p>Solo attraverso questa forma di condivisione una persona arriva a CONOSCERE SE STESSA. L&#8217;introspezione non serve,. Confidiamo pure tutti i nostri segreti alle docili pagine del diario personale, ma per conoscere noi stessi e sperimentare la pienezza della vita ci \u00e8 indispensabile l&#8217;incontro con un amico in carne ed ossa.<\/p>\n<p>L&#8217;amicizia diventa allora una grande avventura. Essa \u00e8 una scoperta sempre pi\u00f9 profonda di chi sono io e di chi \u00e8 il mio amico, via via che continuiamo a rivelarci nuovi e pi\u00f9 reconditi aspetti di noi stessi. Essa mi apre la mente, mi allarga gli orizzonti, mi riempie di nuova consapevolezza, approfondisce i miei sentimenti, mi fa cogliere il senso della mia vita.<\/p>\n<p>Ma le barriere non cadono mai in maniera definitiva. L&#8217;amicizia e la reciproca autorivelazione ci mettono ogni giorno dinanzi ad una qualche novit\u00e0 poich\u00e9 l&#8217;essere persona umana implica cambiamento e sviluppo quotidiani. Il mio amico ed io ci evolviamo e le differenze diventano sempre pi\u00f9 palesi. I nostri due processi evolutivi non tendono alla realizzazione di un&#8217;identica persona: io sto lentamente realizzando la mia persona e lui la sua.<\/p>\n<p>Cosicch\u00e9 scopro in te, che mi sei amico e confidente, gustie preferenze diverse, sentimenti e speranze diverse, reazioni diverse alle nuove esperienze. E mi rendo conto che non basta dirti chi sono una volta per sempre. Io devo CONTINUAMENTE dirti chi sono e tu devi CONTINUAMENTE dirmi chi sei, perch\u00e9 entrambi CONTINUAMENTE ci evolviamo.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 accadere che proprio quelle cose dalle quali prima ero attratto verso di te ora mi appaiono ostacoli alla nostra comunicazione.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio, la vivacit\u00e0 dei tuoi sentimenti controbilanciava la mia tendenza marcatamente pi\u00f9 intellettuale, il tuo comportamento estroverso equilibrava la mia introversione. , il tuo realismo correggeva gli eccessi delle mie qualit\u00e0 intuitivo-artistiche. Grazie a questa complementariet\u00e0, la nostra era un&#8217;amicizia ideale.<\/p>\n<p>Ora, invece, quando io voglio spartire con te le mie idee, resto male nel vedere che non ascolti con interesse le mie argomentazioni razionali ed oggettive. Ora, quando voglio mostrarti che manchi di logica nel passare da un sentimento all&#8217;altro, mi dai l&#8217;impressione che la cosa non ti riguardi.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio, regnava fra noi una perfetta sintonia.<\/p>\n<p>Ora, il tuo desiderio di aprirti agli altri e la mia introversione che mi spinge sempre di pi\u00f9 a rinchiudermi nella solitudine sembrano dividerci.<\/p>\n<p>Eppure, la nostra amicizia pu\u00f2 e deve continuare: ci troviamo infatti, proprio adesso, sulla soglia dell&#8217;esperienza umana pi\u00f9 bella e pi\u00f9 fruttuosa. Sarebbe un grave sbaglio tornare indietro.<\/p>\n<p>Possiamo ancora condividere, con la stessa intensit\u00e0, tutte le cose che condividevamo quando per la prima volta io ti dissi chi ero e tu mi dicesti chi eri. Solo, ora questa condivisione sar\u00e0 pi\u00f9 profonda perch\u00e9 entrambi siamo pi\u00f9 profondi. Se io continuer\u00f2 ad ascoltarti con lo stupore e la gioia di allora e tu farai lo stesso, le radici della nostra amicizia diventeranno pi\u00f9 salde scendendo pi\u00f9 addentro nei nostri cuori. E noi capiremo quanto sia insulso nasconderci qualcosa l&#8217;uno all&#8217;altro dopo aver messo tutto in comune.\u00bb<\/p>\n<p>Ricapitolando.<\/p>\n<p>La vita dell&#8217;anima ha bisogno dell&#8217;autenticit\u00e0, come del pane; non si tratta di un lusso di cui si potrebbe anche fare a meno, ma di un elemento assolutamente indispensabile per coabitare serenamente con se stessi e con gli altri. Non possiamo pretendere che gli altri ci capiscano, ci accolgano e ci amino se noi stessi, per primi, non facciamo il minimo sforzo per capirci, per accettarci e per volerci bene.<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare a volerci bene nel modo giusto, per\u00f2: questo \u00e8 essenziale. Ogni giorno possiamo vedere come dei genitori, i quali amano i propri figli in modo sbagliato, di fatto impediscono loro di crescere, di maturare affettivamente e di volare via dal nido, incontro alla loro vita: ebbene, la stessa cosa pu\u00f2 accadere a noi stessi, se non impariamo a volerci bene nel modo giusto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che non dobbiamo indulgere nel soddisfare ogni nostro capriccio e nemmeno che dobbiamo darci sempre ragione, anche quando abbiamo torto marcio: al contrario, dobbiamo imparare a giudicare equamente le nostre scelte; non per ergerci a giudici inesorabili di noi stessi, ma per comprendere quali siano le nostre autentiche esigenze e quali siano le strade per cui le possiamo realizzare.<\/p>\n<p>Una volta che si sia imparato ad amare il proprio s\u00e9 nonostante le sue debolezze, le sue cadute e le sue insufficienze, ma senza nascondersele e senza barare al gioco, si pu\u00f2 incominciare a relazionarsi con gli altri in maniera matura e responsabile. Gran parte delle delusioni, delle ferite e delle amarezze che la vita affettiva ci riserva sono dovute alla nostra incapacit\u00e0 di vedere quali sono le reali motivazioni che ci spingono verso l&#8217;altro, che fanno velo al nostro sguardo e ci portano a caricare l&#8217;altro di aspettative smisurate da parte nostra.<\/p>\n<p>Aprirsi all&#8217;altro con fiducia e amore, ma anche con piena consapevolezza di ci\u00f2 che si \u00e8 e di ci\u00f2 che si cerca, \u00e8 la pi\u00f9 sublime esperienza che si possa fare nel corso della propria vita di relazione; anche perch\u00e9, come osserva giustamente John Powell, solo nella relazione con l&#8217;altro noi possiamo trovare la reale misura di noi stessi. Nessun libro, nessuna teoria e nessuna introspezione potranno mai darci la stessa pienezza, la stessa gioiosa rivelazione.<\/p>\n<p>A questo punto ci si potrebbe domandare se la conquista della propria autenticit\u00e0 vada perseguita dapprima scendendo nelle profondit\u00e0 dell&#8217;io e poi aprendosi agli altri; oppure se le due cose debbano procedere insieme, di pari passo. Di fatto, nella vita le cose sono pi\u00f9 sfumate e l&#8217;alternativa \u00e8 meno drastica: perch\u00e9 \u00e8 impossibile scendere nel proprio io, senza incontrarvi anche il mistero dell&#8217;altro; e, viceversa, \u00e8 impossibile incontrare il mistero dell&#8217;altro, senza trovarvi anche la rivelazione del proprio io pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: non si incontra se stessi sfuggendo il contatto dell&#8217;altro per paura; ma, semmai, cercando la solitudine come una strada necessaria, ma temporanea, per imparare ad affinare lo sguardo e a scorgere pi\u00f9 lontano e con maggiore chiarezza le cose che contano, tralasciando quelle che tendono a fuorviare con la loro esteriorit\u00e0 brillante, ma vuota.<\/p>\n<p>Vivere pianamente la chiamata della nostra vita, significa vincere il timore e mettersi pienamente in gioco, non con irresponsabile leggerezza, ma con la piena e matura coscienza di quel che si \u00e8 e di quello che si desidera trovare.<\/p>\n<p>In ultima analisi, tutti cerchiamo la stessa cosa; ma procediamo nel buio, a tentoni, e non senza rovinose cadute. Le persone di animo vile fanno di tutto, consapevolmente o meno, per spegnere la tenue fiammella di chi, a sua volta, procede nell&#8217;oscurit\u00e0; le persone di animo nobile si adoperano con ogni mezzo per tener viva la propria fiamma e, al tempo stesso, per ravvivare quella dei compagni di viaggio, i quali &#8211; di tratto in tratto &#8211; si affiancano loro.<\/p>\n<p>Imparare a camminare senza spegnere la fiammella dell&#8217;altro, per invidia o per goffa inesperienza, \u00e8 gi\u00e0 un cominciare a mettersi sulla strada giusta, districandosi dal labirinto dei sentieri ciechi e ingannevoli. Il passo successivo sar\u00e0 quello di far risplendere alta e con pi\u00f9 forza la propria fiammella, per indicare la strada a coloro i quali ne hanno bisogno.<\/p>\n<p>Possiamo fare del bene agli altri, nel tempo stesso in cui ne facciamo anche a noi stessi. Ma, per arrivare a tanto, dobbiamo divenire leali e trasparenti come acqua limpida, come un vetro terso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una cosa che stringe il cuore pensare che la maggioranza degli esseri umani adulti vivono, pensano e sentono esattamente come se fossero finiti: vale a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[103],"class_list":["post-29403","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-biografia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29403"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29403\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}