{"id":29398,"date":"2013-03-15T09:14:00","date_gmt":"2013-03-15T09:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/03\/15\/nellebbrezza-delluomo-di-farsi-dio-la-nemesi-duna-intelligenza-senza-amore\/"},"modified":"2013-03-15T09:14:00","modified_gmt":"2013-03-15T09:14:00","slug":"nellebbrezza-delluomo-di-farsi-dio-la-nemesi-duna-intelligenza-senza-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/03\/15\/nellebbrezza-delluomo-di-farsi-dio-la-nemesi-duna-intelligenza-senza-amore\/","title":{"rendered":"Nell\u2019ebbrezza dell\u2019uomo di farsi Dio la nemesi d\u2019una intelligenza senza amore"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 di Immanuel Kant la pi\u00f9 celebre e pregnante definizione dell&#8217;Illuminismo: \u00abIlluminismo \u00e8 l&#8217;uscita dell&#8217;uomo dallo stato di minorit\u00e0 che egli deve imputare a se stesso. Minorit\u00e0 \u00e8 l&#8217;incapacit\u00e0 di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. [&#8230;] Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza. \u00c8 questo il motto dell&#8217;Illuminismo\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, dunque, \u00e8 stato un minore, forse un minorato, per secoli e millenni; probabilmente lo sono stati anche Platone, Aristotele, Agostino e Tommaso d&#8217;Aquino. Poi sono arrivati i &quot;philosophes&quot; e hanno reso l&#8217;umanit\u00e0 adulta, spronandola ad usare in modo libero e spregiudicato il proprio intelletto, senza la guida di altri, cosa che mai era stata fatta prima; ma, per fortuna, \u00e8 giunto il tempo dei &quot;lumi&quot; della ragione e, con esso, l&#8217;inizio di una nuova \u00e8ra, apportatrice di progresso, benessere e felicit\u00e0 per il maggior numero possibile di persone.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;intelletto di cui parla Kant, di cui parlano gli illuministi? Che cos&#8217;\u00e8 quest&#8217;intelletto che Platone, Aristotele e gli altri possedevano in misura cos\u00ec scarsa, mentre Voltaire, Diderot e gli enciclopedisti possiedono in misura cos\u00ec eminente? Certo non coincide con la ragione, dato che la filosofia greca e quella scolastica, per non parlare di quella rinascimentale, di sicuro non si possono definire carenti di razionalit\u00e0; semmai, corrisponde a una ragione particolare, una ragione tutta strumentale e calcolante, una ragione fredda e tagliente come un meccanismo, come la lama della ghigliottina. Una ragione che non ha tempo n\u00e9 posto per lo stupore, per la gratitudine, per il senso del bello; che non deve sentirsi piccola davanti a nulla, che non deve ringraziare nessuno, che non esita a misurarsi con qualunque mistero, riducendolo all&#8217;ordine di un semplice problema: infatti i problemi, a differenza dei misteri, prima o poi si risolvono.<\/p>\n<p>\u00c8 una ragione senza amore: nelle cose non vede che strumenti di cui servirsi, nella natura non vede che un grande meccanismo di cui scoprire e dominare le leggi, e in se stessa non coltiva che una inesausta sete di potere, di conquista, di dominio, secondo il motto di Francis Bacon: \u00abKnowledge is power\u00bb, \u00absapere \u00e8 potere\u00bb. Non \u00e8, dunque, una ragione spassionata, che ama la conoscenza per la conoscenza, che sa contemplare con meraviglia e ammirazione lo spettacolo del mondo; \u00e8 una ragione aggressiva, dominatrice, che si considera in guerra con tutto e con tutti e che non riconosce dei pari negli altri enti, ma dei potenziali avversari da piegare, da incatenare, da sfruttare: piante, animali, uomini: tutti devono inchinarsi alla sua superiorit\u00e0, tutti la devono adorare.<\/p>\n<p>L&#8217;intelligenza senza amore produce una scienza cattiva e una tecnologia demoniaca: gli oscuri mulini satanici di cui parlava William Blake, in piena rivoluzione industriale. Galilei, Cartesio e Newton sono i suoi cattivi maestri: intelligenze vivaci, ma superbe; anime fredde, presuntuose, arroganti, convinte che a loro e a loro soltanto \u00e8 riservato il compito di decifrare il grande libro della natura, scritto appunto in caratteri matematici.<\/p>\n<p>Noi siamo i figli e i nipoti di quella scienza e di quella tecnologia, di quella superbia luciferina. La scissione dell&#8217;atomo, i viaggi spaziali, la manipolazione genetica, la clonazione degli esseri viventi hanno a tal punto inorgoglito l&#8217;uomo moderno, da fargli smarrire anche l&#8217;ultima ombra di prudenza, l&#8217;ultimo bagliore di umilt\u00e0: nulla gli sembra impossibile alla sua ragione, nessun obiettivo troppo arduo, perfino quello di sconfiggere la morte.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno, figlio della Rivoluzione scientifica e dell&#8217;Illuminismo, si crede diventato un dio: uno ad uno, \u00e8 riuscito a realizzare dei disegni che solamente un dio pareva in grado di compiere. Non era forse una propriet\u00e0 divina, quella di regnare nei cieli? E lui ha sfondato la barriera del suono, \u00e8 andato sulla Luna, ha inviato satelliti verso Marte, Giove, Saturno, Urano ed oltre, nello spazio profondo. Non era una prerogativa divina quella di dare la vita? Ed egli la sa ormai manipolare in maniera stupefacente: pu\u00f2 rendere madre una donna di sessant&#8217;anni; pu\u00f2 creare specie altamente selezionate, modificandone il patrimonio genetico; pu\u00f2 fare in modo che un individuo morto abbia dei figli, fecondando una cellula-uova, anche in un utero artificiale, mediante lo sperma dell&#8217;individuo estinto, appositamente conservato in congelatore; pu\u00f2 fabbricare delle repliche identiche di creature viventi, che sono, al tempo stesso, figlie e sorelle di quelle da cui ha prelevato una cellula-uovo.<\/p>\n<p>Che cosa non \u00e8 capace di fare, davanti a quali ostacoli \u00e8 costretto ad arrestarsi? Solo un dio poteva riportare in vita un uomo gi\u00e0 afferrato dai tentacoli della morte; ma adesso la chirurgia, per esempio, \u00e8 capace di impiantare un organo vitale, anche il pi\u00f9 delicato, cuore compreso, nel corpo di un uomo condannato a morire, dopo averlo prelevato da un animale appositamente ucciso o da un altro essere umano, morto da cos\u00ec poco tempo che, forse, l&#8217;ultima scintilla di vita non lo aveva ancora del tutto abbandonato: ed ecco, la morte stessa deve arretrare, deve mollare la presa, e colui che stava gi\u00e0 varcando i cancelli dell&#8217;Ade viene richiamato indietro, torna a vivere come se nulla fosse stato.<\/p>\n<p>Forse era inevitabile che, davanti a tali successi, l&#8217;uomo moderno insuperbisse oltre ogni misura e giungesse alla conclusione che un dio, se mai \u00e8 esistito, non pu\u00f2 essere che lui; che lui solo ha la responsabilit\u00e0 della vita, della natura, del domani; che a lui e a nessun altri che a lui spettano le grandi decisioni relative al futuro, alla sopravvivenza o meno delle altre specie, al rimodellamento della superficie terrestre, alla costruzione del proprio destino.<\/p>\n<p>Forse era inevitabile che l&#8217;uomo si sentisse solo in un universo disertato dagli d\u00e8i, e provasse la tentazione di riempire quel vuoto, collocandosi egli stesso nel suo proprio Olimpo, posto magari nella base spaziale di Cap Canaveral, oppure nelle basi nucleari sotterranee del New Mexico e del Nevada, oppure ancora nel grande impianto per l&#8217;accelerazione delle particelle presso il CERN di Ginevra. Dentro il suo camice bianco e davanti ai suoi supercalcolatori elettronici, egli si sente finalmente un dio: si sente finalmente uscito, come diceva Kant, dall&#8217;antico e prolungato stato di minorit\u00e0, e proiettato verso le magnifiche sorti e progressive.<\/p>\n<p>Forse era inevitabile; o, almeno, era inevitabile date le premesse: date, cio\u00e8, il tipo di ragione, il tipo di scienza e di tecnica che egli ha creato e messo a punto in Europa occidentale, a partire dal XVII secolo, per poi imporle al resto del mondo, nei quattro secoli successivi; forse, dicevamo, tutto ci\u00f2 era inevitabile, ma certo ha creato in lui un delirio di onnipotenza, lo ha posto completamente fuori centro rispetto a se medesimo, e lo ha collocato in una posizione falsa, ambigua e pericolosa nei confronti della creazione.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;uomo non \u00e8 Dio; e l&#8217;uomo che gioca a fare Dio, cessa di essere un uomo, per diventare una creatura dissociata e posseduta, alla lettera, da una forza pi\u00f9 grande di lui, non benefica n\u00e9 benevola, anzi intimamente malvagia, che lo sospinge l\u00e0 dove egli nemmeno si rende conto di andare, che lo costringe a fare delle cose che egli crede di compiere liberamente, mentre \u00e8 ormai diventato lo schiavo e lo zimbello di quella forza potente e malefica, alla quale non sa resistere perch\u00e9 non la riconosce e, forse, non sospetta nemmeno che esista.<\/p>\n<p>Osservava, a questo proposito, lo scrittore e giornalista britannico Malcolm Muggeridge nel suo volume \u00abCristo riscoperto\u00bb (titolo originale: \u00abJesus Rediscovered\u00bb, 1969; traduzione dall&#8217;inglese di Anna Ramacciotti, Milano, Rusconi Editore, 1971, pp. 133-43):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; \u00e8 Dio o siamo noi a dirigere la realt\u00e0 che ci circonda e di cui facciamo parte? Una percentuale considerevole e sempre crescente del pensiero moderno, anche &quot;clericale&quot;, che possiede in misura notevole potere e influenza negli affari terreni, ritiene che ora siamo NOI ad occuparcene. Mentre un tempo si pensava che lo scopo pi\u00f9 alto dell&#8217;uomo fosse capire ci\u00f2 che Dio si proponeva nei suoi riguardi, e si diceva che la pi\u00f9 alta impresa degli uomini era di realizzare questo proposito, ora siamo spinti a fare a meno completamente di Dio e ad assumerci noi stessi il controllo del mondo, dell&#8217;universo e del nostro stesso destino collettivo e individuale. Ci hanno detto che Dio, se \u00e8 mai esistito, \u00e8 morto; come concetto, non occorre pi\u00f9. Noi ora conosciamo sufficientemente ci\u00f2 che ci sta intorno e le nostre condizioni; abbiamo un sufficiente controllo su di noi e sul mondo per succedere a Dio. Il nostro tirocinio \u00e8 finito, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 diventata adulta ed \u00e8 giunto il momento di prendere legittimamente il comando di noi stessi e del nostro mondo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Apparentemente la scienza ha raggiunto traguardi altissimi: siamo in grado di viaggiare alla velocit\u00e0 della luce, presto visiteremo la Luna ed esploreremo la Via Lattea. Possiamo lanciare le nostre parole, persino i nostri sorrisi nell&#8217;aria e sfarli pervenire in un luogo distante diecimila chilometri; possiamo modificare il corso dei fiumi, fare coltivazioni nel deserto e soddisfare abbondantemente e senza sforzo ogni esigenza umana, dalle patatine fritte ai grattacieli, dalla pappa reale ai giganteschi computer. Tutto ci\u00f2 \u00e8 accaduto in una sola generazione. Come pu\u00f2 meravigliarci, allora, che coloro che sono gli artefici di un tale progresso tecnico non si considerino semplici mortali, ma veri d\u00e8i? Che assumano le funzioni di un dio, reclamando il diritto di decidere di volta in volta se protrarre o interrompere la vita di un individuo, se permettergli di riprodursi oppure sterilizzarlo; operando sulla mente e la psiche con le droghe e le tecniche psichiatriche e modellandole in modo da conformarle ai nostri propositi; selezionando i geni, sostituendo organi ammalati e inutilizzabili con altri appena presi dalla carne viva; fantasticando, forse, che anche la mortalit\u00e0 alla fine sar\u00e0 abolita, cos\u00ec come si pu\u00f2 mantenere efficiente un vecchio cami0on, sostituendo continuamente le candele, la dinamo e il carburatore? Non \u00e8 meraviglioso? E, naturalmente questo \u00e8 solo il principio. Scrittori come Aldous Huxley e George Orwell hanno immaginato il tipo di utopia scientifica che sta per realizzarsi; ma ormai le loro fantasie da incubo sono disperatamente antiquate. Comincia a prendere forma una grande fattoria d&#8217;allevamento in vetro e cromo, con l&#8217;aria condizionata e luci al neon, nella quale gli eugenisti selezionano i migliori gruppi da fecondare e vigilano l&#8217;embrione in sviluppo per assicurarsi che tutte le possibilit\u00e0 di errore e distorsione siano eliminate. C&#8217;\u00e8 ancora bisogno di Dio in questi casi? O bisogno di una legge morale? Quando l&#8217;uomo \u00e8 capace di modellare e di controllare il suo ambiente e il suo essere, allora pu\u00f2 anche convincersi di poter creare il suo paradiso in terra, e viverci per sempre.<\/p>\n<p>Ma ne \u00e8 capace? \u00c8 proprio a questo punto che sorge il dubbio. Diamo un&#8217;occhiata veloce e spassionata al mondo che hanno realizzato questi uomini simili a d\u00e8i. \u00c8 un mondi di violenza e distruzione che non ha uguale nella stria. Non siamo nemmeno in grado di ricordare quante vite umane si sono perdute o sono state sradicate nei feroci conflitti del nostro tempo; quanti edifici, tesori d&#8217;arte e d&#8217;ingegno sono stati distrutti inutilmente; quali miserie e privazioni, e quali degradazioni hanno accompagnato questi sconvolgimenti. E che cosa dire della situazione attuale? \u00c8 degna di uomini che si credono d\u00e8i, con una parte del mondo saziata e rimpinzata di cose necessarie e superflue (anche se vengono imposte come indispensabili dai persuasori occulti) e con il resto de mondo sempre pi\u00f9 affamato, sempre pi\u00f9 privo delle cose di prima necessit\u00e0? [&#8230;] Immaginiamo qualche futuro storico che di qui a qualche migliaio d&#8217;anni analizzi le nostre follie, fantasie e credulit\u00e0. Quali conclusioni trarr\u00e0, vedendoci imprigionati in fantasticherie di nostra creazione, in un sogno come quello di Calibano? [&#8230;]<\/p>\n<p>In futuro, quando si cercher\u00e0 di capire il nostri secolo, sembrer\u00e0 tutto pi\u00f9 buffo di quanto non sembri oggi, e immagino che il nostro storico sar\u00e0 in qualche modo imbarazzato nel tentativo di comprendere ci\u00f2 che ha provocato la nostra mostruosa fantasticheria. Essi non possono aver creduto davvero, dir\u00e0 a se stesso, che quell&#8217;idea del Progresso, che sbandieravano dappertutto, significasse qualcosa; che la felicit\u00e0 si trovasse sulle autostrade e il benessere in un crescente Reddito Nazionale Lordo; che le pillole antifecondative, il divorzio ottenuto facilmente, e l&#8217;aborto portassero alla felicit\u00e0 familiare, e il sesso e i tranquillanti a notti tranquille. Ci deve essere, concluder\u00e0, qualche altra spiegazione; quella civilt\u00e0 deve essere stata posseduta da un tale desiderio di morte, da cercare con assiduit\u00e0 e ingegno la propria estinzione: fisicamente, impiegando gran parte della ricchezza, della conoscenza e dell&#8217;abilit\u00e0 che aveva, per creare i mezzi utili a distruggere se stessa e tutta l&#8217;umanit\u00e0; economicamente, sviluppando una economia di consumo, grazie alla quale si creavano artificialmente e si stimolavano artificialmente bisogni sempre pi\u00f9 numerosi per sostenere una produzione in espansione senza sosta; moralmente, abolendo completamente l&#8217;ordine morale e cercando il fuoco fatuo della felicit\u00e0 per mezzo della saziet\u00e0; spiritualmente, negando Dio stesso e facendo l&#8217;uomo stesso arbitro del proprio destino. A questo punto il nostro storico si far\u00e0 una sonora risata, osservando che gli uomini della nostra generazione hanno dato una pessima prova come d\u00e8i, rivelandosi incapaci pi\u00f9 di ogni altra generazione di affrontare le complessit\u00e0 e i dilemmi del loro tempo. Ma allora non \u00e8 possibile liberarci da questo mostruoso mondo di fantasticherie che abbiamo creato? Non possiamo opporci ai mezzi d&#8217;informazione che continuamente ci ripetono che il denaro, il sesso e il successo sono le sole cose da ricercare nella vita e che la violenza \u00e8 il condimento di ogni esistenza? Nel &quot;Dottor \u017divago di Pasternak il protagonista osserva a un certo punto che in una societ\u00e0 comunista la libert\u00e0 esiste solo nei campi di concentramento; in altre parole, che il solo modo di essere liberi \u00e8 di essere in origine. Lo stesso concetto di trova nel cristianesimo, quando spiega che il solo modo di vivere \u00e8 morire. Esiste perci\u00f2 una via di salvezza, ma si trova nella direzione esattamente opposta ai pregiudizi della societ\u00e0 dei bisogni artificiali: essa consiste nel liberarsi dal condizionamento del proprio io e delle passioni e nell&#8217;essere attenti alle verit\u00e0 permanenti. [&#8230;] La Via comincia l\u00e0 dove la vita mortale finisce, cos\u00ec come avvenne per Cristo stesso; sula croce. L\u00e0, da soli, abbandonate tutte le nostre difese e le nostre pretese terrene, possiamo finalmente valutare le reali condizioni del nostro essere.; l\u00e0, da soli, afferiamo la volgarit\u00e0 di queste nostre imprese in apparenza tanto maestose, come andare sulla Luna, selezionare i nostri geni, trapiantare cuori, fegato e reni. A questo punto, contemplando Dio sotto l&#8217;aspetto umano, possiamo comprendere quanto sia folle e inetto l&#8217;uomo quando si illude di essere Dio.\u00bb<\/p>\n<p>I nostri predecessori, i nostri avi, i nostri nonni lo sapevano, con saggezza istintiva, anche se non avevano frequentato le moderne universit\u00e0, dove si forgia l&#8217;uomo-dio e dove gli si inculcano i falsi princip\u00ee della sua onnipotenza: sapevano che il giunco resiste alla forza delle onde perch\u00e9 vi si piega e la asseconda, mentre la quercia viene scalzata e rovesciata, perch\u00e9 pretende di opporvisi; sapevano che nulla pu\u00f2 fare l&#8217;uomo contro la natura, ma solo in sintonia con essa; e che il massimo della debolezza \u00e8 il voler vincere sempre, il voler trionfare su tutto, sottomettere ogni cosa, imporre ovunque la propria supremazia: credersi, appunto, un dio.<\/p>\n<p>I nostri nonni sapevano che l&#8217;uomo, cos\u00ec accecato dall&#8217;orgoglio, va incontro a una durissima punizione; e sapevano che solo quando egli si riconosce piccolo e fragile, solo quanto si riconosce misero e peccatore, solo allora egli diventa degno di ricevere il mistero della Grazia: la forza benefica e soprannaturale che si contrappone a quell&#8217;altra forza, di natura demoniaca, che lo trascina verso il basso e lo conduce sulla via dell&#8217;autodistruzione, dopo averlo reso folle di orgoglio e di superbia.<\/p>\n<p>Dobbiamo recuperare, finch\u00e9 siamo in tempo, quella saggezza; dobbiamo riscoprire quel senso del limite, senza il quale la vita umana diventa un delirio, una funesta allucinazione; dobbiamo inginocchiarci nella consapevolezza della nostra impotenza e chiedere, con profonda umilt\u00e0, di imparare a rimetterci all&#8217;Amore che ci ha generati, e senza il quale nulla esisterebbe.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo che si crede un dio non \u00e8 solamente infelice, \u00e8 anche votato alla morte, proprio perch\u00e9 crede di poter trionfare di ogni cosa, anche della morte stessa; invece solo accettando la morte, l&#8217;uomo diventa veramente umano; e solo passando attraverso la porta stretta della morte, con animo umile e rasserenato, diventa degno di accedere al regno della Vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 di Immanuel Kant la pi\u00f9 celebre e pregnante definizione dell&#8217;Illuminismo: \u00abIlluminismo \u00e8 l&#8217;uscita dell&#8217;uomo dallo stato di minorit\u00e0 che egli deve imputare a se stesso.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,141,173],"class_list":["post-29398","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-filosofia","tag-immanuel-kant"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29398\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}