{"id":29396,"date":"2017-02-12T12:27:00","date_gmt":"2017-02-12T12:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/12\/luomo-assoluto-della-magia-etrusca-incarna-leterno-sogno-prometeico-e-faustiano\/"},"modified":"2017-02-12T12:27:00","modified_gmt":"2017-02-12T12:27:00","slug":"luomo-assoluto-della-magia-etrusca-incarna-leterno-sogno-prometeico-e-faustiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/12\/luomo-assoluto-della-magia-etrusca-incarna-leterno-sogno-prometeico-e-faustiano\/","title":{"rendered":"L\u2019uomo assoluto della magia etrusca incarna l\u2019eterno sogno prometeico e faustiano"},"content":{"rendered":"<p>La tentazione della magia \u00e8 antichissima: si perde nella notte dei tempi, fra le trib\u00f9 pi\u00f9 primitive della Nuova Guinea; la ritroviamo ai nostri giorni, all&#8217;ombra dei grattacieli: ogni tanto si sente che un noto uomo politico, una nota candidata alla presidenza dello Stato X, frequentano circoli esoterici, si fanno predire il futuro da maghi, commissionano il loro oroscopo settimana per settimana. In che cosa consiste, la tentazione della magia? Nel ritenere possibile, e perfettamente attuabile, un dominio pressoch\u00e9 completo sulle forze ignote operanti nella natura, o sugli spiriti che ad esse presiedono: in altre parole, sostituirsi agli dei e perfino dare loro degli ordini, evocarli o respingerli, mediante il possesso di rituali segreti estremamente precisi. James Frazer pensava che la magia sia la prima tappa d&#8217;un cammino evolutivo che conduce poi alla religione e, infine, alla scienza; ma si tratta di una teoria, opinabile come tutte le teorie. Da parte nostra, propendiamo a credere che la magia non sia l&#8217;antenata della religione, ma la sua antagonista: o si \u00e8 dediti alla magia, o si \u00e8 devoti a divinit\u00e0. Il quadro, per\u00f2, \u00e8 relativamente chiaro solo nelle religioni superiori, e definitivamente illuminato nella prospettiva del cristianesimo; nelle religioni primitive \u00e8 innegabile che una contaminazione fra le due sfere vi sia, al punto che, specialmente per certi popoli africani, si pu\u00f2 dire che la religione si riduca a un complesso di credenze e rituali magici.<\/p>\n<p>Fra i popoli antichi superiormente organizzati, sappiamo che gli egiziani, i sumeri, i babilonesi, erano molto dediti ai rituali magici; un po&#8217; meno i greci, i persiani, i romani (ma, per questi ultimi, possediamo eloquenti tracce negli autori della letteratura latina); la religione dei celti era profondamente intrisa di magia, tanto \u00e8 vero che la casta sacerdotale dei druidi praticava dei riti pi\u00f9 simili a quelli magici, che a quelli religiosi nel senso moderno del termine; invece gli ebrei consideravamo illecita la magia, perch\u00e9 in contrasto con il monoteismo mosaico. A quel che ci \u00e8 dato sapere, pare che i pi\u00f9 presi dal fascino della magia fossero i misteriosi etruschi, dei quali cos\u00ec poco sappiamo, al punto che la loro civilt\u00e0 ci si presenta, ancor oggi, sotto una luce enigmatica, elusiva. E poich\u00e9 gli etruschi hanno dato un contribuito essenziale alla civilt\u00e0 romana, al punto che questa si pu\u00f2 considerare una continuazione di quella creata dai primi, \u00e8 chiaro che la magia \u00e8 stata praticata, sia pure in forme discrete, lungo tutto l&#8217;arco della storia di Roma. Alla vigilia del crollo finale, quando la citt\u00e0 che aveva dominato il mondo era assediata dai Visigoti di Alarico (fra il 408 e il 410), sappiamo dallo storico greco Zosimo che vennero chiamati dei sacerdoti etruschi dal prefetto dell&#8217;Urbe, per celebrare i riti sacri miranti a scongiurare la caduta della citt\u00e0, secondo le formule contenute nei Libri Sibillini, che tanti secoli prima una vecchia misteriosa aveva venduto a Tarquinio il Superbo (un re etrusco, appunto). Ma qualcosa non dovette esser fatto nella maniera giusta, perch\u00e9, alla fine, nell&#8217;agosto del 410, Roma cadde nelle mani dei barbari.<\/p>\n<p>Bisogna comunque distinguere una magia popolare e una magia colta: nonostante la radice comune, le differenze tra le due forme di magia sono sempre state notevolissime. La magia colta, praticata dagli uomini delle classi dirigenti, da intellettuali e da governanti, \u00e8 stata parte di una cultura filosofica ed esoterica impregnata di astrologia, alchimia e occultismo; la si trova, nel medioevo, alla corte dei Visconti, come nel castello di Gilles de Rais; esplode, per\u00f2, nel rinascimento, quando vi si dedicano con fervore uomini come Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Paracelso, Agrippa di Nettesheim, John Dee e molti altri. Il fine \u00e8 sempre lo stesso: piegare le forze occulte al volere dell&#8217;uomo, consentendo a questi di esercitare un dominio incontrastato sul mondo.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che il popolo antico presso il quale veniva pratica la forma pi\u00f9 intensa e sistematica di rituali magici \u00e8 quello etrusco. Si direbbe che tutta la realt\u00e0 degli etruschi, terrena e ultraterrena, ruotasse intorno alla conoscenza dei riti segreti che, eseguiti con assoluta precisione, non mancavano di piegare qualunque volont\u00e0, compresa quella degli dei, ai voleri dell&#8217;uomo. Riportiamo, su questo argomento, una pagina significativa di un esoterista oggi quasi dimenticato, Giulio Lensi Orlandi, tratta dal volume <em>Il segreto degli Etruschi<\/em> (Roma, Atan\u00f2r, 1972, pp. 26-28):<\/p>\n<p><em>&#8230; Nel senso che noi diciamo religioso, gli Etruschi non trattarono neppure le potenze funebri, se esse non amavano gli uomini, gli uomini non amavano loro, ma con la tecnica pura e semplice del rito le obbligavano a non svolgere azioni nefaste. Di ci\u00f2 la chiesa cattolica, in uno dei suoi aspetti pi\u00f9 impressionanti e suggestivi, ha vagamente conservato il ricordo, nella complessa e quasi dimenticata tecnica esorcistica per vincere o debellar individuate o supposte potenze demoniache.<\/em><\/p>\n<p><em>La pi\u00f9 alta forma quindi della spiritualit\u00e0 etrusca non profess\u00f2 particolari dottrine, non ebbe dogmi, non conobbe n\u00e9 rivelazioni n\u00e9 grazie, ma solo il linguaggio matematico della verit\u00e0 assoluta espressa nel simbolo e l&#8217;indispensabilit\u00e0 del rito. Cicerone non pot\u00e9 negare che la civilt\u00e0 romana super\u00f2 quella di ogni altro popolo per il suo spiccatissimo senso del sacro e Lattanzio precis\u00f2 che scopo essenziale della religione antica non fu la ricerca del vero, bens\u00ec la perfetta conoscenza del rito. Fuori del rito non vi fu religione n\u00e9 vera n\u00e9 falsa, n\u00e9 buona n\u00e9 cattiva. Trascurare il rito, peggio ancora eseguirlo in modo errato, fu reputato grave sacrilegio perch\u00e9 ci\u00f2 pot\u00e9 dar luogo a sciagure terribili, alo scatenamento di forze d&#8217;ogni genere, non pi\u00f9 controllate e dominate. I numi potevano diventare ostili agli uomini e tutta a collettivit\u00e0 correre seri pericoli. Al contrario l&#8217;azione rituale freddamente e giustamente eseguita costitu\u00ec l&#8217;unica via di salvezza degl&#8217;individui e delle citt\u00e0. A questo proposito, bench\u00e9 si tratti di tardive manifestazioni lontane dall&#8217;esprimere l&#8217;originaria spiritualit\u00e0, ricordo un episodio della vita di Claudio. L&#8217;imperatore che scrisse in greco i venti libri di &quot;Tyrrenica&quot;, provoc\u00f2 in senato una discussione sul collegio degli auguri. Spesso nei momenti pi\u00f9 gravi per lo stato erano stati convocati gli etruschi per restaurare gli antichi rituali. Claudio afferm\u00f2 che sebbene la situazione fosse per il momento favorevole ci\u00f2 non di meno si sarebbe dovuto offrire alla benevolenza degli dei l&#8217;atto di riconoscenza consistente nel non trascurare in tempi felici quei riti che si celebravano nei momento difficili e il senato decret\u00f2 che i pontefici esaminassero quali forme d&#8217;arte divinatoria si dovessero conservare o consolidare a mezzo degli aruspici.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 conferma che il rito comport\u00f2 la conoscenza di certe leggi e sopra a tutto il possesso di determinate potenze non concesse a tutti. Non vi fu atto nella vita etrusca, individuale o collettiva, a cui non fosse connesso un particolare elemento rituale, un sacrificio. Eseguirlo signific\u00f2 sempre creare un dio, un eroe, rinnovarne le virt\u00f9 e riprodurle nelle forze e nei destini di coloro stesi che lo eseguivano per loro guida e sostegno, signific\u00f2 fare d&#8217;un avvenimento presente, carpito dalla fiumana della storia, la ripetizione d&#8217;un avvenimento originario, d&#8217;un passato mitico e fuori del tempo. Attraverso l&#8217;azione rituale l&#8217;uomo reintegrato, l&#8217;uomo assoluto divenuto veramente vivente, pot\u00e9 esistere in un&#8217;attuale centralit\u00e0 senza spazio e senza tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ai nostri tempi non \u00e8 pi\u00f9 concepibile l&#8217;uomo assoluto. I secoli e con i secoli la religiosit\u00e0 cristiana pervasa da mille motivi carpiti a tradizioni eterogenee, hanno creato un&#8217;umanit\u00e0 differente, una civilt\u00e0 differente, un mondo fondamentalmente differente. Limiti un tempo chiari e definiti sono franati, spariti e la conoscenza ha smarrito il possesso del sovrannaturale quale parte della realt\u00e0, quale sua virtuale presenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Mentre il cristiano pervaso d&#8217;amore s&#8217;affida devotamente al suo dio nella speranza e con la sua umanit\u00e0 pentita anela in umilt\u00e0 alla salvezza, l&#8217;etrusco non sper\u00f2 mai in nulla perch\u00e9 ebbe la visione della possibilit\u00e0 di poter raggiungere quella salvezza da solo, senza pentimenti e senza amore, superando ogni passione, ogni atteggiamento umano, ogni sensibilit\u00e0 morale e con la consapevole certezza della vittoria.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci si pu\u00f2 rendere conto di quale fosse l&#8217;importanza dei patrizi quando si pensi che essi erano tali esclusivamente per il fatto di essere possessori dei riti, di poter compiere i sacrifici in quanto collegati alle forze trascendenti di antenati divini. La plebe non possedendo antenati divini non possed\u00e9 i riti n\u00e9 li pot\u00e9 compiere&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Oltre a delineare una originale interpretazione della dinamica sociale nella Roma antica, in quanto la distinzione fra patrizia e plebei dipendeva essenzialmente dal fatto di avere o non avere, come Enea, come Romolo, come Cesare, antenati divini nel proprio albero genealogico, questo autore suggerisce anche una chiave di lettura anticonformista della religiosit\u00e0 etrusca: si sarebbe trattato di una sorta di religione alla rovescia, nella quale \u00e8 l&#8217;uomo che, senza nulla temere e senza nulla sperare, ma in possesso di un sapere segreto gelosamente custodito e tramandato fin da tempi immemorabili, impone la sua volont\u00e0 agli dei, li costringe ad essergli favorevoli e a colpire i suoi nemici, nei tempi e nei modi da lui stesso stabiliti. Qui, insomma, \u00e8 l&#8217;uomo che si fa dio e che pone le divinit\u00e0 nel ruolo subordinato di mere esecutrici del suo volere: l&#8217;uomo etrusco cos\u00ec realizzato, e pieno di fiducia in se stesso, sarebbe stato l&#8217;uomo assoluto, in un senso non troppo diverso da quello che Nietzsche attribuiva al suo superuomo. Il tratto comune pi\u00f9 evidente ai due risiede nella loro impassibilit\u00e0, nella loro sovrana indifferenza, nel loro disprezzo riguardo alla morale corrente, al concetto ordinario del bene e del male: entrambi pretendono di porsi al di sopra di esso e di ridisegnare una morale &quot;nuova&quot;, fatta da loro e per se stessi, alla quale gli altri, e perfino i superni, devono inchinarsi e sottomettersi.<\/p>\n<p>L&#8217;accenno allo <em>Zarathustra<\/em> ci consente di portare il discorso sulla magia ancora pi\u00f9 vicino a noi. Conosciamo un&#8217;altra civilt\u00e0 la quale ha deciso di sostituire la religione con la magia, di elevare l&#8217;uomo al rango di essere onnipotente e di declassare le forze cosmiche al livello di suoi semplici aiutanti, dei quali si serve quando e come vuole, sia per chiamarle a s\u00e9, sia per licenziarle: ed \u00e8 la nostra. Fra tutte le civilt\u00e0 umane, la civilt\u00e0 moderna, della quale noi siamo i figli, \u00e8, a parte quelle del mondo antico, come l&#8217;egizia, la sumera e l&#8217;etrusca, quella che ha maggiormente esaltato e assolutizzato l&#8217;idea che l&#8217;uomo ha di se stesso, sino quasi a divinizzarla. L&#8217;unica sostanziale differenza fra noi e gli etruschi \u00e8 che essi contavano sui rituali della magia eseguiti con assoluta precisione, noi contiamo sulle formule matematiche e sulle macchine costruite dalla nostra tecnologia; essi pretendevano di agire direttamente sulla volont\u00e0 dei celesti, noi operiamo attraverso la materia, mediante la clonazione, la fecondazione artificiale, la manipolazione genetica e la creazione di vere e proprie chimere, esseri ibridi con il patrimonio genetico di specie diverse. Tutto questo sembra molto moderno, ma era stato teorizzato fin nei dettagli da Francesco Bacone nella sua <em>Nuova Atlantide<\/em>: perci\u00f2 possiamo considerare il rinascimento, ossia la rinascita della civilt\u00e0 classica ad opera degli umanisti, come il <em>trait-d&#8217;union<\/em> fra noi stessi e gli antichi, fra la nostra magia, a base fisica, chimica, biologica e tecnologica, e quella degli etruschi e dei romani antichi. Anche noi, perci\u00f2, come loro, siamo essenzialmente degli apprendisti stregoni; e su di noi incombe lo stesso destino, o, per parlare in modo teologicamente pi\u00f9 appropriato, lo stesso castigo. L&#8217;uomo non pu\u00f2 mettersi impunemente al posto di dio. Eppure, \u00e8 da alcuni secoli che persegue questo obiettivo; e, ultimamente, i successi ottenuti hanno accresciuto a dismisura la sua gi\u00e0 grande superbia, e lo hanno fatto letteralmente impazzire. Una umanit\u00e0 che procede imperterrita per la sua strada, anche dopo aver creato un arsenale nucleare che potrebbe distruggere decine di volte la vita sulla terra, \u00e8 una umanit\u00e0 impazzita. Come l&#8217;uomo etrusco: senza speranza e senza amore.<\/p>\n<p>Ma forse non \u00e8 neppure questa la parola giusta. La parola giusta, \u00e8 inutile girarci intorno, \u00e8 un&#8217;altra: posseduta. La civilt\u00e0 moderna, quella che si \u00e8 allontanata da Dio pi\u00f9 di qualunque altra, non ondeggia, semplicemente, nel vuoto: allontanarsi pi\u00f9 che mai da Dio equivale, necessariamente, ad avvicinarsi pi\u00f9 che mai al suo nemico. L&#8217;equilibrio cosmico non prevede spazi neutrali: ci\u00f2 che viene sottratto a Dio, \u00e8 guadagnato dal diavolo. La civilt\u00e0 moderna \u00e8 la civilt\u00e0 del diavolo: i suoi valori sono contro-valori; la sua pedagogia, una contro-iniziazione; la sua filosofia \u00e8 nichilismo, disperazione e desiderio di annullamento; la sua scienza, la sua tecnica sono mortifere. Forse siamo ancora in tempo a rendercene conto e a tornare indietro. Ma il baratro \u00e8 vicino: o adesso o mai pi\u00f9&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tentazione della magia \u00e8 antichissima: si perde nella notte dei tempi, fra le trib\u00f9 pi\u00f9 primitive della Nuova Guinea; la ritroviamo ai nostri giorni, all&#8217;ombra<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30183,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[110],"class_list":["post-29396","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-antica","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-antica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29396"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29396\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30183"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}