{"id":29394,"date":"2014-05-18T08:22:00","date_gmt":"2014-05-18T08:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/05\/18\/fenomeni-come-luomo-grigio-del-ben-macdhui-si-possono-spiegare-in-termini-solo-razionali\/"},"modified":"2014-05-18T08:22:00","modified_gmt":"2014-05-18T08:22:00","slug":"fenomeni-come-luomo-grigio-del-ben-macdhui-si-possono-spiegare-in-termini-solo-razionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/05\/18\/fenomeni-come-luomo-grigio-del-ben-macdhui-si-possono-spiegare-in-termini-solo-razionali\/","title":{"rendered":"Fenomeni come l\u2019Uomo Grigio del Ben Macdhui si possono spiegare in termini solo razionali?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 capitato a molte persone di provare, in particolari circostanze, una strana e inspiegabile sensazione: di non essere sole, dove avrebbero dovuti esserlo; di avvertire una misteriosa presenza estranea, sia all&#8217;interno di abitazioni e luoghi chiusi, sia in luoghi aperti, per esempio durante una escursione in montagna o nel fitto di una foresta.<\/p>\n<p>Queste persone hanno avvertito la presenza di qualcuno, o di qualcosa, accanto a loro, dietro di loro; hanno, talvolta, sentito dei passi, o comunque dei rumori, alle proprie spalle, l\u00e0 dove niente indicava che vi fossero altre persone; hanno perfino visto, o intravisto, delle figure umane, o umanoidi, nel mezzo di un sentiero solitario o in una landa, in una brughiera invasa dalla nebbia o appena rischiarata dalla luce lunare.<\/p>\n<p>Esistono anche dei luoghi, sia chiusi sia aperti, nei quali una tradizione talvolta antica, talvolta relativamente recente, parla di oscure presenze; di aliti spettrali, di fruscii o scricchiolii inspiegabili, ad esempio in antiche case abbandonate o su delle brulle e inabitate pendici montane; luoghi ove si sente aleggiare la presenza di qualche cosa di estraneo, di qualche entit\u00e0 che si manifesta, ma sempre in maniera indistinta, ora come benevola, ora, e forse pi\u00f9 spesso, come ostile o, quanto meno, come oscuramente minacciosa.<\/p>\n<p>Uno di questi luoghi &quot;infestati&quot;, e non in senso positivo, \u00e8 il Monte Ben Macdhui, nelle Highlands scozzesi, precisamente nella catena dei Caingorm, alto 1.309 metri e che \u00e8, pertanto, la seconda vetta pi\u00f9 elevata di tutta la Gran Bretagna, dopo il pi\u00f9 famoso Ben Nevis. Da secoli &#8212; e non, come afferma l&#8217;autore di cui fra poco parleremo, da alcuni decenni &#8211; si racconta che quanti si avventurano lungi le sue pendici, avvertono una strana e spiacevole sensazione: quella di essere seguiti da una indefinibile presenza; e si dice che alcuni escursionisti hanno visto, o intravisto, una creatura di fattezze umanoidi, ma assai pi\u00f9 grande del normale, nella luce incerta del tramonto o fra le nebbie che avvolgono sovente la cima. In questo senso, il cosiddetto Uomo Grigio del Ben Macdhui &#8211; cos\u00ec \u00e8 stato chiamato il misterioso e indesiderato abitatore di quelle remote solitudini alpestri &#8212; sarebbe un lontano parente del cosiddetto Spettro del Brocken, in Germania; o anche, forse, dell&#8217;elusivo Sasquatch delle Montagne Rocciose, una sorta di versione nordamericana dello Yeti, l&#8217;abominevole uomo delle nevi dell&#8217;Himalaya. In comune con queste creature, o con queste allucinazioni &#8211; a seconda dei punti di vista &#8211;, l&#8217;Uomo Grigio del Ben Macdhui avrebbe questa caratteristica: di provocare uno stato di inspiegabile malessere nell&#8217;animo di chi lo vede, o di chi ne percepisce, pur senza vederlo, la presenza; uno stato di tristezza, di scoramento, di angoscia; uno stato d&#8217;animo nel quale i soggetti perdono tutto il loro coraggio, tutto il loro sangue freddo, tutta la loro forza morale, e si sentono particolarmente vulnerabili, esposti e impauriti &#8211; non si sa bene da cosa.<\/p>\n<p>Peraltro, non sempre &#8212; vi abbiamo accennato &#8212; la sensazione di una presenza estranea si accompagna a sentimenti ed emozioni di segno negativo; talvolta, al contrario, si tratta di una sensazione estremamente confortante, che viene in soccorso di persone in difficolt\u00e0, e vale a rianimarle e a guidarle verso la salvezza. Tale, ad esempio, \u00e8 stata la sensazione provata dall&#8217;esploratore britannico Ernest Shackleton allorch\u00e9, nel 1916, impegnato a cercare soccorsi per i suoi compagni rimasti intrappolati fra i ghiacci dell&#8217;Antartide, os\u00f2 scalare da solo le montagne della Georgia Australe, impresa mai tentata prima da alcun essere umano, e rifer\u00ec di aver avuto la costante impressione di una presenza benevola al suo fianco, durante quei giorni di fatiche sovrumane e di incessanti preoccupazioni; sensazione che, come avrebbe scoperto pi\u00f9 tardi, allorch\u00e9 si decise a parlarne, era stata condivisa dai suoi due compagni di viaggio (ne avevamo parlato in un articolo di alcuni anni fa, al quale rimandiamo il lettore desideroso di approfondire l&#8217;argomento: \u00abPossiamo contare solo su noi stessi nel cammino verso l&#8217;oltre-uomo?\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 11\/09\/2007).<\/p>\n<p>Benevola o malevola questa inesprimibile presenza, sia come sia: la domanda che simili racconti ci pongono \u00e8 fondamentalmente la stessa: si tratta di forme di autosuggestione, di allucinazioni, insomma di fenomeni tutti interni alla psiche delle persone che li hanno vissuti, oppure di fenomeni che potrebbero anche chiamare in causa dei fattori &quot;esterni&quot;, dei fattori immateriali e, al limite, dei fattori di ordine soprannaturale?<\/p>\n<p>Vale la pena di riportare il ragionamento dello psicologo Graham Reed \u00abL&#8217;esperienza abnorme\u00bb (titolo originale: \u00abAnomalous Experience\u00bb, Hutchinson &amp; Co Ltd, 1972; traduzione dall&#8217;inglese di Alessandra Pallini, Roma, Tattilo Editrice, 1973, p. 76-78):<\/p>\n<p>\u00abLo stesso meccanismo [quello, cio\u00e8, della &quot;pareidolia&quot;: percezioni erronee di uno stimolo esterno, come chi veda una figura zoomorfa in una formazione nuvolosa] \u00e8 probabilmente coinvolto in quel fenomeno noto come la sensazione della presenza di terzi che si riferisce all&#8217;impressione di non essere soli, per quanto nessun altro sia materialmente presente, n\u00e9 esistano segni uditivi, visivi o di altri campi sensoriali che lo rivelino. Nelle sue forme pi\u00f9 gravi, \u00e8 classificato dagli psichiatri tra le allucinazioni e si riscontra nella schizofrenia, nell&#8217;isteria e in tutte le sindromi patologiche. Tuttavia si verifica di frequente anche tra persone normali e sane, qualora ne esistano le condizioni. Chi cammina da solo in una notte senza luna, per esempio, \u00e8 facile che avverta la sensazione che qualcuno lo stia seguendo. Cerca di rassicurarsi convincendosi dell&#8217;estrema improbabilit\u00e0 dell&#8217;evento, oppure rimproverando se stesso per essersi lasciato trascinare dalla propria immaginazione, ma, tanto per essere sicuro, esaminer\u00e0 senz&#8217;altro i dintorni. L&#8217;esperienza \u00e8 tra le pi\u00f9 comuni in contesti strani soprattutto se dotati di connotazioni paurose o sinistre. Ne \u00e8 prova l&#8217;evidente senso di sollievo di chi esce all&#8217;aria aperta dopo aver visitato le rovine di un castello abbandonato. Situazioni del genere incoraggiano l&#8217;autosuggestione e predispongono ad un certo stato d&#8217;animo, soprattutto se le persone in questione sono timide e dotate di una immaginazione molto fervida. Eventi naturali come una corrente d&#8217;aria o un&#8217;eco si prestano facilmente ad essere mal interpretati senza che la persona se ne accorga e al suo stato d&#8217;animo gi\u00e0 incline all&#8217;allarme egli fornisce un contenuto adatto a convalidarlo. Il fatto che non si esperiscano illusioni ottiche contribuisce solo ad aggiungere un senso di disagio alla situazione gi\u00e0 di per s\u00e9 vaga. L&#8217;invisibilit\u00e0 della &quot;presenza&quot; suggerisce l&#8217;ipotesi che si tratti di un &quot;qualcosa&quot; anzich\u00e9 un &quot;qualcuno&quot;.<\/p>\n<p>La stanchezza arreca spesso dei disturbi alle nostre capacit\u00e0 critiche e indebolisce i meccanismi di controllo dell&#8217;ego rendendoci perci\u00f2 pi\u00f9 vulnerabili nei confronti dell&#8217;autosuggestione, delle illusioni e delle allucinazioni. Ad essa e al senso di solitudine che si sprigiona dal contato con la Natura sono imputabili forse quelle esperienze di cui sono vittime, occasionalmente, escursionisti e montanari, gente che normalmente dispone di uno stato di salute fisica e mentale ottimo. Questi eventi danno adito a strane leggende a proposito della tale della tale foresta o del tale precipizio, le quali condizionano a loro volta lo stato d&#8217;animo degli ulteriori visitatori del luogo. Sono storie di fantasmi dal&#8217;aspetto talvolta umano talvolta animalesco, oppure forze ataviche, figure senza volto o spropositate nelle dimensioni. Ne \u00e8 un esempio tipo lo &quot;spettro del gigante&quot; che infesta il monte Ben Macdhui (4.296 piedi), il pi\u00f9 alto della catena del Caingorn, in Scozia. Questa leggenda, di origine piuttosto recente,m risale alla fine degli anni &#8217;20, quando una storia, raccontata da un vecchio scalatore e stimato scienziato, raggiunse le pagine dei giornali. Una volta che si trovava da solo sulla sommit\u00e0 del monte Macdhui, il professor N. J. Collie, F. R. S. [cio\u00e8 Fellow of the Royal Society; nota nostra], ebbe la sensazione di udire dei passi nella neve come se qualcuno, o meglio &quot;qualcosa&quot;, lo stesse seguendo. La sensazione si fece cos\u00ec intensa che egli fu costretto ad abbandonare di corsa la cima. Da allora questa cosa misteriosa e invisibile ha perseguitato molti dei solitari frequentatori delle cime innevate e uniformi del monte Macdhui, mentre camminavano tra i suoi picchi scoscesi e le sue fenditure desolate.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare che, nello sviluppo dei bambini, esiste una fase durante la quale essi si mostrano riluttanti a salire al piano di sopra per andare a letto, a meno che non siano in grado di udire la voice dei genitori, il suono della radio o altri rumori dell&#8217;ambiente domestico che faccia loro compagnia. Anche agli adulti che rimangono soli in casa capita del resto di tenersi su col morale fischiettando o cantando sottovoce qualche motivo musicale. Questo accompagnamento sonoro sembra che li rassicuri assolvendo contemporaneamente due funzioni: copre, in primo luogo, quei piccoli rumori che potrebbero essere mal interpretati, in secondo luogo, provvede uno sbocco familiare alle risorse attenzionali, che altrimenti si indirizzerebbero altrove. Il silenzio pu\u00f2 o tranquillizzare oppure arrecare disturbo, a seconda della disposizione e del rado di vigilanza di ciascuno, e l&#8217;assenza totale di stimoli che destino interesse si presta speso al libero gioco di quelle interpretazioni che riflettono lo &quot;stato d&#8217;animo&quot; di quel momento. Provvedono uno sfondo privo di qualsiasi struttura che agisce da schermo alla proiezione del proprio disagio e che permette la presa di coscienza di paure fino ad allora indistinte.\u00bb<\/p>\n<p>La povert\u00e0, la limitatezza, il minimalismo preconcetto e il riduzionismo ideologico di questo approccio emergono da ogni frase, da ogni riga, da ogni singola affermazione. Fra l&#8217;altro, l&#8217;Autore non si prende nemmeno il disturbo di fare una distinzione tra i fenomeni relativi a presenze minacciose e malevole, e quelli ove sembra coinvolta una presenza benevola e amorevole: eppure, si tratta chiaramente di cose fondamentalmente diverse, che andrebbero valutate in maniera differente e con criteri diversificati.<\/p>\n<p>Graham Reed &#8212; che, infatti, piace e viene citato volentieri da quegli autori nostrani, come Massimo Polidoro del C.I.C.A.P., che, con scarsa onest\u00e0 intellettuale, si presentano come &quot;aperti&quot; e liberi da pregiudizi sulle problematiche del paranormale, mentre, in pratica, hanno scelto come missione della loro vita quella di chiudere ogni possibile spiraglio ad una spiegazione non scientista di esse, sempre e comunque &#8212; parte dal presupposto che non valga nemmeno la pena di vedere, e tanto meno di discutere, una eventuale origine &quot;oggettiva&quot; dei fenomeni misteriosi, come quello della percezione di una &quot;presenza&quot; estranea. D\u00e0 per scontato, da buon psicologo saldamente trincerato nella fortezza della &quot;scienza&quot; positiva, che ogni e qualsiasi fenomeno di quel tipo debba, per forza, aver luogo dentro la testa del soggetto che lo percepisce: non in senso filosofico &#8212; non, cio\u00e8, nel senso dell&#8217;&quot;esse est percipi&quot; di Berkeley -, ma nel senso piattamente conformistico dell&#8217;espressione: non avrai altro Dio che la scienza materialista e razionalista, dunque non ammetterai, mai e poi mai, la possibilit\u00e0 che esistano altri d\u00e8i, altre verit\u00e0, all&#8217;infuori di essa.<\/p>\n<p>Con una serie di pseudo-ragionamenti ellittici e tautologici, Graham Reed dice, sostanzialmente, che le persone suggestionabili sono portate alla suggestione e all&#8217;autosuggestione; e, pertanto &#8212; con logica impeccabile -, che quando si trovano in situazioni di stress, di fatica, di solitudine, sono inclini a lasciarsi suggestionare dai loro stessi fantasmi, scambiando errori della percezione in vere e proprie entit\u00e0, in &quot;presenze&quot; inquietanti, insomma in qualcosa di concreto e oggettivo, bench\u00e9 vago e indefinibile, che le perseguita e le minaccia.<\/p>\n<p>Aggiunge, questo campione della scienza che non dubita mai del proprio illimitato potere di spiegazione circa qualunque fenomeno, che tali disavventure capitano specialmente alle persone \u00abtimide e dotate di una immaginazione molto fervida\u00bb. Sono timide, che volte farci, dunque hanno la tendenza a spaventarsi di tutto, perfino della loro ombra; e hanno una immaginazione molto fervida, pertanto sono inclini a scambiare continuamente lucciole per lanterne! Insomma, credenze come quella dell&#8217;Uomo Grigio del Ben Macdhui sono spiegabilissime come semplici illusioni e allucinazioni; cos\u00ec come predispone ad esse quel senso di vaga inquietudine che ci assale quando siamo soli in casa, magari in una uggiosa serata di pioggia, e allora ci teniamo su con il morale canticchiando o fischiettando qualche allegro motivetto, tanto per esorcizzare le nostre paure infantili. Il richiamo ai bambini che si mostrano riluttanti ad andare a letto salendo, da soli, al primo piano, dovrebbe essere la ciliegina sulla torta psicanalitica: \u00e8 una cosa che appartiene alla psiche infantile, lo sanno tutti, e siccome in ogni adulto persiste qualche residuo dell&#8217;infanzia, opl\u00e0, il gioco \u00e8 fatto: il fenomeno delle &quot;presenze&quot; misteriose \u00e8 bello e spiegato, e non c&#8217;\u00e8 altro da dire.<\/p>\n<p>Ora, a questo tipo di sedicenti indagatori dei fenomeni misteriosi non passa neanche per l&#8217;anticamera del cervello che simili &quot;spiegazioni&quot; possano, certamente, andar bene per moltissimi fenomeni, ma non per tutti; che una cosa \u00e8 la spiegazione teorica, e un&#8217;altra cosa l&#8217;aver &quot;dimostrato&quot; che tale spiegazione chiude definitivamente la questione; che una cosa, insomma, \u00e8 la possibilit\u00e0, altra cosa la realt\u00e0; e, inoltre, che esiste una ricchissima casistica che non si lascia liquidare con tanta disinvoltura, perch\u00e9 alla fine rimane una percentuale, piccola ma significativa, di fenomeni che rimandano a qualche cosa di oggettivo, di esterno alla psiche del soggetto, e, dunque, di non spiegato e di non spiegabile in termini di mera psicopatologia. Totalmente sprovvisto di bagaglio filosofico e di sensibilit\u00e0 per ci\u00f2 che la scienza non sa spiegare &#8212; in altre parole, di autentico stupore davanti al mondo e di autentico senso del mistero, cosa che implica il senso del limite &#8212; Reed pensa di aver risposto esaurientemente a una domanda, qualora abbia elencato una serie di circostanze che sarebbero, teoricamente, sufficienti a soddisfarla, ma solo a patto che la realt\u00e0 sia disposta a lasciarsi SPIEGARE nel senso desiderato dai riduzionisti. Il fatto che una visione si possa spiegare in termini di allucinazione, o di errore percettivo, insomma, non ci autorizza a concludere che TUTTE le visioni discendano da illusioni o da errori percettivi. Il fatto che tutti i soldati che ho visto sfilare indossino la divisa bianca non mi autorizza a concludere che TUTTI i soldati del mondo vestono l&#8217;uniforme bianca; e il fatto che tutti i lattai della mia citt\u00e0 passino a fare le consegne prima delle otto del mattino non mi autorizza a inferire che esista una regola universale che stabilisca, sempre e ovunque, il rispetto di tale consuetudine.<\/p>\n<p>Per rendere il suo argomentare un po&#8217; pi\u00f9 &quot;scientifico&quot; e persuasivo, il nostro autore lo infarcisce di espressioni tecnicistiche dal sapore pseudo-accademico, per esempio parla di &quot;risorse attenzionali&quot; alle quali si cerca di offrire uno sbocco, per distrarle dal fissarsi su particolari che potrebbero generare inquietudine o allarme. Evidentemente non bastava dire qualcosa come \u00abquel potenziale di attenzione consapevole verso la realt\u00e0 di cui tutti siamo dotati\u00bb; e forse non bastava per una buona, anzi ottima, ragione: perch\u00e9 sarebbe apparso in maniera pi\u00f9 evidente il carattere tautologico dell&#8217;affermazione, cosa che egli voleva accuratamente nascondere. Perch\u00e9, ridotta ai minimi termini, la sua affermazione suonerebbe press&#8217;a poco cos\u00ec: \u00abciascun soggetto, specialmente se timido e dotato di fervida immaginazione (sic), possiede un potenziale di attenzione non utilizzato, che per\u00f2 teme inconsciamente di utilizzare, perch\u00e9, se lo facesse, finirebbe per vedere ombre e &quot;presenze&quot; dappertutto,e dunque tende a distrarlo, a soffocarlo, a indirizzarlo verso oggetti e situazioni familiari, in modo da difendere la propria pace e il proprio bisogno di sicurezza\u00bb. Ma una tale affermazione spaccia per dimostrato proprio ci\u00f2 che pretende di spiegare: il fatto che esistano &quot;cose&quot; capaci di inquietarci e procurarci un senso di disagio, anche se non sappiamo come e perch\u00e9, anche se non esistono ragioni oggettive per ammetterne l&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Le deduzioni che si possono trarre dal fatto che, al mondo, esistono migliaia di credenze come quella relativa all&#8217;Uomo Grigio del Ben Macdhui; che generazioni di esseri umani, non solo incolti, ma anche studiosi, vi abbiano prestato fede o, quanto meno, le abbiano prese molto sul serio; che alcuni di tali racconti siano accompagnati da fenomeni &quot;oggettivi&quot;, quali impronte sul terreno o testimonianze convergenti: tutto ci\u00f2 non viene preso minimamente in considerazione. Eppure, per un vero amante della scienza, non sono interessanti i novantanove casi spiegati, o almeno probabili, di allucinazione, bens\u00ec quell&#8217;unico caso che non si lascia spiegare in tal modo: proprio quell&#8217;unico caso (ma sono migliaia, a livello planetario) che resiste alle spiegazioni razionali finora avanzate e non si sottomette al nostro desiderio di avere sempre ogni cosa sotto controllo. \u00c8 dall&#8217;attenzione che si rivolge ai casi inspiegati e apparentemente inspiegabili che si riconosce la stoffa dell&#8217;autentico scienziato, e la si distingue da quella del propagandista di verit\u00e0 scientiste a buon mercato, fabbricate al solo scopo di eliminare il pungolo del dubbio. Persone come Graham Reed sono incapaci di dubitare, forse perch\u00e9 hanno troppa paura di ammettere la possibilit\u00e0 che non tutto si lasci spiegare nell&#8217;ambito di una scienza infallibile. La loro sicumera, il loro atteggiamento di sufficienza verso il mistero nascono da una insicurezza di fondo. Non vogliono essere scambiati con le persone timide o dotate di una immaginazione troppo fervida, loro: vogliono far vedere che sono uomini tutti d&#8217;un pezzo, positivi e razionali, che non si lasciano ingannare da niente e da nessuno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 capitato a molte persone di provare, in particolari circostanze, una strana e inspiegabile sensazione: di non essere sole, dove avrebbero dovuti esserlo; di avvertire una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-29394","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29394","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29394"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29394\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29394"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29394"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29394"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}