{"id":29389,"date":"2016-08-17T12:09:00","date_gmt":"2016-08-17T12:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/17\/uomini-o-bestiame\/"},"modified":"2016-08-17T12:09:00","modified_gmt":"2016-08-17T12:09:00","slug":"uomini-o-bestiame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/17\/uomini-o-bestiame\/","title":{"rendered":"Uomini o bestiame?"},"content":{"rendered":"<p>Osservare una folla moderna, una moltitudine di individui\/consumatori che si pigiano in un ipermercato, in un centro commerciale, o su di una spiaggia di ferragosto o in una malga alpina &#8212; non c&#8217;\u00e8 differenza fra dovere e piacere, fra una umanit\u00e0 che va al lavoro ed una che cerca lo svago &#8212; non \u00e8 solo uno spettacolo angosciante, sulla cui bruttezza si potrebbero svolgere infinite considerazioni: \u00e8, pi\u00f9 ancora, una testimonianza eloquente della nostra attuale degenerazione, del nostro attuale livello di abbrutimento volontario.<\/p>\n<p>Osservare quei corpi semivestiti e orrendamente acconciati, tutti tatuati, pieni di anelli in ogni angolo di cute; osservare quelle acconciature, quei portamenti, sempre pi\u00f9 mascolini nelle donne e sempre pi\u00f9 effeminati negli uomini; osservare quelle persone obese che indossano fuseaux e camicie attillate, o quelle persone scheletriche che esibiscono braccia e gambe nude; quelle donne che ostentano il seno e la pancia, anche se non c&#8217;\u00e8 proprio nulla da ammirare, ma solo da rattristare lo sguardo: osservare quella assoluta mancanza di stile, di garbo, di discrezione, di buon gusto; peggio ancora: osservare quel compiacimento morboso, quell&#8217;aberrante soddisfazione di se stessi, quello scattarsi <em>selfie<\/em> a tutto spiano, perfino con apposite prolunghe che vanno a ruba nei negozi, magari con lo sfondo del Ponte di Rialto a Venezia, o delle Tre Cime di Lavaredo sulle Dolomiti, ebbene, tutto ci\u00f2 non \u00e8 solo deprimente, \u00e8 anche di estremo interesse, perch\u00e9 ci dice pi\u00f9 cose sulle trasformazioni della modernit\u00e0, di quante ce ne potrebbe dire una intera enciclopedia.<\/p>\n<p>E a tanta bruttezza, a tanta inconsapevolezza, a tanta improntitudine, si aggiungano la cafonaggine, la maleducazione, la volgarit\u00e0; il muoversi per la strada come elefanti, il guidare la macchina con incoscienza (e sempre parlando al telefonino), il dare del tu a chiunque, anche alle persone anziane, anche ai clienti di un negozio o di un ristorante; il farsi avanti senza riguardi, l&#8217;incapacit\u00e0 di cedere il passo ad un altro davanti a una porta, a un ascensore, o di offrire il proprio posto su di un treno, su di un autobus affollati; l&#8217;essere pronti ad alzare la voce, a litigare per un parcheggio, a strombazzare il claxon se chi sta davanti ha un ritardo d&#8217;una frazione di secondo nel ripartire, quando il semaforo d\u00e0 il segnale di via libera.<\/p>\n<p>Si aggiungano, ancora, gli sguardi spenti, vuoti, inespressivi; i volti anonimi, banali, pur dietro gli spessi strati di creme, di gel, di rossetto, di mascara e Dio sa di che cos&#8217;altro; le facce spente, assenti, nonostante (o proprio per) i gioielli, gli orecchini, gli occhiali da sole a specchio, i riccioli ben curati fino all&#8217;ultima piega: i segni di una umanit\u00e0 cadaverica, che se ne va in giro credendo d&#8217;essere ancora viva, solo perch\u00e9 non si \u00e8 resa conto d&#8217;essere morta, putrefatta, e di emanare il tanfo inconfondibile della corruzione. Volti e corpi che vorrebbero attirare l&#8217;attenzione, che tentano disperatamente di richiamare gli sguardi altrui su di s\u00e9, ma che non vi riescono affatto, perch\u00e9 sono volti e corpi fabbricati in serie, terribilmente monotoni e ripetitivi, tutti uguali, senza un&#8217;ombra di fantasia, ma costruiti artificialmente, fino all&#8217;ultimo dettaglio. Volti e corpi che non dicono niente, proprio come non attirano per niente l&#8217;attenzione gli automobilisti che suonano continuamente la tromba, in una citt\u00e0 di persone ignoranti e incivili, dove tutti, ma proprio tutti, dal primo all&#8217;ultimo, fanno esattamente la stessa cosa.<\/p>\n<p>Infine, cosa pi\u00f9 grave di tutte, si osservi come la bruttezza, il vuoto e l&#8217;insipienza di quegli individui siano il fedele riflesso del loro vuoto interiore, della loro bruttezza morale, della loro falsit\u00e0, ipocrisia, cialtroneria e furbizia da quattro soldi; del loro narcisismo esasperato, del loro piccolo io meschino che strepita e pesta i piedi continuamente per farsi notare, perch\u00e9 gli altri lo vedano e lo riconoscano; dell&#8217;ottundimento della loro intelligenza e della loro sensibilit\u00e0, come se non pi\u00f9 uomini fossero, ma bestiame, o peggio: perch\u00e9 il bestiame svolge pur sempre una funzione utile, e, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo; ma costoro&#8230;?<\/p>\n<p>In verit\u00e0, non si notano differenze sostanziali di tipo generazionale, in una folla moderna: tanto i giovani come i meno giovani seguono pedissequamente le stesse mode, subiscono le stesse tacite imposizioni: quelle della pubblicit\u00e0, della televisione e del cinema. Sono le imposizioni che giungono in Europa e in Italia dagli Stati Uniti d&#8217;America: l&#8217;anti-civilt\u00e0 per eccellenza, se mai ve n&#8217;\u00e8 stata una; il tumore, la degenerazione della civilt\u00e0 europea. Due tipi di barbarie stiamo importando, noi Europei: quella di una immigrazione incontrollata e selvaggia, formata da legioni di persone ben decise a non integrarsi affatto e che, spacciandosi per profughi, mirano, in realt\u00e0, a sostituirci come popolazione residente; e quella culturale proveniente dagli Stati Uniti, dalla quale abbiamo imparato un altro tipo di barbarie, non meno esiziale: quella del denaro, del materialismo, della superficialit\u00e0, dell&#8217;arroganza e della sciatteria eretti a sistema. Una civilt\u00e0 americana non esiste: esiste una immensa discarica che raccoglie i liquami di tutto il mondo, e che li vomita di nuovo dappertutto, facendoseli per\u00f2 pagare a peso d&#8217;oro.<\/p>\n<p>Le nostre folle odierne sono il risultato di questa doppia invasione, di questa duplice conquista: le persone perdono lo statuto di persone, si annegano nel gran mare dell&#8217;anonimato, si appiattiscono, si uniformano, scompaiono; il loro modo di vestire, di camminare, di guardare, e, naturalmente, di sentire, di pensare (ammesso che pensino), perfino di amare (o di credere d&#8217;amare) sono l&#8217;effetto visibile di questo duplice modellamento, di questo duplice assalto. All&#8217;insegna di un mondialismo senz&#8217;anima, senza coscienza, senza senso di responsabilit\u00e0, gli Europei si stanno allegramente suicidando: e muoiono col sorriso sulle labbra. Dimentichi della civilt\u00e0 che essi rappresentano, inebetiti, involgariti, regrediti a livelli sub-umani di stupidit\u00e0 e ignoranza, totalmente inconsapevoli dei tesori di pensiero, arte e spiritualit\u00e0 che avevano ricevuto quale immeritata eredit\u00e0 dai loro avi, fanno a gara tra loro nel gettare via per sempre le cose pi\u00f9 preziose, i gioielli di famiglia, e nell&#8217;adornarsi con tibie fra i capelli, anelli al naso e sveglie appese al collo. Danzano le danze pi\u00f9 selvagge, pi\u00f9 triviali e avvilenti, per celebrare il funerale della loro gloriosa tradizione, l&#8217;atto di morte della nobilissima civilt\u00e0 eretta dai loro padri.<\/p>\n<p>La Chiesa cattolica, che, per tradizione ed esperienza due volte millenaria, avrebbe potuto, e dovuto, tenere alta la fiaccola della civilt\u00e0, del senso spirituale della vita, e la fede nella Rivelazione e nell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, ha abdicato al proprio compito e si \u00e8 messa a scimmiottare lo stile del mondo: cercando applausi, medicando consensi al prezzo di venire incontro agli istinti pi\u00f9 bassi della folla, corteggiandola e vezzeggiandola con la le pi\u00f9 basse forme di demagogia. L\u00e0 dove i fedeli cercano una luce nelle tenebre, una parola di rassicurazione e d&#8217;incoraggiamento, non trovano, molto spesso, che un blaterare insulso e logorroico, un inneggiare agli stereotipi e ai luoghi comuni pi\u00f9 triviali, pi\u00f9 beceri della modernit\u00e0; l\u00e0 dove credevano d&#8217;incontrare il sacro, si trovano nel bel mezzo dello spirito profano, contrabbandato per sacro: un cristianesimo annacquato e adulterato, preambolo alla resa definitiva e alla dissoluzione di ci\u00f2 che resta del Vangelo nel gran mare di una &quot;religione&quot; universalistica, illuminista, deista, gnostico-massonica, il cui scopo ultimo non \u00e8 la ricerca di Dio, ma l&#8217;auto-celebrazione sfrenata dell&#8217;uomo. E tutto questo \u00e8 avvenuto, e avviene tuttora, grazie all&#8217;opera subdola, perversa, condotta in perfetta mala fede, da una minoranza di teologi modernisti e di preti progressisti, fermamente decisi a sfilare il cattolicesimo da sotto i piedi dei cattolici, silenziosamente e artatamente, in modo che non se ne accorgano, e si ritrovino, a un certo punto, a posare i piedi sopra una cosa completamente diversa, irriconoscibile, blasfema. Ma grazie anche alla vilt\u00e0, all&#8217;opportunismo, al carrierismo di un esercito di vescovi apostati, cinici o imbelli, i quali, pur vedendo la deriva cui era avviata, fin dal Concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica, nulla di serio hanno fatto, non diremo per fermarla, ma neppure per segnalarla e mettere in guardia le anime affidate alla loro cura: non pastori del gregge, dunque, bens\u00ec mercenari o, peggio ancora, lupi travestiti da agnelli. Quanti cardinali e vescovi sono iscritti alla massoneria? Quanti di essi hanno giurato di portare la Chiesa, di fatto, sotto le insegne della squadra e del compasso, cos\u00ec come hanno brigato per decenni (ma gli \u00e8 andata male, anche se non per colpa loro) per condurla, tacitamente e subdolamente, sotto le bandiere con la falce e il martello? Del resto, non abbiamo visto, di recente, un capo di stato sudamericano donare al papa Francesco un Crocifisso scolpito con la falce e il martello, e il Santo padre accettarlo con un sorriso di compiacimento?<\/p>\n<p>Tutte queste riflessioni potrebbero sembrare lo sfogo, astioso e puramente negativo, di chi non sa adattarsi ai ritmi del progresso, di chi non ama le masse e si chiude, altero e sdegnoso, in una sua torre d&#8217;avorio, dall&#8217;alto della quale giudica gli altri con severit\u00e0 mista a disprezzo. Ebbene: il solo fatto che <em>questo<\/em> possa essere un argomento di critica, dimostra fino a che punto siamo scivolati in basso nel nostro modo di ragionare, nella nostra concezione complessiva del reale, e, in particolare, di ci\u00f2 che \u00e8 giusto e di ci\u00f2 che non lo \u00e8. Siamo arrivati al punto che, a guardare le cose con franchezza e a chiamarle con il loro nome, ci si sente in colpa: ci si sente come degli aristocratici vecchio stile, con la puzza sotto il naso (e meritevoli, ben s&#8217;intende, della santa ghigliottina). Anche questo \u00e8 un ricatto, e dei pi\u00f9 meschini, che occorre rifiutare energicamente, se non si vuole soggiacere ai fantasmi dei sensi di colpa, di cui gli artefici di questo sviluppo disumano, che \u00e8 assolutamente inappropriato chiamare &quot;progresso&quot;, si servono per tacitare ed emarginare i pochi che ancora sanno usare la propria testa, e guardare il mondo con un minimo di spirito critico.<\/p>\n<p>Una atleta italiana ha vinto una medaglia alle Olimpiadi di Rio de Janeiro e ha dedicato la sua vittoria alla &quot;compagna&quot;: notizia da prima pagina. Il telegiornale, invece di parlare di sport, ha dedicato ben due servizi all&#8217;evento (non la vittoria e la medaglia, ma la dedica all&#8217;amata): una vera e propria contro-pedagogia, nella quale si celebra l&#8217;amore omosessuale e la sua assoluta &quot;normalit\u00e0&quot;, e si condannano i &quot;pregiudizi&quot; di chi non capisce &#8211; poverino! &#8211; queste cose. Benissimo. Ma se Mamma tiv\u00f9 si prende la libert\u00e0 di rifilarci simili sermoni, vuol dire che noi glielo permettiamo: che la societ\u00e0 civile \u00e8 giunta al punto di bersi qualunque stupidaggine e qualunque manipolazione, sempre in nome del politicamente corretto: lotta ai pregiudizi, viva l&#8217;amore, l&#8217;amore innanzitutto, come \u00e8 bello volersi bene, eccetera. Ciarpame d&#8217;infimo livello, stile Baci Perugina, che viene servito in tavola &#8212; pagato coi nostri soldi, i soldi del canone dell&#8217;abbonamento all&#8217;ente televisivo di Stato &#8211; soltanto perch\u00e9 nessuno reagisce, nessuno dice che l&#8217;informazione dovrebbe essere sobria e imparziale, e soprattutto appropriata: se un servizio giornalistico \u00e8 riservato agli avvenimenti delle Olimpiadi, cosa c&#8217;entra che qualcuno s&#8217;impanchi a predicatore e panegirista dell&#8217;omosessualismo? E questo \u00e8 solo un esempio tra i mille che si possono fare.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il problema, dunque? Da un lato, tutti vogliono sentenziare su tutto, tenere concioni su tutto, farsi apostoli della loro idea, sfruttando la visibilit\u00e0 offerta dai mass-media; dall&#8217;altro i mass-media stessi, invece di raccontare gli eventi, si auto-promuovono al rango di propagandisti delle bellezze della modernit\u00e0. Non si sa se sia pi\u00f9 arrogante un atleta che sfrutta il podio dei vincitori per mettere in piazza la sua vita privata, che dovrebbe essere gelosamente custodita da ciascuno (di qualunque inclinazione sessuale), o un giornalista che coglie la palla al balzo per tenere un mini-corso di &quot;civilt\u00e0&quot;, affermando, fra le altre cose, che l&#8217;Italia, finalmente, grazie a simili episodi si sta avvicinando al livello dei Paesi veramente civili. Ordini di scuderia: indottrinare le masse, spingerle ad applaudire le magnifiche sorti e progressive. Con lo stesso conformismo con cui, trent&#8217;anni fa, i signori della tiv\u00f9 censuravano e mutilavano le notizie, per ipocrita moralismo, oggi gareggiano in zelo progressista per far vedere chi \u00e8 pi\u00f9 bravo a glorificare i &quot;diversi&quot;.<\/p>\n<p>E qui si arriva al nocciolo della questione. Tutto questo conformismo, questo servilismo verso le mode correnti e il pensiero dominante, da dove vengono? Vengono proprio dalla generazione che, invece, aveva ricevuto gli strumenti per imparare a pensare con la sua testa e apprezzare il valore dell&#8217;indipendenza, del sacrificio, della coerenza. La generazione di coloro che hanno ricevuto una seria educazione morale quando erano bambini, e una discreta preparazione culturale quando erano studenti; la generazione cui era stato insegnato a distinguere il vero dal falso, il buono dal cattivo, il bello dal brutto, ad opera di eccellenti maestri, a cominciare dai genitori; ma che, poi, \u00e8 stata la prima a buttare a mare ogni cosa e far proprie tutte le nuove tendenze della modernit\u00e0, anche le pi\u00f9 stupide, o meglio, soprattutto le pi\u00f9 stupide. Guardate quella signora, seduta al tavolo del ristorante, all&#8217;aperto, nella tiepida notte estiva. Come mai le brilla qualcosa all&#8217;altezza della fronte? Sono le lucette degli occhiali, l&#8217;ultimo grido della moda per consentire alle persone di leggere al buio, in questi caso il menu della casa. Che idea carina, che invenzione intelligente: \u00e8 irrinunciabile. Subito ad acquistarla tutti, a cominciare dalle signore di 50, 60 anni. Viva la tecnica, anche la pi\u00f9 frivola e inutile. Come stupirsi che le figlie, le nipoti di queste signore abbiano fatto loro un tale stile di vita?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osservare una folla moderna, una moltitudine di individui\/consumatori che si pigiano in un ipermercato, in un centro commerciale, o su di una spiaggia di ferragosto o<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-29389","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29389"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29389\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}