{"id":29382,"date":"2018-05-17T09:40:00","date_gmt":"2018-05-17T09:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/17\/uno-ad-uno-alla-fine-gettano-la-maschera\/"},"modified":"2018-05-17T09:40:00","modified_gmt":"2018-05-17T09:40:00","slug":"uno-ad-uno-alla-fine-gettano-la-maschera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/17\/uno-ad-uno-alla-fine-gettano-la-maschera\/","title":{"rendered":"Uno ad uno, alla fine, gettano la maschera"},"content":{"rendered":"<p>Ora \u00e8 venuto il turno del vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, monsignor Massimo Camisasca, che ha deciso di partecipare alla veglia antiomofobia organizzata da don Palo Cugini, che si terra\u00e0 il 20 maggio 2018 nella parrocchia della Regina Pacis, rovesciando le sue precedenti posizioni, (moderatamente) favorevoli al movimento delle Sentinelle in Piedi. La svolta si era gi\u00e0 intravista lo scorso anno, con la scelta di non muovere un dito in risposta al Gay Pride; ora ha deciso di rompere gli indugi e, dopo alcuni giorni d&#8217;imbarazzato silenzio, durante i quali non ha voluto commentare n\u00e9 le iniziative di don Cugini, n\u00e9 quelle dei parrocchiani che le contestavano, si \u00e8 schierato dalla parte &quot;vincente&quot;: quella apertamente <em>gay-friendly<\/em>. Ed \u00e8 inutile che il vescovo, supportato, come sempre, dalla stampa pseudo cattolica, dichiari e ribadisca che la sua azione \u00e8 perfettamente conforme alla dottrina morale della Chiesa, nella quale l&#8217;attenzione alla persona prescinde dal giudizio morale sulla omosessualit\u00e0: perch\u00e9 il punto non \u00e8 affatto questo, e lui lo sa bene. Il punto \u00e8 che queste voglie &quot;antiomofobia&quot; sono dei veri e propri strumenti di pressione, nonch\u00e9 di ricatto, per imporre alla Chiesa un tacito rovesciamento della dottrina riguardo al vizio impuro contro natura: non solo si vuole sdoganare la sodomia e derubricarla da peccato mortale a legittima e &quot;naturale&quot; tendenza della persona; non solo si pretende che la Chiesa e i cattolici si &quot;scusino&quot; per il loro passato atteggiamento &#8212; e anche Camisasca ha esplicitamente ripetuto questo <em>mantra<\/em> -; ma, addirittura, si vorrebbe portare la Chiesa ad accettare pienamente la pratica omosessuale, se possibile con tanto di riconoscimento delle unioni gay e un domani, perch\u00e9 no, con una sorta di sacramento &quot;minore&quot; (ci sia perdonata la bestemmia) per celebrarle davanti a Dio e ai fedeli: il che, come vedrebbe anche un bambino, va molto, ma molto al di l\u00e0 delle pura e semplice &quot;accoglienza&quot; delle persone omosessuali in quanto persone, e non in quanto praticanti impenitenti un peccato che, per la dottrina cattolica, \u00e8 e resta tale, \u00e8 sempre stato considerato tale e non pu\u00f2 essere, in alcun modo, accettato o giustificato, meno ancora celebrato e glorificato.<\/p>\n<p>Ma quale omofobia, ma quale intolleranza: queste sono parole vuote, sono cavalli di Troia per introdurre l&#8217;ideologia omosessualista e l&#8217;educazione gender nella Chiesa cattolica: la manovra \u00e8 evidente, e l&#8217;unica spiegazione del voltafaccia di monsignor Camisasca \u00e8 che egli ha fiutato da che parte tira il vento. Il vento dell&#8217;Argentina, ben s&#8217;intende: il vento degli estremisti del rinnovamento conciliare, il cui vero scopo, sempre pi\u00f9 esplicito, \u00e8 quello di sovvertire la dottrina cattolica e di sostituirla con il modernismo, un&#8217;eresia gi\u00e0 pienamente e formalmente condannata da Pio X nel 1907. Camisasca, gi\u00e0 pupillo di Luigi Giussani (che si star\u00e0 rivoltando nella tomba) e storico di Comunione e Liberazione, nonch\u00e9 scrittore estremamente prolifico, con pi\u00f9 di 50 titoli al suo attivo, fa ora una vera e propria scelta di campo, pur sapendo benissimo qual \u00e8 la posta in gioco: la dottrina della Chiesa. Dapprima, cio\u00e8 lo scorso anno, aveva cercato di destreggiarsi fra i due &quot;opposti estremismi&quot;: quello del Comune, smaccatamente pro-gay, e quello dei &quot;tradizionalisti&quot;, come si cerca oggi di far passare i veri cattolici, orripilati dalla prospettiva del Gay Pride e decisi a dare un segno di dissenso, anche attraverso delle preghiere di riparazione. Adesso si \u00e8 convinto che la posizione equidistante non paga e ha fatto il salto, con molta disinvoltura. Come altri vescovi, beninteso, ad esempio l&#8217;arcivescovo di Palermo, Lorefice, il quale gi\u00e0 faceva finta di non vedere il suo parroco, Cosino Scordato, che invitava le coppie gay a salire sull&#8217;altare e le presentava ai fedeli, nel mezzo della santa Messa, a edificazione di tutti sulla bellezza dell&#8217;amore (omofilo). E questo mentre un altro prete palermitano, don Alessandro Minutella, veniva cacciato dalla sua parrocchia e scomunicato per la &quot;colpa&quot; di essere troppo cattolico e <em>quindi<\/em> non in comunione con la Chiesa (il che, paradossalmente, \u00e8 vero). Prepariamoci, ne vedremo di sempre peggiori, di sempre pi\u00f9 brutte: come i corsi per fidanzati gay, che don Gianluca Carrega voleva tenere a Torino, in un istituto di suore (!), e che il suo vescovo ha sospeso <em>in extremis<\/em>, ma senza affatto condannare l&#8217;iniziativa.<\/p>\n<p>Dobbiamo perci\u00f2 prepararci, psicologicamente, spiritualmente e anche intellettualmente: la Chiesa \u00e8 in piena smobilitazione; l&#8217;auto-rottamazione ha assunto ritmi vertiginosi. I nodi vengono al pettine, il cattivo seme sta ormai dando i suoi malefici frutti. In Germania, \u00e8 quasi una guerra civile fra i vescovi pro e contro la cosiddetta intercomunione (e c&#8217;\u00e8 dietro non solo una questione di magistero e di dottrina, ma anche di soldi, perch\u00e9 i cattolici tedeschi versano grosse cifre alla Chiesa ed \u00e8 di questo che si preoccupano certi monsignori, quando sono sul tappeto le relazioni con i protestanti). Da una parte quelli del &quot;s\u00ec&quot;, capitanati da Reinhard Marx e da Walter Kasper, uomini di tutta fiducia di Bergoglio; dall&#8217;altra quelli del &quot;no&quot;, guidati dal primate d&#8217;Olanda, Willem Jakobus Eijk, e da Gerhard Ludwig M\u00fcller, ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, in pratica silurato da Bergoglio lo scorso anno (che lo ha rimpiazzato, come al solito, con un suo fedelissimo, Ladaria Ferrer). Ma la Chiesa tedesca non pu\u00f2 certo proporsi come un modello positivo all&#8217;interno della Chiesa cattolica: \u00e8 ormai arrivata alla frutta, non ha pi\u00f9 vocazioni, non ha pi\u00e8 seminaristi, non ha pi\u00f9 preti (e, da anni, non ha, perch\u00e9 non vuole averne, sacerdoti esorcisti). In compenso, ha teologi modernisti e vescovi ultraprogressisti: chiese vuote, ma cattedre di teologia e amboni delle cattedrali trasformati in altrettanti pulpiti per predicare la rivoluzione modernista e, con la scusa dell&#8217;ecumenismo e del dialogo interreligioso, l&#8217;indifferentismo e il relativismo. E il caos che si \u00e8 scatenato nella Chiesa tedesca, si sta creando un po&#8217; dovunque. La mancata risposta di Francesco ai legittimi e sacrosanti <em>dubia<\/em> dei quattro cardinali sui punti pi\u00f9 controversi di <em>Amoris laetitia<\/em> si sta rivelando una mossa non solo stupida e arrogante, ma controproducente. Ormai ogni vescovo si sente autorizzato a dare la sua interpretazione di <em>Amoris laetitia<\/em>: e la posta in gioco, anche qui, \u00e8 niente meno che la santa Eucarestia, cuore e centro vitale della Messa e di tutta la vita della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Senza l&#8217;Eucarestia, la Chiesa \u00e8 morta. Si capisce perci\u00f2 come qualsiasi ambiguit\u00e0, voluta o meno che sia, qualsiasi cambiamento nella linea del magistero, oltre a esser illegittimo, \u00e8 un attacco al cuore della Chiesa. Se si crea l&#8217;anarchia sull&#8217;Eucarestia (e se la si aumenta con l&#8217;intercomunione ai coniugi protestanti dei cattolici), si infligge alla Chiesa una ferita mortale, dalla quale non si riprender\u00e0. A meno che tutto questo sia, appunto, voluto, nel qual caso non si tratta affatto di mosse poco previdenti, ma, al contrario, di una precisa e lucidissima strategia per condurre la Chiesa cattolica allo sfascio nel tempo pi\u00f9 breve possibile. Una costruzione superba, che si regge magnificamente da duemila anni in mezzo alle tempeste della storia, non pu\u00f2 essere abbattuta in due giorni. Il signor Bergoglio, per\u00f2, validamente coadiuvato dai suoi cardinali, dai sui vescovi e dai suoi superiori degli ordini religiosi &#8211; come quel Sosa Abascal dei gesuiti il quale dichiara che non sappiamo cosa disse Ges\u00f9, perch\u00e9 all&#8217;epoca non c&#8217;erano i registratori &#8211; stanno facendo un lavoro che \u00e8, nel suo genere, veramente eccellente. Non basteranno due giorni, ma forse pochi altri anni, questo s\u00ec. E Bergoglio, Paglia, Galantino e tutti gli altri si saranno meritati un posto di tutto rispetto nelle pagine dei libri di storia: un po&#8217; come Erostrato, il greco che volle rendersi celebre per aver incendiato e distrutto in poche ore il tempio di Diana a Efeso, una delle Sette Meraviglie dell&#8217;antichit\u00e0. Solo che qui non stiamo parlando di un edificio di pietra o di mattoni, ma di un edificio spirituale, rifugio per tutte le anime e luce nelle tenebre del mondo per centinaia di milioni di persone. Un&#8217;opera che non \u00e8 puramente umana, ma alla quale ha posto mano Dio stesso, e che \u00e8 assistita dallo Spirito Santo; un&#8217;opera che, gi\u00e0 solo per questo, essi non riusciranno mai e poi mai a distruggere completamente, come sembrano intenzionati a fare.<\/p>\n<p>I pastori, dunque stanno abbandonando il gregge: lo stanno letteralmente tradendo. Per piacere agli uomini, per assecondare i vizi del mondo e per ricevere l&#8217;applauso dei peccatori, i pastori sono venuti meno al loro dovere e si stanno rivelando occasione di turbamento, di confusione, di scandalo per le pecorelle loro affidate. <em>Pasci le mie pecorelle<\/em>, raccomanda Ges\u00f9 a san Pietro, nell&#8217;atto di affidargli la custodia (la custodia, non il possesso, e tanto meno la propriet\u00e0) della sua Chiesa: perch\u00e9 la Chiesa cattolica, lo diciamo nel caso qualcuno se ne fosse per caso scordato, non \u00e8 del papa, non \u00e8 dei cardinali, n\u00e9 dei vescovi, e neppure dei sacerdoti; meno ancora \u00e8 dei gruppi di militanti LGBT, per quanto si dichiarino &quot;cattolici&quot; (<em>Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrer\u00e0 nel regno dei cieli, ma colui che fa la volont\u00e0 del Padre mio che \u00e8 nei cieli<\/em>: <em>Matteo<\/em> 7, 21): \u00e8 sempre e solo di un unico padrone, Ges\u00f9 Cristo. E Ges\u00f9 Cristo, pur rispettando la persona dei peccatori, \u00e8 sempre stato chiaro riguardo al peccato. Ora un clero infedele pretende di dirci che i peccato non \u00e8 pi\u00f9 peccato; pretende di cambiare ci\u00f2 che nessuno pu\u00f2 cambiare, il magistero, perch\u00e9 esso promana dal Deposito della fede, che \u00e8 perfetto e definitivo, come Dio lo ha affidato ai suoi. Come scrive san Paolo (<em>Galati<\/em>, 1, 6-9): <em>Mi meraviglio che cos\u00ec in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo.\u00a0In realt\u00e0, per\u00f2, non ce n&#8217;\u00e8 un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia an\u00e0tema!\u00a0L&#8217;abbiamo gi\u00e0 detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia an\u00e0tema!\u00a0<\/em>Ebbene, questa \u00e8 precisamente la situazione che stiamo vivendo oggi: dei pastori infedeli ci stanno annunciando un vangelo diverso da quello che la Chiesa ci ha sempre insegnato; e hanno l&#8217;incredibile sfrontatezza di farcela sotto il naso, come se noi non ce ne accorgessimo, come se non vedessimo benissimo che stanno truccando le carte, che stanno tentando di adulterare la Parola di Dio.<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 che costoro si caricano sulle spalle \u00e8 immensa: <em>sarebbe meglio, per chi d\u00e0 scandalo a uno di questi piccoli, che si legasse al collo una macina da mulino, e si gettasse nel mare<\/em>, dice Ges\u00f9 dei seminatori di scandali. Ci hanno pensato quei monsignori del Vaticano, quando hanno &quot;imprestato&quot; al Metropolitan Museum of Art di New York i paramenti sacri di parecchi papi dei due secoli passati, affinch\u00e9 li indossassero dei modelli e delle modelle in una sfilata oscena e blasfema? Ci ha pensato il cardinale Gianfranco Ravasi, che \u00e8 una specie di &quot;ministro della cultura&quot; della Santa Sede? Ha pensato all&#8217;effetto che un gesto del genere produce nel profondo di milioni di anime? E il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York, che al Met Gala ci ha messo la faccia, presentandosi suo palcoscenico come un qualsiasi uomo di spettacolo, tutto sorrisi in mezzo alla profanazione dei paramenti sacri, ci ha pensato, almeno per un istante? Lo ha sfiorato il pensiero che, se a questo si riduce il tanto decantato &quot;dialogo&quot; con il mondo moderno, per la Chiesa &#8212; quella vera, beninteso &#8211; si riduce a una resa a discrezione, anzi, a un puro e semplice suicidio? E il vescovo di Liverpool, Malcom McMahon, quello che <em>non<\/em> si \u00e8 mai fatto vedere nella stanza del piccolo Alfie Evans; e il cardinale di Westminster, Vincent Nichols, quello che si \u00e8 profuso in lodi e ringraziamenti per l&#8217;ospedale dove il bambino ha subito l&#8217;eutanasia di Stato, e in calorose giustificazioni dell&#8217;operato dei giudici britannici, i quali hanno approvato e legalizzato quella eutanasia, hanno pensato allo scandalo enorme, doloroso, insopportabile, che hanno causato ai fedeli di tutto il mondo, con le loro parole e con le loro aziono, oltre che con i loro silenzi e la loro mancanza di azioni? E il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, alfiere della &quot;chiesa dei poveri&quot;, che intascava uno stipendio da 35.000 euro al mese; e il vescovo argentino Fernando Maria Bargall\u00f2, altro alfiere della &quot;chiesa dei poveri&quot;, pizzicato dai fotografi negli alberghi messicani di lusso a far l&#8217;amore con la sua amante, sempre a spese dei fedeli: hanno pensato all&#8217;effetto dei loro comportamenti? E i vescovo di Osorno, Juan Barros, che difende il prete pedofilo Fernando Karadima; e il signor Bergoglio che difende a spada tratta il vescovo Barros, e lo definisce &quot;bravo e buono&quot;: hanno valutato il male che simili gesti e simili parole producono nel corpo vivo della Sposa di Cristo? Se questi sono i pastori ai quali la Chiesa affida, oggi, la cura delle anime, sar\u00e0 bene che le anime incomincino a pensare da s\u00e9 alla propria salvezza.<\/p>\n<p>Umanamente parlando, c&#8217;\u00e8 da essere tristi e scoraggiati. Ma n\u00e9 tristezza, n\u00e9 scoraggiamento devono accompagnarci a lungo: come sulla strada di Emmaus, Ges\u00f9 \u00e8 qui accanto a noi, anche se non lo vediamo, perch\u00e9 i nostri occhi non sono capaci di riconoscerlo. Del resto, lo ha promesso: <em>Ed ecco, io sono con voi ogni giorno, sino ala fine del mondo<\/em>: Lui, il solo degno di fiducia; il solo che non mente, che non pu\u00f2 mentire, perch\u00e9 \u00e8 Lui stesso la Verit\u00e0, la Via e la Vita. Di che mai dovremmo aver paura, se Lui \u00e8 accanto a noi? Possono mentire e ingannare gli uomini, compresi i pastori: i quali in realt\u00e0 non sono veri pastori, bens\u00ec mercenari, ai quali non importa nulla delle pecore, perch\u00e9 pensano solo alla paga. Non \u00e8 tempo di scoraggiamento, questo, ma di grazia: perch\u00e9 ove pi\u00f9 dura \u00e8 la prova, l\u00ec abbonda la grazia. L&#8217;importante \u00e8 che possiamo dire, quando verr\u00e0 la nostra ora (<em>2 Timoteo<\/em>, 4, 7): <em>Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora \u00e8 venuto il turno del vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, monsignor Massimo Camisasca, che ha deciso di partecipare alla veglia antiomofobia organizzata da don Palo Cugini,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107,109,119],"class_list":["post-29382","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-dottrina"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29382"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29382\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}