{"id":29374,"date":"2018-01-15T07:56:00","date_gmt":"2018-01-15T07:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/15\/undicesimo-comandamento-venga-linvasione\/"},"modified":"2018-01-15T07:56:00","modified_gmt":"2018-01-15T07:56:00","slug":"undicesimo-comandamento-venga-linvasione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/15\/undicesimo-comandamento-venga-linvasione\/","title":{"rendered":"Undicesimo comandamento: venga l&#8217;invasione"},"content":{"rendered":"<p>Finalmente ha parlato del peccato. Non lo fa mai, e alcuni milione di cattolici cominciavano a dubitare che proprio la parola peccato non esistesse nel suo vocabolario. ma ieri il (falso) papa Bergoglio, nella sua omelia dalla Basilica Vaticana del 14 gennaio 2018, Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, finalmente ha parlato del peccato e, nello stesso tempo, ha ufficializzato l&#8217;undicesimo comandamento: acconsenti all&#8217;invasione della tua patria, allo snaturamento della tua terra, alla sommersione della religione cattolica da parte di milioni d&#8217;islamici. Lo ha fatto alla sua maniera, stravolgendo come al solito le Sacre Scritture, fino a piegarle al suo pensiero, come quando ha citato il &quot;Venite e vedete&quot; (<em>Gv<\/em>\u00a01,39) rivolto da Ges\u00f9 a due nuovi discepoli, che non c&#8217;entra assolutamente nulla n\u00e9 coi migranti, n\u00e9 con l&#8217;accoglienza, ma tanto, chi se ne frega?, quel che conta \u00e8 il Bergoglio-pensiero, mica quel che ha detto, duemila anni fa, un certo Ges\u00f9 Cristo (e chiss\u00e0 cosa ha detto, poi, in realt\u00e0, come osserva con straordinaria sagacia padre Sosa Abascal, il generale dei gesuiti: mica c&#8217;erano i registratori, a quei tempi!). E non ha risparmiato neppure assurdit\u00e0 di tipo strettamente logico, come nel passaggio in cui ha detto:\u00a0<\/p>\n<p><em>Non \u00e8 facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone cos\u00ec diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze. E cos\u00ec&#8217; spesso rinunciamo all&#8217;incontro con l&#8217;altro e alziamo barriere per difenderci. Le comunit\u00e0 locali, a volte, hanno paura che i nuovi arrivati disturbino l&#8217;ordine costituito, &quot;rubino&quot; qualcosa di quanto si \u00e8 faticosamente costruito. Anche i nuovi arrivati hanno delle paure: temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento. Queste paure sono legittime, fondate su dubbi pienamente comprensibili da un put di vista umano, Avere dubbi e timori non \u00e8 un peccato,. Il peccato \u00e8 lasciare che queste paure determinino le nostre rispose, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosit\u00e0, alimentino l&#8217;odio e il rifiuto. Il peccato \u00e8 rinunciare all&#8217;incontro con l&#8217;altro, all&#8217;incontro con il diverso, all&#8217;incontro con il prossimo, che di fatto \u00e8 un&#8217;occasione privilegiata di incontro con il Signore.<\/em><\/p>\n<p>Dopo aver equiparato le paure di chi vede invadere la propria terra e le proprie citt\u00e0, tutti i santi giorni, da vent&#8217;anni a questa parte, ad opera di centinaia e migliaia di stranieri, molti dei quali si danno a delinquere subito dopo essere stati accolti, vestiti e sfamati, con quelle degli invasori, i quali, poveretti, non sanno come verranno accolti, il falso papa ha finalmente parlato del peccato. Lo ha fatto per dire che nutrire simili paure non \u00e8 peccato, ma lo \u00e8 lasciare che esse influenzino le nostre scelte e i nostri comportamenti. E ci\u00f2 dopo aver ammesso che\u00a0<em>queste paure sono legittime, fondate su dubbi pienamente comprensibili da un punto di vista umano.<\/em>\u00a0Dunque, vediamo un po&#8217;: se qualcuno ci spinge a forza dentro la gabbia dei leoni e delle tigri, \u00e8 comprensibile che noi abbiamo paura, e questa paura non \u00e8 peccato; ma diventa peccato se permettiamo ad essa si spingerci a fuggire il pi\u00f9 fretta possibile, oppure se ci impedisce di fare una carezza ai leoni e di tirare amichevolmente la coda alle tigri. Certo, certo: \u00e8 perfettamente logico, non fa una grinza. Ma vediamo ancora meglio. Bergoglio si prendere il disturbo di precisare, bont\u00e0 sua, che le nostre paure (e quelle dei migranti! ma voi li vedete impauriti, quando arrivano nei centri di accoglienza, scaraventano il cibo per terra perch\u00e9 non \u00e8 di loro gradimento, o fanno marce di protesta perch\u00e9 volevano andare in albergo e non in una misera ex caserma?), sono pienamente comprensibili da un punto di vista umano. E qui, lo confessiamo, per un istante ci si \u00e8 aperto il cuore: stava per parlare del soprannaturale, finalmente! Per una volta, non avrebbe fatto una tirata esclusivamente politica, ma avrebbe introdotto un sia pur minimo soffio di spiritualit\u00e0. Avrebbe detto che queste paure sono pienamente comprensibili <em>da un punto di vista umano<\/em>, ma il cristiano \u00e8 un signore che, quando si trova in difficolt\u00e0 sul piano umano, domanda aiuto a Dio, con la preghiera, la penitenza, la conversione, e Dio lo aiuta, lo consiglia e lo consola.. Non lo aiuta necessariamente sul piano materiale, non gli fa trovare le banconote sotto il tappeto, n\u00e9 guarisce tutti i malati, i ciechi e gli storpi che si rivolgono a Lui, ma lo fa sul piano soprannaturale, quello della grazia. Dunque, Bergoglio avrebbe detto, finalmente, che il cristiano, con l&#8217;aiuto della grazia, pu\u00f2 vincere tutte le sue paure &#8211; tutte, e non solo quelle del\u00a0<em>politically correct<\/em>\u00a0del repertorio della neochiesa progressista, sempre pi\u00f9 monotono e ossessivo &#8211; e tutte le sue tentazioni, cercando e trovando nella grazia divina le risorse di cui ha bisogno, naturalmente dopo essersi messo in pace con Dio mediante la purificazione dei suoi peccati. E invece no. Niente soprannaturale, niente grazia, niente aiuto divino. Il protagonista \u00e8 sempre l&#8217;uomo, solo l&#8217;uomo e nessun altri che l&#8217;uomo. L&#8217;uomo che, nel migrante, incontra il Signore: ma \u00e8 lui che lo incontra, \u00e8 lui che agisce, \u00e8 lui che trova le risposte. Dio non c&#8217;\u00e8, non serve, non si fa neanche vedere. La vita soprannaturale, la vita di grazia, nemmeno quella si vede o si sente nominare. Logico: il (falso) papa non \u00e8 uso parlare del peccato, se non in questa occasione, quando ha detto che aver paura, e lasciare che la paura impedisca l&#8217;accoglienza dei migranti, cio\u00e8 degli invasori che a milioni, un poco alla volta, stanno sommergendo la nazione italiana e la civilt\u00e0 italiana, tutto questo \u00e8 il peccato. Un peccato di nuovo genere, un peccato che riguarda la sola sfera del politico: perch\u00e9 &#8211; i neopreti e i neoteologi lo sanno bene, anche se fanno finta di non capirlo &#8211; negare soccorso a uno straniero in difficolt\u00e0, \u00e8 sicuramente un peccato; ma negare a milioni di stranieri, appositamente spinti sulle nostre spiagge da un piano mondiale criminale, finanziato da Soros e dallo sceicco del Qatar, per conquistare e islamizzare l&#8217;Europa, \u00e8 un atto politico, pienamente legittimo e giustificato. Il\u00a0peccato \u00e8 un violazione della legge divina che offende Dio, ma Dio non ha mai ordinato ad alcun popolo di lasciarsi invadere con la scusa della misericordia e dell&#8217;accoglienza. Al contrario: tutta la\u00a0<em>Bibbia<\/em>\u00a0\u00e8 la storia di un Dio che sceglie il suo popolo e gli raccomanda di preservarsi incontaminato, specialmente sul piano religioso. Ed \u00e8 vero che nel Nuovo Testamento Ges\u00f9 spezza questo esclusivismo; ma la neochiesa non \u00e8 forse fermamente convinta che l&#8217;Antica Alleanza \u00e8 sempre valida, e quindi che la concezione della storia da parte del popolo d&#8217;Israele \u00e8 pienamente legittimata da Dio? E non \u00e8 strano che, mentre in Occidente tutti, ma proprio tutti, la neochiesa e il (falso) papa in testa, esortano, prescrivono, ordinano il dovere dell&#8217;accoglienza, lasciando intravedere le fiamme dell&#8217;inferno per chi non \u00e8 d&#8217;accordo (perch\u00e9 i peccato impenitenti, secondo la dottrina cattolica, vanno all&#8217;inferno), il popolo d&#8217;Israele \u00e8 il solo che preserva gelosamente la propria purezza; e che, mentre in tutti gli altri popoli, i matrimoni misti sono sempre pi\u00f9 frequenti, ci\u00f2 non accade per\u00a0<em>i nostri fratelli maggiori<\/em>, gli ebrei, come ,i chiamava Giovanni Paolo II?<\/p>\n<p>Comunque, ora almeno sappiamo che\u00a0 Bergoglio possiede la nozione del peccato; finora ne aveva parlato poco o niente, perch\u00e9 teneva l&#8217;asso per il gran finale; ora lo ha gettato sulla tavola: il peccato \u00e8 dire no all&#8217;invasione dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa e della cristianit\u00e0. Questa \u00e8 la cattiva notizia, perch\u00e9 fa di noi dei peccatori; dei peccatori particolarmente coriacei e abominevoli, visto che non eravamo neppure sfiorati dalla coscienza di essere tali. La buona notizia \u00e8 che, a giudicare dal modo e dal contesto in cui Bergoglio adopera l&#8217;espressione, si direbbe proprio che non si tratti di un peccato nel senso cattolico del termine: pi\u00f9 che di una offesa fatta a Dio, pare si tratti di una offesa fatta a lui, El Papa, e alla sua degna neochiesa. Insomma, una cosa tutta umana. E come uomo, il papa \u00e8 simile a qualunque altro essere umano: pu\u00f2 sbagliare, pu\u00f2 dire fesserie, pu\u00f2 perfino prestarsi a dei tenebrosi disegni anticristiani di portata globale. Ed \u00e8 lui stesso che si pione costantemente sul livello umano, che pone tutte le sue omelie, tutti i suoi discorsi, tutte le sue azioni sul livello puramente umano. Dunque, sul piano umano, lui la pensi come gli pare, e noi siamo liberissimi di pensarla in altro modo. Non \u00e8 in gioco l&#8217;amore del prossimo. L&#8217;amore del prossimo \u00e8 un&#8217;altra cosa. E, a proposito: amore del prossimo sarebbe stato anche agire in altro modo coi Francescani e le Francescane dell&#8217;Immacolata. Sarebbe stato rispondere ai\u00a0<em>dubia<\/em>\u00a0dei quattro cardinali, o almeno concedere loro, come avevano chiesto, una udienza provata; e non lasciare che due morissero, di crepacuore, senza aver avuto nemmeno un cenno di riscontro. Amore del prossimo sarebbe stato anche rispondere alle lettera di quella madre cattolica, una donna qualsiasi, che gli ha scritto, angosciata, di non riconoscesi pi\u00f9, come cattolica, nelle sue parole, nei suoi gesti, nel suo modo di essere il capo dei cattolici. Amore del prossimo sarebbe stato anche astenersi al ferire i sentimenti di milioni di persone, chiamando Ges\u00f9\u00a0<em>serpente, diavolo, brutto che fa schifo<\/em>, e asserendo che<em>\u00a0fa un po&#8217; lo scemo<\/em>. Amore del prossimo sarebbe anche avere rispetto, delicatezza, sollecitudine per le pecorelle del suo gregge, oltre che per quelle del gregge di Maometto, del gregge di Mos\u00e8, del gregge di Budda e del gregge di Pannella. Ma lui, l&#8217;argentino ipocrita e arrogante, il tiranno che caccia tutti quelli che lo criticano e va sempre a caccia di applausi e di consensi presso gli adulatori, l&#8217;amore del prossimo non sa cosa sia. Se lo sapesse, non parlerebbe come parla e non agirebbe come agisce.\u00a0<\/p>\n<p>Ma Bergoglio, Sosa, Paglia non conoscono l&#8217;amore cristiano del prossimo, che \u00e8 amore disinteressato, fatto di benevolenza e di sincero desiderio del bene altrui; conoscono solo l&#8217;amore ideologico &quot;degli ultimi&quot;, che interpretano secondo categorie politiche di sinistra, come una lotta di classe fatta in nome del\u00a0<em>Vangelo<\/em>\u00a0anzich\u00e9 del<em>\u00a0Capitale<\/em>: categorie rigide e astratte, per cui il migrante \u00e8 sempre e solo una povera vittima, e l&#8217;europeo che non ci sta a lasciarsi invadere, \u00e8 sempre e solo un egoista e un razzista; e spingono il loro furore ideologico (proprio loro, che criticano la dottrina cattolica ridotta a &quot;ideologia&quot;) fino al limite dell&#8217;assurdo, cio\u00e8 fino a negare, come fa Bergoglio, che un terrorismo islamico esista. L&#8217;amore cristiano desidera innanzitutto il bene altrui, il bene della sua anima. Ci si potrebbe chiedere, pertanto, se il bene di tutte quelle persone che si trasferiscono in Europa, in quelle forme disperate, abbandonando le loro case e le loro famiglie, sia davvero il loro bene. E se il bene di chi li deve accogliere, a cominciare dalle fasce sociali pi\u00f9 svantaggiate, quelle che condividono coi nuovi arrivati i quartieri-dormitorio e le periferie degradate, sia quello di accoglierli <em>come angeli mandati dal Signore<\/em>, secondo le precise parole di monsignor Lauro Tisi, vescovo di Trento, nella omelia santa Messa il giorno dell&#8217;Epifania. Ma per amare in senso cristiano, bisogna prima aver rinunciato al proprio io egoista, che vuol sempre mettersi al centro di tutto, che vorrebbe riconoscimenti e consensi, che \u00e8 bramoso di applausi e di popolarit\u00e0. Diversamente, non \u00e8 l&#8217;amore cristiano quello che si rivolge al prossimo, ma l&#8217;amor di se stessi, mascherato da amore del prossimo. E, di fatto, quando parlano dall&#8217;altare, questi neopreti non trasmettono mai il respiro di Dio, la trascendenza di Dio, l&#8217;amore di Dio: il loro sguardo non s&#8217;illumina della luce di Dio, ma s&#8217;intorbida con le passioni che li agitano, tutte umane: non \u00e8 pi\u00f9 il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo che essi predicano, ma il vangelo di don Fredo Olivero che non ha pi\u00f9 la fede, o di don Paolo Farinella che abolisce,\u00a0<em>motu proprio<\/em>, la santa Messa di Natale &quot;per rispetto dei migranti&quot;. Ed \u00e8 il vangelo (sempre con la minuscola) di tutti quei neopreti che hanno allestito in chiesa dei presepi inopportuni, impropri, qualche volta sacrileghi, in omaggio alle idee della neochiesa sul dialogo, il pluralismo, l&#8217;accoglienza, eccetera. Ne abbiamo visti di tutti i colori, anche presepi con uomini nudi che alludono all&#8217;ipoteca del mondo LGBT sulla Chiesa stessa, da cui vuole un riconoscimento; e fino al canto del\u00a0<em>muezzin<\/em>\u00a0che s&#8217;innalza sui fedeli, venuti ad ammirare un presepio vivente (cattolico, fino a prova contraria). Quest&#8217;ultima eccentricit\u00e0, chiamiamola, cos\u00ec, \u00e8 accaduta a pochi chilometri da noi, sempre nel clima &quot;festoso&quot; e &quot;aperto&quot; inaugurato da Bergoglio, che ne porta la responsabilit\u00e0; a dispetto del fatto che il profeta Maometto \u00e8 venuto al mondo quasi sei secoli dopo Ges\u00f9, quindi (a non voler fare considerazioni d&#8217;altro genere) quel\u00a0<em>muezzin<\/em>\u00a0che recita le <em>sure<\/em> del\u00a0<em>Corano<\/em>\u00a0sulla capanna della Sacra Famiglia ci sta come i cavoli a merenda. N\u00e9\u00a0sono mancati i &quot;presepi&quot; affollati di prostitute, ladri e transessuali, come piace a monsignor Paglia, a giudicare dall&#8217;affresco che ha commissionato nel duomo di Terni, quand&#8217;era vescovo di quella citt\u00e0: sempre col pretesto che neanche Ges\u00f9 disdegnava i peccatori. Il che \u00e8 vero,\u00a0verissimo; cos\u00ec come \u00e8 vero che lo faceva per le ragioni diametralmente opposte a quelle del neoclero, cio\u00e8 per convertirli e spingerli a cambiar vita, a uscire dal peccato e ritornare a Dio; non certo per approvare i loro peccati o per celebrare il loro modo di vivere moralmente disordinato.<\/p>\n<p>Questo Natale del 2018, tanto celebrato dai cortigiani del (falso) papa Bergoglio come il pi\u00f9 <em>evangelico<\/em> e <em>francescano<\/em> di tutti, \u00e8 stato, a nostro parare, il pi\u00f9 disastroso nella storia della Chiesa. Mai, crediamo, vi sono stati tanto sconcerto, tanta tristezza, tanta desolazione nel cuore dei cattolici. E mai abbiamo visto tanti amici andarsene via, sconsolati, lontano da una chiesa che non \u00e8 pi\u00f9 la Chiesa di Cristo, riscaldata dal suo Cuore misericordioso e illuminata dai doni soprannaturali della grazia e che somiglia invece sempre pi\u00f9 alla sinagoga di satana. Ma guai ai seminatori di scandali&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente ha parlato del peccato. 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