{"id":29371,"date":"2017-02-28T11:15:00","date_gmt":"2017-02-28T11:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/28\/una-vergine-un-legno-e-la-morte-e-tutto-qui\/"},"modified":"2017-02-28T11:15:00","modified_gmt":"2017-02-28T11:15:00","slug":"una-vergine-un-legno-e-la-morte-e-tutto-qui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/28\/una-vergine-un-legno-e-la-morte-e-tutto-qui\/","title":{"rendered":"Una vergine, un legno e la morte: \u00e8 tutto qui"},"content":{"rendered":"<p>La Croce, il Crocifisso, sono il simbolo del cristianesimo: ma perch\u00e9? Quanti cattolici se lo domandano, quanti lo hanno ben chiaro?<\/p>\n<p>Di questi tempi, tempi di edonismo e di materialismo imperanti, la Croce, diciamolo pure, d\u00e0 un po&#8217; fastidio, fa un po&#8217; ribrezzo, perfino a molti sedicenti cattolici, perch\u00e9 ricorda loro la sofferenza e la morte, due cose delle quali nessuno vuol parlare; due cose che sono diventate tab\u00f9, perch\u00e9 l&#8217;uomo vorrebbe essere il piccolo dio di se stesso e non gli va di ammettere che sulla sofferenza ha poco potere, e sulla morte non ne ha nessuno.<\/p>\n<p>E d&#8217;altra parte, \u00e8 proprio vero che la Croce \u00e8 il simbolo della sofferenza e della morte, come comunemente e istintivamente si \u00e8 portati a pensare? In realt\u00e0, s\u00ec e no. S\u00ec, in senso materiale; no, in senso spirituale. Perch\u00e9, per il cristiano, da quella sofferenza \u00e8 venuta la salvezza, e da quella morte \u00e8 venuta la redenzione. Ma <em>quella<\/em> sofferenza e <em>quella<\/em> morte non sono la <em>nostra<\/em> sofferenza e la <em>nostra<\/em> morte: sono la sofferenza e la morte di Cristo, cio\u00e8 un evento soprannaturale che \u00e8 anche un <em>fatto storico<\/em>, a cui noi non abbiamo partecipato, ma del quale abbiamo ricavato i benefici spirituali. Dal sangue di Cristo \u00e8 venuto il nostro riscatto: Lui ha sofferto da solo, ha preso su di s\u00e9 le nostre colpe, passate, presenti e future; e cos\u00ec, soffrendo e morendo per amor nostro, le ha trasformate in sorgente di vita eterna. Ha sconfitto il peccato, il diavolo e la morte; ed \u00e8 per noi che ha riportato queste vittorie. Lo ha fatto per amor nostro, al posto nostro, e ha potuto farlo perch\u00e9 si \u00e8 totalmente uniformato alla volont\u00e0 del Padre: in tal modo, ha mostrato anche a noi la strada che dobbiamo percorrere, se vogliano essere suoi seguaci e figli del Padre.<\/p>\n<p>Il cristiano, quindi, e specialmente il cattolico, dovrebbe andare fiero della Croce e vedere in essa non un oggetto di tristezza, ma un simbolo di vittoria: perch\u00e9 Cristo \u00e8 venuto a insegnarci che non c&#8217;\u00e8 altro mezzo, per sconfiggere il male e il peccato, che assumere la croce su di s\u00e9, rinnegare se stessi e fare la volont\u00e0 del Padre, senza ribellarsi, e rispondendo al male col bene, all&#8217;odio con l&#8217;amore, fino al totale sacrificio di s\u00e9. Perch\u00e9 nel sacrificio totale di s\u00e9 avviene il prodigio: l&#8217;adozione a figli di Dio e la partecipazione degli uomini alla vita divina. Ges\u00f9 \u00e8 morto per noi, ma noi non possiamo e non dobbiamo dormire sugli allori che Lui ha conquistato; noi siamo chiamati a imitarne l&#8217;esempio, a fare come Lui ha fatto, a divenire degni di essere chiamati figli di Dio, comportandoci come figli e non come ribelli ed ingrati, non come fecero i vignaioli omicidi della parabola evangelica.<\/p>\n<p>Ma partiamo dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio c&#8217;era la Creazione perfetta, uscita dalla mano sapiente di Dio; c&#8217;erano Adamo ed Eva, capostipiti dell&#8217;umanit\u00e0, posti nel Paradiso terrestre, ossia in una condizione di piena confidenza e amicizia con Dio e con la natura tutta. Ancor prima della creazione dell&#8217;universo materiale, per\u00f2, c&#8217;era stata la creazione delle cose spirituali, dei cori angelici: e gi\u00e0 in essa si era verificato un evento drammatico, la ribellione di alcuni di essi. Il diavolo esiste; non \u00e8 un mito, o una leggenda: \u00e8 il principe degli angeli ribelli, il quale, avendo perduto per sempre le altezze del Paradiso, trama instancabilmente per rovinare l&#8217;opera di Dio. Il diavolo ha tentato una vergine, Eva, e l&#8217;ha spinta a indurre in peccato anche Adamo: con ci\u00f2, ha riportato una vittoria parziale, ma importantissima, contro le forze del bene. Per ristabilire il predominio del bene sul male, le capacit\u00e0 umane &#8212; dell&#8217;umanit\u00e0 decaduta dopo il Peccato originale; quando gi\u00e0 non erano bastate quelle dell&#8217;umanit\u00e0 innocente delle origini &#8212; non erano sufficienti: era perci\u00f2 necessario un diretto intervento di Dio, il pi\u00f9 radicale, il pi\u00f9 misterioso, il pi\u00f9 sublime che sia dato immaginare; quello, per intenderci, per cui i cristiani furono detti sacrileghi dai Giudei, e pazzi dai pagani: l&#8217;Incarnazione del Verbo. Assumendo su di s\u00e9 anche la natura umana, e calandosi in essa, il Figlio di Dio, e Dio Egli stesso, ha ripreso la battaglia l\u00e0 dove il diavolo aveva vinto, e ne ha capovolte le sorti, vincendolo. E, per vincerlo, non vi era altro modo che mostrare agli uomini la via della giustizia, facendo in tutto la volont\u00e0 del Padre: fino al sacrifico estremo di s\u00e9, sulla Croce. Coloro i quali congetturano &#8211; e ve ne sono persino tra i cosiddetti cristiani &#8211; che la Crocefissione sia stata un evento accidentale, che si sarebbe potuta evitare, e che Ges\u00f9 non l&#8217;ha cercata n\u00e9 voluta, ma l&#8217;ha soltanto subita, sono completamente fuori strada e non hanno capito assolutamente nulla del cristianesimo. Cos\u00ec come, con rispetto parlando, non aveva capito nulla quel sacerdote che una volta, dal pulpito, durante l&#8217;omelia, disse ai fedeli: <em>Se fosse per me, farei togliere dalle chiese tutte le Croci e i Crocifissi, simboli di tristezza e di sconfitta, e li sostituirei altrettante immagini del Risorto, che trasmettono gioia e fiducia.<\/em> Discorso erroneo, patetico e sconclusionato, di scandalo per i fedeli: primo, perch\u00e9, senza la Crocefissione, non vi sarebbe stata la Resurrezione, e quindi la Redenzione dell&#8217;umanit\u00e0 peccatrice; secondo, perch\u00e9 pu\u00f2 farlo solo chi, come gli apostoli quando Ges\u00f9 venne arrestato, processato e condannato, e ne restarono scandalizzati, vede nella Croce la sconfitta e l&#8217;umiliazione del Figlio di Dio, e non il passaggio necessario per la sua vittoria; terzo, perch\u00e9 anteponendo la gloria del Risorto alla sua Passione, ripete l&#8217;incredulit\u00e0 di Tommaso: \u00e8 troppo facile credere in Ges\u00f9 risorto, <em>dopo che \u00e8 risorto<\/em>; bisogna credere che Ges\u00f9 risorger\u00e0, mentre ancora sta soffrendo e sta morendo sulla Croce.<\/p>\n<p>Dunque: da una vergine \u00e8 venuta la disobbedienza a Dio (<em>diverremo simili a Lui<\/em>, da una vergine \u00e8 venuta l&#8217;obbedienza perfetta (<em>sia fatto di me secondo la Sua volont\u00e0<\/em>); da un legno \u00e8 venuta la vittoria <em>del<\/em> diavolo, da un legno \u00e8 venuta la vittoria <em>sul<\/em> diavolo; la morte per tutta l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 stata l&#8217;effetto della vittoria del diavolo, la resurrezione futura dei corpi \u00e8 stata l&#8217;effetto della vittoria di Cristo. Il legno della morte si \u00e8 trasformato nel legno della vita; e la donna che ha lasciato il suo peccato in eredit\u00e0 a tutto il genere umano \u00e8 stata sostituita dalla donna che si \u00e8 fatta strumento di salvezza per tutti: l&#8217;una ha scelto la via dell&#8217;ego, ha voluto essere da pi\u00f9 di ci\u00f2 che era, ha voluto eccedere il proprio statuto ontologico, l&#8217;altra ha accettato di farsi niente nelle mani di Dio, di essere disonorata agli occhi degli uomini, di rinunciare ad ogni suo progetto di umana felicit\u00e0, anche legittimo, per farsi guidare interamene da Dio. La Redenzione degli uomini viene da Cristo e solo da Cristo; tuttavia, non vi sarebbe stata la Redenzione se Dio non avesse trovato una creatura umana tanto umile e tanto grande da rispondere: <em>Fiat<\/em> all&#8217;annunciazione dell&#8217;Angelo. In questo senso, \u00e8 giusto chiamare Maria non solo con l&#8217;appellativo di Madre di Dio, ma anche con quello di Corredentrice dell&#8217;umanit\u00e0. \u00c8 stato quel <em>Fiat<\/em> che ha dischiuso all&#8217;umanit\u00e0 peccatrice una rinnovata speranza di salvezza.<\/p>\n<p>San Giovanni Crisostomo (letteralmente: <em>bocca d&#8217;oro<\/em>), patriarca di Costantinopoli e dottore della Chiesa, in una delle sue celeberrime omelie, istituiva questa magnifica similitudine fra la vergine, il legno e la morte, prima e dopo il Peccato originale, prima e dopo il mistero dell&#8217;Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione del Verbo (da Il <em>cimitero e la croce<\/em>, 2; PG 49 396; cit. nel volume: <em>In preghiera con Maria, la Madre di Ges\u00f9<\/em>, a cura della C.E.I., Comitato Nazionale per l&#8217;Anno Mariano, Libreria Editrice Vaticana, 1987, pp. 28-29):<\/p>\n<p><em>Hai visto l&#8217;ammirabile vittoria? Hai visto la nobili sima impresa della croce? Potr\u00f2 mai dirti qualcosa di meraviglioso? Considera il modo in cui hai vinto e resterai ancora pi\u00f9 ammirato. Cristo infatti ha vinto il diavolo con gli stessi mezzi con cui aveva ottenuto vittoria il diavolo. Lo sbaragli\u00f2 con le stesse armi usate da lui. Senti in che modo.<\/em><\/p>\n<p><em>Una vergine, un legno e la morte furono i simboli della nostra sconfitta. La vergine era Eva, non aveva infatti ancora coabitato col marito. Il legno era l&#8217;albero. La morte la pena di Adamo. Ma ecco ancora una vergine, un legno e la morte, gi\u00e0 simboli della sconfitta, diventare ora simboli della sua vittoria. Infatti al posto di Eva c&#8217;\u00e8 Maria, al posto dell&#8217;albero della scienza del bene e del male c&#8217;\u00e8 l&#8217;albero della croce, al posto della morte di Adamo la morte di Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>Vedi come colui che aveva vinto viene ora sconfitto con gli stessi suoi mezzi? Presso l&#8217;albero il diavolo abbatt\u00e9 Adamo, presso l&#8217;albero Cristo sconfisse il diavolo. E quell&#8217;albero mandava all&#8217;inferno, questo invece richiama dall&#8217;inferno anche coloro che vi erano gi\u00e0 scesi. Inoltre un altro albero nasconde l&#8217;uomo vinto e nudo, questo invece innalza agli occhi di tutti il vincitore spoglio. E quella morte colp\u00ec tutti coloro che erano nati dopo di essa, questa morte invece risuscita anche coloro che erano nati prima di essa. &quot;Chi pu\u00f2 narrare i prodigi del Signore?&quot; (Sal 105,2). Siamo stati resi immortali da una morte: queste sono le gloriose imprese della croce.<\/em><\/p>\n<p><em>Hai compreso la vittoria? Hai capito il modo con cui hai vinto? Apprendi ora come questa vittoria fu riportata senza nostra fatica e sudore. Noi non abbiamo bagnato di sangue le armi, non siamo stati in battaglia, non siamo stati feriti, la battaglia non l&#8217;abbiamo nemmeno vista, eppure abbiamo riportato vittoria. Del Signore \u00e8 stato il combattimento, nostra la corona. Poich\u00e9 la vittoria \u00e8 anche nostra, imitiamo i soldati e, con voci di gioia, cantiamo oggi le lodi e l&#8217;inno della vittoria. Diciamo, lodando il Signore:&quot;La morte \u00e8 stata ingoiata per la vittoria. Dov&#8217;\u00e8, o morte, la tua vittoria? Dov&#8217;\u00e8, o morte, il tuo pungiglione?&quot; (1 Cor 15, 54-55; cfr Is 25,8; Os 13,14).<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto questo ci \u00e8 stato procurato dalla croce gloriosa: la croce, trofeo eretto sopra il demonio, arma contro il peccato, spada con cui Cristo ha trafitto il serpente; la croce volont\u00e0 del Padre, gloria dell&#8217;Unigenito, gaudio dello Spirito Santo, onore degli angeli, presidio della Chiesa, vanto di Paolo, difesa dei santi, luce di tutto il mondo.<\/em><\/p>\n<p>Una vergine, un legno e la morte: il Mistero del cristianesimo \u00e8 racchiuso in questo trinomio. \u00c8 come se Dio, nella Persona del Figlio, avesse dovuto, e voluto, rifare all&#8217;incontrario la strada della prima caduta dell&#8217;umanit\u00e0; \u00e8 come se avesse dovuto affrontare di nuovo lo stesso nemico che gi\u00e0 aveva interrotto i suoi piani, e avesse dovuto farlo sul suo stesso terreno. Il diavolo, nella prima battaglia, aveva dimostrato a Dio che la donna non era stata degna della fiducia di Lui, che aveva disprezzato i suoi doni e che aveva sobillato anche l&#8217;uomo alla disobbedienza contro di Lui; bisognava adesso che Dio trovasse una donna disposta ad annullarsi come persona, ad abbandonarsi a Lui senza fare domande, n\u00e9 porre condizioni, n\u00e9 attendersi vantaggi: una donna che riscattasse l&#8217;intera umanit\u00e0 e riaprisse all&#8217;intera umanit\u00e0 l&#8217;opera interrotta dal diavolo e dalla caduta di Eva (e Adamo), cio\u00e8 il rapporto amorevole e fiducioso fra l&#8217;uomo e il suo Creatore.<\/p>\n<p>Una volta che Maria ha detto: <em>S\u00ec<\/em> all&#8217;Angelo, il movimento della Redenzione \u00e8 incominciato. Ges\u00f9, vero Dio fattosi uomo, ha assunto su di s\u00e9 tutto il peso della condizione mortale e ha mostrato agli uomini come si possa vivere nell&#8217;amore e nel timore di Dio, mirando sempre a realizzare non la propria volont\u00e0, ma la Sua. Ha affrontato il diavolo fin dall&#8217;inizio, ancora in culla, quando Erode ha cercato di farlo morire. Poi lo ha affrontato nel deserto, al principio della sua missione, e lo ha respinto, affermando che a Dio solo si deve obbedire. Di nuovo se lo \u00e8 trovato davanti, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, nel corpo degli indemoniati che gli venivano condotti affinch\u00e9 li esorcizzasse, e che sempre lo riconoscevano, prima di essere da lui scacciati. Il diavolo si \u00e8 seduto alla sua stessa tavola, perfino durante l&#8217;Ultima Cena, allorch\u00e9 \u00e8 entrato in Giuda, e lo ha indotto a tradire il suo Maestro per trenta denari. Infine, nell&#8217;orto degli olivi, \u00e8 giunta la prova suprema: l&#8217;umana paura e l&#8217;angoscia per la sofferenza e la morte imminente; e di nuovo la vittoria di Cristo e la sconfitta del diavolo. Ai piedi di un albero Adamo \u00e8 stato vinto dal diavolo, ai piedi di un albero, trasformato nella santa Croce, il diavolo \u00e8 stato sconfitto da Cristo. Cristo ha vinto non fuggendo, non ribellandosi, ma accettando pienamente il suo destino, come l&#8217;ultimo dei malfattori, come il pi\u00f9 spregevole degli uomini, Lui che era il Giusto, Lui che era Dio. La sua morte sulla croce \u00e8 stata la vittoria apparente delle tenebre, ma da quella sconfitta apparente \u00e8 maturata la vittoria risolutiva della Resurrezione. Se Ges\u00f9 non fosse morto, pienamente sconfitto da un punto di vista umano, sulla Croce, non sarebbe scaturita la Resurrezione di salvezza per tutti gli uomini. Vincendo la morte, Cristo ha preparato la sconfitta futura, e questa volta definitiva, sulla morte e sul diavolo.<\/p>\n<p>Purtroppo molti cristiani sembrano essersi dimenticati, ai nostri giorni, che gli uomini sono stati riscattati dal potere della morte e del diavolo ad un prezzo carissimo, quello della sofferenza e del sangue di Cristo, versato nella Passione e sulla Croce; e sembrano essersi scordati che la santa Messa altro non \u00e8 che il rinnovarsi di quel sacrificio supremo, vero e reale (non simbolico, non solo commemorativo!) al quale anch&#8217;essi sono chiamati a partecipare, offrendo a Cristo le loro pene e le loro sofferenze, e accettando sino in fondo la volont\u00e0 di Dio, cos\u00ec come ci ha insegnato a fare il suo diletto Figlio Unigenito, con perfetta obbedienza e con amore incondizionato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Croce, il Crocifisso, sono il simbolo del cristianesimo: ma perch\u00e9? 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