{"id":29365,"date":"2019-06-29T01:46:00","date_gmt":"2019-06-29T01:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/29\/una-quantita-deccezioni-suggerisce-una-nuova-legge\/"},"modified":"2019-06-29T01:46:00","modified_gmt":"2019-06-29T01:46:00","slug":"una-quantita-deccezioni-suggerisce-una-nuova-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/29\/una-quantita-deccezioni-suggerisce-una-nuova-legge\/","title":{"rendered":"Una quantit\u00e0 d&#8217;eccezioni suggerisce una nuova legge"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un magnifico volume in lingua inglese, ben rilegato e riccamente illustrato, su uno scaffale della nostra libreria, <em>Ivan Sanderson&#8217;s Book of the Great Jungles<\/em> (<em>Il libro di Ivan Sanderson delle grandi foreste<\/em>), pubblicato a New York dall&#8217;editore Julian Messner e senza indicazione della data, in realt\u00e0 il 1965; l&#8217;autore \u00e8 uno studioso molto noto nei decenni centrali del XX secolo, il biologo Ivan Sanderson, che l&#8217;ha scritto con l&#8217;aiuto del saggista David Loth. \u00c8 un libro che mostra la seriet\u00e0 e la competenza dello specialista, ma anche la fantasia di chi sa guardare allo spettacolo della natura con stupore e autentica curiosit\u00e0, non con il paraocchi dello scienziato saccente che crede di saper gi\u00e0 tutto e di poter spiegare ogni cosa. Attraverso il mondo affascinante delle foreste tropicali, la descrizione delle piante e della vita degli animali, il lettore si sente coinvolto e quasi trasportato in una realt\u00e0 lontana, eppure anche vicina, perch\u00e9 parte di un grande tutto del quale anche noi siamo partecipi. E la bravura dell&#8217;Autore induce a riflettere su una verit\u00e0 di portata pi\u00f9 ampia riguardante la natura della scienza e l&#8217;indole degli scienziati.<\/p>\n<p>Esistono due generi di uomini di scienza: quelli che lo sono fino in fondo e quelli che lo sono a met\u00e0. I primi sanno pensare in grande, afferrano tutto l&#8217;insieme con un solo colpo d&#8217;occhio e poi si dedicano alla ricerca sulle singole parti, sulle singoli funzioni ed organismi, senza mai perdere di vista la relazione che esiste fra ciascuna specie e ciascun ambiente con il grande regno della natura. I secondi sono ordinati, precisi, meticolosi, ma non pensano in grande, anzi pensano solo in piccolo; sono bravi a riordinare, classificare, catalogare, fare singoli esperimenti, trovare elementi di conferma alle ipotesi altrui. Solo i primi mandano avanti la conoscenza della natura e ampliano l&#8217;orizzonte del sapere; i secondi, al contrario, tendono a restringere, delimitare, si scandalizzano facilmente per i procedimento non ortodossi, credono che il metodo sia tutto e hanno quasi orrore di tutto ci\u00f2 che sa di teoria non suffragata da prove certe ed evidenti. \u00c8 chiaro che non sanno o non ricordano che la scienza procede sempre per ipotesi e che ci\u00f2 che pareva impensabile in un primo tempo, si \u00e8 poi mostrato fecondo di scoperte e risultati. Il vero scienziato si stupisce avanti allo spettacolo della natura, non si lascia intimidire dagli schemi prestabiliti e non ha paura di spingersi oltre; non teme l&#8217;accusa di eresia, perch\u00e9 sa bene che ogni nuova ipotesi \u00e8 un&#8217;eresia, fino a quando non viene confermata da elementi di prova; ma sa che tali elementi non arriveranno mai se qualcuno non li andr\u00e0 a cercare, umilmente e pazientemente ma anche coraggiosamente. Se fosse per i piccoli scienziati che si promuovono da s\u00e9 custodi intransigenti dell&#8217;ortodossia la scienza non registrerebbe alcun progresso, non allargherebbe mai l&#8217;ambito delle conoscenze.<\/p>\n<p>Ivan T. Sanderson (1911-1973) \u00e8 stato un naturalista scozzese, divenuto cittadino americano, che apparteneva alla prima categoria di scienziati. Era uno che sapeva pensare in grande e che non aveva paura di affrontare l&#8217;ignoto. I suoi studi e le sue ricerche di biologia e zoologia lo avevano messo a confronto con fatti insoliti, fuori dagli schemi: resti di animali non classificati dalla scienza, voci sulla sopravvivenza di animali misteriosi in angoli remoti del pianeta, specie le grandi foreste tropicali. D&#8217;altra parte, di tanto in tanto la scienza ufficiale si prendeva il disturbo di convalidare simili stranezze. Chi avrebbe mai immaginato, ancora agli inizi del XX secolo, che le foreste dell&#8217;Africa nascondevamo animali ignoti di grossa taglia, come l&#8217;okapi o il gorilla di montagna? Eppure \u00e8 cos\u00ec. E chi avrebbe mai immaginato che nelle reti di una nave da pesca sarebbe finito un pesce preistorico come il Celacanto, creduto estinto da 390 milioni di anni, e questo nell&#8217;anno di grazia 1938? Eppure, anche questo \u00e8 accaduto. Sanderson era uno che non aveva paura delle critiche e non si lasciava smontare dall&#8217;ortodossia scientista: e se voci insistenti parlavano, ad esempio, di un <em>abominevole uomo delle nevi<\/em> vivente alle pendici dell&#8217;Himalaya, lui era uno che voleva andare in fondo ala cosa, e non si dava pace finch\u00e9 non era giunto a formulare una teoria verosimile, in attesa di riscontri e prove di fatto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Franco Ossola, un studioso di ufologia oggi pressoch\u00e9 scordato, riassumeva i tratti salienti della figura e dell&#8217;opera di Ivan T. Sanderson nel suo ricco e ben concepito <em>Dizionario enciclopedico di ufologia<\/em>, Milano, Siad Edizioni, 1981, vol. 2, pp. 729-730):<\/p>\n<p><em>Attivissimo, attento e soprattutto molto fantasioso, ma al tempo stesso concreto e sintetico, Sanderson pu\u00f2, a ben d&#8217;onde, essere considerato erede di Charles Fort, il primo ricercatore che si dedic\u00f2 a tempo pieno e con una eccezionale passione all&#8217;investigazione nei campi limite della ricerca umana. Biologo e zoologo, come detto, questo singolare autore non ha mai scordato, in qualsiasi momento della sua ricerca, questa sua estrazione culturale, considerando sempre ogni aspetto delle tematiche affrontate con un taglio prima di ogni cosa improntato fondamentalmente su queste discipline. Scrittore e pubblicista ha diretto per anni la rivista fortiana &quot;Analog&quot;, alla sua morte passata per qualche tempo sotto la guida di uno dei suoi pi\u00f9 sinceri e grandi amici, l&#8217;ufologo John Keel. Vera autorit\u00e0 nel campo dell&#8217;indagine sullo Yeti tibetano ed il Sasquatch nord americano e canadese, Sanderson ha raccolto sull&#8217;argomento una letteratura ed una serie di documentazioni veramente impressionante, meritandosi la fama del pi\u00f9 profondo conoscitore dell&#8217;enigma. Il suo libro, &quot;Abominable Snowman: Legend Come to Life&quot; (&quot;L&#8217;abominevole uomo delle nevi: la leggenda diventa realt\u00e0&quot;) \u00e8 un punto di riferimento imprescindibile in questo settore e pietra miliare a cui tutti i successivi indagatori non hanno potuto fare a meno di riferirsi. Per forza di cose e inevitabilmente, nel corso dei suoi studi e delle sue investigazioni Sanderson si \u00e8 imbattuto anche negli Ufo, le misteriose presenze che ogni tanto &#8212; proprio un po&#8217; come mostri e abominevoli uomini &#8212; fanno capolino nel nostro mondo ed incrociano la nostra realt\u00e0 terrestre. Specificatamente dedicato ad essi ha cos\u00ec scritto &quot;Uninvited Visitors&quot;, 1969 (tradotto in italiano con il titolo: &quot;Ufo: visitatori dal cosmo&quot;). In quest&#8217;opera &#8212; ancor oggi una delle pi\u00f9 acute e profonde dell&#8217;intera letteratura ufologica &#8212; egli affronta la problematica dei dischi volanti con una mentalit\u00e0 eccezionalmente aperta, considerando ogni sfumatura ed ogni possibile piega relativa al misterioso fenomeno. Mantenendosi coerente alla sua immagine del mondo di stampo biologico, Sanderson anche in questo campo si fa portavoce di una teoria alquanto insolita a giustificazione degli Ufo, la cosiddetta ipotesi biologica. Gli Ufo, per lui, potrebbero essere delle forme viventi pi\u00f9 o meno evolute, natie ed indigene dello spazio, oppure degli animali cosmici viventi nell&#8217;atmosfera oppure ancora una sorta di macchine-animali. Quindi met\u00e0 viventi e met\u00e0 inerti, costruite da qualche intelligenza remota che si guarda bene dall&#8217;avvicinarsi al nostro mondo e si accontenta di scrutarlo attentamente con l&#8217;invio di queste meravigliose macchine viventi. L&#8217;immagine di un cosmo vivente, pullulante di vita in ogni angolo ed in ogni sua manifestazione &#8212; esso stesso, nell&#8217;intera sua struttura pi\u00f9 o meno raffinata, vita allo stato puro &#8212; ha solleticato da sempre l&#8217;idea della realt\u00e0 e della natura dell&#8217;universo di questo singolare studioso. A questo proposito l&#8217;amico Keel prove quasi presentandolo ai suoi lettori: &quot;Sanderson \u00e8 un pensatore, biologo e zoologo alquanto originale. Egli afferma (andando un passo oltre a mio giudizio all&#8217;ipotesi dell&#8217;Inconscio Collettivo di Jung, che vede la realt\u00e0, immaginata sotto forma di un&#8217;infinita coscienza &#8212; che io chiamo Superspettro &#8212; dal punto di vista psicologico) che se l&#8217;inconscio esiste per forza di cose c&#8217;\u00e8 anche un rapporto magnetico per l&#8217;intero pianeta e che se questo inconscio cos\u00ec potente \u00e8 in grado di manipolare la nostra realt\u00e0 in modo indipendente, allora si pu\u00f2 affermare che questo mondo \u00e8, in verit\u00e0, un organismo vivente, dotato di una sua propria, personalizzata mente. Per sopravvivere ha bisogno di noi, uomini, che sotto questo punto di vista, siamo semplicemente delle cellule del suo grande corpo. Esso, quindi, deve nutrirci, deve badare a noi e curarci amorevolmente. Questo parallelo &#8212; identico all&#8217;immagine di una mente che regola e dirige le cellule del corpo a cui sovraintende &#8212; \u00e8 molto bello. Questa supermente ha il controllo su ciascuno di noi e pu\u00f2 indirizzare sia singolarmente che, in modo pi\u00f9 complesso, collettivamente, i nostri destini. E ci\u00f2 potrebbe anche riferirsi all&#8217;universo intero e a tutto ci\u00f2 che al suo interno viene contenuto. In quest&#8217;ottica persino fenomeni come gli Ufo assumerebbero un evidente risvolto biologico, e cio\u00e8 proprio quell&#8217;interpretazione che Sanderson intende attribuire al mondo, alla realt\u00e0 tutta. Egli, per\u00f2, in sostanza, non fa che parlare, anche senza accorgersene, di Dio&quot;. Quest&#8217;immagine biologica degli Ufo non \u00e8 del tutto originale n\u00e9 isolata nel contesto di considerazioni di studiosi ed appassionati (basti ricordare la teoria detta Wassilcko-Serecki e le speculazioni di John Bessor, atro sostenitore della biologicit\u00e0 del fenomeno), ci\u00f2 nonostante la formalizzazione di Sanderson, seppure mai canonica ed ufficializzata formalmente, costituisce forse per essa l&#8217;apporto pi\u00f9 significativo.<\/em><\/p>\n<p>Studiando gli animali delle foreste, Sanderson si imbatt\u00e9 in quel ramo della zoologia che oggi \u00e8 noto come criptozoologia, cio\u00e8 nel mistero degli animali elusivi, non classificati ufficialmente, e la cui esistenza \u00e8 tuttavia possibile, in quanto segnalati da singoli testimoni, talvolta da intere popolazioni, o dei quali si trovano, qua e l\u00e0, delle tracce o dei resti organici. E dallo studio degli animali misteriosi Sanderson \u00e8 passato, quasi naturalmente, allo studio dei fenomeni insoliti, primo fra tutti quello dei cosiddetti dischi volanti, che, come abbiamo visto, egli era propenso a considerare delle creature viventi e non dei semplici mezzi di trasporto, n\u00e9, tanto meno, delle semplici suggestioni. La sua ipotesi, frutto di anni di ricerche e non d&#8217;improvvisazione, era per\u00f2 tale da mettere in crisi tutta la concezione tradizionale della natura. Rifacendosi alle teorie di Charles Fort (1874-1932), egli era incline a vedere nella natura intera un unico organismo vivente, del quale i singoli esseri non sarebbero che le cellule, governate quindi da una super-mente che travalica, e di molto, le loro volont\u00e0 individuali. Ci\u00f2 equivale a porre in dubbio l&#8217;assolutezza dell&#8217;individuo, cos\u00ec come generalmente lo consideriamo: un essere finito e completo in se stesso, che ha in s\u00e9 le proprie leggi fisiologiche e il proprio dinamismo vitale, e che si pone in modo autonomo di fronte agli altri individui e all&#8217;ambiente nel suo insieme. Questa visione olistica ha, in effetti, dei punti di contatto con la visione panteista, perch\u00e9 la natura nel suo insieme viene a svolgere un ruolo simile quello che la religione attribuisce a Dio, laddove, s&#8217;intende, la religione non effettua una netta distinzione fra la trascendenza e l&#8217;immanenza, come avviene, ad esempio, nel buddismo. In questo senso, le speculazioni di Sanderson sulla natura degli UFO, e anche di altri fenomeni insoliti, come quelli classificati da Fort (piogge di sassi, di rane, di pesci; premonizione e chiaroveggenza; diagnosi di malattie senza l&#8217;ausilio di alcun esame clinico, come nel caso di Edgar Cayce, ma anche della mistica Natuzza Evolo; capacit\u00e0 di eseguire operazioni chirurgiche a mani nude, o con strumenti rudimentali e non sterilizzati (si pensi al caso assai celebre del brasiliano Roberto Arig\u00f2); fenomeni inspiegabili di autocombustione del corpo umano, molto rari ma assolutamente documentati; trasporto di cose o persone a migliaia di chilometro di distanza e in tempi rapidissimi, fenomeno anch&#8217;esso molto raro e tuttavia sicuramente autentico, almeno in alcuni casi. La mente di Sanderson era colpita da tante stranezze, da tante eccezioni alla regola, e da vero scienziato si domandava se per caso un filo rosso non unisca fatti cos\u00ec diversi e se non esista per essi una spiegazione complessiva, ci\u00f2 che ci costringerebbe a rivedere tutte le nostre idee sulla realt\u00e0 del mondo di cui siano parte. In altre parole, i piccoli scienziati e i divulgatori scientifici che si credono obbligati a sorridere di ogni ipotesi nuova, di fronte a simili stranezze voltano la testa dall&#8217;altra parte e fingono di non vederla; il loro desiderio pi\u00f9 profondo sarebbe quello di poter richiudere tutti quegli sportelli che hanno avuto la maleducazione di aprirsi senza chiedere il permesso, per tornare sotto la coperta rassicurante delle teorie gi\u00e0 accettate e dimostrate. Ma il vero scienziato, al contrario, vede in quei fatti strani altrettante finestre che si socchiudono su una realt\u00e0 pi\u00f9 vasta, su una dimensione inesplorata, che attende solo l&#8217;ingresso di un ricercatore abbastanza audace da non temere le critiche e neppure l&#8217;ombra del ridicolo, con la quale si cerca di bloccare sul nascere qualsiasi indagine non convenzionale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il punto \u00e8 questo: la scienza si basa sull&#8217;uso di metodi e strumenti convalidati dalla comunit\u00e0 scientifica; per\u00f2 \u00e8 intuitivo che, se esiste una spiegazione complessiva dei fatti naturali, compresi quelli attualmente inesplicabili, allora \u00e8 necessario ricorrere anche a strumenti e forme d&#8217;indagine diversi da quelli adoperati finora. Per fare un esempio: se i fantasmi esistono, non li si pu\u00f2 studiare con gli strumenti convenzionali della scienza; non si pu\u00f2 dar loro la caccia con le reti, come fa l&#8217;entomologo con le farfalle. E se la chiaroveggenza \u00e8 un fenomeno reale, lo si pu\u00f2 osservare mediante esperimenti, ma non lo si pu\u00f2 fotografare, o pesare, o misurare, anche e soprattutto perch\u00e9 quel che manca \u00e8 una spiegazione soddisfacente del fenomeno. Una mente curiosa ed intuitiva sospetta che fra i vari fenomeni della natura, quelli spiegati dalla scienza e quelli tuttora misteriosi, deve esistere un legame profondo ed organico; e che, se le eccezioni sono davvero cos\u00ec frequenti e cos\u00ec complesse, come le osservazioni imparziali sembrano suggerire, allora \u00e8 la nostra immagine del mondo che deve essere ridiscussa, non quei fatti, perch\u00e9 il vero scienziato non commette mai l&#8217;errore di dare torto ai fatti per non dover rimettere in discussioni le sue certezze. Ci sono pi\u00f9 cose fra il cielo e la terra di quante ne possa sognare tutta la nostra filosofia, suggerisce Shakespeare, in una celebre battuta dell&#8217;<em>Amleto<\/em>. Ed \u00e8 proprio cos\u00ec: per cui il vero scienziato deve esser molto, molto umile, per\u00f2, allo stesso tempo, deve possedere l&#8217;audacia e l&#8217;anticonformismo necessari per sfidare, se necessario, l&#8217;apparato della scienza accademica, che tende a cristallizzarsi sui risultati acquisti e a rifiutare il confronto coi fenomeni che non sa spiegare e che lo mettono a disagio, perch\u00e9 mostrano la natura instabile e provvisoria del suo sapere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un magnifico volume in lingua inglese, ben rilegato e riccamente illustrato, su uno scaffale della nostra libreria, Ivan Sanderson&#8217;s Book of the Great Jungles (Il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[92],"class_list":["post-29365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-zoologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-zoologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29365"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29365\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30135"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}