{"id":29364,"date":"2018-04-03T12:07:00","date_gmt":"2018-04-03T12:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/03\/una-promessa-e-per-sempre\/"},"modified":"2018-04-03T12:07:00","modified_gmt":"2018-04-03T12:07:00","slug":"una-promessa-e-per-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/03\/una-promessa-e-per-sempre\/","title":{"rendered":"Una promessa \u00e8 per sempre"},"content":{"rendered":"<p>24 agosto 1965, festa di san Bartolomeo apostolo: \u00e8 il santo patrono del minuscolo paese di Ronchiettis, frazione di Santa Maria la Longa: quella, per intenderci, dove Giuseppe Ungaretti compose la pi\u00f9 breve e densa poesia della letteratura italiana, nelle retrovie della Prima guerra mondiale: <em>M&#8217;illumino d&#8217;immenso<\/em>. A Roma, in quei giorni, una cospirazione di vescovi, e soprattutto di teologi massoni e modernisti, sta portando a compimento il suo capolavoro: attuare la rivoluzione nella Chiesa cattolica senza che i fedeli e il clero stesso se ne rendano conto, anzi, semmai convincendosi che si sta verificando un evento provvidenziale, voluto da Dio stesso: il rinnovamento della Chiesa e il suo abbraccio gioioso con il mondo moderno, con le sue speranze, coi suoi ideali. Dopo essersi sentiti nell&#8217;angolo per cos\u00ec tanto tempo, ora, per la prima volta, i cattolici assaporano il profumo intenso, inebriante, di essere al centro della storia, di esser divenuti parte indispensabile della societ\u00e0 e della vita pubblica. Se ne inebriano fino al punto di ubriacarsi, di perdere completamente la giusta direzione, di smarrire la propria identit\u00e0: ma, per il momento, non se ne rendono conto; semmai, si sentono pieni di euforia per una sensazione di vita, di forza, di apertura, quale mai essi avevano provato, n\u00e9 immaginato di poter provare.<\/p>\n<p>Ma in quest&#8217;angolo di Italia che quasi non \u00e8 veramente Italia, ma una specie di anticamera dell&#8217;Austria e della Mitteleuropa, in questa terra di confine, marginale, arretrata, povera ma fiera, abitata da gente laboriosa e solida come la roccia, ma fatalista e come rassegnata a un destino di eterna minorit\u00e0, in questa terra che \u00e8 ancora, e sia pure per pochi anni, una terra di emigranti, bench\u00e9 sorgano ovunque fabbriche e officine create praticamente dal nulla; in questa terra che ha dato alla Patria i migliori soldati, gli alpini che si sono coperti di gloria da un capo all&#8217;altro del mondo, e ha dato al mondo i migliori lavoratori, quelli che in pochi anni hanno tagliato l&#8217;istmo di Suez, costruito la ferrovia transiberiana e innalzato la diga di Kariba, nel cuore dell&#8217;Africa nera, al costo della vita di oltre cento connazionali: in questa terra ancora agricola, basata su una societ\u00e0 rurale, il progresso stenta ad arrivare, il <em>boom<\/em> economico \u00e8 giunto solo di scorcio e anche il vento di novit\u00e0 che soffia nella Chiesa si \u00e8 fatto sentire solo come un flebile venticello. Il clero friulano \u00e8 solido, inquadrato, tradizionale, tanto quanto la famiglia friulana, rispetto alla famiglia lombarda, o a quella piemontese, presenta ancora i caratteri di solidit\u00e0 e di prolificit\u00e0 che la qualificano come &quot;arcaica&quot;, cio\u00e8 non ancora toccata dai grandi mutamento sociali, culturali e antropologici della seconda met\u00e0 del Novecento. Questa \u00e8 la terra dei patriarchi di Aquileia; la terra da cui part\u00ec il missionario Odorico da Pordenone, e la terra ove nacque il cappuccino Marco d&#8217;Aviano, il famoso predicatore alla cui opera instancabile si deve, in gran parte, la salvezza dell&#8217;Europa, quando le formidabili armate ottomane assediavano Vienna, nel 1683, ed erano sul punto d&#8217;impadronirsene, islamizzando il cuore del nostro continente.<\/p>\n<p>Del nuovo &quot;spirito&quot; che soffia al Concilio Vaticano II, della &quot;svolta antropologica&quot; del gesuita Karl Rahner in teologia, poco o nulla sanno questi contadini che hanno indossato il vestito bello della domenica e ora si assiepano, per la solenne funzione, nella piccola ma elegante chiesa di San Bartolomeo, la cui fondazione risale al XVI secolo; questi contadini dalla pelle abbronzata e dalle mani callose, un po&#8217; goffi nelle loro camicie bianche, nei loro vestiti da festa e nelle loro scarpe di vernice. E nulla di nulla ne sa il bambino di otto anni che, nei giorni scorsi, insieme ad altri bambini e donne e ragazzi, ha lavorato a tagliare e incollare pazientemente centinaia di bandierine di carta colorata, triangolari, per la festa del santo patrono: bandierine che ora adornano la piccola piazza, partendo dall&#8217;antico pozzo situato di fronte alla chiesa e irraggiandosi verso i balconi e le terrazze delle case circostanti. Quel bambino non \u00e8 uno del posto, trascorre qui un periodo di vacanza e viene dalla citt\u00e0, parrocchia del duomo, dove, la domenica, \u00e8 abituato a servire la santa Messa, reggendo la navicella dell&#8217;incenso, perch\u00e9 \u00e8 ancora troppo piccolo per svolgere delle mansioni di maggiore responsabilit\u00e0. Nella sua tunica bianca sopra la veste nera, custodita nel grande armadio della sacrestia, ha servito a tante funzioni e assistito a numerosi Vespri, e ha da poco ricevuto la prima Comunione, dopo aver frequentato il catechismo con gli altri bambini della sua et\u00e0. In quegli anni, i primi anni Sessanta, sono davvero tanti i ragazzini che si offrono per servire la santa Messa, al punto che alcuni sono praticamente senza compiti da svolgere e si limitano a fare presenza. Segno di una frequenza massiccia alle pratiche religiose, cos\u00ec come, nei seminari, non si nota ancora per niente la crisi della vocazioni che, invece, bussa ormai alle porte, e che, di l\u00ec a poco, nel giro di qualche anno appena, li svuoter\u00e0 letteralmente, come se fosse passata una tempesta. E una tempesta \u00e8 giunta per davvero: il Concilio che, a Roma, sta facendo a pezzi secoli di tradizione e sta gettando la Chiesa su vie nuove, inesplorate, ambigue, dove molte cose luccicano e sfavillano, e ci vorr\u00e0 un bel po&#8217; di tempo per rendersi conto che non era solamente oro.<\/p>\n<p>Quel bambino, adesso, nella piccola chiesa affollata di contadini, donne, ragazzi &#8212; contadini che da poco hanno imparato a guidare il trattore, mentre sino a qualche anno fa aravano i campi come tutte le precedenti generazioni, con una robusta coppia di buoi &#8212; assiste alla santa Messa tridentina (la Messa <em>novus ordo<\/em> sarebbe arrivata solo quattro anni pi\u00f9 tardi), non come chierichetto, bens\u00ec mescolato alla folla, presso la porta, dopo essere entrato a fatica; e, mentre il sacerdote sta celebrando i sacri misteri e si prepara ad alzare l&#8217;Ostia verso il cielo, vede un raggio di sole entrare dalla finestra e posarsi sull&#8217;altar maggiore, indorando di luce tutto l&#8217;edificio e avvolgendo l&#8217;assemblea in un alone mistico, come non aveva mai visto. E forse proprio in quel momento &#8211; uno di quei momenti cos\u00ec preziosi che la coscienza neppure riesce a registrarli, ma se ne accorge poi, a distanza di anni, e si rende conto che allora era diventata adulta a sua insaputa &#8212; il bambino di otto anni intuisce, afferra il significato di quello che sta accadendo, del mistero abissale che si sta realizzando in mezzo a quella gente semplice, burbera, di poche parole e, purtroppo, di molte bestemmie, pi\u00f9 e meglio che al momento della prima Comunione nella vasta e solenne cattedrale cittadina: un mistero talmente prezioso, talmente glorioso, da essere pressoch\u00e9 indicibile, inesprimibile, specialmente da parte di chi lo accosta dall&#8217;esterno, con l&#8217;ingenua presunzione di giudicarlo senza farsi piccolo, senza accoglierlo con fede, da povera creatura di fronte alla maest\u00e0 sfolgorante del suo Creatore. E forse in quel momento, mentre il sacerdote sta recitando la sacra formula: <em>Hoc est enim corpus meum; hic est enim calix sanguinis mei, novi et aeterni testamenti; mysterium fidei: qui pro vobis et pro multis effundetur in remissionem peccatorum<\/em>, forse in quel preciso momento si sta formulando spontaneamente, nelle profondit\u00e0 della sua anima, una sacra promessa, una promessa per la vita, di quelle che nulla potr\u00e0 sciogliere, sino all&#8217;ultimo giorno del nostro pellegrinaggio terreno: <em>S\u00ec, o Signore; io sono tuo; io ti sar\u00f2 sempre fedele, qualsiasi cosa accada<\/em>. Non vi \u00e8 promessa pi\u00f9 sacra e pi\u00f9 solenne di quella che viene formulata negli anni dell&#8217;infanzia, allorch\u00e9 ogni cosa si accende dei colori incandescenti della prima scoperta; e non vi \u00e8 promessa pi\u00f9 tenace, pi\u00f9 ferma, pi\u00f9 incrollabile, di quella che viene formulata quando i livelli superiori della coscienza non se ne rendono conto, ma la parte pi\u00f9 profonda dell&#8217;anima, quella s\u00ec, quella lo sa, lo vuole, lo desidera con tutta se stessa, con quella generosit\u00e0 e quella dedizione totali, con quella capacit\u00e0 di eroica abnegazione di cui l&#8217;adulto, forse, non sar\u00e0 mai capace, o, comunque, non lo sar\u00e0 con altrettanta fede, purezza e sacralit\u00e0. Gli sciocchi modernisti, abolendo il latino, &quot;spiegando&quot; i sacri misteri, portando la Parola di Dio al livello di comprensione della mentalit\u00e0 laica, in tutt&#8217;altre cose affaccendata che quelle di Dio, crede di aver reso un servizio alla religione, di aver reso il cattolicesimo pi\u00f9 &quot;adulto&quot; e pi\u00f9 &quot;maturo&quot;: e non sanno che un bambino di terza elementare pu\u00f2 benissimo afferrare il senso dei sacri misteri, a cominciare dal Sacrificio Eucaristico, anche se il sacerdote celebra in latino, o, per dir meglio, lo afferra ancora meglio se il rito si svolge nella lingua latina, perch\u00e9, nella sacra liturgia, la parola non serve solo a descrivere, ma anche ad esprimere l&#8217;inesprimibile, ad accompagnare l&#8217;anima fino alla soglia d&#8217;un regno nuovo e sconosciuto, fatto solo di luce e di celestiali presenze.<\/p>\n<p>Uscendo, poi, sul prato verde dello spiazzo antistante la chiesa, mentre la folla si rompe e la maggioranza degli uomini si dirige verso l&#8217;osteria &#8212; l&#8217;unica osteria del paesino, dove c&#8217;\u00e8 l&#8217;unico televisore nel raggio di alcuni chilometri &#8212; per mandar gi\u00f9 due o tre bicchieri di quello buono, e i ragazzini si attardano all&#8217;ombra delle bandierine multicolori, nella bella mattina di sole, luminosa e calda, ma non afosa, quella sensazione, peraltro estremamente vaga e indefinita, si diffonde e si distende silenziosamente nell&#8217;anima del bambino, e gli risuona come una musica interiore, che la mente cosciente non arriva ancora ad afferrare e che comprender\u00e0 solo molto, moltissimo tempo pi\u00f9 tardi. Si \u00e8 trattato di una cosa estremamente seria, una cosa che lega per la vita e per la morte: una promessa fatta al Signore, Ges\u00f9 Cristo eucaristico, nel segreto dell&#8217;anima, cos\u00ec a quattr&#8217;occhi, senza altri testimoni, sena contratti e carte scritte, eppure vincolante e definitiva. Pi\u00f9 tardi, giocando a nascondino nella stalla e pefino dentro la mangiatoia delle mucche, quel bambino, in apparenza, se n&#8217;era forse gi\u00e0 dimenticato; ma una parte di lui, la pi\u00f9 intima, ispirata dal suo Angelo custode, ha preso quella promessa e l&#8217;ha deposta nello scrigno dell&#8217;anima, come la cosa pi\u00f9 bella e preziosa di tutte: come un seme deposto nella terra, in attesa che passino i mesi e venga il momento in cui spunter\u00e0 il germoglio della nuova pianticella. Non importa quanto tempo dovr\u00e0 trascorrere; non importa se i casi della vita porteranno quel bambino, diventato adulto, lontano da quei luoghi e da quelle persone, da quelle circostanze e da quelle atmosfere; non importa se, in certi giorni, potr\u00e0 sembrare che il flusso incessante della vita abbia completamente cancellato il retaggio dell&#8217;infanzia, insieme ai ricordi e ai pensieri di quel tempo ormai lontano, come dice l&#8217;Apostolo (<em>1 Corinizi,<\/em> 11): <em>Quand&#8217;ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ci\u00f2 che era da bambino l&#8217;ho abbandonato.<\/em> Un giorno, quando sar\u00e0 giunto il suo tempo, il seme germoglier\u00e0, e il significato di quella promessa torner\u00e0 alla coscienza, con tutta la sua forza.<\/p>\n<p>Ebbene, quel momento \u00e8 arrivato. \u00c8 adesso. Ora quel bambino, che \u00e8 divenuto uomo, si ricorda della promessa e si domanda, con stupore, che fine abbiano fatto quei sacerdoti, quei catechisti, quei compagni della prima Comunione, quelle famiglie, i quali, all&#8217;inizio degli anni Sessanta, ancora non si erano fatti sentire gli effetti del Concilio; quelli, beninteso, che sono ancora in vita. Nessuno di loro aveva formulato, come lui, una promessa? Ora che la Chiesa \u00e8 invasa da subdoli nemici, i quali, spacciandosi per vescovi e sacerdoti, la stanno letteralmente devastando; ora che le famiglie, i laici, hanno fatto propria, al cento per cento, la mentalit\u00e0 consumista e lo stile di vita americano, ma pretendono che non vi sia alcun contrasto fra essi e il Vangelo, anzi, pretendo di adeguare il Vangelo a quella mentalit\u00e0 e a quello stile di vita, e osano chiamare tutto ci\u00f2 &quot;approfondimento della fede&quot; oppure &quot;dialogo col mondo&quot;, e ne decantano i mirabili effetti ogni santo giorno, egli si domanda se sia tutto un tragico scherzo, se sia un incubo ad occhi aperti quello che sta accadendo; se le cose insegnate un tempo abbiano perso ogni valore, ogni credibilit\u00e0, e se sia davvero un motivo di vanto allontanarsi quanto pi\u00f9 possibile da esse, per far vedere che si \u00e8 moderni e progrediti. Quei preti che non vestono nemmeno pi\u00f9 da preti, per esempio, perch\u00e9 lo fanno? Si vergognano di Ges\u00f9 Cristo? Non sanno che un seminarista quattordicenne, Rolando Rivi, prefer\u00ec farsi torturare e ammazzare dai partigiani comunisti, piuttosto che rinunciare all&#8217;abito sacerdotale che gi\u00e0 indossava, pregustando il giorno delle sue nozze mistiche con la Chiesa? E quei cardinali, quei vescovi i quali elogiano i campioni del divorzio, dell&#8217;aborto e dell&#8217;eutanasia, che giustificano le unioni omosessuali, che danno indicazione ai sacerdoti di offrire la Comunione ai divorziati risposati; e quel papa che sa parlare solo di migranti, di accoglienza, di politica, e che, quando parla di Dio, lo fa solo per seminare dubbi, per creare imbarazzi e crisi di coscienza, per turbare le anime con affermazioni azzardate e a volte blasfeme: non avevano formulato alcuna promessa, costoro? Il papa attuale ha ottantadue anni, quindi, nel 1965, l&#8217;anno in cui si concludeva il Concilio, ne aveva quasi trenta: e che cosa pensasse allora, e anche in seguito, per parecchi anni, lo sappiamo dai testi delle sue conferenze e delle sue omelie. Diceva quel che dicevano tutti i membri del clero prima del Concilio, pensava come loro: aveva parole durissime per Lutero e i protestanti scismatici, attaccava ferocemente gli esponenti della teologia della liberazione. Che cosa gli \u00e8 successo poi? Anche lui, come tanti, \u00e8 stato folgorato sulla via di Damasco dallo <em>spirito<\/em> del Concilio (con la minuscola)? Se \u00e8 cos\u00ec, avrebbe potuto dirlo: invece no; ha fatto finta, come gli altri, che non sia successo niente; che la chiesa di oggi sia la stessa di allora. Invece no: un enorme tradimento \u00e8 stato consumato ai danni dei fedeli e in spregio a Ges\u00f9 Cristo. Affare loro. Quanto a noi, non ci siamo scordati la promessa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>24 agosto 1965, festa di san Bartolomeo apostolo: \u00e8 il santo patrono del minuscolo paese di Ronchiettis, frazione di Santa Maria la Longa: quella, per intenderci,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[109,238],"class_list":["post-29364","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-chiesa-cattolica","tag-sacramenti"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29364","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29364"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29364\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29364"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29364"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29364"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}