{"id":29361,"date":"2017-07-10T10:17:00","date_gmt":"2017-07-10T10:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/10\/una-nuova-classe-decide-il-destino-del-pianeta\/"},"modified":"2017-07-10T10:17:00","modified_gmt":"2017-07-10T10:17:00","slug":"una-nuova-classe-decide-il-destino-del-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/10\/una-nuova-classe-decide-il-destino-del-pianeta\/","title":{"rendered":"Una nuova classe decide il destino del pianeta"},"content":{"rendered":"<p>Sono almeno tre le crisi finanziarie che hanno sconvolto il mondo dopo quella, tristemente famosa, del 1929: quella del 1987, quella del 2002 e quella del 2007, dalle cui tremende conseguenze non ci siamo ancora interamente ripresi, n\u00e9, forse, ci riprenderemo mai del tutto. Ciascuna di esse \u00e8 nata da una bolla speculativa, o da un insieme di bolle speculative; ciascuna di esse non ha avuto origine da una reale crisi industriale o produttiva, ma esclusivamente da un eccesso di speculazione finanziaria, che, poi, si \u00e8 trasformata <em>anche<\/em> in crisi del sistema industriale e produttivo; e ciascuna di esse \u00e8 passata tranquillamente sulla testa dei politici, rivelandone la totale impotenza, e ha distrutto il risparmio e la ricchezza reale delle persone, causando, nello stesso tempo, il realizzarsi d&#8217;immense e improvvise fortune da parte di soggetti come le banche, ma anche i tecnici, gli operatori finanziari, gli &quot;esperti&quot; che ruotano attorno ad esse e che lavorano in Borsa, i quali non svolgono alcun ruolo nella produzione della ricchezza reale e che, perci\u00f2, \u00e8 corretto classificare alla stregua di mostruosi parassiti della societ\u00e0 e dell&#8217;economia mondiale.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 ha un sapore rivoluzionario. Una rivoluzione consiste, a livello ideologico, nell&#8217;imposizione di un cambio di paradigma culturale; a livello materiale, in una gigantesca ridistribuzione della ricchezza e, quindi, nella nascita di una nuova classe proprietaria, o nel suo enorme rafforzamento; e, per converso, nell&#8217;impoverimento delle classi preesistenti, alle quali viene sottratta la disponibilit\u00e0 del grande capitale. La cultura dominante negli ultimi decenni ci ha abituati a pensare che la rivoluzione sia necessariamente una cosa di &quot;sinistra&quot; e sia l&#8217;attuazione violenta di un progresso ormai indilazionabile, al quale le forze della conservazione si erano inutilmente opposte; ebbene, questa vecchia idea non corrisponde alla realt\u00e0, ed \u00e8 tempo di sbarazzarsene. La rivoluzione \u00e8 essenzialmente un fatto tecnico e si realizza attraverso modalit\u00e0 tecniche: tanto \u00e8 vero che hanno successo le rivoluzioni nelle quali le forze del cambiamento sanno usare con rapidit\u00e0, decisione e spregiudicatezza le tecniche della presa del potere; falliscono quelle in cui ci\u00f2 non avviene. Dobbiamo perci\u00f2 spogliarci dell&#8217;idea romantica della rivoluzione e vederla essenzialmente nella sua vera natura di <em>tecnica della forza<\/em>. A decidere le rivoluzioni \u00e8 la tecnica, nel senso pi\u00f9 ampio della parola: anche reperire i finanziamenti per preparare il terreno, agire attraverso la propaganda, corrompere le forze avverse, minare le basi dell&#8217;ordine sociale, rientra in una strategia di tipo tecnico. Per fare un esempio, si pensi agli aiuti logistici (il famoso &quot;vagone piombato&quot;) e ai cospicui finanziamenti forniti dal governo del kaiser Guglielmo II a Lenin e ai bolscevichi, in vista della Rivoluzione d&#8217;ottobre. Il regista di tutta quella operazione fu Parvus, un magnate ebreo russo divenuto cittadino tedesco, dal passato rivoluzionario e, a suo modo, sincero ammiratore di Lenin: era un tecnico nel senso che qui intendiamo, cio\u00e8 un uomo d&#8217;affari senza scrupoli, che aveva fatto un sacco di soldi con oscure operazioni finanziarie, e che giudicava Lenin in senso puramente tecnico. Egli seppe cio\u00e8 vedere con sicuro intuito, in quell&#8217;uomo ormai anziano e malato, che viveva isolato, in esilio, e che aveva apparentemente fallito la sua missione di rivoluzionario, il solo capace, in mezzo a tanti velleitari parolai, di prendere il potere in Russia, se gli fossero stati forniti i mezzi per arrivarci e diffondervi le sue parole d&#8217;ordine.<\/p>\n<p>Un altro esempio, su un piano parzialmente diverso, \u00e8 dato da ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nella Chiesa cattolica durante e dopo il Concilio Vaticano II: l&#8217;introduzione surrettizia della rivoluzione modernista, realizzata &#8212; con suprema abilit\u00e0 &#8212; senza che la stragrande maggioranza dei fedeli se ne sia accorta, almeno sul momento. Eppure, anche quella fu una rivoluzione: una rivoluzione religiosa, culturale e spirituale, anche morale; ma sempre una rivoluzione. <em>I principi rivoluzionari sono stati introdotti dentro la Chiesa per opera della Chiesa stessa<\/em>, osserv\u00f2, lucidamente, monsignor Lefebvre: ma il cambio di paradigma fu cos\u00ec abile e netto, da far s\u00ec che la rivoluzione venisse percepita come un necessario e benefico &quot;aggiornamento&quot; dell&#8217;esistente, non come la distruzione e l&#8217;azzeramento di quest&#8217;ultimo. E ad attuare quella rivoluzione, che prosegue tuttora a ritmo sempre pi\u00f9 serrato (ci vuole comunque del tempo per azzerare duemila anni di tradizione!), sono stati, ancora una volta, i &quot;tecnici&quot;: vale a dire i teologi, o meglio, i teologi di tendenza modernista, cio\u00e8 gli eredi di quel modernismo che san Pio X aveva solennemente denunciato come eretici e scomunicato mezzo secolo prima.<\/p>\n<p>Una rivoluzione, inoltre, \u00e8 attuata da un soggetto ben preciso: una classe sociale emergente, smaniosa d&#8217;impadronirsi di <em>tutto<\/em> il potere, sia quello economico-finanziario, che \u00e8 il suo vero obiettivo, sia quello politico e culturale, che ne \u00e8 lo strumento necessario &#8212; o, almeno, lo era per le rivoluzioni del passato. Oggi il quadro \u00e8 cambiato, perch\u00e9, in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 tecnica come la nostra, e con una economia sempre pi\u00f9 di tipo finanziario e tendenzialmente speculativo, invece che produttivo (oltre il 95% dell&#8217;economia mondiale non consiste di beni e servizi reali, n\u00e9 esiste, da alcuna parte, la massa di denaro reale che possa garantirne l&#8217;eventuale solvibilit\u00e0, perch\u00e9 nessuno si \u00e8 dato la pena di stamparlo), chi vuol fare la rivoluzione non ha pi\u00f9 bisogno di <em>prendere<\/em> materialmente il potere perch\u00e9, tanto, controllando le borse e il mercato, il potere politico lo tiene gi\u00e0 sotto controllo, come un cagnolino al guinzaglio. Ora, la classe naturalmente rivoluzionaria dei nostri giorni \u00e8 quella dei tecnici che lavorano, direttamente o indirettamente (come i pubblicitari o i dipendenti delle agenzie di sondaggi e di <em>rating<\/em>) nel settore finanziario e speculativo, i quali, stanchi di operare per conto terzi, si sono dati a lavorare in proprio. Padroneggiando i meccanismi con i quali \u00e8 possibile orientare, manipolare e drogare opportunamente il mercato, provocando oscillazioni mirate degli indici di borsa e realizzando fantastici guadagni grazie alla rapidit\u00e0 con cui comprano e vendono le azioni, essi sono in grado di padroneggiare, alla lettera, i destini del mondo: determinando espansione o recessione, crisi, bancarotte, collassi o impennate di singole aziende quotate in Borsa, di singoli Stati, o anche della Borsa nel suo insieme. E ci\u00f2 a livello planetario, perch\u00e9 l&#8217;economia globalizzata \u00e8 planetaria: tipico esempio, il Luned\u00ec nero del 19 ottobre 1987, quando il tracollo della Borsa di Hong Kong ebbe effetti a catena che coinvolsero tutte le altre Borse del mercato mondiale, a cominciare dall&#8217;Europa e gli Stati Uniti, cio\u00e8 dalle aree finanziariamente pi\u00f9 sensibili dell&#8217;intero pianeta. La sola importante differenza con le classi rivoluzionarie del passato \u00e8 che quella odierna, diversamente da tutte le precedenti, non solo ambisce alla ricchezza altrui, ma non ha una sua ricchezza da mettere in gioco: costruisce le proprie fortune sul nulla e quindi non rischia niente, non avendo niente da rischiare. Il che significa che \u00e8 una classe parassitaria al cento per cento: prende, ma senza dare alcunch\u00e9.<\/p>\n<p>E dal punto di vista ideologico, in che cosa questa nuova classe di &quot;tecnici&quot; pu\u00f2 considerarsi rivoluzionaria? Lo pu\u00f2, in un duplice senso: direttamente, perch\u00e9 una classe che sovverte l&#8217;ordine mondiale e si impadronisce di gran parte della ricchezza, a spese delle altre, \u00e8 praticamente obbligata a elaborare una ideologia &quot;rivoluzionaria&quot;, e sia pure nel senso pi\u00f9 egoistico, ristretto e meschinamente materiale che sia dato immaginare; in questo caso, la ricchezza per la ricchezza, il potere per il potere. In fondo, \u00e8 un&#8217;ideologia anche questa: l&#8217;ideologia che meglio esprime la &quot;cultura&quot; di questa tarda modernit\u00e0, e che, a ben guardare, non fa che portare all&#8217;esasperazione e al parossismo degli elementi che gi\u00e0 esistevano, anzi, che gi\u00e0 erano essenziali all&#8217;ideologia moderna, ben prima che si innescassero i grandi processi speculativi del XX e del XXI secolo. E lo pu\u00f2 indirettamente, perch\u00e9 molti di questi &quot;tecnici&quot; hanno un <em>background<\/em> culturale di sinistra, marxista o addirittura libertario; sono figli del &#8217;68 e di quella cultura rivoluzionaria, allora ancor malata di romanticismo. Oggi, guariti dal romanticismo, molti di quei giovani sono gli uomini di potere della <em>new economy<\/em> (o magari i loro figli, cresciuti in quella mitologia politica): non tanto i proprietari, ripetiamo, quanto gli esperti, i consulenti, gli operatori di borsa, i responsabili del <em>marketing<\/em>, gli esperti delle tecniche pubblicitarie. Chi riesce a controllare la pubblicit\u00e0, controlla l&#8217;immaginario collettivo; chi controlla l&#8217;immaginario collettivo, controlla i meccanismi psicologici, e quindi gli stili di vita, anche finanziari, degli abitanti del pianeta Terra. \u00c8 da un pezzo, del resto, che gli ex rivoluzionari comunisti si sono convertiti al liberismo pi\u00f9 estremo, al capitalismo pi\u00f9 speculativo e selvaggio: basta osservare chi guida le politiche della sinistra occidentale, da alcuni decenni a questa parte, e quali sono le sue ricette per uscire dalla crisi; non quelle sbandierate nei comizi e nelle manifestazioni sindacali, beninteso, ma quelle concretamente attuate, allorch\u00e9 quei signori sono portati al governo dalla inconsapevolezza del corpo elettorale, che continua a votarli, non essendosi accorto della loro mutazione genetica. Magari li vota perch\u00e9, poveretto, gli \u00e8 stato detto che solo cos\u00ec si potr\u00e0 fermare il &quot;populismo&quot;, nuova versione dell&#8217;intramontabile spauracchio un tempo chiamato &quot;fascismo&quot;: vedi come i partiti della sinistra francese hanno invitato i loro elettori a votare per Macron &#8211; l&#8217;uomo delle banche! &#8211; pur di fermare la Le Pen (e vedi per\u00f2 come molti operai, meno sprovveduti di quel che pensavano i loro referenti politici, hanno fatto il contrario).<\/p>\n<p>Scrive Giulietto Chiesa &#8211; uno dei non molti giornalisti di estrazione marxista che siano, al tempo stesso, onesti e indipendenti nelle analisi e nei giudizi, e perci\u00f2 appunto finito nel mirino della disinformazione <em>politically correct<\/em> &#8211; nel <em>libro Superclan. Chi comanda l&#8217;economia mondiale?<\/em>, scritto in collaborazione con Marcello Villari (Milano, Feltrinelli, 2003, pp. 23-24):<\/p>\n<p><em>Una nuova classe si aggira per il pianeta. I primi di questa nuova classe, i Ceo statunitensi [gli amministratori delegati] hanno commesso la pi\u00f9 gigantesca truffa mai immaginata ai danni di milioni di risparmiatori americani, violando le leggile leggi e le regole del mercato mentre ne esaltavano le virt\u00f9, distorcendone fino all&#8217;inverosimile i meccanismi, usando nel pi\u00f9 spregiudicato dei modi i sistemi d&#8217;informazione e di comunicazione resi disponibili dalle nuove tecnologie per trarre in inganno i cittadini, utenti inconsapevoli dl sistema mediatico, consumatori indifesi, risparmiatori ciechi.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora \u00e8 evidente che, senza l&#8217;ideologia della crescita infinita, del capitalismo ormai liberato per sempre dalle crisi cicliche, della new economy come nuova Bengodi, non sarebbe stato possibile creare e gonfiare a dismisura le bolle speculative a Wall Street e nelle altre Borse valori, coinvolgendo milioni e milioni di risparmiatori nella pi\u00f9 fantastica &#8212; in senso proprio e figurato &#8212; orgia finanziaria nella storia del capitalismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Come avrebbe fatto altrimenti questa nuova classe a convincere tanta gente della &quot;scientificit\u00e0&quot; delle sue analisi e delle sue previsioni di una crescita senza limiti? E come avrebbe potuto, senza la potenza dei sistemi mediatici, mantenere la sua credibilit\u00e0 cos\u00ec a lungo, anche quando il boom speculativo stava rivelando tutte e sue crepe, anche quando le previsioni cominciavano a mostrarsi per quello che erano, costruzioni prive di fondamento? Come avrebbero potuto, analisti e consulenti, vendere impunemente azioni di aziende fino a un minuto prima dell&#8217;annuncio della loro bancarotta, liberandosene in tutta fretta mentre convincevano gli altri ad acquistarle? Bancarotta certa, ma nota solo a chi l&#8217;aveva fraudolentemente procurata. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1995, il sociologo americano Christopher Lasch ha fornito una prima descrizione di questa classe nel suo libro &quot;La ribellione delle \u00e9lite. Il tradimento della democrazia. Studiando il decadimento della mitica classe media americana, Lasch parla della nascita di una nuova classe. I suoi mezzi di sussistenza non dipendono tanto dalla propriet\u00e0, quanto, in primo luogo, dall&#8217;abilit\u00e0 nel trattare le informazioni e, in secondo luogo, dalla qualificazione professionale, intesa come capacit\u00e0 di vendere sul mercato le proprie competenze. &quot;Ci\u00f2 li distingue dalla vecchia classe proprietaria della fase precedente del capitalismo &#8212; scrive Lasch &#8212; perch\u00e9 hanno capito che le basi per far crescere il loro potere sono in primo luogo l&#8217;istruzione e la formazione. La nuova classe abbraccia una grande variet\u00e0 di professionisti: agenti di Borsa, banchieri, consulenti, scienziati, medici, giornalisti, editori, pubblicitari, produttori e registi televisivi, cineasti, artisti, scrittorie docenti universitari. Non \u00e8 necessario che tutti questi professionisti abbiano un punto di vista politico comune, ma certamente hanno un interesse comune: far fuori la classe dirigente dei politici professionali e ridurre il potere della borghesia proprietaria tradizionale&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo dunque di fronte a una classe, a suo modo rivoluzionaria, che ha approfittato delle circostanze per accumulare potere. Con tecniche metaforicamente &quot;bolsceviche&quot; \u00e8 andata all&#8217;attacco dell&#8217;establishment precedente usando con spregiudicatezza l&#8217;arma antica dell&#8217;ideologia e quella moderna della comunicazione. Consapevole del nuovo ruolo dell&#8217;informazione nella societ\u00e0, essa l&#8217;ha usata ai propri fini con una determinazione e una ferocia Insider trading, falsificazione dei dati di bilancio, con gli immensi profitti correlati, sono serviti a manipolare idee e coscienze. Le relazioni industriali e finanziarie sono state progressivamente trasformate in combattimenti di pugilato senza regole. Le legislazioni vigenti sono state scagliate oltre limiti del campo, a colpi di mazza da baseball.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;ormai inutile e irriso armamentario del marxismo-leninismo veniva sostituito dal &quot;pensiero unico&quot; e il gioco era fatto. Non \u00e8 un caso che questa nuova classe sia emersa con decisione nel corso delle due pi\u00f9 grandi bolle speculative del dopoguerra, quella degli anni ottanta e quella di cui parliamo in questo libro [quella del luglio 2002]. Non \u00e8 nemmeno un accidente il fatto che, in Italia e altrove, alcuni dei rappresentanti, o dei maggiordomi, di questa nuova classe siamo stati di diretta o mediata provenienza dai movimenti di contestazione esplosi nel &#8217;68 o negli anni successivi. In quel&#8217;epoca hanno appreso l&#8217;infarinatura necessaria delle tecniche politiche rivoluzionarie (di quelle militari non ne avevano bisogno). In seguito, le avrebbero applicate su un altro terreno e, quel che pi\u00f9 conta, cambiando campo.<\/em><\/p>\n<p><em>Per Lasch, l&#8217;elemento unificante di questa nuova classe \u00e8 un atteggiamento laico e analitico, ma con due potenti additivi: i suoi membri sono affascinati dal mercato capitalistico e sono caratterizzati da un&#8217;ossessiva avidit\u00e0 di profitto. Aggiungiamo che la facilit\u00e0 estrema con cui enormi fortune sono state realizzate (praticamente sul nulla, sulla prontezza di riflessi, sulla capacit\u00e0 di cogliere al balzo l&#8217;occasione) ha introdotto nella mentalit\u00e0 della nuova classe una variante dell&#8217;idea dell&#8217;imprenditore costruita sul colpo di fortuna, sul &quot;prendi e scappa&quot;. In altre parole, siamo di fronte a un ceto di intellettuali moderni, una sorta di avanguardia in grado di padroneggiar ei pi\u00f9 avanzati mezzi della tecnologia, della scienza e della comunicazione, ma con un unico fine: il proprio potere e il proprio reddito. Non vi \u00e8 in loro alcuna visione prospettica che vada al di l\u00e0 del benessere e del poter immediato. Sono privi di qualunque progettualit\u00e0 perch\u00e9 nella loro visione del mondo non esistono alternative reali. Per loro, il reale non \u00e8 soltanto razionale: \u00e8 l&#8217;unico possibile, l&#8217;unico immaginabile.<\/em><\/p>\n<p>Vi ricordate Mickey Rourke in <em>Nove settimane e mezzo<\/em>? Era un arbitraggista di Wall Sreet, membro di questa <em>new class<\/em> cinica, amorale e ossessivamente avida di denaro. E vi ricordate come difesero il film, contro i giudizi negativi della critica &quot;borghese&quot;, giornali di sinistra come <em>Il Manifesto<\/em>? Curioso, non \u00e8 vero? Ci si sarebbe aspettati che un miserabile speculatore di borsa, uno squallido personaggio che pu\u00f2 concedersi un alto tenore di vita, con tutti i relativi vizi e divertimenti, solo perch\u00e9 sa giocare in modo sopraffino con i risparmi della gente comune, sarebbe incappato nel disprezzo dei &quot;compagni&quot; marxisti, che lo avrebbero riconosciuto, con o senza la storia d&#8217;amore e di sesso con la bellissima Kim Basinger (ancora il romanticismo!, mio Dio, riusciremo mai a liberarcene?), per quel che realmente \u00e8: un parassita sociale della peggiore specie. E invece no! Su questo aspetto del film, cio\u00e8 sul fatto che i due protagonisti possono sbizzarrirsi nei loro giochi erotici con la sicurezza economica che viene da una pi\u00f9 che discutibile attivit\u00e0 professionale di lui, silenzio totale. In fondo, \u00e8 pur sempre una storia d&#8217;amore; di un amore che lotta per sopravvivere nello squallore e nell&#8217;alienazione della societ\u00e0 capitalista, eccetera, eccetera. Ecco: quello fu un segnale; e ce ne sono stati molti altri, non solo nel mondo virtuale del cinema, del teatro, della letteratura o della musica leggera, ma anche in quello, estremamente reale, dell&#8217;economia, della politica, della pubblica amministrazione, della cronaca quotidiana. Solo in pochi se ne accorsero, specialmente nel popolo della sinistra: era il segnale di una mutazione genetica in atto. La cosa preoccupante \u00e8 che perfino oggi, che i giochi si sono fatti cos\u00ec terribilmente chiari, c&#8217;\u00e8 chi non vede, perch\u00e9 si rifiuta di vedere.<\/p>\n<p>Ma la realt\u00e0 \u00e8 quella indicata da Christopher Lasch, da Giulietto Chiesa e da alcuni altri (per la <em>par conditio<\/em>, mettiamoci dentro almeno anche un Alain De Benoist): \u00e8 in atto una rivoluzione, e la nuova classe rivoluzionaria \u00e8 proprio quella <em>\u00e9lite<\/em> finanziaria mondiale, estremamente ristretta, estremamente cinica e spietata, immensamente avida di potere, che si sta arricchendo in maniera spropositata attraverso l&#8217;impoverimento accelerato della restante popolazione umana. Il tutto senza che il grosso dell&#8217;opinione pubblica, istupidito dai mass media controllati dall&#8217;<em>\u00e9lite<\/em>, se ne renda neppure conto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono almeno tre le crisi finanziarie che hanno sconvolto il mondo dopo quella, tristemente famosa, del 1929: quella del 1987, quella del 2002 e quella del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[111,269],"class_list":["post-29361","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-comunismo","tag-vladimir-ilyich-lenin"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29361","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29361"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29361\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29361"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29361"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29361"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}