{"id":29357,"date":"2011-05-04T06:38:00","date_gmt":"2011-05-04T06:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/04\/una-lacrima-sul-viso\/"},"modified":"2011-05-04T06:38:00","modified_gmt":"2011-05-04T06:38:00","slug":"una-lacrima-sul-viso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/04\/una-lacrima-sul-viso\/","title":{"rendered":"Una lacrima sul viso\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Le donne piangono; piangono facilmente.<\/p>\n<p>Le femministe sostengono che se le donne piangono molto pi\u00f9 degli uomini, \u00e8 solo ed esclusivamente uno dei tanti effetti perversi dell&#8217;educazione maschilista, che ha inibito il pianto ai maschietti, in quanto manifestazione poco virile, mentre ha dato il disco verde al pianto delle femminucce, quando addirittura non lo ha favorito, per accentuarne la sudditanza psicologica.<\/p>\n<p>Sono tutte storie che non valgono nemmeno la fatica di confutarle.<\/p>\n<p>Le donne piangono pi\u00f9 degli uomini per un fatto biologico, ormonale e non per un fatto culturale; anche perch\u00e9 le lacrime non vengono a comando, n\u00e9 a comando si possono fermare, rimandare o centellinare.<\/p>\n<p>Il pianto \u00e8 lo sfogo dell&#8217;anima che soffre; la sua chimica discende da fattori emozionali, psicologici e affettivi e, come tutte le manifestazioni del comportamento umano, non \u00e8 un processo totalmente fisiologico, ma nemmeno totalmente culturale; anche se la cultura c&#8217;entra, perch\u00e9 vediamo che non presso tutti i popoli e non presso tutte le culture si verificano le stesse manifestazioni di pianto, pur in presenza di circostanze analoghe.<\/p>\n<p>Non vogliamo addentrarci nell&#8217;aspetto biologico del pianto e nemmeno in quello etologico; ci interessa capire quali effetti psicologici produce l&#8217;asimmetria fra uomini e donne riguardo alle manifestazioni del pianto.<\/p>\n<p>L&#8217;ignoranza di tali differenze \u00e8, come minimo, la causa di profondi equivoci e di fraintendimenti che possono avere anche serie conseguenze, specie nella vita di coppia e, in generale, nei rapporti fra i due sessi.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo che ignora la propensione femminile al pianto, rimane intimamente turbato davanti alle lacrime della donna: se possiede anche solo un minimo di sensibilit\u00e0, si commuove, si sente a disagio, si sente in colpa.<\/p>\n<p>Pensa che lei stia soffrendo in maniera molto seria, perch\u00e9 un uomo, per piangere allo stesso modo, deve soffrire molto seriamente; invece, di norma, la donna piange per cause molto pi\u00f9 lievi di quelle che inducono alle lacrime un uomo e, inoltre, vi si abbandona con meno pudore e con meno imbarazzo.<\/p>\n<p>Fra donne, infatti, il pianto di un&#8217;amica \u00e8 cosa che suscita tenerezza, non preoccupazione; le donne sanno che il pianto femminile non nasce necessariamente da cause gravi o profonde e che, in ogni caso, esso \u00e8 una maniera di dare sollievo alla tensione emotiva, dunque ha un potente effetto liberatorio.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 la donna non cerca di far s\u00ec che l&#8217;amica smetta di piangere, ma, semmai, ne agevola il pianto: sa che si tratta di una reazione normale ai turbamenti emotivi e che sfocia in un alleggerimento della tensione, dunque \u00e8 benefico, se non addirittura necessario.<\/p>\n<p>Una donna che non piange facilmente fa uno strano effetto alle altre donne, che sospettano in lei qualche cosa di strano, di alieno: non sanno come capacitarsene, non sanno come classificare una donna del genere, che cosa pensarne.<\/p>\n<p>Spesso, specialmente se non nasce da cause gravi, il pianto femminile mette in risalto lo splendore degli occhi e finisce per diventare un ulteriore strumento di fascino; e sarebbe una vera ingenuit\u00e0 pensare che le donne non ne siano consapevoli.<\/p>\n<p>Ecco, questo \u00e8 il punto veramente importante: vedere fino a che punto la donna sia capace di trasformare una manifestazione di sofferenza, come il pianto, in una strategia finalizzata a rovesciare una situazione sfavorevole, ad aprire una breccia nelle difese psicologiche dell&#8217;uomo e a consentirle una vittoria insperata, quando tutto sembrava ormai perduto.<\/p>\n<p>In questo senso, il pianto femminile \u00e8 parente dello svenimento, arma un tempo frequentemente adoperata, almeno nella letteratura e nel teatro: si pensi solo a come Mirandolina, ne \u00abLa locandiera\u00bb di Carlo Goldoni, simulando abilmente di svenire quando il Cavaliere di Ripafratta le annuncia la sua decisione di lasciare l&#8217;albergo e di partire, riesce a strappare la vittoria decisiva e a fargli abbandonare ogni ritegno, mostrando apertamente l&#8217;amore che ormai prova per la donna ed esponendosi, cos\u00ec, del tutto indifeso, alla vendetta di lei, che si far\u00e0 beffe di quel sentimento, dopo averlo suscitato ad arte.<\/p>\n<p>Lo svenimento, comunque, \u00e8 passato di moda, ammesso che sia mai stato un&#8217;arma della strategia femminile nella vita reale, e non solo nelle commedie o nei romanzi (per lo pi\u00f9 scritti da uomini); ma non si pu\u00f2 dire altrettanto delle lacrime.<\/p>\n<p>Attenzione: non stiamo dicendo che le donne, quando piangono, fingono sempre; n\u00e9, in particolare, che simulano il pianto per ottenere un vantaggio sull&#8217;uomo, al fine di strumentalizzarlo senza che egli se ne renda minimamente conto: sarebbe una generalizzazione tanto assurda quanto ingiustamente offensiva per le donne.<\/p>\n<p>No: le donne piangono pi\u00f9 facilmente degli uomini, perch\u00e9 tale \u00e8 la loro natura; e, quando piangono, piangono per davvero: almeno le donne normali e che abbiano stima e rispetto di se stesse e, dunque, escludendo quelle patologicamente simulatrici.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 un altro: e cio\u00e8 che, il pianto essendo connaturato alla natura femminile assai pi\u00f9 che a quella maschile, esiste, per le donne, la forte tentazione, magari inconscia, di servirsene per raggiungere uno scopo recondito; cos\u00ec come chi \u00e8 pi\u00f9 debole si trova fatalmente esposto alla tentazione di farsi forte, per cos\u00ec dire, della propria debolezza, volgendola a proprio favore e servendosene per ottenere un vantaggio.<\/p>\n<p>Basti pensare, a questo proposito, alle strategie istintivamente adoperate dai bambini per strappare un assenso degli adulti alla soddisfazione dei loro desideri e dei loro capricci (distinzione, quest&#8217;ultima, piuttosto problematica, e tuttavia essenziale ai fini educativi).<\/p>\n<p>Dunque, la donna normale non piange a comando, non finge le lacrime e non se ne serve intenzionalmente, per commuovere o ricattare moralmente l&#8217;uomo; tuttavia, molte donne finiscono per smarrire il confine tra lo sfogo del pianto e la strategia del pianto, poich\u00e9 le lacrime, quando sono viste dall&#8217;altro, esercitano comunque una particolare forma di potere: il potere segreto, ma neanche tanto, della debolezza che suscita turbamento in chi \u00e8 pi\u00f9 forte (o che, ingenuamente, crede di esserlo).<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile riconoscere quel confine, nemmeno per la donna stessa che sta piangendo, dal momento che esiste una speciale volutt\u00e0 delle lacrime che induce, talvolta, a prolungare e ad accentuare il pianto, senza nemmeno rendersene conto (come sanno, di nuovo, anzitutto i bambini, i quali, spesso, continuano a singhiozzare molto dopo che la causa delle lacrime \u00e8 cessata); figuriamoci per un uomo, che assiste dall&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Le bambine e le ragazze, per esempio, sono capacissime di piangere abbondantemente, nel modo pi\u00f9 vistoso, per un brutto voto preso a scuola, o magari anche solo per un voto sufficiente, ma inferiore alle loro aspettative; e ci\u00f2 davanti a tutti i compagni, professore compreso.<\/p>\n<p>Anche nei giochi dei bambini, le bimbe piangono con pi\u00f9 facilit\u00e0 dei maschietti, per una caduta, per una sbucciatura o anche, magari, per una semplice esclusione, per una sconfitta, per un punto subito anzich\u00e9 guadagnato.<\/p>\n<p>Sono molte, poi, le donne adulte che non riescono a trattenere le lacrime quando parlano dei propri problemi, talvolta con un estraneo, e che ricorrono al fazzoletto, mettendo l&#8217;interlocutore in uno stato d&#8217;imbarazzo.<\/p>\n<p>Tutto questo sta a indicare che la donna ha un rapporto molto pi\u00f9 confidenziale con la propria emotivit\u00e0, di quanto non lo abbia l&#8217;uomo; che sia anche un rapporto pi\u00f9 naturale, questo \u00e8 vero in parte, ma, per un altro lato, \u00e8 possibile, se non frequente, che essa tenda ad accentuare la forza del pianto, o, se si preferisce, la sua irresistibilit\u00e0, per una forma pi\u00f9 o meno inconsapevole, pi\u00f9 o meno mirata e deliberata, di strategia nei confronti dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Certo, questo avviene quando la relazione fra la donna e l&#8217;uomo \u00e8 male impostata, cio\u00e8 quando si basa su rapporti di forza e non su una limpida, franca confidenza reciproca.<\/p>\n<p>In guerra e in amore, si suole dire, tutto \u00e8 permesso: e le donne sanno fare tesoro di questa regola, parlando in generale, pi\u00f9 di quanto sappiano farlo gli uomini; non c&#8217;\u00e8 mossa proibita, non c&#8217;\u00e8 colpo basso che non siano pronte a sferrare, pur di assicurarsi il controllo della situazione.<\/p>\n<p>Il pianto \u00e8 solo una delle tante mosse proibite cui ricorrono e, in genere, esse tendono a non abusarne, dato che la ritengono una delle mosse pi\u00f9 facilmente riconoscibili, quando \u00e8 insincera: ma si sbagliano, perch\u00e9, mediamente, gli uomini non sanno riconoscere affatto il pianto autentico da quello inautentico e si fanno prendere in giro con una facilit\u00e0 sconcertante.<\/p>\n<p>Del resto, il codice cavalleresco vuole che l&#8217;uomo non sospetti mai niente di male nella donna, questa debole e dolce creatura, tanto pura quanto indifesa; se egli avesse un atteggiamento diffidente, si squalificherebbe non solo agli occhi di lei, ma, ci\u00f2 che pi\u00f9 conta per un severo codice d&#8217;onore, di fronte a se stesso.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 il ricatto di cui si fanno forti le donne calcolatrici, rotte ad ogni simulazione e ad ogni astuzia; pu\u00f2 darsi che una lacrima, spuntata su un bel visino al momento giusto, abbia deciso della vita di molte persone, pi\u00f9 di qualsiasi discorso o circostanza: per esempio, inducendo un uomo onesto e sensibile a sposare una donna che non amava, per un senso di fedelt\u00e0 e di onore: con quali conseguenze per la felicit\u00e0 di entrambi, poi, \u00e8 facile immaginare.<\/p>\n<p>Non vogliamo certo dire, con questo, che la maggioranza degli uomini appartenga a quest&#8217;ultima categoria; al contrario, \u00e8 certo che sono gli uomini migliori a cadere nelle trappole del pianto femminile, mentre i pi\u00f9 cinici e rozzi se ne guardano bene.<\/p>\n<p>N\u00e9 pensiamo che la maggioranza delle donne faccia ricorso, deliberatamente, a simili meschine strategie; in ogni caso, non una donna che abbia stima di s\u00e9 e che possieda tanto orgoglio quanto ne basta per non abbassarsi alla simulazione.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, non stiamo affatto puntando il dito contro il sesso femminile: e le donne oneste con stesse, che ben conoscono certi aspetti della natura femminile, crediamo siano le prime a convenire sul fatto che molte di loro usano con troppa disinvoltura l&#8217;arma delle lacrime, quando sono in gioco i rapporti affettivi con l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Le donne migliori disprezzano simili strategie e si vergognano al pensiero delle misere vittorie che altre donne riescono a strappare, servendosi di mezzi tanto puerili quanto sleali: sicure di se stesse, ma senza presunzione, vogliono essere apprezzate per quello che sono e non per eventuali sentimenti di compassione che le loro lacrimucce, esibite al momento opportuno, potrebbero suscitare negli altri.<\/p>\n<p>Del resto, un uomo che cede al ricatto delle lacrime femminili sar\u00e0 anche una bravissima persona, ma, come uomo, non vale molto: e non perch\u00e9 sia tanto facile menarlo per il naso (\u00e8 abbastanza normale, infatti, che le persone oneste vengano gabbate da esperti furbacchioni), quanto perch\u00e9 dimostra di non capire nulla della natura femminile.<\/p>\n<p>Le donne vere piangono come le altre, ma non desiderano, in fondo, che le loro lacrime vengano prese troppo sul serio dagli uomini; ed \u00e8 questo che simili uomini, troppo sensibili e troppo premurosi, non arrivano a capire: che fa parte dei diversi ruoli della donna e dell&#8217;uomo il fatto che la prima reciti un poco, il secondo non si lasci impressionare.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una componente ludica, nella dialettica fra l&#8217;uomo e la donna, di cui i sospiri, le lacrime e perfino gli svenimenti, fanno naturalmente parte; e diciamo ludica nel senso pi\u00f9 nobile del termine, come lo intendeva, ad esempio, Johan Huizinga: un gioco serio, come lo sono tutti i giochi autentici, per mezzo dei quali l&#8217;individuo scopre il mondo.<\/p>\n<p>Del gioco fra uomo e donna, il pianto della seconda \u00e8 un elemento caratteristico, che non va drammatizzato (tranne, si capisce, quando nasca da situazioni realmente drammatiche, nel qual caso \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa); un elemento, diremmo, quasi rituale, come rituali sono certi preliminari nel corso dei quali i due sessi si scrutano, si avvicinano, cercano di impressionarsi l&#8217;un altro.<\/p>\n<p>La donna superiore, lo ripetiamo, non ne ha bisogno; ma ella non si rivolge all&#8217;uomo qualunque, bens\u00ec all&#8217;uomo superiore: e, fra persone altamente evolute in senso spirituale, i preliminari non servono, perch\u00e9 il gioco si fa subito serio.<\/p>\n<p>Tra persone evolute, tutto \u00e8 chiaro fin dall&#8217;inizio, perch\u00e9 il loro sguardo \u00e8 limpido e trasparente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le donne piangono; piangono facilmente. 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