{"id":29353,"date":"2015-07-28T04:16:00","date_gmt":"2015-07-28T04:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/tra-i-muri-del-paese-abbandonato-indugia-la-memoria-duna-donna-buona\/"},"modified":"2015-07-28T04:16:00","modified_gmt":"2015-07-28T04:16:00","slug":"tra-i-muri-del-paese-abbandonato-indugia-la-memoria-duna-donna-buona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/tra-i-muri-del-paese-abbandonato-indugia-la-memoria-duna-donna-buona\/","title":{"rendered":"Tra i muri del paese abbandonato indugia la memoria d\u2019una donna buona"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo &#8211; non gi\u00e0 un tempo mitico, come quello del &quot;buon selvaggio&quot; alla Rousseau: e quelli della nostra generazione l&#8217;hanno conosciuto &#8211; in cui era possibile imbattersi, con una certa frequenza, in un tipo umano divenuto, al giorno d&#8217;oggi, rarissimo e quasi introvabile: il tipo dell&#8217;uomo e della donna &quot;buoni&quot;.<\/p>\n<p>Parliamo di persone buone, senza aggettivi: non buone perch\u00e9 aderivano a una certa ideologia; non buone perch\u00e9 desideravano farsi notare; e nemmeno perch\u00e9 avessero fatto una particolare scelta esistenziale, o possedessero un certo bagaglio culturale, o volessero dimostrar qualcosa agli altri: buone, semplicemente perch\u00e9 erano buone.<\/p>\n<p>La loro bont\u00e0 non aveva niente di generico, di artificiale, di zuccheroso: erano uomini e donne forti, talvolta con una famiglia a carico, altre volte no; talvolta laici, talvolta sacerdoti, o frati, o suore; talvolta molto anziani e resi saggi e miti dalle loro esperienze di vita, altre volte, invece, ancora relativamente giovani. Una cosa accomunava questi individui: una benevolenza istintiva verso il prossimo e verso la vita nel suo insieme; la delicatezza d&#8217;animo, unita alla volont\u00e0 e alla fortezza; la grande capacit\u00e0 di discernimento morale, frutto di una disposizione al bene che veniva loro da una autentica e misteriosa forza interiore, e non certa estranea ai buoni esempi ricevuti, a loro volta, dalle famiglie da cui provenivano.<\/p>\n<p>Quasi sempre erano persone animate da una profonda fede religiosa, il pi\u00f9 delle volte semplice; non persone che conoscessero a memoria la Bibbia, n\u00e9 persone che stavano tutto il giorno in chiesa a pregare (anche se pregavano spesso, spessissimo: ma anche a casa loro, anche sul lavoro, e non necessariamente nella maniera &quot;classica&quot;, piuttosto colloquiando continuamente con il Signore); ed erano talmente dedite al bene, talmente generose, talmente pure di cuore, da non vantarsi affatto della loro vita, da non ritenersi, anzi, in nulla superiori ai loro compaesani. Vivevano in mezzo alle rispettive comunit\u00e0 come angeli discreti, senza farsi notare in alcun modo: eppure risaltavano ed erano ben conosciute da tutti, proprio &#8212; si direbbe &#8212; in ragione della loro fortissima propensione alla modestia e al nascondimento.<\/p>\n<p>Quando venivano a mancare, perch\u00e9 la morte le chiamava in Cielo, la comunit\u00e0 percepiva immediatamente un pensoso senso di vuoto: solo allora gli altri potevano misurare fino a che punto la presenza di quelle anime buone fosse stata positiva, fosse stata benefica, fosse stata portatrice di pace, di serenit\u00e0, di spirito di collaborazione. Le loro case, rimaste vuote, senza pi\u00f9 i fiori sul davanzale, senza pi\u00f9 il fumo che esce dal camino, e destinate a deperire poco alla volta, o magari ad essere radicalmente ristrutturate dagli eredi, che le trasformavano in edifici ultra-moderni e irriconoscibili, restavano come gusci vuoti, la cui vista riempiva il cuore di mestizia e di malinconia a quanti le avevano conosciute.<\/p>\n<p>Erano, inoltre, persone serene, ottimiste, spesso decisamente allegre; amavano la vita; frequentemente le si udiva cantare o fischiettare; e chi bussava alla loro porta, era certo di non andare via senza un sorriso e una parola buona, ma non una parola buona generica e insipida, bens\u00ec una parola buona di quelle vere, di quelle forti, di quelle che rialzano il morale anche a quanti sono pi\u00f9 scoraggiati e disorientati, anche a quanti sono giunti al limite della disperazione. Oggi, per avere un buon consiglio, molto spesso bisogna pagare dei sedicenti professionisti della psiche: ma che, da essi, riceveremo davvero dei consigli buoni, \u00e8 tutto da vedere. Anche da questo si pu\u00f2 capire quanto siamo diventati pi\u00f9 poveri, noi che ci vantiamo di avere costruito la &quot;civilt\u00e0 del benessere&quot;. Abbiamo perso l&#8217;elemento primario di ci\u00f2 che far star bene le persone e le comunit\u00e0: la presenza di uomini e donne realmente buoni.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;ottimismo, si tratta di un punto importante da chiarire. Quando diciamo che le persone buone erano, generalmente, ottimiste, non ci riferiamo ad una qualche forma di ottimismo sciocco e superficiale, all&#8217;ottimismo di chi ripete delle formule preconfezionate e imparate a memoria, o, peggio, di chi non possiede la bench\u00e9 minima consapevolezza di quanto sia forte e radicata, e perci\u00f2 temibile, la presenza del male nell&#8217;economia della vita universale, e anche in quella della nostra vita individuale.<\/p>\n<p>No: alludiamo a una forma serena e pacata di ottimismo, che non ignora le profondit\u00e0 misteriose del male, ma che non se ne lascia sbigottire, non se ne lascia ipnotizzare, come il topolino che si lascia ipnotizzare dal serpente, prima di esserne divorato. In particolare, alludiamo all&#8217;ottimismo che deriva dalla fede: perch\u00e9 la persona buona sa che nessuno di noi, con le sue sole forze, pu\u00f2 fare nulla di buono, e tanto meno sconfiggere il male; ma che non ci sono quasi limiti a ci\u00f2 che possiamo fare, pur essendo creature, con l&#8217;aiuto di Dio, se a Lui ci rivolgiamo e a Lui ci affidiamo con tutta la mente, con tutto il cuore e con tutta l&#8217;anima.<\/p>\n<p>Leggiamo una bella pagina del libro di Mauro Corona \u00abI fantasmi di pietra\u00bb (Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2006, pp. 17-9):<\/p>\n<p>\u00ab.., Proseguo dentro l&#8217;inverno del villaggio. Gli scarponi frantumano barbe di ghiaccio che emettono suoni argentini. Un vento tagliente corre tra le vie, entra nei cortili, nelle case, nei vestiti, nell&#8217;anima. Guardo la casa del caro amico Carle. L&#8217;aveva ristrutturata con sacrifici. Era sua intenzione tornarvi ad abitare, voleva invecchiare nel luogo d&#8217;origine. Il destino non gli concesse questa soddisfazione. Dalla dimora di Carle, proseguendo verso il tramonto, sulla sinistra appare il cielo di Marzana, sul lato opposto della valle. Un tempo l&#8217;azzurro non si vedeva. Una fila di case occupava lo spazio. Oggi non ci sono pi\u00f9, il vuoto \u00e8 riapparso liberando cielo. Allungando la mano, si possono toccare le pietre dei crolli accatastate alla rinfusa l&#8217;una sull&#8217;altra. Ricordo una casa dall&#8217;aspetto fiabesco tutta in legno, con scala esterna di larice e un grande portico a galleria sopra il quale, appollaiate come nidi di rondini, vivevano quattro famiglie. D&#8217;inverno nevicava. Il freddo tappava tutti dentro, il paese restava deserto. Percorrevo quella stretta via per andare a trovare mia nonna. Di fronte alla casa fiabesca alzavo gli occhi Vedevo teste di bambini che guardavano cadere i fiocchi. I camini fumavano giorno e notte, per non far raffreddare le stanze. Sulle macerie di quella splendida casa in cui sognavo di abitare, oggi qualcuno ha alato una rete metallica per rinchiudervi galline da uova. Un investimento a rischio. Non per l&#8217;aviaria, per la gioia della volpe.<\/p>\n<p>Calpesto sassi ed erbe ghiacciate. Lungo tutta la via non c&#8217;\u00e8 altro. Sopra un alto muro di sassi tappezzato di muschio rattrappito, un cortile abbandonato dorme nel gelo. Le case attorno lo guardano attonite, senza voce. Imposte scardinate penzolano nel vuoto come bandiere di legno a mezz&#8217;asta lungo i muri. Un cesso di cemento, che stava incollato alla parete della casa come un francobollo, \u00e8 crollato. Lo squarcio lascia intravedere l&#8217;interno di una stanza con le giacche da festa ancora appese alle grucce. Era gente di chiesa, andava a messa ogni mattina mettendo la giacca buona. Qualche metro prima vi \u00e8 una casupola dove tirava avanti i suoi giorni una vecchina tutta sola, che pregava sempre e invitava al perdono. La chiamavano &quot;quella che non fa del male a nessuno&quot;. Girava casa per casa, dove sapeva ci fossero dissapori, nel tentativo, spesso riuscito, di sedare quelle incomprensioni inutili. Cercava di metter pace tra parenti rissosi o componenti di famiglie in disaccordo. Era di una bont\u00e0 disarmante. Forse per questo riusciva a convincere i contendenti che non valeva la pena beccarsi. Alcuni la prendevano a male parole, ma lei non batteva ciglio.<\/p>\n<p>Lungo l&#8217;intera via abita la desolazione dell&#8217;abbandono che, anno dopo anno, corrode i muri delle case strette nell&#8217;abbraccio glaciale dell&#8217;inverno. Da tutto questo sfacelo, come immune dai morsi del tempo, si salva la casa della vecchia che non faceva male a nessuno. L&#8217;abitazione \u00e8 rimasta intatta, integra come appena tirata su, come se la bont\u00e0 della donna fosse nascosta dentro i muri a preservare la casa dalle spallate del tempo. La bont\u00e0 \u00e8 un conservante speciale, mantiene giovani, fa rimanere bambini, tiene in piedi l&#8217;entusiasmo, la fiducia, il buonumore. Chiedevamo alla vecchietta se aveva paura della morte per sentirci rispondere che non aveva alcuna paura, anzi, non vedeva l&#8217;ora di morire per incontrare Dio. Il destino la premi\u00f2 prima che potesse assistere al dramma del Vajont. Il 2 ottobre 1963, sette giorni prima della catastrofe, qualcuno s&#8217;accorse che il camino di colei che non faceva male a nessuno non fumava. Non fum\u00f2 per tutto il giorno. Allora andarono a chiamarla senza ottenere risposta. Spinsero la porta (non chiudeva mai a chiave) ed entrarono. La vecchietta stava seduta sulla panca del focolare, la schiena appoggiata al muro, lo sguardo rivolto verso l&#8217;alto, dove s&#8217;apriva la cappa del camino. Teneva la corona del rosario nella mano destra, l&#8217;unghia del pollice puntata sulla settima Ave Maria. Aveva l&#8217;aria tranquilla. &quot;\u00e8 morta pregando&quot;, dissero. Il suo viso cercava Dio nella cappa del camino. Quel Dio che voleva incontrare dopo morta e che ora, sicuramente, le stava davanti. Non molto tempo fa ho saputo che la casetta di quella santa donna \u00e8 stata venduta a un forestiero. Spero che il nuovo padrone non apporti troppe modifiche a quel luogo di pace. Se sapr\u00e0 rispettare l&#8217;interno, dove l&#8217;anima della vecchietta palpita tra i muri come un pulcino nell&#8217;uovo, ne ricever\u00e0 benefici. L\u00e0 dentro si sentir\u00e0 sereno e rilassato. Il piacere della bont\u00e0 si eredita. Abita i luoghi dove \u00e8 stato esercitato, impregna i muri, le assi, i solai, i soffitti, cala addosso come neve benefica a chi apre la porta e accende il fuoco.\u00bb<\/p>\n<p>S\u00ec: erano angeli della pace, quelle persone buone: il calore che da esse irradiava, era sufficiente a scaldare il cuore di una intera comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi, sono diventate estremamente rare; e tuttavia esistono ancora. Bisogna imparare a vedere, e non limitarsi a guardare: il tesoro della loro presenza non ci ha lasciati del tutto; ma \u00e8 come se si fossero ulteriormente ritirate, quasi intimidite dal clima generale che si respira nella societ\u00e0 odierna. Un clima complessivo che non abbiamo alcuna esitazione a definire come estremamente negativo, quasi diabolico: che una simile espressione piaccia o che non piaccia ai Soloni della cultura, del giornalismo, dell&#8217;insegnamento, tutti debitamente progressisti e politicamente corretti.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: perch\u00e9 oggi non \u00e8 pi\u00f9 di moda parlare del male, e nemmeno del Diavolo: si vuol fare finta che vada tutto bene, che la natura sia buona in se stessa, e che ciascuno di noi sia perfettamente in grado, purch\u00e9 usi lo strumento della ragione, di riconoscere e separare ci\u00f2 che \u00e8 giusto da ci\u00f2 che \u00e8 ingiusto, ci\u00f2 che \u00e8 bene da ci\u00f2 che \u00e8 male, nonch\u00e9 di metterlo in pratica. Perfino i cristiani sono giunti, spesso, a questo estremo di semplificazione, di buonismo ingenuo, di indottrinamento ideologico laicista e materialista: come se si potesse vedere e riconoscere il bene, senza averne la giusta nozione; e come se davvero lo si potesse praticare, senza aver mai allenato la volont\u00e0, n\u00e9 aver mai ricevuto dei buoni esempi.<\/p>\n<p>Eppure abbiamo bisogno di persone buone, perch\u00e9 esse sono il sale del mondo: senza di loro, tutto va a rotoli. Se vengono a mancare le persone buone, o se diventano troppo poche, la societ\u00e0 viene influenzata in misura crescente dai malvagi: bastano poche mele marce per infettare tutto il canestro. Oggi, lo sappiamo bene, non \u00e8 pi\u00f9 di moda fare simili discorsi; si vende l&#8217;ottimismo antropologico all&#8217;ingrosso, e si proclama, in nome della democrazia (o, piuttosto, della pi\u00f9 spudorata demagogia), che tutti sono capaci di vedere e praticare il bene; per\u00f2, nello stesso tempo, si predica e si sparge a piene mani il cattivo seme del relativismo, che paralizza e rende vana la pratica del bene. Infatti, se tutto \u00e8 bene, purch\u00e9 corrisponda a un nostro piacere, a un nostro vantaggio, a un nostro utile, chi mai scorger\u00e0 pi\u00f9 il male? Chi potr\u00e0 opporvisi? Chi riuscir\u00e0 a difendersene?<\/p>\n<p>L&#8217;astuzia del Demonio \u00e8 proprio questa: insinuarsi, con sottili ragionamenti e con raffinata superbia intellettuale, nelle menti delle persone istruite: una volta convertite queste al proprio credo, e trasformate in docili strumenti di perdizione, tutta la societ\u00e0 ne viene influenzata in senso deleterio, fino a rotolare verso il baratro dell&#8217;auto-distruzione. L&#8217;incredulit\u00e0, il relativismo e il materialismo grossolano sono i frutti avvelenati della Ragione illuminista e della perversione culturale e morale della civilt\u00e0 moderna.<\/p>\n<p>Ma le persone buone, grazie a Dio, non hanno bisogno di libri o di cultura, per manifestarsi fra noi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo &#8211; non gi\u00e0 un tempo mitico, come quello del &quot;buon selvaggio&quot; alla Rousseau: e quelli della nostra generazione l&#8217;hanno conosciuto &#8211; in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[103],"class_list":["post-29353","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-biografia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29353"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29353\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}