{"id":29351,"date":"2020-05-09T12:18:00","date_gmt":"2020-05-09T12:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/09\/una-classe-dirigente-che-tradisce-va-processata\/"},"modified":"2020-05-09T12:18:00","modified_gmt":"2020-05-09T12:18:00","slug":"una-classe-dirigente-che-tradisce-va-processata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/09\/una-classe-dirigente-che-tradisce-va-processata\/","title":{"rendered":"Una classe dirigente che tradisce va processata"},"content":{"rendered":"<p>Possiamo e dobbiamo domandarci: perch\u00e9 ci siamo ridotti cos\u00ec? Perch\u00e9 l&#8217;Italia, un grande Paese, che ancora una ventina d&#8217;anni fa era la quarta economia del mondo, \u00e8 scesa tanto in basso ed \u00e8 sull&#8217;orlo della schiavit\u00f9 e della dissoluzione? Come \u00e8 stato possibile che un grande popolo, che per secoli \u00e8 stato faro di civilt\u00e0 al mondo intero, imboccasse la via dell&#8217;auto-mortificazione, dell&#8217;auto-boicottaggio e, da ultimo, dell&#8217;auto-estinzione? La cattiva politica, si dir\u00e0; una pessima classe dirigente, traditrice della Patria e venduta a interessi stranieri. Benissimo. Ma la cattiva politica si pu\u00f2 riformare, e i venduti e i traditori si possono sostituire con uomini capaci, onesti e leali. Dopotutto, almeno formalmente, l&#8217;Italia \u00e8 pur sempre una democrazia, fino a prova contraria. Se davvero tutti i suoi mali hanno la loro radice in un difetto della classe dirigente, ci\u00f2 non spiega perch\u00e9 gli italiani consentano a essere guidati da una simile classe dirigente, e perch\u00e9 non riescano ad esprimerne una diversa, e migliore. Non solo con il voto elettorale, che, lo sappiamo, \u00e8 spesso una vuota formalit\u00e0 e non ha la forza di agire nel profondo del quadro politico e istituzionale; ma con la famiglia, la scuola, l&#8217;educazione, la cultura, l&#8217;intelligenza, il lavoro, la creativit\u00e0, la responsabilit\u00e0, il risparmio, la saggezza, il buon senso. Quale maledizione impedisce agli italiani di avere una classe dirigente che non li tradisca, non li inganni, non li venda a forze estranee in cambio di vantaggi personali? Questa \u00e8 la domanda, e bisogna provare a rispondere. Altrimenti, tanto vale rassegnarsi a sopportare questa situazione: un grande popolo che decide di suicidarsi, dando le chiavi della macchina a un autista folle, venduto e corrotto.<\/p>\n<p>Per rispondere a questa domanda, \u00e8 necessario fare una premessa di filosofia della politica e una constatazione di ordine storico. La premessa \u00e8 che una classe dirigente svolge la sua funzione naturale, che \u00e8 quella di far coincidere il proprio interesse con quello della nazione, se vi \u00e8 la sovranit\u00e0 politica; in assenza di questa, la classe dirigente bada solo al proprio tornaconto e serve tranquillamente qualsiasi potere straniero, come \u00e8 accaduto per secoli nell&#8217;Italia pre-unitaria. La constatazione storica \u00e8 che la sovranit\u00e0 \u00e8 la condizione indispensabile perch\u00e9 una classe dirigente possa assolvere al suo compito naturale nei confronti della nazione; e che la sovranit\u00e0, per la nazione italiana, finisce irreparabilmente l&#8217;8 settembre 1943. E non finisce, si badi, per effetto della sconfitta militare, perch\u00e9 la Germania, che due anni dopo sarebbe stata sconfitta in maniera ben pi\u00f9 dura, \u00e8 riuscita a riprendersi quasi tutta la sua sovranit\u00e0, perch\u00e9 la sua classe dirigente, lavorando con pazienza e tenacia, ha eliminato uno ad uno i vincoli posti dai vincitori, a cominciare dalla divisione politica in due Stati contrapposti. L&#8217;Italia invece perde la sua sovranit\u00e0 nel 1943 sia per il modo in cui si \u00e8 arresa, guadagnandosi il disprezzo di tutto il mondo e l&#8217;auto-disprezzo, sia pur dissimulato, del suo stesso popolo (si pensi al cinema degli anni successivi, con personaggi di anti-eroi come Tot\u00f2 o come Sordi, cio\u00e8 figure da operetta, al posto di personaggi fieri e coraggiosi, come Amedeo Nazzari, nei quali il pubblico di prima poteva identificarsi), sia per la successiva guerra civile, ipocritamente ribattezzata Resistenza, che ha distrutto tutta l&#8217;opera del Risorgimento, della Prima guerra mondiale e del fascismo, cio\u00e8 l&#8217;opera di effettiva unificazione del popolo italiano e di fondazione di un patto di mutua solidariet\u00e0 fra popolo e classe dirigente. L&#8217;8 settembre 1943, con la logica premessa del 25 luglio, segna il ritorno alle Italie anteriori al 1861, coi loro particolarismi e i loro egoismi, e soprattutto con le loro classi dirigenti ben decise a reggersi in sella a qualsiasi costo, anche al prezzo del tradimento pi\u00f9 ignominioso, accettando il ruolo sub-coloniale di chi governa, ma solo di nome, per conto di un potere estraneo, senza alcun riguardo per l&#8217;interesse effettivo del proprio popolo. La fuga di Pescara di Badoglio e Vittorio Emanuele III \u00e8 la rappresentazione plastica di tale divorzio fra la classe dirigente e il popolo: l&#8217;una preoccupata solo di se stessa, l&#8217;altro abbandonato al peggiore dei destini.<\/p>\n<p>Questa premessa \u00e8 necessaria per capire come siamo arrivati alla situazione attuale. La Repubblica del 1946 nasce su un colossale inganno e una sistematica mistificazione, per nascondere a tutti, ma specialmente al popolo italiano, che l&#8217;Italia ha perso la sua sovranit\u00e0, e pi\u00f9 precisamente che la sua classe dirigente l&#8217;ha venduta in cambio del privilegio di restare formalmente al potere, ma in conto terzi. Perci\u00f2, da quel momento, \u00e8 stata fatta una capillare e incessante opera di falsificazione della storia: i peggiori sono diventati i migliori, e viceversa. Nel campo della cultura, per esempio, i pi\u00f9 servi, i pi\u00f9 invidiosi e meschini, come Benedetto Croce, sono assurti alla gloria dei libri di testo, e celebrati come grandi personaggi; i pi\u00f9 fieri e originali, come Giovanni Gentile per la filosofia e Gioacchino Volpe per la storia, sono stati condannati alla <em>damnatio memoriae<\/em> o, nel migliore dei casi, all&#8217;oblio, perch\u00e9 avrebbero dato ombra ai vincitori. La stessa cosa \u00e8 avvenuto nella politica, nella pubblica amministrazione, nella magistratura, nell&#8217;impresa statale, nella ricerca scientifica, ecc. Quelli che potevano vantare un <em>pedigree<\/em> antifascista, magari raffazzonato all&#8217;ultimo momento, sono passati a ruoli dirigenti; quelli che non hanno voluto rinnegare il loro passato fascista sono stati emarginati o esclusi. Per non parlare dell&#8217;ambito governativo. Togliatti, che prendeva ordini direttamente da Stalin e se ne fregava sia dei comunisti rifugiatisi in URSS durante il fascismo, sia dei soldati dell&#8217;ARMIR caduti prigionieri, \u00e8 assurto al rango di grande statista; i partigiani comunisti, ladri, assassini e stupratori, promossi a eroi sena macchia e senza paura, con tanto di canzoncina pseudo patriottica, <em>Bella ciao<\/em>, da insegnare ai bambini nelle scuole; e le vittime di quei massacri, di quegli stupri, coperte di disprezzo e storicamente condannate senza appello. Silenzio di tomba, poi, sulle foibe e sul dramma dei profughi giuliani (\u00e8 curioso: oggi che i profughi, anzi i falsi profughi, sono africani, quella stessa sinistra che allora accoglieva a sputi e parolacce gli istriani, i fiumani e i dalmati, oggi predica <em>il dovere<\/em> dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;inclusione ad ogni costo). \u00c8 stata una selezione all&#8217;incontrario: il servilismo al posto del merito, l&#8217;obbedienza canina al posto della indipendenza di pensiero e di azione. E cos\u00ec l&#8217;Italia si \u00e8 trovato a essere governata da due poteri: uno apparente, la sua classe dirigente sempre pi\u00f9 inefficiente, corrotta e ferocemente egoista, e uno reale, il potere politico e finanziario dei vincitori, che di quella classe dirigente si \u00e8 servito, carezzandola nei suoi peggiori difetti e nei suoi vizi storici, per tenere l&#8217;Italia costantemente legata alla catena e con la museruola. Bisogna pur dire, a questo punto, che nonostante il suo peccato d&#8217;origine, nel complesso la classe dirigente italiana si \u00e8 sforzata, per due o tre decenni, di recuperare spazi di manovra, se non proprio di sovranit\u00e0, in modo da tornare a svolgere una funzione utile non solo a se stessa, ma alla nazione: sempre per\u00f2 da parte di <em>outsider<\/em> e non di personaggi radicati nelle istituzioni, gente come Mattei, ad esempio, e non come Andreatta, tanto per fare un paio di esempi, l&#8217;uno in positivo, l&#8217;altro in negativo. Questi margini di autonomia guadagnati assai faticosamente e dietro l&#8217;apparente sottomissione al potere effettivo, si sono per\u00f2 gradualmente ristretti nel corso del tempo; la classe dirigente si \u00e8 stancata di condurre questa politica del doppio binario e a un certo punto, forse anche dopo aver visto che chi non si piegava del tutto al potere effettivo, finiva male, in un modo o nell&#8217;altro (vedi i diversi casi di Moro e di Craxi), \u00e8 tornata allo stile di Badoglio e alla tradizione dell&#8217;8 settembre: tutti a casa, e ciascuno per s\u00e9.<\/p>\n<p>Ed eccoci arrivati agli anni &#8217;90. L&#8217;Italia \u00e8 diventata una grande potenza economica, ma priva di sovranit\u00e0 e priva di una classe dirigente che sappia o che voglia condurre la sua azione a vantaggio della nazione. Ecco il <em>Britannia<\/em>, ecco le privatizzazioni selvagge, ecco l&#8217;ingresso nell&#8217;euro: le tappe della svendita del Paese e del tradimento ai danni del suo popolo. Francia e Gran Bretagna, superate dall&#8217;Italia, sia pur di poco, sul piano economico, avendo per\u00f2 conservato delle classi dirigenti degne di questo nome, sono riuscite a riprendersi. Si pensi all&#8217;azione di risanamento dell&#8217;economia avviata da Margareth Thatcher, quando la Gran Bretagna pareva avviata a un inesorabile declino. Anche l&#8217;Italia avrebbe potuto riprendersi e tornare a giocare la grande partita, ma non ha avuto la minima <em>chance<\/em>, perch\u00e9 la sua classe dirigente aveva gi\u00e0 deciso di tradirla e di badare solamente ai propri affari e soprattutto alla conservazione dei propri privilegi. Meglio un potere in conto terzi, che nessun potere: cos\u00ec essa ha ragionato, e cos\u00ec ragionano ancor oggi i Gentiloni, i Renzi, i Zingaretti, i Di Maio, i Grillo, e tutti gli altri che non vale neppur la pena di nominar, tale \u00e8 la loro inconsistenza e nullit\u00e0 sul piano della competenza, specialmente i ministri dell&#8217;Economia e dei dicasteri ad essa collegati di questi ultimi due decenni. La storia dell&#8217;Italia nell&#8217;euro \u00e8 la storia di un suicidio assistito, di una eutanasia programmata. La prova del ruolo subalterno cui le classi dirigenti italiane si sono adattate \u00e8 che ogni qualvolta un governo ha cercato di riguadagnare qualche margine di autonomia, \u00e8 stato riportato all&#8217;ordine, o fatto cadere, da manovre speculative e ricatti finanziari, la salita dello s<em>pread<\/em> e i giudizi impietosi delle agenzie di <em>rating<\/em>; ogni volta che al potere \u00e8 salito un governo docile (preferibilmente non eletto dal popolo: vedi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni e, ora, il Conte Bis) i poteri forti della finanza hanno allentato un po&#8217; la presa, distribuendo elogi a quei primi ministri e assegnando all&#8217;Italia lo zuccherino per essere stata buona e obbediente. Altro esempio. Come \u00e8 possibile che un manager pubblico, dopo aver portato al disastro l&#8217;azienda che gli era stata affidata, venga liquidato con il massimo della buonuscita e degli onori? In un Paese normale, cio\u00e8 dotato di sovranit\u00e0, un simile signore verrebbe sottoposto a inchiesta e probabilmente processato. Evidentemente, quel premio e quelle gratifiche attestano che egli ha fatto bene il suo lavoro: che non era quello di far prosperare l&#8217;azienda a lui affidata, ma di affossarla. Altro esempio ancora. In un Paese sovrano, il governo non consente che i suoi pi\u00f9 grossi imprenditori si trasferiscano tranquillamente all&#8217;estero, senza aver restituito un centesimo di quanto hanno ricevuto dallo Stato per anni e per decenni: eppure la FIAT ha fatto questo, e ora in Italia non paga nemmeno pi\u00f9 le tasse, dopo aver licenziato tutti gli operai che non le servivano quando ha decisi di andarsene. Curioso, vero? Ci\u00f2 accade quando la classe dirigente e l&#8217;interesse nazionale viaggiano su binari diversi e del tutto divergenti. Quel che \u00e8 buono per la classe dirigente \u00e8 cattivo per quella nazione. I magistrati che lottano seriamente contro la mafia vengono trasferiti o assassinati, quelli che fingono di non vedere i boss latitanti che girano per la strada a viso aperto, restano e fanno carriera. Una selezione all&#8217;incontrario, appunto: vince chi fa peggio. La cosa \u00e8 tanto evidente che perfino i ciechi dovrebbero vederla.<\/p>\n<p>E tuttavia, il popolo italiano stentava a rassegnarsi: possedeva ancora una spina dorsale, quella eroica classe di piccoli imprenditori, artigiani e commercianti che nonostante tutto, bench\u00e9 spremuti da un fisco assurdamente rapace e ostacolati da normative europee tanto capziose quanto irrazionali, ha seguitato a lavorare, a produrre, a risparmiare. Bisognava abbatterlo, perch\u00e9 solo spezzando la spina dorsale del popolo italiano si sarebbe potuta realizzare l&#8217;agenda assegnata dai poteri fori della finanza internazionale alla classe dirigente italiana. L&#8217;emergenza sanitaria per il Covid-19 \u00e8 servita a questo: a distruggere quell&#8217;ultimo nucleo di resistenza, quell&#8217;irriducibile zoccolo duro. Alcuni mesi di blocco pressoch\u00e9 totale del fatturato avrebbero piegato l&#8217;ultimo ostacolo: ed \u00e8 quel che il signor Conte sta facendo, scientemente e deliberatamente, per conto e nell&#8217;esclusivo interesse dei suoi padroni e burattinai. Di nuovo, si obietter\u00e0: ma gli italiani non sono obbligati a votare per della gente di tal fatta. Vero. Per\u00f2, a parte il fatto che gente di tal fatta non ha bisogno del voto degli italiani per arrivare a palazzo e chiudervisi dentro tutto il tempo che vuole, se non c&#8217;\u00e8 la sovranit\u00e0 dello Stato, non ci pu\u00f2 essere una classe dirigente capace di rappresentarli e interessata a farlo, ma solo una classe di servi che pi\u00f9 o meno si equivalgono, a sinistra, al centro o a destra. Prendiamo il caso del Movimento 5 Stelle: si \u00e8 presentato come antisistema, \u00e8 stato votato perch\u00e9 diceva di voler uscire dall&#8217;euro; e cosa ha fatto, non appena giunto a palazzo? Si \u00e8 incollato alle poltrone e ha fatto esattamente il contrario di ci\u00f2 che aveva promesso agli elettori. Questa \u00e8 la situazione. E ci siamo arrivati per gradi, lentamente, partendo dall&#8217;8 settembre del 1943. Il merito \u00e8 stato abolito e la carriera \u00e8 stata assicurata ai mediocri, purch\u00e9 obbedienti e allineati. Migliaia di italiani colti, intelligenti, preparati, onesti, sono rimasti al palo, ignorati dal sistema: hanno fatto carriera gli altri, quelli che si sono messi in vendita sul mercato delle vacche. Lo stiamo vedendo anche nell&#8217;ambito medico e scientifico, proprio in questi giorni di emergenza sanitaria. Non parliamo del giornalismo e dell&#8217;informazione: \u00e8 arrivato il momento della pi\u00f9 grave crisi mai vissuta dal Paese dopo la Seconda guerra mondiale, e quasi tutti hanno mostrato il loro volto di mediocri, di servi, di mercenari pronti a vendersi. Si son messi a ragliare, a grugnire, a latrare secondo gli ordini del padrone. Padrone che, lo ripetiamo, non si trova in Italia, perch\u00e9 essa non \u00e8 pi\u00f9 uno Stato sovrano. Come ne usciremo? Male, malissimo, se non correremo ai ripari: fermando e processando i traditori. Ma per farlo ci vogliono fierezza e idee chiare. Dove trovarle, se non tornando al Dio dei nostri padri?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Possiamo e dobbiamo domandarci: perch\u00e9 ci siamo ridotti cos\u00ec? 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