{"id":29350,"date":"2019-11-20T08:45:00","date_gmt":"2019-11-20T08:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/11\/20\/una-civilta-che-sa-solo-distruggere-ha-le-ore-contate\/"},"modified":"2019-11-20T08:45:00","modified_gmt":"2019-11-20T08:45:00","slug":"una-civilta-che-sa-solo-distruggere-ha-le-ore-contate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/11\/20\/una-civilta-che-sa-solo-distruggere-ha-le-ore-contate\/","title":{"rendered":"Una civilt\u00e0 che sa solo distruggere ha le ore contate"},"content":{"rendered":"<p>Stiamo vivendo lo sfacelo della civilt\u00e0 moderna, ne siamo sia i testimoni che le vittime. E lo sfacelo non \u00e8 stato, come per tutte le altre civilt\u00e0, il prodotto di processi degenerativi che hanno sopraffatto i dinamismi virtuosi da cui esse erano nate e si erano sviluppate; al contrario, \u00e8 stato sin dall&#8217;inizio, inscritto nel suo DNA; \u00e8 stato la cifra e l&#8217;essenza dei suoi contenuti, anche se ci\u00f2 \u00e8 stato messo in ombra dagli straordinari sviluppi della tecnica. La tecnica, e solo la tecnica, ha dato l&#8217;impressione che la civilt\u00e0 moderna fosse, come le altre civilt\u00e0, sorretta da uno slancio vitale, che fosse nata da un sovrappi\u00f9 di energie biologiche, intellettuali, spirituali, e quindi orientata verso la vita; al contrario, essa \u00e8 stata, fin dall&#8217;inizio, una civilt\u00e0 di morte, una civilt\u00e0 necrofila, perch\u00e9 nata dall&#8217;odio verso la civilt\u00e0 che l&#8217;aveva preceduta, quella cristiana medievale, e orientata quasi esclusivamente verso la distruzione delle proprie radici e della propria tradizione. In teoria il furore distruttivo era accompagnato da una esaltazione del progresso, da una celebrazione della scienza, e ci\u00f2 ha fatto credere ai sui figli di essere una civilt\u00e0 vera, dotata di un sano ottimismo e normalmente orientata verso la vita; ma la tecnica, l&#8217;adorazione per la macchina, sono state il paravento di un feroce odio contro la vita, culminato, ai nostri d\u00ec, nel folle sogno di &quot;perfezionare&quot; la natura, sostituendo la macchina all&#8217;uomo o, peggio, inserendo la macchina nell&#8217;organismo umano, in modo da disporre di un nuovo soggetto, generato dall&#8217;empia unione fra l&#8217;elemento biologico, che \u00e8 vita, e l&#8217;elemento artificiale meccanico, che \u00e8 morte. Naturalmente i propagandisti del Pensiero Unico affermano e ripetono, fino alla noia, che la tecnica \u00e8 a favore della vita e che serve a difendere e potenziare la vita, in particolare nell&#8217;ambito sanitario e farmaceutico e in quello genetico e chirurgico: dicono, per esempio, che grazie ai progressi della tecnica si possono trapiantare organi salvando vite umane, e inoltre si pu\u00f2 fare in modo che delle coppie sterili abbiano comunque dei figli. Ma questi vantaggi, veri o anche supposti, vengono sbandierati senza tener conto dei costi e del lato oscuro di tali pratiche: il trapianto di organi presuppone l&#8217;espianto, che \u00e8, tecnicamente parlando, l&#8217;asportazione di organi da un organismo ancora vivo e vitale, mentre le pratiche della fecondazione artificiale si risolvono sovente in manipolazioni genetiche di pi\u00f9 che dubbia liceit\u00e0 morale. Inoltre non si tiene conto, nella valutazione del rapporto costi\/benefici, dei danni che la tecnica indirettamente provoca agli uomini: sempre restando nell&#8217;ambito sanitario, ad esempio, si tace abitualmente sul fatto che circa il 30% delle patologie, nella nostra societ\u00e0, sono di origine iatrogena, vale a dire provocate dagli stessi farmaci o dalle stesse terapie messe in atto per curare altri disturbi o patologie.<\/p>\n<p>In generale lo sviluppo della tecnica, lasciata libera di moltiplicare se stessa e di ampliare il suo raggio d&#8217;azione in misura esponenziale, senza un progetto complessivo, senza una filosofia che la indirizzi in una direzione indiscutibilmente utile, ma anzi lasciata in mano a soggetti economici in gran parte privati, banche e compagnie multinazionali, miranti esclusivamente ad accrescer ei loro profitti, ha prodotto una proliferazione di sostanze e processi dannosi per l&#8217;uomo: montagne di plastica, fino a produrre addirittura grandi isole galleggianti negli oceani; inquinamento del&#8217;aria, dell&#8217;acqua e del suolo, con gravissime conseguenze per la salute; alterazione drammatica degli equilibri ambientali e progressiva scomparsa della biodiversit\u00e0. A ci\u00f2 si aggiunga la crescita esponenziale della tecnologia militare, giunta a livelli tali da poter distruggere decine di volte la vita sul nostri pianeta, qualora venissero realmente impiegate le armi atomiche di cui esistono ricchi arsenali, e si avr\u00e0 un quadro pi\u00f9 completo e realistico della situazione, che smentisce i facili ottimismi e mostra il vero volto della modernit\u00e0: un volto nichilista e distruttivo e una totale assenza di finalit\u00e0 e di scopi, rispetto al potenziale tecnologico di cui essa dispone, che vadano al di l\u00e0 dell&#8217;utile immediato. Di questa povert\u00e0 intellettuale \u00e8 testimonianza la societ\u00e0 americana, ossia la societ\u00e0 quantitativamente e qualitativamente pi\u00f9 avanzata in senso tecnologico, la quale, nel campo del pensiero, non ha saputo produrre nulla di profondo e di originale, poich\u00e9 tutto il suo contributo alla storia della filosofia mondiale si riduce al pragmatismo, la pi\u00f9 banale e la pi\u00f9 inutile di tutte le filosofie; mentre in campo religioso ha saputo coltivare solo un protestantesimo gretto, letteralista, aggrappato allo spirito dell&#8217;Antico Testamento pi\u00f9 che a quello del Nuovo e perci\u00f2 sostanzialmente chiuso in una visione legalistica, formalista e contrattualistica della relazione dell&#8217;uomo con Dio; per poi cedere il passo a una quantit\u00e0 di culti e credenze di ogni tipo e per fare spazio al satanismo e alla magia nera, quale esito finale della propria <em>hybris<\/em> (si ricordi sempre che la magia \u00e8 sorella ideale della scienza e <em>non<\/em> della religione, perch\u00e9 esprime anch&#8217;essa una brama di dominio sulle cose e non un bisogno di adorazione).<\/p>\n<p>Lo spirito intrinsecamente nichilista e distruttivo della modernit\u00e0 \u00e8 particolarmente palese nelle arti figurative, nel cinema e nella letteratura. Osservava amaramente il personaggio di un romanzo dello scrittore romagnolo Mario Mariani (Roma, 1883-San Paolo del Brasile, 1951), oggi quasi dimenticato, ma assai popolare nella prima met\u00e0 del XX secolo, e specialmente nel ventennio fra le due guerre mondiali (Da: M. Mariani, <em>Gli ultimi uomini<\/em>, Milano, Sonzogno, 1948, pp. 163-165):<\/p>\n<p><em>Abbiamo disintegrato la letteratura. Anche la letteratura \u00e8 letteratura&#8230; letteratura, purissima; vuoto concentrato. Si tratta soprattutto di rinnovare le immagini. \u00c8 vietato dire: profumata come una rosa. L&#8217;immagine \u00e8 cos\u00ec vecchia, cos\u00ec vieta che uno scrittore moderno dice piuttosto: profumata come&#8230; una parola di Cambronne. Se le immagini son nuove tutto il resto non conta. Non esiste pi\u00f9 letteratura narrativa perch\u00e9 \u00e8 meglio non raccontare niente a nessuno, non esiste pi\u00f9 letteratura di pensiero perch\u00e9 non vogliamo pensare a niente, non esiste letteratura didattica perch\u00e9 nessuno ha voglia d&#8217;imparare.<\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo trasformato, sempre per trovare del nuovo, la donna in uomo e l&#8217;uomo in donna. Abbiamo disintegrato totalmente la morale.<\/em><\/p>\n<p><em>Era chiaro che, da ultimo, dovevamo disintegrare anche l&#8217;atomo e il nucleo dell&#8217;atomo e trovare in questo quella forma di Pansuicidio che Edoardo von Hartmann credeva potesse essere il risultato cosciente della nostra sterile vecchiezza e della nostra inutilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Il convincimento, anzi la sicurezza della nostra prossima fine, non \u00e8 soltanto mio; esiste in tutti; &quot;anche in voi che lo negate&quot;. \u00c8 un convincimento pi\u00f9 profondo di quello che s&#8217;esterna in lunghe diatribe e geremiadi, in chiacchiere o piagnistei. \u00c8 un convincimento del subcosciente; fisiologico, appartiene gi\u00e0 alla carne, al sangue. E, senza un ragionamento, domina tutta la nostra condotta, tutta la nostra vita strenua, il nostro carpe diem senza scrupoli. Che altrimenti non si spiegherebbe. Lo sfacelo senza precedenti dei nostri criteri etici, lo scatenarsi dei nostri bassi istinti, liberati da ogni freno inibitorio, da ogni controllo, dipendono dal fatto che tutti sappiamo d&#8217;esser condannati, di dover morire non di vecchiaia, ma forse tra un giorno, tra un&#8217;ora. Per questo non c&#8221;importa pi\u00f9 nulla l&#8217;onore o il disonore, il rossetto di noi stessi o quello degli altri, il decoro o l&#8217;umiliazione, la dignit\u00e0 o la bassezza. La nostra unica preoccupazione \u00e8 il godimento; strappare ancora a questo mondo di miseria e di nefandezze un attimo di gioia; degli occhi, della gola, del sesso. Dall&#8217;imbroglio alla truffa, alla rapina, alla grassazione, all&#8217;assassinio tutto serve se ci procura una notte di ubriacatura, di ballo, d&#8217;orgia, di volutt\u00e0. E sappiamo che tutte queste cose, che vogliamo subito, che non possiamo pi\u00f9 aspettare dal tempo, dalla operosit\u00e0, dalla pazienza ce le pu\u00f2 dare solo il danaro, comunque guadagnato. E allora ricorriamo al falso, al grimaldello, alla mitragliatrice. Gli eroi della strada maestra si moltiplicano e si moltiplicano anche le bande, ma non dovete credere che lo specchio fedele della nostra societ\u00e0 in disfacimento sia la cronaca poliziesca dei giornali; quella, per quanto paurosa, non ne d\u00e0 che una vaga, pallida idea&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Ora, \u00e8 possibile, anzi \u00e8 perfino probabile, che quanti perseguono la distruzione della letteratura, delle arti figurative, della cultura e della morale siano semplicemente dei nichilisti convinti di recare la preziosa testimonianza del loro travaglio interiore e del malessere psicologico ed esistenziale di tutte le anime nobilmente pensose di questo mondo; ma \u00e8 certo che al di sopra di loro c&#8217;\u00e8 una regia occulta che dirige il gioco. Una regia che possiede materialmente, cio\u00e8 finanziariamente, tutti i grandi canali d&#8217;informazione, i centri dell&#8217;editoria e della cultura, le case cinematografiche, i laboratori di ricerca scientifica e tecnologica, e che persegue il fine non soltanto di distruggere, ma, nello stesso tempo, di sovvertire e pervertire ogni cosa. Pervertire viene dal latino <em>pervert\u011bre<\/em>, formato da <em>per<\/em> e il verbo <em>vert\u011bre<\/em>, volgere, e significa <em>sconvolgere, mettere sottosopra<\/em> (Treccani). In altre parole, essa vuole realizzare il sogno di Nietzsche: la trasvalutazione di tutti i valori. Il bene diventa male, e il male diventa bene; il giusto diventa ingiusto e l&#8217;ingiusto, giusto; il vero diventa falso e il falso, vero; il bello diventa brutto e il brutto, bello; e cos\u00ec via. C&#8217;\u00e8 solo un piccolo dettaglio da osservare in proposito: che nessuna societ\u00e0, partendo da quella pi\u00f9 elementare, cio\u00e8 la famiglia, e arrivando alla pi\u00f9 grande, potrebbe mai sopportare una simile prova e uscirne viva. Il risultato inevitabile del capovolgimento di tutti i valori non pu\u00f2 essere che la fine di quella societ\u00e0; con o senza le macchine. Anzi, l&#8217;alto livello di sviluppo tecnologico si rivolter\u00e0 contro la societ\u00e0 e ne affretter\u00e0 la rovina; perch\u00e9 in presenza di un rovesciamento dei valori, il potere della tecnica, che \u00e8 grandissimo e tende di per se stesso a sfuggire al controllo, verr\u00e0 necessariamente indirizzato verso gli obiettivi pi\u00f9 egoistici, e pertanto pi\u00f9 distruttivi.<\/p>\n<p>Immersi come siamo in un clima esistenziale nichilista, non ci accorgiamo neppure pi\u00f9 di quanto sia negativo il nostro stile di vita. Non solo siamo costretti a vivere nella bruttezza, grazie ad architetti e urbanisti che coltivano, scientemente o no, una visione necrofila del paesaggio urbano, e ci mettono anche la ciliegina sulla torta con qualche edificio colossale d&#8217;ispirazione satanica, come fanno alcune celebri <em>archistar<\/em> (si pensi all&#8217;aeroporto internazionale di Denver, in Colorado; ma l&#8217;elenco sarebbe lunghissimo e comprende pure una quantit\u00e0 di chiese e santuari), ma scelgono senza alcuna necessit\u00e0 di coltivare cose brutte, negative, distruttive, nel loro tempo libero: film, programmi televisivi, fumetti, libri, tatuaggi e cento altre cose che si ispirano, anche se forse i poveri sciocchi non ne hanno la minima idea, oppure credono che sia solo una specie di gioco, a precise simbologie demoniache. Prediamo il caso dei tatuaggi d&#8217;ispirazione occultistica e satanica: quanti se li fanno, al di l\u00e0 delle loro intenzioni soggettive, aprono altrettante porte sul mondo del male, che \u00e8 una realt\u00e0 viva e reale, e attraverso quelle porte influssi diabolici suggestionano le loro menti e tendono a soggiogarli senza che se ne rendano conto. I luoghi in cui viviamo e nei quali ci muoviamo possono anche venir dedicati alle forze del male: si pensi, per fare un esempio, alla raccapricciante cerimonia d&#8217;inaugurazione del traforo del San Gottardo, nel 2016, alla presenza di tre capi di Stato o di governo. Il regista di quella lugubre operazione \u00e8 stato il tedesco Volker Hesse. Inutile domandarsi se costui sia un satanista o se si limiti a farsi pagare dall&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> satanista finanziaria: il risultato \u00e8 lo stesso, la consacrazione al diavolo di un luogo di traffico internazionale. E lo stesso discorso di pu\u00f2 fare per la piramide del Louvre, o il gi\u00e0 citato aeroporto di Denver, o il santuario di San Giovanni Rotondo, infarciti di simboli massonici e\/o satanisti. La nostra \u00e8 una societ\u00e0 malata, sprofondata nel male e che evoca continuamente il male, lo celebra, lo adora. L&#8217;inversione sessuale, che oggi va di gran moda ed \u00e8 esaltata da tutto l&#8217;<em>establishment<\/em> mediatico e sedicente intellettuale, non \u00e8 che l&#8217;ultimo anello di questa strategia nichilista. Come gi\u00e0 aveva visto Mario Mariani, spingere l&#8217;uomo a farsi donna, e la donna a farsi uomo, significa assestare il colpo decisivo all&#8217;ultimo bastione ancora integro in tutto questo caos: la famiglia. L&#8217;adozione di bambini da parte delle coppie omofile, e la procreazione mediante la fecondazione eterologa, sono il coronamento di questo disegno di autodistruzione sociale e morale, cui si unisce una politica scientemente pianificata di sostituzione della popolazione europea con una popolazione afroislamica. Dobbiamo renderci conto di quali siano le radici del male se vogliamo sperare di invertire la tendenza, anche se, probabilmente, \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi. Nondimeno vale la pena di provarci, se non altro per la nostra dignit\u00e0 e per il rispetto dovuto alle future generazioni. Abbiamo il dovere di non consegnar loro un mondo irrimediabilmente condannato alla rovina, ma di trasmettere loro almeno gli strumenti intellettuali e morali per individuare e seguire una strada diversa. Le radici del male sono nell&#8217;idea centrale della modernit\u00e0, che \u00e8 anticristiana, antispirituale e, in definitiva, antiumana; la sola possibile via d&#8217;uscita \u00e8 nel ritorno alla nostra tradizione. <em>Ormai solo un dio ci pu\u00f2 salvare<\/em>, diceva Heidegger. Noi diciamo invece: non un dio qualsiasi, ma il solo che \u00e8 Vero: il Dio dei nostri padri. Perci\u00f2 attenzione: se il papa vuol farci adorare Pachamama dobbiamo capire qual \u00e8 il fine cui tende.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stiamo vivendo lo sfacelo della civilt\u00e0 moderna, ne siamo sia i testimoni che le vittime. 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