{"id":29322,"date":"2007-06-08T11:14:00","date_gmt":"2007-06-08T11:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/06\/08\/un-caso-di-licantropia-nella-germania-del-tardo-xvi-secolo\/"},"modified":"2007-06-08T11:14:00","modified_gmt":"2007-06-08T11:14:00","slug":"un-caso-di-licantropia-nella-germania-del-tardo-xvi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/06\/08\/un-caso-di-licantropia-nella-germania-del-tardo-xvi-secolo\/","title":{"rendered":"Un caso di licantropia nella Germania del tardo XVI secolo"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1589 a Bedburg, presso Colonia, veniva giustiziato sotto l&#8217;accusa di stregoneria e licantropia un tale Peeter Stubbe, ritenuto responsabile della morte di numerosi esseri umani fra i quali donne e bambini. La sua attivit\u00e0 sanguinaria di lupo mannaro era durata per ben 25 anni e aveva seminato il terrore nella Renania, grazie a una cintura magica datagli dal Diavolo in persone, col quale aveva stretto un patto scellerato. Le vittime accertate nel corso del processo non erano state meno di sedici. Cos\u00ec almeno risulta dall&#8217;ampia deposizione che egli rese alle autorit\u00e0 inquirenti prima di subire il supplizio.<\/p>\n<p>Tanta era stata l&#8217;impressione destata dal processo, che le autorit\u00e0 municipali decisero di far stampare a proprie spese un resoconto tratto dall&#8217;inchiesta. Si tratta di un documento di notevole valore storico e sociologico, qualunque sia la conclusione che da esso si voglia ricavare. Non si tratta dei verbali dell&#8217;interrogatorio, bens\u00ec di un racconto in forma narrativa che riassume i punti principali della vita di Stubbe, a partire dall&#8217;inizio della sua attivit\u00e0 di assassino. Con lucidit\u00e0 e coerenza, egli ripercorre le tappe della sua tremenda &#8216;carriera&#8217;, da quel giorno fatale in cui il Demonio gli fece dono di una cintura magica per trasformarsi in lupo, fino alla cattura che egli attribuiva all&#8217;impossibilit\u00e0 di servirsi essa. La storia ha uno scopo edificante, come si dice esplicitamente fin dalle prime righe, per cui non soddisfa le esigenza della nostra mentalit\u00e0 moderna, per esempio, non si dice nemmeno quale fosse la sua professione, mentre si indugia volentieri su particolari secondari o ci si diffonde in giudizi morali che possono apparire enfatici e magniloquenti. L&#8217;insieme, tuttavia, colpisce per la coerenza e consequenzialit\u00e0 della vicenda e per una nota di crudo realismo nella descrizione dei pi\u00f9 raccapriccianti delitti.<\/p>\n<p>Nel corso dell&#8217;inchiesta risult\u00f2 che anche la figlia e l&#8217;amante di Peeter Stubbe erano state complici dei suoi crimini, per cui vennero condannate a morte insieme a lui. L&#8217;esecuzione della sentenza fu spietata: il principale imputato venne condannato al supplizio della ruota, le due donne al rogo. Infine i magistrati decretarono che i misteri resti dello stregone venissero esposti in una sorta di macabro monumento, a monito nei confronti di quanti fossero tentati di imitarne l&#8217;esempio e di vendere la propria anima al Demonio.<\/p>\n<p>Una pagina di storia semi-dimenticata del tardo Rinascimento: fu quello, e il successivo secolo della cosiddetta Rivoluzione scientifica -il XVII &#8211; il periodo di massima recrudescenza della caccia alle streghe; e non, come a lungo si era affermato sulla scia di una visione illuministica e positivistica, il &quot;buio&quot; Medioevo. Tuttavia, il fatto che le pene erogate dall&#8217;Inquisizione e dai poteri civili fossero inumane e viziate da una vera ossessione del demoniaco, come testimoniano i numerosi manuali ad uso degli inquirenti (fra i quali il celebre &quot;Trattato di demonologia&quot; di Francesco Maria Guaccio, pubblicato a Milano nel 1608 e abbastanza recentemente ripubblicato dalla Casa editrice Fratelli Melita, nel 1988) non significa che la stregoneria fosse unicamente una sadica invenzione di menti superstiziose. Essa esisteva all&#8217;epoca, cos\u00ec come era esistita fin dai tempi pi\u00f9 antichi e come continua ad esistere, per quanto non sembri, al giorno d&#8217;oggi.<\/p>\n<p>(N. B.: per la trascrizione della storia di Peeter Stubbe abbiamo seguito la versione tradotta in italiano e riportata in appendice al libro di Italo e Paola Sordi, <em>L&#8217;uomo lupo,<\/em> Milano, Armenia Editore, 1974, pp. 191-201).<\/p>\n<p><em>VERA RELAZIONE<\/em><\/p>\n<p><em>OVE SI NARRANO LA VITA ABOMINEVOLE E LA MORTE DI<\/em><\/p>\n<p><em>PEETER STUBBE<\/em><\/p>\n<p><em>Malvagissimo stregone che sotto l&#8217;aspetto di Lupo commise molti assassinii, continuando questa diabolica pratica 25 anni e uccidendo e divorando Uomini, Donne, e Bambini, e che per queste atrocit\u00e0 fu preso e giustiziato il 31 ottobre nel borgo di Bedburg presso la citt\u00e0 di Colonia in Germania.<\/em><\/p>\n<p><em>1590<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Coloro ai quali il Signore ha lasciato seguire le Immaginazioni dei loro cuori, disprezzando la Grazia che egli offriva loro , a causa della durezza del loro cuore e per disprezzo della Sua partenza misericordia, finiscono per imboccare la strada che mena direttamente alla Perdizione e alla Distruzione eterna del corpo e dell&#8217;anima: come si potr\u00e0 vedere perfettamente nella presente storia. La stranezza di essa, insieme alle crudelt\u00e0 che vi si vedranno narrate, e la lunga durata dei fatti, potranno indurre molte persone a dubitare che la storia stessa sia vera e che racconti falsi e favolosi siano stati stampati invece di cose reali, inducendo incredulit\u00e0 nel cuore di molte persone. Io chiedo ai lettori di questa storia di abbandonare questa opinione e di affrontare questo racconto con pazienza, perch\u00e9 esso \u00e8 stato pubblicato per fornire un esempio, e di considerare che lo si deve leggere secondo ragione e saggezza, pensando alle sottigliezze che Satana sa usare per operare la distruzione delle anime, e ai grandi effetti che pu\u00f2 suscitare la maledetta pratica della stregoneria, i cui frutti sono la morte e la distruzione eterna, e che pure in un modo o nell&#8217;altro, secondo quanto il diavolo ha permesso all&#8217;uno o all&#8217;altro di esercitarla, \u00e8 stata in tutte le epoche praticata dai reprobi e dai malvagi su questa terra. E fra tutti quelli che sono finora vissuti nessuno fu paragonabile a questo essere feroce, la cui disumana crudelt\u00e0 dimostr\u00f2 bene che egli era figlio del diavolo, che fu un assassino fino dalla giovinezza e la cui vitae la cui morte la storia che qui segue riferir\u00e0 esattamente insieme alle sue azioni sanguinose.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nelle citt\u00e0 di Peradt e di Bedburg presso Colonia in Germania nacque e crebbe un tale Peeter Stubbe, che grandemente inclinato al male e alla pratica delle malvagie arti fino dai dodici anni e poi sempre fino al giorno della sua morte, a tal punto che spingendosi avanti nel maledetto desiderio della magia, della Negromanzia e della Stregoneria si leg\u00f2 con molti spiriti e demoni infernali, dimenticando quel Dio che lo aveva creato e quel Salvatore che aveva sparso il suo sangue per la redenzione dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Alla fine, dimentico della salvezza eterna, egli diede per sempre il suo corpo e la sua anima al diavolo, in cambio di piaceri di breve durata in questa vita, chiedendo di poter essere noto e celebre sulla terra anche se con ci\u00f2 egli perdeva il cielo. Il diavolo, che ha l&#8217;orecchio pronto ad ascoltare le richieste di questi uomini maledetti, gli promise di concedergli tutto ci\u00f2 che il suo cuore desiderava durante la sua vita mortale: e davanti a questa promessa quel feroce essere non espresse il desiderio di ricchezze o di successo, n\u00e9 la sua brama fu soddisfatta da nessun piacere esteriore, ma a causa della crudelt\u00e0 del suo cuore e di un animo estremamente feroce e sanguinario, egli si limit\u00f2 a chiedere che a proprio piacimento potesse esercitare la sua ferocia su uomini, donne e bambini sotto l&#8217;aspetto di qualche animale in cui egli potesse vivere senza timore e senza pericolo e senza essere riconosciuto autore di tutte le imprese sanguinose che egli intendeva commettere.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il diavolo, che vedeva in lui un ottimo strumento per compiere il male, da nemico dell&#8217;umanit\u00e0 che si rallegra dei desideri di persecuzione e distruzione, gli consegn\u00f2 una cintura che, appena indossata sulla sua persona, lo trasformava immediatamente nell&#8217;aspetto di un bramoso e feroce lupo, forte e possente, con grandi occhi che nella notte scintillavano come braci infuocate, con una bocca grande e larga, con denti crudelmente aguzzi, corpo gigantesco e unghioni possenti: mentre non appena si fosse tolto quella cintura sarebbe immediatamente riapparso nella sua forma primitiva con le proporzioni e l&#8217;aspetto di un uomo, come se mai la sua forma fosse stata cambiata.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Peeter Stubbe ebbe un&#8217;immensa gioia di questo, poich\u00e9 la forma che il diavolo gli aveva permesso di assumere si adattava alle sue brame e si conformava nel modo migliore alla sua natura, perch\u00e9 egli era incline al sangue e alla crudelt\u00e0. E perci\u00f2, lieto di quello strano e diabolico dono, egli si volse a commettere i pi\u00f9 odiosi e feroci assassinii. Se v&#8217;era qualche persona che lo aveva offeso egli si riempiva di sete di vendetta; e non appena quella persona o qualche suo parente si trovava solo nei campi e nei dintorni della citt\u00e0, egli andava ad assalirlo sotto l&#8217;aspetto di un lupo e non aveva pace finch\u00e9 non aveva lacerato loro la gola e dilaniato le loro membra. E dopo avere provato questo atroce piacere egli provava tale gusto a spargere sangue, che percorreva la campagna di notte e giorno perpetrando spaventose atrocit\u00e0. Negli intervalli egli se ne andava in giro per le strade di Colonia, di Bedburg e di Peradt, vestito elegantemente e ostentando modi estremamente civili, come persona ben nota a tutti gli abitanti del luogo, e spesso si vedeva rivolgere il saluto da persone a cui egli aveva dilaniato gli amici o i figli, e che erano privi di qualunque sospetto nei suoi riguardi. Nelle strade di quelle citt\u00e0, ripeto, egli camminava su e gi\u00f9 tranquillamente; e se poteva scorgere ragazze, donne o bambini che piacevano ai suoi occhi e che la sua mente desiderava, aspettava che uscissero dalla citt\u00e0, li seguiva, e se in qualche modo riusciva a coglierli soli egli li rapiva trascinandoli in aperta campagna e poi, sotto il suo aspetto di lupo, li assassinava crudelmente. E spesso avveniva che mentre si aggirava lontano dalla citt\u00e0, nei campi scorgesse una compagnia di ragazze che giocavano tra loro; ed egli sotto l&#8217;aspetto di lupo si lanciava in mezzo ad esse, e mentre tutte le ragazze scappavano di qua e di l\u00e0 egli riusciva ad afferrarne una e dopo aver soddisfatto i suoi turpi desideri la uccideva immediatamente, anzi, se egli ne conosceva una in particolare o aveva qualche preferenza per una delle ragazze, inseguiva quella sola, e isolatala dalle compagne, la afferrava, perch\u00e9 quando era sotto l&#8217;aspetto di lupo era estremamente veloce, tanto che avrebbe superato nella corsa il pi\u00f9 veloce levriere del paese.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Aveva dato tali prove della sua malvagit\u00e0 che tutta la provincia era terrorizzata dalla crudelt\u00e0 di quel lupo sanguinario e divoratore. Continuando le sue imprese diaboliche e atroci, nel giro di alcuni anni egli uccise tredici bambini e due giovani donne incinte, strappando i feti dai loro corpi nel modo pi\u00f9 sanguinario e selvaggio e mangiando i cuori caldi, crudi e palpitanti, che egli considerava i bocconi pi\u00f9 delicati e pi\u00f9 confacenti al suo atroce appetito.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Oltre a ci\u00f2, egli spesso uccise agnelli e capretti e altri animali di questo genere che poi divorava crudi e sanguinosi proprio come se fosse stato un vero lupo, tanto che nessuno avrebbe mai osato pensare che si trattava di un&#8217;opera di diabolica stregoneria.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In quel tempo viveva con lui sua figlia, ragazza bella e giovane, per la quale egli concep\u00ec il pi\u00f9 innaturale dei sentimenti, commettendo con lei un atroce incesto, peccato turpe e inumano, molto pi\u00f9 terribile dell&#8217;Adulterio e della Fornicazione, anche se il minore di questi tre peccati gi\u00e0 pu\u00f2 spingere l&#8217;anima nel fuoco dell&#8217;inferno, a meno che non intervenga un pentimento di cuore e la grande misericordia di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questa figlia egli la conobbe quando non era ancora totalmente dedito al male: essa aveva nome Beel Stubbe e la sua bellezza e la grazia erano tali da meritarle l&#8217;ammirazione di tutti coloro che la conoscevano. La sua brama disordinata e i suoi turpi desideri nei suoi riguardi erano tali che egli ne ebbe un figlio e aveva rapporti quotidiani con lei come concubina; ma quella turpe ed insaziabile bestia ormai completamente dedita a fare il male anche giacendo con la propria sorella, e avendo rapporti con lei per molto tempo, al che lo spingeva la malvagit\u00e0 del suo cuore: una volta che la donna era andata da lui per fare quattro chiacchiere, prima che se ne andasse egli se l&#8217;era cos\u00ec guadagnata coi suoi discorsi dolci e carezzevoli e aveva cos\u00ec prevaricato sulla sua volont\u00e0 che, prima che se ne andasse aveva giaciuto con lei e in seguito l&#8217;ebbe sempre ai suoi comandi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questa donna aveva nome Katherine Trompin, era di alta statura e di corporatura aggraziata e godeva di ottima stima tra tutti i suoi vicini. Ma poich\u00e9 queste se voglie turpi e disordinate non venivano soddisfatte dalla compagnia di parecchie concubine, e poich\u00e9 i suoi malvagi desideri non si potevano accontentare della bellezza di nessuna donna, alla fine il diavolo gli mand\u00f2 uno spirito maligno sotto l&#8217;aspetto e i ratti di una donna di viso cos\u00ec bello e di persona cos\u00ec attraente che assomigliava pi\u00f9 a una silfide celeste che a una creatura mortale, tanto che la sua bellezza superava quella delle donne pi\u00f9 eleganti, e con essa gli fu unito per lo spazio di sette anni, bench\u00e9 alla fine essa si dimostrasse e fosse trovata null&#8217;altro che una diavolessa,. Nonostante ci\u00f2 il peccato della carne non appagava la sua mente crudele: ma quel Vampiro insaziabile non calcolava di avere avuto piacere in una giornata &#8211; tale era il gusto che ne provava &#8211; se non avesse sparso in qualche modo del sangue senza tener conto tanto di chi avesse assassinato quanto del solo fatto di uccidere e di distruggere, come poi fu rivelato, cosa che dimostra un grado insolito di crudelt\u00e0 e di durezza di cuore. Egli aveva un figlio giovane e bello, nato quando egli si trovava nel fiore dell&#8217;et\u00e0, il primo frutto del suo corpo, di cui egli provava grande gioia, tanto che spesso lo chiamava luce del suo cuore: eppure il piacere dell&#8217;assassinio super\u00f2 la gioia che provava di quel so unico figlio; e assetato anche del suo sangue, un giorno lo invit\u00f2 a seguirlo in campagna e di l\u00e0 in una vicina foresta dove si appart\u00f2 con la scusa di fare i propri bisogni: e mentre il giovanetto andava avanti egli si nascose assumendo l&#8217;aspetto di lupo, e poi balz\u00f2 sopra il proprio figlio e lo uccise con spaventosa crudelt\u00e0. Ci\u00f2 fatto ne divor\u00f2 il cervello dopo averlo estratto dalla testa, come se fosse il mezzo pi\u00f9 delicato per calmare il suo appetito: fu questo l&#8217;atto pi\u00f9 mostruoso di cui si abbia memoria, perch\u00e9 mai si \u00e8 udito parlare di un malvagio la cui natura fosse cos\u00ec degenerata.<\/em><\/p>\n<p><em>Per molto tempo egli continu\u00f2 in questa vita feroce e inumana, ora sotto l&#8217;aspetto di lupo ora sotto l&#8217;aspetto di uomo, ora nelle citt\u00e0 e nei borghi ora nei boschi e nelle foreste vicine ad esse. I documenti fanno menzione del fatto che un giorno egli scorse due uomini e una donna che egli desider\u00f2 fortemente di uccidere, e per meglio portare ad effetto il suo diabolico proposito, poich\u00e9 temeva di poter essere sopraffatto da essi, dato che conosceva uno di loro per nome, ,per ucciderli us\u00f2 questo stratagemma. Corse molto avanti sul loro cammino e si nascose fuori di vista: non appena essi si furono avvicinati al luogo in cui egli si nascondeva, chiam\u00f2 per nome quello che egli conosceva. Quegli, sentendosi chiamare una volta o due per nome, ritenendo che si trattasse di qualche persona sua amica che si voleva nascondere per scherzo, lasci\u00f2 la compagnia e si diresse verso il luogo da cui sentiva provenire la voce, per vedere di chi si trattava: ma appena capitato davanti all&#8217;uomo trasformato in lupo egli fu ucciso sul posto. Il resto della sua compagnia si era fermata ad aspettare il suo ritorno, ma trovando che l&#8217;attesa era troppo lunga, l&#8217;altro uomo lasci\u00f2 la donna e and\u00f2 a cercarlo. In questo modo l&#8217;uomo-lupo pot\u00e9 uccidere anche la sua seconda vittima. La donna, vedendo che nessuno dei due ritornava, ebbe il sospetto che fosse capitata loro qualche disgrazia e cerc\u00f2 la salvezza nella fuga, allontanandosi con quanta forza aveva nelle gambe: ma ci\u00f2 non le serv\u00ec a nulla, perch\u00e9 fu subito raggiunta da quel velocissimo lupo, il quale, dopo averla violentata, la uccise in modo estremamente crudele. Infatti gli uomini furono trovati dilaniati nel bosco, il corpo della donna non fu mai pi\u00f9 ritrovato: il mostro l&#8217;aveva avidamente divorata perch\u00e9 egli trovava dolce e delicata quella carne.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Cos\u00ec questo atroce peccatore che fu Peeter Stubbe trascorse venticinque anni senza destare alcun sospetto di essere l&#8217;autore di tanti assassinii cos\u00ec crudeli e innaturali e in questo periodo egli uccise e divor\u00f2 un numero incalcolabile di uomini, donne e bambini, oltre alle pecore, agli agnelli e alla capre, e ad altri animali, perch\u00e9 quando egli per la guardia che facevano i cittadini non era n grado d attirare nel pericolo uomini, donne e bambini, quale bestia crudele e feroce egli esercitava la sua avidit\u00e0 bestiale sugli animali nella maniera pi\u00f9 crudele, compiendo pi\u00f9 atrocit\u00e0 di quanto sarebbe credibile, anche se tutta la Germania \u00e8 stata costretta ad ammettere la verit\u00e0 d questi fatti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;I cittadini di Colonia, Bedburg e Peradt si sentivano in un cos\u00ec terribile pericolo, e cos\u00ec, perseguitati e molestati da questo vorace e crudele lupo, che causava continuamente perdite e danni, che pochi o nessuno ormai osava viaggiare dall&#8217;una all&#8217;altra d queste localit\u00e0 senza una grossa difesa di uomini e di armi, sempre per timore di questo lupo feroce e indomabile, poich\u00e9 molte volte gli abitanti della zona avevano trovato sparsi qua e l\u00e0 per campi braccia e gambe di uomini, donne e bambini, con loro grande spavento e dolore, e tutti si rendevano conto che ci\u00f2 era dovuto a quello strano lupo che in nessun modo potevano sopraffare o catturare, cosicch\u00e9 se un uomo o una donna smarrivano un figlio essi potevano considerare perduta la speranza di mai rivederlo in vita perch\u00e9 erano certi che il lupo lo aveva divorato.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma qui va riferito un caso estremamente strano che dimostr\u00f2 una volta di p\u00f9 la grande potenza e la misericordiosa provvidenza di Dio per il conforto di ogni cuore cristiano. Non molto tempo fa alcuni bambini giocavano in un prato vicinissimo alla citt\u00e0, prato n cui per caso pascolavano anche alcune vacche, molte delle quali avevano con loro i vitelli da latte: improvvisamente il lupo s lanci\u00f2 di corsa in mezzo a questi bambini ed afferr\u00f2 per il collo una ragazzina volendo dilaniarle la gola: ma tale fu la volont\u00e0 d Dio che esso non riusc\u00ec a lacerare l colletto del vestito della bambina che era spesso e fortemente inamidato; inoltre l&#8217;urlo che lanciarono gli altri bambini mentre scappavano in tutte le direzioni attrasse l&#8217;attenzione dei bovini che pascolavano: gli animali temendo per i oro vitelli si precipitarono tutti insieme sul lupo, con tanto impeto che esso fu costretto ad abbandonare immediatamente la sua preda e a fuggire il pi\u00f9 rapidamente possibile. In questo modo la bambina fu salvata dalla morte e grazie a Dio \u00e8 ancora in vita.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La verit\u00e0 di questo fatto pu\u00f2 essere testimoniata in qualsiasi momento da Maestro Tichertine, birraio dimorante a Puddlewarfe, a Londra, originario di quella citt\u00e0, uomo di ottima reputazione e oltre a tutto anche parente prossimo di quella bambina e che per questo ha ricevuto due volte delle lettere a proposito della bambina stessa e della sua avventura; la prima lettera, avendo suscitato n lui una certa incredulit\u00e0 in merito ai fatti che vi erano affermati, egli chiese che gli venisse inviata una seconda lettera con maggiori particolari, lettera da cui fu completamente persuaso. E con lui diverse altre persone di grande credito dimoranti a Londra e che hanno ricevuto lettere analoghe da loro amici dimoranti n Germania. Nelle predette citt\u00e0 della Germania venivano continuamente indette preghiere a Dio perch\u00e9 volesse compiacersi di liberarle dal pericolo costituito da quel feroce lupo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Bench\u00e9 gli uomini avessero messo in atto tutti i mezzi consigliati dalla ragione per catturare ed uccidere il feroce animale, essi non poterono n alcun modo ottenere quel risultato sinch\u00e9 il Signore non stabil\u00ec la sua fine. Nonostante tutti gli insuccessi essi continuavano ogni giorno nel loro proposito e ogni giorno tentavano di far cadere in trappola il lupo e allo scopo mantenevano grossi mastini e cani di grande forza per cacciare la bestia dovunque potessero trovarla. Alla fine piacque a Dio che un giorno n cui essi si erano preparati e provveduti per catturarlo essi riuscirono a scorgerlo sotto l&#8217;aspetto di lupo. Subito gli inseguitori circondarono il licantropo e con grande circospezione gli mandarono contro cani in modo che esso non avesse alcuna possibilit\u00e0 d fuga, cosa che essi non erano mai riusciti a fare n precedenza. Cos\u00ec, come il Signore consegn\u00f2 Golia nelle mani di Davide, allo stesso modo questo Lupo fu da Lui dato in potere di quegli uomini. Ed esso, vedendo come ho detto sopra, che non vi era modo di sfuggire all&#8217;imminente pericolo e scorgendo gli inseguitori che gli erano alle calcagna, subito s tolse dalla persona la cintura: al che l&#8217;aspetto d lupo scomparve improvvisamente ed esso apparve sotto il suo vero aspetto e nella sua forma reale, con in mano un bastone, come una persona qualsiasi che fosse in cammino verso la citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma i cacciatori i cui occhi erano sempre stati fissi sull&#8217;animale senza mai perderlo di vista, scorgendolo inaspettatamente trasformato nel luogo stesso in cui stava il lupo, furono presi da un profondo stupore; e se non si fosse dato il caso che essi lo riconobbero appena lo videro, avrebbero certamente pensato che si trattasse di un Diavolo che avesse assunto la forma umana. Invece, conoscendolo bene come abitante da sempre in quella citt\u00e0, lo afferrarono e lo portarono con loro fino n citt\u00e0 nella sua stessa casa per completarne il riconoscimento. L\u00e0 riconoscendo che s trattava proprio di quella persona e non di un inganno o di una illusone fantastica, lo trascinarono immediatamente davanti ai Magistrati perch\u00e9 questi lo interrogassero.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Cos\u00ec il licantropo, finalmente catturato, fu dopo breve tempo posto alla tortura nella citt\u00e0 d Bedburg: ma per timore de tormenti confess\u00f2 spontaneamente i misfatti della sua intera esistenza e rese note le atrocit\u00e0 che aveva commesso per il periodo d venticinque anni; e confess\u00f2 anche come mediante la Stregoneria avesse ottenuto dal Demonio una Cintura che una volta indossata lo trasformava immediatamente in lupo. Confess\u00f2 anche di avere gettato quella Cintura al momento del suo arresto in un certo burrone dove doveva essere rimasta. Udito ci\u00f2, i Magistrati mandarono a cercare la cintura in quel burrone ma non fu assolutamente possibile ritrovarla, tanto che si deve pensare che essa fosse tornata al Diavolo da cui essa proveniva. Infatti il Diavolo, dopo aver portato il disgraziato a quella condizione obbrobriosa, lo lo abbandonava a subire tormenti che le sue azioni gli avevano meritato.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo averlo tenuto in carcere per qualche tempo i Magistrati, attraverso le loro indagini sui fatti, scoprirono che la figlia dell&#8217;accusato Beel Stubbe e la sua amante Katherne Trompin erano ambedue state complici dei molti assassinii compiuti dal licantropo. Stubbe Peeter fu condannato insieme alle sue complici da quel tribunale e la sentenza venne pronunciata il 28 ottobre 1589 n questi termini: \u00abPeeter Stubbe, quale principale colpevole, venne condannato a essere legato su una ruota e ad essere dilaniato in dieci punti diversi del suo corpo con pinze roventi, in modo che la carne si stacchi dalle ossa, e poi ad avere le gambe e le braccia spezzate con una mazza o martello di legno, poi ad essere decapitato e infine ad essere ridotto in cenere.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Anche la sua Figlia e la sua Amante furono condannate ad essere bruciate fino a ridursi in cenere nello stesso giorno e nello stesso momento in cui sarebbe stato bruciato il cadavere del predetto Peeter Stubbe. Il giorno 31 dello stesso mese, essi subirono la morte nel modo sopraddetto nella citt\u00e0 di Bedburg, alla presenza di molti principi e pari di Germania.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Cos\u00ec, Gentile Lettore, io ho posto per iscritto il vero racconto della vita di quell&#8217;uomo malvagio che fu Peeter Stubbe: e le mie parole desidero siano un ammonimento per tutti gli stregoni e per tutte le streghe che indegnamente seguono la propria Immaginazione diabolica per la spaventosa Rovina e la totale Distruzione eterna delle loro anime, pratica malvagia e condannabile: da essa e dalla atrocit\u00e0 dei loro cuori malvagi voglia Iddio preservare tutti i buoni. Amen.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dopo l&#8217;esecuzione, per decreto dei Magistrati della citt\u00e0 di Bedburg venne innalzato un alto palo solidamente fissato al suolo, sul quale venne infilata la ruota su cui erano state spezzate le membra del licantropo; un po&#8217; pi\u00f9 sopra della ruota venne attaccata l&#8217;immagine di un lupi incorniciata in legno per mostrare a tutte le persone l&#8217;aspetto sotto cui il colpevole aveva compiuto le sue atrocit\u00e0. Ancora al di sopra, all&#8217;estremit\u00e0 del palo, venne piantata la testa stessa dello stregone, e tutto intorno alla ruota vennero attaccati sedici pezzi di legno lunghi circa una iarda ciascuno dei quali rappresentava una delle sedici persone che, come era stato assodato, erano state assassinate da Peeter Stubbe. Gli stessi Magistrati ordinarono che tutto ci\u00f2 dovesse rimanere l\u00e0 come perpetuo ricordo alle et\u00e0 future delle atrocit\u00e0 compiute da Peeter Stubbe, con lo svolgimento del suo Giudizio, come il disegno qui riportato spiegher\u00e0 pi\u00f9 chiaramente.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Testimoniano della verit\u00e0 di quanto su esposto:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; Tyse Artyne<\/em><\/p>\n<p><em>William Brewar<\/em><\/p>\n<p><em>Adolf Staedt<\/em><\/p>\n<p><em>George Bores<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Con diversi altri che assistettero a tutto il fatto.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Questo testo straordinario si presta ad una serie di considerazioni sia dal punto di vista strettamente giudiziario, sia sotto l&#8217;aspetto della cultura, della scienza e della psicologia del tardo XVI secolo nell&#8217;Europa centrale e, pi\u00f9 in generale, dell&#8217;Occidente.<\/p>\n<p>Per quel che riguarda l&#8217;aspetto giudiziario, \u00e8 evidente che il procedimento a carico di Peeter Stubbe fu viziato &#8211; come diremmo con linguaggio e con mentalit\u00e0 tipicamente moderni &#8211; da una linea processuale pregiudizialmente colpevolista. L&#8217;imputato era considerato colpevole fin dall&#8217;inizio: l&#8217;essersi trovato presente alla caccia al lupo, a <em>quel<\/em> lupo che, forse, la voce pubblica gi\u00e0 identificava con un lupo mannaro, fu considerato un decisivo elemento di colpevolezza. La piena e dettagliata confessione dell&#8217;imputato, ottenuta con l&#8217;uso o con la minaccia della tortura &#8211; peraltro, prassi assai comune nell&#8217;Europa dell&#8217;epoca, e non solo nei processi di stregoneria &#8211; forn\u00ec quella assoluta evidenza che i giudici, quasi certamente, consideravano acquisita fin dal momento dell&#8217;arresto. In realt\u00e0, gli elementi in mano all&#8217;accusa erano due: l&#8217;evidenza dei delitti e l&#8217;arma &#8211; per cos\u00ec dire &#8211; con cui essi erano stati perpetrati. Ma le vittime erano cadute sotto gli artigli di un lupo, e la cintura magica non venne mai ritrovata. Il teorema accusatorio pot\u00e9 superare entrambe le difficolt\u00e0, sostenendo che il lupo che aveva ucciso quelle sedici persone era un <em>uomo<\/em> che poteva trasformarsi in lupo, e cio\u00e8 l&#8217;imputato; e che la cintura era stata probabilmente fatta scomparire dal Diavolo in persona, cui lo Stubbe si era votato. Mancava ancora un elemento importante, il movente: a ci\u00f2 provvide la confessione dell&#8217;imputato, che afferm\u00f2 di aver <em>chiesto<\/em> al Diavolo di potersi trasformare in una bestia feroce, allo scopo di sfogare impunemente i suoi istinti sanguinari.<\/p>\n<p>Le modalit\u00e0 delle uccisioni, spesso precedute dallo stupro, fanno pensare che si trattasse in primo luogo di delitti sessuali, cui si aggiungeva, <em>post mortem,<\/em> l&#8217;oltraggio dei cadaveri e, in alcuni casi, degli atti di vero e proprio cannibalismo. Riesce per\u00f2 difficile immaginare come l&#8217;uomo potesse trasformarsi in maniera istantanea in lupo e, poi, di nuovo in uomo, anche perch\u00e9 in alcuni delitti egli ammise di aver <em>prima<\/em> abusato sessualmente delle vittime, e <em>poi<\/em> di averle sbranate. Riesce altrettanto difficile immaginare come, allorch\u00e9 si trovava in forma di lupo, lo Stubbe potesse togliersi la cintura, operazione che richiederebbe una struttura delle zampe e una mobilit\u00e0 delle dita che certo il lupo non possiede, anche se animato da intelligenza umana. Infine, ci si potrebbe domandare che fine facessero i vestiti dell&#8217;uomo prima e dopo la trasformazione in lupo mannaro: dato che nella confessione non se ne parla, mentre si afferma che <em>tutte<\/em> le uccisioni erano state attribuite, inizialmente, a un grosso e feroce lupo e non a un lupo mannaro. La preferenza per le vittime impuberi fa pensare a una forma di pedofilia sadica, come nel caso del maresciallo Gilles de Rais; mentre l&#8217;incesto con la figlia e con la sorella e la smania di rapporti sessuali suggerisce che lo Stubbe fosse afflitto da una <em>libido<\/em> perennemente insoddisfatta, distorta e patologica. Purtroppo non ci viene detto nulla sulla condizione sociale dell&#8217;imputato, sul suo livello di cultura, sulla sua professione, per cui il quadro dell&#8217;inchiesta appare curiosamente a-temporale, con un che di astratto e quasi di artificioso che contrasta con l&#8217;estrema minuzia e con la ripetitivit\u00e0 di certe descrizioni degli agguati alle vittime e delle loro uccisioni. Anche l&#8217;antefatto appare sfumato e nebuloso: poco o nulla ci vien detto delle pratiche di magia nera dello Stubbe che lo avrebbero portato, a un dato momento, a stringere lo scellerato fatto di licantropia col Demonio in persona. Di solito, nei processi per stregoneria questi aspetti venivano approfonditi molto di pi\u00f9: si cercava di capire come, quando e perch\u00e9 l&#8217;imputato si era dato alle arti malvagie, da chi le aveva apprese, dove le praticava e con l&#8217;assistenza di chi.<\/p>\n<p>Tutte queste considerazioni farebbero pensare a un classico caso di errore giudiziario. Le uccisioni di uomini e animali compiute da un lupo feroce, o magari da pi\u00f9 lupi (cosa tutt&#8217;altro che infrequente nell&#8217;Europa del XVI secolo: vedi il nostro saggio <em>L&#8217;uomo e il lupo: una convivenza (quasi) impossibile<\/em>) sarebbero state attribuite ad un uomo lupo; e il primo sventurato essere umano che si trovava a passare nelle vicinanze della battuta di caccia al lupo &#8211; data anche la coincidenza della scomparsa quasi inspiegabile dell&#8217;animale, ormai braccato da vicino &#8211; si vide immediatamente sospettato ed accusato di essere un licantropo. Tutto chiarito, dunque? S\u00ec e no. Pur non possedendo elementi circostanziati e sufficienti, a oltre quattro secoli di distanza, per maturare un certo grado di certezza intorno alla consistenza degli indizi a carico dello Stubbe, esistono anche alcuni elementi che farebbero pensare che egli possa essere stato veramente uno stregone, che possa aver evocato veramente il Demonio per averne l&#8217;aiuto nel compiere i suoi delitti, ed infine che possa realmente essere stato un licantropo.<\/p>\n<p>Partiamo da quest&#8217;ultima affermazione, che certo far\u00e0 sobbalzare sulla sedia quanti si pongono di fronte alla complessit\u00e0 del reale con le lenti colorate e distorte di un positivismo altrettanto rozzo e tendente a semplificare arbitrariamente i problemi, quanto lo era lo spirito credulo e superstizioso dei secoli passati. Cominciamo con una semplice constatazione: licantropi e vampiri <em>esistono<\/em>, anche al giorno d&#8217;oggi, e sovente sono collegati al satanismo; di alcuni di essi si sono occupate le cronache dei mezzi di comunicazione di massa degli ultimi anni. Anche se l&#8217;uomo non si trasforma <em>fisicamente<\/em> in animale, ne assume per\u00f2 il comportamento, la ferocia, la sete di sangue; alcuni celebri casi, come quello del vampiro svedese di cui parla l&#8217;esorcista Donald Oman nel libro <em>La mia vita col diavolo<\/em> (a cura di Marc Alexander, tr. it. Torino, M.E.B., 1980), sono documentati al di l\u00e0 di ogni dubbio. Moltissimi casi sono anche riportati nel libro di Sondra London <em>Vampiri<\/em> (tr. it. Milano, Mondadori, 2006), mentre una ricostruzione storica completa e puntuale della licantropia in Europa \u00e8 quella di Massimo Introvigne <em>La stirpe di Dracula<\/em> (Milano, Mondadori, 1997). Nell&#8217; Europa centro-orientale, la credenza nei lupi mannari era profondamente radicata ed \u00e8 sopravvissuta pi\u00f9 a lungo che altrove; in Livonia, ad esempio, ancora nel XVIII secolo era talmente diffusa tra la popolazione locale, da non destare alcuna meraviglia; mentre colpiva non poco i viaggiatori stranieri.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, non si deve credere che la licantropia sia semplicemente un disturbo psichiatrico, per quanto spettacolare e impressionante. Il lupo mannaro non \u00e8 necessariamente &#8216;solo&#8217; un povero malato di mente che si mette a ululare alla luna, o un sadico omicida che vuole ricoprire con un manto di tetro folklore le sue tendenze deviate; e neanche un satanista che compie i suoi delitti sotto la supposta protezione del demonio, da cui riceverebbe la forza, l&#8217;agilit\u00e0 e l&#8217;astuzia del lupo, oltre alla sua ferocia. Il lupo mannaro pu\u00f2 essere qualcosa di molto pi\u00f9 complesso e difficilmente spiegabile secondo i parametri della scienza accademica occidentale, qualcosa che per\u00f2 molte culture primitive d&#8217;Asia, Africa, America e Oceania ammettono tranquillamente, anzi, che conoscono fin dalla notte dei tempi.<\/p>\n<p>Sempre nel libro di Italo e Paola Sordi, da cui abbiamo tratto la storia del processo a Peeter Stubbe riportata all&#8217;inizio, si parla di una particolare trib\u00f9 dei Naga, popolo dell&#8217;Assam (posta all&#8217;estremit\u00e0 nord-orientale dell&#8217;Unione Indiana, e incuneata fra l&#8217;Himalaya, la Birmania e il Bangla Desh) presso la quale era ben nota e praticata una forma di licantropia psichica. Si sarebbe trattato, in buona sostanza, di questo: lo spirito di un essere umano, in circostanze particolari (e non sempre volontariamente, tutt&#8217;altro!) pu\u00f2 venire proiettato nel corpo di un animale selvaggio, di solito una tigre o un leopardo; e, da quel momento, tra le due creature si creerebbe una corrispondenza inestricabile. Se l&#8217;animale viene ferito, anche l&#8217;uomo riceve la ferita; se l&#8217;animale viene ucciso, l&#8217;uomo immancabilmente muore. Gli indigeni erano cos\u00ec convinti dell&#8217;esistenza di questa forma di licantropia, che in alcune circostanze si comportavano come se ne avessero avuto la pi\u00f9 assoluta certezza. La cosa straordinaria era che i licantropi, chiamiamoli cos\u00ec, involontari, essendo perfettamente a conoscenza delle imprese sanguinarie del &#8216;loro&#8217; animale, arrivavano al punto di segnalare il luogo ove il bestiame domestico di amici o parenti era stato ucciso, perch\u00e9 potessero recuperarne almeno i resti. In un&#8217;altra circostanza, un uomo mor\u00ec dopo che la &#8216;sua&#8217; tigre era stata ferita mortalmente da una pallottola: il medico dell&#8217;ospedale britannico cui si era rivolto aveva rifiutato di operarlo, pur avendo constatato la presenza di un corpo metallico sotto la pelle dell&#8217;addome. Naturalmente, la telepatia psichica (ammessa e conosciuta anche da svariate popolazioni dell&#8217;Africa e dell&#8217;America meridionale) pu\u00f2 essere raggiunta anche per mezzo di una pratica volontaria delle arti malvagie, ossia della stregoneria. In tal caso, la facolt\u00e0 di proiettarsi nel corpo di un animale viene conseguita mediante un sorta di patto con le forze demoniache. Presso alcune popolazioni della Nuova Guinea, poi, si ritiene che non la <em>mente<\/em> o lo <em>spirito<\/em> dello stregone si trasferiscano nel corpo dell&#8217;animale (in quel caso, il casuario: ne parliamo nell&#8217;articolo sul missionario francese Andr\u00e9 Dupeyrat che verr\u00e0 pubblicato sul prossimo numero della rivista <em>Il segno del soprannaturale<\/em>), ma che l&#8217;essere umano possa <em>realmente<\/em> trasformarsi in quello dell&#8217;animale. Certo, la cosa pu\u00f2 destare tutto il nostro scetticismo; per\u00f2 testimoni occidentali del tutto degni di fede, come il missionario Dupeyrat, riferiscono fatti che lasciano semplicemente senza parole, i quali farebbero supporre che qualche cosa di vero, nelle credenze e nei racconti degli indigeni, deve pur esservi.<\/p>\n<p>Tornando al caso di Bedburg (e ad altri casi analoghi che si verificarono in Europa, specialmente nel XVI e XVII secolo) e fatta la tara ai processi chiaramente viziati dal fanatismo degli inquisitori e dalla credulit\u00e0 delle masse, che certo furono la maggioranza, non si pu\u00f2 tuttavia escludere che la pratica della stregoneria abbia consentito a Stubbe di sviluppare dei poteri psichici fuori del comune, ad esempio proiettando la sua mente e la sua coscienza in un lupo antropofago, ai cui banchetti egli avrebbe partecipato, godendone, per via telepatica, mediante un affratellamento del suo corpo astrale con quello dell&#8217;animale. Il lupo, in tal modo, pu\u00f2 essere divenuto il veicolo della volont\u00e0 assassina dello stregone. Quanto agli stupri, si pu\u00f2 ipotizzare che egli li abbia commessi sui corpi delle vittime, compiendo degli atti di necrofilia; e che abbia poi infierito su quei corpi senza vita, smembrandoli, vuoi per sfogare i suoi istinti sadici, vuoi per adempiere a un cerimoniale di magia nera (cfr. i moderni delitti del &quot;mostro&quot; di Firenze), vuoi, infine, per sviare i sospetti facendo ricadere ogni indizio su un lupo feroce che notoriamente si aggirava nella zona; o anche per far scomparire le tracce della violenza sessuale perpetrata sui cadaveri.<\/p>\n<p>Quando il cronista tedesco del 1590 definisce Stubbe &quot;figlio del demonio&quot; e &quot;anima perduta&quot;, l&#8217;effetto che tali espressioni produce sul lettore moderno \u00e8 generalmente di rifiuto e di compatimento per l&#8217;ignoranza allora imperante. Eppure noi sappiamo che esistono delle anime votate al male, al Male assoluto; e che, forse &#8211; come ipotizza lo psicologo James Hillmann &#8211; vengono al mondo con una precisa vocazione ad esso, una vocazione <em>demoniaca.<\/em> Se \u00e8 vero quel che sostiene Platone, alla fine della <em>Repubblica,<\/em> nel mito di Er &#8211; che ogni anima, cio\u00e8, in qualche modo si sceglie il proprio destino prima d&#8217;incarnarsi &#8211; allora non si pu\u00f2 escludere che talune anime compiano, in piena libert\u00e0, la scelta della ribellione radicale all&#8217;ordine cosmico e alla legge universale dell&#8217;Amore; e che, in vita, esse perseguano con coerenza quei sinistri propositi, seminando dolore e paura attorno a s\u00e9, con l&#8217;unico scopo di gioire del male altrui. \u00c8 una riflessione che fa spavento e davanti alla quale si \u00e8 tentati di arretrare istintivamente; anche perch\u00e9 essa pone dei gravi interrogativi teologici, l\u00e0 dove il libero volere umano confina con quella sfera a noi poco accessibile che ha a che fare con il mistero dell&#8217;onnipotenza divina e della stessa Grazia. Ma non \u00e8 questa la sede per aprire una discussione teologica su temi cos\u00ec ardui e impegnativi. Ci limitiamo pertanto ad ammettere la possibilit\u00e0 che, cos\u00ec come esiste la scelta della disponibilit\u00e0 totale alla chiamata del piano divino, esiste pure la possibilit\u00e0 di una sua ripulsa radicale e definitiva: anche se si tratta di una possibilit\u00e0 che ci fa <em>tremar le vene e i polsi.<\/em><\/p>\n<p>Quanto al contesto culturale, scientifico e psicologico in cui si verific\u00f2 il processo a Peeter Stubbe, senza dubbio possiamo ammettere che le condizioni generali della societ\u00e0 tedesca (ed europea) dell&#8217;epoca fossero tali da dare adito a credenze infondate, a procedimenti giudiziari sommari, a pregiudizi di ogni genere nei confronti di un determinato tipo di persone (per quanto pare che Stubbe, prima dell&#8217;arresto, non godesse affatto di una sinistra nomea, dato che girava per le strade cittadine salutato amichevolmente da tutti). Con tutto ci\u00f2, bisogna guardarsi dall&#8217;errore di gettare il bambino con l&#8217;acqua sporca e di pensare che gli uomini del Rinascimento fossero cos\u00ec stupidi e incolti da credere ciecamente, sempre e in qualunque situazione, a ogni genere di diceria e di sospetto indiscriminato. Avevano delle ferme convinzioni, questo s\u00ec, su ci\u00f2 che \u00e8 possibile sia nel soprannaturale che nel preternaturale; non escludevano affatto, come tendiamo a fare noi oggi, che tali piani di realt\u00e0 interferissero con quello naturale, e che il Male o il Bene potessero manifestarvisi apertamente. Erano semplicemente degli sciocchi a credere questo, oppure erano capaci di pensare pi\u00f9 in grande di noi, tenendo anche conto di una millenaria saggezza popolare che in tali manifestazioni dell&#8217;Invisibile aveva sempre fermamente creduto? La risposta, ovviamente, dipende dalle personali convinzioni di ciascuno di noi. Una cosa, tuttavia, ci sembra sostenibile contro ogni timore di smentita: l&#8217;intelligenza media degli esseri umani non \u00e8 aumentata dai tempi di Leonardo e nemmeno da quelli di Platone; la disponibilit\u00e0 dei nostri antenati ad accettare l&#8217;esistenza di piani di realt\u00e0 diversi da quello dell&#8217;esperienza ordinaria non \u00e8, necessariamente, un sintomo della loro ingenuit\u00e0 e della loro debolezza logica. Infine, la loro convinzione che esistano, nella vita, dei sentieri di diverso valore etico, e che non sia indifferente imboccare l&#8217;uno oppure l&#8217;altro; che le strade del bene portino alla pace interiore, all&#8217;armonia e alla gioia di vivere, mentre quelle del male producono &#8211; nonostante i successi apparenti &#8211; sofferenza, angoscia e disperazione: tutto questo depone a favore di una loro chiarezza e coerenza esistenziale. Le persone comuni <em>sapevano<\/em> che le strade della vita non sono indifferenti n\u00e9 equivalenti, e che a Dio &#8211; per usare l&#8217;espressione del dottor Manson ne <em>La Cittadella<\/em> di A. J. Cronin &#8211; <em>non la si fa.<\/em> Sapevano che c&#8217;\u00e8 un prezzo da pagare, per le scelte che si compiono nel cammino della vita: e che il prezzo dovuto a un&#8217;anima che si sforza di cercare il Bene \u00e8 la riunificazione finale con l&#8217;Ordine e con l&#8217;Amore divini, mentre quello che attende l&#8217;anima che si vota al servizio del Male \u00e8 la sua stessa distruzione.<\/p>\n<p>E con tali convinzioni &#8211; poche, ma ben chiare nella mente e nel cuore &#8211; i nostri progenitori dell&#8217;epoca pre-moderna (che si prolunga, nell&#8217;ambito della civilt\u00e0 contadina, fino a pochi decenni or sono) ritenevano di essere attrezzati a sufficienza per affrontare le incertezze, i turbamenti e le tempeste della vita umana; e sempre tenevano a mente che <em>quidquid agis, prudenter agas, et respice finem<\/em> (qualunque cosa fai, falla con discernimento, e con la mente sempre rivolta al fine che ti sei proposto).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1589 a Bedburg, presso Colonia, veniva giustiziato sotto l&#8217;accusa di stregoneria e licantropia un tale Peeter Stubbe, ritenuto responsabile della morte di numerosi esseri umani<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[92],"class_list":["post-29322","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29322","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29322"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29322\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29322"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29322"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}