{"id":29316,"date":"2018-02-14T05:00:00","date_gmt":"2018-02-14T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/14\/un-bel-tacer-non-fu-mai-scritto\/"},"modified":"2018-02-14T05:00:00","modified_gmt":"2018-02-14T05:00:00","slug":"un-bel-tacer-non-fu-mai-scritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/14\/un-bel-tacer-non-fu-mai-scritto\/","title":{"rendered":"Un bel tacer non fu mai scritto"},"content":{"rendered":"<p><em>Errare humanum est, perseverare diabolicum<\/em>, si potrebbe dire, a proposito della dichiarata predilezione di Bergoglio per il film del regista danese Gabriel Axel <em>Il pranzo di Babette<\/em>, del 1987, tratto, a sua volta, dal racconto omonimo, del 1950, delle celebre scrittrice danese Karen Blixen (celebre per via di un altro film tratto da un altro dei suoi libri, <em>La mia Africa<\/em>; prima, nessuno s&#8217;era accorto che fosse una grande scrittrice, e adesso, nonostante il successo clamoroso del film, \u00e8 tuttora lecito porsi la domanda se lo sia davvero).<\/p>\n<p>Di quel film Bergoglio ha detto in svariate interviste che \u00e8 il suo preferito; e subito i <em>media<\/em> lecchini e adulatori si sono gettati sulla sensazionale notizia, accostandola <em>magna cum reverentia<\/em> alle altre due grandi passioni del papa argentino, il tango e il pallone (se no, che razza di argentino sarebbe; l&#8217;ecumenismo va bene solo in ambito strettamente religioso e in funzione anticattolica). Pensate, si sono affrettati a ripetere tutti quanti, partendo da <em>Famiglia Cristiana<\/em> e arrivando a <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>: il papa adora il film <em>Il pranzo di Babette<\/em>; straordinario, non \u00e8 vero? Altro che <em>Giovanna D&#8217;Arco<\/em>, o <em>Dies irae<\/em>, o <em>Luci d&#8217;inverno<\/em>, o magari il pi\u00f9 modesto, ma commovente <em>Marcellino pane e vino<\/em>: no: <em>Il pranzo di Babette<\/em>! Pensate: un film ispirato al racconto di una scrittrice protestante, che non solo non ha neanche un&#8217;ombra della spiritualit\u00e0 cattolica, ma che \u00e8, esso stesso, una sorta di parodia del pi\u00f9 grande mistero della nostra religione: l&#8217;Ultima Cena di Ges\u00f9 Cristo e il Sacrificio eucaristico. E, mentre tutti i cattolici progressisti e i modernisti bergogliani si affannavano a magnificare il finissimo senso estetico del falso papa, e facevano a gara, sgomitando addirittura, nel trovare cultura, buon gusto, profondit\u00e0 e sagacia nei gusti cinematografici e nelle scelte estetiche del loro idolo, quest&#8217;ultimo ha spinto la sua impudenza fino al segno di citare il suo film prediletto nella esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em>: s\u00ec, proprio quella carica di proposizioni eretiche, che ha turbato e gettato nella confusione milioni e milioni di cattolici, che ha suscitato la lettera coi <em>dubia<\/em> dei quattro cardinali e, poi, la <em>correzione filiale<\/em> dei teologi e dei sacerdoti. E, di nuovo, \u00e8 stato un coro di osanna, di <em>ah!,<\/em> <em>eh!,<\/em> <em>oh!, uh!<\/em>, di stupore, di ammirazione, di gioia, di entusiasmo, quasi d&#8217;incredulit\u00e0 per una grazia tanto abbondante: che bellezza, non pi\u00f9 i soliti Tommaso d&#8217;Aquino e i Padri della Chiesa, non solo i libri della <em>Bibbia<\/em> e i documenti dei ventuno Concili ecumenici, nel bel mezzo di un testo che vorrebbe essere magisteriale (anche se non lo \u00e8, dato il piccolo particolare che \u00e8 invalidato dal fatto di essere eretico), ma un film contemporaneo: questa s\u00ec che \u00e8 apertura, questa s\u00ec che \u00e8 modernit\u00e0, questo s\u00ec che \u00e8 andare incontro al mondo, dir &quot;basta&quot; al clericalismo, svecchiare antichi ed ammuffiti modi di pensare il Vangelo.<\/p>\n<p>Ora, a parte il fatto che nemmeno nell&#8217;Unione Sovietica di Stalin si assisteva ad un tale, desolante spettacolo di piaggeria da parte di un esercito di cortigiani spudorati davanti al <em>jefe maximo<\/em>, i quali non esiterebbero a giurare che l&#8217;opera pi\u00f9 profonda della letteratura universale \u00e8 <em>Va&#8217; dove di porta il cuore<\/em>, se lo dicesse lui, n\u00e9 si farebbero alcuno scrupolo a lodare come il pi\u00f9 grande teologo &quot;cattolico&quot; un Lutero o un Melantone (<em>pardon<\/em>, questo \u00e8 gi\u00e0 successo e sta continuando a succedere; la nostra fantasia non ha saputo volare abbastanza lontano e abbastanza alto), pur di compiacerlo ed entrare o restare nelle sue grazie (perch\u00e9 si sa quanto costui sia rancoroso e vendicativo e come si rischi di venire silurati da qualsiasi carica se non ci si mostra abbastanza calorosi nell&#8217;approvare e nel lodare tutto quel che lui fa, e non solo in ambito strettamente pastorale), resta che <em>Il pranzo di Babette<\/em>, anche se il discorso, ai cattolici progressisti, non piace, \u00e8 un vero e proprio apologo anti-cristico, e il falso papa argentino, che sar\u00e0, senza dubbio, un ignorante e un presuntuoso, ma \u00e8 anche, sicuramente, un uomo astuto, non certo a caso ha voluto farne l&#8217;apologia e spingersi al punto di citarlo in un documento ufficiale come <em>Amoris laetitia<\/em>. Il primo, o uno dei primi, a quel che ci risulta, ad accorgersi delle implicazioni blasfeme di quella stupefacente citazione e di quella sbandierata preferenza, \u00e8 stato Cesare Baronio, il quale, in un articolo nitido e puntuale del 5 marzo 2017, ha denunciato il lato oscuro di quella attestazione di stima e di entusiasmo cinefilo: tutto il film di Gabriel Axel &#8212; senza dubbio molto bello sul piano formale e narrativo, su questo non abbiamo alcun problema a convenire &#8212; \u00e8 una sorta di caricatura dell&#8217;Ultima Cena, con un banchetto al cui centro c&#8217;\u00e8 l&#8217;uomo, e dal quale il grande escluso \u00e8 proprio Ges\u00f9 Cristo, convitato di pietra dal silenzio fragoroso. Insomma: nessuna trascendenza, nessuna tensione verso Dio, nessun bisogno di redenzione per l&#8217;umanit\u00e0 peccatrice; al contrario, la satira feroce, spietata, senza appello, e solo apparentemente dimessa e quasi bonaria, di una cristianit\u00e0 bigotta, ipocrita, farisaica, la quale, per contrasto, fa risaltare ancor di pi\u00f9 la schietta bont\u00e0 della protagonista, una cuoca francese esule in Danimarca, la quale mette in quel pranzo tutta la sua arte, tutto il suo amore, e tutti i suoi risparmi, senza riuscire a strappare un solo complimento da parte dei rigidi pietisti che siedono in tavola, ma tuttavia paga di cogliere nei loro volti e nel loro appetito quella tacita approvazione che proprio non vuole uscire dalle loro labbra bigotte. La loro rigida interpretazione della <em>Bibbia<\/em>, contraria a dare importanza ai piaceri terreni, proibisce loro di proclamare che il pranzo, veramente squisito, \u00e8 stato di loro gusto; ma i loro gesti, per quanto forzati e innaturali, tradiscono ci\u00f2 che provano in segreto, e, comunque, la cuoca francese, una ex comunarda fuggita da Parigi dopo la repressione del 1871, una specie di santa laica e atea, si \u00e8 presa la sua ultima soddisfazione prima di partite da quel paesino di filistei e far ritorno nella sua patria: quella di far vedere che il suo &quot;vangelo&quot; edonista e materialista \u00e8 superiore al <em>loro<\/em> Vangelo, incentrato su una gretta concezione di Dio, gelosa e sospettosa di ogni umano e legittimo piacere terreno.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 fastidiosa, in tutto questo &#8212; vogliamo dire, nel tifo incontenibile di Bergoglio per questo film danese &#8211; \u00e8 che egli, con tutta evidenza, ha voluto rappresentare se stesso nella cuoca Babette, cos\u00ec innamorata della vita, cos\u00ec altruista e generosa, da dissipare i diecimila franchi-oro della sua vincita alla lotteria, solo per allestire un pranzo di prima qualit\u00e0 a un gruppo di barbogi alquanto tetri e brontoloni, perennemente vestiti di nero, che considererebbero peccato dire, ad esempio: <em>Com&#8217;\u00e8 buona questa salsa!<\/em>, oppure, Dio non voglia: <em>Che squisitezza questa minestra!<\/em> E perci\u00f2, per tutta la durata del pranzo, non smettono un solo istante di parlare di tutt&#8217;altro, evidenziando ancor di pi\u00f9, senza volerlo, la dissonanza della situazione che si \u00e8 venuta a creare: come se dei visitatori degli Uffizi volgessero ostentatamente le spalle alla <em>Nascita di Venere<\/em> di Botticelli e seguitassero a parlare dell&#8217;ultima puntata della loro telenovela, oppure del prezzo delle sigarette, o altre cose dello stesso tipo. Con la sua solita modestia e con la sua inarrivabile dolcezza e delicatezza, Bergoglio ha voluto dire: vedete come sono buono e generoso, io, che mi faccio in quattro per il prossimo, per rinnovare la chiesa, per ravvivare la fede languente e ritornare al &quot;vero&quot; vangelo; e vedete come sono meschini, invece, e tristi, e rigidi, e falsi, e sgradevoli i miei detrattori, quelli che non mi capiscono, quelli che non riconoscono nella mia voce amorevole, la voce del pastore? Appunto, \u00e8 tipico dell&#8217;uomo: lodare se stesso e denigrare chi non lo segue: con rancore, con cattiveria; oppure ripagarlo col disprezzo e la totale indifferenza. Perch\u00e9 questo \u00e8 il vero volto del signor Bergoglio: quello di un uomo che non ha voluto neanche risponde ai <em>dubia<\/em> dei quattro cardinali; che non ha voluto rispondere loro nemmeno quando gli chiesero una udienza privata chiarificatrice; quello che, incontrando un&#8217;ultima volta, a Bologna, durante la sua visita pastorale, il cardinale Caffarra, che di l\u00ec a poco sarebbe morto, lo abbracci\u00f2 con gesto rigido, con sguardo assente, per rispettare il copione imposto dalla presenza dei fotografi, ma, che di, nuovo, non gli disse nemmeno una parola su ci\u00f2 che l&#8217;altro aspettava; e seduto a tavola accanto a lui, il papa misericordioso ostent\u00f2 poi di rivolgersi sempre agli altri commensali, spezzandogli il cuore con la sua palese indifferenza. Chi dubita di quel che stiamo dicendo, vada a vedersi le fotografie di quell&#8217;ultimo incontro: confronti lo sguardo duro e freddo del falso papa con quello commosso, intensissimo, commovente, del cardinale Caffarra, che par quasi implorare, supplicare una parola, un gesto di cristiana ed umana comprensione, un sia pur minimo segno di pace e fratellanza, e crediamo che se ne convincer\u00e0. A meno che abbia deciso che Bergoglio ha sempre ragione, per principio, comunque e a prescindere da qualsiasi cosa.<\/p>\n<p>Tutto questo, per\u00f2, non \u00e8 ancora abbastanza. No: bisogna battere il ferro ancora caldo, o tiepido, o magari anche ormai freddo: la propaganda servile nei confronti del falso papa non pu\u00f2 conoscere soste, pause o, ci mancherebbe altro, battute d&#8217;arresto, meno ancora la sia pur minima ombra, il pi\u00f9 tenue accenno di perplessit\u00e0. E allora che fanno i bravi gesuiti de <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, se non tornare sul tema del <em>Pranzo di Babette<\/em> (numero 4018 del novembre-dicembre 2017), a parecchi mesi di distanza, per <em>meditare<\/em> ancora (il titolo dell&#8217;articolo dice proprio cos\u00ec: usa il verbo meditare) sul film tanto lodato e tanto raccomandato da sua santit\u00e0. Una volta i gesuiti e tutti i buoni cattolici meditavano sui Sacri Misteri del Rosario; adesso meditano su <em>Il pranzo di Babette<\/em>; altro tempo, altra chiesa, evidentemente. Voi mettere la zuppa con le ostriche e gli involtini di carne con la flagellazione o la corona di spine del nostro Signore? Non c&#8217;\u00e8 neanche da fare un paragone. E il profumino delizioso che esce dalla cucina della cuoca francese, con il sangue e il sudore che scorrono sul volto e sul corpo di Ges\u00f9 Cristo? Ma, soprattutto, vuoi mettere un sereno e spensierato pranzo, alla luce del mezzod\u00ec, con la cupa atmosfera da tragedia dell&#8217;Ultima Cena, dove Cristo parla di addio e i suoi discepoli sono afferrati da una invincibile tristezza? Date retta a Bergoglio: il pranzo di Babette \u00e8 meglio della cena del Signore; se non altro perch\u00e9 vi tiene pi\u00f9 allegri in questa vita, gi\u00e0 tanto carica di problemi e difficolt\u00e0. E bisogna vedere con quante contorcimenti gli estensori dell&#8217;articolo (perch\u00e9 ci si sono messi in due, evidentemente uno non bastava) sono riusciti, alla fine, a dire l&#8217;improbabile, l&#8217;incredibile, l&#8217;impossibile: che quel film \u00e8 pieno di <em>pathos<\/em> religioso e di citazioni evangeliche <em>implicite<\/em> (!) e che, dopo averlo visto, <em>vien fatto di augurarsi<\/em> &#8212; citiamo alla lettera &#8212; <em>che nella vita di ognuno di noi peccatori capiti di incontrare una Babette, che ci consenta di fare almeno per una volta l&#8217;esperienza di &quot;un&#8217;ora del millennio&quot;.<\/em> Di Ges\u00f9 Cristo, neanche una parola. Di Dio Padre, neanche una parola. Della redenzione, neanche una parola, sebbene si ammetta (bont\u00e0 loro) che gli uomini sono &quot;peccatori&quot;. E chi o cosa li redimer\u00e0, allora? L&#8217;incontro con &quot;una Babette&quot;! S\u00ec, avete sentito bene: la redenzione non viene da Dio, n\u00e9 dal Sacrificio di Ges\u00f9 Cristo sulla Croce, ma dalla cucina e dai piaceri della tavola di una cuoca atea e materialista, in polemica sottile ma serrata con il sentimento religioso dei suoi ospiti, che viene liquidato semplicemente mettendolo in caricatura. A che cosa deve tendere la vita del cristiano, dunque? Ad incontrare Ges\u00f9 Cristo, nel momento privilegiato del Sacrificio eucaristico? Nossignori; a fare <em>l&#8217;esperienza del millennio<\/em>, fra le cose del mondo, le pi\u00f9 materiali possibili, come mangiare, bere e stare allegri. E ci\u00f2 valga a chiarire definitivamente le idee a quanti ancora s&#8217;illudono che i gesuiti siano tuttora un ordine religioso cattolico, nonostante le sparate di alcuni loro membri, come James Martin, cominciando dal loro superiore generale, Sosa Abascal. Cosa c&#8217;\u00e8 di cattolico nella loro dottrina, nella loro pastorale? \u00c8 cattolico celebrare per pagine e pagine un film anti-cristico, e trarne la conclusione che dobbiamo augurarci di fare, almeno una volta nella vita, e con l&#8217;opera maieutica di qualche non cristiano, l&#8217;esperienza di <em>un&#8217;ora del millennio<\/em>? Qualunque cosa significhi questa espressione, certo pu\u00f2 andar bene per qualsiasi fede, per qualsiasi religione, per qualsiasi corso di meditazione New Age; e pu\u00f2 andar bene specialmente per il buddismo. Chi ha visto le fotografie di padre Sosa che medita, nella postura del loto, in un tempio buddista, in mezzo ad altri buddisti, capir\u00e0 meglio il senso di quest&#8217;ultima affermazione. Ormai i gesuiti hanno lasciato cadere la maschera e si mostrano apertamente per quel che sono diventati: i membri di un clero post-cristiano, sincretista, che non ha pi\u00f9 niente a che fare con il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. E del resto, che cosa ha detto il gesuita pi\u00f9 insigne del momento, il falso papa Bergoglio (il quale, come gesuita, non dovrebbe nemmeno essere papa), nel discorso ai membri della Croce Rossa Italiana del 27 gennaio 2018? Ha detto, testualmente, impartendo una specie di benedizione, la quale certo non \u00e8 la benedizione di un papa ai cattolici, che Dio \u00e8 <em>il Padre il tutti noi, Padre di tutte le confessioni.<\/em> E se qualcuno avesse ancora dei dubbi; se ancora non volesse capire; se continuasse a dare a tali parole, a simili provocazioni, un senso diverso da quello, apertamente blasfemo ed eretico, che esse invece hanno, secondo ogni evidenza e secondo il pi\u00f9 elementare buon senso, ebbene, allora gli auguriamo buona fortuna. Non perderemo altro tempo e non sprecheremo altro fiato per convincerlo di ci\u00f2 che egli non vuole assolutamente accettare e che non accetterebbe mai, neppure se uno dei francescani o una delle francescane dell&#8217;Immacolata, piangendo, gli raccontasse la storia delle sue tribolazioni, delle persecuzioni subite, dello smarrimento morale in cui vivono. A questo punto le nostre strade si dividono, non perch\u00e9 lo vogliamo, ma perch\u00e9 la cosa \u00e8 nei fatti: o con Bergoglio, o con Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Errare humanum est, perseverare diabolicum, si potrebbe dire, a proposito della dichiarata predilezione di Bergoglio per il film del regista danese Gabriel Axel Il pranzo di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[157,195,216],"class_list":["post-29316","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-gesu-cristo","tag-martin-lutero","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29316"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29316\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}