{"id":29296,"date":"2010-06-04T03:04:00","date_gmt":"2010-06-04T03:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/06\/04\/siamo-capaci-di-udire-il-messaggio-che-ci-viene-dai-malati-e-dai-disabili\/"},"modified":"2010-06-04T03:04:00","modified_gmt":"2010-06-04T03:04:00","slug":"siamo-capaci-di-udire-il-messaggio-che-ci-viene-dai-malati-e-dai-disabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/06\/04\/siamo-capaci-di-udire-il-messaggio-che-ci-viene-dai-malati-e-dai-disabili\/","title":{"rendered":"Siamo capaci di udire il messaggio che ci viene dai malati e dai disabili?"},"content":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 dedicato a tutte quelle persone che non godono del dono della salute e che non hanno un corpo obbediente alla loro volont\u00e0: ai malati di tumore e di depressione; a quelli che passano la vita su una sedia a rotelle; a tutti coloro i quali devono guardare il mondo da una finestra di ospedale, magari senza potersi alzare dal letto.<\/p>\n<p>Figli della societ\u00e0 opulenta e super-efficientista, siamo portati a dare per scontate molte, troppe cose che scontate non sono: prima fra tutte, la circostanza di essere in buona salute e di disporre di un corpo che risponda perfettamente ai nostri voleri.<\/p>\n<p>Eppure, in questa societ\u00e0 edonista e narcisista, dove l&#8217;apparenza \u00e8 considerata mille volte pi\u00f9 importante della sostanza, ci sono almeno due categorie di persone che avrebbero molto da insegnarci, se solo fossimo capaci di ascoltare il messaggio di cui sono portatrici: i malati e i disabili (che una retorica insulsa vorrebbe si chiamassero &quot;diversamente abili&quot;, quasi per esorcizzare la specificit\u00e0 della loro condizione).<\/p>\n<p>\u00c8 ben vero che, da qualche decennio a questa parte, si fa un gran parlare di loro e gli amministratori pubblici, specialmente, fanno a gara nello sbandierare tutti i provvedimenti presi per agevolarli nelle loro difficolt\u00e0 e per mostrarsi sensibili alle loro problematiche, arrivando a dichiararli non un problema, ma una risorsa per la societ\u00e0; per\u00f2 si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, soltanto di belle parole, condite con una discreta dose di ipocrisia.<\/p>\n<p>Non solo la mancanza di politiche sociali a favore di queste due categorie di persone parla, nella maniera pi\u00f9 eloquente, del reale disinteresse del mondo della politica verso di esse, ma appare abbastanza evidente che nessun partito ha mai pensato seriamente di andare al di l\u00e0 di qualche slogan propagandistico e che l&#8217;opinione pubblica, o ci\u00f2 che si suole designare con tale espressione, non \u00e8 particolarmente interessata a questi temi, a meno che esperienze personali non vengano a scuotere l&#8217;indifferenza del &quot;cittadino medio&quot;.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della pochezza delle politiche di sostegno ai malati cronici e ai disabili, resta il fatto che, per porsi in una diversa ottica rispetto ad essi, cio\u00e8 per vederli come una straordinaria opportunit\u00e0 di arricchimento spirituale per tutti e non solo come una fonte di spese, di preoccupazioni e di fatiche aggiuntive, sarebbe necessaria una vera e propria rivoluzione culturale, quale il nostro Paese, da sempre propenso a un individualismo esasperato e a uno scarso senso di solidariet\u00e0 sociale, non ha mai conosciuta.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che non udremo mai il messaggio di questi nostri compagni di viaggio meno fortunati, se non abbassiamo la voce e non rallentiamo il passo: corriamo troppo, sempre, e finiamo per non vedere le cose pi\u00f9 belle che ci passano accanto.<\/p>\n<p>La prima cosa che ci direbbero, se noi imparassimo ad ascoltare meglio, sarebbe questa: che loro, in fondo, non stanno facendo altro che aprirci la strada, avanzando su un terreno difficile, perch\u00e9 ancora sconosciuto e irto di ostacoli; aprono la strada che anche noi, forse, dovremo un giorno percorrere.<\/p>\n<p>Anche a noi potrebbe capitare, magari per un banale incidente, di ritrovarci menomati in maniera permanente, e di dover rimanere per sempre seduti su una sedia a rotelle, o distesi su un letto d&#8217;ospedale; e anche a noi potrebbe capitare di ammalarci in modo grave, anche se oggi scoppiamo di salute, e di dover dipendere dagli altri per ogni nostra necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Potrebbe capitarci di dover contare i giorni che avremo dinanzi a noi; di chiederci ogni sera se domani saremo ancora vivi; se avremo ancora il privilegio di ammirare la nascita di un nuovo mattino.<\/p>\n<p>Non foss&#8217;altro che per questo, dovremmo essere loro grati e metterci in un atteggiamento di ascolto, perch\u00e9 quello che la loro vita ha da trasmetterci \u00e8 un insegnamento estremamente prezioso, che nessun libro e nessun maestro potrebbero sostituire in modo adeguato.<\/p>\n<p>La seconda cosa che ci direbbero \u00e8 che non potremo mai udire il loro messaggio se neghiamo la specificit\u00e0 della loro condizione, magari in nome di un egualitarismo malinteso e di un progressismo d&#8217;accatto, basati su una demagogia parolaia, che non vuole misurarsi con l&#8217;essenza delle cose.<\/p>\n<p>Che i disabili partecipino a delle speciali Olimpiadi, ad esempio correndo in pista per mezzo di arti artificiali, \u00e8 cosa che riguarda quelli di loro che lo vogliono e che lo possono; ma che si teorizzi l&#8217;inesistenza della loro specificit\u00e0 per non &quot;discriminarli&quot;, facendo finta che la loro condizione sia in tutto e per tutto comparabile con quella delle persone sane, \u00e8 cosa ipocrita e sciocca, che ci impedisce di cogliere il messaggio insito in essa.<\/p>\n<p>Il malato e il disabile hanno qualcosa in meno degli altri sul piano dell&#8217;efficienza e, ovviamente, della salute: negarlo, significa negare anche la loro sofferenza e i sacrifici che essi devono quotidianamente affrontare nella vita. La cifra per comprendere in cosa consista tale sofferenza \u00e8 il concetto di impotenza: essi non sono in grado di compiere operazioni di per s\u00e9 semplicissime, se non con il supporto di alte persone o di appositi strumenti tecnologici.<\/p>\n<p>Oltre a questo, il malato \u00e8 portatore di un&#8217;altra drammatica specificit\u00e0: la consapevolezza della propria fragilit\u00e0 e transitoriet\u00e0. Tutti noi sappiamo di dover morire; ma il malato grave sa che morir\u00e0 presto: e ci\u00f2 lo rende simile a una sentinella che staziona in permanenza ai confini estremi delle terre conosciute, presso il deserto, l\u00e0 di dove pu\u00f2 sbucare, improvviso e devastante, l&#8217;assalto nemico.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, la loro impotenza, la loro debolezza, la loro sofferenza trovano un corrispettivo in un qualcosa in pi\u00f9 che essi sviluppano sul piano spirituale, sul piano della sensibilit\u00e0 e su quello della riflessione e della conoscenza di s\u00e9 e del mondo. A meno che si cada nel bieco materialismo di credere che l&#8217;unica maniera di conoscere il mondo \u00e8 quella legata ai sensi esterni e alla possibilit\u00e0 di muoversi fisicamente nello spazio.<\/p>\n<p>Sappiamo, per\u00f2, che non \u00e8 cos\u00ec. Sappiamo che persone perfettamente sane e fisicamente robuste possono viaggiare in lungo e in largo, senza vedere nulla e senza capire nulla; che persone le quali non hanno mai avuto una malattia seria in vita loro e non hanno mai fatto l&#8217;esperienza del letto d&#8217;ospedale e meno ancora della sedia a rotelle, forse non si sono mai guardate dentro e non hanno mai imparato nulla dalle proprie esperienze pi\u00f9 profonde.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 il mistero del dolore. Esso, specialmente quando si definisce come una condizione permanente dell&#8217;individuo, costituisce la pi\u00f9 grande scuola di saggezza, di benevolenza e di compassione che la vita possa offrire ad un essere umano.<\/p>\n<p>Non sempre il risultato \u00e8 questo; ci sono anche delle persone che, sotto la stretta del dolore, si chiudono, si irrigidiscono, si inaridiscono; ma \u00e8 quasi impossibile che si verifichi il contrario: che una persona la quale non sia mai stata visitata dalla sofferenza, possa sentirsi spronata ad intraprendere un cammino di consapevolezza e di maturazione spirituale.<\/p>\n<p>Diremo, pertanto, che il dolore \u00e8 la condizione necessaria, anche se non sufficiente, affinch\u00e9 si metta in moto il processo di crescita interiore; e che i malati e i disabili, pertanto, non meritano la nostra compassione (non pi\u00f9 di quanto i &quot;sani&quot; meritino la loro), perch\u00e9 il dolore e l&#8217;impotenza cui essi si trovano legati, talvolta perfino crocifissi, \u00e8 solo il dato esteriore da cui pu\u00f2 scaturire una ricchezza interiore stupefacente, tale da distribuirsi con generosit\u00e0 inesauribile verso tutto e verso tutti, come un immenso inno di lode cosmica.<\/p>\n<p>Occorre ricordare che alcuni dei pi\u00f9 grandi santi, alcuni dei mistici pi\u00f9 profondi &#8211; sia uomini che donne -, erano torturati dal dolore e dall&#8217;impotenza della carne; e che, ci\u00f2 nonostante, o meglio proprio per questo, erano in grado di ristorare il prossimo con l&#8217;acqua freschissima scaturente dalla fontana della loro sofferenza e della loro impotenza fisica?<\/p>\n<p>La terza cosa che ci dicono le persone malate o disabili \u00e8 che bisogna imparare ad amare la vita, prima di pretendere di poterne penetrare il senso; perch\u00e9, quando saremo capaci di amarla, anche nelle sue vesti pi\u00f9 umili e dimesse, allora ne troveremo anche il senso.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un concetto espresso gi\u00e0 da Dostojevskij ne \u00abI fratelli Karamazov\u00bb e andrebbe meditato a lungo, specialmente da parte di coloro i quali vorrebbero spiegare ogni cosa razionalmente e solo in un secondo momento, forse, sono disposti ad ammettere che esistano anche altre maniere di penetrare il segreto della realt\u00e0.<\/p>\n<p>La vita non \u00e8 cosa che si spieghi da se stessa: per comprenderne il senso, bisogna prima imparare ad amarla. E amarla veramente, vuol dire saperla amare anche quando essa non appare amabile; anche e soprattutto quando essa appare difficile.<\/p>\n<p>Altrimenti, cadremmo nell&#8217;infantilismo di pensare che solo quando essa ci sorride, merita un sorriso; che solo quando ci accarezza, merita di essere ringraziata e benedetta. La regola generale, al contrario, \u00e8 che la vita ci rivela le sue maggiori bellezze, quelle pi\u00f9 vere e profonde, solo quando noi riusciamo ad aprirci una strada in mezzo ai rovi, nella calura afosa; non quando camminiamo senza fatica in un ameno paesaggio, rinfrescati da una dolce brezza.<\/p>\n<p>Chi non ha compreso questo, non ha compreso molto della vita. I malati e i disabili, in genere, lo comprendono prima degli altri, facendone l&#8217;esperienza non sulle pagine dei libri, ma direttamente sulla loro pelle. Per questo il loro messaggio \u00e8 tanto pi\u00f9 prezioso e per questo meriterebbe di essere inteso dalle persone &quot;sane&quot; e spensierate.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 stiamo bene, finch\u00e9 siamo amati e invidiati, finch\u00e9 siamo vincenti e baciati dalla fortuna, non riusciamo a vedere bene: il nostro sguardo \u00e8 offuscato, la nostra prospettiva \u00e8 falsata; non vediamo il mondo, ma un&#8217;immagine distorta di esso.<\/p>\n<p>E, soprattutto, non ci fermiamo a riflettere.<\/p>\n<p>La rude ma efficace pedagogia della vita consiste nel farci percepire tutta la sua commovente bellezza proprio quando facciamo l&#8217;esperienza dello scacco, della sconfitta, dell&#8217;impotenza; proprio quando vediamo i nostri sogni incrinarsi e crollare come miseri castelli di sabbia; proprio quando siamo pi\u00f9 deboli, pi\u00f9 esposti, pi\u00f9 bisognosi di tutto, ma specialmente di una carezza e di una parola amica.<\/p>\n<p>La quarta cosa che ci viene dalla testimonianza vivente delle persone malate e disabili \u00e8 che noi non veniamo al mondo per competere, per contendere, per aprirci un varco a forza di gomiti contro la superficie indifferente del prossimo; ma per aprirci, per capire, per amare e per lasciarci riempire e trascinare dalla benevola forza universale che \u00e8 in tutto e in tutti.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 parlare di persone &quot;diversamente abili&quot;, per esempio, \u00e8 una untuosa forma di astuzia e di mistificazione. Il punto qualificante non \u00e8 che esse, per compensare la mancanza di certe abilit\u00e0, ne hanno sviluppate delle altre (cosa che, peraltro, in genere avviene e la si pu\u00f2 osservare piuttosto agevolmente); il punto \u00e8 che proprio la loro impotenza, la loro debolezza, la loro fragilit\u00e0, contengono una somma preziosa di insegnamenti per gli altri, i quali, essendo sani ed efficienti, sono portati a vivere in maniera alquanto superficiale.<\/p>\n<p>Ed ecco perch\u00e9 non si rende giustizia ai malati gravi quando si cerca di rassicurarli, minimizzando l&#8217;entit\u00e0 della loro malattia e proclamando un ottimismo tanto generico quanto melenso. No: il malato ci sta dicendo qualcosa, non a dispetto della sua malattia, ma proprio in virt\u00f9 di essa: ed \u00e8 su essa che dobbiamo focalizzare l&#8217;attenzione, se vogliamo trarre un insegnamento che arricchisca la nostra stessa umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Al malato terminale non bisogna dare una pacca sulla spalla e dirgli che, forse, riuscir\u00e0 a vivere ancora un bel po&#8217; di tempo; meno ancora bisogna cercare di &quot;consolarlo&quot; della sua condizione, con la banale riflessione che tutti, in fondo, dobbiamo morire. Perch\u00e9 lui \u00e8 pi\u00f9 vicino alla morte, e quindi alla verit\u00e0. Quello che lui \u00e8 quasi in grado di intravedere, \u00e8 una rivelazione preziosa che a noi rimane, per ora, negata.<\/p>\n<p>Quante cose potremmo imparare da questi compagni di strada, che camminano pi\u00f9 avanti di noi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 dedicato a tutte quelle persone che non godono del dono della salute e che non hanno un corpo obbediente alla loro volont\u00e0: ai<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-29296","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29296","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29296"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29296\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29296"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29296"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29296"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}