{"id":29295,"date":"2019-11-28T09:26:00","date_gmt":"2019-11-28T09:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/11\/28\/udine-18-gennaio-1905-un-miracolo-di-padre-pio\/"},"modified":"2019-11-28T09:26:00","modified_gmt":"2019-11-28T09:26:00","slug":"udine-18-gennaio-1905-un-miracolo-di-padre-pio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/11\/28\/udine-18-gennaio-1905-un-miracolo-di-padre-pio\/","title":{"rendered":"Udine, 18 gennaio 1905: un miracolo di padre Pio"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa si pu\u00f2 immaginare di pi\u00f9 drammatico, di pi\u00f9 commovente, di un padre di famiglia che sta morendo proprio nel momento in cui la sua sposa, che lo assiste sul letto d&#8217;agonia, sta per mettere alla luce il frutto del loro amore? Sembra quasi un romanzo, o magari un film, di quelli di una volta: e invece \u00e8 la pura verit\u00e0, \u00e8 storia documentata. Aggiungete che si tratta di una famiglia nobile, in un antico palazzo; ma che \u00e8 notte e fa molto freddo, perch\u00e9 siamo in pieno mese di gennaio, nell&#8217;estremo Nord dell&#8217;Italia, e che, al momento decisivo, non un solo parente, n\u00e9 un solo membro della servit\u00f9, per non parlare di un dottore o di una levatrice, si trovano l\u00ec presenti, e la giovane donna dovr\u00e0 far tutto da sola, con l&#8217;unico aiuto del soprastante. E aggiungete anche che a un tratto, inspiegabilmente, i cani nel cortile si sono messi ululare con tanta insistenza da disturbare gli ultimi istanti di vita del pover&#8217;uomo e che la sua devota moglie, perch\u00e9 possa essere sereno nell&#8217;ora del trapasso, decide di andar gi\u00f9 lei a calmarli, ma che proprio l\u00ec, nel cortile, \u00e8 sorpresa dalle doglie del parto, e non le sar\u00e0 possibile trattenere il nascituro neppure per i pochi secondi necessari a rientrare in casa. Infine, immaginatevi che la donna, dopo aver felicemente partorito, voglia risalire subito nel palazzo per mostrare il neonato &#8212; una bella bambina &#8212; al povero marito, e che questi faccia appena in tempo a vedere la piccina, per poi chiudere gli occhi per sempre e presentarsi davanti a Dio. Siete riusciti ad immaginarvi tutto questo? \u00c8, come dire, un po&#8217; troppo forte, non \u00e8 vero? Ma aspettate, perch\u00e9 non \u00e8 ancora finita; anzi, il pi\u00f9 deve ancora arrivare. Perch\u00e9 in quella notte da tregenda eppure dolcissima, perch\u00e9 la vita che nasce pare proprio che venga a riempire il vuoto della vita che se ne va, si verifica qualcosa che rester\u00e0 impresso per sempre nella memoria di quella madre coraggiosa, ma che lei stessa non sapr\u00e0 mai spiegare ad alcuno e neppure a se stessa; lo racconter\u00e0 a sua figlia, molti anni dopo, ma sempre senza saper dire se si fosse trattato di realt\u00e0 o di allucinazione, dovuta all&#8217;estrema tensione di quelle ore, di quei momenti che l&#8217;avevano messa cos\u00ec duramente a faccia a faccia con i due pi\u00f9 grandi misteri della condizione umana: la morte di una persona cara e la nascita di un figlio. Si era trattato di questo: proprio mentre ella stava partorendo, e si pu\u00f2 bene immaginare quale tempesta di sentimenti le stesse squassando l&#8217;anima, sapendo che suo marito, di sopra, aveva forse gi\u00e0 esalato l&#8217;ultimo respiro e in tutto il palazzo e nella buia e fredda notte d&#8217;inverno non c&#8217;era nessuno, assolutamente nessuno che la potesse confortare e sostenere, le era sembrato di vedere, anzi, era ben certa di aver visto, una figura estranea alla casa: un religioso, e precisamente un giovane frate cappuccino. Ora, per completare il quadro, gi\u00e0 ricco, delle stranezze che abbiamo narrato, bisogna precisare che nessun frate cappuccino era mai stato in quella casa, e che quindi era assolutamente escluso che si trattasse di una persona in qualche modo conosciuta; al contrario, era evidente che si trattava di un personaggio mai visto prima. E infine si tenga presente che questo frate riapparir\u00e0, in carne e ossa, nella vita di quella bambina, molti anni pi\u00f9 tardi, quand&#8217;ella era ormai divenuta una ragazza; e che svolger\u00e0 un&#8217;influenza decisiva per tutto il resto della sua vita.<\/p>\n<p>Ci resta solo da precisare la data, il nome del luogo e l&#8217;identit\u00e0 di quelle persone. La data \u00e8 la notte fra il 18 e il 19 gennaio 1905. La citt\u00e0 avvolta nel gelo dell&#8217;inverno \u00e8 Udine: un po&#8217; come l&#8217;aveva descritta Giovanni Boccaccio in una pagina famosa del suo <em>Decamerone<\/em> (giornata decima, novella quinta: la novella di madonna Dianora e il negromante): <em>essendo i freddi grandissimi et ogni cosa piena di neve e di ghiaccio.<\/em> La casa \u00e8 il Palazzo Rizzani che sorgeva nella parte settentrionale della citt\u00e0, lungo l&#8217;odierna via Tiberio Deciani &#8211; principale laterale di sinistra di borgo Gemona, che lo mette in comunicazione con borgo San Lazzaro &#8211; presso l&#8217;angolo con l&#8217;attuale via Divisione Julia. Per esser precisi, a pochi metri da l\u00ec c&#8217;era stato, s\u00ec, un convento di frati cappuccini e anche una chiesa, dedicata a Santa Giustina, di cui per\u00f2 da moltissimo tempo si era persa la memoria (tranne che nel none della via omonima, una lunga e stretta strada che si apre all&#8217;incirca di fronte a dove sorgeva il complesso religioso e che va a sboccare in via Francesco di Toppo: cfr. il nostro articolo: <em>Omaggio alle chiese natie: Santa Giustina<\/em>; e inoltre <em>Il giardino d&#8217;inverno<\/em>, pubblicati sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia rispettivamente il 02\/11\/18 e il 25\/03\/18). I protagonisti della vicenda sono il marchese Giovanni Battista Rizzani, sua moglie Leonilda Serrao, e la loro figlia Giovanna Rizzani Boschi. Quanto al frate, pensiamo che lo abbiate gi\u00e0 capito: non \u00e8 altri che padre Pio da Pietrelcina, a quel tempo non ancora ordinato sacerdote, ma umile studente di teologia di appena diciotto anni (era nato il 25 maggio 1887).<\/p>\n<p>E adesso, per rievocare dettagliatamente questa vicenda, facciamo ricorso a una pagina del libo di Antonio Socci, <em>Il segreto di Padre Pio<\/em>, una delle migliori biografie che siano state scritte sul santo frate di Pietrelcina (Milano, Rizzoli, 2007, pp. 175-178):<\/p>\n<p><em>Il primo &#8216;fatto insolito&#8217;, dal punto di vista cronologico, risale al 18 gennaio 1905, quando Francesco (il giovane padre Pio) ha solo 18 anni e da un anno studia filosofia nel convento do sant&#8217;Elia a Pianisi, a Campobasso, per diventare sacerdote. Ecco come annoter\u00e0 &#8212; un mese dopo &#8212; ci\u00f2 che gli \u00e8 capitato. &quot;Giorni fa mi \u00e8 accaduto un fatto insolito; mentre mi trovavo in coro con fra&#8217; Atanasio, erano circa le 23 del 18 gennaio quando mi ritrovai lontano in una casa signorile dove il padre moriva mentre una bimba nasceva. Mi apparve allora Maria Santissima che mi disse: &quot;Affido a te questa creatura. \u00c8 una pietra preziosa allo stato grezzo: lavorala, levigala, rendendola il pi\u00f9 lucente possibile perch\u00e9 un giorno voglio adornarmene. Non dubitare, sar\u00e0 lei che verr\u00e0 da te, ma prima la incontrerai in San Pietro&quot;. Dopo ci\u00f2 mi sono ritrovato nuovamente in coro. Questa bambina \u00e8 poi diventata la marchesa Giovanna Rizzani Boschi che \u00e8 stata una dei settanta supertestimoni nel processo di beatificazione del padre ed \u00e8 morta solo da poco, nel 2000, a Trevi dell&#8217;Umbria, vicino a Foligno. Renzo Allegri la incontr\u00f2 nella primavera del 1984 e si fece raccontare gli sviluppi di quel &quot;fatto insolito&quot; accaduto al giovane frate il 18 gennaio 1905. O meglio si fece narrare la vicenda dal suo punto di vista. Dunque Giovanna aveva conosciuto fin da piccola il racconto di sua madre su quella sera. Suo padre, Giovanni Battista Rizzani, stava morendo nel suo palazzo signorile di Udine, assistito dalla moglie, sebbene lei fosse incinta ormai a uno stadio avanzato. In tarda serata i cani cominciarono tutti insieme a ululare. La donna scese in cortile per farli tacere, ma fu presa dalle doglie e si trov\u00f2 a partorire l\u00ec, con il solo aiuto dell&#8217;amministratore che era arrivato a vedere cosa stava accadendo. La donna, forte e coraggiosa, riusc\u00ec poi faticosamente a salire le scale dopo il parto, con la neonata in braccio. Fece appena in tempo a rivedere vivo il marito che spir\u00f2 pochi minuti dopo. Nel raccontare quella terribile serata alla figlia, la madre, negli anni successivi, aveva sempre aggiunto un particolare strano e inspiegabile: in quei minuti concitati e drammatici in cui lei stava partorendo, l\u00ec in quel cortile, &quot;aveva visto un giovane frate cappuccino. Non riusc\u00ec mai a capire se si era tratto di una visione, di una allucinazione o della realt\u00e0, anche perch\u00e9 in famiglia nessuno aveva mai conosciuto frati cappuccini&quot; (&quot;Padre Pio. L&#8217;uomo della speranza&quot;, 1996, p. 120). La storia va avanti con la donna che &#8212; rimasta vedova &#8212; si trasferisce a Roma con la figlia Giovanna, studentessa, la quale, come tutti gli adolescenti, ha mille domande nel cuore, anche in materia di religione. Un pomeriggio dell&#8217;estate 1922 la ragazza, diciassettenne, sta visitando San Pietro con un&#8217;amica. Camminando fra quelle navate le viene il desiderio di parlare di tutte le sue domande e i suoi dubbi a un sacerdote. Cos\u00ec cerca, chiede, ma le viene risposto che la basilica avrebbe chiuso entro mezz&#8217;ora e che ormai non c&#8217;era pi\u00f9 nessuno. Perci\u00f2 le due amiche oproseguirtono la visita, ma voltarono un angolo e Giovanna si accorse che c&#8217;era l\u00ec, davanti a lei, un cappuccino. Colse l&#8217;occasione al volo, domand\u00f2 al religioso se poteva parlargli un minuto, quel frate rispose di s\u00ec ed entr\u00f2 nel confessionale. La ragazza spieg\u00f2 che lei non voleva confessarsi, ma solo chiarire certi suoi dubbi. Il frate l&#8217;ascolt\u00f2 e le rispose su tutto in modo convincente e chiaro. Tanto che uscendo dal confessionale la ragazza disse all&#8217;amica di aspettare un attimo, ch\u00e9 voleva chiedere a quel frate dove poteva trovarlo in futuro per parlare ancora con lui. Aspettarono un po&#8217;, ma quando il sacrista invit\u00f2 tutti a uscire per la chiusura della basilica e le due ragazze andarono a cercarlo dentro asl confessionale, non ci trovarono nessuno e non seppero capacitarsi di quando e come fosse uscito da l\u00ec. Nell&#8217;estate del 1923 Giovanna sente parlare per la prima volta di un certo padre Pio da Pietrelcina di cui si riferivano cose inaudite, come il fatto che egli aveva le stigmate. La ragazza sent\u00ec il desiderio di andare a San Giovanni Rotondo a conoscerlo e, con la zia e alcune amiche, organizz\u00f2 il viaggio e part\u00ec. Al convento sul Gargano trovarono tanta gente. Giovanna riusc\u00ec a trovar posto in prima fila. Entr\u00f2 in chiesa padre Pio. Camminava davanti a tante persone, finch\u00e9 pass\u00f2 davanti a lei, si ferm\u00f2, la guard\u00f2 negli occhi sorridendo e le disse: &quot;Giovanna, io ti conosco. Tu sei nata il giorno in cui mor\u00ec tuo padre&quot;. \u00c8 ovvio che la ragazza rimase di sasso. Finch\u00e9 l&#8217;indomani mattina riusc\u00ec a confessarsi da padre Pio, che, dopo averla benedetta, le dir\u00e0: &quot;Figlia mia, finalmente sei venuta. Da tanti anni ti aspettavo&quot;. E lei : &quot;Padre, forse mi sta scambiando per un&#8217;altra persona&quot;. Ma il frate: &quot;No, non mi sbaglio; anche tu mi conosci&quot;. La ragazza obiett\u00f2 che era la prima volta che veniva a San Giovanni Rotondo. E padre Pio: &quot;L&#8217;anno scorso, in un pomeriggio d&#8217;estate, ti sei recata con un&#8217;amica nella basilica di San Pietro in cerca di un sacerdote che potesse illuminare i tuoi dubbi sulla fede. Hai incontrato un cappuccino e hai parlato vin lui. Quel cappuccino ero io&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Da quel momento Giovanna Lizzani Boschi diventer\u00e0 una delle figlie spirituali di padre Pio e una attiva collaboratrice della <em>Casa di Sollievo della Sofferenza<\/em>, l&#8217;ospedale fortemente voluto dal santo a San Giovanni Rotondo. Il fatto prodigioso avvenuto a Udine, dunque, \u00e8 ben documentato: lo stesso padre Pio lo aveva annotato qualche giorno dopo la propria bilocazione, e la marchesa Leonilde lo avrebbe confermato verbalmente sia alla figlia, sia al giornalista Renzo Allegri; mentre per la bilocazione avvenuta nella basilica di San Pietro, a Roma, diciassette anni dopo, \u00e8 testimone Giovanna Rizzani Boschi. Si noti che il santo sapeva perfettamente dove era stato &quot;trasportato&quot; miracolosamente, perch\u00e9 lo disse a Giovanna: io sono stato a casa tua, a Udine, mentre tuo padre stava morendo e tua madre ti aveva appena dato alla luce. E si noti che il &quot;viaggio&quot; di padre Pio \u00e8 avvenuto per una precisa intenzione della Vergine Maria: \u00e8 stata Lei ad affidare al povero cappuccino, che allora era un giovane del tutto sconosciuto non solo al mondo, ma anche ai suoi confratelli e ai suoi superiori, la missione di vegliare sulla bambina, preannunciandogli che l&#8217;avrebbe rivista a suo tempo e che desiderava che lui la levigasse e la facesse risplendere come un diamante, poich\u00e9 aveva deciso di porla sotto la sua protezione. Quasi inutile aggiungere, perch\u00e9 \u00e8 cosa ben nota, che padre Pio non \u00e8 mai stato <em>materialmente<\/em> a Udine, n\u00e9 in alcun&#8217;altra localit\u00e0 del Friuli o del Nord-est; anzi, non \u00e8 stato praticamene da nessuna parte, tranne che in pochi luoghi intorno al suo convento di San Giovanni Rotondo, nel profondo dell&#8217;Italia meridionale, e, una sola volta, a Roma: eppure \u00e8 stato visto in tantissimi luoghi; perfino da alcuni aviatori alleati che, durante la Seconda guerra mondiale, &quot;sentirono&quot; una forza soprannaturale che impediva loro di bombardare, secondo le istruzioni, quella localit\u00e0 del Gargano. Poi, a guerra finita, un generale dell&#8217;aviazione americana, a San Giovanni Rotondo, si sent\u00ec mettere una mano sulla spalla da un frate che gli disse: <em>Dunque eri tu quello che voleva farci fuori tutti!<\/em> Fra parentesi, padre Pio non solo non gli aveva rivolto la Parola in inglese, ma lo aveva fatto in dialetto beneventano: eppure il generale cap\u00ec perfettamente quello che gli diceva e quell&#8217;incontro fu per lui cos\u00ec decisivo che, da protestante, si convert\u00ec al cattolicesimo. Ma di che stupirsi? Come fa rilevare anche Socci, il tempo e lo spazio assoluti sono una nostra illusione e, dopo Einstein, lo sappiamo: non vi \u00e8 che il presente; i Santi, per concessione divina, possono avere accesso a questo presente assoluto gi\u00e0 in vita, per compiere delle azioni di bene, mentre gli altri esseri umani sono legati alle catene della dimensione temporale. La comunicazione con persone che parlano un&#8217;altra lingua \u00e8 una difficolt\u00e0 ancor pi\u00f9 semplice da spiegare: il linguaggio dei Santi avviene direttamente da anima ad anima, \u00e8 per cos\u00ec dire un linguaggio telepatico, per cui non vi sono barriere linguistiche di sorta. Segnaliamo che sulla bilocazione di Udine esiste uno specifica monografia, scritta dal giornalista e saggista Roberto Tirelli e intitolata <em>Maria incontra Padre Pio in bilocazione a Udine<\/em> (Edizioni Segno, Udine, 2018). Da parte nostra, abbiamo conosciuto persone degne di fede che sostengono di aver visto e interagito con padre Pio in varie localit\u00e0 dove egli non risulta essere mai stato, ad esempio a san Polo di Piave, in provincia di Treviso; n\u00e9 ce ne stupiamo. Ai Santi nulla \u00e8 impossibile, perch\u00e9 nulla \u00e8 impossibile a Dio. A una condizione per\u00f2: assoluta purezza di cuore e offerta totale, incondizionata, al suo Volere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa si pu\u00f2 immaginare di pi\u00f9 drammatico, di pi\u00f9 commovente, di un padre di famiglia che sta morendo proprio nel momento in cui la sua<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30136,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[74],"tags":[109,245],"class_list":["post-29295","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agiografia","tag-chiesa-cattolica","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-agiografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29295","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29295"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29295\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30136"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}