{"id":29291,"date":"2012-02-06T02:48:00","date_gmt":"2012-02-06T02:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/06\/abbiamo-ucciso-dio-per-non-dovergli-rendere-conto-di-nostro-fratello\/"},"modified":"2012-02-06T02:48:00","modified_gmt":"2012-02-06T02:48:00","slug":"abbiamo-ucciso-dio-per-non-dovergli-rendere-conto-di-nostro-fratello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/06\/abbiamo-ucciso-dio-per-non-dovergli-rendere-conto-di-nostro-fratello\/","title":{"rendered":"Abbiamo ucciso Dio per non dovergli rendere conto di nostro fratello"},"content":{"rendered":"<p>De Maistre diceva che la cultura moderna \u00e8 teofoba, odiatrice di Dio: e realmente, se si osserva il riflesso condizionato con cui i nostri intellettuali, nella stragrande maggioranza, reagiscono con fastidio, con ironia, con scherno, a qualsiasi discorso sul divino, pi\u00f9 o meno come reagisce il Diavolo quando lo si spruzza, nel rito dell&#8217;esorcismo, con l&#8217;acqua benedetta, vien da pensare che ci sia qualcosa di pi\u00f9 di una semplice disaffezione, di un semplice allontanamento.<\/p>\n<p>Quando ci si allontana dal proprio padre, non \u00e8 poi escluso che si sia presi dalla nostalgia di ritornare, come illustrato dalla parabola del figlio prodigo; per questo motivo non \u00e8 la rivolta, non \u00e8 la bestemmia, non \u00e8 il patto faustiano col Diavolo, a preoccupare veramente chi abbia a cuore la sussistenza del legame con il divino, considerandolo come il necessario completamento della autentica umanit\u00e0: chi si ribella potrebbe ricredersi e chi bestemmia, a suo modo continua a credere; perfino chi vende l&#8217;anima al Diavolo potrebbe avere un soprassalto di pentimento, perch\u00e9, se ha creduto nel Diavolo, domani potr\u00e0 tornare a credere anche in Dio.<\/p>\n<p>No: ci\u00f2 che \u00e8 allarmante, ci\u00f2 che \u00e8 un segno carico di minaccia, \u00e8 quel sistematico atteggiamento di ripulsa, di disdegno, di irrisione, con cui l&#8217;uomo moderno, e specialmente la categoria-simbolo degli intellettuali (i primi ad abbracciare ogni nuovo credo e i primi, ancora, nel gettarlo alle ortiche, quando ne giunger\u00e0 un altro: l&#8217;importante, per essi, \u00e8 non trovarsi mai fra gli ultimi, non essere mai nella scomoda posizione della retroguardia), guardano, se pure vi guardano, alla categoria del divino; e, pi\u00f9 d&#8217;ogni altra, al divino cos\u00ec come l&#8217;hanno ricevuto dai propri antenati, dai genitori o dai nonni: il divino della religione cristiana, cattolica e romana.<\/p>\n<p>Verso altre forme di religiosit\u00e0 sono pi\u00f9 tolleranti, o, almeno, concedono loro un minimo di rispetto formale; ma quando si parla di Dio Padre, di Ges\u00f9 Cristo e dello Spirito Santo, immancabilmente un ghigno di sufficienza o un moto d&#8217;impazienza appaiono sui loro volti e nei loro gesti; come se volessero dire: \u00abAncora con queste insulse chiacchiere? Ancora con queste favolette per bambini, che hanno tenuto addormentati e schiavi gli uomini, per secoli e secoli? E via, basta: cerchiamo di essere seri, mostriamoci persone intelligenti ed evolute!\u00bb.<\/p>\n<p>Dio \u00e8 morto, dunque, come diceva Nietzsche; e lo abbiamo ucciso noi: ma perch\u00e9 l&#8217;abbiamo fatto? Non bastava che il figlio se ne andasse di casa, magari sbattendo la porta? Non era sufficiente che se ne andasse per la sua strada, facendo ogni cosa a suo grado e vivendo la sua vita, senza preoccuparsi di quello che il Padre gli aveva insegnato e raccomandato? Perch\u00e9 ucciderlo, perch\u00e9 irriderlo, perch\u00e9 compiacesi del parricidio?<\/p>\n<p>Si \u00e8 voluto mettere un altro Dio sul suo trono rimasto vuoto: il Dio del Progresso, il Dio della scienza e della tecnica, il Dio del possesso, del denaro e del piacere; e va bene. Ma c&#8217;era bisogno di infierire contro il vecchio Dio; c&#8217;era bisogno di insultarlo, di levare la mano contro di lui, di assassinarlo, di deriderne e sbeffeggiarne la memoria? Non bastava lasciar vuoti i suoi templi, lasciar deserte le sue cerimonie? Non gli si poteva accordare il diritto di godersi una modestissima pensione in qualche angolo dei suoi domini d&#8217;un tempo, come il vecchio re Lear aveva chiesto alle sue ingrate figliole, quando accondiscese ad abdicare?<\/p>\n<p>Evidentemente no, non bastava; era necessario macchiarsi le mani del suo sangue, compiacersi di averlo trucidato, seppellito; e, oltre a ci\u00f2, seguitare a disprezzarne la memoria: e per quale altra ragione, se non perch\u00e9 l&#8217;uomo moderno non vuole sentirsi rivolgere la tremenda domanda: \u00abDov&#8217;\u00e8 tuo fratello?\u00bb, domanda che lo costringerebbe a mettersi sulla difensiva e a rispondere con un&#8217;altra domanda, carica di cattiva coscienza: \u00abSono forse il custode di mio fratello?\u00bb.<\/p>\n<p>Per potersi lavare le mani da ogni responsabilit\u00e0 verso il proprio fratello, \u00e8 necessario farla finita col Padre: perch\u00e9 il Padre, se rimane in vita, continuer\u00e0 sempre a domandarci: \u00abChe ne \u00e8 di tuo fratello?\u00bb, gettandoci inesorabilmente nel rimorso; perch\u00e9 nostro fratello non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, lo abbiamo assassinato, pazzi d&#8217;invidia e di gelosia; ce ne siamo sbarazzati, dal momento che egli ci faceva ombra, limitava il nostro ego con il solo fatto di esserci, di esistere.<\/p>\n<p>Noi non riconosciamo pi\u00f9 fratelli, del resto: gli uomini, per noi, sono tutti dei nemici, se non fattivamente, almeno potenzialmente; gli altri sono l&#8217;impedimento, sono l&#8217;ostacolo alla nostra realizzazione; sono ci\u00f2 che resiste ai nostri disegni di dominio, sono ci\u00f2 che limita la nostra libert\u00e0: gli altri, per dirla con Sartre, sono l&#8217;inferno. E noi, per non dover vivere all&#8217;inferno, siamo diventati moralmente simili a Caino, accarezziamo l&#8217;idea di toglierci di torno, per sempre, il nostro fratello Abele, s\u00ec da non dover pi\u00f9 subire l&#8217;ombra che, vivo, ci dava.<\/p>\n<p>E se non abbiamo abbastanza fegato da ucciderlo materialmente, cerchiamo di assassinarlo spiritualmente: con la maldicenza, con la calunnia, con le insinuazioni, con i raggiri, con i pugnali della cattiveria e con le spade della grossolano indifferenza, o del disprezzo, o del rifiuto; ci sono molte maniere per ammazzare, anche senza sporcarsi le mani di sangue.<\/p>\n<p>Lo si pu\u00f2 spingere alla disperazione, per esempio; e, da l\u00ec, lo si pu\u00f2 indurre al suicidio: il passo \u00e8 breve. Oppure lo si pu\u00f2 uccidere moralmente, lo si pu\u00f2 seppellire e dimenticare mentre \u00e8 ancor vivo, lo si pu\u00f2 rimuovere dai nostri pensieri e dalla nostra responsabilit\u00e0, magari mettendo avanti cento ragioni pretestuose, cento meschine giustificazioni; l&#8217;ipocrisia fa pi\u00f9 vittime della spada e in modo non meno crudele, anche se evita l&#8217;effusione del sangue.<\/p>\n<p>Freud pensava che sia stato il desiderio di fare l&#8217;amore con la madre a spingere i giovani maschi dell&#8217;orda primitiva (?) ad assassinare il padre: una ipotesi che, per il suo alto quoziente di perversione sessuale, \u00e8 molto piaciuta ai moderni, pubblico e studiosi, a dispetto della sua palese assurdit\u00e0; fa niente, dato che \u00e8 lo stesso freudismo ad avere cos\u00ec potentemente contribuito all&#8217;erotizzazione esasperata dell&#8217;immaginario moderno: classico esempio di come si possa ottenere un ampio consenso su una teoria cervellotica e indimostrabile, dopo aver &quot;lavorato&quot; a sufficienza sulla sensibilit\u00e0 di coloro che dovrebbero giudicarla e, in teoria vagliarla criticamente; o, in altri termini, classico esempio di come un determinato sistema culturale riesca ad auto-riprodursi indefinitamente.<\/p>\n<p>A noi sembra molto pi\u00f9 semplice pensare che il desiderio del parricidio sia nato dall&#8217;egoismo, dall&#8217;indifferenza e della cattiveria nei confronti del proprio fratello: perch\u00e9 un padre non smetter\u00e0 mai di chiedere che fine abbia fatto suo figlio, quando non lo vede pi\u00f9; e a nessuno piace sentirsi rivolgere una domanda de genere, se sa fin tropo bene che fine abbia fatto il proprio fratello, ma non possa n\u00e9 voglia confessarlo.<\/p>\n<p>La religione del Progresso, che, a partire dl XVIII secolo, ha sostituito vittoriosamente la religione di Dio Padre, non ci domanda, n\u00e9 mai ci domander\u00e0 che fine abbia fatto nostro fratello: ad essa non importano i singoli individui, non importa nemmeno l&#8217;umanit\u00e0 nel suo insieme: le basta riempirsi la bocca con le grandi e fatidiche parole della libert\u00e0, della fraternit\u00e0 e dell&#8217;uguaglianza; dopo di che, i singoli importano poco, li si pu\u00f2 imprigionare, ghigliottinare, affogare, fucilare: \u00e8 sufficiente farlo in nome di un pi\u00f9 grande futuro, della Giustizia futura, della Felicit\u00e0 futura, e qualunque orrore diventa lecito, sopportabile e perfino encomiabile.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato in nome della Libert\u00e0 che la testa del governatore de Launay \u00e8 stata portata in cima alle picche per le vie di Parigi, il 14 luglio 1789? E non \u00e8 stato per amore della Giustizia che la delicata e bellissima principessa di Lamballe, l&#8217;amica di Maria Antonietta, \u00e8 stata violentata, sventrata, squartata, da una folla ardente di sacro zelo rivoluzionario? Non \u00e8 stato in nome della civilt\u00e0 e del progresso che sono stati sterminati gli Amerindi, che sono state distrutte le loro culture, che si sta mettendo a ferro e fuoco l&#8217;equilibrio ecologico del nostro pianeta? Non \u00e8 stato per salvare un milione di vite umane che furono gettate le due bombe atomiche sui Hiroshima e Nagasaki; non \u00e8 per amore della scienza che si torturano e si vivisezionano milioni di animali?<\/p>\n<p>Per il seguace della religione del Progresso, l&#8217;altro \u00e8 un fastidio; il fratello non \u00e8 tale, mai, nemmeno in senso biologico, perch\u00e9 esistono solo possibili rivali o possibili strumenti manipolabili ai nostri fini.<\/p>\n<p>Riconoscere nell&#8217;altro un fratello, significa riconoscere che egli \u00e8 qualcosa per noi e, al tempo stesso, che \u00e8 qualcosa in se stesso; che la sua esistenza non ci \u00e8 indifferente, che non possiamo totalmente disinteressarcene.<\/p>\n<p>Avere un fratello e riconoscerlo come tale, significa assumersi una responsabilit\u00e0 morale e, talvolta, materiale nei suoi confronti; significa riconoscere che il nostro destino \u00e8 legato al suo, che un filo rosso ci tiene uniti, nella buona e nella cattiva sorte.<\/p>\n<p>Significa anche che non possiamo vivere solo per noi stessi, che non possiamo considerarci autosufficienti, anche se possiamo esserlo sotto il profilo economico e giuridico; che il farci carico dell&#8217;altro \u00e8 anche un farci carico di noi medesimi, della nostra parte essenziale.<\/p>\n<p>Senza dubbio questo implica un impegno, una sollecitudine, una fatica &#8211; e, per giunta, una fatica non sempre gratificante, perch\u00e9 non \u00e8 detto che il nostro fratello ci render\u00e0 bene per bene; forse ci render\u00e0 male per bene, cercando di mordere la mano con cui avremo voluto fargli una carezza; forse litigher\u00e0 con noi, andr\u00e0 dagli avvocati e ci trasciner\u00e0 in tribunale, ingiustamente, per impadronirsi dell&#8217;intera eredit\u00e0 paterna.<\/p>\n<p>Forse egli sar\u00e0 realmente sgradevole, o molesto, o addirittura ostile nei nostri confronti: un fratello \u00e8 quello che \u00e8, ci piaccia o meno; non lo si pu\u00f2 scegliere, non lo si pu\u00f2 ordinare su misura, secondo i nostri desideri e le nostre aspettative.<\/p>\n<p>Ed ecco che sale, dalle profondit\u00e0 del nostro egoismo, il desiderio di spogliarci di una tale responsabilit\u00e0, di disconoscere una simile parentela: infine, dove sta scritto che l&#8217;altro \u00e8 mio fratello (o mia sorella)? Perch\u00e9 mai dovrei sentirmi legato alla sorte dell&#8217;altro, dello sconosciuto; perch\u00e9 dovrei permettere che mi si carichi un simile fardello sulle spalle, come si carica la soma sul basto di un asino?<\/p>\n<p>\u00c8 vero; non sta scritto da nessuna parte; tranne che nella Scrittura. Nessuno me lo insegna, tranne Dio Padre, per il quale sono figli tutti gli uomini, anzi, tutti gli esseri viventi &#8211; ed ecco perch\u00e9 anche nell&#8217;animale dovrei vedere, per quanto possibile, non solo un casuale compagno di strada, non solo un viandante del medesimo pellegrinaggio, ma un fratello.<\/p>\n<p>Se Dio Padre veglia su tutti, se fa sorgere il sole sui giusti e sugli ingiusti, \u00e8 perch\u00e9 siamo tutti suoi figli; e se siamo tutti suoi figli, allora siamo anche tutti fratelli, che ci piaccia o no, che ci pensiamo o no, che lo vogliamo o no.<\/p>\n<p>Avere lo stesso padre, significa essere fratelli: \u00e8 chiaro, \u00e8 evidente. Ma forse \u00e8 proprio per questo che abbiamo voluto uccidere il Padre: perch\u00e9 ci infastidiva l&#8217;idea di questa fratellanza, ci irritava e ci ostacolava l&#8217;obbligo di responsabilit\u00e0 che direttamente ne scaturisce.<\/p>\n<p>E forse \u00e8 proprio per questo che abbiamo scelto la religione del Progresso per sostituire la religione del Padre: perch\u00e9 essa non ci chiede conto del fratello, anzi, in molti casi ci autorizza e ci sospinge a levare la mano contro di lui, a scacciarlo dalla nostra strada.<\/p>\n<p>Con la scusa di servire il progresso, in realt\u00e0, noi serviamo le nostre pi\u00f9 basse passioni, il nostro egoismo, la nostra cupidigia; e, per non doverlo fare con cattiva coscienza, per anestetizzare il senso di colpa, ci siamo fabbricati questo nuovo dio da adorare, il Progresso, che \u00e8 solo un vuoto feticcio, un idolo rimbombante: un dio molto comodo, visto che non ci domanda nulla, anzi incoraggia il nostro naturale egoismo, la nostra istintiva cupidigia.<\/p>\n<p>E tuttavia \u00e8 un dio assai pi\u00f9 esigente e crudele di quel che non paia a prima vista, perch\u00e9 esige sacrifici umani (e animali) senza posa, che ci rendono impercettibilmente suoi schiavi, un sacrificio dopo l&#8217;altro, un delitto dopo l&#8217;altro. Se dieci operai devono morire per costruire una diga, \u00e8 un sacrificio necessario; se mille persone, o diecimila, o centomila, devono morire sotto le ruote delle automobili e dei camion, \u00e8 il Progresso che lo vuole; se una centrale atomica, come quelle di Cernobyl o Fukushima, provocano la malattia e la morte di un numero imprecisato di esseri viventi, \u00e8 il prezzo del Progresso; e se migliaia di bambini nasceranno malformati in seguito a una vaccinazione obbligatoria, anche quello \u00e8 un sacrificio dovuto, offerto sull&#8217;altare del Progresso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>De Maistre diceva che la cultura moderna \u00e8 teofoba, odiatrice di Dio: e realmente, se si osserva il riflesso condizionato con cui i nostri intellettuali, nella<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,246],"class_list":["post-29291","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29291","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29291"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29291\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29291"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29291"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29291"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}