{"id":29286,"date":"2015-07-29T12:45:00","date_gmt":"2015-07-29T12:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/george-tyrrell-ovvero-leterna-tentazione-del-modernismo\/"},"modified":"2015-07-29T12:45:00","modified_gmt":"2015-07-29T12:45:00","slug":"george-tyrrell-ovvero-leterna-tentazione-del-modernismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/george-tyrrell-ovvero-leterna-tentazione-del-modernismo\/","title":{"rendered":"George Tyrrell, ovvero l\u2019eterna tentazione del modernismo"},"content":{"rendered":"<p>Il teologo irlandese George Tyrrell (1861-1909) \u00e8 stato uno dei protagonisti del movimento modernista cattolico, forse la sua figura pi\u00f9 importante dal punto di vista teorico, oltre che una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 forti e di pi\u00f9 immediato riferimento per quanti, ai primi del Novecento, in Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna, perseguivano l&#8217;obiettivo di &quot;svecchiare&quot;, com&#8217;essi dicevano, la vita del polo cristiano, mettendo la religione al passo con le conquiste della scienza e, pi\u00f9 in generale, con gli aspetti pi\u00f9 caratteristici del mondo moderno, a cominciare dalla fiducia positivistica nel progresso fondato sulla ragione umana.<\/p>\n<p>Il suo volto pallido ed emaciato, la sua espressione trasognata e malinconica davano l&#8217;impressione di una grande mitezza e suscitavano un sentimento di protezione, un po&#8217; lo avrebbe suscitato, nei lettori di Bernanos, la figura solitaria e malaticcia del curato di campagna descritto nel suo famoso romanzo; ma Tyrrell, in realt\u00e0, aveva la tempra del lottatore ed era animato da una fiducia in se stesso, da un orgoglio intellettuale e da un disprezzo dei valori convenzionali davvero insolito in un semplice prete irlandese.<\/p>\n<p>Non aveva alcun timore di esporsi e di mettere in discussione le verit\u00e0 comunemente accettate: fin da quando, proveniente da una famiglia anglicana, si era convertito al cattolicesimo e si era fatto gesuita, non aveva nascosto la sua contrariet\u00e0 alle decisioni del Concilio Vaticano I, che stabilivano l&#8217;infallibilit\u00e0 papale nell&#8217;esercizio del suo alto magistero. Con quelle orecchie a sventola e quell&#8217;aria indifesa, poteva anche trarre in inganno; ma la sua volont\u00e0 di ferro e la sua incrollabile fermezza nelle proprie convinzioni sono ben rappresentate dall&#8217;epitaffio che volle farsi incidere sulla tomba: \u00abSono stato un prete cattolico; ho difeso i principi cattolici contro le eresie vaticane\u00bb. Un ultimo gesto di sfida, quasi prometeico: lui, il difensore della verit\u00e0 del cristianesimo, contro i papi colpevoli di eresia. Lui, per\u00f2, era stato espulso dai gesuiti e scomunicato; aveva ricevuto l&#8217;estrema unzione, ma non la sepoltura cristiana.<\/p>\n<p>Questo, dunque, era l&#8217;uomo che voleva riformare da cima a fondo il cattolicesimo, con tutto l&#8217;ardore di un&#8217;anima appassionata e con tutto lo zelo del neofita che ritiene di scorgere la verit\u00e0 meglio di quanto la vedano coloro che da quasi duemila si tengono nel solco della Tradizione. Aveva pochissimi amici, fra i quali Friedrich von H\u00fcgel, il diplomatico austro-inglese che tesseva le fila del movimento in tutta Europa e che fu, dal punto di vista organizzativo, il vero animatore di esso, anche se, pi\u00f9 prudente o meno leale degli altri, evit\u00f2 la scomunica e si mantenne formalmente all&#8217;interno dell&#8217;ortodossia cattolica, in cui non credeva e che si proponeva di modificare, sempre allo scopo &#8212; affermava &#8211; di meglio difenderla.<\/p>\n<p>Il giudizio complessivo su Tyrrell e sulla sua idea del cristianesimo \u00e8, naturalmente, controverso: capire quali fossero le sue convinzioni e quali i suoi obiettivi, significa comprendere l&#8217;essenza del movimento modernista (anche se i modernisti negavano di appartenere a un &quot;movimento&quot; unitario e sostenevano che a creare il modernismo fosse stato, paradossalmente, proprio Pio X, con l&#8217;enciclica \u00abPascendi\u00bb, che, accomunando le diverse posizioni in un&#8217;unica condanna, aveva fatto di tutta l&#8217;erba un fascio).<\/p>\n<p>Lo storico delle idee Friedrich Heer- professore all&#8217;universit\u00e0 di Vienna dal 1949 &#8211; apprezza molto il Tyrrell perch\u00e9 apprezza molto il modernismo; e apprezza molto il quest&#8217;ultimo perch\u00e9 gli piacciono le rivoluzioni, tutte le rivoluzioni, culturali non meno politiche o economiche, di cui l&#8217;Europa \u00e8 &quot;madre&quot; (cosa che gli sembra un motivo di speciale fierezza): tipico esempio di cieca fiducia nella parola magica &quot;progresso&quot; e di quella mentalit\u00e0 che considera il &quot;moderno&quot; una categoria dal valore positivo auto-evidente e assoluto.<\/p>\n<p>Per questo studioso neo-illuminista, odiatore del Medioevo e del passato ed esaltatore di tutto quanto \u00e8 moderno, giudicato buono per definizione (ma senza darsi la fatica di dimostrarlo caso per caso: l&#8217;ideologia progressista \u00e8 sufficiente a se stessa), il cattolicesimo dei modernisti \u00e8, per forza di cosa, migliore del cattolicesimo della Tradizione (ma a lui non passa neanche per la testa che possa esistere una Tradizione con la &quot;t&quot; maiuscola, vale a dire di origine non umana e, perci\u00f2, meritevole di fiducia incondizionata, almeno per un credente); in fondo, non si chiede se un cattolicesimo modernista sia ancora cattolicesimo, anzi, se sia ancora cristianesimo: dal momento che il progresso \u00e8 un bene incondizionato, allora va da s\u00e9 che Tyrrell aveva ragione e Pio X aveva torto; cos\u00ec come, per certi teologi neo-modernisti dei nostri giorni (i quali, peraltro, non hanno neanche il coraggio di dirsi tali), va da s\u00e9 che la teologia della liberazione ha ragione e papa Giovanni Paolo II (nonch\u00e9 Benedetto XVI) aveva torto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure, \u00e8 evidente che uomini come Tyrrell rappresentano l&#8217;idealismo (altra categoria, a quanto pare, data per auto-evidente; ma che vuol dire? forse che anche Hitler non era, a suo modo, un &quot;idealista&quot;, cio\u00e8 un uomo capace di sacrificarsi per la sua idea?), beninteso l&#8217;idealismo disinteressato, e sono fatalmente destinati a scontrarsi con la sordida genia dei conservatori, che sono, invece, tutti meschini, perch\u00e9 interessati alle proprie posizioni privilegiate ed ai propri personaggi vantaggi, oltre che ignoranti, perch\u00e9 non coltivano la cultura, ma quella cieca adorazione del passato che serve al loro egoismo: Tyrrell sta alla Curia romana come il cavaliere senza macchia e senza paura, campione della libert\u00e0 di pensiero e, quindi, del progresso, sta alla conservazione retriva, all&#8217;intolleranza, al clericalismo servile, all&#8217;ignoranza retrograda e pretesca.<\/p>\n<p>Il nucleo del pensiero modernista di Tyrrell, che Heer incondizionatamente approva senza neanche vagliarlo, \u00e8 una forma alquanto rozza e ingenua di evoluzionismo trasposto di peso dall&#8217;ambito scientifico a quello teologico: tutto evolve, evolvono anche gli aspetti della religione, e la Chiesa deve accogliere, di volta in volta, tale evoluzione, con i mutamente che essa comporta. Tutto, infatti, \u00e8 nella mente di Dio fin dall&#8217;inizio, pertanto quello che poi nasce e si sviluppa fa parte del piano divino. Dal che si deduce che tutto deve essere anche buono (sempre in base al principio che le cose vengono da Dio) e, dunque, la dottrina di Tyrrell si riduce a una sorta di ottimismo roussoiano, ovvero di panteismo spinoziano: la Natura \u00e8 buona in se stessa, ergo la Natura \u00e8 l&#8217;altro nome di Dio; di qui, infatti, si va dritti verso l&#8217;evoluzionismo cristologico di Teilhard De Chardin. Piccolo dettaglio: n\u00e9 Tyrrell, n\u00e9 Teilhard si accorgono di essere andati oltre: per il cristianesimo, la Natura non \u00e8 affatto buona, ma \u00e8 stata ferita dal peccato originale; se fosse buona, del resto, vi sarebbe stato ancora bisogno dell&#8217;Incarnazione? Che sarebbe venuto a fare Cristo, se tutto fosse bene cos\u00ec com&#8217;\u00e8, e ogni &quot;novit\u00e0&quot; andasse accolta con entusiasmo e immediatamente &quot;arruolata&quot; nel progetto della creazione? Prendendo seriamente questo origenismo mascherato, bisognerebbe arruolare anche il male, il peccato, i crimini individuali e collettivi, come manifestazioni divine.<\/p>\n<p>Non ci sarebbe necessit\u00e0 della Redenzione, n\u00e9 per il mondo, n\u00e9 per l&#8217;uomo; non ci sarebbe neanche bisogno della Provvidenza (se tutto \u00e8 bene&#8230;); non ci sarebbe bisogno della conversione, della ricerca di Dio, dell&#8217;intervento della Grazia; non vi sarebbe il peccato (versione aggiornata e maldestra del pelagianesimo); n\u00e9 vi sarebbe, a ben guardare, bisogno di Dio, di un Dio personale, tanto meno di un Dio che si fa uomo fra gli uomini. Ecco perch\u00e9, per questa strada, si giunge dritti al panteismo: nella visione di Tyrrell, Dio non serve, \u00e8 un di pi\u00f9, un &quot;caput mortuum: \u00e8 sufficiente che ci sia l&#8217;opera creatrice ed evolutiva della natura, incessantemente diretta verso il progresso, cio\u00e8 verso il Bene. Qui il vero Dio \u00e8 diventato il Progresso: non \u00e8 un Dio trascendente, ma un Dio immanente; anche se si gioca con le parole e si dice che le cose vengono da Dio e a Dio ritornano. Ma ci ritornano per forza propria, senza necessit\u00e0 della fede o delle opere: ci ritornano perch\u00e9 tutto tende a quel fine, proprio come nel pensiero di Teilhard ogni cosa tende al punto Omega del tempo e della storia, un non meglio precisato Cristo cosmico.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Friedrich Heer nella sua opera \u00abEuropa, madre delle rivoluzioni\u00bb (titolo originale: \u00abEuropa Mutter der Revolutionen\u00bb, Stuttgart, W. Kolhammer, 1964; traduzione dal tedesco di Simona Vigezzi, Milano, Il Saggiatore di Alberto Mondadori Editore, 1968, vol. 2, pp. 340):<\/p>\n<p>\u00abLa grande svolta nella vita di Tyrrell, la separazione dalla Chiesa romana, \u00e8 determinata dalla sua convinzione, pubblicamente espressa, del ritorno di tutti gli uomini e di tutte le cose nel seno di Dio. Tyrrell si riferisce alla mistica Juliane di Norwich: avrebbe potuto richiamarsi a Origene, alla sapienza materna dei popoli: tutte le cose sono buone. Tyrrell: la trinit\u00e0, alla fine dei giorni, rende di nuovo buone tutte le cose.<\/p>\n<p>&quot;La Chiesa e l&#8217;avvenire&quot;: questo primo e ultimo tema di tutti i &quot;modernisti&quot; \u00e8 trattato da Tyrrell in uno scritto dallo stesso titolo (&quot;The Church and the Future&quot;, edizione privata 1903, sotto lo pseudonimo di Hilaire Bourdon, poi 1910). &quot;La dottrina dell&#8217;evoluzione di Newman non fu mai cordialmente accettata dai &quot;burocrati&quot; (&quot;officials&quot;). La teoria ortodossa dell&#8217;esplicazione (ogni &quot;novit\u00e0&quot; \u00e8 gi\u00e0 contenuta completamente, fin dall&#8217;inizio, nel patrimonio ella rivelazione, e non fa che svilupparsi) non basta: c&#8217;\u00e8 una quantit\u00e0 di sviluppi che hanno arrecato e arrecano delle novit\u00e0 e che non esistevano nel cristianesimo primitivo.<\/p>\n<p>&quot;La tema fisica&quot; [e la teologia scolastica \u00e8 soprattutto metafisica], a causa della sua necessaria oscurit\u00e0, \u00e8 il terreno su cui la mediocrit\u00e0 e la sciatteria (&quot;slovenliness&quot;) del pensiero possono pi\u00f9 facilmente mascherarsi sotto l&#8217;apparenza della profondit\u00e0 e dove il ciarlatano spirituale pu\u00f2 rimanere pi\u00f9 a lungo celato&quot;.<\/p>\n<p>Prendi un pugno di uomini delle classi pi\u00f9 incolte, , in cui esistano un superstizioso desiderio d&#8217;imparare e un impulso all&#8217;ascesa sociale mediante ci\u00f2 che si \u00e8 imparato, trascinali nella scolastica e nella retorica, riempili dell&#8217;orgogliosa convinzione di avere in mano il potere spirituale di vita e di morte, &quot;e avremo tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario a creare una delle peggiori tirannie spirituali che il mondo abbia mai conosciuto&#8230;&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>La dottrina di Tyrrell, entusiasticamente approvata da Heer, \u00e8, inoltre, una forma di neo-gnosticismo: \u00e8 intellettualistica, rivendica la superiorit\u00e0 e l&#8217;eccellenza del singolo pensatore, disprezza gli &quot;uomini incolti&quot;, specialmente se teologi o metafisici e specialmente se &quot;curiali&quot;; disprezza la Chiesa come luogo dell&#8217;ignoranza, esalta il singolo cristiano come colui che responsabilmente, criticamente, intelligentemente si pone di fronte a Dio, non con le armi del Medioevo, non con le armi dell&#8217;et\u00e0 della pietra (sono espressioni testuali Friedrich von H\u00fcgel, maestro ideale, estimatore ed amico personale di Tyrrell, oltre che confuso e velleitario auto-proclamatosi &quot;riformatore &quot; della Chiesa cattolica), ossia con le armi della Chiesa di Pio X, ma con le armi della modernit\u00e0 e del progresso, vale a dire con lo spirito critico e scientifico che caratterizza la cultura del Positivismo.<\/p>\n<p>La fede delle persone semplici: per carit\u00e0, che orrore! Roba per spiriti incolti e superstiziosi; \u00e8 ben altra cosa il cattolicesimo di un Tyrrell, di un Loisy, di un Buonaiuti: quest&#8217;ultimo \u00e8 roba raffinata, roba per menti eccelse, per spiriti grandi, per uomini di autentica cultura. \u00c8 ben vero che Ges\u00f9, nei Vangeli, a un certo punto esclama: \u00abTi rendo lode, o Padre, perch\u00e9 hai nascosto queste cose hai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli! S\u00ec, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a Te\u00bb (Mt., 11, 25); ma la lieve difficolt\u00e0 si pu\u00f2 facilmente superare, solo ammettendo, come fa appunto il criticismo modernista, che i Vangeli non vadano letti con animo semplicione, come fanno le vecchiette, ma con gli strumenti della filologia e della scienza, e dunque interpretato, mostrando e riconoscendo l&#8217;uso frequente dei simboli: dunque, esso non va letto troppo alla lettera, specialmente quando ci\u00f2 urta la delicata sensibilit\u00e0 degli spiriti eletti e delle persone dalla raffinata cultura moderna.<\/p>\n<p>Quanto ai consiglieri del papa, (perch\u00e9 \u00e8 di essi che parla, anche se non li nomina esplicitamente) per Tyrrell sono semplicemente degli ignoranti e superstiziosi che hanno imparato a memoria la scolastica e la retorica (messe, queste ultime, sul medesimo piano), e, per ambizione di potere, si so no gonfiati d&#8217;orgoglio, instaurando una vera e propria tirannia spirituale; anzi, non una qualunque tirannia spirituale, ma una delle peggiori che il mondo abbia mai conosciuto. Addirittura!<\/p>\n<p>Che posto abbia, in questo giudizio spietato e senza appello, la carit\u00e0 cristiana; che posto abbia &#8212; o, piuttosto, non abbia -, in questa analisi storico-psicologica della pretesa deriva autoritaria e curialesca della Chiesa cattolica, la presenza dello Spirito divino, capace di infondere in essa, nonostante le manchevolezze e le imperfezioni umane, il giusto orientamento per il bene (un tempo si diceva, senza perifrasi: \u00abper la salvezza\u00bb dell&#8217;umanit\u00e0); che posto occupi la modestia intellettuale (per non parlare dell&#8217;obbedienza, uno dei voti maggiori del sacerdozio), visto che \u00e8 proprio Tyrrell a tirarla in ballo, asserendo che i consiglieri del papa ne sono totalmente sprovvisti, in misura pari alla loro &quot;superstizione&quot; e alla loro rozzezza culturale e mancanza di pensiero critico, lasciamo giudicare al lettore.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il lettore, comunque, possa farsi un&#8217;idea personale delle idee di Tyrrell circa i contenuti della fede cattolica, e decidere se il suo cattolicesimo era ortodosso oppure no, vogliamo riportare alcuni estratti dalle sue opere, Ci sembra perci\u00f2 di grande importanza riportare alcune sue proposizioni fondamentali, affinch\u00e9 ciascuno possa farsi una opinione in merito, anche se &#8212; \u00e8 ovvio &#8212; bisognerebbe leggere le sue opere nella versione integrale: \u00abNova et Vetera\u00bb, 1897; \u00abLa Chiesa e il futuro\u00bb, 1902; \u00abLex Orandi, Lex Credendi\u00bb, 1906; \u00abLettera a un professore di antropologia\u00bb, 1906 (le citazioni seguenti sono tratte da: Friedrich Heer, \u00abEuropa, madre delle rivoluzioni\u00bb, cit., vol. 2, pp. 340-6):<\/p>\n<p>\u00abLa metafisica (e la teologia scolastica \u00e8 soprattutto metafisica), a causa della sua necessaria oscurit\u00e0, \u00e8 il terreno su cui la mediocrit\u00e0 e la sciatteria [&quot;slovenliness&quot;] possono pi\u00f9 facilmente mascherarsi sotto l&#8217;apparenza della profondit\u00e0 e dove il ciarlatano spirituale pu\u00f2 rimanere pi\u00f9 a lungo celato. [&#8230;] Col concetto di cattolicesimo burocratico (&quot;official catholicism&quot;) ci riferiamo d&#8217;ora in poi al sistema di questi scribi e farisei, che hanno in mano la chiave che non possono adoperare, ma non tollereranno mai che un altro la adoperi&#8230; Cristo e il terrorismo teologico (&quot;theological terrorism&quot;), noto come il Sant&#8217;Uffizio dell&#8217;Inquisizione, non hanno niente in comune fra loro, a meno che non sia il sinedrio, la suprema corte di giustizia ebraica, che condann\u00f2 a morte Ges\u00f9 come eretico. [&#8230;] il morto e pedante classicismo, la servile e letterale imitazione del passato, la venerazione superstiziosa dell&#8217;usanza, porterebbero al trionfo di una mediocrit\u00e0 organizzata sul genio individuale e finirebbero nella fossilizzazione e nella morte. [&#8230;] Il papa come zar e monarca assoluto e teocratico&#8230; deve, secondo la logica dell&#8217;idea cristiana, cedere il posto al papa che non sia soltanto di nome &quot;servus servorum Dei&quot;, il servo di Dio, il maggiore, il primogenito di molti fratelli&#8230; La crescita organica, contrapposta alle concezioni meccaniche della societ\u00e0, concilier\u00e0 la sua posizione di guida col carattere fondamentalmente democratico della Chiesa, e allenter\u00e0 (&quot;relax&quot;) l&#8217;impossibile centralizzazione a favore di un&#8217;unit\u00e0 libera e pi\u00f9 spirituale. [&#8230;]<\/p>\n<p>Col cieco conservatorismo della loro classe, appellandosi di continuo alle autorit\u00e0 medievali, senza permettere il bench\u00e9 minimo mutamento, i burocrati [&#8230;] sperano di tener lontano dai fedeli, con i vecchissimi metodi temporali della costrizione e dell&#8217;oppressione, con l&#8217;imprimatur, l&#8217;Indice e l&#8217;inquisizione, la massa sempre crescente d&#8217;informazione e di sapere che aumenta e preme contro le barriere rotte e tarlate, che anche ai loro giorni migliori non offrivano alcuna protezione contro simili forze. [&#8230;] Non dobbiamo ringraziare i teologi, o i burocrati ecclesiastici, se abbiamo la prospettiva di una simile riforma, bens\u00ec la dura logica della storia, con la sua critica spietata di ogni irrealt\u00e0, e la diffusione del sapere, che nessun complotto di classe (&quot;class-conspiracy&quot;) pu\u00f2 a lungo reprimere, nemmeno se si tratta della sua propria dissoluzione&#8230; Lo spirito di Cristo opera nelle anime di milioni di cattolici, non cattolici e non cristiani e cerca la sua via di cuore in cuore, attraverso tutte le barriere confessionali, che la teologia ha innalzato&#8230; Il grido delle masse spiritualmente affamate, spiritualmente affamate, private del pane della vita, alla fine spazzer\u00e0 via il cicaleccio (&quot;chatter&quot;) dei teologi fannulloni e ridester\u00e0 il gran cuore della Chiesa alle pi\u00f9 importanti realt\u00e0 del Vangelo&#8230; [&#8230;] Che la Chiesa di Cristo debba essere governata dai metodi dell&#8217;aristocrazia russa e del terrorismo russo \u00e8 un abuso che deve rivoltare la coscienza di ogni cristiano. Il quale sia pur moderatamente imbevuto dello spirito di libert\u00e0 del Vangelo. [&#8230;]<\/p>\n<p>&#8230;l&#8217;origine tedesca del modernismo \u00e8 il suo delitto capitale agli occhi di Roma; basta da sola a farlo condannare senz&#8217;altro. &quot;Pu\u00f2 mai venire qualcosa di buono dalla Germania?, la patria di Lutero e del protestantesimo?&quot; Comunque, non come patria del protestantesimo, bens\u00ec come patria della storia la Germania \u00e8 in s\u00ec alta misura responsabile del modernismo&#8230; In nessun luogo il cattolicesimo \u00e8 cos\u00ec bene addestrato e organizzato, e rivela cos\u00ec apertamente le sue intenzioni politiche, come in Germania. [&#8230;] Non m&#8217;importa nulla che il tipo pi\u00f9 cordiale e umano del cattolicesimo sia stato rappresentato sempre da una minoranza debole e oppressa, e che si sia sempre attirato la disapprovazione della mediocrit\u00e0 dominante&#8230;[&#8230;] \u00e8 impossibile che la Chiesa penetri il mondo senza esserne penetrata a sua volta. [&#8230;] Cos\u00ec avvenne anche per Cristo e la Chiesa ebraica del suo tempo; essi rappresentano nel modo pi\u00f9 perfetto i due elementi necessari e sempre in lotta fra loro di ogni religione viva, quello progressivo e quello conservatore. L&#8217;uno, mentre cerca di difendersi, finisce nella reazione, il primo nell&#8217;aperta rivolta. [&#8230;]<\/p>\n<p>Poich\u00e9 io lo considero [il neologismo] come il padre e maestro di tutte le eresie fin dal principio, come la spada che ha fatto a pezzi la cristianit\u00e0, come la forza che tiene lontane dalla Chiesa schiere di uomini profondamente religiosi del nostro tempo le caccia via da essa; come il corruttore sia della rivelazione sia della teologia, come il nemico della fede e insieme della ragione&#8230; Per teologia io intendo&#8230; il risultato della meditazione filosofica sui fatti dell&#8217;esperienza religiosa; il centro normativo di questi fatti \u00e8 costituito dalla rivelazione apostolica &#8212; il neologismo p il terrore di un sistema chiuso. Ad esso dobbiamo la dichiarazione dell&#8217;infallibilit\u00e0 papale. [&#8230;]<\/p>\n<p>Esso [il sacerdotalismo&quot;] si rivela in una forma pi\u00f9 volgare ed evidente quando considera le pecorelle come semplice mezzo al servizio della convenienza e della dignit\u00e0 del pastore. Ma la sua forma pi\u00f9 raffinata e nociva sta dietro l&#8217;idea che &#8216;intero apparato ecclesiastico, l&#8217;intero sistema ecclesiastico esiste di per se stesso e non \u00e8 puramente e semplicemente uno strumento per il bene spirituale di coloro che lo sostengono. [&#8230;] Il sacerdotalismo \u00e8 la burocrazia della Chiesa; la burocrazia \u00e8 il sacerdotalismo dello Stato&#8230;Gli affamati, gli assetati, gl&#8217;ignudi, i malati, i peccatori sono i nostri giudici, sono i nostri legislatori. Dio \u00e8 immanente in essi, nel grido del loro spirito in lotta si rivela la Sua legge, nella loro liberazione e redenzione si compie la Sua volont\u00e0&#8230; Ogni peccato, che saia rivolto specialmente contro Dio, il nostro prossimo o noi stessi, \u00e8 in senso profondo e riposto un peccato contro l&#8217;uomo, contro il divino nell&#8217;umanit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>Come si vede, Tyrrell parla costantemente della Chiesa come di una cosa puramente umana, monopolizzata da un Sinedrio di ipocriti e di prevaricatori, i quali ne hanno preso le chiavi per impedire agli altri di entrare ne regno di Dio: si serve delle parabole evangeliche per presentarsi come un nuovo Ges\u00f9 Cristo in lotta contro scribi e farisei e non mostra affatto, per l&#8217;istituzione cui ha scelto di aderire, con il rispetto dovuto a una madre, ma con il livore e l&#8217;acredine di chi voglia sovvertirla dalle fondamenta, non sena averla accusata delle peggiori nefandezze ai danni dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>A parte questo aspetto, colpisce la disinvoltura con cui equipara la Tradizione cristiana, che \u00e8 &#8212; come la Chiesa stessa &#8212; di origine soprannaturale, come di un insieme di riti e la teologia cattolica, cos\u00ec come storicamente si \u00e8 configurata nel corso della storia, come la roccaforte del pi\u00f9 bieco conservatorismo e del pi\u00f9 meschino passatismo; come l&#8217;azione papale gli appaia ispirata da ragioni di convenienza personale e come tutto il meccanismo ecclesiastico altro non gli sembri che una gigantesca impostura, o, nel migliore dei casi, un fossile che ostina a sopravvivere a dispetto dei tempi nuovi, un imbarazzante residuo del passato che si appoggia sul terrorismo assolutista del potere, da un lato, e sulla superstiziosa credulit\u00e0 delle masse, dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>Nella pagina, da noi sopra citata, tratta da \u00abThe Church and the Future\u00bb, Tyrrell sostiene che una elle peggiori tirannidi che il mondo abbia mai sperimentato \u00e8 quella che possono creare un gruppo di uomini delle classi pi\u00f9 incolte, avidi di ascesa sociale, imbevuti di scolastica e di retorica e inorgogliti dalla pretesa di avere in mano il potere spirituale di vita e di morte: e tali sono i consiglieri del papa, Pio IX, con il Vaticano I e la proclamazione del dogma dell&#8217;infallibilit\u00e0 pontificia; e poi, chiaramente, anche di Pio X, il &quot;curato di campagna&quot; di cui parla con tanto disprezzo e con tanta acrimonia il capofila dei modernisti italiani, Ernesto Buonaiuti, nelle anonime \u00abLettere di un prete modernista\u00bb.<\/p>\n<p>Sia in Tyrrell che in Buonaiuti c&#8217;\u00e8 il disdegno dell&#8217;intellettuale raffinato verso la massa incolta, la rivolta dell&#8217;uomo che si ritiene geniale e incompreso contro una istituzione, la Chiesa, accusata di favorire, invece, i mediocri e i poco intelligenti, purch\u00e9 &quot;ortodossi&quot;; salvo poi assumere toni ultrademocratici, e quasi socialisti, allorch\u00e9 fanno appello alle &quot;masse&quot; affamate e assetate di verit\u00e0, quelle stesse masse che, nella loro semplice fede popolare, suscitano il loro aristocratico disgusto. E qui viene fuori la sostanza non solo conservatrice, ma deista e, in definitiva, irreligiosa, del modernismo: non tentativo di mettere il cristianesimo al passo con il mondo moderno, con la scienza, con il progresso, ma dualismo che crea, da un lato, una religione gnostica riservata ai &quot;sapienti&quot; e agli &quot;intelligenti&quot;, dall&#8217;altro una fede &quot;del cuore&quot;, languida e sentimentale, tanto generica quanto immanentistica, basata su una &quot;divinit\u00e0&quot; presente nell&#8217;uomo fin dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>\u00c8 importante notare come Tyrrell, nel suo fiume di critiche e d&#8217;i amare invettive, non parla quasi mai della Trinit\u00e0, dell&#8217;Incarnazione, della Redenzione; non parla del peccato; non parla del mistero dell&#8217;anima davanti all&#8217;abisso insondabile del male e del Bene; il suo ottimismo pelagiano ricorda certe sdolcinate correnti New Age dei nostri giorni e il suo sentimentalismo alla Renan non \u00e8 altro che il rovescio della medaglia di un intellettualismo razionalista che vede nel progresso delle scienze la via per restituire agli uomini un cristianesimo liberato dalle favolose incrostazioni del mito, dai miracoli, dal soprannaturale: un cristianesimo senza misteri che sarebbe piaciuto al suo conterraneo del XVIII secolo, John Toland; ma che di specificamente e autenticamente cristiano, in effetti, non conserva pi\u00f9 niente di niente.<\/p>\n<p>Colpisce anche pi\u00f9, nelle pagine di Tyrrell, il costante atteggiamento di vittima di ingiuste persecuzioni, di anima incompresa e oppressa da una congiura di ipocriti ed ignoranti, e l&#8217;assoluta mancanza di umilt\u00e0, l&#8217;assoluta assenza di dubbio nella giustezza del tipo di critiche che egli porta la Chiesa e del modo in cui le conduce, con lo spirito del rivoluzionario pi\u00f9 che del riformatore e con una radicale mancanza di carit\u00e0, di comprensione, di indulgenza verso i fratelli. Egli vede la Chiesa come tenuta in ostaggio da un manipolo di teologi &quot;scolastici&quot; e ultra-conservatori e non lo sfiora nemmeno il dubbio che, se il futuro della Chiesa fosse nelle mani dei teologi, resi orgogliosi della loro scienza in un senso puramente umano, essa finirebbe per essere preda di qualunque arbitrio, di qualunque eresia, di qualunque tendenza autodistruttiva.<\/p>\n<p>Se potesse osservare le cose dal punto di vista odierno, vedrebbe la Chiesa, appunto, caduta in ostaggio di teologi che si credono sapienti e che, senza il minimo rispetto per la Tradizione, n\u00e9 per il comune sentire della massa dei fedeli, seminano confusione e smarrimento andando dritti per la loro strada intellettuale, fieri del loro umano sapere e convinti di interpretare nel modo giusto lo &quot;spirito dei tempi&quot;, quasi come un gruppo politico che si proponga di tirare la societ\u00e0 verso la meta desiderata, in base a un progetti puramente umano: non come figli di una Chiesa, visibile e invisibile (la comunione dei santi!), che rimane fedele a se stessa fino a quando sa custodire gelosamente la propria verit\u00e0 soprannaturale e fino a quando si rende docile strumento nelle mani dello Spirito santo, che \u00e8 Spirito di Verit\u00e0, non soltanto in senso puramente umano.<\/p>\n<p>Davanti a figure come quella di Tyrrell, insomma, si rimane profondamente sconcertati, e ci si chiede se non siano proprio quelle che hanno fatto pi\u00f9 male al cristianesimo: pretendendo di restare dentro la Chiesa, per cambiarla dall&#8217;interno, anzich\u00e9 uscirne e sfidarla apertamente, visto che l&#8217;idea che essi ne avevano era quasi totalmente negativa e visto che ritenevano che essa abbia tradito sostanzialmente i suoi compiti. Gnosticismo, pelagianesimo, democraticismo sono i tratti ereticali che contraddistinguo il pensiero modernista: quasi che esistano due religioni cristiane, una per i colti e una per il poplo; quasi che l&#8217;uomo non abbia bisogno di riconoscer la propria impotenza per poter essere redento; e quasi che la Chiesa sia una qualunque assemblea laica, dove le decisioni di prendono a colpi di maggioranza (o anche di minoranza, se quest&#8217;ultima sa agire con sufficiente decisione e spregiudicatezza) e dove la Verit\u00e0 eterna, assicurata dalle due fonti della Scrittura e della Tradizione, pu\u00f2 essere cambiata a piacere, in omaggio allo spirito dei tempi e alla sensibilit\u00e0 &quot;progressista&quot; di alcuni teologi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il teologo irlandese George Tyrrell (1861-1909) \u00e8 stato uno dei protagonisti del movimento modernista cattolico, forse la sua figura pi\u00f9 importante dal punto di vista teorico,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107,201,263],"class_list":["post-29286","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo","tag-modernismo","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29286","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29286"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29286\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}