{"id":29274,"date":"2012-07-17T06:47:00","date_gmt":"2012-07-17T06:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/07\/17\/tutte-col-grembiule\/"},"modified":"2012-07-17T06:47:00","modified_gmt":"2012-07-17T06:47:00","slug":"tutte-col-grembiule","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/07\/17\/tutte-col-grembiule\/","title":{"rendered":"Tutte col grembiule"},"content":{"rendered":"<p>Fino all&#8217;inizio degli anni &#8217;70, in moltissime scuole d&#8217;Italia le ragazze venivano a scuola col grembiule, tanto alle elementari &#8211; come, del resto, i maschietti -, quanto alle medie e alle superiori; nelle scuole pubbliche, sia chiaro, e non solo in quelle private.<\/p>\n<p>Indossavano tranquillamente il loro grembiule nero con il colletto bianco e solo le pi\u00f9 audaci, che lo tenevano un po&#8217; pi\u00f9 corto, lasciavano intuire la minigonna che portavano sotto, o introducevano una nota lievemente sensuale, in tanta castigatezza, per mezzo degli stivali alti o, magari, delle calze trasparenti; e questo era tutto.<\/p>\n<p>Non si respirava per nulla una atmosfera repressiva &#8211; repressivi, semmai, erano quei presidi che, in certi istituti, rimandavano a casa i ragazzi che si presentavano con la camicia senza cravatta, oppure con il maglione a girocollo; le ragazze vivevano l&#8217;obbligo del grembiule con la massima disinvoltura, come cosa assolutamente giusta e innocua.<\/p>\n<p>Probabilmente non c&#8217;era nessun regolamento di istituto che lo prescrivesse in maniera esplicita; era piuttosto un uso, una consuetudine che si tramandava pacificamente da una generazione all&#8217;altra. Nemmeno il mitico &#8217;68 era riuscito a scuoterla; anzi, per la verit\u00e0, fra le innumerevoli assemblee, pi\u00f9 o meno estemporanee, che continuamente interrompevano il regolare andamento delle lezioni, e nelle quali si parlava e straparlava letteralmente di tutto, dalla riforma scolastica al Vietnam, passando per tutte le gradazioni e le meraviglie della democrazia assembleare, non abbiamo alcun ricordo che si sia mai sollevata la questione &quot;grembiule&quot;.<\/p>\n<p>Non era un simbolo di sottomissione e meno ancora di discriminazione di genere; era un fatto di civilt\u00e0. Grazie al grembiule sparivano, almeno visivamente e simbolicamente, le differenze di censo, per non parlare degli esibizionismi, delle sorde gelosie, delle inconciliabili invidie; sparivano, almeno fino a un certo punto, le ricche e le povere, le maggiorate e le bruttine, le sfrontate e le timide.<\/p>\n<p>Non si sfoggiavano camicie o maglioni firmati da centinaia di euro; non si esibivano gonne o pantaloni griffati ancor pi\u00f9 costosi; niente spacchi volgari, niente scollature procaci, niente ammiccamenti sessuali, niente sfoggio di ricchezza, di vanit\u00e0, di competizione: per mostrare qualcosa di diverso, qualche volo di fantasia, qualche irruzione di creativit\u00e0 personale, restavano solo le scarpe e l&#8217;acconciatura dei capelli.<\/p>\n<p>La fiera delle vanit\u00e0, che sempre intossica l&#8217;atmosfera in un ambiente femminile, era sospesa, almeno in quelle poche ore e in quel determinato ambiente. A scuola si veniva per studiare, non per civettare o per provocare. Se le ragazze avevano molto seno oppure poco, se potevano sfoggiare belle gambe oppure no, questo lo si capiva a malapena e, in ogni caso, non era all&#8217;ordine del giorno; almeno nelle scuole di provincia e nelle scuole riservate ai ceti medio-bassi: le professionali, gli istituti tecnici e gli istituti magistrali.<\/p>\n<p>I figli e le figlie di pap\u00e0 andavano al liceo e, poi, dritti all&#8217;universit\u00e0, che fossero portati oppure no; dalle loro file, nella maggior parte dei casi, sono poi usciti i capi e i capetti della contestazione universitaria, i Che Guevara in sedicesimo, i devoti seguaci del professor Toni Negri che sognavano la rivoluzione e intanto stavano col sedere al caldo grazie ai loro borghesi genitori.<\/p>\n<p>Del resto, i ragazzi di quella generazione erano sulla stessa lunghezza d&#8217;onda delle loro compagne: niente zainetti ultimo grido, solo una cinghia per legare i libri; e niente capi vistosi o costosi, solo il Montgomery, l&#8217;inverno, per suggerire una propensione verso destra, o un Eskimo per indicarne una a sinistra. E non tutti, ma solo alcuni; specialmente nelle classi abbienti, vale a dire nelle classi dei licei, proprio quelli dove i presidi stavano di guardia sul portone per sorvegliare la camicia bianca e la cravatta dei loro alunni. Gli altri venivano a scuola indossando abiti pratici, non esclusa la giacchetta rivoltata del pap\u00e0 o del fratello maggiore.<\/p>\n<p>Oggi non solo nelle scuole, ma anche negli uffici pubblici, si stenta a capire dove ci si trovi, tale \u00e8 l&#8217;esibizione della vanit\u00e0 femminile, l&#8217;esposizione dei seni e dei fondo schiena, lo sfoggio dei reggipetti e dei perizomi a vista, con tanto di filo che sparisce nelle profondit\u00e0 proibite, in mezzo ai glutei. Siamo arrivati al punto che, per esempio, l&#8217;utente (maschio) di un ufficio postale non sa letteralmente dove posare lo sguardo, per non fare la figura del guardone o del porco sessista e prepotente.<\/p>\n<p>Non che le donne, fra di loro, stiano bene in tali ambienti: la competizione dell&#8217;abbigliamento e, in controluce, quella erotico-sessuale sono talmente serrate e feroci, che nessuna pu\u00f2 fidarsi dell&#8217;altra; rare sono le amicizie, rari i casi di leale collaborazione professionale; regna un clima di sospetto, di invidia, di maldicenza. Non ne parliamo, poi, se il capoufficio \u00e8 donna: subito si creano due partiti: quello delle favorite e quello delle diseredate, l&#8217;un contro l&#8217;altro armati.<\/p>\n<p>Le migliori ci soffrono, le altre si adattano; ma non sono poche quelle che rimediano uno stato di frustrazione e di depressione cronica. Non \u00e8 piacevole andare a studiare o a lavorare in un ambiente dove c&#8217;\u00e8 sempre quella che si mette in mostra ostentando un vestito nuovo al giorno, torreggiando sulle altre coi suoi dodici centimetri di tacco, facendo sparire tutte davanti ai maschi, colleghi o clienti che siano, con acconciature da parrucchiere da cento euro e anche pi\u00f9, ogni settimana che Dio manda (ma dove troveranno il tempo, poi, oltre ai quattrini?).<\/p>\n<p>Regnano il nervosismo, l&#8217;ostilit\u00e0 pi\u00f9 o meno dissimulata, il rancore mascherato dietro i sorrisi, i pugnali avvelenati nascosti per mezzo di esagerate manifestazioni di cordialit\u00e0, di interessamento e perfino di amicizia: consigli sulla palestra pi\u00f9 &quot;in&quot;, su dove andare a prendere il sole, addirittura sugli asili nido per i bambini. Ma poi, alla prima occasione, ecco la frase maligna, l&#8217;insinuazione velenosa, l&#8217;unghiata nel punto pi\u00f9 esposto, dove fa pi\u00f9 male.<\/p>\n<p>\u00abCome sei pallida, cara, dovresti riposarti di pi\u00f9\u00bb; quando si sa benissimo che la poveretta va avanti a sonniferi e psicofarmaci, e forse la causa non ultima di tanta sofferenza \u00e8 proprio la tossicit\u00e0 dell&#8217;ambiente di lavoro. \u00abTi vedo stanca, dovresti staccare la spina per un po&#8217; e andare in ferie\u00bb; che, tradotto, vuol dire: hai un aspetto che fa schifo, nessuno ti fila neanche di striscio, guarda me invece che schianto, non c&#8217;\u00e8 uomo cui non faccia girare la testa, dagli adolescenti ai vecchi decrepiti, e per tutti ho un sorriso assassino, uno sbatter fatale di occhioni. Impara, bimba, come si sta al mondo; mi sa che non vai mica lontana con quegli straccetti che ti metti addosso e quel colorito latteo che pare di ospedale.<\/p>\n<p>Oppure: \u00abSai, dovresti proprio andare al mare qualche giorno con tuo marito\u00bb, facendo finta di non sapere che il brav&#8217;uomo ha preso la tangente e chi s&#8217;\u00e8 visto s&#8217;\u00e8 visto, si vocifera che abbia spiccato il volo con un&#8217;altra, pi\u00f9 bella e molto pi\u00f9 giovane, che potrebbe essere sua figlia. \u00abAnche tu hai l&#8217;allergia al polline, povera cara, ne so qualcosa pure io\u00bb, mentre si sa e si capisce benissimo che quegli occhi gonfi, quelle occhiaie spaventose sono il frutto di veglie interminabili e di pianti prolungati, perch\u00e9 la vita sentimentale della collega va a rotoli e tutte ne parlano e ci spettegolano sopra, peggio di una gazzetta della sera.<\/p>\n<p>Per non parlare dei complimenti, ancor pi\u00f9 velenosi della finta sollecitudine: \u00abCome stai bene adesso, hai una linea da fare invidia a una quindicenne\u00bb, per rimarcare, con quell&#8217;\u00abadesso\u00bb, che, prima della cura dimagrante, la disgraziata pareva una balena; e con quella allusione alle adolescenti per sottolineare che di anni, quella, ne deve avere almeno cinquantacinque, anche se ne dimostra un po&#8217; di meno e si sforza disperatamente di tener segreta la sua data di nascita. E poi, cosa vuol dire: \u00abhai una linea da fare invidia\u00bb a una che pare uno scheletro ambulante, con le guance infossate e le vene del collo in bella vista, che quando cammina ti par di sentire scricchiolare tutte le sue ossa, come in una danza macabra?<\/p>\n<p>Le donne sono le prime ad ammetterlo: trovarsi ogni giorno in un ambiente interamente o prevalentemente femminile \u00e8 un supplizio, altro che \u00abhomo homini lupus\u00bb e \u00abmors tua, vita mea\u00bb; l\u00ec non ci sono regole, non si concede quartiere, non si fanno prigionieri; ogni colpo, per quanto basso, \u00e8 legittimo e si punta a infliggere il massimo del male alle possibili rivali, onde spezzarne le velleit\u00e0 prima che possano dare ombra, prima che possano diventare pericolose. Solidariet\u00e0 zero, se qualcosa va storto sul lavoro, se capita un incidente o se il capo ne prende una di mira e la umilia davanti a tutti, inutile aspettarsi un minimo di solidariet\u00e0 o, almeno, di benevola neutralit\u00e0; no, l&#8217;occasione \u00e8 troppo ghiotta per non darle il colpo di grazia.<\/p>\n<p>Insomma, tutto considerato crediamo che non sarebbe male un ritorno al grembiule nero per le studentesse e per le pubbliche impiegate; e osiamo pensare che moltissime di loro sarebbero d&#8217;accordo, se potessero esprimere il loro parere in segreto, cio\u00e8 senza doversi esporre al dileggio e alle rivalse delle colleghe. Perch\u00e9, nonostante certe apparenze, la maggioranza delle persone, donne comprese, va a scuola o in ufficio per studiare o per lavorare e non per fare a gara a chi ha il vestito pi\u00f9 bello, pi\u00f9 costoso e pi\u00f9 sexy.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, questa che potrebbe sembrare una &quot;boutade&quot; o, peggio, una proposta biecamente maschilista, crediamo che andrebbe incontro ai segreti desideri di moltissime donne e ragazze e servirebbe a riportare un po&#8217; di serenit\u00e0 in un ambiente gi\u00e0 di per se stesso reso sgradevole da un clima di competizione esasperata e di mal dissimulata rivalit\u00e0 di tutte contro tutte.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 solo un piccolo particolare, per cui non verr\u00e0 mai preso in considerazione: implicherebbe una ammissione della diagnosi test\u00e9 fatta, ossia della assoluta incapacit\u00e0, da parte delle donne, di organizzarsi fra loro in maniera da rendere un ambiente di studio o di lavoro sereno o, quanto meno, respirabile, mettendo da parte rivalit\u00e0 e gelosie e fondando le relazioni interpersonali sulla collaborazione franca e disinteressata.<\/p>\n<p>Le femministe non lo ammetterebbero mai, nemmeno se fossero legate al palo della tortura; e anche molte altre donne, che pure riconoscerebbero ci\u00f2 in privato, non sarebbero mai e poi mai disposte a dichiararlo in pubblico. Il motivo \u00e8 che, nella donna, esiste una duplicit\u00e0 che \u00e8 caratteristica del suo sesso: la stessa duplicit\u00e0 per cui, ad esempio, in pubblico non c&#8217;\u00e8 donna che non ostenti il massimo disprezzo per un uomo come Salvatore Parolisi, sospettato di avere ucciso la moglie per amore di un&#8217;altra (e ne fanno fede innumerevoli, stucchevoli salotti televisivi straripanti di psicologhe, sociologhe, scrittrici, giornaliste, attrici, presentatrici e, magari, signore e signorine reduci dall&#8217;ultima edizione del Grande Fratello); ma \u00e8 un fatto che, in prigione, il bellimbusto donnaiolo e, forse, uxoricida, riceve pacchi su pacchi di lettere scritte da ammiratrici che gli dichiarano tutta la loro devozione e la loro infuocata passione.<\/p>\n<p>Quanto agli uomini, non c&#8217;\u00e8 da aspettarsi molto da parte loro. Da quando si \u00e8 imposta la cultura femminista, sono stati invasi dal terrore di non apparire aggiornati ai tempi nuovi, di poter essere anche soltanto sospettati di nostalgie per il caduto regime, odiosamente maschilista, che, come \u00e8 noto, ha impazzato nel mondo per secoli e secoli; e ci\u00f2 li spinge ad approvare incondizionatamente qualunque oracolo esca dalla bocca delle nuove o meno nuove sacerdotesse delle magnifiche sorti e progressive.<\/p>\n<p>Dire, ad esempio, che la psicologia dell&#8217;uomo \u00e8 diversa da quella della donna, sa gi\u00e0 di eresia oscurantista; aggiungere che non esiste solidariet\u00e0 femminile, mentre esiste quella maschile, \u00e8 una provocazione bella e buona; figuriamoci se si vogliono trarre le conseguenze di quest&#8217;ultima affermazione e si prospettano i vantaggi di un ritorno al grembiule.<\/p>\n<p>Accade frequentemente che la donna si lasci ingannare dalle apparenze e giudichi il rispetto dell&#8217;uomo nei suoi confronti non dai comportamenti concreti, ma dalle parole di lusinga e di adulazione con le quali certi uomini, in realt\u00e0 assai poco virili, ma fortunatissimi in ambito sessuale, sanno circuirle e farle sentire appagate nel loro desiderio di ricevere attenzione.<\/p>\n<p>Purtroppo molte donne non sanno riconoscere il vero rispetto da quello simulato e non si rendono conto di quanto poco le stimino quegli uomini che, accarezzando la loro vanit\u00e0, anche di tipo intellettuale, le manovrano abilmente e le portano nell&#8217;unica direzione cui essi sono realmente interessati: quella della camera da letto.<\/p>\n<p>Quante donne si concedono e si buttano via con uomini di nessun valore, solo perch\u00e9 hanno avuto la debolezza di lasciarsi sedurre da parole di ammirazione tanto sperticate quanto vuote; e quante donne sono disposte ad accettare l&#8217;omaggio mercenario di quegli pseudo-intellettuali che dicono loro tutto quel che esse amano sentirsi dire, anche se non \u00e8 la verit\u00e0; anche se la verit\u00e0 esigerebbe altri discorsi e altri atteggiamenti. Il vero amico, infatti, non \u00e8 colui che ci adula e ci lusinga, ma colui che ci dice sinceramente il suo pensiero, per il nostro bene e non per un calcolo interessato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino all&#8217;inizio degli anni &#8217;70, in moltissime scuole d&#8217;Italia le ragazze venivano a scuola col grembiule, tanto alle elementari &#8211; come, del resto, i maschietti -,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[247],"class_list":["post-29274","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-scuola"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29274","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29274"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29274\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29274"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29274"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29274"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}