{"id":29273,"date":"2018-12-18T04:24:00","date_gmt":"2018-12-18T04:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/18\/tutta-la-vita-non-e-che-latto-del-sacrificio-di-cristo\/"},"modified":"2018-12-18T04:24:00","modified_gmt":"2018-12-18T04:24:00","slug":"tutta-la-vita-non-e-che-latto-del-sacrificio-di-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/18\/tutta-la-vita-non-e-che-latto-del-sacrificio-di-cristo\/","title":{"rendered":"Tutta la vita non \u00e8 che l&#8217;atto del Sacrificio di Cristo"},"content":{"rendered":"<p>La vita \u00e8 qualcosa di meraviglioso e anche di drammatico; il mondo \u00e8 qualcosa di meraviglioso e di drammatico; il fatto che esista qualcosa, che esistano le cose, che esista l&#8217;universo, invece del nulla, \u00e8 meraviglioso e drammatico. Meraviglioso, perch\u00e9 carico di potenzialit\u00e0 immense, entusiasmanti, affascinanti; drammatico, perch\u00e9 carico di responsabilit\u00e0. La responsabilit\u00e0 esiste perch\u00e9 esiste la libert\u00e0 di scelta: per quanto condizionata, per quanto non assoluta, tuttavia\u00a0 esiste; e la libert\u00e0 implica la possibilit\u00e0 del male; e il male rompe l&#8217;armonia delle cose. Chi fa il male non lo fa solo a se stesso e a pochi altri, lo fa all&#8217;universo; e cos\u00ec il bene. Bene e male si fronteggiano, sono al centro di un dramma cosmico: e questo fa della vita una cosa meravigliosa, ma anche terribilmente seria. Seria e misteriosa: perch\u00e9 vi \u00e8 un mistero nel male, e vi \u00e8 anche un mistero nel bene: non solo nel male e nel bene ordinari, ma nel male e nel bene che implicano una ulteriore dimensione del reale. Non tutto il bene viene dalla terra; ai livelli pi\u00f9 alti, esso viene dal Cielo, nel senso che l&#8217;uomo, da solo, non ne sarebbe capace. A malapena si pu\u00f2 trovare qualcuno che sia capace di sacrificarsi per amore delle persone care; ma amare tutti, di verro amore; amare anche i lontani, gli sconosciuti; amare perfino chi ci fa del male, perfino i nemici;\u00a0 amare anche le generazioni future, amare anche la pi\u00f9 piccola creatura vivente: per esser capaci di tanto, \u00e8 necessaria l&#8217;opera della grazia, che \u00e8 un dono soprannaturale. L&#8217;uomo non pu\u00f2 darsela da solo: la riceve da Dio. Pu\u00f2 chiederla, ma i tempi e i modi in cui Dio risponder\u00e0 alla sua richiesta non sono quelli umani, ed \u00e8 perfino possibile che gli uomini non si accorgano di aver ricevuto ci\u00f2 di cui sono alla ricerca. \u00a0Ma la grazia opera gi\u00e0 in loro, se sono nelle disposizioni giuste, e ne ha gi\u00e0 fatto degli strumenti privilegiati dell&#8217;opera divina: perch\u00e9 la grazia \u00e8 questo: la partecipazione alla vita stessa di Dio, e quindi l&#8217;irruzione di un fiume di luce l\u00e0 dove prima erano le tenebre. Le vie del Signore non sono le vie degli uomini: egli fa soffiare il suo Spirito dove vuole, quando vuole e come vuole; \u00a0e chi lo riceve non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso di prima, subisce una radicale trasformazione: muore in lui l&#8217;uomo vecchio, l&#8217;uomo carnale, che sempre vuole, brama e teme qualcosa, e nasce l&#8217;uomo nuovo, l&#8217;uomo spirituale, che si rimette docilmente alla volont\u00e0 divina.\u00a0<\/p>\n<p>Se il mistero del bene \u00e8 il mistero della grazia, perch\u00e9 il bene di cui l&#8217;uomo \u00e8 capace per via esclusivamente naturale non \u00e8 mai un bene perfetto, ha sempre in s\u00e9 qualche scoria, qualche difetto, qualche limite, mentre il bene di cui l&#8217;uomo \u00e8 capace sotto l&#8217;azione della grazia ha realmente qualcosa di sovrumano, di divino, altrettanto misterioso \u00e8 il male, il mistero del peccato. In un certo senso, il peccato \u00e8 in se stesso &#8211; qualunque peccato &#8211; un qualcosa che \u00e8 contrario alla natura. Infatti \u00e8 vero che i peccati vengono dagli istinti, e gli istinti sono naturali; ma la natura, in se stessa, bench\u00e9 ferita dalle conseguenze del Peccato originale, conserva ancora qualcosa dello splendore e dell&#8217;armonia originaria, e quindi tenderebbe al bene, a quel sommo bene che \u00e8 Dio: perch\u00e9 tutto viene da Dio e tutto anela a ritornare a Dio. Dio \u00e8 l&#8217;alfa e l&#8217;omega di ogni ente, delle cose visibili e delle cose invisibili, delle cose materiali e delle cose spirituali: come potrebbe qualcosa sottrarsi al suo potente richiamo, non sentire l&#8217;attrazione naturale verso il Creatore? Ogni cosa tende al suo fine, e il fine di tutte le cose \u00e8 Dio, causa prima di esse: se qualcosa resiste, se qualcosa va nella direzione contraria, se qualcosa si allontana dal richiamo di Dio, ci\u00f2 \u00e8 innaturale, come lo sarebbe l&#8217;acqua di un fiume che risalisse dalla foce verso la sorgente. Ed \u00e8 proprio cos\u00ec: il peccato, l&#8217;azione cattiva, costituisce una rottura dell&#8217;armonia universale: perch\u00e9 l&#8217;universo \u00e8 stato creato buono da Dio:\u00a0<em>e Dio vide che ci\u00f2 era buono<\/em>, dice il libro della<em>\u00a0Genesi<\/em>. Fare il male, quindi, introduce un elemento di disordine nell&#8217;ordine dell&#8217;universo; e l&#8217;ordine violato, compromesso, offuscato, esige una risposta di segno positivo. In altri termini, \u00e8 necessaria una riparazione. Chi ha fatto il male dovrebbe pentirsi e dovrebbe desiderare l&#8217;espiazione; dovrebbe rimediare, nei limiti del possibile, al male che ha fatto; e dovrebbe sottoporsi a un percorso di espiazione e purificazione.<\/p>\n<p>Sorge per\u00f2, a questo punto, un duplice problema. Primo, molte persone non si pentono del male fatto, o non sono disposte a espiarlo, n\u00e9 desiderose di purificarsi; secondo, anche se un peccatore si pente e desidera riparare, non sempre il male compiuto pu\u00f2 essere tolto, non sempre la ferita \u00e8 medicabile. Un omicida non pu\u00f2 riportare in vita colui che ha ucciso; e se la persona che egli ha fatto soffrire, impazzisce, o si vendica facendo del male a sua volta, o si toglie la vita, nessuno potr\u00e0 far s\u00ec che questi effetti negativi non seguano il loro corso. Si tratta perci\u00f2 di capire, in tali circostanze, chi possa perdonare, chi possa \u00a0espiare, chi possa offrire un sacrificio per ripristinare, almeno parzialmente, l&#8217;ordine violato e l&#8217;armonia incrinata. Certo, \u00e8 possibile offrire penitenze, digiuni e preghiere di riparazione al posto di quelli che, dopo aver fatto il male, non si pentono. Ma chi potr\u00e0 perdonare davvero? L&#8217;uomo non pu\u00f2 perdonarsi da solo, specialmente se ha commesso dei peccato molto gravi. Caino non pu\u00f2 perdonarsi da s\u00e9 per aver ucciso suo fratello Abele. Inoltre, chi ristabilir\u00e0 l&#8217;equilibrio violato, una volta che le conseguenze del male fatto siano irrimediabili? Uccidere un padre o una madre, ad esempio, significa far s\u00ec che dei bambini rimangano orfani: chi li ripagher\u00e0 per il dolore di aver perso i genitori? Chi restituir\u00e0 loro quel che hanno perduto? Chi potr\u00e0 evitare che quel dolore, quella perdita precoce e irrimediabile, condizionino pesantemente tutta la loro vita, spegnendo in essa ogni gioia e offuscando ogni cosa bella? Se Dio non esiste, nessuno potr\u00e0 redimere quel male, nessuno potr\u00e0 perdonare quel peccatore: ed ecco perch\u00e9 la visione materialistica del mondo porta con s\u00e9 una inestinguibile angoscia esistenziale. La civilt\u00e0 moderna \u00e8 fondata su una visione materialistica del mondo, quindi l&#8217;uomo moderno \u00e8 dominato dall&#8217;angoscia, che lo logora e lo fa letteralmente impazzire. La pazzia dell&#8217;uomo moderno nasce dal corto circuito fra la consapevolezza del male e la convinzione che nulla e nessuno lo possano redimere, cio\u00e8 prendere su di s\u00e9 per trasformarlo in bene. Ma se Dio esiste, Lui e Lui solo pu\u00f2 fare una cosa del genere: perdonare il peccato, redimere il peccatore. Beninteso, il peccatore che si pente: perch\u00e9 il peccatore impenitente \u00e8 irredimibile. Ma Dio, nella sua amorevolezza, fa anche questo: pone nel cuore dell&#8217;uomo il desiderio del bene, e nell&#8217;anima del peccatore, il bisogno di espiazione e redenzione.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, per\u00f2, \u00e8 libero: dunque pu\u00f2 scegliere di non ascoltare quella voce interiore, di non accettare il perdono di Dio. Il Dio cristiano, poi, fa ancora di pi\u00f9: molto di pi\u00f9. Il Dio cristiano si fa uomo, assume la natura umana, nasce nella carne da una donna, vive fra gli uomini, soffre e muore come un uomo, offrendo la sua vita in riparazione dei loro peccati; indi risorge. Pi\u00f9 oltre sarebbe impossibile andare: questo \u00e8 l&#8217;amore pi\u00f9 grande che sia concepibile. E siccome Dio si \u00e8 fatto veramente uomo e siccome \u00e8 veramente morto, prima di risorgere, Egli pu\u00f2 veramente riscattare tutto il male commesso dagli uomini, tutti i loro peccati, e trasformarli in strumenti di salvezza per molti. Una sola cosa non pu\u00f2 fare, perch\u00e9 non la vuole fare: costringere gli uomini a pentirsi, a desiderare l&#8217;espiazione e la redenzione. Non vuole redimere per forza chi non vuole essere redento. E questo mistero abissale, Dio che si fa carne e si offre in sacrificio per la salvezza degli uomini, Egli non l&#8217;ha compiuto una volta sola, quando si \u00e8 Incarnato dal seno della Vergine Maria, ma continua a compierlo continuamente, ogni giorno, ogni ora, laddove un sacerdote celebra la santa Messa e leva al Padre, in offerta, il Corpo e il Sangue di Ges\u00f9, rinnovando il supremo sacrificio avvenuto sul Golgota, al tempo di Ponzio Pilato. Come ha osservato san Tommaso d&#8217;Aquino, il miracolo della santa Eucarestia \u00e8 ancora pi\u00f9 grande del miracolo della Passione, Morte e Resurrezione di Ges\u00f9 Cristo: perch\u00e9 questo \u00e8 avvenuto una sola volta, in un tempo determinato; quello si ripete incessantemente, con inesauribile e ineffabile generosit\u00e0, ogni volta che il sacerdote spezza il Pane e benedice il Vino, e lo offerte in pasto ai fedeli. Come ha detto Ges\u00f9 stesso ai suoi discepoli (<em>Giovanni<\/em>, 6, 51, 53-58):<\/p>\n<p><em>Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr\u00e0 in eterno e il pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo\u00bb. (&#8230;.) In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell&#8217;uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.\u00a0Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter\u00f2 nell&#8217;ultimo giorno. Perch\u00e9 la mia carne \u00e8 vero cibo e il mio sangue vera bevanda.\u00a0Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.\u00a0Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cos\u00ec anche colui che mangia di me vivr\u00e0 per me.\u00a0Questo \u00e8 il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivr\u00e0 in eterno<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi evidente che il sacrificio di Cristo \u00e8 un atto che si rinnova incessantemente e che si manifesta nel mistero della Messa: e davanti a un mistero d&#8217;amore cos\u00ec grande, cos\u00ec abissale, non si pu\u00f2 che farsi piccoli e mettersi in ginocchio ad adorare; altro che altare del popolo e scambio della stretta di mano, altro che omelie mondane e politicizzate: la Messa \u00e8 il sacro rito in cui si rinnova il Sacrificio del Golgota, e chi non lo capisce, non ha capito che cos&#8217;\u00e8 la Messa e non ha capito il vero significato del Sacrificio di Cristo.<\/p>\n<p>Osservava don Divo Barsotti nel suo <em>Battesimo di fuoco. Diario mistico, 1966-1968<\/em> (Milano, Rusconi, 1984, p. 134):<\/p>\n<p><em>L&#8217;atto onde il Padre accoglie la Vittima immolata \u00e8 l&#8217;atto stesso onde il Cristo si comunica al mondo. La comunione \u00e8 parte essenziale del sacrificio eucaristico.<\/em><\/p>\n<p><em>Veramente tutta la vita non \u00e8 che l&#8217;atto del sacrificio del Cristo. La Messa, tutte le Messe non sono che un sacrificio col Sacrificio della Croce. Il Sacrificio della Croce \u00e8 inseparabile dalla Messa come la Messa \u00e8 inseparabile dal Sacrificio della Croce. Attraverso la Messa tutta la vita dell&#8217;universo non \u00e8 pi\u00f9 che un unico atto: il Verbo di Dio, il Figlio Unigenito si offre al padre nell&#8217;atto che si comunica al mondo. Inseparabile, anzi uno, \u00e8 l&#8217;atto onde il Cristo si ordina al Padre e si fa nutrimento dell&#8217;uomo<\/em>.<\/p>\n<p>Il problema dell&#8217;uomo moderno, e anche dei cosiddetti cristiani moderni, \u00e8 che non riescono pi\u00f9 a pensare se non in termini di progresso o di stasi: sono convinti che l&#8217;uomo pu\u00f2 imparare dall&#8217;esperienza delle generazioni precedenti quanto basta per evitare i loro errori e per conquistarsi un futuro di benessere e felicit\u00e0, con le loro sole forze. Poi, quando i fatti danno loro torto e mostrano, impietosamente, che nessuno, umanamente parlando, impara mai nulla, e che gli uomini rinnovano sempre, generazione dopo generazione, i peccati di Adamo, di Caino, dei costruttori della torre di Babele e degli abitanti di Sodoma e Gomorra; che gli uomini sono sempre gli stessi, simili ai vignaioli omicidi della parabola, assassini dei profeti e persino del Figlio di Dio, tale \u00e8 la loro avidit\u00e0 di impossessarsi della vigna e tale la loro invidia maligna nei confronti del Signore, allora cadono nella depressione, nello sconforto, nel disprezzo di s\u00e9. Infatti: se le loro colpe sono terribili e se nessuno li pu\u00f2 perdonare, che altro fare se non quello che fece Giuda dopo aver tradito Cristo, correre ad impiccarsi? E cos\u00ec l&#8217;uomo moderno oscilla incessantemente, come un pendolo, fra i due estremi dell&#8217;arroganza, della <em>hybris<\/em>, della dismisura, perch\u00e9 non accetta il proprio statuto ontologico di creatura, e dell&#8217;angoscia ed ella disperazione, che culminano nell&#8217;odio di s\u00e9, perch\u00e9 non sopporta le proprie colpe e non sopporta pi\u00f9 se stesso. In definitiva, \u00e8 sempre un problema di ego ipertrofico, di orgoglio e d&#8217;invidia: l&#8217;ideologia del progresso \u00e8 costruita a misura dell&#8217;orgoglio umano, si rifiuta di vedere l&#8217;uomo quale realmente \u00e8, e pretende di costruire un non si sa quale <em>uomo nuovo<\/em>, redento dalla sua stessa intelligenza, dalla sua scienza, dalle sue macchine. Ma non saranno certo le macchine a redimere l&#8217;umanit\u00e0 attanagliata dall&#8217;angoscia: non \u00e8 una questione di tecnica, ma di speranza. Il progresso materiale non conosce la speranza, ma solo la crescita; e si pu\u00f2 benissimo realizzare la crescita, ma rimanere soli e disperati. Di crescita si pu\u00f2 morire, perch\u00e9 la crescita non ha niente a che fare con la redenzione dal male, e non offre alcuna risposta alle assillanti, eterne domande dell&#8217;uomo: <em>chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?<\/em> Non saranno le macchine a darci le risposte: solo l&#8217;amore pu\u00f2 darcele, perch\u00e9 solo l&#8217;amore conosce veramente il mistero dell&#8217;essere, mentre la scienza ne sa appena descrivere, e in piccola parte, la superficie. Se vogliamo scendere in profondit\u00e0, dobbiamo imparare ad amare: ad amare disinteressatamente, come ci ha amati Colui che ha voluto dare la sua vita per noi, Lui che era perfettamente innocente. Ricordiamo quel che disse Ges\u00f9 a proposito della prostituta venuta a piangere ai suoi piedi (<em>Luca<\/em> 7, 47): <em>le sono perdonati i suoi molti peccati, poich\u00e9 ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vita \u00e8 qualcosa di meraviglioso e anche di drammatico; il mondo \u00e8 qualcosa di meraviglioso e di drammatico; il fatto che esista qualcosa, che esistano<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-29273","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29273"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29273\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}