{"id":29271,"date":"2017-01-18T12:03:00","date_gmt":"2017-01-18T12:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/18\/tutta-la-sapienza-e-timore-di-dio-sir-19-19\/"},"modified":"2017-01-18T12:03:00","modified_gmt":"2017-01-18T12:03:00","slug":"tutta-la-sapienza-e-timore-di-dio-sir-19-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/18\/tutta-la-sapienza-e-timore-di-dio-sir-19-19\/","title":{"rendered":"\u00abTutta la sapienza \u00e8 timore di Dio\u00bb (Sir. 19, 19)"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un aureo passo <em>dell&#8217;Antico Testamento<\/em> in cui si riassume perfettamente il concetto della sapienza umana: \u00e8 nel libro del <em>Siracide<\/em>, e recita cos\u00ec (19, 19-20): <em>Tutta la sapienza \u00e8 timore di Dio, e in ogni sapienza \u00e8 la pratica della legge. Nn c&#8217;\u00e8 sapienza nella conoscenza del male; non \u00e8 mai prudenza il consiglio dei peccatori. V&#8217;\u00e8 un&#8217;abilit\u00e0 che \u00e8 abominevole, c&#8217;\u00e8 uno stolto cui manca solo la saggezza.<\/em> Passo che si pu\u00f2 e si deve integrare con l&#8217;insegnamento complessivo del <em>Nuovo Testamento<\/em> &#8212; altrimenti i cristiani non sarebbero tali, ma giudei &#8212; che si pu\u00f2 riassumere con le parole di Ges\u00f9 Cristo: <em>Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente; ed amerai il prossimo tuo come te stesso<\/em> (cfr. <em>Matteo<\/em>, 22, 38-39). E al quale si pu\u00f2 e si deve aggiungere un&#8217;altra cosa ancora, che \u00e8 fondamentale: l&#8217;Incarnazione del Verbo e la sua Passione, Morte e Resurrezione per la redenzione dell&#8217;umanit\u00e0; infatti, come dice san Paolo (<em>1 Corinti<\/em>, 15, 14), <em>se Cristo non fosse risorto, la nostra predicazione sarebbe senza fondamento, e vana la vostra fede.<\/em><\/p>\n<p>Ora, \u00e8 proprio questo concetto che la cultura moderna ha dimenticato, seppellito, rifiutato: la cultura moderna nasce da una ribellione contro il timor di Dio, dunque era inevitabile che imboccasse, fin dall&#8217;inizio, la discesa agli inferi della stoltezza, cio\u00e8 dell&#8217;aver abbandonato la via della sapienza; era inevitabile, quindi, che giungesse, di gradino in gradino, sino alla follia. E che noi siamo immersi in una societ\u00e0 impazzita, in una vera e propria contro-civilt\u00e0, nella quale il bene si \u00e8 rovesciato nel male, e cos\u00ec il vero nel falso, il giusto nell&#8217;ingiusto, e il bello nel brutto, lo prova il fatto che non sono in molti, ormai, a rendersene conto: prova paradossale, prova <em>a contrario<\/em>; ma prova tanto pi\u00f9 impressionante, perch\u00e9 \u00e8 proprio della follia, di una lucida follia, progredita e tecnologica, non riconoscere pi\u00f9 se stessa e non saper interpretare le palesi manifestazioni della sua dissociazione, del suo squilibrio, del suo feroce e masochistico nichilismo.<\/p>\n<p>Se noi siamo contro noi stessi, chi ci salver\u00e0? Se l&#8217;uomo moderno ha costruito il regno dell&#8217;anti-umanit\u00e0, come potrebbe pi\u00f9 trovare l&#8217;uscita dal labirinto? Eppure, guardandoci attorno, vediamo ovunque moltiplicarsi i segnali di questa implacabile, delirante volont\u00e0 di auto-annientamento, che non sa nemmeno riconoscersi come tale: li vediamo perfino nella medicina, nella psicologia e nella psichiatria, le quali dovrebbero, in teoria, fornire un qualche rimedio ai nostri mali, darci una qualche forma di sollievo, una speranza di guarigione. Del resto, \u00e8 tutta la societ\u00e0 moderna che tende a riprodurre la pazzia nei suoi stessi figli: fin da bambini, li sottopone a un pazzesco bombardamento a base di consumismo, volgarit\u00e0, violenza, erotismo, egoismo eretto a sistema e indifferenza per il mondo intero, purch\u00e9 le ambizioni individuali arrivino a realizzarsi. Come meravigliarsi, in tali condizioni, che tutto il tono della nostra vita tenda a peggiorare a velocit\u00e0 impressionante; e che la sfiducia, l&#8217;isolamento, il pessimismo, si insinuino anche negli animi pi\u00f9 saldi e nei cuori pi\u00f9 intrepidi?<\/p>\n<p>Nel giro di una o due generazioni, la nostra societ\u00e0 ha &quot;bruciato&quot; certezze secolari, ha gettato nel cestino della spazzatura tesori di saggezza e di esperienza accumulati dai nostri avi, sostituito una pedagogia collaudata, una istruzione efficace, una scala di valori che avevano sorretto le relazioni sociali da tempo immemorabile, con uno sperimentalismo sgangherato e caotico, con un avventurismo incosciente, con una demolizione sistematica e consapevole di ogni punto di riferimento, con la scusa della &quot;libert\u00e0&quot; astrattamente intesa; del progresso, il grande idolo che tutto autorizza e tutto giustifica; e, naturalmente, dei &quot;diritti&quot;, vero e proprio culto narcisista con cui l&#8217;individuo glorifica se stesso, a scapito di ogni altra cosa. Se i nostri nonni tornassero qui, fra noi, non solo non riconoscerebbero pi\u00f9 il volto esteriore del nostro mondo, ma non capirebbero nemmeno quel che siamo diventati: noi saremmo, per loro, dei perfetti marziani.<\/p>\n<p>La stoltezza, dunque, \u00e8 l&#8217;allontanamento dell&#8217;uomo da Dio; il rifiuto di conoscerlo, adorarlo e servirlo; il rifiuto, inoltre, della condizione di creatura e la pretesa di essere qualche cosa di pi\u00f9 sul piano ontologico, di essere il padrone se stesso, pienamente autosufficiente e pienamente libero, proprio come vollero essere Adamo e d Eva allorch\u00e9, dietro istigazione del serpente, disobbedirono a Dio, mossi dall&#8217;invidia e dalla gelosia nei suoi confronti. La stoltezza consiste nel non riconoscere i propri limiti; nel non riconoscerli in senso assoluto, ossia di non riconoscere <em>il<\/em> limite. Non questo o quel limite; ma pensare, parlare e agire come se l&#8217;uomo fosse quell&#8217;essere che sa andare sempre oltre se stesso, illimitatamente, fissando da s\u00e9 la propria meta, e senza riconoscere alcun debito, alcun legame, alcun obbligo nei confronti di nessun altro.<\/p>\n<p>Un individuo non pu\u00f2 vivere bene, n\u00e9 avere un rapporto armonioso con se stesso o con gli altri, se vuol essere pi\u00f9 di quel che \u00e8: si trover\u00e0 sempre sospeso sul ponte sdrucciolevole della nevrosi; sar\u00e0 sempre angosciato dal timore di non riuscire, di fallire, di venire smascherato &#8212; o di restare deluso di s\u00e9. E, se \u00e8 cos\u00ec per l&#8217;individuo, a maggior ragione lo \u00e8 per una famiglia, per un gruppo, o per l&#8217;intera societ\u00e0. La societ\u00e0 moderna vive costantemente proiettata oltre se stessa, nella impossibile impresa di darsi da s\u00e9 il proprio statuto ontologico: ma sarebbe la stessa cosa che pretendere, per un campo, di darsi da se stesso la pioggia di cui ha bisogno per vivificare la propria terra e la propria vegetazione, e per poter dare frutti. La pioggia non dipende dal campo; non dipende dal campo decidere che essa cada, e quando, e in quale misura. Allo stesso modo, la societ\u00e0 non pu\u00f2 darsi da s\u00e9 la propria misura: perch\u00e9 \u00e8 fatta di uomini, e gli uomini non possono darsi da s\u00e9 la propria misura; al contrario: il senso della loro vita sta proprio nel delineare il limite che la distingue dalle altre vite, che la rende unica e irripetibile, che la rende se stessa e nient&#8217;altro. Ogni cosa finita, per essere se stessa, ha bisogno di limiti. Una famiglia, pur intrattenendo rapporti amichevoli con tutti gli altri, deve avere un limite: deve sapere chi ne fa parte stabilmente, e chi no; una squadra di calcio, una cordata di alpinisti, il personale di un ufficio, l&#8217;equipaggio di una nave, un reparto dell&#8217;esercito impegnato sul campo di battaglia: per tutti \u00e8 essenziale sapere quali sono i propri limiti, fin dove si pu\u00f2 arrivare, su chi si pu\u00f2 contare; e dove si \u00e8 da soli, non ci si pu\u00f2 aspettare altro, non si pu\u00f2 fare affidamento su chi che non fa parte del gruppo.<\/p>\n<p>Uno stato, per esempio, ha bisogno di confini, e anche di qualcuno che li sorvegli: niente confini, niente stato, ma un luogo aperto e indifeso, dove chiunque pu\u00f2 andare e venire, senza dover rendere conto di nulla. Oggi \u00e8 di moda parlare male dei confini, affermare con disinvoltura che bisogna gettare ponti e non alzare muri: ma non \u00e8 vero. I muri servono a proteggere e difendere ci\u00f2 che si ama, purch\u00e9, beninteso, non diventino una prigione; i ponti potrebbero far entrare degli estranei male intenzionati, per cui \u00e8 necessario avere la possibilit\u00e0 di controllarli, e, se necessario, essere anche capaci di tagliarli di netto: perch\u00e9 solo cos\u00ec si sar\u00e0 in grado di far fronte ad un pericolo molto grave e immediato. Dunque, le cose sono ci\u00f2 che sono perch\u00e9 hanno dei limiti: se non ci fossero i limiti, tutto si confonderebbe, non vi sarebbero oggetti, n\u00e9 persone, n\u00e9 opere d&#8217;arte, n\u00e9 alcun ente riconoscibile; e ciascun individuo sarebbe una molteplicit\u00e0 di sotto-individui, imprevedibili e innumerevoli, perennemente fluttuanti senza alcun ordine riconoscibile, fino a scivolare nella schizofrenia, nel caos totale. Non si pu\u00f2 essere tutto e tutti: bisogna avere l&#8217;umilt\u00e0 di essere, semplicemente, se stessi. Ma non basta che ci siano i limiti; bisogna che ci sia anche la consapevolezza dei limiti &#8212; dei <em>propri<\/em> limiti. Senza di essa, si vivrebbe costantemente nell&#8217;azzardo, nell&#8217;insicurezza, nel pericolo. Guai se ciascuno di noi non avesse il senso del proprio limite: e, infatti, gli individui che ne sono privi entrano continuamente in conflitto con gli altri o con le cose, e mettono continuamente in pericolo se stessi.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 moderna vi sono due elementi che favoriscono e incentivano pi\u00f9 che mai il rifiuto del limite da pare dei singoli, e che alimentano l&#8217;idea sbagliata e irragionevole che l&#8217;uomo moderno ha di se stesso: lo strapotere della tecnica, che porta con s\u00e9 una fiducia illimitata nelle sue risorse, la quale viene poi arbitrariamente estesa anche agli ambiti che non sono affatto di pertinenza della tecnica, perch\u00e9 non sono di natura materiale; e una aggressiva cultura (o piuttosto sottocultura) dei diritti, basata sulla rivendicazione di sempre nuove sfere di sovranit\u00e0 da parte dell&#8217;individuo, che la societ\u00e0 si vede costretta a riconoscere all&#8217;individuo in none di principi astratti e, sovente, artificiali, o artificialmente estesi, senza alcuna adeguata contropartita in termini di doveri e di assunzione di responsabilit\u00e0, cio\u00e8, in pratica sotto la pressione di un ricatto emotivo e ideologico al tempo stesso. Sia detto fra parentesi, questo secondo elemento \u00e8 quello che, sfruttato a dovere, sta consentendo alle minoranze d&#8217;imporsi sulla maggioranza e di dettare legge, non in virt\u00f9 della loro forza, ma, paradossalmente, della loro debolezza, che viene appositamente esibita e che, appunto mediante l&#8217;esibizione, diventa prodigiosamente uno strumento pressoch\u00e9 irresistibile di vittoria. E, sia detto sempre fra parentesi, \u00e8 questo perverso meccanismo che sta letteralmente svuotando di senso la democrazia, pur lasciandola sussistere come principio formale e come apparato esteriore; mentre, in realt\u00e0, la svuota dall&#8217;interno del suo significato e delle sue possibilit\u00e0 pratiche: poich\u00e9, una volta che la maggioranza debba sottostare a tutti i <em>diktat<\/em> delle minoranze, evidentemente non si potr\u00e0 pi\u00f9 parlare di democrazia, ma di una vera e propria dittatura, anzi, di un totalitarismo del politicamente corretto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l&#8217;uomo moderno da un lato pensa di avere il controllo degli stessi meccanismi della vita (aborto, eutanasia, bioingegneria, fecondazione artificiale, cambio di sesso mediante la chirurgia plastica e le cure ormonali), dall&#8217;altro si sente forte e inattaccabile perch\u00e9, non appena rivendica un diritto beninteso, fra quelli politicamente coretti e cio\u00e8 riconosciuti dall&#8217;<em>establishment<\/em> politico-culturale, in quanto funzionali ai poteri occulti che manovrano, oggi, l&#8217;intero ambito della civilt\u00e0 mondiale -, si trova ad affondare la lama come un coltello nel burro e ci\u00f2 gli d\u00e0 un senso illusorio di onnipotenza. Illusorio, perch\u00e9 ogni passo avanti nell&#8217;esercizio dissennato dei diritti a senso unico equivale a un passo avanti sulla via dell&#8217;autodistruzione della societ\u00e0, cosa che finir\u00e0 per vanificare non solo la &quot;riscossione&quot; dei diritti ideologici irresponsabilmente pretesi, ma anche quelli realmente naturali e legittimi, primo fra tutti il diritto alla vita e alle sue libere scelte, per esempio nel campo della salute e delle terapie mediche in caso di malattia: ambito nel quale gi\u00e0 si profila una minacciosa controtendenza, ossia una pretesa crescente da parte delle pubbliche autorit\u00e0 ad invadere la sfera decisionale dell&#8217;individuo, imponendo vaccini obbligatori o criminalizzando forme di medicina alternative e naturali, il che equivale ad imporre la medicina &quot;ufficiale&quot; e accademica come la sola legittima e praticabile.<\/p>\n<p>Il fatto che l&#8217;uomo modero abbia costruito, intorno a s\u00e9 e anche, in larga misura, dentro di s\u00e9, un mondo squilibrato, a causa della pretesa di poter diventare altro da s\u00e9, di farsi creatore di se stesso e di lasciarsi alle spalle, come il bozzolo della farfalla, la propria natura creaturale, oltre a produrre, a sua volta, un rapporto squilibrato e patologico con le cose, con la natura, con l&#8217;ambiente e con gli altri esseri viventi, ha prodotto una specie di ansia permanente da prestazione, come un artista o un uomo d&#8217;affari che debbano sempre far vedere di essere in crescita, di poter fare meglio della volta precedente, di poter stupire tutti con dei risultati sempre pi\u00f9 appariscenti. E non si tratta solo di questo; la sua ansia deriva anche da un&#8217;altra sorgente: da un segreto senso di colpa, perch\u00e9, in qualche zona profonda della sua anima, l&#8217;uomo moderno sa di non essere dio, e sa di essere un miserabile usurpatore allorch\u00e9 tenta di diventarlo; per cui vive nel terrore e nell&#8217;angoscia di essere scoperto e di rivelarsi, agli altri ed a se stesso, nel bel mezzo della sua grottesca commedia, simile a una scimmia che tentasse di contraffare le movenze dell&#8217;essere umano. Anche questa \u00e8 una conseguenza della perdita dell&#8217;amicizia con Dio, verso la quale non esiste cura possibile, dal momento che l&#8217;uomo moderno non \u00e8 disposto neppure ad ammettere Dio come ipotesi di Qualcosa o Qualcuno che stia ontologicamente e spiritualmente al di sopra di lui.<\/p>\n<p>Come uscire da questo vicolo cieco, come superare questo corto circuito? Non ci sono molte maniere; ce n&#8217;\u00e8 una, una sola, la pi\u00f9 antica, la pi\u00f9 naturale e la pi\u00f9 semplice: deporre il proprio folle orgoglio ai piedi di Dio, riconoscere la propria condizione creaturale, con tutti i suoi limiti, anzi, con tutto il suo limite, limite ontologico, appunto; e poi impegnarsi per conoscere, adorare e servire Dio, nel quale ogni cosa ritrova un significato, perch\u00e9 ritrova la propria origine e la propria meta finale. E cos\u00ec anche l&#8217;uomo, rientrato nell&#8217;amicizia con Dio, potr\u00e0 ritrovare quel che gli manca, ci\u00f2 di cui va disperatamente alla ricerca, senza mai trovarlo: un po&#8217; di pace, di serenit\u00e0, di amore, di bellezza, di giustizia, di verit\u00e0; un po&#8217; di armonia con se stesso e col mondo, invece della guerra continua; e la promessa di un bene ancora pi\u00f9 grande, quando infine sar\u00e0 caduta l&#8217;ultima cortina&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un aureo passo dell&#8217;Antico Testamento in cui si riassume perfettamente il concetto della sapienza umana: \u00e8 nel libro del Siracide, e recita cos\u00ec (19, 19-20):<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-29271","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29271","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29271"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29271\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}