{"id":29269,"date":"2018-09-07T09:26:00","date_gmt":"2018-09-07T09:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/07\/turoldo-divorzio-aborto-il-vangelo-progressista\/"},"modified":"2018-09-07T09:26:00","modified_gmt":"2018-09-07T09:26:00","slug":"turoldo-divorzio-aborto-il-vangelo-progressista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/07\/turoldo-divorzio-aborto-il-vangelo-progressista\/","title":{"rendered":"Turoldo, divorzio, aborto: il vangelo progressista"},"content":{"rendered":"<p>Non abbiamo alcun dubbio che l&#8217;evento decisivo ed esiziale che ha provocato la crisi della Chiesa contemporanea \u00e8 stato il tanto decantato Concilio Vaticano II. Esso ha introdotto nella Chiesa le categorie di &quot;progressista&quot; e &quot;conservatore&quot;, che appartenevano al mondo profano e in particolare alla politica, gettando i semi di uno scisma che, prima o poi, finir\u00e0 per manifestarsi, e che, nei fatti, si \u00e8 gi\u00e0 manifestato. La responsabilit\u00e0 di aver creato le premesse per una spaccatura e per una guerra civile, in senso ideale, dentro la Chiesa cattolica, ricade interamente sulle spalle dei progressisti. Sono loro che hanno voluto distinguersi, che hanno voluto prendere l&#8217;iniziativa, che hanno ritenuto insopportabile continuare ad essere confusi, da chi \u00e8 fuori della Chiesa, con i cattolici da essi tanto avversati e disprezzati, i &quot;tradizionalisti&quot;. Sono essi che hanno deciso di imprimere una svolta alla Chiesa, di cambiare la liturgia, di rivoluzionare la pastorale, e di introdurre una serie di piccole variazioni (piccole, apparentemente) le quali, un po&#8217; alla volta, sarebbero servite come cunei per incrinare la solidit\u00e0 della dottrina e iniziare a sgretolarla dall&#8217;interno, lentamente, metodicamente, senza fretta, sino alle vette eccelse che possiamo ammirare in questi ultimi anni, con un magistero (minuscolo) talmente confuso, che non si capisce nemmeno pi\u00f9 se i divorziati risposati possano fare la Comunione e se le coppie omosessuali possano essere benedette davanti all&#8217;altare: cose entrambe che sarebbero parse semplicemente pazzesche fino a poco tempo fa, perch\u00e9 totalmente in contrasto col Magistero perenne, e tuttavia, incredibilmente, divenute ora vicine, possibili, e, secondo alcuni, auspicabili: segno di quanto abilmente hanno lavorato in silenzio, ma assai in profondit\u00e0, i <em>novatori<\/em>, scalzando pian pianino i fondamenti della dottrina e riuscendo anche ad erodere la stessa percezione del bene e del male da parte dei cattolici.<\/p>\n<p>Chi avrebbe detto, nel 1962, quando si apr\u00ec il Concilio, che, poco pi\u00f9 di un decennio dopo, uomini consacrati avrebbero sfruttato la loro notoriet\u00e0 per fare propaganda alla ratifica popolare della legge sul divorzio, prima, e sull&#8217;aborto, poi? Eppure \u00e8 accaduto: una cosa che, prima del 1962, sarebbe apparsa semplicemente fantascientifica, oltre che diabolica. Prendiamo il caso di padre David Maria Turoldo, scrittore, poeta, regista, biblista, eccetera, eccetera, uno degli uomini di Chiesa pi\u00f9 vezzeggiati e coccolati dalla cultura laicista, progressista e di sinistra, quasi tutta sotto l&#8217;egida dell&#8217;allora Partito comunista italiano: quello che Pio XII aveva scomunicato e la cui ideologia il Concilio, in teoria, e secondo le aspettative di gran parte dei Padri conciliari, avrebbe dovuto solennemente condannare (molti di essi, anzi, pensavano che la condanna del comunismo sarebbe stata uno dei punti centrali del Concilio stesso, e la ragione principale della sua convocazione). Turoldo, in occasione delle due storiche &quot;battaglie&quot; radicali, prese posizione pubblicamente in favore dell&#8217;una e dell&#8217;altra legge; lo fece con gesuitici <em>distinguo<\/em> e con incredibili acrobazie concettuali, ma lo fece, eccome. E i suoi discepoli e ammiratori odierni, a pi\u00f9 di quarant&#8217;anni di distanza, si guardano bene dall&#8217;avanzare anche solo un&#8217;ombra di ripensamento critico su quelle scelte; al contrario, le rivendicano con fierezza, pur dicendo che furono &quot;sofferte&quot;, che furono &quot;drammatiche&quot;, eccetera, eccetera. Abbiamo trovato questa ricostruzione storica, in rete, su davidmariaturoldo.blogspot.com, curato, se abbiamo capito bene, da una nipote acquista del sacerdote:<\/p>\n<p><em>LOTTE POPOLARI: DIVORZIO-ABORTO<\/em><\/p>\n<p><em>Padre Turoldo non concordava con la Chiesa schierata a favore di una certa area politica. Per lui la religione doveva stare fuori dalla politica, il cristiano doveva sentirsi libero di decidere secondo la sua coscienza.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1974 si vot\u00f2 il referendum per introdurre anche in Italia il divorzio.<\/em><\/p>\n<p><em>Molti esponenti del clero, docenti universitari, giornalisti ecc. si schierarono a favore del divorzio, motivandone la scelta per una laica libert\u00e0 della persona.<\/em><\/p>\n<p><em>Padre David non pot\u00e9 mancare a questa &quot;lotta cristiana&quot; in difesa della libert\u00e0 della coscienza cristiana.<\/em><\/p>\n<p><em>Come P. Balducci e Franzoni, Padre David era convinto che la religione non pu\u00f2 imporre a chi non crede. La fede \u00e8 libert\u00e0 tutti i campi.<\/em><\/p>\n<p><em>Padre Turoldo era convinto che si deve cercare di far capire la verit\u00e0 di una fede, ma non la si pu\u00f2 imporre attraverso una legge. Per Padre Turoldo il divorzio, come l&#8217;aborto, era e sar\u00e0 sempre un grande male e come tale dev&#8217;essere vissuto a livello di fede e coscienza, nel rispetto degli altri, di chi non crede,. La sua convinzione era che il referendum fosse pi\u00f9 di natura politica che religiosa.<\/em><\/p>\n<p><em>Padre David sapeva benissimo che la sua era una scelta difficile, fatta di pro e contro, come la campagna sull&#8217;aborto. Altra &quot;battaglia sbagliata&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Padre Turoldo dovette prendere coscienza del problema e con grande sofferenza, dopo numerosissimi colloqui e confronti, alla fine il suo pensiero fu di &quot;sbagliare il meno possibile&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Sempre la sua coscienza!<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo e la sua coscienza. Non obbligato da una legge fatta dalla politica, ma da una legge ben pi\u00f9 importante: la sua coscienza.<\/em><\/p>\n<p>Si prova imbarazzo, pena, incredulit\u00e0, sdegno, nel leggere simili frasi, nel vedere espressi simili concetti e contrabbandati per cattolici, per cristiani, a celebrazione di un sacerdote che sbagli\u00f2 tutto, ma proprio tutto, di fronte a grandi e delicatissime questioni etiche e che non ebbe l&#8217;umilt\u00e0 di rimettersi alla Tradizione e alla Scrittura, ma che, con luciferina superbia, volle farsi lui giudice di ci\u00f2 che \u00e8 bene e di ci\u00f2 che \u00e8 male, e, peggio ancora, insegnare agli altri, ai fedeli, che il cristiano \u00e8 colui che decide in coscienza cosa \u00e8 bene e cosa \u00e8 male, non rimettendosi all&#8217;insegnamento e all&#8217;esempio vivente di Ges\u00f9 Cristo; e di fronte a &quot;cattolici&quot; i quali neppure a quasi mezzo secolo di distanza hanno il coraggio dire, con sincerit\u00e0: <em>S\u00ec, fu un grandissimo sbaglio, fu un gravissimo errore, del quale siamo pentiti e chiediamo perdono a Dio e ai fratelli<\/em>, ma che, al contrario, si ostinano a rivendicare di aver avuto ragione e che quello era il &quot;male minore&quot;. Perfino adesso che i numeri li sbugiardano. Perfino adesso che assommano a sei milioni gli embrioni soppressi nel ventre materno, grazie alla legge che essi allora difesero e che ancora oggi rivendicano, in nome della libert\u00e0 della persona e del rispetto degli altri, ma non dei pi\u00f9 indifesi, cio\u00e8 appunto i nascituri ai quali viene negata la possibilit\u00e0 di vedere la luce.<\/p>\n<p>Cominciamo dal titolo: l&#8217;aborto e il divorzio come &quot;lotte popolari&quot;. Non come atti morali intrinsecamente malvagi e contrari alla dottrina cattolica, ma come &quot;lotte popolari&quot;, il che li pone automaticamente sotto una luce positiva, almeno da un punto di vista laico. Come si pu\u00f2 non essere a favore delle &quot;lotte popolari&quot;? Solo i reazionari, solo i fascisti non lo erano, <em>pardon<\/em>, non lo sono (qui dovrebbe accendersi un neurone nel cervello di questi signori e ricordar loro che siamo nel 2018, e che si \u00e8 visto dove \u00e8 andata a finire la sinistra, con tutte le sue &quot;lotte popolari&quot;: fra le braccia di Soros, della BCE e dei Benetton). Ma andiamo avanti. <em>Padre Turoldo non concordava con la Chiesa schierata a favore di una certa area politica<\/em>? Suvvia, questa \u00e8 una parte della verit\u00e0: padre Turoldo non concordava, se quella parte politica era la DC; ma se era la sinistra, allora s\u00ec che concordava. <em>Per lui la religione doveva stare fuori dalla politica<\/em>? S\u00ec, se era una politica conservatrice; no, se era una politica progressista. E subito dopo, l&#8217;eresia: <em>il cristiano doveva sentirsi libero di decidere secondo la sua coscienza.<\/em> Ma quando mai? Il cristiano non \u00e8 affatto colui che decide &quot;secondo coscienza&quot;, perch\u00e9 la coscienza deve anzitutto essere ben formata, e poi deve esser illuminata dalla Verit\u00e0: nel quale caso essa decide la sola cosa che \u00e8 giusto decidere, cio\u00e8 quanto insegnato da Ges\u00f9 Cristo. Altrimenti \u00e8 meglio che quel signore si risparmi di definirsi cristiano: non \u00e8 un cristiano, ma un soggettivista. \u00c8 ben vero che il signore argentino, oggi, dice le stesse identiche cose di quelle che diceva Turoldo; e non per nulla egli ne \u00e8 un ammiratore. Ci\u00f2 non toglie che sono idee non cattoliche, e quindi, insegnate dal pulpito, diventano eresie, perch\u00e9 toccano questioni di fede, e la fede non \u00e8 negoziabile, non \u00e8 soggettiva, non sta appesa al giudizio personale di Tizio o di Caio: la fede \u00e8 una, \u00e8 cattolica, cio\u00e8 universale, vale sempre e per tutti, impegna tutti, vincola tutti, non esime alcuno. Non esiste un&#8217;esenzione da ci\u00f2 che insegna la dottrina cattolica e che la fede cattolica accoglie incondizionatamente. Ma per i cattolici progressisti, questo discorso \u00e8 troppo duro, suona inaccettabile ai loro delicati orecchi. Essi si ritengono cittadini della modernit\u00e0; e l&#8217;uomo moderno si riserva sempre l&#8217;ultima parola, pensa di aver sempre diritto a esercitare la libert\u00e0 della sua coscienza. Solo che questo non \u00e8 cattolico: il cattolico vuole quello che vuole il Padre celeste, annulla il suo volere per volere solo ci\u00f2 che piace a Dio, senza <em>se<\/em> e senza <em>ma.<\/em> E non perch\u00e9 il cattolico disprezzi l&#8217;umana intelligenza, della quale, anzi, ha una stima grandissima (\u00e8 stato il cristianesimo a insegnare al mondo la libert\u00e0 del pensiero), ma perch\u00e9 la retta libert\u00e0 di pensare non pu\u00f2 mai coincidere con la libert\u00e0 di andare contro la Verit\u00e0. Per il cattolico, \u00e8 assiomatico che la libert\u00e0 \u00e8 volere quel che vuole Dio, e seguire la propria coscienza significa uniformarsi alla Sua volont\u00e0. Non ci sono zone franche, non ci sono terre di nessuno, n\u00e9 citt\u00e0 aperte, nelle quali egli possa rifugiarsi per dire: la Chiesa dice cos\u00ec, <em>ma io<\/em> penso col\u00e0, e allora va bene. Nossignori: perch\u00e9 la Chiesa non dice a capriccio quello che dice, ma segue il Magistero perenne che si ispira alle due fonti incrollabili della Scrittura e della Tradizione; pertanto la vera intelligenza del cristiano consiste nel lasciarsi illuminare da ci\u00f2 che dice Dio e nel volere quel che vuole Lui, non nell&#8217;andare avanti, solitario e orgoglioso, per la propria strada.<\/p>\n<p>Il resto dello scritto citato \u00e8 un penoso cumulo di assurdit\u00e0 e di goffi tentativi di far passare per normale, e perfino per lodevole, l&#8217;inqualificabile tradimento compiuto da Turoldo nei confronti del Vangelo: perch\u00e9 un prete che dice &quot;s\u00ec&quot; alla legge sul divorzio e a quella sull&#8217;aborto, viene meno al suo dovere fondamentale, la fedelt\u00e0 a Cristo e alla Chiesa, che \u00e8 il tramite di cui Cristo si serve per tenere uniti i fedeli. Non esiste che la Chiesa dica una cosa e un singolo prete ne dica un&#8217;altra, totalmente opposta. Questo \u00e8 anarchismo pastorale, e allora va bene tutto: va bene anche Enzo Bianchi, il quale, pur non essendo prete, si permette di pontificare su ci\u00f2 che i preti devono fare e dire, e che riceve dall&#8217;alto, dalla chiesa stessa (dalla neochiesa o contro-chiesa, a questo punto, non dalla vera Sposa di Cristo) l&#8217;autorit\u00e0 per farlo. Quando poi si dice che <em>Padre David non pot\u00e9 mancare a questa &quot;lotta cristiana&quot; in difesa della libert\u00e0 della coscienza cristiana<\/em>, si dice un&#8217;assurdit\u00e0 e una contraddizione in termini: come \u00e8 possibile che schierarsi per il divorzio e per l&#8217;aborto sia una lotta cristiana, sia pure fra virgolette, e che la libert\u00e0 della coscienza cristiana consista in una simile scelta? Chi ha scritto queste parole, non sa letteralmente quel che sta dicendo; oppure si prende la libert\u00e0 di fare del cristianesimo una cosa nuova e diversa da quella che tutti conosciamo, una cosa tutta sua, privata, come se io dicessi che il tavolo \u00e8 un cavallo, attribuendo a questa parola un significato totalmente diverso da quello che universalmente le \u00e8 attribuito. Molti esponenti del clero, come padre Balducci, erano dello stesso avviso? Tanto peggio per loro: erano fuori della Chiesa e fuori del cristianesimo anch&#8217;essi. Non \u00e8 il numero, cari cattolici neomodernisti, che stabilisce cosa \u00e8 vero e cosa \u00e8 falso secondo il Vangelo, perch\u00e9 la Chiesa non \u00e8 un&#8217;assemblea democratica dove si decide, e casomai si modifica, la dottrina, a colpi di maggioranza. Certo, questa \u00e8 stata la tecnica adottata durante i lavori del Concilio: ed \u00e8 per questo che mettiamo in dubbio l&#8217;ortodossia del Vaticano II. Ed \u00e8 pure per questo che voi citate sempre il Vaticano II, ma non citate quasi mai gli altri venti concili, gli altri duecentosessanta papi e gli altri innumerevoli documenti del Magistero anteriori al 1962. Siete voi, cari cattolici progressisti, che avete spaccato la Chiesa in due: proprio come Lutero, che a voi piace tanto, portate la responsabilit\u00e0 storica di uno scisma; ne renderete conto non a noi, ma Dio. <em>Padre David era convinto che la religione non pu\u00f2 imporre a chi non crede<\/em>, e che <em>la fede \u00e8 libert\u00e0 tutti i campi<\/em>? Ma questa idea di libert\u00e0 \u00e8 totalmente sbagliata e non cristiana: pare quasi che l&#8217;uomo sia libero di andare contro Dio. Questa \u00e8 un&#8217;eresia e una bestemmia. Imporre agli altri la fede? Niente affatto: difendere un principio. La cosa \u00e8 lecita perfino in un&#8217;ottica strettamente laica; come mai diventa una odiosa imposizione se \u00e8 un cristiano a esercitare il diritto di esprimere ci\u00f2 che ritiene giusto? Ecco i due pesi e le due misure: proprio come fa oggi il signore argentino. Se \u00e8 un laico a dire o fare delle cose assolutamente contrarie alla morale cattolica, ha il diritto di dirle e farle, perch\u00e9 Dio non costringe nessuno; se \u00e8 un cattolico a dire ci\u00f2 che \u00e8 bene e ci\u00f2 che \u00e8 male secondo il Vangelo, la sua \u00e8 un&#8217;arrogante invasione di campo&#8230;<\/p>../../../../n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non abbiamo alcun dubbio che l&#8217;evento decisivo ed esiziale che ha provocato la crisi della Chiesa contemporanea \u00e8 stato il tanto decantato Concilio Vaticano II. 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