{"id":29266,"date":"2012-02-06T09:36:00","date_gmt":"2012-02-06T09:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/06\/amleto-e-don-chisciotte-per-turgenev-rappresentano-i-due-tipi-umani-fondamentali\/"},"modified":"2012-02-06T09:36:00","modified_gmt":"2012-02-06T09:36:00","slug":"amleto-e-don-chisciotte-per-turgenev-rappresentano-i-due-tipi-umani-fondamentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/06\/amleto-e-don-chisciotte-per-turgenev-rappresentano-i-due-tipi-umani-fondamentali\/","title":{"rendered":"Amleto e Don Chisciotte, per Turgenev, rappresentano i due tipi umani fondamentali"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa sono Amleto e Don Chisciotte &#8211; due personaggi scaturiti dalla penna dei loro rispettivi autori nel medesimo tempo, al sorgere del XVII secolo -, se non la rappresentazione dei due tipi umani fondamentali, l&#8217;egoista tutto assorbito da se stesso e l&#8217;idealista, tutto preso dalla giustizia e dal bene altrui?<\/p>\n<p>Ne era persuaso Ivan S. Turgenev, il grande scrittore russo, celebratissimo autore del romanzo \u00abPadri e figli\u00bb; il quale, in un discorso pronunciato il 10 gennaio 1860 in una pubblica lettura a favore dell&#8217;Associazione per l&#8217;aiuto ai letterati e agli scienziati bisognosi, tracci\u00f2 un magistrale parallelismo fra i due grandi personaggi, l&#8217;inglese e lo spagnolo, vedendovi, appunto, il simbolo di due atteggiamenti antitetici nei confronti di s\u00e9 e della vita.<\/p>\n<p>Turgenev era convinto che tutti gi esseri umani vivano la propria vita inseguendo un ideale di bont\u00e0, verit\u00e0 e bellezza; che alcuni lo ricevano gi\u00e0 bell&#8217;e pronto e semplicemente vi si adattino, altri, pi\u00f9 esigenti, lo costruiscano da s\u00e9, tracciando sentieri non ancora esistenti e criticando ci\u00f2 che \u00e8 stato elaborato prima di loro; ma che tutti, in definitiva, gli uni e gli altri, proiettino i propri sentimenti, i propri pensieri e le proprie azioni in direzione di un ideale, di quello che egli chiamava lo scopo dell&#8217;esistenza umana.<\/p>\n<p>La distinzione fondamentale, per lui, non era fra quanti possiedono un ideale e quanti non lo possiedono, ma fra quanti lo pongono e lo perseguono fuori di s\u00e9 e quanti, invece, lo cercano in se stessi: i primi ritengono che vi sia qualcosa di superiore a loro, qualcosa di superiore all&#8217;uomo, che merita di essere seguito e preso a modello; gli altri non oltrepassano le frontiere del proprio io e negano che vi sia al mondo qualcosa di superiore ad esso, qualcosa per cui valga la pena di trascurarlo e di proiettarsi fuori di s\u00e9.<\/p>\n<p>Don Chisciotte, per lui. \u00e8 &#8211; spogliato degli aspetti comici, che non fanno parte della sua natura essenziale &#8211; il perfetto campione del primo tipo: di colui che parte, lancia in resta, alla ricerca della verit\u00e0, della bont\u00e0 e della bellezza, e che non solo trascura se stesso nello sforzo di raggiungerle e di vederle realizzate, ma spinge la propria disponibilit\u00e0 al sacrificio fino all&#8217;accettazione di qualunque avversit\u00e0, di qualunque rischio, di qualunque destino, pur di restare fedele al compito che si \u00e8 proposto, nello sprezzo pi\u00f9 totale del proprio io.<\/p>\n<p>Certo, egli \u00e8 comico, perch\u00e9 gli manca il senso della misura e perch\u00e9 non riconosce il principio di realt\u00e0; ovunque vede forze oscure che minacciano la vita, la libert\u00e0 e la felicit\u00e0 dell&#8217;uomo &#8211; come i giganti malvagi che, in realt\u00e0, sono solo dei mulini a vento &#8211; e senza esitare si getta nella mischia per raddrizzare torti, sanare ingiustizie, salvare dalla minaccia i pi\u00f9 deboli e indifesi.<\/p>\n<p>\u00c8 pieno di amore per l&#8217;umanit\u00e0 e si pone sulle spalle un compito sublime e gigantesco: essere il paladino di tutte le buone cause, il difensore di tutti gli uomini, il servitore totalmente disinteressato della bellezza: ne fa fede la sua &quot;folle&quot; passione per Dulcinea del Toboso, che ama da lontano e senza nulla domandarle, e in cui si ostina a credere ciecamente, anche dopo che le \u00e8 apparsa nelle sue vere spoglie di un rozza contadina, pensando che un sortilegio deve aver cercato d&#8217;ingannarlo, ma che costei non \u00e8 certamente la sua dama immacolata.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 non amare Don Chisciotte, anche se le sue stranezze ci muovono al riso: Turgenev osserva con finezza che sorridere di qualcuno significa averlo perdonato e, quindi, essere pronti anche ad amarlo; cosa che non si pu\u00f2 dire per il tetro, duro, egoista principe di Danimarca assetato di vendetta, Amleto.<\/p>\n<p>Dove egli passa, \u00e8 una scia di dolore, sangue e disperazione: il buon Polonio \u00e8 da lui ucciso, sia pure per errore, ma senz&#8217;ombra di rimorso; e l&#8217;innocente Ofelia, che lo ama appassionatamente, si suicida, lasciandosi scivolare in acqua; da parte sua, Amleto non ama nessuno e dubita di tutto e di tutti, n\u00e9 stima particolarmente se stesso, poich\u00e9 vede con estrema lucidit\u00e0 i propri limiti e le proprie debolezze.<\/p>\n<p>E tuttavia, come osserva lo scrittore russo, egli si vuol bene; o, quanto meno, non trova niente che gli sembri pi\u00f9 degno di amore che se stesso; ama la vita, anche se non sa che farsene, anche se a volte vorrebbe morire; ama la vita in maniera irrazionale e narcisista, non perch\u00e9 l&#8217;accetti con le sue miserie, ma perch\u00e9 \u00e8 un sensuale, e sia pure un sensuale ben dissimulato, innamorato del piacere oltre che di se stesso, cui rincresce enormemente l&#8217;idea di perdere, con la propria vita, tutto il piacere che potrebbe ancora succhiare da essa.<\/p>\n<p>La sua razionalit\u00e0 ossessiva, la sua tormentata tendenza all&#8217;introspezione, il suo sporgersi in bilico sul limite estremo del nulla, quasi assaporando l&#8217;ebbrezza delle vertigini, ne fanno un uomo pi\u00f9 che mai &quot;moderno&quot;: molto pi\u00f9 moderno di Don Chisciotte; tanto \u00e8 vero che, nota ancora Turgenev, quasi tutti si riconoscono in lui o vorrebbero almeno in lui potersi riconoscere; mentre quasi nessuno sarebbe contento di somigliare al &quot;ridicolo&quot; Don Chisciotte.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Amleto, un po&#8217; &#8211; aggiungiamo noi &#8211; come Lord Byron, \u00e8 il vero prototipo del bel tenebroso, dell&#8217;eroe sulfureo, del malinconico seduttore, del romantico tormentato e disilluso: un tipo umano che piace, che piace alle donne che se ne innamorano e piace agli uomini che lo scimmiottano: le une perch\u00e9 vorrebbero consolarlo, redimerlo forse; gli altri per rubargli almeno una scintilla di quel fascino crudele, che lo rende quasi irresistibile.<\/p>\n<p>Infine, Don Chisciotte \u00e8 aperto, fiducioso, leale, entusiasta, trasparente nella sua ingenuit\u00e0, che poi \u00e8 sublime nobilt\u00e0 d&#8217;animo e sublime capacit\u00e0 di sacrificarsi; Amleto \u00e8 chiuso, ombroso, scostante, obliquo, sfuggente, impenetrabile: entrambi tendono a raffigurarsi gli uomini secondo la propria natura: il primo ha fiducia che tutti gli uomini siano d&#8217;onore e di parola come lo \u00e8 lui; Amleto sospetta di ognuno, perch\u00e9 non si fida neppure di se stesso.<\/p>\n<p>Per aver saputo cogliere, in questi due personaggi letterari pervenuti alla fama universale, i modelli esemplari dei due tipi umani fondamentali, Turgenev ha dato un contributo interessante non solo alla interpretazione delle due opere, di Cervantes e di Shakespeare, ma anche alla comprensione degli eterni e complessi moventi dell&#8217;animo umano, al di l\u00e0 delle barriere di spazio e di tempo, offrendo un valido contributo alla psicologia ed anche ad una riflessione antropologica in chiave di vera e propria filosofia (da: \u00abAmleto e Don Chisciotte\u00bb, in Turgenev, \u00abTutte le opere\u00bb, vol. IV, pp. 720-23, Mursia Editore, Milano, 1964; traduzione di Eridano Bazzarelli):<\/p>\n<p>\u00abChe cosa esprime Do Chisciotte? Considerandolo non con lo sguardo frettoloso che si ferma alla superficie delle cose, che tien conto delle minuzie; vedremo in Don Chisciotte non solo il cavaliere dalla triste figura, creato per deridere i vecchi romanzi cavallereschi; \u00e8 noto che il significato di questo personaggio si \u00e8 allargato sotto la mano del suo immortale creatore, e che il Don Chisciotte della seconda parte, cortese interlocutore di duchi e di duchesse, saggio consigliere di un governatore armato, non \u00e8 lo stesso Don Chisciotte che ci appare nella prima parte del romanzo, specialmente all&#8217;inizio, non \u00e8 quello strano e ridicolo originale sul quale si abbattono cos\u00ec abbondantemente i colpi della sorte; per questo, cerchiamo di penetrare bene in fondo. Ripetiamo: che cosa esprime Don Chisciotte? Prima di tutto la fede; la fede in qualche cosa di eterno e incrollabile: nella verit\u00e0 insomma, nella verit\u00e0 che si trova al di fuori del singolo uomo, che non gli si d\u00e0 facilmente, che chiede di essere servita che chiede vittime, ma che \u00e8 accessibile a colui che la serve fedelmente, e che si sacrifica. Don Chisciotte \u00e8 tutto compenetrato ella devozione all&#8217;ideale per il quale \u00e8 pronto a sottoporsi a tutte le possibili privazioni; e la sua stessa vita egli apprezza e valuta solo in quanto pu\u00f2 essere un mezzo per incarnare l&#8217;ideale, perch\u00e9 regni la verit\u00e0 e la giustizia sulla terra. Ci diranno che la sua eccitata e guasta immaginazione attinge questo ideale al mondo fantastico degli ideali cavallereschi; siamo d&#8217;accordo; e l&#8217;aspetto comico di Don Chisciotte consiste in questo; ma l&#8217;ideale rimane in tutta la sua intangibile purezza. Don Chisciotte avrebbe ritenuto vergognoso vivere solo per se stesso, preoccuparsi solo di s\u00e9. Egli vive completamente, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, fuori di s\u00e9, per gli altri, per i suo fratelli, per estirpare il male, per contrapporsi alle forze ostili all&#8217;uomo, ai maghi, ai mostri, cio\u00e8 agi oppressori. In lui non c&#8217;\u00e8 nemmeno un&#8217;ombra di egoismo; egli n pensa mai a s\u00e9; \u00e8 l&#8217;assoluto sacrificio di se stesso &#8211; valutate bene queste parole! Egli crede, crede fortemente senza tentennamenti! [&#8230;] Don Chisciotte pu\u00f2 sembrare un perfetto fole, perch\u00e9 persino la pi\u00f9 indubitabile materialit\u00e0 sparisce davanti ai suoi occhi, si fonde come cera al fuoco del suo entusiasmo; ed egli effettivamente nelle marionette di legno vede degli autentici mori, e scambia i montoni per cavalieri; pu\u00f2 sembrare limitato perch\u00e9 non sa facilmente comprendere n\u00e9 rallegrarsi; ma, come un albero secolare, ha affondato le sue radici nella terra, e non pu\u00f2 in nessun modo mutare le sue convinzioni, n\u00e9 passare da un oggetto all&#8217;altro; il vigore della sua struttura morale (osservate che questo folle cavaliere errante \u00e8 l&#8217;essere pi\u00f9 morale del mondo) conferisce e una particolare forza e maestosit\u00e0 a tutti i suoi giudizi e discorsi, a tutta la sua figura, non tenendo conto delle situazioni comiche o umilianti o nelle quali continuamente cade&#8230; Don Chisciotte \u00e8 un entusiasta, devoto al&#8217;idea, per questo circondato dal suo splendore.<\/p>\n<p>E come si presenta Amleto? Come personificazione dell&#8217;analisi, prima di tutto, dell&#8217;egoismo, e quindi della mancanza di fede: Amleto vive tutto per s\u00e9, \u00e8 un egoista; ma credere in s\u00e9 non pu\u00f2 neppure l&#8217;egoista: si pu\u00f2 soltanto credere in qualcosa che \u00e8 al di fuori e al di sopra di noi; ma questo &quot;io&quot; nel quale egli non crede, \u00e8 caro ad Amleto, \u00e8 il puto di partenza al quale egli incessantemente ritorna perch\u00e9 non trova nulla in tutto il mondo cui possa legare la sua anima; \u00e8 uno scettico, erra eternamente ed \u00e8 eternamente trasportato qua e l\u00e0; egli \u00e8 sempre occupato non dai suoi doveri, ma dalla sua posizione. Amleto \u00e8 comprensibile), dubitando di tutto non perdona neppure a se stesso; la sua mente \u00e8 troppo sviluppata per essere soddisfatta di ci\u00f2 che trova in s\u00e9; egli riconosce la propria debolezza, ma ogni autocoscienza \u00e8 una forza; da qui deriva la sua ironia, che si contrappone all&#8217;entusiasmo di Don Chisciotte. Amleto si insulta con gran piacere, esagerando osservandosi continuamente, e continuamente scrutando dentro di s\u00e9; egli conosce fino al limite pi\u00f9 sottile tutti i suoi difetti, si disprezza, e nello stesso tempo, si pu\u00f2 dire, vive e si nutre di questo disprezzo. Egli non crede in s\u00e9, ed \u00e8 vanesio; non sa quel che vuole, e perch\u00e9 vive, ed \u00e8 attaccato alla vita.. [&#8230;] Ma non siamo troppo severi con Amleto; egli soffre, e le sue sofferenze sono pi\u00f9 dolorose, morbose e avvelenate delle sofferenze di Don Chisciotte. Questi viene picchiato da rozzi pastori o da criminali da lui liberati; Amleto si ferisce s i tormenta; anche nelle sue mani c&#8217;\u00e8 una spada, la spada dell&#8217;analisi, dal doppio taglio. Don Chisciotte, dobbiamo riconoscerlo, \u00e8 ridicolo. La sua figura \u00e8 forse la pi\u00f9 comica che sia stata creata da un poeta. Il suo noe \u00e8 diventato un nomignolo buffo, anche sulla bocca dei contadini russi. Di ci\u00f2 possiamo convincerci con le nostre orecchie. Basta soltanto ricordarlo perch\u00e9 sorga nella nostra immaginazione il suo aspetto sparuto, angoloso, il naso adunco; rivestito di un&#8217;armatura caricaturale, portato dai moribondi e decrepiti resti di un misero cavallo, di quel povero Ronzinante, eternamente affamato e picchiato, al quale non si pu\u00f2 rifiutare una compassione un po&#8217; scherzosa e un po&#8217; commossa. Do Chisciotte p ridicolo; ma nel riso c&#8217;\u00e8 una forza pacificante e di riscatto; e se non a torto \u00e8 stato detto: &quot;servirai colui che deridi&quot;, si pu\u00f2 aggiungere: colui che hai deriso l&#8217;hai gi\u00e0 perdonato, sei persino pronto ad amarlo.<\/p>\n<p>Al contrario, l&#8217;aspetto esteriore di Amleto \u00e8 attraente. La sua malinconia, il suo pallore (bench\u00e9 non sia magro. Sua madre osserva, anzi, che egli \u00e8 grasso: &quot;Our son is fat&quot;), il suo abito di velluto nero, la piuma sul cappello, le maniere eleganti, l&#8217;indubbia poeticit\u00e0 delle parole, il sentimento, sempre presente, della sua piena superiorit\u00e0 sugli altri, acanto al velenoso divertimento dell&#8217;auto-umiliazione: tutto in lui piace, incanta; chiunque vorrebbe passare per un Amleto, nessuno vorrebbe esser creduto un Don Chisciotte. [&#8230;] Chiunque ha compassione di lui, \u00e8 ci\u00f2 si capisce; quasi tutti trovano in lui qualche somiglianza con se stessi; ma amarlo, ripetiamo, \u00e8 impossibile: perch\u00e9 egli non ama nessuno.\u00bb<\/p>\n<p>Turgenev sviluppa mole altre riflessioni sulla coppia oppositiva Amleto-Don Chisciotte, per le quali rimandiamo al testo completo del suo discorso, alcune anche scarsamente originali, come la contrapposizione fra l&#8217;uomo del Nord, freddo, lucido, padrone di s\u00e9, e l&#8217;uomo del Sud, appassionato, generoso, impaziente; ma quella centrale, su cui ci siamo soffermati, ci sembra notevole e degna di attenta riflessione.<\/p>\n<p>I grandi scrittori sono, in realt\u00e0, dei grandi osservatori d&#8217;anime, dunque dei veri psicologi e degli autentici filosofi: gi\u00e0 nei tragici greci, per non parlare di Omero ed Esiodo, c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 praticamente tutto quel che poi \u00e8 stato detto sul mistero dell&#8217;uomo, delle sue passioni, delle sue contraddizioni, del suo anelito verso l&#8217;infinito; e cos\u00ec pure in Dante, in Cervantes, in Shakespeare, in Goethe, in Manzoni, in Dostoevskij.<\/p>\n<p>Cervantes e Shakespeare si collocano entrambi nell&#8217;incerto confine tra il Rinascimento e la modernit\u00e0 vera e propria, che inizia, proprio in quegli anni, con la Rivoluzione scientifica di Copernico, Francis Bacon, Galilei, Cartesio: pi\u00f9 al di qua lo spagnolo, cittadino di un Paese ancora semifeudale, pi\u00f9 al di l\u00e0 l&#8217;inglese, cittadino di un Paese gi\u00e0 proiettato verso il moderno capitalismo commerciale; e tale differenza si rispecchia nei rispettivi mondi poetici.<\/p>\n<p>\u00c8 ben per questo, crediamo, che Turgenev coglie nel segno, quando afferma che tutti si identificano, almeno in parte, con Amleto, o vorrebbero assomigliargli, mentre nessuno, o quasi, vorrebbe essere paragonato a Don Chisciotte: la modernit\u00e0 si riconosce pienamente nel principe di Danimarca, nel suo tormentato &quot;esistenzialismo&quot;.<\/p>\n<p>Si prendano i giovanotti del Quartiere latino che andavano pazzi per Sartre e ostentavano pose da filosofi vissuti e disincantati, con il mozzicone di sigaretta tra le labbra e l&#8217;occhio strizzato per il fumo; oppure quelli che, nel mondo intero, cercavano di somigliare a James Dean e di aver l&#8217;aria da &quot;giovent\u00f9 bruciata&quot;, con i giubbotti di pelle e lo sguardo torbido: tutti nipotini di Amleto, dei suoi dubbi esistenziali, dei suoi ondeggiamenti interiori, del suo sadismo segreto (ma non tanto), del suo sfrenato egoismo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcuno che vorrebbe riconoscersi in un eroe donchisciottesco; che sopporterebbe il sorrisetto beffardo degli altri, per esser giudicato capace di entusiasmarsi ad una grande causa, di spendersi per essa sino in fondo, di affrontare, se necessario, anche il ridicolo, pur di rimanere leale con se stesso, magari contro tutto e contro tutti?<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo grande mito di questo genere, probabilmente, \u00e8 stato quello di Ernesto &quot;Che&quot; Guevara, oggi non pi\u00f9 replicabile, n\u00e9 riproponibile: ma anche allora, a ben guardare, si trattava di una vera e propria falsificazione: perch\u00e9 il vero eroe donchisciottesco \u00e8 sempre solo; ed \u00e8 solo in quanto gli altri non lo comprendono, non hanno alcuna affinit\u00e0 con il suo mondo interiore: allorch\u00e9 il donchisciottismo diventa un ideale di massa, si pu\u00f2 star certi che \u00e8 stato adulterato e trasformato nel suo esatto contrario, proprio per portarlo al livello della massa conformista.<\/p>\n<p>La prova? Di Don Chisciotte si ride, o almeno si sorride, pur ammirandolo; mentre nessuno ha mai riso del &quot;Che&quot;: nessuno avrebbe osato, nessuno avrebbe potuto.<\/p>\n<p>No, se Amleto \u00e8 di moda da almeno qualche secolo, Don Chisciotte non lo \u00e8 stato mai, n\u00e9 potrebbe diventarlo: egli \u00e8 un puro, che non si vergogna di apparire tale, in un mondo popolato di persone estremamente ciniche e smaliziate.<\/p>\n<p>Essere simili a Don Chisciotte, oggi, apparirebbe non solo anacronistico, ma assurdo e perfino squalificante: meglio, molto meglio essere giudicati spietati, ma intelligenti e misteriosi, piuttosto che buoni, troppo buoni, per un eccesso di idealismo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa sono Amleto e Don Chisciotte &#8211; due personaggi scaturiti dalla penna dei loro rispettivi autori nel medesimo tempo, al sorgere del XVII secolo -,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-29266","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29266","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29266"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29266\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}