{"id":29262,"date":"2015-08-19T10:23:00","date_gmt":"2015-08-19T10:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/08\/19\/esiste-una-rete-di-tunnel-misteriosi-nel-sottosuolo-della-regione-andina\/"},"modified":"2015-08-19T10:23:00","modified_gmt":"2015-08-19T10:23:00","slug":"esiste-una-rete-di-tunnel-misteriosi-nel-sottosuolo-della-regione-andina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/08\/19\/esiste-una-rete-di-tunnel-misteriosi-nel-sottosuolo-della-regione-andina\/","title":{"rendered":"Esiste una rete di tunnel misteriosi nel sottosuolo della regione andina?"},"content":{"rendered":"<p>Da molto tempo si sussurra, si parla, si favoleggia, di una vastissima rete di tunnel che gli uomini avrebbero scavato in tempi immemorabili, e che correrebbe in lungo e in largo, attraverso il sottosuolo di interi continenti: dall&#8217;Europa, all&#8217;Asia, all&#8217;America.<\/p>\n<p>Che non si tratti solo di fantasie e di leggende destituite di qualsiasi fondamento, lo prova il fatto che, in alcuni casi, tali opere ciclopiche sono state effettivamente rintracciate, esplorate, studiate a fondo: tale il caso delle decine di citt\u00e0 sotterranee della Cappadocia, regione interna dell&#8217;Anatolia, risalenti a parecchi secoli prima dell&#8217;era cristiana e poi ampliate in epoche successive, fino a quella bizantina, delle quali fa cenno, nella sua \u00abAnabasi\u00bb, lo storico greco Senofonte, che attravers\u00f2 egli stesso quella provincia dell&#8217;Impero persiano.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 antico \u00e8 l&#8217;ipogeo di Hal Saflieni, nell&#8217;isola di Malta, probabilmente un santuario, che venne scavato fra il 3.600 e il 2.500 a. C. e che, pertanto, \u00e8 considerato dagli archeologi come l&#8217;unico tempio sotterraneo conosciuto nel mondo intero. Venne scoperto casualmente solo nel 1902 e apr\u00ec affascinanti interrogativi per gli studiosi: non \u00e8 mai stato del tutto chiarito il mistero della sua origine, anche se \u00e8 certo che si articola su tre differenti livelli e che alcune stanze sono delle cavit\u00e0 naturali che vennero lavorate ed ampliate opportunamente dalla mano dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Nella sezione del Tien Shan denominata Bogda Shan, in Asia centrale, sono stati scoperti dei tunnel molto antichi, mediante i quali venivano drenate le acque delle falde sotterranee per irrigare le campagne circostanti. Secondo alcuni studiosi di matrice teosofica, a cominciare da Helena Petrovna Blavatsky, sotto il Tibet, il Turkestan Orientale e la Mongolia esisterebbe una rete di gallerie sotterranee che sono, in qualche modo, in relazione con il mito di Agarthi, il regno sotterraneo ove risiederebbe, nella citt\u00e0 di Shambala, il misterioso Re del Mondo. Ne ha parlato il viaggiatore polacco Ferdinand Ossendowski, nel suo libro \u00abBestie, uomini e dei\u00bb; l&#8217;ha cercato lo studioso russo Nicholas Roerich (cfr. il nostro articolo \u00abSulle orme di Nicholas Roerich, alla ricerca di Shambala\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 09\/10\/2008); vi ha riflettuto anche il notissimo esoterista francese Ren\u00e9 Gu\u00e9non.<\/p>\n<p>Molto recentemente, l&#8217;archeologo tedesco Heinrich Kusch sostiene di avere individuato alcune centinaia di metri di tunnel sotterranei in Germania e in Austria, i quali sarebbero parte di una rete molto pi\u00f9 estesa, diramantesi nel sottosuolo dell&#8217;Europa da una estremit\u00e0 all&#8217;altra. I tratti da lui individuati sono molto stretti, appena 70 cm., cos\u00ec da consentire il passaggio di una sola persona, e hanno un aspetto opprimente; non \u00e8 nemmeno chiaro a cosa servissero esattamente. L&#8217;unica cosa abbastanza sicura \u00e8 la data di costruzione, che risale a 12.000 anni fa: il che solleva interrogativi senza risposta, dato che si ignorava che nell&#8217;et\u00e0 neolitica gli abitanti dell&#8217;Europa sentissero la necessit\u00e0 di scavare opere del genere. Ma quante cose si ignorano dell&#8217;et\u00e0 neolitica, a cominciare dalla tecnica necessaria per edificare le centinaia e migliaia di dolmen e di menhir che sorgono ovunque, dalle isole atlantiche pi\u00f9 settentrionali, come le Orcadi, fino a quelle del Mediterraneo, come la Sardegna?<\/p>\n<p>Una rete assai ramificata di caverne scavate dall&#8217;uomo, molto pi\u00f9 antica di quelle scoperte da Kusch, si troverebbe in Indonesia, nell&#8217;isola del Borneo, lungo la costa occidentale, sui monti Subis: risalirebbero a ben 38.000 anni fa. Ne ha parlato il ricercatore svizzero Erich von D\u00e4niken, che non gode di molta stima da parte dell&#8217;ambiente scientifico; forse per questo la sua segnalazione non \u00e8 stata, a quel che ne sappiamo, approfondita.<\/p>\n<p>Nell&#8217;America Meridionale, si dice che una estesissima rete di gallerie esista nella regione del lago Titicaca, nelle valli del Per\u00f9 e in altre regioni che fecero parte dell&#8217;Impero incaico. Nel 1965 il ricercatore argentino di origine ungherese Juan Moricz annunci\u00f2 di aver scoperto una vastissima rete di gallerie nella regione di Morona-Santiago, nell&#8217;Ecuador, con larghe prese d&#8217;aria poste a distanze regolari, e sale sotterranee dal soffitto a cupola, contenenti sculture e maschere rituali. Al principio degli anni &#8217;70 la cosa divenne di dominio pubblico e vennero organizzate delle spedizioni con telecamere, ma le gallerie non vennero pi\u00f9 trovate, il che gett\u00f2 una luce poco simpatica sull&#8217;intera faccenda.<\/p>\n<p>Le pretese scoperte di Moricz si intrecciarono con quelle di uno studioso molto pi\u00f9 serio e stimato, un sacerdote italiano residente da anni in Ecuador come missionario: il milanese Carlo Crespi (1891-1982), al quale gli indios avevano portato una quantit\u00e0 di manufatti provenienti dalla Cueva de los Tayos, una grotta posta a 800 metri s.l.m., nella regione amazzonica di quello Stato. Molte placche e sculture erano in oro e ricordavano manufatti provenienti da tutt&#8217;altra parte del mondo, per esempio dall&#8217;antica Mesopotamia; padre Crespi aveva messo insieme uno straordinario museo nella sede salesiana di Cuenca, con l&#8217;autorizzazione ecclesiastica, nel 1960; ma un misterioso incendio distrusse quasi tutto il materiale appena due anni dopo.<\/p>\n<p>Sia come sia, l&#8217;esistenza di grandiose gallerie sotterranee sudamericane \u00e8 stata oggetto di discussione fin dai primi tempi della conquista europea; soldati spagnoli e sacerdoti cattolici riferirono di averne scoperto alcune e di aver saputo dell&#8217;ubicazione di altre, anche se non tutti erano d&#8217;accordo sulla loro funzione e su ci\u00f2 che contenevano: tesori nascosti, secondo alcuni; riserve alimentari accumulate dagli indigeni, secondo altri.<\/p>\n<p>Ha scritto il saggista britannico Jim M. Allen nel suo volume \u00abAtlantide, l&#8217;ultima verit\u00e0\u00bb (titolo originale: \u00abAtlantis: the Andes Solution\u00bb, 1998; traduzione dall&#8217;inglese di Elena Giovanelli, Milano, Sperling &amp; Kupfer Editori, 1998, pp. 107-108):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;Pizarro incontr\u00f2 Atahualpa nella citt\u00e0 di Cajamarca; il principe inca aveva con s\u00e9 non meno di trentamila uomini, tutti disarmati e con l&#8217;ordine tassativo di non attaccare gli spagnoli. Ma Pizarro aveva fatto nascondere le sue truppe. \u00a0Un frate spagnola regal\u00f2 ad Atahualpa una Bibbia, che il principe non poteva n\u00e9 leggere, n\u00e9 capire. Ci mise sopra l&#8217;orecchio, \u00a0ma non ud\u00ec alcuna &quot;parola di Dio&quot;. Cos\u00ec la butt\u00f2 a terra offrendo a Pizarro una scusa per dare il segnale dell&#8217;attacco, catturare il principe inca e massacrare i suoi uomini.<\/p>\n<p>Dalla sua prigionia, Atahualpa ordin\u00f2 l&#8217;arresto e l&#8217;uccisione del fratello [Huascar], sperando cos\u00ec di migliorare la sua personale posizione. Quando Pizarro gli offr\u00ec di liberarlo in cambio d&#8217;oro, l&#8217;inca fu ben lieto della proposta, e accett\u00f2 di riempire d&#8217;oro, fino all&#8217;altezza del suo braccio alzato, una grande stanza, e tracci\u00f2 una linea a quell&#8217;altezza lungo i muri della stanza stessa.<\/p>\n<p>La notizia si sparse per tutto l&#8217;impero, e il riscatto cominci\u00f2 a fluire e a riempire d&#8217;oro la stanza. Gli spagnoli, da parte loro, non mantennero la loro parte nell&#8217;accordo, e decisero di assassinare l&#8217;inca, cui fu data la scelta fra il rogo e, se si fosse convertito al cristianesimo, la &quot;garrota&quot;.<\/p>\n<p>L&#8217;inca opt\u00f2 per la conversione, poi fu messo a morte, sebbene a quel tempo stesse versando a Pizarro un secondo riscatto, ancora pi\u00f9 prezioso del primo.<\/p>\n<p>Alla notizia dell&#8217;esecuzione di Atahualpa, la regina sua moglie ordin\u00f2 che venisse interrotto quel flusso d&#8217;oro. In qualche manie a l&#8217;oro fu in fretta nascosto tra le montagne; altre cronache dicono che fu celato in un sistema di tunnel che attraversava le Ande, una strada sotterranea che conteneva le ricchezze che erano state accumulate nel paese.<\/p>\n<p>A quel tempo palazzi e templi erano solitamente decorati con lamine d&#8217;oro; il pi\u00f9 splendido era il Coricancha, a Cuzco, dove, sui muri a occidente, gli architetti avevano predisposto un&#8217;apertura orientata in modo tale che i raggi del sole illuminassero i muri dorati evidenziando certi geroglifici e certe iscrizioni sacre altrimenti invisibili.<\/p>\n<p>Le iscrizioni contenevano la chiave per entrare nel tunnel. Un ingresso era a Cuzco, e il tunnel si spingeva fino a Lima, per poi prendere a sud verso la Bolivia e terminare nel deserto di Atacama, in Cile.<\/p>\n<p>In seguito alla morte di Atahualpa, la regina ordin\u00f2 che l&#8217;ingresso del tunnel fosse sigillato con rocce e coperto di vegetazione, quindi si tolse la vita.<\/p>\n<p>Si diceva che da qualche parte, sul confine tra la Bolivia e il Per\u00f9, esistesse un altro ingresso. In un certo punto della costa c&#8217;era un&#8217;imponente roccia perpendicolare, lontana dalle altre rocce andine e conosciuta come la &quot;Tomba dell&#8217;Inca&quot;. Il masso era visibile dal mare, e al tramonto i raggi del sole che lo illuminavano svelavano dei geroglifici molto somiglianti a quelli del Coricancha, che contenevano i segreti dell&#8217;ingresso ai tunnel. L\u00ec vicino si trovava un gruppo di tre montagne, e l&#8217;ingresso della galleria, collegata al tunnel principale da una diramazione, doveva trovarsi sotto una di queste.<\/p>\n<p>Si diceva che per tutta la lunghezza del tunnel, dalla Bolivia fino a Lima e a Cuzco, xci fossero stanze piene d&#8217;oro e gemme preziose, ma che l&#8217;ingresso era stato progettato in modo tale da provocare una caduta di massi su eventuali intrusi che si fossero avvicinati; inoltre la galleria era stata saturata di gas velenosi&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 difficile dire se un giorno verremo mai a capo del mistero relativo alle gallerie sotterranee delle Ande peruviane, e, pi\u00f9 in generale, della supposta rete di caverne che collegherebbero i punti pi\u00f9 lontani della terra. Non dovremmo, per\u00f2, avere troppa fretta di bollare come sogni, fantasie o truffe deliberate tutte le notizie che arrivano in tal senso: sarebbe molto pi\u00f9 giusto e intelligente operare una discriminazione e vagliare, caso per caso, le indicazioni e gli annunci di ritrovamenti che, di tempo in tempo, vengono a disturbare i beati sonni degli archeologi accademici, specialmente a motivo delle loro improbabili datazioni, risalenti all&#8217;epoca neolitica. Bisogna avere l&#8217;umilt\u00e0 di riconoscere che sono molti i misteri archeologici tuttora irrisolti: uno fra i tanti che potremmo citare \u00e8 quello degli edifici megalitici di Nan Madol, nella Micronesia (cfr. il nostro articolo \u00abLe gigantesche rovine della citt\u00e0 di Nan Madol, nelle isole Caroline, sono delle vestigia della civilt\u00e0 di Mu?\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb in data 16\/05\/2015).<\/p>\n<p>Gli uomini, a quel che sappiamo, hanno sempre visto nel sottosuolo un luogo di rifugio durante le epoche difficili, ad esempio quelle segnate da invasioni e guerre civili; sappiamo che una fitta rete di caverne e gallerie esiste nell&#8217;Isola di Pasqua e sappiamo che essa offr\u00ec l&#8217;estremo rifugio agli abitanti che cercavano scampo dalle feroci lotte scoppiate fra le due stirpi delle &quot;lunghe orecchie&quot; e delle &quot;corte orecchie&quot;, che degenerarono in massacri generalizzati e nella pratica del cannibalismo e che segnarono la fine della civilt\u00e0 isolana, la quale, nei suoi tempi d&#8217;oro, aveva saputo innalzare decine e decine di statue gigantesche, i famosi (e misteriosi) <em>moai<\/em>.<\/p>\n<p>Sappiamo anche che alcune sette e religioni hanno sempre preferito avvolgere i propri riti di segretezza e che, pertanto, hanno eletto le caverne e gi ambienti ipogei a luoghi cerimoniali; in tempi moderni, la stessa cosa viene fatta dalle autorit\u00e0 militari, allorch\u00e9 vogliono celare allo sguardo altrui gli ultimi ritrovati della scienza bellica e sviluppare, all&#8217;insaputa dei mezzi d&#8217;informazione, le loro tenebrose ricerche fisiche, chimiche e batteriologiche. Come \u00e8 noto, si vocifera anche della esistenza di basi militari sotterranee, a pi\u00f9 livelli di profondit\u00e0 (e di segretezza), situate in zone pressoch\u00e9 inaccessibili &#8211; come la ben nota, e mai ufficialmente riconosciuta, Area 51, nel deserto del Nevada &#8211; nelle quali sarebbero operanti persino delle forme di collaborazione fra umani e creature aliene dotate di tecnologie superiori, sulla base di accordi poco rassicuranti, ma tenute gelosamente nascoste all&#8217;opinione pubblica mondiale. Altre teorie, ma qui siamo quasi in piena fantascienza, vorrebbero che la terra intera, e specialmente i fondali oceanici, siano letteralmente costellati da basi aliene sotterranee, o sottomarine, dalle quali decollano indisturbati quei velivoli non identificati che evoluiscono nei cieli diurni e notturni e che popolano i nostri sogni, o piuttosto i nostri incubi, ormai da una settantina d&#8217;anni.<\/p>\n<p>Pur senza mai divenire creduli, dovremmo astenerci dal liquidare frettolosamente simili notizie ed ipotesi come puramente fantastiche. Cos\u00ec come i tunnel segreti, celano forse un nocciolo di verit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da molto tempo si sussurra, si parla, si favoleggia, di una vastissima rete di tunnel che gli uomini avrebbero scavato in tempi immemorabili, e che correrebbe<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30138,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[65],"tags":[92],"class_list":["post-29262","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-archeologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29262\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30138"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}