{"id":29247,"date":"2015-11-16T05:58:00","date_gmt":"2015-11-16T05:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/16\/il-trittico-di-san-martino-a-navole-preziosa-opera-di-cima-da-conegliano\/"},"modified":"2015-11-16T05:58:00","modified_gmt":"2015-11-16T05:58:00","slug":"il-trittico-di-san-martino-a-navole-preziosa-opera-di-cima-da-conegliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/16\/il-trittico-di-san-martino-a-navole-preziosa-opera-di-cima-da-conegliano\/","title":{"rendered":"Il trittico di San Martino a Navol\u00e9, preziosa opera di Cima da Conegliano"},"content":{"rendered":"<p><em>A GIANNI<\/em><\/p>\n<p>Incredibile, meraviglioso paese, l&#8217;Italia, dove ad ogni passo, ad ogni pase, per quanto piccolo e dimenticato dalla grande storia, ci si pu\u00f2 imbattere in una autentica perla della natura, o in un edificio venerando, o un complesso archeologico, o in un singolo, scintillante capolavoro delle arti figurative: un&#8217;architettura, una pittura, una scultura!<\/p>\n<p>Percorrendo la verde campagna lungo le sponde di un tranquillo fiume di pianura, il Monticano, affluente della Livenza, fra vigneti esuberanti e rinomati e campi di grano, ci si imbatte, lasciando le strade principali e pi\u00f9 frequentate, in un paesino di poche centinaia d&#8217;anime, frazione del comune di Gorgo al Monticano: Navol\u00e8. Il nome fa subito pensare alle navi, cosa che potrebbe sembrare strana, e invece non lo \u00e8: perch\u00e9 lungo il fiume Monticano (che non \u00e8 proprio un fiume da nulla: \u00e8 lungo 50 km. buoni, \u00e8 ampio e navigabile, ed ha una portata media di 30 metri cubi al secondo), anticamente, era percorso da grandi barconi che lo risalivano per caricare il legname dei vastissimi boschi circostanti (oggi in gran parte scomparsi, con poche eccezioni, come il bosco Olm\u00e9: cfr. il nostro articolo: \u00abAttraverso le vicende del Bosco Olm\u00e9 di Cessalto rivive la storia degli antichi boschi planiziali\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 15\/12\/2008 e poi ripubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 02\/09\/2015), e poi ridiscendere la corrente fino alla Livenza e, di l\u00ec, al Mare Adriatico, presso Caorle. Sembra un luogo incantato, dove il tempo si sia miracolosamente fermato e che la &quot;fiumana del progresso&quot; di verghiana memoria abbia inspiegabilmente risparmiato, fermandosi ai suoi margini. Le case basse, sparse su un&#8217;ampia superficie, hanno ancora i caratteri delle antiche dimore rurali dell&#8217;area padano-veneta; o, almeno, questa \u00e8 la prima impressione che il viaggiatore ricava, anche se poi, naturalmente, anche qui compaiono tracce della modernit\u00e0, a cominciare dalle fattorie in abbandono e dai villini in stile funzionale, posteriori agli anni del <em>boom<\/em> economico e pensati in ragione di esso, non certo della tradizione. Nondimeno, e pur con le inevitabili concessioni alla modernit\u00e0, il paesino, nel complesso, conserva il fascino delle cose d&#8217;altri tempi: la vasta campagna tutto intorno, il senso di un raccoglimento quasi pensoso, dai tempi lunghi, dai ritmi lenti, senza fretta (vi erano, un tempo, numerose osterie, dove la gente si trovava per bere un bicchiere in compagnia e per parlare un po&#8217; di tutto; hanno chiuso i battenti, una dopo l&#8217;altra, mano a mano che prendeva piede il &quot;benessere&quot; edonistico e individualista).<\/p>\n<p>La sorpresa pi\u00f9 grande, per\u00f2, la si ha quando si giunge davanti alla chiesa parrocchiale, in stile moderno, ma vagamente medievaleggiante, romanico-gotico, costruita nel 1928, in soli cinque mesi, su progetto dell&#8217;ingegnere Pietro dall&#8217;Ongaro, e consacrata dal vescovo della diocesi di Vittorio Veneto, Eugenio Beccegato, l&#8217;anno dopo. Non \u00e8 un capolavoro, ma possiede una sua dignitosa, raccolta semplicit\u00e0 e coerenza stilistica: ispira un senso di pace e si adatta perfettamente alle linee dolci e sfumate della campagna circostante. \u00c8 solo l&#8217;ultima veste materiale indossata dalle fede dei parrocchiani di questo luogo: sappiamo che gi\u00e0 nel 1350 esisteva una chiesetta romanica, accanto ad un piccolo cimitero, esattamente come oggi; e che ai primi del 1500, se non gi\u00e0 nel 1400, la chiesa locale, prima dipendente dall&#8217;antica pieve di San Giovanni, situata nella non lontana Motta di Livenza, costituiva una parrocchia a s\u00e9 stante.<\/p>\n<p>Ebbene: dopo aver varcato il portale d&#8217;ingresso, si resta subito colpiti dal trittico d&#8217;altare che domina ogni cosa intorno: un trittico dalle meravigliose linee e dai luminosi colori del miglior Rinascimento, del grande pittore Giovanni Battista Cima da Conegliano, allievo ed erede del Giambellino (1459\/1460-1517\/1518), del quale abbiamo gi\u00e0 avuto modo di occuparci (cfr. il nostro articolo: \u00abUn quadro al giorno: Madonna in trono col Bambino fra angeli e santi di G. B. Cima da Conegliano (1492)\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 18\/08\/2008 e ripubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 05\/10\/2015). La critica non \u00e8 sempre stata unanime nella sua attribuzione; per qualche tempo, \u00e8 parsa prevalere l&#8217;ipotesi che il trittico sia stato dipinto da un allievo, o da alcuni allievi, del maestro; oggi, per\u00f2, l&#8217;attribuzione al maestro stesso ha trovato un riconoscimento pressoch\u00e9 totale.<\/p>\n<p>Una sola cosa dispiace, anche se \u00e8 stata pressoch\u00e9 inevitabile: che l&#8217;opera collocata nella chiesa parrocchiale di Navol\u00e8 sia, attualmente, una copia, peraltro fatta benissimo; mentre l&#8217;originale \u00e8 stato trasferito presso il Museo d&#8217;Arte Sacra \u00abAlbino Luciani\u00bb, situato nel Seminario diocesano di Vittorio Veneto. Gli abitanti del paese hanno sofferto di questa decisione della curia episcopale; purtroppo, il dilagare dei furti su commissione di opere d&#8217;arte, unita alla difficolt\u00e0 di assicurare una adeguata protezione o una costante vigilanza, hanno reso obbligata una simile scelta. Il visitatore che non sia un esperto di tecniche pittoriche tuttavia, non si accorge della sostituzione e pu\u00f2 ugualmente godere della luminosa bellezza di questo capolavoro nascosto, formato da tre dipinti a olio su tavola: i due laterali raffiguranti San Giovanni Battista (a sinistra) e San Pietro, con la Bibbia e le Chiavi (a destra), e quello centrale (di cm. 180&#215;90), raffigurante San Martino a cavallo, che indossa una splendida armatura rinascimentale, nell&#8217;atto di offrire al mendicante una parte del suo mantello, sullo sfondo di un paesaggio roccioso di sapore quasi leonardesco e di un cielo d&#8217;un azzurro intensissimo, solcato da soffici, eleganti nuvolette.<\/p>\n<p>Cos\u00ec viene descritta quest&#8217;opera nel libro \u00abCima da Conegliano\u00bb (a cura di M. Bottacin e altri, Liceo Linguistico Immacolata di Conegliano, 2000, pp. 145-146):<\/p>\n<p><em>\u00abDonata alla chiesa parrocchiale di Navol\u00e8 verso la fine del &#8216;500, l&#8217;opera risale approssimativamente al 1510.<\/em><\/p>\n<p><em>Purtroppo non si hanno notizie certe a proposito della committenza. Botteon presta fede ad una tradizione locale seconda la quale fu donata da una nobile famiglia veneta; l&#8217;altra tradizione \u00e8 che sia stata commissionata dai camaldolesi, i quali esercitavano la loro giurisdizione sulla parrocchia dal XV secolo. Si presume inoltre che in origine la pala fosse un pentattico con due ulteriori pannelli, oggi perduti, che dovevano rappresentare altri due santi a mezza figura, collocati al di sopra dei due in piedi. Il trittico, per motivi di sicurezza e di conservazione, dal 1995 non si trova pi\u00f9 a Navol\u00e8, dove \u00e8 stato sostituito da una copia, bens\u00ec a Vittorio Veneto presso il Museo Diocesano. Motivo iniziale dello spostamento dell&#8217;opera \u00e8 stato un convegno su Cima, tenutosi proprio nel 1995. Successivamente la pala ha subito l&#8217;ennesimo restauro ad opera della restauratrice Renza Garra di Conegliano.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel pannello centrale viene rappresentato San Martino a cavallo nell&#8217;atto di tagliare il proprio mantello con la spada per donarlo ad un mendicante. La scena si svolge in primo piano: San Martino indossa un&#8217;armatura e un lungo mantello rosso, mentre il medicante, pressoch\u00e9 nudo, \u00e8 avvolto dall&#8217;estremit\u00e0 inferiore del mantello del santo, che funge da collegamento tra i due. Nella scena si inserisce anche la figura del cavallo, che presenta rilievi anatomici appena accennati: utilizzando questo espediente, Cima fornisce staticit\u00e0 all&#8217;episodio.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;impostazione \u00e8 piramidale: in alto \u00e8 posta infatti la testa del santo mentre pi\u00f9 in basso e allineate si notano quella del cavallo a sinistra e quella del mendicante a destra. Tale impostazione rispecchia l&#8217;idealizzazione tipica del clima rinascimentale; con questa scelta Cima voleva sottolineare la virt\u00f9 di San Martino, ponendolo al vertice superiore della piramide. La testa di San Martino coincide con il punto di fuga.<\/em><\/p>\n<p><em>A destra del pannello principale \u00e8 raffigurato San Pietro, vestito di una tunica blu e di un mantello rosso. Egli tiene nella mano destra la chiave del Paradiso e nella sinistra il Vangelo. A sinistra invece, \u00e8 rappresentato San Giovanni Battista, vestito con una tunica marrone e un mantello vere. Egli tiene nella mano sinistra un ramoscello di ulivo.<\/em><\/p>\n<p><em>I quattro personaggi esprimono una dolcezza nei lineamenti e una solenne dignit\u00e0 nelle loro pose che si rispecchia nel paesaggio idillico e nostalgicamente rappresentato. L&#8217;ambientazione \u00e8 comune per i tre pannelli: lo sfondo \u00e8 il tipico paesaggio collinare veneto spesso ripreso dal Cima nelle sue opere. In particolare, dietro i piedi di San Giovanni scorre lento un fiume presente anche nel pannello centrale dove, alle spalle di San martino, spicca un arido e spoglio rilievo roccioso; il paesaggio \u00e8 lo stesso anche nel pannello di San Pietro manca per\u00f2 il fiume. Alle spalle delle tre scene si staglia un cielo azzurro solcato da qualche lieve nuvola.<\/em><\/p>\n<p><em>La prospettiva \u00e8 cromatica in tutte le scene, la luce proviene da destra, i colori sono accesi e brillanti. \u00c8 riscontrabile un ampio uso del chiaroscuro soprattutto nei panneggi.<\/em><\/p>\n<p><em>Al di sopra delle scene sono presenti due iscrizioni in latino: INTER NATOS IN MULIERUM NON SURREXIT MAIOR IOANNE BATTISTA [Tra gli uomini nessun si lev\u00f2 pi\u00f9 in alto di Giovanni Battista (Matteo, 11, 11)] e TU ES PETRUS ET SUPER HANC PETRAM AEDIFICABO ECCLESIAM MEAM [Tu sei Pietro e sopra questa pietra edificher\u00f2 la mia Chiesa (Matteo, 16, 18)] sopra il pannello raffigurante San Pietro.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Un nostro carissimo amico, nativo di Navol\u00e8, figlio di una sana famiglia contadina dei tempi andati, &#8211; tutti grandi lavoratori e persone di profonda fede religiosa &#8211; ci confidava che, secondo lui, la mitezza degli abitanti e l&#8217;affabilit\u00e0 dei rapporti sociali dei suoi ex parrocchiani, che ricorda con affetto e nostalgia anche dopo aver lasciato, da molti anni, il paesello, per esercitare la professione d&#8217;insegnante di liceo, forse hanno a che fare anche con questo dipinto; oltre che, naturalmente, con l&#8217;educazione morale ricevuta fin da bambini, quando il diabolico consumismo non era ancora arrivato a stravolgere la vita delle persone e delle comunit\u00e0 e quando l&#8217;onest\u00e0, il lavoro, la solidariet\u00e0, lo spirito di sacrificio, il senso della famiglia, erano ancora dei valori profondamente sentiti e radicati.<\/p>\n<p>In che modo? Semplice: perch\u00e9 il gesto di San Martino, raffigurato nel bellissimo e gioioso trittico del Cima, \u00e8 un gesto di generosit\u00e0, di carit\u00e0 cristiana, di altruismo e di sensibilit\u00e0 verso la sofferenza altrui: un gesto che allarga il cuore, quello di chi offre al povero non il superfluo, ma persino ci\u00f2 che gli sarebbe necessario. Quel mantello, tagliato pi\u00f9 volte per offrire riparo dal freddo ai mendicanti incontrati per via; quella leggenda, riferita al santo, e legata a un fatto meteorologico ben preciso &#8212; la mitezza e il tepore dei primissimi giorni di novembre, quasi un&#8217;oasi estiva nella crudezza dei primi geli autunnali -, quell&#8217;invito alla fratellanza, alla comprensione, alla mansuetudine, fatto non di parole, ma di gesti, resi perenni dalla mano di un geniale artista e rivolti alla comunit\u00e0 raccolta in preghiera intorno alla Messa domenicale, probabilmente ha contribuito a sciogliere la durezza dei cuori e ad avvicinare le anime a Dio.<\/p>\n<p>Questa, infatti, \u00e8 sempre stata la migliore pedagogia dell&#8217;arte sacra, poesia compresa (e si pensi solo al \u00abCantico delle creature\u00bb di san Francesco, o alla \u00abD\u00ecvina Commedia\u00bb, o ai \u00abPromessi Sposi\u00bb): un invito all&#8217;anima affinch\u00e9 si rivolga a Dio, affinch\u00e9 esca dalla gabbia di ferro del proprio io, del proprio egoismo, e affinch\u00e9 si apra ai sentimenti del bene, dell&#8217;amore, del perdono, riconoscendo la fratellanza umana che deriva dalla comune figliolanza da Dio. Pensiamo all&#8217;effetto che un&#8217;opera, come quella del Cima da Conegliano nella chiesa di Navol\u00e8, pu\u00f2 avere esercitato sulla mente e sul cuore di un bambino, il quale fin da piccolo, nel corso delle funzioni domenicali, l&#8217;abbia avuta costantemente sotto gli occhi: quel gesto del santo che taglia il mantello e che lo offre al mendicante, e che abbia continuato a vederselo davanti nel corso degli anni, crescendo e facendosi uomo, sempre l\u00ec, come un invito permanente, dolcissimo, irresistibile: chi pu\u00f2 dire che non abbia esercitato un influsso sulla vita di quel bambino, di quelle persone?<\/p>\n<p>Di questo abbiamo bisogno: di buoni esempi, di inviti al bene. Per questo abbiamo bisogno di buona arte, di buona musica, di buona letteratura: che sono anche arte buona, musica buona e letteratura buona, Per questo dobbiamo difenderci dagli attacchi satanici che ci vengono portati, subdolamente, da una cattiva arte, da una musica crudele, da una letteratura moralmente degenerata. Dobbiamo evitare o respingere i veleni e nutrire la nostra anima solo di cose buone, moralmente sane, che indirizzano i nostri sentimenti e i nostri pensieri verso Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A GIANNI Incredibile, meraviglioso paese, l&#8217;Italia, dove ad ogni passo, ad ogni pase, per quanto piccolo e dimenticato dalla grande storia, ci si pu\u00f2 imbattere in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[92],"class_list":["post-29247","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pittura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-pittura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29247","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29247"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29247\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30176"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}