{"id":29246,"date":"2012-01-30T06:28:00","date_gmt":"2012-01-30T06:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/01\/30\/tutta-la-vita-di-tristram-shandy-non-e-che-una-fuga-dal-tempo-e-dalla-morte\/"},"modified":"2012-01-30T06:28:00","modified_gmt":"2012-01-30T06:28:00","slug":"tutta-la-vita-di-tristram-shandy-non-e-che-una-fuga-dal-tempo-e-dalla-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/01\/30\/tutta-la-vita-di-tristram-shandy-non-e-che-una-fuga-dal-tempo-e-dalla-morte\/","title":{"rendered":"Tutta la vita di Tristram Shandy non \u00e8 che una fuga dal tempo e dalla morte"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 un caso se proprio nel XVIII secolo, quando i Lumi della ragione scacciano Dio dall&#8217;orizzonte delle cose umane e vi sostituiscono la nuova fede del Progresso illimitato, l&#8217;angoscia e la disperazione strisciano silenziose e infine dilagano nella letteratura europea, sintomo e spia di un malessere profondo che l&#8217;intera societ\u00e0 sta covando?<\/p>\n<p>E sar\u00e0 un caso se nella nazione che ha preceduto tutte le altre sulla via della Rivoluzione industriale, edificando quegli \u00aboscuri mulini satanici\u00bb (per dirla con William Blake) che avrebbero segnato la distruzione della civilt\u00e0 contadina, lo scardinamento della famiglia patriarcale, l&#8217;urbanizzazione selvaggia e l&#8217;alienazione radicale dell&#8217;uomo, ridotto a semplice appendice di una macchina, quell&#8217;angoscia e quella disperazione compaiano prima che nel resto d&#8217;Europa e del mondo, sia pure dissimulate dietro gli estri di una fantasia che sembra giocare pigramente, e quasi innocentemente, con le proprie stravaganti invenzioni?<\/p>\n<p>I primi due volumi di \u00abThe Life and Opinions of Tristram Shandy, Gentleman\u00bb, il capolavoro di Laurence Sterne (1713-68), appaiono a Londra nel 1760, quando, sotto l&#8217;energica guida di William Pitt il Vecchio, la Gran Bretagna sta creando il proprio smisurato impero a spese della Francia e dei popoli d&#8217;oltreoceano, dal Canada all&#8217;India: la critica \u00e8 alquanto fredda verso quest&#8217;opera anomala e bizzarra, ma il successo di pubblico \u00e8 talmente buono che l&#8217;Autore, ecclesiastico senza vocazione e marito alquanto distratto, riceve, a titolo di riconoscimento (singolare espressione di quella dittatura della notoriet\u00e0 letteraria che caratterizza l&#8217;Illuminismo), la nomina a curato perpetuo di Coxwod: con quanto beneficio spirituale dei suoi parrocchiani, \u00e8 difficile dire.<\/p>\n<p>Gli altri sette volumi del fluviale romanzo appaiono fra il 1761 e il 1767 e consegnano alla storia della letteratura il primo romanzo veramente moderno, se per &quot;moderno&quot; si intende privo di una trama, di un vero protagonista, di un filo conduttore riconoscibile, di un significato palese; se si intende che si diverte a portare a spasso il lettore nei meandri del gioco letterario, confondendolo e sospingendolo in cento direzioni contrastanti, sino a fargli smarrire del tutto l&#8217;orientamento e la stessa distinzione tra realt\u00e0 e fantasia; se si intende che ostenta la pi\u00f9 completa indifferenza, il pi\u00f9 sovrano disprezzo per la tradizione, il bon senso, la linearit\u00e0, la chiarezza.<\/p>\n<p>In breve, e gi\u00e0 dal titolo, \u00abVita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo\u00bb, si rivela non soltanto uno schiaffo deliberato a tutto ci\u00f2 che finora si soleva considerare caratteristico del romanzo (a cominciare dai fatti concreti, dalle &quot;avventure&quot; e non certo dalle &quot;opinioni&quot; dei personaggi), ma proprio un altro modo di intendere lo scrivere, il significato del romanzo, il ruolo dello scrittore rispetto al suo pubblico: le pagine bianche o nere, gli svolazzi grafici, le elucubrazioni gratuite, le volute sproporzioni nella distribuzione dei capitoli, sono altrettanti sberleffi alla tradizione e, nello stesso tempo, altrettante forme sperimentali per cercare nuove strade, nuovi orizzonti, nuovi sensi nel fatto letterario, nella sua creazione cos\u00ec come nella sua fruizione.<\/p>\n<p>Sono, anche, la manifestazione di una inquietudine, di un&#8217;ansia, di una nevrosi: la nevrosi del tempo che fugge, e che bisogna esorcizzare e contrastare, affinch\u00e9 esso non ci divori; di una assurda, impossibile e perduta in partenza, partita a scacchi con la morte, come ne \u00abIl settimo sigillo\u00bb di Bergman; sono la maniera tortuosa, delirante e a suo modo consapevole di reagire all&#8217;horror vacui, allo sbriciolamento delle certezze, alla dissoluzione dei valori, all&#8217;eclissi del sacro, cui succede la corsa all&#8217;edificazione di un mondo puramente laico e secolarizzato, teofobico (per dirla con De Maistre), totalmente assurdo, pur nella esasperata razionalit\u00e0 degli strumenti elaborati dalla civilt\u00e0 moderna: un mondo non pi\u00f9 realmente a misura d&#8217;uomo, ma a misura del capitale (si pensi alle recinzioni delle terre operate nelle campagne inglesi), del quale l&#8217;uomo vorrebbe essere l&#8217;esclusivo padrone, ma nel quale si sente, nondimeno, straniero e pi\u00f9 che mai stranito.<\/p>\n<p>Il tempo, il tempo della fabbrica e delle sirene, che ha sostituito il tempo della chiesa e delle campane, \u00e8 il grande avversario, il grande spauracchio, il grande, minaccioso interlocutore con cui gioca la sua partita il povero Tristram Shandy, riluttante perfino a nascere per non esporsi alla sua implacabile azione dissolvente: tanto \u00e8 vero che potremmo vedere in lui un antenato di quel Peter Pan che non vuol crescere, che non vuol diventare adulto e che si aggira, esaltato e inesausto, nei Giardini di Kensington, perch\u00e9 crescere e diventare adulti vuole dire consegnarsi all&#8217;azione del tempo e, quindi, alla morte.<\/p>\n<p>Ci si potrebbe chiedere perch\u00e9 la civilt\u00e0 moderna, figlia della Rivoluzione industriale (e della Rivoluzione scientifica che la precede e la prepara) abbia una tale fobia del tempo, una tale ossessione della morte; e la risposta, probabilmente, risiede nel fatto che la nuova religione del Progresso si \u00e8 affermata proprio allo scopo di colmare il vuoto lasciato dalla vecchia fede in un Dio trascendente e, dunque, con il compito specifico di tranquillizzare gli animi davanti alla paura dell&#8217;ignoto: ma, avendo fallito nel mantenere le sue promesse, ha provocato una pi\u00f9 esasperata consapevolezza della morte, senza nemmeno saper offrire quel conforto spirituale che apparteneva al vecchio credo.<\/p>\n<p>A partire da quel momento, la morte \u00e8 diventata tab\u00f9 nella cultura occidentale: non se ne deve parlare, non se ne deve mostrare l&#8217;immagine, se ne devono nascondere i sintomi e la presenza: ospedali e agenzie di pompe funebri si incaricano di sottrarla alla vista, di cancellarne gli indizi, di rimuoverne l&#8217;ombra inquietante; ci\u00f2 non toglie che, come tutte le cose rimosse, essa continui a rodere l&#8217;anima degli uomini nel profondo, a popolare i loro sogni di incubi, ad accompagnare come uno spettro silenzioso e malevolo ogni loro passo.<\/p>\n<p>Ha scritto Carlo Levi a proposito di questo romanzo di Laurence Sterne (in: \u00abLa vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo\u00bb, traduzione di Antonio Meo, Einaudi, Torino, 1958, e Mondadori, Milano, 1974, XLIII-XLIV):<\/p>\n<p>\u00abSe dovessi, in una sola immagine, chiudere gli infiniti pensieri che nascono dalla sua lettura, forse farei la cosa pi\u00f9 ovvia: quella stessa che ha fatto Sterne. Prenderei alla lettera i suoi simboli, i geroglifici e le curve simboliche della forma dei suoi capitoli; ola pagina marmorizzata (un caotico, disperato quadro di Pollock), &quot;motley emblem of my work&quot;. Come si pu\u00f2 &quot;penetrate the moral&quot; di quella pagina informe e pullulante, che richiede , opere sere compresa &quot;much knowledge&quot;, come la verit\u00e0, o le verit\u00e0 &quot;wich still li emystically hid under the dark veil of the black one&quot;? Per scoprirlo, scriviamo anche noi, come Sterne inseguito dalla morte, in mezzo alla pagina, in grandi caratteri, la sua parola:<\/p>\n<p>SPLEEN.<\/p>\n<p>Questo &quot;spleen&quot;, questa malinconia, o melancolia, \u00e8 insieme un sentimento, un temperamento, e, letteralmente, un UMORE (e solo in questo senso Sterne pu\u00f2 dirsi un umorista). \u00c8 la sua natura, il suo impulso, la sua molla, la sua spinta vitale, e mortale. Il reverendo Lorenzo Sterne fugge, senza guardarsi attorno, inseguito dalla morte. Fugge al di l\u00e0 del mare, , fino alle sponde della Garonna, e se occorrer\u00e0 fino al Vesuvio, e fino a Giaffa, e fino alla FINE DEL MONDO. Fugge la morte vera, quella che doveva coglierlo di l\u00ec a poco: la morte del tisico, con le emottisi, la febbre, la nervosa eccitazione, e la psicologia febbrile, e l&#8217;ansia di vita, e la sensualit\u00e0 amorosa, e quel movimento insaziabile che la stessa andatura delle sue pagine. Ma non \u00e8 solo la sua malattia e la sua morte fisica che egli fugge: non i \u00e8 solo la fuga in Francia, il pi\u00f9 tragico, desolato e coraggioso dei suoi capitoli. La fuga dalla morte (&quot;fly for my life&quot;) \u00e8 la ragione di ogni sua frase, di ogni sua parola, fin dalla dedica a Pitt, nella quale afferma di scrivere , e di sorridere, per aggiungere qualcosa &quot;to this Fragment of Life&quot;; fin dalla primissima pagina del libro, che si apre con l&#8217;orologio.<\/p>\n<p>L&#8217;orologio \u00e8 il primo simbolo di Shandy: sotto il suo influsso egli viene generato, e iniziano le sue disgrazie, che sono tutt&#8217;uno con questo segno del tempo. La morte sta nascosta negli orologi, come diceva il Belli; e l&#8217;infelicit\u00e0 della vita individuale, di questo Frammento, ei questa cosa scissa e disgregata, e priva di totalit\u00e0: la morte, che \u00e8 il tempo, e il tempo della individuazione, della separazione, l&#8217;astratto tempo che rotola verso la sua fine. Shandy non vuol nascere, perch\u00e9 non vuol morire. Tutti i mezzi, tutte le armi sono buone per salvarsi dalla morte e dal tempo. Se la linea retta \u00e8 la pi\u00f9 breve fra due punti fatali e inevitabili, le digressioni la allungheranno; e se queste digressioni diventeranno cos\u00ec complesse, aggrovigliate, tortuose, cos\u00ec rapide da far perdere le proprie tracce, chiss\u00e0 che la morte non ci trovi pi\u00f9, che il tempo ci smarrisca, e che possiamo restare celati nei mutevoli nascondigli. Se il tempo di un uomo, di una vicenda, \u00e8 destinato a esaurirsi, lo si po&#8217; raddoppiare, moltiplicare all&#8217;infinito, sovrapporre e confondere con altri tempi, portarlo, per quanto \u00e8 possibile a una pagina scritta, a quella contemporaneit\u00e0 senza fine che sola \u00e8 vera ed eterna. Uscire di se stessi in prima persona \u00e8 ancora un modo di rifiutare la morte. La nascita di Tristram \u00e8 un capolavoro di rifiuto. Ci vogliono pi\u00f9 di duecento pagine perch\u00e9 il bambino venga alla luce, con tutti i possibili rinvii, cortine, bastioni e difese e mascheramenti, e nasce travestito da un nobile camuffato, e rifiutando ancora il naso, e ci\u00f2 che gli sar\u00e0 tolto, ebraicamente, dalla distrazione della prima donna che lo ha preso in braccio, con la complicit\u00e0 di una finestra a ghigliottina. Se il parricidio \u00e8 il modo pi\u00f9 ovvio di rifiuto del tempo, il &quot;Tristram Shandy&quot; non \u00e8 che un costante parricidio. Tutto ci\u00f2 che il padre desidera e vuole, \u00e8 contraddetto, e non si avvera. Il padre \u00e8 il tempo: la sua legge \u00e8 rifiutata. Ad essa se ne contrappone un&#8217;altra: un altro tempo, che \u00e8 quello della fantasia: un tempo lunghissimo, quasi eterno. L&#8217;arte dello scrivere diventa un&#8217;arma di difesa. Se ci vuole un anno per descrivere un giorno, ci si trova, scrivendo, rigettati continuamente indietro nel tempo: e, &quot;se non fosse che le mie Opinioni saranno la mia morte&quot;, dice Sterne, l&#8217;altra vita, che \u00e8 lo scrivere, lo salverebbe dalla morte.\u00bb<\/p>\n<p>Dietro l&#8217;apparenza giocosa, dunque, Tristram Shandy \u00e8 un uomo angosciato, nevrotico, perfino allucinato: lo incalza il fantasma della morte, lo accompagna la sfinge della solitudine, della difficolt\u00e0 di comunicare con gli altri &#8211; tema, quest&#8217;ultimo, che verr\u00e0 ripreso da Sterne e sar\u00e0 al centro della sua ultima opera, pubblicata poco prima di morire: il \u00abViaggio sentimentale di Yorick attraverso la Francia e l&#8217;Italia\u00bb, dove il classico tema del Grand Tour europeo, indispensabile corredo intellettuale dei giovani inglesi di buona famiglia, si colora di inedite tinte e di ironici umori, che ne stravolgono l&#8217;originario significato.<\/p>\n<p>Ciascun essere umano, per Sterne, \u00e8 contraddistinto da un proprio &quot;cavallino a dondolo&quot;, da un &quot;hobby horse&quot; che lo porta a continui fraintendimenti nella comunicazione con gli altri; la lingua stessa, che dovrebbe permetterci di gettare dei ponti verso l&#8217;esterno, \u00e8 traditrice; e ci\u00f2 in un mondo mutevole, ove le cose non sono quello che appaiono, ove non esistono autentiche certezze, ma ogni verit\u00e0 finisce per mostrarsi relativa, provvisoria, frammentaria.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che i frequenti salti temporali, i capovolgimento cronologici, le involuzioni del racconto, le digressioni, le torrenziali divagazioni su questo e su quello, acquistano il senso di un tentativo di riacciuffare la vita concreta, quella vita che si perde nelle certezze illusorie, nelle astratte teorie, nei riti del conformismo intellettuale.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 dire, tuttavia, che la battaglia di Tristram Shandy contro il tempo e contro la morte sia coronata, non diciamo dal successo, cosa di per s\u00e9 impossibile, ma neppure da una ragionevole dilazione dell&#8217;inevitabile; n\u00e9 che la sua malinconica solitudine, il senso di precariet\u00e0 e d&#8217;inconcludenza della sua intera vita, trovino una risposta anche solo provvisoria, un temporaneo acquietamento. Il caso, l&#8217;imprevedibile, l&#8217;assurdo, come nel teatro di Pirandello, dominano incontrastati; e cos\u00ec la perpetua dialettica del figlio col padre, come in Svevo e in Joyce, non giunge ad alcun esito positivo, non scioglie il nodo gordiano dell&#8217;ansia di cancellare l&#8217;ombra paterna per conquistare una speranza di sopravvivenza e di affermazione di s\u00e9 o, almeno, per sfuggire all&#8217;eterno complesso di castrazione.<\/p>\n<p>Solo la compassione, alla fine, pu\u00f2 superare la tragica incomunicabilit\u00e0 umana: come afferma anche Foscolo (talmente affascinato dall&#8217;ultima opera di Sterne, da volerla tradurre in ben tre, successive versioni: la prima fra il 1805 e il 1807, le altre due nel 1812-13), per bocca di Jacopo Ortis&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 un caso se proprio nel XVIII secolo, quando i Lumi della ragione scacciano Dio dall&#8217;orizzonte delle cose umane e vi sostituiscono la nuova fede del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-29246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29246\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}