{"id":29240,"date":"2015-07-24T08:00:00","date_gmt":"2015-07-24T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/24\/le-tredicenni-o-il-fascino-proibito-dellultima-frontiera\/"},"modified":"2015-07-24T08:00:00","modified_gmt":"2015-07-24T08:00:00","slug":"le-tredicenni-o-il-fascino-proibito-dellultima-frontiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/24\/le-tredicenni-o-il-fascino-proibito-dellultima-frontiera\/","title":{"rendered":"Le tredicenni o il fascino proibito dell&#8217;ultima frontiera"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1978 il bel mondo del cinema americano fu messo a rumore da una vicenda piuttosto torbida e con pesanti risvolti giudiziari. Il regista di origine polacca Roman Polanski, celebre per aver girato importanti film come <em>Rosemary&#8217;s Baby<\/em> e anche per l&#8217;atroce massacro di Bel Air, in cui aveva perso la sua giovane moglie Sharon Tate, fu incriminato dall&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria per aver esercitato violenza sessuale su una ragazzina tredicenne, che avrebbe drogata e, poi, sottoposta a penetrazione anale.<\/p>\n<p>Il fattaccio era avvenuto nella villa del suo amico Jack Nicholson &#8211; che aveva interpretato sotto la sua regia, nel 1974, il memorabile <em>Chinatown<\/em> -, e precisamente nella piscina della villa. La stampa internazionale riprese immediatamente la notizia, anche perch\u00e9 essa sembrava confermare l&#8217;atmosfera &quot;maledetta&quot; che avvolgeva il regista polacco-americano, sia per il feroce omicidio perpetrato dalla banda di Charles Manson, sia per l&#8217;atmosfera gotica e inquietante che pervade tanti suoi film, dominati dal fascino sinistro del Male.<\/p>\n<p>Fra gli intellettuali italiani che, all&#8217;epoca, si accorsero del fatto e vi prestarono attenzione, si segnala lo psicanalista Emilio Servadio (Sestri Ponente, 1904- Roma 1995), uno dei pi\u00f9 noti studiosi italiani di psicologia e parapsicologia. Egli prese lo spunto dall&#8217;episodio per svolgere alcune riflessioni sulla sessualit\u00e0 delle adolescente e sul mutato atteggiamento della societ\u00e0 nei confronti dei rapporti sessuali fra adulti e minorenni, al quale &#8211; a suo parere &#8211; il codice penale non si era, evidentemente, adeguato.<\/p>\n<p>Scriveva dunque, all&#8217;epoca, Emilio Servadio nel suo libro <em>Sesso e psiche<\/em> (Milano, Armenia Editrice, 1979, pp. 187-189):<\/p>\n<p><em>Non sappiamo ancora, mentre scriviamo, se Roman Polanski sar\u00e0 condannato per avere &#8211; cos\u00ec hanno riportato i giornali &#8211; sedotto, drogato e sodomizzato una ragazzina tredicenne. Il &quot;caso&quot; ha comunque destato molto scalpore, e gi\u00e0 si va affermando &#8211; in Italia e all&#8217;estero &#8211; un altro &quot;filone&quot; cinematografico, un &quot;genere&quot; a cui ben si converrebbe la definizione di &quot;neo-lolitismo&quot;. L&#8217;appena pubere, se non la pre-pubere, stanno per ridiventare, come al tempo di Nabokov, un sex-symbol.<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9? La risposta non \u00e8 facile come potrebbe sembrare. Il regista Lattuada ha detto in un&#8217;intervista che \u00abnel corpo di una fanciulla il sesso \u00e8 qualcosa di puro&#8230;Amarlo, \u00e8 come non peccare\u00bb. A nostro avviso, si tratta di un giudizio completamente erroneo.<\/em><\/p>\n<p><em>In primo luogo, da<\/em> Lolita <em>in poi, le ragazzine appaiono ben di rado &#8211; anche agli occhi dei profani &#8211; circonfuse dal nimbo di &quot;purezza&quot; indicato da Lattuada. E il giudizio \u00e8 motivato a due livelli: anzitutto perch\u00e9 la &quot;soglia&quot; della pubert\u00e0 si \u00e8 abbassata in molte parti del globo, per cui si pu\u00f2 ben dire che la tredicenne di oggi corrisponde,<\/em> anche fisiologicamente<em>, alla diciassettenne dell&#8217;epoca vittoriana; e secondariamente, perch\u00e9 i cambiamenti del costume, la diffusione dell&#8217;informazione, e il maggiore spazio consentito alla &quot;dimensione&quot; sessuale hanno fatto s\u00ec che in numerose aree di culture, le tredicenni siano &#8211; come si suol dire- &quot;scafate&quot; assai pi\u00f9 di quel che possano ancora supporre gli ingenui e gli impreparati. Quando apparve il romanzo di Nabokov, molti manifestarono l&#8217;opinione che &quot;Lolita&quot; fosse un personaggio inverosimile. Qualsiasi sessuologo, sociologo o antropologo avvertito avrebbe espresso, gi\u00e0 a quell&#8217;epoca, un giudizio ben diverso. La &quot;disponibilit\u00e0 sessuale&quot; delle ragazzine intorno ai 12-14 anni \u00e8 testimoniata dalle squadre del buon costume di tutti i Paesi, e da una letteratura che va dal romanzo<\/em> Le rideau lev\u00e9 <em>di Mirabeau ai racconti della rivista clandestina inglese<\/em> The Pearl <em>del secolo passato, o alle<\/em> Trois filles de leur m\u00e8re <em>di Pierre Louys. Sulla base, dunque, sia dei frutti nudi e crudi, sia della loro rielaborazione in opere letterarie (e magari anche pittoriche, si pensi alla celebre<\/em> Lezione di chitarra <em>di Balthus), la &quot;purezza&quot; di legioni di ragazzine pu\u00f2 essere considerata poco pi\u00f9 che un mito. Non poche tredicenni possono essere &#8211; s&#8217;intende &#8211; anatomicamente vergini: ma che cosa ha a che fare la purezza con l&#8217;esistenza di qualche centimetro quadrato di tessuto connettivo?! Secondo quanto \u00e8 stato riferito, la tredicenne sedotta da Polanski ha raccontato l&#8217;episodio ad un&#8217;amica, al telefono, mostrandosene &quot;divertita&quot;&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 chiaro, dunque, che una spiegazione del rinnovato interesse del &quot;lolitismo&quot; va ricercata non gi\u00e0 nei<\/em> fatti<em>, bens\u00ec nel modo in cui vengono valutati e valutati, cio\u00e8 nella psicologia. E la psicologia ci apprende che malgrado quel che si sa, o si dovrebbe sapere, razionalmente, esiste in moltissime persone il &quot;voler credere&quot; irrazionale. E ci\u00f2 a cui si continua qui a voler credere rientra nella psicologia del<\/em> tab\u00f9<em>, e nel conseguente &quot;fascino del proibito&quot;. Per molto tempo &#8211; e contro tutta una serie di accertamenti &#8211; \u00e8 stato ritenuto che i bambini e i ragazzini (maschi e femmine) fossero, fino alla pubert\u00e0, &quot;asessuati&quot;, e che di conseguenza qualsiasi atto sessuale effettuato su di loro fosse abominevole ed esiziale. In tutti i Paesi, leggi severe sono state emanate, per impedire la &quot;profanazione&quot; di questi strani esseri, nei quali la sessualit\u00e0 &#8211; si pensava &#8211; doveva calare a un certo punto come se provenisse da chiss\u00e0 quale ignota dimensione. Ci vollero le scoperte di Freud, con il correlativo scandalo a esse provocato, per far sapere al colto e all&#8217;incolto che la sessualit\u00e0 esiste gi\u00e0 nel neonato!<\/em><\/p>\n<p><em>Ma sebbene le scoperte in questione risalgano ormai a oltre settant&#8217;anni fa, e sebbene inchieste accuratissime e catamnesi precise abbiano dimostrato che le &quot;seduzioni&quot; di ragazzini e ragazzine prepuberi hanno avuto conseguenze molto meno importanti d quel che ci si aspettava, la pluralit\u00e0 della gente continua a coltivare sia il<\/em> tab\u00f9 <em>della &quot;purezza&quot;, sia il desiderio di infrangerlo &#8211; con tutte le emozioni e le paure (anche di conseguenze penali) inerenti a tale possibile violazione. L&#8217;interesse per il &quot;neo-lolitismo&quot; sta tutto qui. Si pensa con un misto di simpatia e di tenerezza a Lewis Carroll, e alle ragazzine da lui benvolute, idolatrate, fotografate, e alle quali egli sicuramente non torse mai un capello. Roman Polanki \u00e8 un tipo piuttosto&#8230; dubbio, e l&#8217;\u00abimpresa\u00bb da lui recentemente compiuta gli coster\u00e0 forse vari ani di galera. Ma quanto alla tredicenne americana, \u00e8 facile prevedere che ricever\u00e0 in ogni caso un bel mucchio di dollari e che, sullo slancio della sua &quot;burrascosa&quot; avventura, e della sua popolarit\u00e0, la vedremo presto in qualche film che sar\u00e0, ben s&#8217;intende, \u00abvietato ai minori di 18 anni\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 un brano di prosa che vorrebbe essere franco e disinibito ma che risulta, a nostro avviso, piuttosto sgradevole, per quell&#8217;aria di ostentato relativismo morale e per quel disinvolto capovolgimento del giudizio, che vede nel regista polacco-americano la vittima imminente di un abuso giudiziario e, nella ragazzina brutalmente violentata, una scaltra amministratrice di un futuro successo (?) e, addirittura, di una folgorante carriera cinematografica, ottenuta grazie al cinico sfruttamento mediatico della spropria disavventura.<\/p>\n<p>Non solo; qui Servadio sembra farsi banditore di una crociata contro gli ultimi &quot;tab\u00f9&quot; sessuali (usa proprio questa espressione), come sarebbe la volont\u00e0 di un uomo adulto di avere dei rapporti sessuali con una bambina impubere: ci\u00f2 che a noi pare debba chiamarsi, puramente e semplicemente, pedofilia. Insomma il cattivo maestro Servadio predica che fare del sesso con una minorenne impubere non \u00e8 affatto una forma di violenza, perch\u00e9 ella \u00e8, molto probabilmente, pi\u00f9 &quot;scafata&quot; del presunto violentatore e perch\u00e9 &#8211; come proverebbero le voci relative al &quot;fattaccio&quot; di Polanski &#8211; tutto sommato, alle tredicenni, piace farsi sodomizzare da un uomo adulto: altrimenti, perch\u00e9 lo racconterebbero &quot;divertite&quot;?<\/p>\n<p>Attenzione: qui ci stiamo muovendo realmente su un terreno minato; e, cos\u00ec come vorremmo evitare facili moralismi ed esecrazioni &quot;ad effetto&quot;, vorremmo anche tenerci lontano da qualsiasi cosa possa somigliare, anche solo da lontano, a un incoraggiamento o a una &quot;assoluzione&quot; di qualunque forma di pedofilia.<\/p>\n<p>Lasciamo che Servadio chiami, quali suoi alleati, Nabokov e Pierre Louys, il cinema e la &quot;razionalit\u00e0&quot;, nella sua battaglia contro gli ipocriti i quali non vogliono vedere l&#8217;evidenza: ossia che il concetto di &quot;purezza&quot; dei bambini non esiste pi\u00f9, per lo meno da quando Freud (altro pessimo maestro) ha &quot;scoperto&quot; e insegnato che anche i bambini possiedono una loro vita sessuale. Il che &#8211; peraltro &#8211; non autorizza ad arrivare alla conclusione che portarsi a letto dei bambini, da parte degli adulti, sia la cosa pi\u00f9 logica e naturale di questo mondo. Ma gli anni erano quelli (gli arrabbiatissimi e dissacratori anni Settanta del secolo scorso), e il vento che tirava era quello: <em>proibito proibire<\/em> era, fin dal &#8217;68, lo slogan pi\u00f9 amato e ripetuto, nel campo della morale sessuale come in ogni altro ambito.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, desideriamo affrontare la problematica in questione con mente sgombra da pregiudizi e, pertanto, siamo disposti a riconoscere che, per <em>alcune<\/em> ragazzine impuberi, la prospettiva di un rapporto sessuale con un adulto non sia necessariamente qualche cosa di sgradevole ma, tutto sommato, di &quot;divertente&quot;. Cos\u00ec pure, possiamo riconoscere che, per <em>taluni<\/em> adulti, non necessariamente dei pericolosi pervertiti, il corpo di quelle adolescenti possa rappresentare una fonte notevole di eccitazione sessuale. Infine siamo disposti ad ammettere che, <em>in particolari circostanze<\/em>, fra l&#8217;adulto e la ragazzina si possa instaurare una relazione sessuale non solo priva di elementi di violenza, ma nella quale la parte del &quot;seduttore&quot; &#8211; se cos\u00ec vogliamo esprimerci -, <em>possa<\/em> essere svolta proprio dalla seconda.<\/p>\n<p>Un buon esempio di ci\u00f2 &#8211; ma un esempio che ha il difetto di non essere tratto dalla vita reale &#8211; \u00e8 offerto dalla vicenda descritta nel film <em>Beau p\u00e8re<\/em> di Bernard Blier, del 1981, ove un giovane patrigno rimasto vedovo e una giovanissima figliastra consumano una breve storia d&#8217;amore, in una atmosfera d&#8217;innocenza e quasi di pudore. Il corrispettivo maschile di tale situazione si pu\u00f2 trovare sia nel <em>Soffio al cuore<\/em> di Louis Malle (1971), sia ne <em>La luna<\/em> di Bernardo Bertolucci (1979): ove &#8211; in entrambi i casi &#8211; delle signore mature si portano a letto dei teneri ragazzini; con l&#8217;aggravante che si tratta di incesto, dato che il rapporto si consuma tra madre e figlio.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del cinema e della letteratura, per\u00f2, i quali amano soffondere ogni situazione di un alone dolcemente romantico, dovremmo ricordarci sempre che, nella vita vera, ogni giorno si consumano numerosi stupri a danno di bambine e ragazzine da parte di maschi adulti, spesso parenti stretti o amici di famiglia, in una cruda luce di violenza pura e semplice, quasi sempre associata alle minacce e al ricatto psicologico.<\/p>\n<p>La pagina di Servadio ci appare, quindi, un tentativo di sdrammatizzare un problema che \u00e8 fin troppo serio, facendo leva su una presunta equazione fra mutamento delle abitudini sessuali e accettabilit\u00e0 di pratiche pedofile, anche nelle loro versioni pi\u00f9 truculente, come la somministrazione di droghe e la pratica della sodomia. Sembra quasi, leggendola, che, siccome in quegli anni &quot;il comune senso del pudore&quot; stava infrangendo una barriera dopo l&#8217;altra, un tab\u00f9 dopo l&#8217;altro, e le tredicenni erano ormai &quot;navigate&quot; quanto le diciassettenni d&#8217;un tempo, sarebbe bastato attendere un altro poco, perch\u00e9 gli adulti potessero disporre di bambine ancora pi\u00f9 piccole, ai fini del proprio piacere sessuale.<\/p>\n<p>In un certo senso, \u00e8 avvenuto proprio questo. Le indagini statistiche, e anche alcuni sconcertanti fatti di cronaca, ci suggeriscono che l&#8217;et\u00e0 dei primi rapporti sessuali si \u00e8 vertiginosamente abbassata in questi ultimi anni; e il cinema e la letteratura, com&#8217;\u00e8 ovvio, sono stati ben lieti di prenderne atto. Cos\u00ec, se la protagonista del romanzo di Nabokov &#8211; pubblicato nel 1955 -, Lolita, \u00e8 una tredicenne estremamente provocante, bench\u00e9 ancora acerba, quella del romanzo di Lisa Dierbeck <em>Una piccola pastiglia gialla<\/em> (che esalta, oltre ai rapporti sessuali precocissimi, anche i &quot;viaggi psichedelici&quot; mediante la droga), Alice Duncan, \u00e8 una undicenne dal corpo di adolescente, che corre dietro a uno spacciatore trentenne.<\/p>\n<p>Ora, se le premesse del ragionamento di Servadio fossero giuste, noi dovremmo abbassare di anno in anno &#8211; se non legalmente, almeno culturalmente e psicologicamente &#8211; l&#8217;et\u00e0 idonea perch\u00e9 un adulto possa avere dei rapporti sessuali con le bambine; e, andando avanti di questo passo, non ci vorrebbe molto per giungere al punto di considerare con indulgenza, se non proprio con benevolenza, gli abusi sessuali compiuti su delle bambine di pochi anni&#8230;<\/p>\n<p>E tuttavia, ci sembra che proprio <em>questo<\/em> sia un messaggio che gli intellettuali e gli uomini di cultura dovrebbero guardarsi bene dal trasmettere al pubblico. Abbiamo gi\u00e0 visto in azione gli &quot;orchi&quot; come quelli della banda di pedofili che hanno terrorizzato, qualche anno fa, le famiglie della provincia belga, sequestrando, stuprando e facendo morire delle bambine, per raggiungere il loro piacere sessuale.<\/p>\n<p>Ci pensano gi\u00e0 la pubblicit\u00e0, il cinema e la televisione, purtroppo &#8211; per non parlare della rete informatica -, a portare avanti un&#8217;opera dissennata di erotizzazione del corpo delle minorenni ; complici alcune madri scriteriate e assetate di divismo per l&#8217;interposta persona delle loro procaci figliolette. Non c&#8217;\u00e8 bisogno davvero che ci si mettano anche gli scrittori, i registi e, soprattutto, gli psicologi e gli psicanalisti. Le conseguenze di un messaggio di permissivismo nei confronti di una pedofilia che non ha nemmeno il coraggio di chiamarsi col suo vero nome, potrebbero essere addirittura devastanti.<\/p>\n<p>Lo torniamo a ripetere: siamo perfettamente consapevoli del fatto che ci stiamo muovendo su di un terreno infido ed estremamente sdrucciolevole.<\/p>\n<p>La linea di confine che separa la innocua adorazione delle ninfette fotografate da Lewis Carroll, da atti come quello commesso da Polanski sulla piccola bagnante della piscina, rischia talvolta di assottigliarsi pericolosamente. Sono le ambiguit\u00e0 dell&#8217;esistenza &#8211; qualcuno diceva: <em>le luci e le tenebre dell&#8217;anima<\/em> -, e non possiamo che prenderne atto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, se possiamo tranquillamente affermare che \u00e8 un impulso estetico <em>naturale<\/em> quello che porta un uomo adulto ad ammirare con compiacimento le forme ancora acerbe, ma proprio perci\u00f2 &quot;pure&quot;, di una tredicenne (e ne abbiamo numerosi esempi nella storia dell&#8217;arte), non altrettanto si pu\u00f2 dire allorch\u00e9 si passa dall&#8217;ammirazione estetica e, per cos\u00ec dire, disinteressata, al desiderio sessuale vero e proprio; e, meno che meno, quando a quest&#8217;ultimo subentra la decisa volont\u00e0 di ottenerne il soddisfacimento, mediante un esplicito rapporto sessuale.<\/p>\n<p>Dove finisce la &quot;normalit\u00e0&quot;, dove incomincia la patologia? Non \u00e8 sempre facile stabilirlo con assoluta certezza. Per\u00f2 tale confine esiste, a nostro avviso; e a nessuna persona responsabile, che possieda un minimo di senso morale, dovrebbe essere lecito varcarlo, checch\u00e9 ne dicano i cattivi maestri di una presunta &quot;liberazione&quot; sessuale.<\/p>\n<p>A proposito, non abbiamo raccontato come \u00e8 andata a finire la vicenda de regista Roman Polanski di cui parlavamo all&#8217;inizio.<\/p>\n<p>Nemmeno qui Emilio Servadio ci ha azzeccato: l&#8217;illustre personaggio non ha fatto neanche un giorno di galera. Nel 1978 \u00e8 fuggito dagli Stati Uniti per sottrarsi al processo per stupro e non vi ha pi\u00f9 fatto ritorno, finch\u00e9 la bufera non \u00e8 passata. Soltanto sedici anni dopo si \u00e8 deciso a liquidare un risarcimento in denaro alla vittima che, ormai, di anni ne aveva quasi trenta.<\/p>\n<p>Del resto, Polanski non si \u00e8 mai riconosciuto moralmente responsabile di alcunch\u00e9: secondo lui, non vi era stata violenza; ed era solo il fatto che la ragazzina fosse minorenne ad averlo messo nei guai con la legge. Inoltre, egli ha sempre pensato di essere stato vittima di una specie di congiura ai suoi danni, architettata &#8211; per motivi di gelosia professionale o per ragioni private &#8211; dall&#8217;attrice Anjelica Huston, allora compagna di Jack Nicholson.<\/p>\n<p>Insomma, povero Polanski.<\/p>\n<p>Ammesso e non concesso che vi fosse stata realmente una parte lesa nella vicenda della piscina, quella &#8211; a suo modesto parere &#8211; era proprio la sua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1978 il bel mondo del cinema americano fu messo a rumore da una vicenda piuttosto torbida e con pesanti risvolti giudiziari. 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