{"id":29236,"date":"2015-07-28T06:24:00","date_gmt":"2015-07-28T06:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/i-tre-filosofi-di-giorgione-ci-sfidano-in-unatmosfera-trepidante-dattesa-e-di-risveglio\/"},"modified":"2015-07-28T06:24:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:24:00","slug":"i-tre-filosofi-di-giorgione-ci-sfidano-in-unatmosfera-trepidante-dattesa-e-di-risveglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/i-tre-filosofi-di-giorgione-ci-sfidano-in-unatmosfera-trepidante-dattesa-e-di-risveglio\/","title":{"rendered":"\u00abI tre filosofi\u00bb di Giorgione ci sfidano in un\u2019atmosfera trepidante d\u2019attesa e di risveglio"},"content":{"rendered":"<p>Il celebre dipinto di Giorgione comunemente denominato \u00abI tre filosofi\u00bb, databile al biennio 1506-1508, e attualmente collocato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna, \u00e8 una di quelle opere che costituiscono la croce e la delizia di tutti quei critici d&#8217;arte e di tutti quegli studiosi che non si accontentano di una valutazione strettamente estetica di un&#8217;opera, ma che cercano in essa, talvolta legittimamente, altre volte meno, di riconoscere eventuali elementi nascosti, simbolici e perfino esoterici, per arrivare a comprenderne il significato segreto.<\/p>\n<p>Si tratta di un dipinto di medie dimensioni (cm. 123,5 x 144,5), commissionato da Taddeo Contarini e che, fino al 1636, si trovava ancora a Venezia, propriet\u00e0 di un certo Bartolomeo della Nave; venduto ad Hamilton due anni dopo, fin\u00ec nelle mani di Leopoldo Guglielmo d&#8217;Austria nel 1649, e, da allora, \u00e8 sempre rimasto di propriet\u00e0 degli Asburgo, fino alla sede attuale.<\/p>\n<p>La scena rappresentata \u00e8 relativamente semplice, ma solo in apparenza; il pregio principale dell&#8217;opera, dal punto di vista figurativo e formale, consiste nell&#8217;uso sapientissimo del colore, nelle sfumature di luce, nella pastosa e tuttavia brillante ricchezza cromatica e luministica, insomma nella somma abilit\u00e0 con cui l&#8217;autore riesce a creare un&#8217;atmosfera tutta particolare, di sospensione e quasi di trepidazione, cos\u00ec come in altri suoi dipinti celebri, a cominciare da \u00abLa tempesta\u00bb, che, forse, \u00e8 la sua opera pi\u00f9 nota in assoluto, e nella quale vi sono pure elementi di difficile interpretazione, pur nella apparente semplicit\u00e0 della scena, che paiono rinviare a significati occulti.<\/p>\n<p>Cominciando dal titolo, \u00abI tre filosofi\u00bb, non siamo affatto certi che i tre personaggi rappresentati siano realmente dei filosofi. Si tratta di tre uomini, di diversa et\u00e0, che occupano gran parte della met\u00e0 destra della tela; la met\u00e0 sinistra \u00e8 interamente occupata dal paesaggio. Il primo dei tre personaggi, all&#8217;estrema destra, \u00e8 un vecchio con la barba fluente, dal viso austero e quasi corrucciato, che veste un mantello di foggia antica e che tiene in mano un foglio riempito di calcoli astronomici; il secondo \u00e8 un uomo ancor giovane, che porta la barba corta e indossa abiti orientali, un turbante sul capo, e il pollice della mano destra infilato nella cintura della veste; il terzo, seduto e girato di profilo, \u00e8 un uomo assai giovane, poco pi\u00f9 di un ragazzo, che tiene fra le mani un foglio, un compasso e una squadra per il calcolo geometrico. Gli abiti del primo sono di color giallo e marrone; quelli del secondo, rosso e viola; quelli del terzo, bianco e verde: sono, dunque, molto vivaci, e stesi secondo le regole del tonalismo veneto.<\/p>\n<p>Una fitta vegetazione e un boschetto dai tronchi eleganti e sottili fanno da sfondo ai tre individui, sul lato destro del dipinto; al centro, una valle boscosa e verdeggiante, con una citt\u00e0, o piuttosto un gruppo di case, i cui tetti s&#8217;intravedono appena nello spacco della valle, al di sotto di un cielo sereno, solcato da alcune nuvolette, nel momento del tramonto, con il sole che scompare dietro una catena di colline dal profilo arrotondato. Il paesaggio sulla sinistra del dipinto \u00e8 quasi interamente occupato da una parete rocciosa e scoscesa, su cui si apre una grotta, o una caverna, che ricorda d&#8217;istinto quella del mito platinico; il suo imbocco \u00e8 tappezzato di edera selvatica e muschio pendente, sullo sfondo di un alto e bellissimo albero di fico, il tutto immerso in un esplicito clima leonardesco.<\/p>\n<p>Ma chi sono, o cosa rappresentano, i tre misteriosi personaggi? Quale significato racchiude tutta la scena? Sono davvero dei filosofi, oppure degli scienziati, o sono forse i Re Magi della tradizione cristiana, e sia pure spogliati della dimensione adorante e del tutto staccati dal contesto religioso, in qualche modo laicizzati? Certo \u00e8 che non stanno conversando: ciascuno di loro \u00e8 immerso in un suo pensiero, in un suo mondo; non comunicano, eppure formano un gruppo, nonostante tutto, unitario: si capisce che uno stretto legame deve unirli, e sia pure di tipo estrinseco. Ma quale? Potrebbero simboleggiare, semplicemente, le tre et\u00e0 dell&#8217;uomo: la prima giovinezza, la maturit\u00e0 e la vecchiaia; oppure potrebbero simboleggiare le tre culture e le tre religioni: la giudaica, l&#8217;islamica e la cristiana: e dunque l&#8217;Antico Testamento, il Corano ed il Nuovo Testamento. Ma, se \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 allora tutti quei simboli matematici, perch\u00e9 tutti quegli strumenti scientifici? E, soprattutto, perch\u00e9 quella atmosfera cos\u00ec &quot;laica&quot;, quasi espressione di un sapere profano, che non trasmette per niente un senso di misticismo e di presenza del divino, ma, semmai di occultismo e di sapere magico ed alchemico?<\/p>\n<p>Secondo Augusto Gentili, in base a complicati riferimenti di tipo astronomico ed astrologico, il personaggio anziano potrebbe essere Mos\u00e8, quello pi\u00f9 giovane, Maometto, e infine il pi\u00f9 giovane potrebbe raffigurare niente meno che l&#8217;Anticristo; secondo Salvatore Settis, sempre in base ad una serie di sottili analisi degli elementi simbolici, che qui non possiamo riassumere adeguatamente, i tre personaggi sarebbero i Re Magi. Ma vi sono anche molte altre interpretazioni, le pi\u00f9 fantasiose e bizzarre: il guaio \u00e8 che ciascuna si presenta come la spiegazione definitiva circa il significato di questo celebre dipinto, ma nessuna riesce del tutto convincente, a tutte sfugge pur sempre qualche cosa, nessuna pu\u00f2 rendere conto, simultaneamente e persuasivamente, di tutti gli elementi simbolici in essa presenti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fa il punto della questione Pietro Zampetti, nel volume \u00abGiorgione e i giorgioneschi\u00bb (catalogo della mostra tenutasi a Palazzo Ducale nel giugno-ottobre 1955, Venezia, Casa Editrice Arte veneta, 1955, pp. 34-38):<\/p>\n<p>\u00abIl dipinto \u00e8 tra i pochissimi ricordati dal Michiel: &quot;In casa de M. Taddeo Contarino , 1525. La tela a ogli delli 3 phylosophi nel paese, dui riti et uno sentado che contempla li raggii solari cum quel saxo finto cusi mirabilmente, fu cominciata da Zorzo da Castelfranco, et finita da Sebastiano Veneziano&quot;. Nel 1659 esso si trovava nella raccolta dell&#8217;Arciduca Leopoldo Guglielmo. L&#8217;anno successivo venne riprodotta dal Teniers nel Theatrum Pictorium, come opera di Giorgione. Pass\u00f2 al Museo di Vienna attraverso le raccolte imperiali austriache. Questa famosa tela \u00e8 stata recentemente restaurata (Baldass 1953) in modo davvero esemplare con grande vantaggio della superficie pittorica, resa oggi tanto pi\u00f9 brillante e viva. Ad esempio la grotta a sinistra e gli arboscelli, ora cos\u00ec ben visibili, prima del restauro sembravano del tutto scomparsi.<\/p>\n<p>Circa il significato anche questo dipinto, cos\u00ec come la Tempesta, \u00e8 stato oggetto di discussioni e argomentazioni infinite. Nell&#8217;inventario del 1659 viene citato come &quot;I tre matematici&quot;; nel catalogo del Mechel (1783) &quot;I tre Magi che aspettano l&#8217;apparizione della stella&quot;. Nell&#8217;800 e nel 900 le interpretazioni infittiscono: lo Janitschek (1871) ritiene che le tre figure simboleggino il mondo antico, il medioevo e l&#8217;et\u00e0 moderna; il Wickhoff (1895, p. 34) pensa a Evandro, Pallante ed Enea; lo Schaeffer (1910, p. 340) a Marco Aurelio con due filosofi. Altri, poi, prospettano ulteriori, diverse interpretazioni. Il Ferriguto (1933) ritorna al concetto dei tre filosofi, rappresentanti tre diverse et\u00e0 del pensiero umano: il giovane, simbolo del Rinascimento; la figura con turbante, della filosofia araba; il vecchio con la barba, del pensiero del medio Evo. Ultimamente F. Klauner (1954-55) in un ampio studio sul significato dei &quot;Tre filosofi&quot;, svolge l&#8217;interessante tesi che il dipinto fosse stato concepito da Giorgione come una Adorazione dei Magi. Nella parte sinistra, l\u00e0 dove c&#8217;\u00e8 la grotta, sarebbe dovuta apparire la Madonna col Bambino. Secondo tale idea i tre misteriosi personaggi, pertanto, sono proprio i Re Maghi del vangelo, raffigurati in atteggiamento di uomini di pensiero, anzich\u00e9 in quello tradizionale che li vuole in un atto di devozione verso il Neonato. Tale atteggiamento deriverebbe dall&#8217;influsso esercitato dalla correnti filosofiche rinascimentali, e, in modo particolare, dalla Scuola padovana.<\/p>\n<p>Comunque sia, si tratta quindi di tre filosofi, come bene ebbe a dire il Michiel. Essi sono in contemplazione della natura e meditano ciascuno per proprio conto, uniti tuttavia dal comune desiderio della conoscenza. I raggi del sole, nel loro primo apparire, suscitano le pi\u00f9 varie intonazioni cromatiche e danno vita alle cose ed armonia al creato: rivelando cos\u00ec il celeste del cielo e le case del villaggio; i monti lontani, i grossi alberi contro luce e le penombre della grotta. Un&#8217;atmosfera come di attesa e di risveglio nell&#8217;incanto mattutino.<\/p>\n<p>Scrive L. Venturi (1954, p. 31): &quot;Ci\u00f2 che costituisce l&#8217;alone poetico del quadro \u00e8 questa potenza di giungere con la sensibilit\u00e0 pittorica a intravvedere quella concezione sentimentale del mondo che fu chiamata panteismo&quot;. La radiografia eseguita dal Wilde (1932, p. 141) rivela che, in una prima versione, Giorgione aveva concepito le sue figure in modo alquanto diverso, pi\u00f9 decisamente orientale il tipo dell&#8217;uomo in piedi e con una raggiera in fronte il vecchio barbuto. Si tratta di curiosit\u00e0 pi\u00f9 che altro, tuttavia assai indicative perch\u00e9 rivelano come il pittore rielaborasse le proprie idee.<\/p>\n<p>In merito alla collaborazione di Sebastiano del Piombo, di cui parla il Michiel, \u00e8 ben difficile dire in che cosa essa consista e problematico rintracciarne con sicurezza gli elementi: l&#8217;opera infatti appare mirabilmente unitaria.\u00bb<\/p>\n<p>Che dire, dunque, di questo famosissimo dipinto di Giorgione?<\/p>\n<p>Da parte nostra, non osiamo tentare una ennesima spiegazione complessiva; inoltre, apparteniamo al numero di coloro che si ostinano a non voler confondere il piano della valutazione estetica e quello degli eventuali significati esoterici, anzi, che ci tengono a tenerli distinti. Pu\u00f2 darsi benissimo che alcuni pittori, anche celebri &#8212; come Leonardo, Poussin, o, appunto, Giorgione &#8212; abbiano inteso fondere i due aspetti, consegnando a delle opere di straordinaria bellezza pittorica anche dei significati reconditi, comprensibili solo a pochi iniziati: pure con tutto ci\u00f2, noi restiamo del parere che, per lo storico dell&#8217;arte e anche per il semplice fruitore di un&#8217;opera artistica, la conoscenza di eventuali significati simbolici e nascosti sia un elemento aggiuntivo, non sostanziale e quindi non necessario, o, quanto meno, non indispensabile, per la comprensione e il godimento estetico dell&#8217;opera stessa.<\/p>\n<p>S\u00ec, lo sappiamo: \u00e8 questa una posizione probabilmente minoritaria, e che si presta all&#8217;accusa di semplicismo, nonch\u00e9 di indebita separazione di elementi non distinguibili, quelli formali e quelli sostanziali; ma, a costo di passare per crociani (cosa che pure, un po&#8217;, ci seccherebbe, perch\u00e9 non condividiamo la rigida separazione di &quot;poesia&quot; e &quot;non poesia&quot;), restiamo della nostra opinione. E il criterio sopra esposto vale, naturalmente, anche per le altre forme di espressione artistica. Ci mancherebbe altro che, per gustare la \u00abDivina Commedia\u00bb, sia indispensabile aver letto Gu\u00e9non, \u00abIl Re del Mondo\u00bb, o magari i &quot;mattoni&quot; indigeribili di Gabriele Rossetti, e chiss\u00e0 quali altre opere di esegesi esoterica: anche se la presenza, nel poema dantesco, di elementi esoterici \u00e8 tutt&#8217;altro che irrilevante, e, anzi, pressoch\u00e9 certa, resta il fatto che una grande opera pu\u00f2 essere fruita su differenti livelli di comprensione, e che i livelli superiori non sono indispensabili per un approccio formale ed estetico di primo grado, anche se possono completarlo, integrarlo, arricchirlo. Beninteso, a patto che siano sufficientemente credibili e persuasivi: e il problema \u00e8, appunto, che pi\u00f9 ci si addentra nel terreno dell&#8217;esoterismo, pi\u00f9 diventa difficile motivare adeguatamente determinate chiavi di lettura rispetto ad altre.<\/p>\n<p>Ma torniamo a Giorgione. Dire che il significato esoterico dell&#8217;opera, che pure evidentemente esiste, non \u00e8 indispensabile per la sua fruizione estetica e per la sua collocazione storica, non equivale, \u00e8 ovvio, a negarne l&#8217;importanza, o l&#8217;importanza che il pittore di Castelfranco Veneto gli attribuiva. Una volta che un&#8217;opera sia stata realizzata ed esposta al pubblico, il suo autore pu\u00f2 rivendicare, per essa, tutti i significati di questo mondo, ma non potr\u00e0 mai impedire che ciascuno la legga a sua modo e la interpreti a suo modo. Quanto a noi, oltre alla magistrale bravura con cui Giorgione ha celebrato un autentico trionfo del colore e della luce, i due elementi che hanno reso giustamente celebre la scuola pittorica veneziana, resta l&#8217;impressione che ne \u00abI tre filosofi\u00bb si esprima a pieno quello spirito rinascimentale, sottilmente ma sostanzialmente neopagano, che pretendeva di intellettualizzare tutto, compresi i misteri cristiani: con l&#8217;inevitabile tendenza a scivolare verso la gnosi, ossia verso un&#8217;idea del cristianesimo &#8212; Anticristo o meno, nella tela in questione &#8212; che privilegia una supposta verit\u00e0 occulta e razionale, rispetto alla &quot;semplice&quot; fede&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il celebre dipinto di Giorgione comunemente denominato \u00abI tre filosofi\u00bb, databile al biennio 1506-1508, e attualmente collocato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna, \u00e8 una di quelle<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[92],"class_list":["post-29236","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pittura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-pittura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29236","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29236"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29236\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30176"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29236"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29236"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29236"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}