{"id":29230,"date":"2009-08-27T04:40:00","date_gmt":"2009-08-27T04:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/27\/vincere-il-male-che-sorge-dal-nostro-fondo-oscuro-e-si-trasmette-in-eredita-ai-nostri-figli\/"},"modified":"2009-08-27T04:40:00","modified_gmt":"2009-08-27T04:40:00","slug":"vincere-il-male-che-sorge-dal-nostro-fondo-oscuro-e-si-trasmette-in-eredita-ai-nostri-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/27\/vincere-il-male-che-sorge-dal-nostro-fondo-oscuro-e-si-trasmette-in-eredita-ai-nostri-figli\/","title":{"rendered":"Vincere il male che sorge dal nostro fondo oscuro e si trasmette in eredit\u00e0 ai nostri figli"},"content":{"rendered":"<p>Che ne \u00e8 del male che ciascuno di noi cova nelle oscure profondit\u00e0 dell&#8217;anima e che viene represso sotto l&#8217;azione cosciente della volont\u00e0; ma che, respinto nelle regioni infere, non si dissolve, bens\u00ec imputridisce e fermenta, contaminando le radici medesime del nostro essere?<\/p>\n<p>Sarebbe una pia illusione pensare che esso lentamente si dissolva e, alla fine, scompaia come se non fosse mai stato; o che, ad ogni modo, cessi di esistere con la morte fisica dell&#8217;individuo. Nulla si distrugge e nulla va perduto, di ci\u00f2 che l&#8217;anima ha prodotto nel corso della propria esistenza; tanto pi\u00f9 che il male morale, nel senso pi\u00f9 profondo della espressione, non \u00e8 un prodotto di origine esclusivamente umana, ma una realt\u00e0 metafisica anteriore all&#8217;individuo: ci\u00f2 che il racconto biblico della \u00abGenesi\u00bb esprime attraverso la metafora del peccato originale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come quel fondo oscuro non \u00e8 nato con noi, non si spegner\u00e0 con noi: si tratta di una forza negativa che esiste indipendentemente dal singolo individuo, e che si trasmette di generazione in generazione; e che contrasta la forza positiva, benefica, che presiede all&#8217;armoniosa evoluzione del tutto, senza per\u00f2 possedere la sua stessa intensit\u00e0 e senza poter mettere seriamente in crisi l&#8217;ordine cosmico, tuttavia abbastanza forte da poterlo disturbare a livello locale, causando notevoli sofferenze ai singoli individui.<\/p>\n<p>Per gli psicanalisti, tale fondo oscuro \u00e8 l&#8217;inconscio; e, sebbene la scuola freudiana ortodossa si muova nei confronti di esso con una irresponsabile leggerezza, evocando forze negative che, poi, generalmente non \u00e8 in grado di controllare (cfr. il nostro precedente articolo: \u00abUna forma di magia nera: la psicanalisi\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice), nondimeno alcuni psicanalisti di tendenza pi\u00f9 moderata e soprattutto meno rozzamente materialista, specialmente quelli della scuola junghiana, si sono avvicinati parecchio ai concetti che abbiamo ora sinteticamente esposto, prospettando anche interessanti vie per il superamento del male.<\/p>\n<p>Tra costoro, ci piace qui ricordare Esther Harding, che si \u00e8 dedicata specificamente allo studio della psicologia femminile e che ha mostrato una rara sensibilit\u00e0 e perspicacia nel cogliere gli aspetti pi\u00f9 nascosti e delicati di essa.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la Harding ha avuto il coraggio concettuale di affermare che il male non \u00e8 una nevrosi dell&#8217;uomo, ma un fatto reale e oggettivo; che, in altri termini, cos\u00ec come l&#8217;idea di Dio non si pu\u00f2 ridurre a un semplice problema di psicopatologia, nemmeno il principio opposto, ossia quello demoniaco (anche se ella, forse per un ultimo ritegno di scienziata, non adopera tale espressione) pu\u00f2 essere liquidato in tal modo.<\/p>\n<p>In secondo luogo, a lei va riconosciuto il merito di aver individuato le radici del male morale non in atti clamorosi o in manifestazioni necessariamente spettacolari, ma anche in quelle \u00absemplici\u00bb dinamiche di sopraffazione, intolleranza, egoismo e prevaricazione che, per il fatto di essere cos\u00ec universalmente diffuse, finiamo un po&#8217; tutti per accettare come normali.<\/p>\n<p>Analizzando i pericoli che minacciano la relazione armoniosa e costruttiva fra uomo e donna, la Harding individua nello spirito di predominio non un banale inconveniente, pi\u00f9 o meno inevitabile in tutte le relazioni di coppia, ma un istinto ancestrale estremamente pericoloso, recante in s\u00e9, in embrione, tutto il male che uomo e donna possono farsi e tutta l&#8217;amarezza, l&#8217;incomprensione e la sofferenza che due esseri umani sono in grado di infliggersi, torturando le proprie vite in una allucinante e strindberghiana danza di morte.<\/p>\n<p>Scrivem dunque, Esther Harding nel suo libro \u00abLa strada della donna\u00bb (titolo originale: \u00abThe way of all women\u00bb, con prefazione di C. Gustav Jung, New York, 1932; traduzione italiana di Adriana e Tommaso Carini, Roma, Casa Editrice Astrolabio, 1942, 1951, pp. 297-300):<\/p>\n<p>\u00abLe difficolt\u00e0 che possono sorgere tra due persone dipendono in gran parte [&#8230;] da inconsce pretese di potenza e da atteggiamenti di predominio di una delle parti o di tutte e due. Uno dei pi\u00f9 grandi servigi che un&#8217;intensa relazione psicologica pu\u00f2 rendere all&#8217;individuo \u00e8 di mettere in luce questi trascurati aspetti dell&#8217;io. Per vincere le ricorrenti difficolt\u00e0 che ne derivano, bisogna riconoscere e abbandonare l&#8217;atteggiamento di potenza, ma perch\u00e9 la difficolt\u00e0 non abbia a ritornare ci vuole qualcosa di pi\u00f9 del pentimento per l&#8217;incidente occasionale. Ogni incidente serve a rendere manifesto l&#8217;atteggiamento di potenza; ma la pretesa di dominio \u00e8 indice di un problema pi\u00f9 profondo che raramente viene a galla con un semplice esame dei moventi coscienti; per trovarne le radici sar\u00e0 necessario esplorare l&#8217;aspetto inconscio della situazione. Talvolta queste radici sono a portata di mano nel passato infantile dell&#8217;individuo, pi\u00f9 spesso hanno un&#8217;origine pi\u00f9 remota, nel passato ancestrale. Quando, dopo una vasta e profonda esplorazione dell&#8217;inconscio, un uomo o una donna cominciano a gettar luce su questi antichi elementi e sepolti, la prima cosa da farsi \u00e8 riconoscere che L\u00c0 STA IL MALE. Desidero porre in grande evidenza questo fato perch\u00e9 molti oggi ne negano l&#8217;esistenza. Costoro dicono che l&#8217;azione deriva da tendenze ereditarie o da riflessi condizionati o da istinti naturali e che le vecchie idee sul bene e sul male e anche quelle sulla responsabilit\u00e0 umana vanno sorpassate. Per essi Dio \u00e8 morto, Dio non esiste e perci\u00f2 non pu\u00f2 esservi responsabilit\u00e0 morale., n\u00e9 male. Altri ancora dicono che Dio \u00e8 onnipotente, che egli permea tutto il creato e poich\u00e9 Dio \u00e8 buono, il male non pu\u00f2 esistere. Questi atteggiamenti portano alla convinzione che i problemi umani possano esser risolti sol che si ignori il FATTO del male. Chiunque, lasciandosi guidare da un criterio di verit\u00e0, ha esaurientemente sondato l&#8217;inconscio, deve essersi convinto della esistenza e della potenza del male. Ma la mera conoscenza del fatto non basta; qualcosa di pi\u00f9 \u00e8 necessario se si vogliono risolvere i problemi che esso comporta. Tale soluzione non \u00e8 facile a trovarsi; nessuno \u00e8 in grado di scoprirla a meno che, come gli antichi eroi che lottavano e uccidevano i mostri, che impersonavano i mali dei loro tempi, anche egli sia disposto a rischiare la vita nel combattimento contro i mostri dell&#8217;inconscio.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio e supponiamo che un&#8217;azione qualsiasi della moglie sembri a marito arrogante tanto che la sua reazione renda necessario discutere il fatto. Essa potr\u00e0 protestare d non essersi accorta affatto che i suoi moventi fossero in qualche modo egoistici. In verit\u00e0 essa potr\u00e0 anche aver pensato d&#8217;esser stata mossa da spiriti di collaborazione, disposta a far posto a lui e ai suoi desideri; potr\u00e0 anche aver creduto di aver agito altruisticamente per il suo bene. Ma dinanzi alla protesta di lui essa dovrebbe essere indotta a ricercare i motivi inconsci della sua azione, e allora scoprir\u00e0 forse che questi motivi, lungi dall&#8217;essere educati e civili, non erano che manifestazioni primitive dell&#8217;&quot;uomo naturale&quot; che si nasconde nell&#8217;inconscio. Quest&#8217;essere primitivo interno ha bisogno di dominare e di essere sempre primo, egli &quot;vuole ci\u00f2 che vuole&quot;, ferocemente, senza fermarsi dinanzi ad alcun che, nemmeno al delitto, per ottenerlo. Egli \u00e8 l&#8217;Uomo primitivo, assolutamente non rigenerato. Essa potr\u00e0 esserne sgomenta.<\/p>\n<p>Pure, se essa guarder\u00e0 un poco pi\u00f9 avanti, sentir\u00e0 venire dall&#8217;inconscio un atteggiamento assolutamente diverso e tutt&#8217;altro ordine di desideri che compensano in qualche modo l&#8217;egoismo e lo spirito di predominio dell&#8217;&quot;Uomo naturale&quot;: per esempio, essa si sentir\u00e0 disposta a sacrificarsi. Questo atteggiamenti costituiscono una coppia di opposti:; quando prevale l&#8217;uno, l&#8217;altro scompare: \u00e8 un meccanismo automatico. Quando un individuo, conscio di questo dualismo, si identifica coscientemente con l&#8217;atteggiamento pi\u00f9 adattato, egli sar\u00e0 &quot;incline al bene e soffocher\u00e0 il male&quot;, e scuser\u00e0 la sua cattiva condotta dicendo: &quot;non era mia intenzione avere il sopravvento, non mi sentivo ben disposto&quot;; oppure: &quot;non fare caso al mio tono di voce non significa nulla. In questo modo egli non fa che accumulare disagio tanto per s\u00e9 che per l&#8217;amico, perch\u00e9 qualunque cosa venga spinta per ultima nell&#8217;inconscio verr\u00e0 su per prima.<\/p>\n<p>In tal modo non si fa che immagazzinare il male nell&#8217;inconscio e pertanto esso non potr\u00e0 scomparire. Una costante identificazione con il &quot;bene&quot;, come effetto di una continua repressione del male, costituisce un comportamento favorito dalla cultura e dalla moralit\u00e0 occidentali. Esso, non soltanto \u00e8 stato praticato dagli individui, ma per pi\u00f9 generazioni ha rappresentato l&#8217;ideale di condotta di tutta una societ\u00e0. Ai fini di un maggiore sviluppo, tuttavia, il lato inferiore, &quot;il male&quot;, ha da esser portato presto o tardi sul piano della coscienza e assimilato. Chi rifiuta del tutto di guardare in faccia i problemi sorgenti dai suoi desideri a-morali, pu\u00f2, \u00e8 vero, morire in odore di santit\u00e0, ma la storia non finisce qui. I figli che riceveranno parte dell&#8217;inconscio dei loro genitori, dovranno raccogliere il problema e, o vivere fino in fondo quel che egli represse, oppure assimilarlo in qualche altro modo: l&#8217;esempio del figlio del prete \u00e8 proverbiale. Questa legge \u00e8 oggi ampiamente illustrata dal completo rovesciamento d quel codice di condotta sessuale che pure per le ultime generazioni rappresentava il cardine della legge morale. Le repressioni dei padri costituiscono l&#8217;atteggiamento cosciente dei figli; e, come si esprime il vecchio detto: &quot;I peccati dei padri ricadranno sui figli fino ala terza e alla quarta generazione&quot;. Per amore della generazione che ci segue, bisogna che noi troviamo il modo di assimilare il male che sta nel nostro inconscio.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;Uomo naturale, per sua essenza a-morale, ovvero l&#8217;Uomo primitivo, tendente alla sistematica affermazione dell&#8217;io con qualunque mezzo ed a qualunque costo, si pu\u00f2 bene osservare nel bambino in et\u00e0 pre-scolare, ancora del tutto impermeabile ai concetti del bene e del male ed a quello dell&#8217;assunzione della responsabilit\u00e0 individuale.<\/p>\n<p>Il problema del male, peraltro, come bene evidenzia la Harding, non scaturisce direttamente da tale Uomo primitivo, ma ha a che fare con la trasmissione ereditaria di tendenze, anche solo latenti, da parte dei genitori. In altre parole, i figli sono esposti all&#8217;influsso ricevuto dai genitori e, prima ancora, dai diversi progenitori, sia nel bene, sia nel male.<\/p>\n<p>Come osserva acutamente la Harding, un uomo pu\u00f2 anche morire in odore di santit\u00e0, ma aver coltivato un fondo malsano, anzi, decisamente malvagio, dietro la maschera delle sue pubbliche virt\u00f9; e quel fondo non andr\u00e0 a perdersi nel nulla, ma verr\u00e0 trasmesso ai figli e ai discendenti, ai quali toccher\u00e0 in sorte di fare i conti con esso.<\/p>\n<p>Non si tratta, peraltro, di una visione cupamente deterministica, perch\u00e9 l&#8217;elemento decisivo, per quel che riguarda la possibilit\u00e0 di spezzare la catena del male, risiede in una assunzione di consapevolezza: una volta che un individuo abbia avuto il coraggio di guardarsi dentro, lealmente e sino in fondo, due strade gli si aprono davanti, nel caso che scopra in s\u00e9 l&#8217;oscuro richiamo del male. Una \u00e8 quella di portare in superficie la tendenza da lui repressa, o repressa dai suoi progenitori, dandole pieno sfogo; l&#8217;altra \u00e8 quella di affrontare il mostro e di lottare, non gi\u00e0 per reprimerlo (ci\u00f2 che varrebbe solo a spostare e aggravare il problema), ma per risolverlo, sconfiggendolo attraverso il suo superamento e realizzando la propria liberazione interiore.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che, per uno psicanalista, tale liberazione si pu\u00f2 raggiungere attraverso la terapia psicanalitica; noi, che dissentiamo radicalmente sia dalle finalit\u00e0, sia dai metodi di tale pseudoscienza, riteniamo che ci\u00f2 sia possibile attraverso il duplice cammino della chiarificazione interiore (cui abbiamo dedicato il precedente articolo \u00abGuardarsi dentro con franchezza ed onest\u00e0 per accedere alla via che riconduce all&#8217;Essere\u00bb) e della conversione dell&#8217;anima alla filosofia, e soprattutto alla pratica, dell&#8217;amore.<\/p>\n<p>Il male, infatti, possiede un diabolico potere autorigenerante, nel senso che esso, colpendo gli innocenti, ne provoca la rabbia e la reazione e, cos\u00ec, ingigantisce via via, nutrendosi di sempre nuovo male. L&#8217;unica maniera di sconfiggerlo in maniera definitiva \u00e8 quella di non rispondere ad esso con l&#8217;odio, ma con l&#8217;amore: una strada che, per quanto difficile possa presentarsi, \u00e8 nondimeno la sola capace di evitare che il male, come una pianta infestante, possa riprodursi e proliferare illimitatamente (cfr. anche il nostro precedente articolo \u00abLa forza del male \u00e8 nel suo circolo vizioso: perch\u00e9 esso chiama, nelle vittime, ancora altro male\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>L&#8217;amore: la pi\u00f9 antica di tutte le medicine; e, in fondo, la pi\u00f9 semplice.<\/p>\n<p>L&#8217;unica medicina che pu\u00f2 risanare anche le ferite pi\u00f9 dolorose; che pu\u00f2 spegnere il fuoco della rabbia; che pu\u00f2 far scorrere un balsamo ristoratore sulla pi\u00f9 sconsolata amarezza.<\/p>\n<p>Gli psicanalisti non ne parlano, perch\u00e9 esorbita dal loro orizzonte culturale; psicologi e filosofi ne parlano solo in maniera tecnica e strumentale, a seconda dei loro orientamenti e degli obiettivi che si propongono di raggiungere.<\/p>\n<p>Peraltro, dopo l&#8217;avvento dei tre grandi \u00abmaestri del sospetto\u00bb (Marx, Nietzsche, Freud), parlare ancora dell&#8217;amore \u00e8 divenuto quasi imbarazzante: sembra che tutti diano per scontato che solo chi cerca di nascondere chiss\u00e0 quali inconfessabili secondi fini, possa ancora adoperare questa parola. E i preti: i quali, naturalmente, lo farebbero solo in maniera ipocrita.<\/p>\n<p>Povera societ\u00e0 post-moderna, cos\u00ec scaltrita e cos\u00ec tecnologicamente evoluta, cos\u00ec benestante in senso puramente materiale, ma anche cos\u00ec povera spiritualmente: al punto da non avere pi\u00f9 neanche il coraggio di parlare dell&#8217;amore, come dell&#8217;unico rimedio alle nefaste conseguenze di quello spirito di dominio e di sopraffazione, che emerge dal nostro antico fondo oscuro.<\/p>\n<p>Eppure, anche lo spirito amorevole nei confronti dell&#8217;altro \u00e8 una forza che si pu\u00f2 trasmettere alle future generazioni: ed \u00e8, anzi, l&#8217;unica cosa che importi veramente di consegnare loro, affinch\u00e9 possano salvarsi: e non certo un maggior numero di macchine, un pi\u00f9 alto livello tecnologico, una pi\u00f9 vasta capacit\u00e0 di manipolazione delle cose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che ne \u00e8 del male che ciascuno di noi cova nelle oscure profondit\u00e0 dell&#8217;anima e che viene represso sotto l&#8217;azione cosciente della volont\u00e0; ma che, respinto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-29230","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29230"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29230\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}