{"id":29226,"date":"2015-10-21T01:06:00","date_gmt":"2015-10-21T01:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/21\/il-trascendentalismo-volle-esportare-il-sogno-americano-ma-se-fosse-un-incubo\/"},"modified":"2015-10-21T01:06:00","modified_gmt":"2015-10-21T01:06:00","slug":"il-trascendentalismo-volle-esportare-il-sogno-americano-ma-se-fosse-un-incubo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/21\/il-trascendentalismo-volle-esportare-il-sogno-americano-ma-se-fosse-un-incubo\/","title":{"rendered":"Il trascendentalismo volle esportare il \u201csogno americano\u201d: ma se fosse un incubo?"},"content":{"rendered":"<p>Gli Americani, come \u00e8 noto, hanno un&#8217;altissima opinione non soltanto di se stessi, ma del loro destino in quanto popolo: pensano, modestamente &#8212; da bravi discendenti dei Padri pellegrini &#8212; di essere venuti al mondo per instaurarvi il regno di Dio, nonch\u00e9 per crescere e moltiplicarsi, essendo il nuovo popolo eletto (anche al prezzo del genocidio di qualche milione di Amerindi, legittimi abitatori della terra di cui si sono impadroniti).<\/p>\n<p>La Rivoluzione americana, d&#8217;altra parte, nasce da una centrale massonica e mira allo stabilimento sulla terra di una religione molto speciale: quella del Grande Architetto delle logge, di cui il protestantesimo non \u00e8 che la facciata, buona per catturare l&#8217;adesione della gente semplice (cfr. il nostro articolo: \u00abL&#8217;ombra della Massoneria dietro la nascita degli Stati Uniti d&#8217;America\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 09\/02\/2009).<\/p>\n<p>Una volta stabiliti come nazione indipendente, gli Statunitensi non si accontentano di coltivare il proprio &quot;destino manifesto&quot;, ossia di sterminare gli Indiani e di espandersi, ai danni della Francia (Louisiana), della Spagna (Florida), del Messico (Texas e territori del Sud-ovest), della Gran Bretagna (Oregon) e della Russia (Alaska), arrivando fino al Pacifico: vogliono esportare in tutto il mondo il loro modello, la democrazia e il libro mercato. Cosa che seguitano a fare ancora oggi, con tutti i mezzi a loro disposizione, senza disdegnare l&#8217;uso della forza.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una certa contraddizione fra il concetto di &quot;popolo eletto&quot;, quale essi si sentono, e quello di &quot;popolo guida&quot; a livello mondiale, quale si sentono in egual misura: perch\u00e9 \u00e8 evidente che lo stesso popolo non pu\u00f2 essere &quot;speciale&quot; fra tutti gli altri, e, nello stesso tempo, porsi come modello da imitare per ciascun altro popolo: non tutti possono essere &quot;speciali&quot;, ovvero popoli eletti; sarebbe una contraddizione in termini. Nondimeno la contraddizione esiste e si \u00e8 propagata nel tempo: anche oggi, basta leggere i discorsi del presidente Obama alle nazioni dell&#8217;Africa: ma \u00e8 evidente che, se quelle nazioni davvero riuscissero a raggiungere il livello di stabilit\u00e0 politica e di benessere economico, propri degli Stati Uniti, allora questi ultimi si troverebbero a dover ripensare e rinegoziare il proprio ruolo di unica super-potenza mondiale, accettare una generale ridistribuzione delle risorse del pianeta e il drastico abbassamento del loro tenore di vita, che inevitabilmente ne discenderebbe. Cosa, per loro, francamente impensabile.<\/p>\n<p>Comunque, contraddizione o no, gli Statunitensi non si accontentarono di essere stati eletti da Dio a dominare sugli immensi territori americani posti fra l&#8217;Atlantico e il Pacifico, togliendoli a quei popoli che non ne erano degni: i selvaggi Pellerossa e i &quot;pigri&quot; Messicani; ci\u00f2 che volevano era esportare nel mondo il loro modello ideologico, ovvero le loro dottrine deiste, massoniche e democratico-imperialiste; e, per farlo, avevano bisogno di una rinnovata spinta ideale, dopo che la spinta iniziale si era un po&#8217; smorzata con il raggiungimento del primo obiettivo, ossia l&#8217;indipendenza dalla madrepatria inglese.<\/p>\n<p>Poco importa che, al crimine del genocidio dei Pellerossa, si aggiungesse il perdurante crimine dello schiavismo: gli intellettuali americani si sentivano portatori di una civilt\u00e0 nuova, giovane, fresca, vergine, generosa e disinteressata: tutto il contrario della decrepita, reazionaria, stanca e ottusa civilt\u00e0 europea, irrimediabilmente avviata verso la decadenza e, per di pi\u00f9, moralmente discutibile, perch\u00e9 impregnata di materialismo e di meschino opportunismo. Si affermava, cos\u00ec, lo stereotipo dell&#8217;americano &#8211; e dell&#8217;americana: vedi il romanzo di Henry James, \u00abRitratto di Signora\u00bb &#8211; giovane, puro, ingenuo, moralmente nobile e pieno di fresche energie, contrapposto alla perfidia, all&#8217;ottusit\u00e0, alla malizia della societ\u00e0 europea, corrotta e corruttrice.<\/p>\n<p>Che questo mito grossolano abbia avuto successo al di l\u00e0 di qualsiasi aspettativa, \u00e8 testimoniato dalla stessa cultura europea: la quale, nel corso della prima met\u00e0 del Novecento, altro non fa che introiettare questi triti luoghi comuni e si fa discepola degli scrittori americani, traducendoli, imitandoli, veicolando la loro visione del mondo, il loro &quot;americanismo&quot;: il che, ad esempio in Italia, durante gli anni &#8217;20 e &#8217;30 del XX secolo, verr\u00e0 sentito e presentato al pubblico come un anelito di libert\u00e0 e una forma di battaglia culturale &quot;progressiva&quot; e innovatrice, contro il provincialismo nostrano, appesantito ulteriormente dalle pretese autarchiche del fascismo.<\/p>\n<p>Il trascendentalismo fu l&#8217;espressione di quel bisogno della cultura americana di raccogliersi e lanciarsi in avanti in una &quot;seconda ondata&quot;, in un &quot;secondo sogno&quot;: dopo aver lottato per l&#8217;indipendenza, si trattava ora di espandere e rivitalizzare il modello della Terra Promessa, le basi stesse del nuovo modo di sentire e di pensare americano, senza alcuna soggezione nei confronti dell&#8217;Europa, anzi, polemizzando con la tradizione che essa rappresentava, pur senza mancare di prendere a prestito da essa &#8212; per esempio, dalla filosofia tedesca &#8212; gran parte del proprio bagaglio culturale. Logico, del resto: dove altro prenderlo, da parte di una nazione appena nata e praticamente priva di radici e di modelli di riferimento?<\/p>\n<p>Il trascendentalismo, inoltre, ebbe la ventura di intercettare la spinta, di per s\u00e9 innovatrice, del Romanticismo (altro movimento culturale di matrice europea e non certo americana): fece proprio gran parte del suo armamentario ideologico, e specialmente la tensione mistica e il profondo senso della natura; ed ecco, si trov\u00f2 fra le mani gran parte di ci\u00f2 di cui aveva bisogno per slanciarsi all&#8217;assalto del &quot;secondo sogno&quot;, consolidando le basi della identit\u00e0 culturale americana e, nello stesso tempo, iniziando a porsi quale modello di esportazione.<\/p>\n<p>Non che vi fossero, in esso, dei contenuti filosofici profondi: come ebbe a dire lo stesso Herman Melville del suo massimo esponente, Ralph Waldo Emerson, era questi un &quot;pesce d&#8217;acque basse&quot;: e cos\u00ec \u00e8 tutto quanto il pensiero di questo movimento, fatto di trascendentalismo kantiano, di naturalismo e vitalismo vagamente misticheggianti, di rivendicazione del primato individuale sulla societ\u00e0 &#8211; fino ad un liberalismo estremo che, in Henry David Thoreau, sfiora l&#8217;anarchismo -, di panismo e panteismo pi\u00f9 o meno ammantati di veli poetici (come sar\u00e0 in Walt Whitman). L&#8217;esponente pi\u00f9 serio e pi\u00f9 profondo del movimento, Nathaniel Hawthorne, si trova in mezzo agli altri suppergi\u00f9 come un masso erratico: spaesato e isolato; stessa cosa per un altro epigono, il gi\u00e0 citato Melville, che fa storia a s\u00e9 e per questo \u00e8 ricordato come un grandissimo scrittore. Ma in tutti c&#8217;\u00e8 come un&#8217;ansia di redenzione, che nei pi\u00f9 superficiali (Emerson, Thoreau, Whitman) si sfoga in declamazioni pseudo-mistiche e in forme di ingenua venerazione della natura, nei pi\u00f9 pensosi (Hawthorne e Melville) rimane irrisolto, proprio perch\u00e9 diretto verso le altezze pi\u00f9 ardue e perch\u00e9 pi\u00f9 consapevole della gravit\u00e0 della frattura operatasi nella coscienza dell&#8217;uomo moderno, rappresentato proprio dal tipo dell&#8217;<em>homo americanus<\/em>.<\/p>\n<p>Quanto all&#8217;altro grande scrittore dei primi decenni dell&#8217;800, Edgar Allan Poe, egli \u00e8 del tutto estraneo al movimento e ne viene anzi attaccato. Logico: nell&#8217;arte e nel pensiero di Poe vi \u00e8 una robusta componente romantica, perfino pre-decadentista (una sorta di culto dell&#8217;arte per l&#8217;arte), ma vi \u00e8 anche una consapevolezza del male di vivere, specialmente di quello americano, che gli rendono impossibile unirsi al coro ingenuo di lodi al &quot;secondo sogno&quot;, che caratterizza molti dei pi\u00f9 tipici esponenti del trascendentalismo. In altre parole, Poe sente l&#8217;uomo americano come troppo vecchio, proprio perch\u00e9 rappresentante di una civilt\u00e0 &quot;nuova&quot;, che per\u00f2 nasce vecchia, con una specie di maledizione congenita. Condivide con i trascendentalisti la diffidenza o il rifiuto di un conoscere puramente razionale, sente vivamente l&#8217;aspetto misterioso e inquietante del reale: sente i rintocchi funebri l\u00e0 dove gli altri sentono le campane a festa, \u00e8 incline ad un pessimismo allucinato e misantropico, o, a volte, a un freddo e disumano <em>humour<\/em> che mal dissimula la sua disperazione esistenziale e che si innesta, senza fondersi, con un fondo lirico e quasi stilnovistico, specie nel vagheggiamento della soave presenza femminile (cfr. il nostro precedente articoli: \u00abEdgar Allan Poe, non solo scrittore ma critico lucido e spietato della modernit\u00e0\u00bb e \u00abE. A. Poe, scopritore di una nuova malattia dello spirito: la modernit\u00e0, pubblicati sul sito di Arianna Editrice, rispettivamente il 26\/02\/2012 ed il 29\/11\/2012). I trascendentalisti si sentono moderni, Poe no: \u00e8 questa la vera barriera che li divide, irrevocabilmente.<\/p>\n<p>Scriveva, dunque, con molto candore &#8212; o con molta faccia tosta &#8212; la psicologa umanista Marilyn Ferguson, dell&#8217;Universit\u00e0 del Colorado, nel suo libro \u00abLa cospirazione dell&#8217;Acquario\u00bb (titolo originale: \u00abThe Aquarian Conspiracy\u00bb, 1980; traduzione dall&#8217;americano di Lidia Perria, Milano, Marco Tropea Editore, 1999, pp. 144-146):<\/p>\n<p><em>\u00abNella prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, i trascendentalisti americano riportarono alla ribalta il secondo sogno, infondendovi nuovo vigore.[ &#8230;] Essi respingevano l&#8217;autorit\u00e0 tradizionale a favore di un&#8217;autorit\u00e0 interiore. Il termine che adottarono per indicare l&#8217;autonomia era &quot;autodecisione&quot;. Il trascendentalismo sembrava loro una logica estensione della rivoluzione americana: una liberazione spirituale come controparte delle libert\u00e0 garantite dalla Costituzione degli Stati Uniti.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;autonomia dell&#8217;individuo era pi\u00f9 importante per loro della fedelt\u00e0 nei confronti di qualsiasi governo. Se la coscienza non era in accordo con la legge, secondo Thoreau, s&#8217;imponeva necessariamente la disobbedienza civile.<\/em><\/p>\n<p><em>In teoria, con le loro idee nuove, i trascendentalisti minacciavano l&#8217;ordine costituito, ma la novit\u00e0 non consisteva nelle idee, bens\u00ec nella prospettiva di applicarle alla societ\u00e0. Nel loro eclettismo, avevano attinto a piene mani non solo dalle tradizioni quacchere e puritane, ma anche dai filosofi tedeschi e greci e dalle religioni orientali. Quando erano accusati di nutrire disprezzo per la storia, replicavano che soltanto la storia poteva salvare l&#8217;umanit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Sfidavano i presupposti del loro tempo in tutti i settori: religione, filosofia, scienza, economia, arti, istruzione e politica, anticipando molte correnti che sarebbero poi fiorite nel Novecento. Come il movimento per il potenziale umano degli anni sessanta, i trascendentalisti sostenevano che la maggior parte della gente non aveva neanche cominciato a sfruttare i propri poteri, non aveva scoperto il proprio carattere unico n\u00e9 la propria creativit\u00e0. &quot;Basta che facciate quello che sapete fare&quot; diceva Emerson &quot;e vi conoscer\u00f2&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>In seno al gruppo tolleravano dissensi e diversit\u00e0 di opinioni, perch\u00e9 erano convinti che l&#8217;unanimit\u00e0 non fosse possibile n\u00e9 desiderabile. Sapevano bene che ciascuno vede il mondo attraverso i propri occhi e la propria prospettiva. In grande anticipo su Einstein, sostenevano che tutte le osservazioni sono relative. Cercavano compagni, non discepoli. L&#8217;appello di Emerson era: &quot;Aprite le porte per coloro che vengono dopo di voi&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Credevano che la mente e la materia fossero tutt&#8217;uno. In contrasto con le idee meccanicistiche dominanti di stampo newtoniano, consideravano l&#8217;universo organico aperto e in continua evoluzione. A loro avviso, era possibile scoprire forma e significato nel flusso universale solo a patto di fare appello all&#8217;intuizione, la &quot;ragione trascendentale&quot;. Oltre un secolo prima che la scienza neurologica confermasse che il cervello segue un procedimento olistico, i trascendentalisti descrivevano lampi, intuizioni e una sorta di conoscenza simultanea. Qualche generazione prima di Freud, riconobbero l&#8217;esistenza dell&#8217;inconscio: &quot;Ci troviamo nel grembo di un&#8217;intelligenza immensa&quot; scriveva Emerson.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 non significa che respingessero la conoscenza di tipo intellettuale: erano convinti che ragione e intuizione fossero complementari e si arricchissero a vicenda. Utilizzando in modo funzionale entrambe le facolt\u00e0, si poteva restare vigili e vivere &quot;nell&#8217;oggi che ci avviluppa&quot;. (Una volta Emerson disse: &quot;Ogni giorno \u00e8 il giorno del Giudizio finale&quot;.)<\/em><\/p>\n<p><em>La riforma interiore deve precedere la riforma sociale, secondo il credo dei trascendentalisti; eppure si ritrovavano impegnati in campagne per il suffragio universale, il pacifismo e l&#8217;abolizione della schiavit\u00f9. E si rivelarono innovatori anche sul piano sociale, creando una comunit\u00e0 cooperativa e un collettivo di artisti.<\/em><\/p>\n<p><em>Per diffondere le loro idee a un pubblico pi\u00f9 vasto, contribuirono al lancio del movimento Lyceum, viaggiando da un capo all&#8217;altro del paese, in una versione iniziale del cosiddetto &quot;circuito delle conferenze&quot;, per mettere alla prova le loro concezioni in una vasta gamma di ambienti. Il loro periodico, &quot;The Dial&quot;, edito da Margaret Fuller, e in seguito da Emerson (con l&#8217;aiuto di Thoreau), aveva un impatto ben superiore alla tiratura di ben mille copie, proprio come i trascendentalisti stessi esercitavano un&#8217;influenza del tutto sproporzionata rispetto al loro esiguo numero.<\/em><\/p>\n<p><em>Prima dello scoppio della guerra civile, il trascendentalismo aveva raggiunto le proporzioni di un movimento nazionale di carattere spontaneo. Evidentemente molti americani erano attirati da una filosofia che poneva l&#8217;accento su una ricerca interiore sul senso della vita. Anche se il movimento trascendentalista \u00e8 stato sopraffatto dal materialismo alla fine dell&#8217;Ottocento, sotto vari aspetti \u00e8 entrato nell&#8217;alveo della filosofia universale, , ispirando giganti letterari come Whitman e Melville e andando a rinvigorire generazioni intere di riformatori sociali.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Il trascendentalismo, dunque, ha avuto il merito di portare alla riflessione del pubblico americano la domanda sul senso della vita; ma ha avuto anche il limite di presentare una sorta di risposta preconfezionata: il senso della vita \u00e8 nella vita stessa, nella natura, nella storia, nella fiducia nel domani, nella fede nel grande destino dell&#8217;America: un po&#8217; di idealismo tedesco, Fichte, Hegel, pi\u00f9 un po&#8217; di filosofia greca, pi\u00f9 qualche spruzzata di misticismo orientale e perfino di taoismo, non pi\u00f9 di quanto se ne possa trovare nei moderni movimenti di matrice New Age o magari nei corsi di &quot;filosofia&quot; Yoga, Zen, e chiss\u00e0 che altro, che si tengono nelle palestre occidentali a margine delle lezioni di ginnastica e di &quot;fitness&quot;.<\/p>\n<p>Insomma, un bel minestrone, pressoch\u00e9 indigeribile, ma buono per una cultura ancora infante, gi\u00e0 divorata, tuttavia, da ambizioni pi\u00f9 grandi di lei: quella di fornire agli Stati Uniti delle solide patenti di nobilt\u00e0 &quot;naturale&quot; (in mancanza di quelle storiche), e quella di porsi alla testa di una specie di movimento per l&#8217;espansione della coscienza a livello mondiale; di un &quot;sogno&quot; consistente nella reazione antirazionalista e nella riscoperta dell&#8217;immediatezza coscienziale, del &quot;qui e ora&quot;; nella lezione romantica, di Keats specialmente, sul valor eterno e trasfigurante della bellezza (cfr., a quest&#8217;ultimo proposito, il nostro articolo: \u00abJohn Keats: quando un poeta s&#8217;improvvisa maestro di vita, ma pessimo maestro\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb in data 07\/05\/2015). Il che ci riconduce al punto da cui eravamo partiti: il sottinteso anticristiano del trascendentalismo, cos\u00ec come, in generale, dell&#8217;americanismo.<\/p>\n<p>Un &quot;nuovo&quot; sogno, infatti, ha bisogno di proiettarsi verso la modernit\u00e0, libero dal peso di qualsiasi tradizione: e la tradizione dell&#8217;Occidente \u00e8 il cristianesimo. Emerson, per esempio, il &quot;maestro&quot; del movimento, era figlio di un ministro della Chiesa unitaria (cio\u00e8 antitrinitaria: e che razza di cristianesimo \u00e8 quello che nega la Trinit\u00e0?) e ministro egli stesso di tale Chiesa; ma poi ne esce, si spreta, la ripudia con parole sferzanti, degne di un arrabbiato anticristiano: si rifiuta, dice, di adorare i cadaveri degli antenati e di praticare riti assurdi, come la Comunione, quando ci sono tante questioni attuali che richiedono il nostro interesse e la nostra attiva partecipazione. Come stupirsi, allora, che, dietro il naturalismo, il vitalismo, il misticismo e l&#8217;estetismo dei trascendentalisti, vi sia, pi\u00f9 o meno latente, pi\u00f9 o meno cosciente, una tendenza di segno anticristiano, se non addirittura un progetto ben chiaro e consapevole, volto a completare l&#8217;opera massonica della Rivoluzione americana: la distruzione della visione cristiana della vita?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Americani, come \u00e8 noto, hanno un&#8217;altissima opinione non soltanto di se stessi, ma del loro destino in quanto popolo: pensano, modestamente &#8212; da bravi discendenti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[93,110],"class_list":["post-29226","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-america","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29226","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29226"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29226\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}