{"id":29223,"date":"2017-05-01T02:26:00","date_gmt":"2017-05-01T02:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/01\/la-sacra-tradizione-e-soggetta-alla-legge-del-progresso\/"},"modified":"2017-05-01T02:26:00","modified_gmt":"2017-05-01T02:26:00","slug":"la-sacra-tradizione-e-soggetta-alla-legge-del-progresso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/01\/la-sacra-tradizione-e-soggetta-alla-legge-del-progresso\/","title":{"rendered":"La Sacra Tradizione \u00e8 soggetta alla legge del progresso?"},"content":{"rendered":"<p>La questione del rapporto tra le due fonti della divina Rivelazione, ossia la Scrittura e la Tradizione, \u00e8 al centro dei uno dei documenti pi\u00f9 significativi, ma anche meno studiati e meno discussi, del Concilio Vaticano II: la Costituzione dogmatica sulla Divina Rivelazione, intitolata <em>Dei Verbum<\/em> e pubblicata il 18 novembre 1965.<\/p>\n<p>Sappiamo che i lavori preparatori videro accese discussioni proprio su questo nodo; e che si tratti di un nodo particolarmente sensibile, per non dire vitale, lo si deduce dal fatto che il protestantesimo ha rigettato l&#8217;autorit\u00e0 della Tradizione, basandosi sulla sola Scrittura; mentre la Chiesa cattolica ha sempre onorato la Tradizione come una delle due fonti della Rivelazione, accanto alla Scrittura. Logica conseguenza dell&#8217;impostazione teologica di fondo di Lutero: se la giustificazione avviene per opera della sola fede, mentre per il cattolicesimo avviene sia con la fede che con le opere, \u00e8 ovvio che la Tradizione non conta pi\u00f9 nulla: essa, infatti, \u00e8 formata da tutta la parte della Rivelazione non scritta nella <em>Bibbia<\/em>, ma tramandata oralmente, oppure affermata da alcuni autori particolarmente autorevoli, specie nei primi secoli del cristianesimo, e, in particolare, tutto l&#8217;apporto della patristica greca e latina.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, giova ricordare che la Tradizione non \u00e8 meno antica della Scrittura, semmai il contrario, almeno per ci\u00f2 che riguarda il Nuovo Testamento: \u00e8 certo, infatti, che gi\u00e0 si era formata una Tradizione, quando ancora non era stato scritto nessuno dei testi del Nuovo Testamento, e, in particolare, nessuno dei quattro Vangeli. Osserviamo, inoltre, che se la Tradizione venisse respinta, allora si dovrebbe espungere dal piano della Rivelazione tutta una serie di verit\u00e0 e di pratiche, a cominciare dal culto dei santi e dalla venerazione per la Madonna: poich\u00e9 in nessun testo della Scrittura si parla di qualcosa del genere. Sappiamo, per\u00f2, che la venerazione per Maria Vergine \u00e8 antichissima (cfr. il nostro articolo <em>Gli apocrifi e i santuari di Maria in Terra Santa attestano l&#8217;antichit\u00e0 del culto mariano<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 09\/12\/2013 e ripubblicato su <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> il 10\/12\/2013), e cos\u00ec il culto dei santi.<\/p>\n<p>Pertanto, i protestanti, e, con loro, quei cattolici, o sedicenti cattolici, che vedono la Tradizione come il fumo negli occhi, cio\u00e8 come qualcosa di arcaico, vagamente superstizioso e razionalmente ingiustificato, e hanno sempre in bocca la formula <em>Scriptura sola<\/em>, non possono fondare la loro viscerale repulsione su di una base storica, tanto meno cronologica; sono costretti a negare l&#8217;autorevolezza e la divina ispirazione della Tradizione, e ridurla a una semplice tradizione, cio\u00e8 una tradizione puramente umana, qualcosa che si pu\u00f2 e si deve modificare nel corso del tempo, e, se gli studi e le ricerche moderni ne nostrano l&#8217;infondatezza, anche eliminare, come appunto essi, in ultima analisi, vogliono. E qui sono costretti a lasciar cadere la maschera e a mostrarsi per ci\u00f2 che realmente sono: dei modernisti, che vorrebbero misurare la fede con il metodo delle scienze positive e che, in definitiva, non credono se non a ci\u00f2 che possono afferrare, definire, circoscrivere e, possibilmente, manipolare, per mezzo della ragione umana. Il fatto che il modernismo sia un&#8217;eresia, anzi, la somma di tutte le eresie, come la defin\u00ec san Pio X nell&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em>, e, come tale, meritevole della scomunica, non li turba pi\u00f9 di tanto, specie di questi tempi, con un papa modernista che pretende di fare il bello e il cattivo tempo sulla cattedra di san Pietro, e introdurre nella Chiesa, sono parole sue, dei cambiamenti dai quali <em>non si potr\u00e0 tornare indietro<\/em>.<\/p>\n<p>Dicevamo che la <em>Dei Verbum<\/em> venne approvata, alla fine, con una maggioranza schiacciante (2.344 a favore su 2.350, e 6 contrari), che non d\u00e0 l&#8217;idea, per\u00f2, di quanto furono vivaci e laboriose le discussioni in fase preparatoria: il testo preliminare era stato approvato, in una apposita sotto-commissione, con soli 17 voti a favore e 7 contrari (1-6 giugno 1964). Riportiamo qui, per esteso, il secondo dei sei capitoli di cui si compone il documento, intitolato <em>La trasmissione della divina Rivelazione<\/em> (in: <em>La Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione<\/em>, Torino, Elledici, pp. 59-67):<\/p>\n<p><em>GLI APOSTOLI E I LORO SUCCESSORI, PREDICATORI DEL VANGELO<\/em><\/p>\n<p><em>Dio, con somma benignit\u00e0, dispose che e quanto Egli aveva rivelato per la salvezza di tutte le genti, rimanesse per sempre integro e venisse trasmesso a tutte le generazioni. Perci\u00f2 Cristo Signore, nel quale trova compimento tutta intera la rivelazione del sommo Iddio (cfr. 2 Cor 1, 30; 3, 16-4, 6), ordin\u00f2 aglio Apostoli che l&#8217;Evangelo, prima promesso per mezzo dei Profeti e da Lui adempiuto e promulgato di persona, come la fonte di ogni verit\u00e0 salutare e d ogni regola morale lo predicasse erro a tutti, comunicando i doni divini. Ci\u00f2 venne fedelmente eseguito, tanto dagli Apostoli, i quali nella predicazione orale, con gli esempi e le istituzioni, trasmisero sia ci\u00f2 che avevano ricevuto dalle labbra, dalla frequentazione e dalle opere di Cristo, sia ci\u00f2 che avevano imparato per suggerimento dello Spirito Santo, quando da quegli Apostoli e da uomini della loro cerchia, i quali, per ispirazione dello Spirito Santo, misero in iscritto l&#8217;annunzio della salvezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli Apostoli poi, affinch\u00e9 l&#8217;Evangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa, lasciarono come loro successori i Vescovi, ad essi affidando &quot;il loro proprio posto di maestri (S. Ireneo). Questa Sacra Tradizione dunque e la Scrittura Sacra dell&#8217;uno e dell&#8217;altro Testamento sono come uno specchio nel quale la Chiesa pellegrina in terra contempla Dio, dal quale tutto riceve, finch\u00e9 giunga a vederlo faccia a faccia, com&#8217;Egli \u00e8 (cfr. Io. 3, 2).<\/em><\/p>\n<p><em>LA SACRA TRADIZIONE<\/em><\/p>\n<p><em>Pertanto, la predicazione apostolica, che \u00e8 espressa in modo speciale nei libri ispirati, doveva esser conservata con successione continua fino alla fine dei tempi. Gli Apostoli perci\u00f2, trasmettendo ci\u00f2 che essi stessi avevano ricevuto, ammoniscono i fedeli di attenersi alle tradizioni che avevano appreso sia a voce che per lettera ( cfr. T2 Thess. 2, 15), e di combattere per quella fede che era stata ad essi trasmessa una volta per sempre (cfr. Iud. 3). Ci\u00f2 che fu trasmesso dagli Apostoli, poi, comprende tutto quanto contribuisce alla condotta santa del Popolo di Dio e all&#8217;incremento della fede, e cos\u00ec la Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ci\u00f2 che essa \u00e8, tutto ci\u00f2 che essa crede.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l&#8217;assistenza dello Spirito Santo: cresce infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, sia con la riflessione e lo studio dei redenti, i quali le meditano in cuor loro (cfr. Lc. 2, 19 e 51), sia con l&#8217;esperienza data da una pi\u00f9 profonda intelligenza delle cose spirituali, sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro di verit\u00e0. La Chiesa cio\u00e8, nel corso dei secoli, tende incessantemente alla pienezza della verit\u00e0 divina, finch\u00e9 in essa vengano a compimento le parole di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Le asserzioni de Santi Padri attestano la vivificante presenza di questa Tradizione, le cui ricchezze sono trasfuse nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e che prega. \u00c8 la stessa Tradizione che fa conoscere alla Chiesa l&#8217;intero canone dei libro Sacri, e in essa fa pi\u00f9 compiutamene comprendere e rende ininterrottamente operanti le stesse Sacre Scritture; cos\u00ec Dio, il quale ha parlato in passato, non cessa di parlare con la Sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce dell&#8217;Evangelo risuona nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti a tutta intera la verit\u00e0 e in essi fa risiedere la parola di Cristo in tutta la sua ricchezza (cfr. Col. 3, 16).<\/em><\/p>\n<p><em>RELAZIONE TRA SACRA TRADIZIONE E SACRA SCRITTURA<\/em><\/p>\n<p><em>La Sacra Tradizione dunque e la Sacra Scrittura sono strettamente tra loro congiunte e comunicanti. Poich\u00e9 ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo una cosa sola e tendono allo stesso fine. Infatti la Sacra Scrittura \u00e8 parola di Dio in quanto scritta per ispirazione dello Spirito di Dio; la Sacra Tradizione poi trasmette integralmente la parola di Dio, affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli Apostoli, ai loro successori, affinch\u00e9 illuminati dallo Spirito di verit\u00e0, con la loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano; accade cos\u00ec che la Chiesa attinga la certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Scrittura. Perci\u00f2 l&#8217;una e l&#8217;altra devono essere accettate con pari sentimento di piet\u00e0 e riverenza.<\/em><\/p>\n<p><em>RELAZIONE DI ENTRAMBE CON L&#8217;INTERA CHIESA E IL MAGISTERO<\/em><\/p>\n<p><em>La Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della parola d Dio affidata alla Chiesa, e nell&#8217;adesione ad esso tutto il popolo santo, unito ai suoi Pastori, persevera assiduamente nell&#8217;insegnamento degli Apostoli e nella comunione fraterna, nella frazione del pane e nelle orazioni (cfr. Ac. 2, 42 gr.), in mondo che, nel ritenere, praticare e professare la fede trasmessa, concordino i Presuli e i fedeli.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;ufficio poi d&#8217;interpretare autenticamente la parola di Dio scritta o trasmessa \u00e8 affidato al solo Magistero vivo della Chiesa (Pio XII; Humani Generis), la cui autorit\u00e0 \u00e8 esercitata nel nome di Ges\u00f9 Cristo. Il quale Magistero per\u00f2 non \u00e8 superiore alla parola di Dio ma ad essa serve, insegnando soltanto ci\u00f2 che \u00e8 stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l&#8217;assistenza dello Spirito Santo, piamente ascolta, santamente custodisce e fedelmente espone quella parola, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ci\u00f2 che propone da credere come rivelato da Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 chiaro dunque che la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro saldamente connessi e congiunti da non potere indipendentemente sussistere, e tutti insieme, secondo il proprio modo, sotto l&#8217;azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime.<\/em><\/p>\n<p>In questo capitolo, che pu\u00f2 sembrare lineare e coerente solo a una lettura superficiale, traspare, in realt\u00e0, ad una lettura pi\u00f9 approfondita, l&#8217;intima tensione da cui \u00e8 scaturito, e la faticosa ricerca di un compromesso fra quanti avrebbero volto una affermazione, se non della sola Scrittura, certo della superiorit\u00e0 della Scrittura sulla Traduzione, e quanti invece volevano che fosse approvato il principio della loro pari dignit\u00e0 e necessit\u00e0, per\u00f2 con la sottile distinzione che se la Scrittura, anche da sola, \u00e8 sufficiente come parola di Dio, la Tradizione lo \u00e8 nella misura in cui si accompagna alla Scrittura. Gradazioni, bilanciamenti quasi al millimetro: tuttavia abbastanza chiaramente rilevabili, se si legge il documento con tutta la dovuta attenzione, e tenendo conto della posta effettivamente in gioco, cos\u00ec come l&#8217;abbiamo messa a fuoco al&#8217;inizio.<\/p>\n<p>Il passo decisivo \u00e8 il seguente: <em>Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l&#8217;assistenza dello Spirito Santo: cresce infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, sia con la riflessione e lo studio dei redenti, i quali le meditano in cuor loro (cfr. Lc. 2, 19 e 51), sia con l&#8217;esperienza data da una pi\u00f9 profonda intelligenza delle cose spirituali, sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro di verit\u00e0. La Chiesa cio\u00e8, nel corso dei secoli, tende incessantemente alla pienezza della verit\u00e0 divina, finch\u00e9 in essa vengano a compimento le parole di Dio<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 un passo contraddittorio, sconcertante, che contraddice un punto-cardine del Magistero e della dottrina di sempre: la perenne verit\u00e0 ed evidenza della parola di Dio. Parlare di una Tradizione con la lettera maiuscola, cio\u00e8 di una Tradizione di origine non umana, ma divina, e poi sostenere che essa &quot;progredisce&quot;, \u00e8 una contraddizione in termini. Affermare, poi, che tale &quot;progresso&quot; dipende dalla riflessione e dallo studio dei credenti, equivale a sposare in pieno l&#8217;ideologia laica del Progresso illimitato della ragione, non solo, ma suggerire che la Chiesa, nei secoli passati, abbia compreso molto meno di noi della parola di Dio, e che, in un futuro non precisato, la comprensione sar\u00e0 infine pressoch\u00e9 totale. Il che, da un lato, significa sminuire la Chiesa e la stessa intelligenza di fede dei credenti vissuti nelle generazioni passate, dall&#8217;altro significa innalzare la possibilit\u00e0 di comprensione della Rivelazione al di sopra dei limiti dell&#8217;umano, mediante lo studio delle Scritture e non mediante la Grazia divina. Ed \u00e8 anche come dire che i cristiani dell&#8217;anno 2.500, se l&#8217;umanit\u00e0 esister\u00e0 ancora, saranno pi\u00f9 fortunati di quelli di oggi, perch\u00e9 pi\u00f9 vicini alla corretta e piena comprensione della parola di Dio. Il che \u00e8 eretico. Solo la Grazia divina permette un&#8217;autentica comprensione della parola di Dio, e non lo studio o il progresso dei tempi: se fosse altrimenti, il cristianesimo non sarebbe una rivelazione ugualmente rivolta a tutti gli esseri umani, compresi i bambini, ma uno gnosticismo per pochi eletti, per teologi e studiosi. E infatti, questo \u00e8 il fraintendimento che si \u00e8 verificato a partire dal Concilio Vaticano II: che i teologi siano gli interpreti qualificati della parola di Dio. Questo \u00e8 falso. I veri interpreti della parola di Dio sono i santi; e santi possono essere anche dei bambini, come la storia della Chiesa mostra. I teologi non sono interpreti qualificati, ma pensatori il cui fine \u00e8 quello di aiutare la fede e di confermarla, mediante la riflessione sulle Scritture e sula Tradizione: non gi\u00e0 interpretandole, perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, ogni teologo avrebbe la sua interpretazione, come fanno i protestanti, e il Magistero non avrebbe pi\u00f9 ragion d&#8217;essere; ma confermandole per mezzo della ragione naturale, in ci\u00f2 che essa ha di convergente con la divina Rivelazione.<\/p>\n<p>Lo strapotere dei teologi parte da qui; e da qui parte l&#8217;arroganza di papa Francesco, che pretende di introdurre &quot;cambiamenti&quot; nella Chiesa, oltretutto irreversibili. Nessun cambiamento \u00e8 possibile nella Chiesa, ad opera di una singola persona, e nemmeno di un singolo concilio, se non in perfetta continuit\u00e0 e coerenza con il Magistero di sempre, ossia dei precedenti 265 pontefici e dei precedenti 20 concili ecumenici. Non \u00e8 nemmeno lontanamente pensabile che un singolo concilio, come il Vaticano II, o un singolo pontefice, come papa Francesco, possano introdurre dei &quot;cambiamenti&quot; che non siano perfettamente in linea con il Magistero di sempre; se, poi, si propongono d&#8217;introdurre dei cambiamenti irreversibili, gi\u00e0 da questo si comprende che sono fuori dal solco del Magistero, perch\u00e9 ci\u00f2 equivale a dire che, prima di tali cambiamenti, la Chiesa non aveva capito quale fosse la giusta lettura della Scrittura e la giusta interpretazione della Tradizione; e inoltre, come se ci\u00f2 non bastasse, che ci si vuol premunire contro possibili &quot;ritorni&quot; della Chiesa verso la precedente lettura e la precedente interpretazione, il che \u00e8 del pari sbagliato, perch\u00e9 cos\u00ec agiscono le istituzioni umane, i partiti, i governi, ma cos\u00ec non pu\u00f2 e non deve agire la Chiesa, il cui unico e vero capo \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, e la cui sola fonte d&#8217;ispirazione \u00e8 lo Spirito Santo, il quale soffia dove vuole e non sa che farsene delle umane decisioni, che siano o no di tipo progressista, che vogliano o no sbarrare il cammino all&#8217;indietro della Chiesa stessa.<\/p>\n<p>Diciamo che tutto questo modo di esprimersi, e questo modo di ragionare che esso sottende, non \u00e8 in linea con il vero Magistero e risente pesantemente di una visione umana, troppo umana, immanentistica, della storia della salvezza, quasi che fosse l&#8217;uomo a dover decidere dove andare, cosa fare, e ci\u00f2 in cui la Chiesa deve credere. Niente affatto: a decidere \u00e8 Dio; la meta \u00e8 indicata da Dio; le cose da fare, sono quelle ispirate dallo Spirito di verit\u00e0. E se gli uomini, in questo caso i padri conciliari, non lo hanno tenuto sufficientemente a mente, allora bisogna dedurre che lo Spirito, quello con la &quot;s&quot; maiuscola, non era abbastanza presente nei loro pensieri, nelle loro parole e nelle loro decisioni, ma era presente un altro spirito, tutto umano. C&#8217;\u00e8 poco da fare: o parla Dio, o parlano gli uomini. Ma, per il cristiano, a parlare \u00e8 Dio: gli uomini lo ascoltano e cercano di mettere in pratica la sua parola. Non sono essi a dover prendere decisioni che riguardano la fede; e non \u00e8 il loro studio delle Scritture che li aiuta a capire meglio la Tradizione. Strano che in questi documenti del Concilio Vaticano II, che riflettono cos\u00ec esplicitamente lo &quot;spirito&quot; degli anni Sessanta (con la lettera minuscola), cio\u00e8 uno spirito progressista e interamente umano, si parli cos\u00ec poco dell&#8217;unica cosa che veramente \u00e8 essenziale, se davvero si vuol comprendere la parola di Dio: la preghiera. \u00c8 solo pregando, pregando tanto, pregando sempre, come ha insegnato a fare il divino Maestro, che gli uomini restano saldamente uniti a Dio; ed \u00e8 solo dalla preghiera che discende la retta comprensione della Scrittura e della Tradizione. Un grandissimo filosofo e un sommo teologo, san Tommaso d&#8217;Aquino, allorch\u00e9 non riusciva a comprendere un punto della divina Rivelazione, lasciava la penna, andava in chiesa e abbracciava, sospirando e piangendo, l&#8217;altare del Santissimo, e chiedeva a Dio di ricevere, con la preghiera, la divina ispirazione. Lui, che possedeva una mente acutissima, lui che era uno studioso dalla cultura immensa, si faceva piccolo come un bambino, secondo l&#8217;insegnamento del Vangelo, e chiedeva con umilt\u00e0, ma anche con fiducia, che Dio gli aprisse la mente.<\/p>\n<p>La strada, per il cristiano, \u00e8 questa; e nessun&#8217;altra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione del rapporto tra le due fonti della divina Rivelazione, ossia la Scrittura e la Tradizione, \u00e8 al centro dei uno dei documenti pi\u00f9 significativi,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[117,237,245],"class_list":["post-29223","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dio","tag-sacra-scrittura","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29223","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29223"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29223\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}