{"id":29222,"date":"2015-07-28T06:02:00","date_gmt":"2015-07-28T06:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-tradizione-cristiana-non-meno-della-scrittura-e-il-sigillo-del-soprannaturale\/"},"modified":"2015-07-28T06:02:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:02:00","slug":"la-tradizione-cristiana-non-meno-della-scrittura-e-il-sigillo-del-soprannaturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-tradizione-cristiana-non-meno-della-scrittura-e-il-sigillo-del-soprannaturale\/","title":{"rendered":"La Tradizione cristiana, non meno della Scrittura, \u00e8 il sigillo del soprannaturale"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 opinione ormai abbastanza diffusa, anche fra i cattolici, specialmente dopo il Concilio Vaticano II (ma non gi\u00e0 a causa di esso, bens\u00ec di certe forzature e di certi fraintendimenti, non sempre innocenti, allora verificatisi), che la fonte della Rivelazione cristiana sia sostanzialmente una ed una sola: la Scrittura; e che, pertanto, basti leggere e meditare bene il Vangelo, e la Bibbia in generale, per essere gi\u00e0 nel pieno solco di essa.<\/p>\n<p>Ebbene, non \u00e8 affatto cos\u00ec: questo \u00e8 il pensiero protestante, ma non \u00e8 la posizione del cattolicesimo. Per il cattolico, le fonti della Rivelazione divina sono due, di pari dignit\u00e0 ed entrambe, quindi, necessarie per la salvezza dell&#8217;anima: la Scrittura e la Tradizione. Quest&#8217;ultima, designata con la &quot;t&quot; maiuscola, non indica, semplicemente, un corpo di insegnamenti, scritti e orali, nonch\u00e9 di pratiche liturgiche e devozionali, pi\u00f9 o meno antichi, pi\u00f9 o meno condivisi nelle comunit\u00e0 ecclesiastiche, ma qualcosa di molto pi\u00f9 alto: un lascito di origine soprannaturale, divinamente ispirato, tanto quanto lo sono le Scritture, e degno, perci\u00f2, di altrettanta riverenza e di altrettanta fede.<\/p>\n<p>La tradizione con la lettera minuscola \u00e8 la tradizione laica, che si riferisce al mondo profano: la tradizione di questa o quella cultura, di questa o quella societ\u00e0, di questa o quella scuola filosofica, letteraria, scientifica, e cos\u00ec via. Essa non ha alcunch\u00e9 di soprannaturale, per quanto, talvolta, meriti il massimo rispetto: ma \u00e8 pur sempre una costruzione puramente umana, che non deve essere assolutizzata e che deve porsi in un rapporto dialettico con il progresso. La tradizione e il progresso, infatti, sono i due poli ideali della vita sociale e di qualunque forma di espressione intellettuale, giuridica, politica, morale, e cos\u00ec via; laddove la tradizione non deve mai essere puramente statica e chiusa in se stessa, n\u00e9 il progresso deve pretendere di azzerare il passato e di proporsi come un valore illimitato.<\/p>\n<p>Nel campo della Rivelazione cristiana le cose stanno altrimenti. La Tradizione e le Scritture sono i due capisaldi immutabili, perch\u00e9 eterni, su cui essa si fonda: e, come ha scritto il teologo Romano Amerio (rifacendosi a una celebre espressione di Ges\u00f9), non potrebbe cadere neppure uno &quot;iota&quot; dall&#8217;una come dall&#8217;altra, senza che la Rivelazione stessa ne risulti irrimediabilmente deformata e stravolta.<\/p>\n<p>Attenzione: non tutto ci\u00f2 che la tradizione dei secoli cristiani ha tramandato, entra a far parte della Tradizione: ma quel che vi entra, e vi entra con l&#8217;approvazione esplicita del magistero ecclesiastico, vi entra in maniera incontrovertibile, partecipando della &quot;t&quot; maiuscola. La Tradizione, dunque, \u00e8 pi\u00f9 dinamica dell&#8217;altra fonte della Rivelazione, la Scrittura: la Scrittura \u00e8 definitiva e immodificabile; la Tradizione si modifica lentamente, perch\u00e9 si abbevera alla vita concreta delle comunit\u00e0 cristiane. La Scrittura, infatti, si configura essenzialmente come un messaggio intellettuale; la Tradizione come un messaggio concreto, espressione viva del divenire cristiano. Il fatto che un certo elemento della Tradizione non fosse ancora manifesto in una determinata epoca, e poi lo sia diventato, non \u00e8 un argomento contro di essa: perch\u00e9, esprimendo la vita concreta della Chiesa, la Tradizione \u00e8 in divenire, e sia pure, generalmente, lento e graduale.<\/p>\n<p>La Tradizione pu\u00f2 essere di tre generi: divina, apostolica o ecclesiastica. Nel primo caso \u00e8 stata avvalorata da Dio stesso, ovvero da Ges\u00f9 Cristo. La lavanda dei piedi, ad esempio, eseguita dal divino Maestro durante l&#8217;Ultima cena, \u00e8 entrata a far parte della Tradizione, ma \u00e8 stata istituita da Lui stesso: essa, pertanto, \u00e8 eterna e non mutabile. Eterna e immutabile \u00e8 anche la Tradizione apostolica, istituita, cio\u00e8, dagli Apostoli, sotto l&#8217;azione dello Spirito Santo: per esempio, la presenza e l&#8217;apostolato di san Pietro a Roma, la capitale dell&#8217;Impero, che, pur non essendo testimoniata direttamente dalle Scritture, \u00e8 stata tramandata dalle pi\u00f9 antiche comunit\u00e0 cristiane (e confermata dalle moderne ricerche storiche e archeologiche); su di essa, come \u00e8 noto, si basa il primato del vescovo di Roma e quindi la centralit\u00e0 e la suprema autorit\u00e0 del Papato rispetto all&#8217;insieme della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Infine c&#8217;\u00e8 la Tradizione ecclesiastica, avvalorata dai Pontefici, riguardante questioni teologiche, liturgiche, devozionali, disciplinari (si veda, come tipico esempio, le decisioni prese dal Concilio di Trento) e che pu\u00f2 mutare col mutare dei tempi: non per\u00f2 fino al punto, come vorrebbero taluni &quot;novatori&quot;, da essere completamente sovvertita, rovesciata e capovolta, perch\u00e9 questo significherebbe che, in passato, il magistero ecclesiastico avrebbe compiuto degli errori gravissimi in fatto di dottrina della fede, il che \u00e8 manifestamente incompatibile con la presenza costante, il sostegno e la divina ispirazione dello Spirito Santo nei confronti della Chiesa.<\/p>\n<p>Di fatto, anche la Costituzione dogmatica \u00abDei Verbum\u00bb, uno dei principali documenti del Concilio Vaticano II, promulgata da Paolo VI nel 1965, non modifica affatto questa concezione; al contrario, nel capitolo intitolato \u00abLa trasmissione della Divina Rivelazione\u00bb, al punto 9, esplicitamente essa afferma: \u00abLa sacra Tradizione dunque e la sacra Scrittura sono strettamente congiunte e comunicanti tra loro. Poich\u00e9 ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo un tutto e tendono allo stesso fine. Infatti la sacra Scrittura \u00e8 la parola di Dio in quanto consegnata per iscritto per ispirazione dello Spirito divino; quanto alla sacra Tradizione, essa trasmette integralmente la parola di Dio &#8212; affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo e dagli apostoli ai loro successori&#8230; di conseguenza l&#8217;una e l&#8217;altra devono essere accettate e venerate con pari sentimento di piet\u00e0 e riverenza\u00bb.<\/p>\n<p>Ci piace, comunque, riportare anche il pensiero di un filosofo cattolico, Maurice Blondel (Digione, 2 novembre 1861-Aix en Provence, 4 giugno 1949), che taluni, chi sa perch\u00e9, hanno voluto accostare al modernismo &#8212; la dottrina condannata da Pio X nel 1907 con l&#8217;enciclica \u00abPascendi\u00bb e che, pertanto, vorrebbero &quot;arruolare&quot; abusivamente, per cos\u00ec dire, nelle file di quanti si prefiggono di svalutare e, se possibile, di modificare a piacer loro la Tradizione e il suo stesso significato, con l&#8217;assurda pretesa che, non trovandosi alcune cose nella Scrittura, esse non avrebbero un vero fondamento teologico, o liturgico, o disciplinare, e quindi si possono tranquillamente modificare o persino abolire: quasi che la vita della Chiesa fosse un abito usa-e-getta, che si possa allargare o restringere a volont\u00e0, secondo l&#8217;estro del momento, naturalmente in nome della modernit\u00e0 e dell&#8217;aggiornamento con le supposte esigenze del &quot;secolo&quot;, a cominciare da un non meglio specificato &quot;dialogo&quot; interreligioso e con la societ\u00e0 profana e secolarizzata.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Maurice Blondel in \u00abStoria e Dogma. Le lacune filosofiche dell&#8217;esegesi moderna\u00bb; traduzione e introduzione a cura di E. Carpita e M. Casotti, Firenze, Vallecchi, 1921, pp. 186-9):<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;idea comune che suscita la parola Tradizione \u00e8 quella di una trasmissione, principalmente orale, di fatti storici, di verit\u00e0 ricevute, d&#8217;insegnamenti comunicati, di pratiche consacrate e di costumi antichi. Ci\u00f2 nondimeno \u00e8 questo tutto il contenuto e per di pi\u00f9, per quel che riguarda il cattolicismo, il contenuto essenziale di questa nozione?<\/p>\n<p>Se cos\u00ec fosse, potremmo temere ch&#8217;essa non resista affatto all&#8217;analisi: e ci spiegheremmo forse perch\u00e9, da una parte, la giustificazione teorica della Tradizione s&#8217;indugi ordinariamente nelle generalit\u00e0 senza verifica concreta, e perch\u00e9, d&#8217;altra parte, si ricorra, nelle difficolt\u00e0 di particolari, alla Tradizione, quando si manca d&#8217;argomenti precisi e topici. Infatti, se essa si \u00e8 limitata a riferire &quot;de ore in aurem&quot; ci\u00f2 che i primi confidenti non hanno scritto; se ancora oggi ha per scopo di insegnarci quel che i testi avrebbero potuto trasmetterci, ma supplendo alle loro lacune, al loro laconismo, alla loro negligenza per ci\u00f2 che riguarda le abitudini pi\u00f9 correnti e perci\u00f2 stesso meno notate, come non accorgersi del poco d&#8217;autorit\u00e0 e del poco di utilit\u00e0 ch&#8217;essa conserva? Il lungo intervallo che ci separa dalle origini, l&#8217;infedelt\u00e0 ingegnosa del ricordo popolare, lo sforzo crescente dell&#8217;umanit\u00e0 per fissare letterariamente tutte le reminiscenze del suo passato e tutte le sfumature del suo pensiero, lo sradicamento della vita moderna che perde il senso della continuit\u00e0, l&#8217;abitudine di affidare tutto alla Scrittura e alla stampa, come a una memoria di carta; non risulta da tutte queste cause un indebolimento progressivo delle tradizioni ed estenuazione della Tradizione stessa?<\/p>\n<p>Senza dubbio, in opposizione alla Scrittura che riferisce le testimonianze direttamente apostoliche, si d\u00e0 specialmente il nome di &quot;Tradizione&quot; all&#8217;immensa eco della Rivelazione orale nella prima letteratura cristiana e nelle opere dei Padri, perch\u00e9 questi scritti fissano un ricordo che pu\u00f2 risalire alle origini, sena essere stato depositato nel Nuovo Testamento. Senza dubbio anche, un testo che ci riveli un&#8217;abitudine antica o uno stato d&#8217;animo anteriore all&#8217;espressione spontanea e riflessa che ne leggiamo, serve di veicolo a ci\u00f2 che si chiama &quot;una tradizione&quot;; ma, infine, qualunque sia la diversit\u00e0 possibile dell&#8217;oggetto trasmesso o dell&#8217;organo trasmettitore, &quot;sive voce, sive scripto, sive praxi&quot;, sempre quelli stessi che, restando da questo punto di vista, parlano della Tradizione con maggiori particolari e con maggior rispetto, sembrano assoggettarsi a questo doppio preconcetto: &#8211; essa non riferisce che delle cose dette esplicitamente, prescritte espressamente o fatte deliberatamente nel passato da uomini di cui si cerca soltanto di ritrovare le idee riflesse, tali quali le hanno formulate essi stessi; &#8211; essa non fornisce nulla che non abbia potuto o che non possa essere tradotto in linguaggio scritto, nulla che non sia immediatamente e integralmente convertibile in un&#8217;espressione intellettuale: in modo che man mano che si raccoglie pi\u00f9 completamente ci\u00f2 che i secoli anteriori avevano affidato, senza neppure notarlo, alla memoria degli antichi, come i nostri folkloristi notano i canti popolari, sembra che la Tradizione diventi superflua e retroceda davanti ad ogni progresso delle analisi riflesse, delle codificazioni scritte e delle coordinazioni scientifiche.<\/p>\n<p>Ora, tali conseguenze sono manifestamente contrarie allo spirito cui s&#8217;ispira la Chiesa, al conto che essa fa della Tradizione, alla fiducia permanente e sempre uguale che le dimostra. E se queste conseguenze si deducono logicamente dalla concezione secondo la quale la tradizione sarebbe essenzialmente una trasmissione orale di qualche cosa che \u00e8 stato chiaramente pensato e che avrebbe potuto essere scritto nel passato, ci\u00f2 significa che questa stessa concezione \u00e8 incompleta e difettosa. Per poco che si rifletta sul compito che ha la Tradizione nella Chiesa, ci si accorge infatti che v&#8217;\u00e8 in lei tutt&#8217;altra cosa che una confidenza orale o un diritto consuetudinario. E, per giungere d&#8217;un colpo al&#8217;estremo della tesi che io voglio giustificare, dir\u00f2 che questa potenza conservatrice \u00e8 nello stesso tempo conquistatrice, ch&#8217;essa scopre e formula verit\u00e0 che di cui il passato ha vissuto, senza aver potuto enunciarle o definirle esplicitamente, che essa arricchisce il patrimonio intellettuale spicciolando a poco a poco il deposito totale e facendolo fruttificare.<\/p>\n<p>Contrariamente all&#8217;idea volgare, ma conformemente alla pratica costante della Chiesa, si deve dire che la Tradizione non \u00e8 un semplice succedaneo dell&#8217;insegnamento scritto; non ha lo stesso oggetto di questo; non procede unicamente da lui, non finisce affatto col fondersi in lui. Sa conservare del passato non tanto l&#8217;aspetto intellettuale, quanto la realt\u00e0 vitale. Anche l\u00e0 dove esiste la Scrittura, ha dunque sempre che aggiungervi, e da lei viene tolto ci\u00f2 che passa a poco a poco negli scritti e nelle formule. Essa si fonda senza dubbio sui testi, ma si fonda nello stesso tempo e prima su qualche altra cosa da essi, su di un&#8217;esperienza sempre in atto, che le permette di rimanere, sotto certi aspetti, padrona dei testi, anzich\u00e9 esservi strettamente asservita. In breve, ad ogni istante in cui la testimonianza della Tradizione ha bisogno di essere invocata per risolvere le crisi di crescenza che la vita spirituale dell&#8217;umanit\u00e0 cristiana attraversa, la Tradizione reca alla coscienza chiari elementi fino allora trattenuti nelle profondit\u00e0 della fede e della pratica, piuttosto che espressi, riferiti e riflessi. Dunque questa potenza conservatrice e preservatrice \u00e8 nello stesso tempo istruttiva e iniziatrice. Rivolta amorosamente verso il passato, dov&#8217;\u00e8 il suo tesoro, procede verso l&#8217;avvenire dov&#8217;\u00e8 la sua conquista e la sua luce. Essa ha l&#8217;umile sentimento di ritrovare fedelmente anche ci\u00f2 che scopre. Essa non ha nulla da rinnovare, poich\u00e9 possiede il suo Dio ed il suo tutto; ma senza posa essa ha da insegnarci qualcosa di nuovo, poich\u00e9 fa passare qualche cosa dall&#8217;implicito vissuto all&#8217;esplicito conosciuto. Per lei, insomma, lavora chiunque viva e pensi cristianamente, tanto il santo, che perpetua Ges\u00f9 fra noi, come l&#8217;erudito che risale alle pure sorgenti della Rivelazione, o il filosofo che si sforza di aprire le vie dell&#8217;avvenire e di preparare il perpetuo parto dello Spirito di novit\u00e0. E questo lavoro diffuso dalle membra contribuisce alla sanit\u00e0 del corpo, sotto la direzione del capo che, solo, nell&#8217;unit\u00e0 di una coscienza divinamente assistita, ne concerta e ne stimola il progresso.\u00bb<\/p>\n<p>In effetti, proprio il fatto che alcuni cattolici pensino alla Tradizione non nei termini in cui essa realmente si configura, secondo l&#8217;insegnamento della Chiesa, ma che la pensino con la &quot;t&quot; minuscola, come cosa soggetta a tutte le variazioni di cui \u00e8 passibile un &quot;corpus&quot; dottrinario sottoposto al giudizio, e alla revisione, di una qualsiasi assemblea democratica, sta a indicare fino a che punto la mentalit\u00e0 e la pratica del secolarismo siano penetrate nel cuore della cristianit\u00e0, producendo modi di sentire e di pensare e determinando atteggiamenti e prese di posizione che appartengono al secolo e non alla Chiesa: la quale, forse giova ricordarlo, non \u00e8 solo quella visibile e attuale, ossia &quot;militante&quot;, ma anche quella invisibile delle anime uscite dalla dimensione della vita terrena: la Chiesa &quot;paziente&quot; (le anime del Purgatorio) e &quot;trionfante&quot; (le anime del Paradiso), tutte caratterizzate, ovviamente anche quella visibile, dall&#8217;unione intima con Cristo, e pervase dall&#8217;azione vivificatrice dello Spirito Santo.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, se lo spirito del mondo penetra nella cristianit\u00e0, questi concetti tendono inevitabilmente ad apparire come obsoleti e superati: perch\u00e9 essi presuppongono un fondamento immutabile della Verit\u00e0, fondamento che, per secoli e secoli, \u00e8 stato offerto, oltre che dalla fede in se stessa, dalla teologia cattolica, in accordo, appunto, con la Scrittura e con la Tradizione; mentre la cultura moderna, laicizzata e secolarizzata, si \u00e8 profondamente impregnata di relativismo ed \u00e8 ossessionata dalla smania del progresso, eretto a valore assoluto ed auto-evidente: per cui, quando la mentalit\u00e0 moderna penetra entro la cristianit\u00e0, essa finisce per mettere in dubbio e per tentar di scalzare, per prima cosa, la teologia &quot;tradizionale&quot;, vista come la roccaforte di non si sa bene qual conservatorismo, quasi che la realt\u00e0 metafisica dell&#8217;Essere equivalesse a un modo di pensare &quot;vecchio&quot;, e solo il relativismo offrisse una risposta adeguata ai problemi dell&#8217;uomo moderno (altro errore clamoroso: pensare che i problemi dell&#8217;uomo moderno siano SOSTANZIALMENTE differenti dai problemi eterni dei discendenti di Adamo: quelli di ieri, di oggi e di domani).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, attraverso la pretesa di modificare e &quot;aggiustare&quot; la Tradizione, i novatori, ossia i modernisti che non osano dichiararsi tali, ma che, di fatto, puntano agli stessi obiettivi del modernismo, gi\u00e0 solennemente condannato da Pio X, tendono, in effetti, ad &quot;aggiornare&quot;, secondo il loro punto di vista, la fede stessa, ossia i contenuti dogmatici della religione cristiana cattolica; e l&#8217;attacco, esplicito o, pi\u00f9 spesso, sottinteso, al culto dei santi e alla venerazione per la Madonna, ne sono fra gli esempi pi\u00f9 evidenti e significativi.<\/p>\n<p>A codesti novatori, dunque, gioverebbe rileggersi quanto scritto, quasi un secolo fa, da Maurice Blondel: cio\u00e8 che la Tradizione \u00abnon ha nulla da rinnovare, poich\u00e9 possiede il suo Dio ed il suo tutto; ma senza posa essa ha da insegnarci qualcosa di nuovo\u00bb; e che \u00abper lei lavora chiunque viva e pensi cristianamente\u00bb:; e ci pare che non vi sia altro da aggiungere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 opinione ormai abbastanza diffusa, anche fra i cattolici, specialmente dopo il Concilio Vaticano II (ma non gi\u00e0 a causa di esso, bens\u00ec di certe forzature<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[107,109,216,240],"class_list":["post-29222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-papi","tag-san-pietro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29222\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}