{"id":29217,"date":"2008-06-19T04:21:00","date_gmt":"2008-06-19T04:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/19\/e-il-tradimento-dellamicizia-il-peccato-che-non-sara-perdonato\/"},"modified":"2008-06-19T04:21:00","modified_gmt":"2008-06-19T04:21:00","slug":"e-il-tradimento-dellamicizia-il-peccato-che-non-sara-perdonato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/19\/e-il-tradimento-dellamicizia-il-peccato-che-non-sara-perdonato\/","title":{"rendered":"\u00c8 il tradimento dell&#8217;amicizia il peccato che non sar\u00e0 perdonato"},"content":{"rendered":"<p>Prima di spiegare perch\u00e9 il tradimento dell&#8217;amicizia sia l&#8217;atto moralmente pi\u00f9 grave fra quanti caratterizzano la vita quotidiana, dobbiamo dire brevemente che cosa l&#8217;amicizia sia, in che consista la sua essenza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec facile come pu\u00f2 sembrare; anche se tutti si riempiono la bocca con questa parola, pochi ne conoscono il significato profondo, e meno ancora sono quelli che la vivono in maniera autentica e coerente.<\/p>\n<p>Innanzitutto diremo che non si tratta di un sentimento, ma di una <em>relazione.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;amicizia \u00e8 una relazione complessa fra un <em>io<\/em> e un <em>tu<\/em> la quale, nelle forme pi\u00f9 basse, nasce solo da un reciproco interesse materiale, mentre in quelle pi\u00f9 alte coinvolge un terzo soggetto, un <em>Tu<\/em> trascendente che ne diviene, a un tempo, il muto ma prezioso testimone e la roccia, il solido fondamento sul quale la relazione si appoggia; o, se si preferisce, la luce soprannaturale che la trasfigura e la innalza al di sopra della sfera della vita ordinaria.<\/p>\n<p>N\u00e9 si creda che quest&#8217;ultima forma di amicizia sia esclusiva di coloro che si muovono entro una prospettiva religiosa e che fondano in Dio il fatto umano dell&#8217;amicizia verso un proprio simile. Chiunque concepisca l&#8217;amicizia come qualcosa di sacro, implicitamente chiama a testimonio di essa quel <em>Tu<\/em> trascendente di cui si diceva. Non sar\u00e0 concepito come Dio, ma come il senso della giustizia, della verit\u00e0 e dell&#8217;onore; non importa: svolger\u00e0 la stessa funzione. Un ateo pu\u00f2 vivere l&#8217;amicizia nel senso pi\u00f9 alto, altrettanto nobilmente di un credente.<\/p>\n<p>Una sola cosa \u00e8 essenziale alla forma pi\u00f9 alta e pi\u00f9 vera dell&#8217;amicizia, la quale la distingue dalle sue scadenti &#8211; e numerose &#8211; imitazioni: che sia una relazione tra buoni. Tra i buoni, ci\u00f2 che viene reciprocamente scambiato \u00e8 il bene; e questo mette in movimento un circuito virtuoso, per cui una tale amicizia render\u00e0 i contraenti sempre migliori, non solo nei loro rapporti reciproci, ma anche in se stessi. <em>Sed hoc primum sentio<\/em> &#8211; scrive Cicerone &#8211;<em>, nisi in<\/em> <em>bonis amicitiam esse non posse<\/em>: in primo luogo penso che l&#8217;amicizia non possa sussitere se non tra buoni.<\/p>\n<p>E sempre Cicerone, nel <em>Laelius de amicitia<\/em> (cap. VI): <em>Est enim amicitia nihil aliud nisi omnium divinarum humanarumque rerum cumm benevolentia et caritate consensio<\/em>. \u00abL&#8217;amicizia non \u00e8 niente altro che l&#8217;armonia delle cose umane e divine, accompagnata dalla benevolenza e dalla carit\u00e0\u00bb; concetto, quest&#8217;ultimo, che si pu\u00f2 rendere con \u00abstima\u00bb, \u00abaffetto\u00bb e, persino, \u00abamore\u00bb, come nell&#8217;espressione \u00abcarit\u00e0 di Patria\u00bb, che sta, ovviamente, per \u00abamor di Patria\u00bb (cfr. anche il nostro precedente articolo: <em>Bellezza, bont\u00e0 e verit\u00e0 dell&#8217;amicizia spirituale nel pensiero di Aelredo di Rievaulx<\/em>, consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Cos\u00ec intesa, l&#8217;amicizia &#8211; va da s\u00e9 &#8211; \u00e8 una merce estremamente rara.<\/p>\n<p>N\u00e9 \u00e8 possibile una vera amicizia tra due persone che si trovino su livelli di evoluzione spirituale troppo differenti. Nel rapporto tra maestro e discepolo, ad esempio, vi pu\u00f2 essere affetto, ma non autentica amicizia; perch\u00e9 l&#8217;amicizia \u00e8 una relazione fra pari. In compenso, pu\u00f2 accadere che si crei un malinteso: che due persone, cio\u00e8, credano di trovarsi su un medesimo livello evolutivo, mentre non lo sono.<\/p>\n<p>Questo accade facilmente quando il sentimento dell&#8217;amicizia si intreccia con quello dell&#8217;amore spirituale, con il quale condivide l&#8217;esigenza primaria di veder realizzato il bene dell&#8217;altro. Quando, ad esempio, un uomo e una donna si sentono attratti l&#8217;uno verso l&#8217;altra da un insieme di stima, ammirazione, benevolenza, affetto e riconoscenza, \u00e8 praticamente impossibile separare la dimensione dell&#8217;amicizia da quella dell&#8217;amore. Di per s\u00e9 sono due modi di relazione ben distinti; ma, in pratica, nella vita le relazioni non si presentano mai allo stato puro, e questo vale anche per l&#8217;amicizia e l&#8217;amore.<\/p>\n<p>Dunque, l&#8217;amicizia pu\u00f2 comprendere l&#8217;amore, ma l&#8217;amore non pu\u00f2 comprendere l&#8217;amicizia. Infatti, tra le due, \u00e8 l&#8217;amicizia la relazione pi\u00f9 pura e disinteressata, dunque la pi\u00f9 elevata; e ci\u00f2 che sta pi\u00f9 in alto pu\u00f2 comprendere ci\u00f2 che sta pi\u00f9 in basso, ma non \u00e8 possibile il contrario. Questo va contro il sentire comune: si pensa che l&#8217;amore sia una relazione pi\u00f9 grande dell&#8217;amicizia, proprio perch\u00e9 li si pensa, entrambi, come <em>sentimenti<\/em> e non come <em>relazioni.<\/em> In realt\u00e0, una relazione esprime, sempre, anche un sentimento (non solo per le persone, ma anche per le cose o per delle entit\u00e0 astratte: l&#8217;affetto per la propria casa, l&#8217;amore per la giustizia, ecc.); ma un sentimento pu\u00f2 non esprimere alcuna relazione. Infatti l&#8217;amore, come sentimento, pu\u00f2 anche non venire ricambiato, ed essere perci\u00f2 a senso unico; ma, per essere una relazione, deve sempre essere reciproco. Mentre l&#8217;amicizia non pu\u00f2 che essere reciproca, perci\u00f2 non pu\u00f2 essere che una relazione: non esistono amicizie non ricambiate, al massimo vi sono simpatie non ricambiate. Ma la simpatia \u00e8 una cosa totalmente diversa dall&#8217;amicizia.<\/p>\n<p>Chiariti questi aspetti preliminari, passiamo a spiegare perch\u00e9 il tradimento dell&#8217;amicizia sia l&#8217;atto moralmente pi\u00f9 grave fra quanti caratterizzano la vita quotidiana. Diciamo la vita quotidiana, perch\u00e9 esistono circostanze eccezionali &#8211; la guerra, ad esempio &#8211; nelle quali l&#8217;essere umano \u00e8 capace di crimini anche peggiori. Ma, se la violenza fisica \u00e8 quella che maggiormente colpisce la nostra sensibilit\u00e0 e commuove la facolt\u00e0 immaginativa, non bisognerebbe dimenticare che esistono dei veri e propri crimini a danno del prossimo, nei quali non viene versata una sola goccia di sangue, ma che possono segnare per sempre la vita di una persona.<\/p>\n<p>Si pensi alla sottile malvagit\u00e0 dispiegata dal padre della piccola Gertrude, la futura monaca di Monza, nei <em>Promessi Sposi<\/em> di Alessandro Manzoni. Ma si pensi anche, certo su un piano diverso di arte e anche di drammaticit\u00e0, al comportamento di Mirandolina, la protagonista de <em>La locandiera<\/em> di Carlo Goldoni, verso il cavaliere di Ripafratta: freddamente decide di farlo innamorare e poi, quando vi riesce &#8211; dopo aver superato tutte le sue difese, che nascevano, forse, da qualche antica ferita &#8211; lo deride, lo umilia e lo respinge.<\/p>\n<p>Ma tornando all&#8217;amicizia, poniamo il caso in cui l&#8217;amico venga tradito dall&#8217;amico (o dall&#8217;amica), ossia da colui (o colei) al quale aveva aperto interamente il proprio cuore; per il cui bene avrebbe tutto sacrificato; del quale non aveva mai dubitato ma, anzi, nel quale aveva sempre riposto la pi\u00f9 completa, assoluta fiducia.<\/p>\n<p>Tradire chi si fida di noi, insegna il buon vecchio Dante, \u00e8 molto pi\u00f9 grave che tradire colui che sta sull&#8217;avviso; \u00e8 per questo che i traditori degli amici, dei parenti e dei benefattori vengono gettati nell&#8217;abisso pi\u00f9 profondo del suo Inferno. Ma colui che si fida pi\u00f9 di ogni altro, \u00e8 l&#8217;amico; dunque, tradire l&#8217;amico significa commettere il crimine pi\u00f9 odioso, il pi\u00f9 imperdonabile (e altra questione \u00e8 quella della possibilit\u00e0 del perdono: questione che abbiamo gi\u00e0 dibattuto nell&#8217;articolo: <em>\u00c8 possibile perdonare qualcuno che non chiede perdono?<\/em>, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>In generale, oggi si ha un&#8217;idea riduttiva del concetto di amicizia. \u00c8 per questo che il suo tradimento non desta particolare indignazione; se non, ovviamente, quando se ne fa la personale esperienza. I sociologi, in particolare, sono propensi a non vedere nell&#8217;amicizia che una delle tappe della maturazione psicologica dell&#8217;individuo, e tendono a considerarla una tipica espressione dell&#8217;adolescenza o della pre-adolescenza. Il fatto di cominciare ad avvertire il bisogno di amici, in quella fase della vita umana, perci\u00f2, viene visto come una conferma che lo sviluppo affettivo procede in maniera &quot;normale&quot;.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, se l&#8217;amicizia \u00e8 vista come una relazione normale tra due persone, si perde di vista la sua essenza, ossia la sua eccezionalit\u00e0. Se per normale si intende qualcosa che capita frequentemente e che non desta particolare meraviglia, allora l&#8217;amicizia autentica \u00e8 una relazione decisamente &quot;anormale&quot;. Nell&#8217;amicizia autentica, si prova un tale slancio di affetto per l&#8217;amico o per gli amici, che si sente come &quot;normale&quot; l&#8217;eventualit\u00e0 pi\u00f9 contraria al maggiore istinto dell&#8217;uomo, quello di conservazione: dare spontaneamente la propria vita per loro. <em>\u00abNessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici\u00bb<\/em>, afferma Ges\u00f9 durante l&#8217;ultima cena (in <em>Giovanni<\/em>, 15, 13). Non solo l&#8217;amico considera normale questa eventualit\u00e0: considera normale, qualora si debba mai presentare, affrontarla con gioia.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 dicevamo che, nell&#8217;amicizia, vi \u00e8 una dimensione di sacralit\u00e0. La relazione dell&#8217;amicizia scandisce un tempo sacro e un luogo (figurato) altrettanto sacro: come fosse un tempio, nel momento di una solenne cerimonia liturgica. Ad esempio, deporre un segreto nell&#8217;orecchio di un amico significa deporlo in una custodia sacra, dalla quale sarebbe sacrilego l&#8217;atto di estrarlo e propalarlo ad estranei.<\/p>\n<p>Il tradimento dell&#8217;amicizia pu\u00f2 prendere varie forme, ma raramente arriva alla forma pi\u00f9 bassa: il nuocere, intenzionalmente e con premeditazione, all&#8217;amico che di noi si fida, magari utilizzando a suo danno qualche cosa di s\u00e9 che ci ha confidato in segreto.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 frequente, e di poco meno grave, \u00e8 il caso dell&#8217;amicizia improvvisamente respinta, per i motivi pi\u00f9 vari, dopo che tra i due amici si \u00e8 stabilito un grado di confidenza tale, da instaurare una totale apertura e una completa fiducia<\/p>\n<p>Ciascuno di noi ha la tendenza a proteggersi, nell&#8217;avventura della vita, con delle difese pi\u00f9 o meno elaborate, pi\u00f9 o meno permanenti. In genere, chi molto ha sofferto, cerca anche di proteggersi maggiormente; a meno che il dolore gli abbia insegnato la verit\u00e0 pi\u00f9 alta e difficile: che, per non rischiare di essere ferito in profondit\u00e0, bisogna avere il coraggio di esporsi.<\/p>\n<p>Nella relazione dell&#8217;amicizia, cos\u00ec come in quella dell&#8217;amore, le difese vengono abbassate, fino a giungere al completo abbandono di s\u00e9; e non \u00e8 raro che ci\u00f2 avvenga dopo un periodo iniziale di esitazione, di timore, di diffidenza, perfino di angoscia. Aprirsi all&#8217;altro, significa esporsi alle ferite; ma l&#8217;amicizia richiede che si corra questo rischio, che \u00e8 un vero e proprio <em>test<\/em> preliminare, la condizione <em>sine qua non<\/em> perch\u00e9 essa sia resa possibile.<\/p>\n<p>Invitare l&#8217;altro ad aprirsi, ad abbassare le difese, a confidarsi: ecco qualcosa che non si avrebbe il diritto di fare, se non si \u00e8 pi\u00f9 che sicuri di sapersi assumere l&#8217;impegno che ne scaturisce quale logica e naturale conseguenza: quello di essere fedeli all&#8217;amico, sempre: a qualunque costo e in qualunque circostanza.<\/p>\n<p>Invitare l&#8217;altro ad aprirsi, ad abbassare le difese, a confidarsi; e poi respingerlo bruscamente, rifiutargli una spiegazione, negargli una parola buona o rifiutare una offerta di riconciliazione: ecco l&#8217;azione pi\u00f9 vile, pi\u00f9 abietta, pi\u00f9 miserabile che si possa compiere.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che l&#8217;amicizia non \u00e8 solo una relazione fra un <em>io<\/em> e un <em>tu<\/em>, ma richiama anche &#8211; come dicevamo &#8211; un terzo soggetto. Quest&#8217;ultimo pu\u00f2 anche essere, semplicemente, la verit\u00e0: la verit\u00e0 di quell&#8217;io, di quel tu e del loro sublime incontro; ma in ogni caso esiste, e ne \u00e8 per cos\u00ec dire il suggello.<\/p>\n<p>Tradire l&#8217;amicizia, significa tradire quel <em>terzo<\/em> che era presente, fin dall&#8217;inizio; vuol dire anche, di conseguenza, tradire la parte pi\u00f9 vera di se stessi. Tradendo l&#8217;amico, si perde il proprio onore, la propria pace, la propria anima; significa venire condannati dal giudice pi\u00f9 severo che esista: la propria coscienza. La quale pu\u00f2 anche cercare d&#8217;ingannare se stessa, mettendo a tacere scrupoli e rimorsi. Niente da fare: la cattiva azione grida vendetta dal profondo dell&#8217;io, e niente e nessuno potranno mai sradicare quell&#8217;urlo di dolore.<\/p>\n<p>Vi sono persone che vivono in uno stato di tranquilla disperazione, simulando una pace interiore che hanno perduta per sempre, ad esempio dopo aver tradito l&#8217;amico nel modo pi\u00f9 egoistico e vergognoso. Hanno poi fatto del proprio meglio per rimuovere quella colpa, oppure hanno elaborato cento giustificazioni per autoassolversi; ma stanno barando con la propria coscienza, e lo sanno. Tradendo l&#8217;amicizia, hanno ucciso la parte migliore di se stesse: non osano perdonarsi n\u00e9 chiedere perdono, e si condannano da s\u00e9 a una punizione che non ha fine e che non redime, perch\u00e9 non conduce all&#8217;espiazione.<\/p>\n<p>Espiare, vuol dire riconoscere il male commesso e assumersene la responsabilit\u00e0, lealmente e coraggiosamente. Ma il falso ego non accetta una tale soluzione; preferisce aggrapparsi a mille scuse, andare avanti facendo finta di niente. E si condanna, senza possibilit\u00e0 di remissione, all&#8217;inferno della cattiva coscienza.<\/p>\n<p>Ve ne sono molte, di persone che vivono cos\u00ec. Ossessionate, possedute dalle furie infernali della propria cattiva coscienza.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 stupirsene? Nell&#8217;amicizia, ciascuno mette in gioco quanto di pi\u00f9 prezioso possiede. La posta \u00e8 alta. Chi tradisce l&#8217;amicizia, distruggere anche la stima di se stesso.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 Nietzsche osserva che si pu\u00f2 sempre perdonare il tradimento che l&#8217;amico ha fatto a nostro danno, ma \u00e8 impossibile perdonargli il tradimento che ha fatto di se stesso.<\/p>\n<p>Quello, aggiungiamo noi, potrebbe perdonarlo solo quel <em>terzo<\/em> di cui si \u00e8 detto prima; a patto che vi sia un inizio, anche minimo, di pentimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di spiegare perch\u00e9 il tradimento dell&#8217;amicizia sia l&#8217;atto moralmente pi\u00f9 grave fra quanti caratterizzano la vita quotidiana, dobbiamo dire brevemente che cosa l&#8217;amicizia sia, in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,266],"class_list":["post-29217","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-virtu-di-carita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29217"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29217\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29217"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29217"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}