{"id":29216,"date":"2015-12-10T03:49:00","date_gmt":"2015-12-10T03:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/10\/quando-il-tradimento-del-primo-amore-getta-unombra-definitiva-sulla-vita-intera\/"},"modified":"2015-12-10T03:49:00","modified_gmt":"2015-12-10T03:49:00","slug":"quando-il-tradimento-del-primo-amore-getta-unombra-definitiva-sulla-vita-intera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/10\/quando-il-tradimento-del-primo-amore-getta-unombra-definitiva-sulla-vita-intera\/","title":{"rendered":"Quando il tradimento del primo amore getta un\u2019ombra definitiva sulla vita intera"},"content":{"rendered":"<p>Vi sono nature che possiedono, per cos\u00ec dire, una struttura elastica: davanti ai colpi della vita, si piegano momentaneamente, ma subito dopo riacquistano la padronanza di s\u00e9, si rialzano, ricominciano a vivere, a sperare, ad amare; e ve ne sono altre &#8212; lunari, introverse, solitarie e sensibilissime &#8212; che sono, per loro intima costituzione, rigide: se qualcosa le urta, o l&#8217;abbattono, o vengono abbattute di schianto. Non si rialzano, non si riprendono; non sanno, n\u00e9 vogliono riannodare i fili interrotti della loro esistenza. In fondo, sono nature incapaci di adattarsi alla realt\u00e0 della vita: che \u00e8 continuo mutamento e che richiede, pertanto, una certa capacit\u00e0 di adattarsi &#8212; pur senza scendere, necessariamente, a compromessi avvilenti o disonesti. Il loro destino \u00e8 gi\u00e0 scritto nel loro sguardo: uno sguardo che sembra guardare sempre altrove, sempre un po&#8217; pi\u00f9 lontano, sempre un po&#8217; discosto dagli oggetti che hanno davanti; e che rivela immediatamente una congenita, invincibile malinconia.<\/p>\n<p>La loro salvezza, forse, sarebbe quella di incontrare delle nature forti e generose, sensibili quanto lo sono loro, ma pi\u00f9 aperte e dinamiche, pi\u00f9 ottimiste ed elastiche, che sappiano vedere e apprezzare in loro le qualit\u00e0 che gli altri considerano, invece, altrettanti difetti; e che, con la loro calda energia vitale, con la loro presenza affettuosa e rassicurante, riescano a trasmettere loro un po&#8217; di fiducia in se stesse, e a infondere in loro un pi\u00f9 profondo amore per la vita. Tuttavia, inutile nasconderselo, si tratta di incontri veramente rari, che hanno quasi del miracoloso. La regola \u00e8 ben diversa: e cio\u00e8 che le nature umane cercano, sostanzialmente, ciascuna il proprio simile, oppure colui che \u00e8 diverso nel modo di porsi, ma pur sempre simile nella sostanza. \u00c8 difficilissimo che gli opposti si attraggano veramente; e, se non sono opposti, ma simili, allora la somma di due fragilit\u00e0, di due insicurezze, di due paure di vivere, non \u00e8 destinata a produrre una unione felice. Per giunta, le nature lunari, rigide e ipersensibili, cercano il proprio completamento nelle nature forti, gioiose e volitive; ma queste ultime non trovano in esse nulla di attraente, le disdegnano o, al massimo, ne accettano il riverente omaggio, ma non certo una vera e propria offerta d&#8217;amore.<\/p>\n<p>Pavese, in tutta la sua vita, ha amato veramente una sola donna; con lei avrebbe trovato, forse, il coraggio di vivere e su di lei aveva riversato tutta la sua capacit\u00e0 di affetto, di calore umano, di fiducia in se stesso e nell&#8217;altro; la crudele delusione, vissuta come un vero e proprio tradimento, che segn\u00f2 il loro rapporto si ripercosse tragicamente su tutta la sua vita di uomo e di scrittore, e ve n&#8217;\u00e8 traccia nella lunga galleria di personaggi femminili infelici, crudeli, sfrontati, cinici e spregevoli che caratterizzano i suoi romanzi e i suoi racconti: tutti perseguitati da una sorta di destino perverso, legato &#8212; appunto &#8211; alla loro natura di donne<\/p>\n<p>Il suo nome, che il maggiore biografo di Pavese preferisce tacere, per pudore, era Tina Pizzardo: ci viene descritta come non bella (ma le fotografie lo smentiscono), fisicamente forte e sportiva, energica e decisa come un uomo; era insegnante di matematica e, dunque, lontana dalla sensibilit\u00e0 artistica di Pavese. Per di pi\u00f9, era iscritta al Partito comunista clandestino e si serv\u00ec dell&#8217;indirizzo di lui per intrattenere la sua corrispondenza con il precedente fidanzato, Altiero Spinelli, cosa che a un certo punto mise nei guai il povero Pavese, perch\u00e9 la polizia risal\u00ec a lui, che venne condannato a tre anni di confino a Brancaleone Calabro come antifascista, bench\u00e9 in realt\u00e0 non sapesse affatto quel che era scritto nelle lettere che arrivavano e partivano da casa sua.<\/p>\n<p>Al ritorno dal confino incontr\u00f2 Tina, che gli annunci\u00f2 le sue nozze imminenti con un altro uomo, le quali ebbero luogo alcuni mesi dopo dopo. Per qualche tempo lo scrittore tempest\u00f2 la donna con pressanti richieste di divorziare per tornare con lui, ma lei gli rispose rinfacciandogli velatamente la sua (supposta) impotenza; lui reag\u00ec male e non si videro mai pi\u00f9. Da quel momento, per\u00f2, una piaga insanabile si apr\u00ec nell&#8217;anima di Pavese, che nessuna donna riusc\u00ec mai a colmare e che contribu\u00ec a rafforzarlo nel suo male oscuro, nel suo segreto odio di se stesso e della vita, nelle sue insopprimibili tendenze suicide. Tina rimase sempre la donna vagheggiata e rimpianta; e tutta la carica di astio, disprezzo e feroce misoginia che accompagn\u00f2, da allora, i personaggi femminili usciti dalla penna di lui, non fu che lo sfogo amaro e disperato di un cuore tradito e deluso, di una speranza infranta, cui egli non seppe mai intimamente rassegnarsi.<\/p>\n<p>Riportiamo alcuni passaggi della biografia di Pavese scritta dal suo amico Davide Lajolo, \u00abIl &quot;vizio assurdo&quot;\u00bb (Milano, Il Saggiatore, 1960; Mondadori, 1972, pp. 91 sgg.):<\/p>\n<p><em>\u00abNegli ultimi anni d&#8217;universit\u00e0, al centro della vita privata di Pavese \u00e8 l&#8217;incontro che varr\u00e0 a turbarne tutta l&#8217;esistenza. Entra allora nella sua esistenza l&#8217;unica donna, che egli abbia veramente amata. [&#8230;]:&quot; la donna dalla voce rauca&quot;.[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Per Pavese questa donna \u00e8 diversa dalle altre proprio perch\u00e9 il fascino le deriva dalla forza, dagli atteggiamenti mascolini, dal fisico aspro, dal carattere deciso e sicuro. Il timido Pavese si sente accompagnato e protetto, spronato e difeso. Sente di aver bisogno di questo. Il suo carattere debole, i dubbi costanti che lo tormentano trovano soluzione e forza in lei. Con lei sente di poter sperare, di vivere e di pensare senza paure ed incubi per l&#8217;avvenire. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Per tutto il tempo durante il quale ha la sensazione che questa donna gli stia accanto, scopriamo n Pavese umano, semplice e felice, che non ritroveremo pi\u00f9 in nessun altro momento della vita. La sua timidezza, si fa tenerezza; lo sbigottimento davanti alla donna, che lo ha trattenuto in uno stato d&#8217;inferiorit\u00e0 dall&#8217;adolescenza alla giovinezza, si trasforma, attraverso la donna dalla voce rauca, in confidenza; Pavese \u00e8 ora aperto al colloquio umano. La sua tragedia, ch&#8217;egli chiama privata, comincer\u00e0 appena sar\u00e0 costretto a rendersi conto che questa donna lo abbandona e lo respinge senza piet\u00e0. Sar\u00e0 la tragedia che incider\u00e0 maggiormente sul fisico, sul morale, ed anche sulla sua sorte di scrittore. Da allora si cristallizzer\u00e0 in lui lo squilibrio tra velleit\u00e0 e capacit\u00e0, che si trasciner\u00e0, sempre pi\u00f9 drammaticamente, fino al disperato gesto suicida. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La donna dalla voce rauca rimane dentro di lui, anche dopo il tradimento. Se riuscir\u00e0 ancora a confidarsi con altre donne, \u00e8 perch\u00e9 s&#8217;illuder\u00e0 di avere ritrovata quella donna e di confidarsi con lei. Quando l&#8217;illusione si rompe, ogni incanto finisce, ed egli torna a soffrire da solo le sue angosce e i suoi deliri. \u00c8 lei che ritorna nel sogni, nel ricordo, nelle allucinazioni. Lo perseguita, lo insegue, \u00e8 ancora lei a tenergli il cuore, lei sola pu\u00f2 riuscire &#8211; per qualche attimo &#8211; a calmarlo.[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Dolore, delusione, tradimenti, hanno ormai ferito l&#8217;uomo e il poeta. Ma se c&#8217;\u00e8 qualcosa in ci pu\u00f2 sperare, solo quella donna pu\u00f2 ridestarlo. Se egli pu\u00f2 ancora vivere, se vive ancora, \u00e8 perch\u00e9 lei \u00e8 ancora la vita:&quot;Pure vive fino all&#8217;ultimo istante&quot;. E lei sola \u00e8 ancora la famiglia, anche quando la solitudine si accende nella nostalgia di un figlio. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Si d\u00e0 per scontata la misoginia di Pavese. Si dice che al centro del suo mondo era soltanto se stesso. Ma non \u00e8 stato sempre cos\u00ec. La sofferenza per quella donna, si \u00e8 ripercossa in tutte le altre donne. Il campagnolo disarmato \u00e8 stato colpito nel punto pi\u00f9 debole. Ed \u00e8 questo colpo a lasciargli il segno pi\u00f9 demoralizzante nel fisico, quello di un uomo che non pu\u00f2 produrre, d&#8217;una pianta che non d\u00e0 frutto, di un terreno sterile, di una vigna rosa dalla filossera. Se la donna non \u00e8 la sola causa del suicidio, essa \u00e8 l&#8217;ispiratrice pi\u00f9 immediata e pi\u00f9 costante dei suoi pensieri suicidi.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire, pertanto, che questa donna &#8212; e, come lei, ce ne sono molte: la stessa tendenza femminista della cultura contemporanea ne favorisce la proliferazione &#8212; ha svolto un ruolo altamente distruttivo nella vita di Cesare Pavese; gli ha inferto una ferita dalla quale egli non si \u00e8 mai pi\u00f9 ripreso. Lo ha usato, finch\u00e9 la cosa le ha fatto comodo; poi lo ha scaricato senza tanti complimenti; da ultimo, gli ha vibrato il colpo basso (nel vero senso della parola) di respingere le sue <em>avances<\/em>, rimproverandogli il fatto &#8212; vero o no, il punto \u00e8 un altro &#8211; di essere impotente, cio\u00e8 umiliandolo nella sua virilit\u00e0. Come angelo della distruzione, non c&#8217;\u00e8 male davvero.<\/p>\n<p>Naturalmente, quando qualcuno soffre per amore, i casi sono due: o si \u00e8 illuso, o \u00e8 stato illuso. Se si \u00e8 illuso, allora ha fatto ogni cosa da solo; se \u00e8 stato illuso, esiste una responsabilit\u00e0 morale di colui, o colei, che ha generato l&#8217;illusione, e provocato la successiva delusione. A quel che ci \u00e8 dato capire, la vicenda di Pavese rientra nella seconda tipologia: se la donna non avesse tirato le cose in lungo, perch\u00e9 lui le faceva comodo come pedina del suo gioco, il disinganno sarebbe arrivato prima e, probabilmente, sarebbe stato meno crudele. La crudelt\u00e0 verso l&#8217;altro, a sua volta, pu\u00f2 essere di due specie: volontaria o involontaria. Se \u00e8 volontaria, non ha scusanti; se non lo \u00e8, la cosa attenua, in parte (mai, per\u00f2, del tutto), la responsabilit\u00e0 morale. Di nuovo, si direbbe che la donna amata da Pavese rientri nella categoria meno simpatica: quella di coloro che agiscono in maniera crudele verso l&#8217;altro, sapendo benissimo quel che stanno facendo. Semplicemente, se ne infischiano delle conseguenze: se l&#8217;altro soffrir\u00e0, la cosa non li riguarda. Che se la sbrighino un po&#8217; da soli: dopotutto, non possono fare gli eterni bambini.<\/p>\n<p>Nella psicologia di questa donna, d&#8217;altra parte, convergono due ideologie che contribuiscono a spiegare la disinvoltura del suo comportamento: il femminismo e il comunismo. Secondo l&#8217;ottica femminista, fra il genere maschile e quello femminile \u00e8 in atto, da sempre, una lotta sorda e senza esclusione di colpi. Da molto tempo i maschi si sono assicurati un ruolo dominante nella societ\u00e0, e le femmine si trovano ad essere sfruttate, in tutti i sensi. In fondo, \u00e8 la variante di genere della lotta di classe insegnata da Marx: il maschio sfruttatore sta alla borghesia come la femmina sfruttata sta al proletariato. Ma verr\u00e0 il giorno della riscossa: la donna riconquister\u00e0 le funzioni e la dignit\u00e0 che l&#8217;uomo le ha strappato, usurpandole: allora ci sar\u00e0 la resa dei conti. Per le femministe moderate, la donna, vittoriosa, si comporter\u00e0 in maniera pi\u00f9 generosa del maschio, e si accontenter\u00e0 di aver conquistato la perfetta parit\u00e0 di genere: sessuale, sociale, giuridica; per quelle pi\u00f9 estremiste, la donna si prender\u00e0 la sacrosanta rivincita e si far\u00e0 giustizia, da se stessa, per tutto il male ricevuto: allora sar\u00e0 bene che il maschio incominci a tremare, perch\u00e9 sar\u00e0 giunto il <em>dies irae<\/em>. Non sappiamo se la donna amata da Pavese fosse una femminista dichiarata e militante, ma certo lo era come <em>forma mentis<\/em> e come atteggiamento di vita complessivo, cio\u00e8 lo era nella sostanza.<\/p>\n<p>Il fatto di essere una militante comunista rendeva il suo femminismo ancora pi\u00f9 duro e spigoloso. I comunisti rientrano nell&#8217;antropologia fondamentalista: per loro non esistono sfumature, n\u00e9 mezze misure. Le cose sono molto semplici: per loro, da una parte sta il Male, dall&#8217;altra il Bene; tutti quelli che stanno di qua sono buoni, e tutti quelli che stanno di l\u00e0, sono malvagi. Non sono ammesse eccezioni individuali: dimmi in quale classe militi e ti dir\u00f2 chi sei e come meriti d&#8217;essere trattato. La giustizia proletaria sar\u00e0 inesorabile: nessuno \u00e8 innocente, se non sta dalla parte giusta; e qualsiasi tipo di clemenza sarebbe una debolezza, cio\u00e8 una colpa. Il marxismo \u00e8 una forma esasperata di manicheismo: ennesima conferma della intuizione di Chesterton, che le ideologie moderne altro non sono che schegge impazzite di antiche virt\u00f9 cristiane. La <em>forma mentis<\/em> del vero comunista \u00e8 un misto di sospettosit\u00e0 cronica, invidia travestita da senso della giustizia, e furore egualitario di matrice giacobina: Vy\u0161inskij \u00e8 l&#8217;esatta duplicazione di Torquemada, ma senza il correttivo del perdono evangelico. Incorrere nella scomunica comunista equivale alla dannazione definitiva, senza appello. Inoltre, il vero comunista non dubita mai di s\u00e9, n\u00e9, a maggior ragione, della sua causa: non lo potrebbe, perch\u00e9 la sua causa \u00e8 il Bene, e il Bene \u00e8 auto-evidente. Chi non sta dalla sua parte o \u00e8 un nemico, o un traditore: <em>tertium non datur.<\/em><\/p>\n<p>Questi due tratti sono caratteristici del modo di agire della donna amata da Cesare Pavese: lo stesso cinismo, la stessa durezza, la stessa totale incapacit\u00e0 di mettersi nei panni dell&#8217;altro, di tentare di comprenderlo, di provare compassione per lui. L&#8217;avergli rinfacciato la sua scarsa virilit\u00e0 \u00e8 stata la ciliegina sulla torta: una specie di firma in calce al documento. Ciascuno di noi ha il suo stile; lo stile di una persona emerge con particolare evidenza quando si tratta di chiudere un rapporto con qualcuno che ci ama e che anche noi, forse, abbiamo amato, o verso il quale, comunque, abbiamo provato qualcosa. Saper chiudere con generosit\u00e0, con benevolenza, con senso della misura, \u00e8 proprio delle anime nobili; infierire crudelmente su qualcuno che sta gi\u00e0 soffrendo, \u00e8 proprio delle anime volgari. Povero Pavese, in che mani era finito: difficile dire se fu pi\u00f9 sfortunato Leopardi, che mai ebbe il conforto d&#8217;un amore di donna, o lui, che venne illuso e poi respinto come un paria&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono nature che possiedono, per cos\u00ec dire, una struttura elastica: davanti ai colpi della vita, si piegano momentaneamente, ma subito dopo riacquistano la padronanza di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[108],"class_list":["post-29216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-cesare-pavese"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29216"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29216\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}