{"id":29212,"date":"2019-03-24T09:55:00","date_gmt":"2019-03-24T09:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/24\/torniamo-a-regalare-dei-buoni-libri-ai-nostri-figli\/"},"modified":"2019-03-24T09:55:00","modified_gmt":"2019-03-24T09:55:00","slug":"torniamo-a-regalare-dei-buoni-libri-ai-nostri-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/24\/torniamo-a-regalare-dei-buoni-libri-ai-nostri-figli\/","title":{"rendered":"Torniamo a regalare dei buoni libri ai nostri figli"},"content":{"rendered":"<p>Fino a pochi decenni or sono era normale che gli adulti regalassero un libro ai bambini e ai pre-adolescenti. Nelle famiglie in cui uno dei genitori faceva l&#8217;insegnante &#8212; ad esempio, il pap\u00e0 professore o la mamma maestra &#8212; la cosa era frequente; ma era consuetudine un po&#8217; in tutte le famiglie. E non solo i genitori, ma anche gli zii, i nonni, i padrini e le madrine del Battesimo e della Cresima, i catechisti o le catechiste, il parroco. I libri non erano manuali di ricerche scolastiche per la storia, la geografia, le scienze naturali, ma erano quasi sempre romanzi o libri edificanti; c&#8217;erano la <em>Bibbia<\/em>, magari in edizione ridotta, e i <em>Vangeli<\/em>. Anche libri devozionali e apologetici sulle vite dei Santi o le apparizioni mariane, specie quella di Fatima. Attraverso di essi, il bambino si familiarizzava con la trascendenza, con la purezza, con l&#8217;ideale della vita cristiana. Se erano illustrati, e di solito lo erano, magari con riproduzioni di quadri famosi, il bambino riceveva anche un prezioso stimolo di natura estetica e culturale: concepiva naturalmente l&#8217;idea del bello, e la associava all&#8217;idea del sacro. Si formava in lui, cos\u00ec, spontaneamente, inconsciamente la convinzione che Dio non \u00e8 solamente la Verit\u00e0, la Bont\u00e0 e la Giustizia, ma anche la somma Bellezza. Alla faccia di chi sostiene che il cattolicesimo ha inculcato nelle giovani generazioni la tristezza, il sospetto e il disamore verso le cose belle. Quanto ai romanzi, gli adulti puntavano infallibilmente sui classici, e non sbagliavano. Potevano essere autori di valore assai diseguale, Luisa May Alcott o Alessandro Manzoni, Vamba o Lev Tolstoj, Jack London o Elisabetta Werner, per\u00f2 il risultato era lo stesso: abituare il bambino a scegliere un romanzo per amico, a farsi trasportare sulle ali della fantasia, accendere le sue riserve inesauribili d&#8217;immaginazione. Perch\u00e9 ogni bambino le ha, quelle riserve; ma \u00e8 necessario che gli venga fornito lo stimolo per tirarle fuori. Se gli si regalano solo computer e telefonini, giochi elettronici e <em>tablet<\/em> (che non sono la stessa cosa dei libri di carta), esiste il serio pericolo che tanti tesori di fantasia rimangano inespressi, avvizziscano e muoiano in lui, come il seme in un campo dalla terra fertile, bruciato da una siccit\u00e0 prolungata, con tutti i germogli che non arriveranno mai a diventare piante.<\/p>\n<p>Gli adulti dovrebbero riscoprire il piacere intelligente di regalare dei bei libri ai loro figli, ai loro nipoti, ai loro figliocci di Battesimo o di Cresima. Pu\u00f2 darsi che i ragazzini, delusi, vedendo che non si tratta n\u00e9 di vestiti, n\u00e9 di orologi, n\u00e9 di gingilli elettronici, n\u00e9 di completi da tennis, li buttino in un angolo, con un&#8217;alzata di spalle. Non importa: la finestra pedagogica \u00e8 stata aperta. Forse domani, dopodomani, fra un anno, fra quattro anni, in un noioso pomeriggio di pioggia, quel ragazzo tirer\u00e0 fuori il libro dallo scaffale, lo sfoglier\u00e0 con una certa curiosit\u00e0, comincer\u00e0 a leggerlo&#8230; e ne rester\u00e0 catturato. Ne cercher\u00e0 altri, ne acquister\u00e0 o se li far\u00e0 regalare; imparer\u00e0 a gironzolare per le librerie o fra le bancarelle dei mercatini (meglio il secondo caso: perch\u00e9 una volta i libri per ragazzi erano fatti assai meglio di oggi). A volte le giovani piante germogliano molto tempo dopo che il seme \u00e8 stato affidato alla terra. Per questo diciamo che l&#8217;adulto, il genitore, l&#8217;insegnante, devono possedere, o coltivare, la virt\u00f9 della pazienza, specialmente ai nostri giorni. Sono troppe le voci discordanti che rintronano le teste dei giovanissimi, troppi gli stimoli che li sollecitano e li confondono, spingendoli anche su strade sbagliate. La musica che ascoltano \u00e8, molto spesso, brutta e demenziale; i loro passatempi, vuoti e insignificanti; la televisione domina il loro immaginario, e se non la televisione, il cinema: il cinema hollywoodiano, la fabbrica dei sogni idioti per eccellenza. Regalare libri ai bambini e ai giovinetti \u00e8 come seminare del buon seme in un campo inaridito: se si aspetta troppo, il momento favorevole passer\u00e0 per sempre. Se un bambino non ha ricevuto lo stimolo giusto al momento giusto, poi non ci sar\u00e0 nulla da fare. Un buon libro insegna a sognare, ma insegna anche a pensare, attraverso l&#8217;ordinata architettura dello scrivere. I libri scritti per i giovanissimi, o le opportune riduzioni di romanzi famosi, ma impegnativi, sono altrettanti esempi di bella scrittura; e la limpida scrittura discende dalla chiarezza del pensare.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli argomenti, affidandosi a un classico si va abbastanza sul sicuro: sentimenti, avventura, fantasia, natura, biografie di uomini e donne esemplari: tutto questo va bene. Ci permettiamo di suggerire un valido criterio di scelta, nel vasto mare dei possibili autori: sono buoni quei libri nei quali si parla con amore e rispetto di Dio, della Patria e della Famiglia; sono cattivi i libri nei quali se ne parla male, o non se ne parla affatto. Inutile dire che sono addirittura micidiali i libri &quot;per bambini&quot; ispirati all&#8217;ideologia <em>gender<\/em>, i libri di &quot;fiabe&quot; nei quali si parla di due pinguini maschi che s&#8217;innamorano e si sposano, o di bambini felici e contenti che vivono con due mamme o con due pap\u00e0, come se fosse la cosa pi\u00f9 bella e naturale del mondo. Libri del genere sono tossici; e le persone che li leggono ai bambini negli spazi a loro destinati nelle confortevoli librerie progressiste, dove mamme dalle idee ultra liberali li hanno parcheggiati affinch\u00e9 vengano sistematicamente indottrinati, non sono amici dell&#8217;infanzia, ma agenti della dissoluzione e corruttori dell&#8217;innocenza dei fanciulli. Per loro valgono le parole di Ges\u00f9 Cristo: <em>Sarebbe meglio, per chi d\u00e0 scandalo a uno di questi piccoli, che gli venisse legata una macina da mulino al collo, e che venisse gettato nel mare<\/em>. Parole tremende; parole eloquenti: eppure, i cattolici dei nostri giorni, o sedicenti tali, si direbbe che se ne siamo completamente dimenticati, oppure che non le tengono in alcun conto. Viceversa, sono caduti nell&#8217;oblio scrittori molto validi e autentici maestri della giovent\u00f9, come Giuseppe Fanciulli: la cultura politicamente dominante ne ha decretato la rimozione. Peccato soprattutto che anche la cultura cattolica si sia tacitamente adeguata ad un tale ostracismo; fino agli anni &#8217;60 non era cos\u00ec, e i romanzi per l&#8217;infanzia di Giuseppe Fanciulli si stampavano e si vendevano tranquillamente nelle librerie cattoliche; e cos\u00ec pure quelli di L\u00e9on Bloy, tanto pi\u00f9 impegnativi e problematici, ma autenticamente cattolici, ovviamente destinati ad un pubblico un poco pi\u00f9 grande. Poi, silenzio e oblio: \u00e8 evidente che lo &quot;spirito&quot; del Concilio Vaticano II \u00e8 passato anche di qui, con la sua pestilenziale influenza: ha fatto s\u00ec che il clero e la cultura cattolica condividessero il bando che gli intellettuali laicisti hanno dato a gran parte degli autori cattolici, mentre sono stati valorizzati al massimo degli autori che si dicono cattolici, ma cattolici non erano e non sono, fino alla presente aberrazione, di vedere nelle librerie paoline i libri di noti eretici, oltretutto assai mediocri, un Vito Mancuso o un Enzo Bianchi, oltre che di un Hans K\u00fcng e dell&#8217;immancabile Karl Rahner; e non parliamo di romanzieri decisamente irreligiosi e anticristiani, presentati nondimeno, con la massima disinvoltura, come se fossero autori che si possono leggere senza danno morale; come se non fossero autentico veleno per la visione della vita che emerge dalle loro pagine e che intossica i giovanissimi e inesperti lettori, ignari delle indifesi davanti alla malizia infernale che si cela dietro certe ideologie. Chi regalerebbe a un bambino di undici anni un romanzo di Pirandello, o a un ragazzo di tredici, un libro di Italo Svevo? Non sono letture adatte a un giovanissimo, a meno che abbia sviluppato un personale spirito critico e delle salde convinzioni spirituali e religiose, cosa assai improbabile, perch\u00e9 tali qualit\u00e0 si sviluppano solo nel corso dell&#8217;et\u00e0 adulta &#8212; e non \u00e8 neanche detto che si sviluppino. Regalare libri \u00e8 una bellissima cosa, specie se lo si fa al posto di regalare computer e telefonini; ma non tutti i libri sono buoni e non tutti i romanzi sono adatti a un giovanissimo lettore. Ora succede di vedere esposti, in vetrina e sugli scaffali, dei libri di religione destinati appunto a bambini e pre-adolescenti, scritti da eretici conclamati, come Enzo Bianchi, nei quali, fin dal titolo, si nega la divinit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo; pertanto non si pu\u00f2 fare a meno di domandarsi: che ci fanno quei libri, nelle librerie cattoliche? Ce ci fanno gli articoli di quel signore, e la pubblicit\u00e0 dei suoi libri, su riviste come <em>Famiglia Cristiana<\/em> e giornali come <em>L&#8217;Avvenire<\/em>? \u00c8 successo qualcosa, evidentemente; qualcosa di cos\u00ec sconvolgente, che non pu\u00f2 essere detto; infatti l&#8217;ordine di scuderia \u00e8 di fare finta che non sia successo assolutamente nulla, mentre la vera Chiesa \u00e8 stata oscurata da una contro-chiesa massonica, ispirata dal diavolo, il cui scopo \u00e8 gettare le anime nella confusione, allontanarle dal vero Dio e precipitarle nell&#8217;abisso, dove non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 speranza di salvezza.<\/p>../../../../n_3Cp>Anche qui si vede quanto esiziale sia stato l&#8217;atteggiamento di buonismo e di dialogo indiscriminato che si \u00e8 diffuso come un virus a partire dal Concilio Vaticano II. \u00c8 scomparsa, letteralmente, la percezione del pericolo; si \u00e8 volatilizzata la virt\u00f9 della prudenza; di colpo, tutti i nemici sono diventati amici, o, quanto meno, dei degni interlocutori, animati dalla massima buona volont\u00e0: di conseguenza, tutti i libri sono diventati perfettamente idonei e parimenti consigliati, e ogni cautela a proposito della &quot;buona stampa&quot; \u00e8 stata abbandonata, come un inutile fardello del passato. E tutto questo \u00e8 avvento nello spazio di pochi anni, meno di un decennio, fra la prima met\u00e0 degli anni &#8217;60 e la met\u00e0 degli anni &#8217;70: si confrontino i cataloghi delle case editrici cattoliche in quell&#8217;arco di tempo, in tutti gli ambiti, dalla psicologia alla letteratura, dalla teologia alla morale, e si vedr\u00e0, vistosissimo, questo impressionante fenomeno, che allora \u00e8 stato poco osservato perch\u00e9 il clima generale era quello, e il clero progressista intronava gli orecchi dei fedeli con le sue parole d&#8217;ordine basate sulla riforma liturgica, l&#8217;aggiornamento pastorale, l&#8217;approfondimento della fede, l&#8217;apertura verso l&#8217;altro, il dialogo, la misericordia, l&#8217;inclusione: ma erano altrettanti cavalli di Troia coi quali, in buona o in cattiva fede, si preparava la caduta della citt\u00e0 e l&#8217;invasione da parte delle forze nemiche. Perch\u00e9 le forze nemiche esistevano, non erano un&#8217;invenzione di un clero pre-conciliare ottuso e sospettoso; sono sempre esistite, e in quegli anni erano pi\u00f9 attive che mai, anzi erano penetrate dentro la Chiesa e stavano preparando l&#8217;assalto finale. Quello al quale stiamo assistendo in questo secondo decennio del terzo millennio. Chi avrebbe dovuto vigilare, non ha vigilato; chi avrebbe dovuto lanciare l&#8217;allarme, ha taciuto; chi avrebbe dovuto vedere e capire, ha girato la testa dall&#8217;altra parte e ha fatto finta di non capire, di non vedere. Adesso il nemico \u00e8 entrato, ha conquistato le posizioni-chiave: \u00e8 quasi impossibile, al presente, distinguere il buon grano dal loglio; le erbacce hanno invaso tutto il campo. Una sola posizione non hanno conquistato, e non la conquisteranno mai: l&#8217;anima soprannaturale della Chiesa, sulla quale aleggia, potente, sicuro, lo Spirito Santo. Chi si rifugia sotto la sua ala, \u00e8 al sicuro. Non gli saranno risparmiate le angosce, le tribolazioni, forse la stessa persecuzione: per qualcuno, anzi, essa \u00e8 gi\u00e0 cominciata; tuttavia gli sar\u00e0 risparmiata la sola sciagura che \u00e8 da temere assolutamente, perch\u00e9 ad essa non c&#8217;\u00e8 rimedio: la perdita della fede. <em>Ed ecco, io sono con voi ogni giorno, sino alla fine del modo<\/em>: sono le parole di Ges\u00f9. Di che aver paura, se le si tiene a mente?<\/p>\n<p>E adesso torniamo ai libri. Insegnare ai bambini a sfogliarli, a leggerli o a farseli leggere; insegnare loro che sono dei buoni amici, che sono dei compagni di strada preziosi &#8212; ma solamente quelli che gli adulti, con intelligenza, con discernimento, avranno giudicato adatti &#8212; significa dar loro gli strumenti non solo per sognare e coltivare la fantasia e il senso estetico, ma anche quelli per formarsi, un po&#8217; alla volta, uno spirito critico, e per schermare e fronteggiare adeguatamente i messaggi negativi che vengono da cento altre parti, a cominciare dalla televisione, dai social e dai giochi elettronici. Leggere <em>Zanna bianca<\/em>, per un bambino di dieci anni, oppure <em>Cort\u00e9s e la conquista del Messico<\/em> di R. Gallson, o <em>Caraibi in fiamme<\/em> di F. A. Stone, o <em>Dalla Terra alla Luna<\/em> di Verne, o <em>Il barone di M\u00fcnchhausen<\/em>, di Rudolf Erich Raspe, significa non soltanto viaggiare con la fantasia dalle foreste dello Yukon all&#8217;impero degli Aztechi, e dal regno della Filibusta alle imprese spaziali, ma significa anche sviluppare, un poco alla volta, il senso della storia, il senso della giustizia, il senso dell&#8217;avventura, il senso della libert\u00e0, il senso del bene. Leggendo <em>Piccole donne<\/em>, una bambina svilupper\u00e0 il senso degli affetti familiari; leggendo <em>I quattro libri di lettura<\/em> di Tolstoj, i bambini svilupperanno il senso morale e la capacit\u00e0 di riflettere sulle cose della vita. <em>I pirati della Malesia<\/em>, di Salgari, trasmetter\u00e0 il senso dell&#8217;amicizia; e <em>La sorellina rapita<\/em>, di Karl May, insegner\u00e0, commuovendo e appassionando il giovane lettore o la giovane lettrice, l&#8217;importanza di lottare per difendere le persone che amiamo, sen arrendersi mai, neanche davanti a situazioni che appaiono umanamente disperate. Ma il libro pi\u00f9 bello e pi\u00f9 prezioso di tutti, il <em>Vangelo<\/em>, magari in una versione adatta ai lettori pi\u00f9 giovani e con delle belle illustrazioni (non, per intenderci, nello stile scialbo e irriverente del tanto decantato pittore e mosaicista Marko Ivan Rupnic, il solito gesuita in vena di dissacrare il sacro), lascer\u00e0 forse nell&#8217;animo del bambino un&#8217;impronta incancellabile, che lo accompagner\u00e0, magari inconsciamente, anche nell&#8217;et\u00e0 adulta. L&#8217;intelligenza del bambino, pi\u00f9 ancora di quella dell&#8217;adulto, si muove per immagini: un bel disegno dell&#8217;Ultima Cena, con Cristo seduto al centro della tavola che benedice il pane e il vino, mentre gli Apostoli lo guardano e lo ascoltano devoti, e il solo Giuda Iscariota si alza e se ne va con aria fosca, mentre fuori della porta le stelle brillano alte nel cielo della Citt\u00e0 Santa, agisce su di lui pi\u00f9 di cento discorsi. La fantasia e la memoria del bambino devono esser coltivate, se no si atrofizzano; non dobbiamo scordarcene mai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a pochi decenni or sono era normale che gli adulti regalassero un libro ai bambini e ai pre-adolescenti. 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