{"id":29203,"date":"2018-06-03T06:54:00","date_gmt":"2018-06-03T06:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/03\/tornare-a-riveder-le-stelle\/"},"modified":"2018-06-03T06:54:00","modified_gmt":"2018-06-03T06:54:00","slug":"tornare-a-riveder-le-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/03\/tornare-a-riveder-le-stelle\/","title":{"rendered":"Tornare a riveder le stelle"},"content":{"rendered":"<p>La condizione dell&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 paragonabile a quella di un prigioniero il quale, contrariamente al mito platonico della caverna, non aspira a riguadagnare la luce del sole, ma pare che faccia di tutto per rimanere nel buio e nelle sue funeste illusioni, avvolto in un inganno totale riguardo al mondo che lo circonda, che gli impedisce di veder le cose come stanno e anche di aspirare alla propria liberazione. Eppure, \u00e8 proprio questo ci\u00f2 di cui egli ha bisogno: di volgere le spalle al buio e al chiuso della caverna, e tornare a vedere la luce del sole e a respirare il soffio dell&#8217;aria pura. Finch\u00e9 non incomincer\u00e0 a muoversi in quella direzione; finch\u00e9 non prover\u00e0 almeno il desiderio di farlo, e di sottrarsi alla situazione degradante nella quale attualmente si trova bloccato, nulla di bene potr\u00e0 mai accadergli, per quanto, nei momenti di euforia, egli possa anche illudersi che la scienza, le macchine e tutta la tecnologia di cui dispone, varranno a migliorare alquanto la sua esistenza, a restituirle un senso, a renderlo pi\u00f9 fiducioso nel domani. \u00c8 necessario lavorare sulla consapevolezza, perch\u00e9 solo grazie ad essa l&#8217;uomo contemporaneo si render\u00e0 conto di quel che gli accaduto, di quel che lo minaccia, di quel che gli manca, e si metter\u00e0 in cammino, forse, per tentar di uscire dalla sua umiliante prigionia. Come scrive Dante nell&#8217;ultimo canto dell&#8217;<em>Inferno<\/em> (XXXIV, 133-139): <em>Lo duca e io per quel cammino ascoso\u00a0\/ intrammo a ritornar nel chiaro mondo;\u00a0\/e sanza cura aver d&#8217;alcun riposo, \/ salimmo s\u00f9, el primo e io secondo,\u00a0\/ tanto ch&#8217;i&#8217; vidi de le cose belle\u00a0\/ che porta &#8216;l ciel, per un pertugio tondo. \/ E quindi uscimmo a riveder le stelle<\/em>. S\u00ec, perch\u00e9 sono belle le cose che la modernit\u00e0 ha fatto in modo di nascondere; e, se riuscisse a vederle di nuovo, l&#8217;uomo ne gioirebbe nel profondo del cuore, e forse ricomincerebbe ad amare anche la vita. La sua crisi spirituale \u00e8 anche una crisi estetica: si \u00e8 convinto, con Leopardi, che il <em>vero \u00e8 brutto<\/em>, con il che ha fatto un torto alla sua intelligenza, oltre che al proprio senso estetico. E a che serve lamentarsi, come fanno gli esistenzialisti, di essere stati <em>gettati nel mondo<\/em>, se questo mondo \u00e8 ci\u00f2 che ci viene dato, ma, nello stesso tempo, ci\u00f2 che ci spinge a cercare oltre, ad alzare lo sguardo, a inseguire il nostro legittimo desiderio di felicit\u00e0?<\/p>\n<p>Ora \u00e8 qui, proprio qui, che si pone la dicotomia fondamentale, che deve essere affrontata e superata. Da un lato, noi proviamo l&#8217;istintivo sentimento di legarci al mondo, perch\u00e9 siamo attratti da quanto in esso vi \u00e8 di belo e di buono; dall&#8217;altro, sappiamo e sentiamo che, legandoci ad esso, ne restiamo catturati e imprigionati, e perdiamo lo slancio per aspirare a quell&#8217;altro mondo, nel quale troveremo le ultime risposte e la nostra pace vera. L&#8217;arte di vivere consiste pertanto nell&#8217;amare il mondo, senza restarne imprigionati; e nel serbare sempre viva la nostalgia per l&#8217;altro mondo, senza perci\u00f2 disprezzare e aborrire questo. La cosa non \u00e8 cos\u00ec facile come potrebbe, forse, apparire. I santi, avvicinandosi alla fine della loro vita, irraggiano una luce pi\u00f9 viva, splendono di felicit\u00e0, perch\u00e9 sentono avvicinarsi la meta di tutti i loro desideri; se venisse loro proposto di rimanere sulla terra per qualche altro anno, li vedremmo rattristarsi e farsi pensosi, perch\u00e9 nessuno che sia giunto in vista del traguardo, torna volentieri indietro; nessuno che abbia ormai a portata di mano il bene infinito, lo pospone a cuore leggero al ritorno verso dei beni finiti. Eppure i santi, per la maggior parte, non sono delle persone tristi; sono persone che amano la vita: ma hanno appreso l&#8217;arte di amarla senza lasciarsene irretire, e senza mai permettere che le cose di quaggi\u00f9 facciano ombra al grande sole della vita soprannaturale. Il loro segreto \u00e8 che essi hanno capito quale deve essere il giusto modo di porsi rispetto al mondo, alle sue lusinghe e alla sua pretesa saggezza, che \u00e8 una saggezza di corto respiro e di cortissima vista.<\/p>\n<p>Ecco come affrontava il nodo un grande santo, Luigi Grignon de Montfort, canonizzato da Pio XII nel 1947 (da: <em>Textes choisis<\/em> par R. Christoflour, Namur, Editions du Soleil Levant, 1957; cit. in <em>Il secondo breviario dei laici<\/em>, a cura di Luigi Rusca, Milano, Rizzoli, pp. 276278):<\/p>\n<p><em>La saggezza del mondo \u00e8 in perfetta conformit\u00e0 con le regole e il modo di vivere del mondo; \u00e8 un&#8217;incessante tendenza verso la grandezza e la stima; un&#8217;incessante e segreta ricerca del proprio piacere e del proprio interesse, non gi\u00e0 in un modo grossolano e brutale, commettendo qualche scandaloso peccato, ma in un modo sottile, ingannatore, politico; altrimenti non sarebbe pi\u00f9, secondo il mondo, saggezza, bens\u00ec libertinaggio. Un saggio, per il mondo, \u00e8 un uomo che sa condur bene i propri affari e riuscire in tutto &#8212; secondo il proprio personale vantaggio &#8212; senza quasi apparir d&#8217;averlo voluto fare; che conosce l&#8217;arte di dissimulare e ingannare con finezza, senza che ci se ne accorga; che nulla ignora delle affettazioni e delle cerimonie del mondo; che sa adattarsi a tutto per raggiungere i propri scopi, senza preoccuparsi troppo dell&#8217;onore e dell&#8217;interesse di Dio; che mette segretamente ma funestamente d&#8217;accordo la verit\u00e0 con la menzogna, il Vangelo col mondo, la virt\u00f9 con il peccato, Cristo con Belial; che vuol farsi ritenere un onest&#8217;uomo ma non un devoto; che disprezza, avvelena o condanna facilmente tute le pratiche di piet\u00e0 che non vanno d&#8217;accordo con le sue. Infine un saggio mondano \u00e8 un uomo che, non lasciandosi guidare se non dalla luce dei sensi e dell&#8217;umana ragione, non cerca di rivestirsi che delle apparenze del cristiano e dell&#8217;uomo onesto, senza darsi troppa pena di piacere a Dio e d&#8217;espiare con la penitenza i peccati ch&#8217;egli ha commesso contro la divina Maest\u00e0. La condotta di questo saggio del mondo \u00e8 fondata sul punto d&#8217;onore, sul &quot;che ne dir\u00e0 la gente&quot;, le usanze, il viver bene, l&#8217;interesse, le grandi arie e le barzellette. Sono questi i sette innocenti motivi sui quali egli si appoggia per condurre una vita tranquilla. Egli possiede delle particolari virt\u00f9 che lo fanno canonizzare dalla gente del mondo; come la prodezza, l&#8217;astuzia, la politica, il saper fare, la galanteria, la cortesia, la piacevolezza. Ritiene gravi pecche l&#8217;insensibilit\u00e0, l&#8217;ignoranza, la rusticit\u00e0, l&#8217;eccessiva devozione.<\/em><\/p>\n<p><em>Egli segue il pi\u00f9 fedelmente possibile i dieci comandamenti che il mondo ha dettato:<\/em><\/p>\n<p><em>1\u00b0 Conoscerai bene il mondo; 2\u00b0 Vivrai con decoro; 3\u00b0 Farai bene i tuoi affari; 4\u00b0 Conserverai bene ci\u00f2 che ti appartiene; 5\u00b0 Ti leverai dalla polvere; 6\u00b0 Ti farai degli amici; 7\u00b0 Frequenterai il bel mondo; 8\u00b0 Amerai il ben vivere; 9\u00b0 Non farai sorgere la malinconia; 10\u00b0 Eviterai la singolarit\u00e0, la rusticit\u00e0, l&#8217;eccessiva devozione.<\/em><\/p>\n<p><em>Mai il mondo \u00e8 stato cos\u00ec corrotto come ora, perch\u00e9 non \u00e8 mai stato cos\u00ec scaltro, cos\u00ec saggio &#8212; nel proprio senso -, cos\u00ec politico. Esso si serve con scaltrezza della verit\u00e0 per ispirare la menzogna, della virt\u00f9 per autorizzare il peccato, e degli stessi principi di Cristo per coonestare i propri s\u00ec che i pi\u00f9 saggi &#8212; secondo Dio &#8212; ne sono sovente infiammati. &quot;Il numero di questi saggi secondo il mondo e di questi insensati secondo Dio \u00e8 infinito&quot;. Stultorum infinitus est numerus (Eccles, 1, 15).<\/em><\/p>\n<p><em>La saggezza terrestre di cui parla san Giacomo (3, 15-18) consiste nell&#8217;amore dei beni terreni. \u00c8 di questa saggezza che i saggi del mondo fanno una segreta professione quando ancorano i loro cuori a ci\u00f2 che possiedono; quando cercano di arricchire; quando intentano processi e muovono inutili cavilli per possedere e conservare la ricchezza; quando non pensano, non parlano, non agiscono, per la maggior parte del loro tempo, che nell&#8217;intento di possedere o conservare qualcosa di temporale, non curandosi della propria salvezza o dei mezzi per conseguirla, come la confessione, la preghiera, e cos\u00ec via, se non alla leggera, in modo sbrigativo, ad intervalli, e per salvar le apparenze.<\/em><\/p>\n<p><em>La saggezza carnale consiste nell&#8217;amor del piacere. \u00c8 di questa saggezza che i saggi del mondo fanno professione quando non ricercano che i piaceri dei sensi; quando amano la bella vita; quando allontanano da s\u00e9 tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 mortificare o incomodare il corpo, come i digiuni, le austerit\u00e0, eccetera; quando non pensano normalmente che a bere, mangiare, giocare, ridere e divertirsi, e a trascorrere piacevolmente il proprio tempo; quando ricercano i letti soffici, i giochi divertenti, le cene piacevoli e le allegre compagnie; e quando, senza scrupoli, anno soddisfatto tutti questi piaceri, hanno potuto assicurarseli senza spiacere al mondo e senza rovinare la propria salute, vanno in cerca del confessore &quot;meno scrupoloso&quot; (\u00e8 cos\u00ec che essi chiamano i confessori rilassati che non fanno il proprio dovere!), per avere da lui, a buon mercato la pace nella loro vita molle ed effeminata e l&#8217;indulgenza plenaria di ogni proprio peccato. Dico a buon mercato; perch\u00e9 questi saggi secondo la carne non vogliono per solito, quale penitenza, che qualche preghiera o qualche elemosina, odiando tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 affliggere il corpo.<\/em><\/p>\n<p><em>La saggezza diabolica \u00e8 l&#8217;amore della considerazione, degli onori. \u00c8 di questa saggezza che i saggi del mondo fanno professione, quando aspirano bench\u00e9 segretamente, alle grandezze, agli onori, alle dignit\u00e0 e agli alti impieghi; quando cercano di mettersi in vista, esser stimati, lodati, applauditi dagli uomini; quando non ricercano nei loro studi, nei lavori, nelle lotte, nelle parole e nelle azioni loro che la stima e la lode degli uomini, per esser ritenuti persone devote, gente sapiente, grandi capitani, dotti giureconsulti, individui di infiniti e speciali meriti, di grande considerazione; quando non possono sopportare di esser misconosciuti e criticati; quando nascondono i propri difetti e mettono in mostra ci\u00f2 che di buono posseggono.<\/em><\/p>\n<p><em>Dobbiamo, con Nostro Signor Ges\u00f9 Cristo e la saggezza incarnata, detestare e condannare questi tre tipi di falsa saggezza onde conseguire quella vera, che non ricerca il proprio interesse, che nn ha sede sulla terra o nel cuore di coloro che vivono secondo i propri comodi, e che disprezza tutto ci\u00f2 che \u00e8 grande e nobile dinanzi agli uomini<\/em>.<\/p>\n<p>Si resta impressionati, anzi, impietriti, nell&#8217;applicare gli ammonimenti di questo grande santo, vissuto nella Francia di Luigi XIV, cio\u00e8 tre secoli e mezzo fa, alla situazione odierna dei cristiani e degli stessi membri del clero, a cominciare dai vescovi e i cardinali. A quanti di essi non si addicono le parole di Louis-Marie Grignon de Montfort: vogliono l&#8217;applauso del pubblico, vogliono piacere al mondo, ma non si preoccupano altrettanto di piacere a Dio. La loro &quot;saggezza&quot; \u00e8 una saggezza puramente terrena, puramente carnale, e perci\u00f2, in definitiva, \u00e8 una saggezza diabolica. Non si pu\u00f2 piacere sia a Dio che al mondo; c&#8217;\u00e8 poco da fare: si deve necessariamente piacere all&#8217;uno e dispiacere all&#8217;altro. Essi, invece, <em>cercano di mettersi in vista, esser stimati, lodati, applauditi dagli uomini<\/em>: non \u00e8 questo il ritratto di monsignor Paglia, di monsignor Galantino, e di tutti i vari Kasper, Marx, Sosa, Ladarria, Sch\u00f6nborn, Nichols, e cento e cento altri? Ed \u00e8 il ritratto della cantante suor Cristina, e di quell&#8217;altra suora spagnola, Lucia Caram, che va sempre in televisione a parlare un po&#8217; di tutto e che dice che Maria Vergine e san Giuseppe facevano sesso <em>come tutte le coppie normali di questo mondo<\/em>. Appunto: ritorna sempre il concetto della saggezza del mondo. Ci si \u00e8 dimenticati che quel che va bene secondo il mondo, va un po&#8217; meno bene di fronte a Dio; e viceversa. Il clero scolarizzato e laicizzato dei nostri giorni, che si vergogna di andare per la strada in abito sacerdotale, e che si vanta di trasformare le chiese in pulpiti per predicatori empi, come la signora Bonino, o in luoghi di piacevole intrattenimento con i seguaci delle false religioni, sembra essersi completamente dimenticato di questa semplicissima verit\u00e0: che non si pu\u00f2 vivere secondo il mondo, piacendo al mondo, venendo apprezzati e lodati dal mondo, e, nello stesso tempo, piacendo a Dio. Hanno preteso di togliere al cristianesimo ci\u00f2 che gli \u00e8 pi\u00f9 specifico e caratteristico: lo scandalo, la croce, ci\u00f2 che Kierkegaard chiamava l&#8217;assurdo. Ci\u00f2 che \u00e8 vero, buono e bello davanti a Dio, \u00e8 assurdo secondo il giudizio degli uomini; e viceversa. Hanno voluto togliere il pungiglione che rende il cristianesimo un modo di essere radicalmente opposto e alternativo rispetto al mondo: perch\u00e9, per il mondo, il bene consiste nell&#8217;ottenere il piacere, il successo, il denaro, nel ritardare il pi\u00f9 possibile gl&#8217;incomodi, nello scansare tutte le fatiche e i pericoli che non abbiano come ultimo scopo il proprio benessere e la propria gloria. Ma tutto questo, agli occhi di Cristo, \u00e8 meno di niente: \u00e8 spazzatura. A Cristo non importa affatto che noi diventiamo ricchi e famosi; meno ancora gl&#8217;importa che noi riusciamo a soddisfare ogni nostro capriccio e ogni nostra volutt\u00e0. Tutto questo \u00e8 fatto per allontanarci da Lui, per farci dimenticare li senso e la meta della vita umana.<\/p>\n<p>La vita umana non \u00e8 una scampagnata alla ricerca di piaceri. E la vita umana \u00e8 una cosa bella, s\u00ec, ma non \u00e8 la stesa cosa della <em>bella vita<\/em>. La bella vita secondo il mondo \u00e8 il contrario della vita cristiana. La vita \u00e8 bella, per il cristiano, nella misura in cui rivela all&#8217;uomo la sua profonda seriet\u00e0; nella misura in cui la bellezza delle cose lo aiuta ad avvicinarsi alla sola bellezza che conta realmente, quella del Creatore. Altrimenti, se non riesce a scorgere questa verit\u00e0 essenziale, l&#8217;uomo si disperde nell&#8217;inseguimento di cento cose futili e non si prende mai veramente cura di se stesso: perch\u00e9 prendersi cura di se stesso non significa concedersi lussi, divertimenti e vizi; bens\u00ec porre la massima diligenza e il massimo studio nel proprio progresso e perfezionamento spirituale. Il vero cristiano, quindi, \u00e8 un coraggioso, perch\u00e9 se ne infischia di ci\u00f2 che il mondo dir\u00e0 di lui, e un solitario, perch\u00e9 sa che, per essere amico di Dio, non si pu\u00f2 conservare l&#8217;amicizia della maggior parte degli uomini. Molti, anzi, si allontaneranno da lui e lo prenderanno in odio; la sua ricerca della virt\u00f9, per quanto discreta e silenziosa, per quanto appartata e solitaria, finir\u00e0 per irritarli, per esasperarli. Con il solo fatto di esistere, il cristiano rappresenta una sfida e un oltraggio agli uomini carnali, i quali vivono secondo il mondo e cercano di piacere a tutti, secondo le qualit\u00e0 giudicate desiderabili dal mondo. Non giover\u00e0 a nulla essere discreti, essere modesti, essere umili, vivere nel nascondimento: i cristiani non dovrebbero nemmeno esser visibili; solo cos\u00ec il mondo potrebbe perdonarli del fatto di esistere.<\/p>\n<p>Eppure questa, proprio questa, e solamente questa, \u00e8 la via che pu\u00f2 aiutare gli uomini <em>a riveder le stelle<\/em>: la via di Cristo. Chi disprezza questa via, rester\u00e0 intrappolato nel fango della palude, nell&#8217;aria chiusa della caverna. Le stelle brillano alte nel cielo, e sono belle: ma per vederle, bisogna alzare lo sguardo, bisogna sapersi distaccare dalla bellezza di quaggi\u00f9. Essa non \u00e8 male in se stessa, ma \u00e8 solo un trampolino. Chi non ha compreso che la bellezza terrena \u00e8 solo una scala che conduce verso la Bellezza celeste; chi non si \u00e8 reso conto che l&#8217;intelligenza terrena, la saggezza terrena e tutti i beni terreni, altro non sono che preamboli e caparre del solo Bene assoluto, che brilla infinitamente e che non si offuscher\u00e0 n\u00e9 si spegner\u00e0 mai, non ha capito niente, per quanto possa aver letto e studiato nei libri, e appreso una quantit\u00e0 di nozioni. Ma gli manca la nozione essenziale: che tutto il bene \u00e8 in Dio, e nessuna cosa \u00e8 bene, se si \u00e8 lontani da Lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La condizione dell&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 paragonabile a quella di un prigioniero il quale, contrariamente al mito platonico della caverna, non aspira a riguadagnare la luce del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[245],"class_list":["post-29203","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29203"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29203\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29203"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29203"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}