{"id":29200,"date":"2015-10-02T05:55:00","date_gmt":"2015-10-02T05:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/02\/il-vero-umanista-fu-tommaso-daquino\/"},"modified":"2015-10-02T05:55:00","modified_gmt":"2015-10-02T05:55:00","slug":"il-vero-umanista-fu-tommaso-daquino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/02\/il-vero-umanista-fu-tommaso-daquino\/","title":{"rendered":"Il vero umanista fu Tommaso d&#8217;Aquino"},"content":{"rendered":"<p>Alla cultura laicista e ateista oggi imperante ovunque, dalle universit\u00e0 ai salotti culturali, dal cinema alla televisione, dalla stampa quotidiana e periodica all&#8217;editoria, \u00e8 riuscito di accreditare e tramandare l&#8217;immagine di un rozzo e incolto Medioevo, nemico della ragione e delle scienze, al quale \u00e8 subentrato, per reazione, un luminoso Umanesimo (sbocciato dal nulla, evidentemente), culminato, a sua volta, in un glorioso Rinascimento: preludio, entrambi, al gran trionfo della ragione nella Rivoluzione scientifica del XVII secolo e nell&#8217;Illuminismo del XVIII.<\/p>\n<p>Si tratta di una falsificazione deliberata dei dati di fatto; ma che importa? Diceva qualcuno (il ministro della propaganda del Terzo Reich, un certo Goebbels) che il segreto \u00e8 quello di ripetere una menzogna cento volte, mille volte, senza stancarsi mai: alla fine l&#8217;opinione pubblica l&#8217;accetter\u00e0 come la verit\u00e0 pi\u00f9 cristallina fra tutte. E cos\u00ec \u00e8 stato, difatti, anche in questo caso. Quale studente non sa, o non crede di sapere, grazie ai suoi professori e ai suoi libri di testo, grazie al cinema e alla televisione, che al buio Medioevo \u00e8 seguito il Rinascimento della ragione?<\/p>\n<p>Che le cose stiano un po&#8217; diversamente, e che la luce della ragione abbia sfolgorato nel Medioevo pi\u00f9 che in qualsiasi altra epoca della storia, ma una ragione bene intesa, autonoma dalla fede, e, nondimeno, procedente insieme ad essa, accanto ad essa, e &#8211; nei passaggi pi\u00f9 impervi &#8211; con l&#8217;ausilio di questa, tutto ci\u00f2 sembra non interessare pi\u00f9 ad alcuno, o quasi: eppure le cose stanno proprio cos\u00ec. E, per convincersene, basta considerare l&#8217;opera del pi\u00f9 grande filosofo medievale, San Tommaso d&#8217;Aquino; cos\u00ec come, del resto, basta considerare l&#8217;opera del pi\u00f9 grande poeta medievale, Dante Alighieri (che fu anche filosofo e teologo, e non degli ultimi). C&#8217;\u00e8 un inno alla ragione, in tutta l&#8217;opera dell&#8217;Aquinate, quale non si troverebbe in Diderot, Voltaire e Rousseau sommati l&#8217;uno con l&#8217;altro; neppure con l&#8217;aggiunta di Locke e Hume.<\/p>\n<p>E tuttavia, obietter\u00e0 qualcuno, Tommaso ha introdotto in maniera perfino eccessiva la ragione greca e il pensiero aristotelico, nel cristianesimo medievale: ha grecizzato quest&#8217;ultimo, lo ha allontanato e quasi snaturato rispetto alle sue radici giudaiche. Questa, delle radici giudaiche del cristianesimo, \u00e8 una cosa che si sente ripetere in continuazione, sia dagli &quot;amici&quot; che dai nemici del cristianesimo: e va chiarita una volta per tutte. Il cristianesimo \u00e8 stato fondato da Ges\u00f9, e Ges\u00f9 era giudeo: la cosa \u00e8 lapalissiana. Ma il cristianesimo \u00e8 la religione dell&#8217;umanit\u00e0, non dei Giudei (i quali, infatti, l&#8217;hanno rifiutata con orrore e con sdegno): e questo \u00e8 altrettanto lapalissiano. Pertanto, il cristianesimo si \u00e8 diffuso nel mondo grazie al suo contenuto universalistico e non in virt\u00f9 delle sue origini giudaiche. Tale \u00e8 stata la gloria imperitura di San Paolo: un giudeo cresciuto fuori della Palestina e imbevuto di cultura e di pensiero greco. Paolo ha rifiutato la ristretta interpretazione giudaica del cristianesimo e lo ha reso quello che \u00e8 diventato: la religione, e il modo di pensare, di gran parte dell&#8217;umanit\u00e0. A quell&#8217;epoca, l&#8217;umanit\u00e0 era, essenzialmente, la popolazione dell&#8217;Impero romano: nel quale la cultura e la filosofia greche erano prevalenti e godevano di un prestigio indiscusso. Alcune epistole di Paolo, che sono dei piccoli gioielli di teologia, riflettono la cultura greca dell&#8217;autore e il suo modo di ragionare, che \u00e8 quello di un giudeo ellenizzato.<\/p>\n<p>Nel corso del Medioevo, sotto l&#8217;assalto dell&#8217;islam, la cristianit\u00e0 ha dovuto ritirarsi dal Vicino Oriente e dal Nord Africa, ove pure aveva messo le sue prime radici, e concentrarsi in Europa: i due concetti divennero pressoch\u00e9 sinonimi. E il modo di sentire e di pensare degli Europei era essenzialmente greco (e romano), non certo giudaico: mai esso avrebbe potuto fare suo il messaggio cristiano in una versione giudaica &quot;pura&quot;, ammesso che questa sia mai esistita. Ges\u00f9 era Giudeo, ma non pensava solo come Giudeo: pensava come il Pastore che si rivolge al mondo intero; e, se le sue parabole e il suo modo di esprimersi riflettono la mentalit\u00e0 giudaica, \u00e8 perch\u00e9 egli voleva farsi ben capire dal suo uditorio, che era giudaico; non perch\u00e9 non si rivolgesse idealmente all&#8217;intera umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che il cristianesimo, cos\u00ec come si \u00e8 storicamente delineato fin dall&#8217;inizio, e poi come si \u00e8 rafforzato e sviluppato nel corso dei secoli, non \u00e8 una creazione giudaica, ma una creazione gigantesca, che, partendo da una base (contingente) giudaica, si \u00e8 universalizzata, vale a dire che si \u00e8 grecizzata: perch\u00e9 la cultura greca era universalista, quella giudaica no, tutto il contrario, era chiusa ed esclusivista. Poi la base \u00e8 scomparsa, come il seme scompare allorch\u00e9 si forma la nuova pianta: non scompare nel senso che viene eliminato, ma nel senso che si trasforma, perch\u00e9 la sua ragion d&#8217;essere \u00e8 quella di diventare altro da s\u00e9 e di dare vita a qualcos&#8217;altro. Perci\u00f2 la pianta del cristianesimo ha una struttura di pensiero greca, non giudaica. Noi siamo figli di questa trasformazione, di questa sintesi: che non snatura, ma invera il contenuto originario.<\/p>\n<p>Ebbene, Tommaso ha messo il suo genio impareggiabile al servizio di questo processo storico: ha fornito al cristianesimo la struttura logica rigorosa di cui aveva bisogno, perch\u00e9 l&#8217;Europeo possedeva quel tipo di struttura logica e non avrebbe potuto accontentarsi di nulla di meno. Nell&#8217;opera di Tommaso si realizza la perfetta fusione di ragione e fede: proprio nella loro reciproca autonomia e distinzione. Questo, fra le altre cose, ha consentito la nascita, in Europa, della scienza moderna: la quale non avviene affatto contro il cristianesimo e nel corso di una lotta per emanciparsi dalle sue strettoie, ma, al contrario, come logico e naturale sviluppo delle sue premesse: specialmente dopo che Tommaso ebbe valorizzato al massimo l&#8217;elemento razionale, ricollegando il messaggio cristiano alle profonde esigenze razionali dell&#8217;Europa, attraverso la mediazione del pensiero greco. Senza Tommaso e senza il cristianesimo, la scienza moderna non sarebbe nata, non sarebbe stata neppure pensabile e immaginabile: come non \u00e8 nata n\u00e9 nel Giudaismo, n\u00e9 nell&#8217;Islam. La scienza moderna (tenendola distinta dalle sue degenerazioni successive) \u00e8 il frutto maturo del pensiero cristiano, permeato di filosofia greca.<\/p>\n<p>Eppure, si dice, l&#8217;Europa ha ritrovato, e perfino riscoperto, Aristotele, per mezzo della filosofia araba e giudaica. Questa \u00e8 solo una mezza verit\u00e0, vale a dire una menzogna. Se fosse la verit\u00e0 tutta intera, non si capisce perch\u00e9 n\u00e9 il Giudaismo, n\u00e9 l&#8217;Islam, abbiano sviluppato qualche cosa di simile alla scienza moderna dell&#8217;Europa: che \u00e8, giova ripeterlo, la scienza del cristianesimo. Essa non \u00e8 nata in Europa per caso, a dispetto del cristianesimo: \u00e8 nata grazie ad esso. Opinare diversamente, significa prendere posizione contro l&#8217;evidenza e contro il buon senso; significa procedere in modo illogico, come se una cosa potesse nascere l\u00e0 dove non ci sono le condizioni favorevoli, anzi, l\u00e0 dove tutto congiura perch\u00e9 quella cosa non veda mai la lue. Eppure, sino a questo punto di illogicit\u00e0 si sono spinti i sedicenti campioni della ragione di oggid\u00ec: accecati dalla faziosit\u00e0 e dai loro pregiudizi anticristiani a segno tale, da diventare assurdi.<\/p>\n<p>E adesso torniamo a Tommaso d&#8217;Aquino. Se le parole hanno un senso, Tommaso \u00e8 stato il primo e vero umanista della cultura europea: sia per la sua indipendenza di giudizio (non \u00e8 affatto vero che, avendo preso a modello la logica di Aristotele, egli sia stato un passivo epigono dello Stagirita), sia per la sua apertura intellettuale prodigiosa, spaziante su tutti gli ambiti dello scibile umano e curiosa di qualunque manifestazione del pensiero, della natura, della vita. La sua cultura era immensa; la sua lucidit\u00e0 di ragionamento, stupefacente; la sua imperturbabilit\u00e0 davanti alle critiche e agli attacchi, anche i pi\u00f9 malevoli, assoluta; la sua modestia, infinita. Tommaso non si pone mai al centro del proprio pensiero: lo espone con la stessa oggettivit\u00e0 che se fosse quello di un altro; e, in effetti, era esattamente questo che egli pensava della propria gigantesca opera speculativa: che non era realmente sua, ma di un Altro.<\/p>\n<p>Fede e ragione, per lui, si sostengono a vicenda, meravigliosamente, in un equilibrio armonioso e solenne: Tommaso rappresenta il tipo umano pi\u00f9 vicino alla perfezione, non solo intellettuale, ma anche umana, che ci sia dato incontrare nella storia del pensiero. Mai una espressione sopra le righe, mai una nota stonata, emotiva, umorale, nell&#8217;edificio superbo della sua speculazione; mai una bench\u00e9 minima traccia d&#8217;invidia, o impazienza, o fastidio, o rancore, o superbia, o ambizione, o vanagloria, o avidit\u00e0, o imprudenza. Se Cesare \u00e8 il tipo perfetto dell&#8217;uomo romano, geniale ma spietato, magnanimo ma ambiziosissimo, Tommaso \u00e8 il tipo perfetto dell&#8217;uomo cristiano: geniale ma anche mite, magnanimo ma anche totalmente disinteressato. E non gi\u00e0 che ignorasse le passioni e il fango che, talvolta, esse sollevano nell&#8217;anima: basta vedere con quanta incredibile precisione ne parla nelle sue opere, le analizza, le viviseziona. Eppure nessuno mai lo vide alterarsi, o spazientirsi, o insuperbire, o vantarsi, o invidiare, o agitarsi: sempre egli era padrone di s\u00e9, ma senza iattanza, al contrario, con mirabile dolcezza verso gli altri; incredibilmente lucido nel ragionamento, consequenziale come una freccia scoccata dall&#8217;arco, ma, nello stesso tempo, umano, comprensivo, benevolo, disposto a capire e a perdonare, ad accettare la natura umana per quella che \u00e8, realisticamente, compresi i suoi limiti, i suoi difetti, le sue brutture, per\u00f2 con lo sguardo ognora rivolto al Sommo Bene, dal quale unicamente si pu\u00f2 e si deve aspettare aiuto nelle prove della vita.<\/p>\n<p>Ha scritto Innocenzo Taurisano nella sua ormai classica biografia \u00abS. Tommaso d&#8217;Aquino\u00bb (Torino, U.T.E.T., 1941, pp. 100-104):<\/p>\n<p><em>\u00abPi\u00f9 che la passione per la verit\u00e0 Tommaso ne ebbe un vero culto. Pi\u00f9 che un dovere era per lui una gioia., un bisogno istintivo. La vedeva subito, dovunque si trovasse; vi era una sintonia perfetta tra la sua intelligenza ed il vero, possedeva quasi il senso di orientamento come gli uccelli migratori. Perci\u00f2 la sua calma di fronte agli avversari, il rispetto per delle opinioni e dei sistemi altrui, la sua indipendenza di fronte a qualsiasi autorit\u00e0. In ogni errore vedeva un offuscamento della verit\u00e0, e con bont\u00e0 proverbiale rettificava, spingendo gli erranti verso la verit\u00e0 intravista.<\/em><\/p>\n<p><em>Non ha bisogno di lunghi discorsi, il suo sillogismo \u00e8 chiaro, limpido e porta naturalmente alla conclusione. Anzi egli si crea le difficolt\u00e0, le opposizioni, prevenendo cos\u00ec tutte le possibili future alterazioni del principio enunciato, in modo che mentre espone un principio gi\u00e0 intravvede e manifesta tutto ci\u00f2 che la sofistica umana potr\u00e0 un giorno opporgli. Egli si trova di fronte alla verit\u00e0 in una forma di ricettivit\u00e0 perfetta, per quanto \u00e8 possibile alla natura umana, captandola senza interferenze. Tra la facolt\u00e0 pensante e l&#8217;oggetto la via \u00e8 sgombra. Nessuna di quelle tare umane, quali l&#8217;orgoglio, la vanit\u00e0, l&#8217;ambizione che alterano l&#8217;intelligenza, limitandone la facolt\u00e0 di assimilazione, di adattamento e comprensione delle cose, noi troviamo in Tommaso. Ha superato queste zone burrascose, forse non le ha mai subite n\u00e9 sentite. Quando egli enunci\u00f2 quel principio cos\u00ec profondo: &quot;la grazia non distrugge, ma perfeziona e completa la natura&quot;, sembra che fotografi se stesso.<\/em><\/p>\n<p><em>Le doti pi\u00f9 rare, come raggi convergenti, si raccolgono in Tommaso. La natura raramente opera di questi prodigi: sembra che faccia uno sforzo massimo per concentrare in un essere umano quanto di meglio essa pu\u00f2 dare. Su questo essere la grazia lavora, completando e purificando il capolavoro umano, che nelle mani di Dio serve quale strumento di elevazione per l&#8217;intera umanit\u00e0. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Il suo grande cuore, la superiorit\u00e0 della sua intelligenza gli fanno sentire il palpito perfetto di tutte le cose, il grido di riconoscenza degli esseri al Creatore e l&#8217;ansia dei pensatori per lo studio della verit\u00e0. Cos\u00ec potr\u00e0 rispondere alle domande delle nuove generazioni sui fondamentali problemi dell&#8217;essere e della vita. Ha bisogno quindi Tommaso di studiare, conoscere, approfondire lo sguardo in tutta la sapienza antica, senza esclusivismi o paura. Nella sua geniale esplorazione interioga tutti: il filosofo, l&#8217;astronomo, il poeta, lo storico, il geografo, il giurista, il medico, l&#8217;oratore. Per giungere alla sintesi, verso cui si sente irresistibilmente attratto, deve far suoi gli immensi fasci di luci che si accendono di continuo sulla terra e nel firmamento, concentrare nel suo essere tutte le luci dell&#8217;infinito di cui coscientemente o inconsciamente i grandi sono l&#8217;eco e la voce. Non \u00e8 un risparmio di fatica, ma la preparazione del materiale necessario. Non ricorre agli altri se non per cercare in virt\u00f9 di molteplici richiami e controlli, la posizione pi\u00f9 adatta e pi\u00f9 sicura di fronte al vero. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Tommaso con questa larghezza di vedute ci si mostra vero umanista, nel senso pi\u00f9 largo, che abbraccia e utilizza tutto; \u00e8 un dovere che compie per rendere omaggio al sommo Fattore in nome di tutti. Attraverso i suoi articoli, un grande artista, poich\u00e9 la sintesi che \u00e8 la regola di tutte le arti, lo \u00e8 a maggior ragione nella metafisica che si propone, per mezzo di concetti, di raffigurare l&#8217;equilibrio universale, le distinzioni e le conclusioni sentiamo il cantore , un grande artista, poich\u00e9 la sintesi che \u00e8 la regola di tutte le arti, lo \u00e8 a maggior ragione nella metafisica che si propone, per mezzo di concetti, di raffigurare l&#8217;equilibrio universale.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Tommaso, dunque, sta al vertice del pensiero cristiano medievale, simile a un superba cattedrale che si slancia arditamente verso il Cielo; ed \u00e8 un grandissimo umanista, perch\u00e9 valorizza al massimo ogni aspetto della natura umana. Dagli umanisti del XV secolo lo distingue non certo l&#8217;amore del vero, ma il fatto che, per lui, amare la Verit\u00e0 e amare Dio, non sono in alcun modo due cose distinte, ma una sola&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla cultura laicista e ateista oggi imperante ovunque, dalle universit\u00e0 ai salotti culturali, dal cinema alla televisione, dalla stampa quotidiana e periodica all&#8217;editoria, \u00e8 riuscito di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,120,157],"class_list":["post-29200","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-ebraismo-e-giudaismo","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29200","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29200"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29200\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29200"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29200"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}