{"id":29199,"date":"2021-03-31T09:57:00","date_gmt":"2021-03-31T09:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/31\/tommaso-daquino-e-la-possibile-eternita-del-mondo\/"},"modified":"2021-03-31T09:57:00","modified_gmt":"2021-03-31T09:57:00","slug":"tommaso-daquino-e-la-possibile-eternita-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/31\/tommaso-daquino-e-la-possibile-eternita-del-mondo\/","title":{"rendered":"Tommaso d&#8217;Aquino e la possibile eternit\u00e0 del mondo"},"content":{"rendered":"<p>Tommaso d&#8217;Aquino ha sempre sostenuto la conciliabilit\u00e0 e, anzi, la complementarit\u00e0 di ragione e fede, e al tempo stesso ha difeso l&#8217;autonomia della prima nei confronti della seconda. Possiamo considerare tutta la sua gigantesca opera come una mirabile cattedrale nella quale egli ha voluto mostrare la verit\u00e0 di questi due assunti: che la ragione \u00e8 autonoma dalla fede e che al tempo stesso \u00e8 la sua pi\u00f9 preziosa e fedele ancella. C&#8217;\u00e8 un punto, tuttavia, nel quale, malgrado tutti i suoi sforzi, non \u00e8 riuscito a effettuare la sintesi tra le due sfere, e si \u00e8 visto costretto a sospendere il giudizio: quello relativo alla natura temporale del modo, asserendo che non \u00e8 possibile fornire le prove della creazione del mondo nel tempo, n\u00e9 della sua esistenza <em>ab aeterno<\/em>, nella mente di Dio. Infatti che l&#8217;esistenza del mondo presupponga l&#8217;esistenza del suo creatore, per lui \u00e8 fuori discussione: sulla scia di Aristotele, il <em>maestro di color che sanno<\/em>, anche l&#8217;Aquinate pensa che non esista ente che non abbia la sua causa, n\u00e9 movimento che non sia originato da qualcosa che muove gli enti. Il problema, quindi, per Tommaso, non \u00e8 certo la creazione, bens\u00ec la difficolt\u00e0 di far coesistere l&#8217;insegnamento dogmatico sulla creazione <em>ex nihilo<\/em> con ci\u00f2 che si pu\u00f2 dire, sul piano della sola ragione naturale, a proposito dell&#8217;esistenza del mondo. In altre parole, Dio ha creato il mondo: ma lo ha creato nel tempo o prima del tempo? Perch\u00e9 se lo ha creato prima del tempo, allora il mondo \u00e8 eterno anch&#8217;esso, sebbene certamente non debba a se stesso la propria esistenza, ma a qualcosa che \u00e8 altro da s\u00e9, cio\u00e8 a Dio creatore; quindi la sua eternit\u00e0 sarebbe di natura riflessa e non originaria. Questo problema \u00e8, per Tommaso, una diretta eredit\u00e0 di Aristotele, poich\u00e9 questi postula l&#8217;eternit\u00e0 del mondo, e non ha alcuna difficolt\u00e0 a conciliarla con l&#8217;idea della creazione divina: in pratica, Dio crea il mondo eternamente, e in questo senso si pu\u00f2 dire che il mondo \u00e8 eterno. Ma il cristianesimo insegna che il mondo \u00e8 stato creato dal nulla, e che prima del mondo nulla esisteva, tranne lo Spirito divino; e che fra Dio e il mondo esiste una differenza ontologica incolmabile, perch\u00e9 Dio non diviene, essendo Causa Prima \u00e8 sempre uguale a Se Stesso, mentre il mondo da Lui creato diviene, si trasforma, \u00e8 soggetto a tutto ci\u00f2 che comporta il mutamento.<\/p>\n<p>San Tommaso ha trattato la questione in un breve saggio intitolato <em>Tractatus de aeternitate mundi<\/em>, composto probabilmente fra il 1270 e il 1271. Con il suo assoluto rigore logico, ma anche con la sua specchiata onest\u00e0 intellettuale, il massimo pensatore dell&#8217;et\u00e0 medievale si rende conto che esiste uno iato fra ci\u00f2 che insegna Aristotele, il quale rappresenta non solo il punto di vista della filosofia greca, ma anche della scienza che il Medioevo cristiano eredita dalla cultura greca e che accetta pressoch\u00e9 integralmente, e la questione dell&#8217;inizio del mondo nel tempo. Infatti, egli non riesce a trovare alcun argomento per confutare sul piano logico l&#8217;asserzione di Aristotele, che il mondo esiste da sempre; per\u00f2 non riesce nemmeno a trovare delle argomentazioni razionali per confutare ci\u00f2 che insegna la dottrina cattolica a proposito dell&#8217;inizio del mondo nel tempo, per un libero atto della Volont\u00e0 divina.<\/p>\n<p>Osserva Paolo Bisogno nel suo <em>libro Introduzione alla politica della scienza<\/em> (Milano, Franco Angeli Editore, pp. 107-108):<\/p>\n<p><em>Il modo migliore per tentar di chiarire l&#8217;influsso della scienza sulla religione e il rapporto che attualmente si stabilisce fra i due campi, sembra quello di rifarsi alla testimonianza offerta da alcuni momenti particolarmente significativi.<\/em><\/p>\n<p><em>Fra i pi\u00f9 gravi problemi connessi con la teologia che la scienza ha affrontato, vi \u00e8 quello dell&#8217;origine dell&#8217;universo, che suscita interessi anche per il profano alle due scienze.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo esempio \u00e8 altamente indicativo dell&#8217;effetto del progresso scientifico sulle posizioni del credente cristiano, tenuto per fede ad accettare la creazione dell&#8217;universo nel tempo. Mentre, infatti, la Bibbia indicava l&#8217;inizio del mondo nel tempo, il punto di vista scientifico, che coincideva con quello aristotelico, era nettamente contrario a tale cominciamento. La fede era perci\u00f2 in contrasto con la religione [evidente refuso per &quot;ragione&quot;] circa l&#8217;essere DI FATTO e il DOVER essere, contrasto che rimase fino alla dimostrazione che la teoria aristotelica era errata.<\/em><\/p>\n<p><em>Fu nel XIII secolo che Tommaso d&#8217;Aquino tent\u00f2 d&#8217;inserire l&#8217;ipotesi di un INIZIO DEL TEMPO nel quadro della meccanica aristotelica, pur non riuscendo, per sua stessa ammissione, a dimostrare la validit\u00e0 del suo assunto.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella impossibilit\u00e0 di fornire prove a sostegno della sua idea, egli ritenne che la teoria aristotelica poggiasse su prove tanto deboli quanto quelle che egli poteva offrire a sostegno di un cominciamento e pertanto sostenne che l&#8217;affermazione che il mondo non sia sempre esistito non pu\u00f2 essere n\u00e9 confermata, n\u00e9 smentita da parte della scienza. Tommaso concluse che l&#8217;esistenza d&#8217;un cominciamento del mondo fosse da considerare questione di fede, mentre non sarebbe stato possibile confutare l&#8217;opinione che l&#8217;universo durasse da sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>La scienza dell&#8217;epoca vedeva la creazione del mondo &quot;ab aeterno&quot; come analoga del propagarsi della luce, ritenuto simultaneo alla esistenza della sorgente, per cui min si poteva richiede una precedenza cronologica della causa sul suo effetto.<\/em><\/p>\n<p><em>Da quanto [probabile refuso per &quot;quando&quot;] la scienza ha dimostrato che la propagazione della luce non \u00e8 istantanea, \u00e8 caduto l&#8217;unico esempio, allora valido, si simultaneit\u00e0 tra causa ed effetto, che induceva Tommaso ad accettare la possibilit\u00e0 teorica di una creazione senza inizio.<\/em><\/p>\n<p><em>I motivi che spingevano Tommaso a ritenere che Dio avesse creato l&#8217;universo nel tempo vanno ricercato in ambiti diversi da quelli della ragione [?], ma al suo pensiero non era estranea l&#8217;intuizione del tempo come attributo del mondo materiale.<\/em><\/p>\n<p>Ci permettiamo dissentire sul fatto che Tommaso difendesse l&#8217;idea cristiana della creazione per ragioni diverse da quelle razionali. Se c&#8217;\u00e8 stato un filosofo che \u00e8 sempre rimasto fedele alla ragione naturale, alla quale non contrapponeva la fede, ma che ad essa la integrava in un tutto armonico, pur senza confondere i due ambiti, quello \u00e8 stato proprio l&#8217;Aquinate: con buona pace di tutti i seguaci dei razionalisti dell&#8217;et\u00e0 moderna, per i quali la ragione \u00e8 comunque un&#8217;arma che \u00e8 servita dapprima per escludere la metafisica, poi per demolirla e infine a ricostruire il pensiero totalmente senza di essa, cio\u00e8 senza il fondamento dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>A noi sembra che abbia colto assai pi\u00f9 nel segno un valente studioso del Dottore Angelico, il domenicano Innocenzo Taurisano (1877-1960), grande erudito ed esperto di paleografia, il quale lega la questione dell&#8217;eternit\u00e0 del mondo a quella sull&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;intelletto umano, sostenuta da quanti si rifacevano all&#8217;interpretazione averroistica di Aristotele e che era, quella s\u00ec, totalmente inconciliabile con il dogma cattolico dell&#8217;unicit\u00e0 dell&#8217;anima individuale e del suo destino eterno. Scrisse una volta il grande studioso di filosofia tomista \u00c9tienne Gilson che \u00abquando si vuol sapere se un pensatore medievale \u00e8 averroista, basta chiedergli se il movimento e il mondo sono eterni, e se non v&#8217;\u00e8 che un intelletto agente e un intelletto possibile per tutti gli uomini; la risposta [affermativa] a questa domanda \u00e8 un sintomo indicativo\u00bb (in <em>La philosophie au Moyen Age<\/em>, 2 voll., 1922, traduzione di M. A. Del Torre, 1973, pp. 443-444). Tommaso quindi si tiene nel solco della dottrina cattolica, per\u00f2 non rinuncia a mostrare che se nulla si oppone all&#8217;idea della creazione nel tempo, nulla del pari si oppone sul piano razionale alla tesi contraria, per cui, a parit\u00e0 di argomenti, la preferenza va accordata a quello che si concilia con un importante dogma di fede. Questa posizione, intellettualmente ineccepibile gli permette poi di sferrare l&#8217;attacco con la massima energia, senza essere tacciato di fideismo, contro i sostenitori dell&#8217;unicit\u00e0 dell&#8217;intelletto umano. Perch\u00e9 \u00e8 sul quel terreno, e non su quello della creazione del modo, che si gioca veramente la partita decisiva per la difesa o per la demolizione della fede cristiana: come oggi possiamo purtroppo vedere, con il trionfo (apparente) di quel neomodernismo che, tornando a contrapporre fede e ragione e fede e scienza, e sottomettendo la prima quest&#8217;ultima, giunge di fatto a negare tutti i dogmi fondamentali del cristianesimo, come acutamente aveva visto san Pio X nella <em>Pascendi<\/em>. E commette l&#8217;errore uguale e contrario di papa Urbano VII allorch\u00e9 volle opporsi al sistema copernicano sostenuto da Galilei, poich\u00e9 pensano erroneamente che i risultati della scienza siano definitivi e che quindi sia la fede a doversi adattare ad essi, mentre i risultati della scienza sono provvisori e continuamente vengono smentiti da nuove teorie e nuove scoperte, come in questo caso la teoria della relativit\u00e0 di Einstein smentisce l&#8217;idea aristotelica di un tempo indipendente dallo spazio. E se Tommaso, fidando ciecamente nei risultati della scienza del suo secolo, si fosse appigliato ad essa per negare la creazione del mondo nel tempo, o se si preferisce all&#8217;inizio del tempo, si sarebbe poi trovato &#8212; non lui, ma i suoi discepoli, molto tempo pi\u00f9 tardi &#8212; a vedere le proprie affermazioni smentite dal progresso della scienza stessa. A riprova del fatto che la filosofia e la teologia non devono <em>mai<\/em> andare a rimorchio della scienza, perch\u00e9 la scienza \u00e8 sempre in divenire, mentre la metafisica <em>\u00e8<\/em>, cos\u00ec come l&#8217;essere \u00e8 e non diviene.<\/p>\n<p>Scriveva dunque Innocenzo Taurisano nel volume <em>San Tommaso d&#8217;Aquino<\/em>, edito nella prestigiosa collana di biografie <em>I grandi italiani<\/em> diretta da Luigi Federzoni (Torino, U.T.E.T., 1941, pp. 130-131):<\/p>\n<p><em>Ma su due problemi fissa la sua attenzione. Il primo sull&#8217;eternit\u00e0 del mondo, e scrive &quot;contra murmurantes&quot;, contro i mormoratori, cio\u00e8 i vecchi attaccati come ostriche alla tradizione, e colpisce in pieno, dimostrando che la sola ragione non pu\u00f2 provare la creazione nel tempo e che il concetto di un modo eterno non ha nulla di assurdo. \u00abA sentir loro &#8212; egli dice &#8212; quelli cio\u00e8 che vedono con tanta perspicacia questo assurdo, essi soli sono veramente esseri ragionevoli, anzi con essi soli sorge l&#8217;aurora della sapienza\u00bb. La superiorit\u00e0 di questo pensatore non gli imped\u00ec di caricare a fondo i &quot;murmurantes&quot; e servirli a dovere con finissima ironia.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma il vero fulcro della lotta, che toccava non solo il sistema suo filosofico, ma la stessa fede e l&#8217;attivit\u00e0 finale della sua vita: di portare cio\u00e8 tutto a Dio, era il problema degli averroisti: sull&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;intelletto umano, che distruggeva di colpo l&#8217;uomo con la sua immortalit\u00e0, la responsabilit\u00e0 morale, la vita futura ed il premio eterno. Era la negazione pi\u00f9 completa, i giovani, in adorazione davanti ad Aristotele ed Averro\u00e8, volevano giungere.<\/em><\/p>\n<p><em>La Chiesa trov\u00f2 in Tommaso la spada pi\u00f9 temprata per attaccare il sistema sullo stesso campo filosofico. Forzare il pensiero aristotelico per portarlo alla negazione voluta da Averro\u00e8 era un vero sacrilegio, un&#8217;offesa alla verit\u00e0. Tommaso, con la conoscenza profonda di Aristotele, lotta contro Sigieri di Brabante in un magnifico duello intellettuale, dove riscatta alla vera filosofia la sua suprema dignit\u00e0, si erge fieramente a paladino della ragione, della libert\u00e0 e della immoralit\u00e0 dell&#8217;anima; in una parola, dell&#8217;uomo intero con i suoi destini umani e soprannaturali.<\/em><\/p>\n<p>E anche un altro aspetto emerge da questa prospettiva, cio\u00e8 la continua preoccupazione del Dottore Angelico per il bene delle anime: il bene in senso intellettuale e il bene in senso religioso, essendo del resto le due cose di fatto inseparabili. Se una proposizione filosofica, magari male interpretata, pu\u00f2 essere d&#8217;inciampo al cammino delle anime verso il Bene e verso il Vero, ecco che san Tommaso si affretta a chiarire, o sospende il giudizio: e offre comunque al lettore gli strumenti necessari per comprendere quale sia il suo vero pensiero, che &#8212; cristianamente &#8211; \u00e8 nemico di qualsiasi ambiguit\u00e0. Quale differenza abissale con i tanti, troppi minifilosofi di oggi, i quali sguazzano pi\u00f9 che volentieri nell&#8217;ambiguit\u00e0, o addirittura si fanno un vanto di seminare dubbi intellettuali e morali, come se la loro capacit\u00e0 di sorprendere e scandalizzare fosse la prova della loro eccellenza. Ce ne viene in mente uno fra tutti, Umberto Eco, filosofo incredibilmente monocorde e banalmente scientista, il quale ha avuto l&#8217;ardire d&#8217;impugnare proprio la questione tomista dell&#8217;eternit\u00e0 del mondo per arruolare il Nostro nelle schiere, se non proprio degli scettici, quanto meno dei potenziali critici della Verit\u00e0 cristiana. Povero Eco, il nano che vuol farsi bello con le penne del gigante; e che, come se ci\u00f2 non bastasse, si permette di forzare la similitudine ai fini della sua personale filosofia: ateista, nominalista, sostanzialmente nichilista. E quanti applausi ricevono dal mondo, i minuscoli filosofi della modernit\u00e0; quanto piacciono proprio per la loro costante volont\u00e0 di sbalordire e sconcertare, demolendo pezzo a pezzo la meravigliosa cattedrale eretta dai giganti del pensiero medievale. La malattia della modernit\u00e0, per\u00f2, come si \u00e8 visto, parte da lontano: covava gi\u00e0 nel cuore del Medioevo con Abelardo, Sigieri di Brabante e Guglielmo di Occam e con la loro frenesia di novit\u00e0 spettacolari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tommaso d&#8217;Aquino ha sempre sostenuto la conciliabilit\u00e0 e, anzi, la complementarit\u00e0 di ragione e fede, e al tempo stesso ha difeso l&#8217;autonomia della prima nei confronti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,117,241],"class_list":["post-29199","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-dio","tag-san-tommaso-daquino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29199","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29199"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29199\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}