{"id":29193,"date":"2016-05-04T01:34:00","date_gmt":"2016-05-04T01:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/04\/altro-che-democrazia-litalia-del-1919-era-schiacciata-da-una-tirannia-rossa\/"},"modified":"2016-05-04T01:34:00","modified_gmt":"2016-05-04T01:34:00","slug":"altro-che-democrazia-litalia-del-1919-era-schiacciata-da-una-tirannia-rossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/04\/altro-che-democrazia-litalia-del-1919-era-schiacciata-da-una-tirannia-rossa\/","title":{"rendered":"Altro che democrazia: l\u2019Italia del 1919 era schiacciata da una tirannia \u201crossa\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei luoghi comuni pi\u00f9 duri a morire (ma, affinch\u00e9 muoiano, bisogner\u00e0 pure che qualcuno provi a tirar loro il collo; perch\u00e9 certo non muoiono da soli) \u00e8 che l&#8217;Italia del 1919 fosse un Paese che usciva, s\u00ec, sconquassato, materialmente e moralmente, dalla durissima prova della Prima guerra mondiale; ma, nell&#8217;insieme, un Paese che prometteva di passare, in maniera abbastanza ordinata, da un ordinamento liberale e monarchico-costituzionale ad uno di tipo pienamente democratico, sul modello delle grandi democrazie uscite vittoriose dalla lotta con gl&#8217;imperi &quot;militaristi&quot; e &quot;assolutisti&quot;, cio\u00e8 sul modello della Francia, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti d&#8217;America (l&#8217;altro socio dell&#8217;Intesa, la Russia, decisamente impresentabile da un punto di vista democratico, era uscito di scena con le due rivoluzioni del 1917 e con la pace separata di Brest-Litowsk del 1918, e nessuno sapeva bene che cosa stesse succedendo in Unione Sovietica, in quel momento).<\/p>\n<p>In base a una tale ricostruzione, tanto fantasiosa quanto poco onesta, onesta, gli squadristi fascisti sarebbero piombati come uccelli da preda, a distribuire manganellate a destra e a manca e a turbare l&#8217;ordinato svolgimento della vita pubblica, o, in ogni caso, ad imprimervi le stimmate di una violenza cieca e indiscriminata, mirante unicamente alla conquista del potere per biechi mortivi di interesse o di sadismo politico fine a se stesso: una &quot;malattia&quot; &#8211; come disse l&#8217;ineffabile Benedetto Croce, a dramma ormai compiuto &#8211; che aveva colpito un corpo fondamentalmente sano, la societ\u00e0 italiana, la quale lo aveva espulso da s\u00e9 (con il trascurabile dettaglio di una guerra mondiale e di una feroce guerra civile durata pi\u00f9 d&#8217;un anno e mezzo, al termine delle quali l&#8217;Italia aveva perso per sempre la sua indipendenza effettiva), come si espelle un tumore, fortunatamente benigno, o un corpo estraneo, piovuto da chiss\u00e0 dove, forse da Marte o, magari, da Plutone.<\/p>\n<p>Questa &quot;lettura&quot; del fenomeno fascista \u00e8 quella che ci \u00e8 stata ammannita per circa settant&#8217;anni, con una protervia intellettuale pari solo alla spudoratezza politica; con una testarda, incrollabile volont\u00e0 di sottoporre al lavaggio del cervello le giovani generazioni e, cosa che \u00e8 pi\u00f9 stupefacente, anche a quella generazione che aveva vissuto sulla propria pelle gli anni Venti, Trenta e Quaranta, che aveva visto, aveva partecipato, aveva subito; e che sapeva benissimo che le cose non erano andate come ora si pretendeva, ma che, per una serie di ragioni quasi tutte poco nobili, in cima alle quali c&#8217;era la volont\u00e0 di fabbricarsi una posticcia verginit\u00e0 democratica e cancellare anche il ricordo delle proprie responsabilit\u00e0, non chiedeva di meglio che sottoscrivere questa falsificazione.<\/p>\n<p>Poi, a forza di ripetere la menzogna, coloro stessi che la sostenevano hanno finito per crederci: e la Vulgata di una Italia tutta buona, libera e pacifica prima e dopo il fascismo, e tutta crudelmente asservita a forze demoniache, durante la parentesi fascista, si \u00e8 cristallizzata una volta per tutte. Non si vuole dire, con ci\u00f2, che, per ristabilire la verit\u00e0, si debba capovolgere quella menzogna: perch\u00e9, cos\u00ec facendo, si cadrebbe in un&#8217;altra menzogna, di segno uguale e contrario. Il fascismo \u00e8 stato realmente una dittatura; \u00e8 andato realmente al potere con la violenza; e ha tentato, anzi, di diventare un vero e proprio totalitarismo, come quello comunista o quello nazista (ma, se Dio vuole, infinitamente meno brutale e inumano). Per\u00f2 non si pu\u00f2 ignorare che esso fu chiamato a contrastare la tirannia &quot;rossa&quot;, che spadroneggiava in gran parte dell&#8217;Italia settentrionale; che i famigerati agrari della Valle Padana non ricorsero ad esso per malvagit\u00e0 ed egoismo dissennati, ma per reagire alla stretta soffocante delle leghe rosse e alla minaccia rivoluzionaria social-comunista, che li stringeva alla gola ogni giorno di pi\u00f9; e che le camicie nere ebbero il sostegno e la simpatia di una parte non indifferente della popolazione, e non solo delle classi abbienti, ma anche della media e piccola borghesia e degli stessi lavoratori, proprio perch\u00e9 si presentarono come i restauratori del&#8217;ordine, della gerarchia, della pubblica amministrazione, in un Paese minato dall&#8217;anarchia e completamente in balia del capriccio di irresponsabili e facinorosi demagoghi, i quali abusavano in maniera folle dello strapotere di cui disponevano, terrorizzando qualsiasi eventuale oppositore, anche fra i piccoli contadini, e approfittando della completa assenza dell&#8217;autorit\u00e0 statale.<\/p>\n<p>Ci sembra che valga la pena, per ristabilire un minimo di verit\u00e0 sul contesto storico del 1919-21, citare una pagina del libro di Emilio Gentile <em>In Italia ai tempi di Mussolini. Viaggio in compagnia di osservatori stranieri<\/em> (Milano, Mondadori, 2014, pp. 70-72):<\/p>\n<p><em>Per la maggior parte degli osservatori stranieri, il caos del dopoguerra era dovuto soprattutto al predominio degli estremisti socialisti e internazionalisti.<\/em><\/p>\n<p><em>In alcune regioni la dittatura del proletariato appariva gi\u00e0 imposta dalle &quot;leghe rosse&quot;, cio\u00e8 le organizzazioni sindacali socialiste, che esercitavano un controllo quasi assoluto sulla vita economica e commerciale nelle province in cui il Partito socialista e i suoi sindacati avevano la maggioranza. Come scriveva Alazard,&quot;parecchie province italiane, in particolare Ferrara e Bologna, erano sistematicamente depredate dai comunisti. Fatti inverosimili accadevano ogni giorno in Emilia e Romagna, dov&#8217;era esercitata l&#8217;integrale dittatura rossa. I &quot;capilega&quot;, cio\u00e8 i capi dei sindacati dei lavoratori agricoli, erano onnipotenti, e nelle zone dove il proletariato agricolo era pi\u00f9 numeroso, il mestiere del proprietario era l&#8217;ultimo dei mestieri. Ovunque bisognava mettersi in regola con i &quot;rossi&quot;. In alcune province erano stati istituiti persino dei lasciapassare o permessi di circolazione dei sindacati comunisti e delle Camere del lavoro rivoluzionarie&quot; (Jean Alazard, &quot;Communisme et Fascio en Italie&quot;, Paris, 1922, pp. 76-77).<\/em><\/p>\n<p><em>Il conservatore Percival Phillips descrisse l&#8217;Italia fra il 1919 e il 1921 come un paese sottoposto al &quot;dominio comunista&quot;. &quot;Per due anni i comunisti ebbero il sopravvento nell&#8217;Italia del Nord. Solo a loro era concesso di parlare in pubblico, e affiggere manifesti. Essi minacciavano, insultavano, uccidevano persino, quando loro oppositori tentavano di farsi ascoltare. Nei comuni in cui erano dominanti, i comunisti impedivano con la forza bruta alle minoranze liberali di esprimere la loro opinione. La maggioranza le azzittiva con le urla o agitando sedie e bastoni&quot;. Solo le bandiere rosse erano esibite in parata nelle piazze e nelle strade, i canti comunisti erano cantati nelle manifestazioni pubbliche, gli attacchi violenti contro la monarchia e il Parlamento erano urlati o diffusi attraverso la stampa, insieme agli appelli all&#8217;odio di classe e l&#8217;incitamento alla violenza di massa&quot; (Percival Phillips, &quot;The Red Dragon and the Black Shirts&quot;, London, 1923, p. 17).<\/em><\/p>\n<p><em>Non diversa era la descrizione dell&#8217;Italia nel 1920 fatta dal conservatore Camb\u00f2: &quot;La bandiera rossa ondeggiava sulle fabbriche e sui palazzi comunali del Centro e del Settentrione d&#8217;Italia. La produzione industriale andava estinguendosi, le ferrovie, questo servizio complesso e delicato come nessun altro, nel quale la disciplina e la gerarchia sono pi\u00f9 necessarie dei binari e delle locomotive, funzionava in modo anarchico, con un personale indisciplinato che non riconosceva nessuna autorit\u00e0 e nessuna gerarchia&quot; (Francisco Camb\u00f2, &quot;Il fascismo italiano&quot;, prefazione di F. Ciarlantini, Milano, 1925, p. 14).<\/em><\/p>\n<p><em>Lo stesso giudizio sul predominio dei &quot;rossi&quot; era espresso dal democratico Mowrer: &quot;L&#8217;intolleranza sociale e la violenza in generale non ebbero limiti. In alcune regioni, era persino pericoloso portare un monocolo o guidare un&#8217;automobile. Tutti dovevano essere eguali &#8212; tutti SIGNORI&quot; (E. A. Mowrer, &quot;Immortal Italy&quot;, New York, 1922, pp. 320). Il capolega divenne &quot;il tiranno del villaggio&quot;, esercitando un potere assoluto contro possidenti, negozianti, commercianti, e contro gli stessi lavoratori che non si sottomettevano alle decisioni della lega. Chi non obbediva veniva condannato al boicottaggio: &quot;da quel momento, la vita del condannato diventava un tormento. Isolato, senza nessuno con cui parlare, evitato da tutti come un colpevole, per il boicottato era impossibile vivere in condizioni materiali e morali tranquille. Non poteva lavorare al di fuori della sua terra e nessuno poteva aiutarlo. Non poteva entrare in un&#8217;osteria a bere o a comprar qualcosa. Per paura di essere a loro volta condannati al boicottaggio, i negozianti rifiutavano di vendergli qualsiasi cosa, il calzolaio di riparargli le scarpe, il maniscalco di ferrare il suo cavallo, il barbiere di fargli la barba. E i suoi figli erano cacciati dalla scuola, il medico &#8216;non trovava tempo&#8217; per visitare la moglie ammalata. Il boicottato non poteva neppure trasferirsi in un altro paese, perch\u00e9 ovunque c&#8217;erano leghe rosse ed egli era un uomo marchiato dall&#8217;anatema, uno scomunicato. &quot;Si sapeva di boicottati che avevano vagato per decine di chilometri con le loro famiglie, in cerca di lavoro e persino di rifugio. Prima o poi, la vittima si sottometteva e chiedeva la pace&quot;. E ancora una volta la lega rossa emetteva la sua sentenza:il colpevole doveva pagare ala lega centinaia o migliaia di lire (secondo la gravit\u00e0 della sua colpa), senza fare domande, senza fare rimostranze, senza una ricevuta per la somma pagata. &quot;Una simile tirannia rossa&quot; commentava Mowrer &quot;era sconosciuta nel mondo, fuori della Russia&quot; (ivi, p. 325).<\/em><\/p>\n<p><em>Ammiratore del socialismo riformista, Herron deprecava il sistema tirannico delle leghe rosse, che gi\u00e0 molto tempo prima della guerra mondiale aveva imposto &quot;una virtuale dittatura del proletariato&quot; e che dopo la guerra divenne &quot;ogni giorno pi\u00f9 irrazionale e brutale&quot;. Il boicottaggio, scrisse Herron, fu esteso anche ai morti. Quando una persona condannata al boicottaggio moriva, i becchini si rifiutavano di seppellirla se uno solo di loro apparteneva alla lega. La tirannia delle leghe colpiva anche il clero: &quot;in certe regioni i socialisti chiedevano una tassa sulle rendite della Chiesa, e alla gente veniva vietato di frequentare la messa soltanto perch\u00e9 il prete aveva dato lavoro a un contadino che era stato boicottato o che aveva raccolto il fieno in n campo boicottato&quot; (G. D. Herron, &quot;The Revival of Italy&quot;, London, 1922, pp. 79).<\/em><\/p>\n<p>E si potrebbe seguitar a lungo. Anche se alcuni osservatori straneri, come Mowrer, riconoscevano che, d&#8217;altra parte, non tutti gli effetti di una simile &quot;tirannia rossa&quot; erano stati di segno negativo, e che, per esempio, grazie alla pressione delle leghe si era strappata la giornata lavorativa di otto ore, resta il fatto che quasi tutti gli stranieri &#8211; e non c&#8217;\u00e8 motivo di ritenere che la prospettiva degli Italiani fosse poi tanto diversa &#8211; ritenevano che in vaste regioni dell&#8217;Italia centro-settentrionale, e specialmente dell&#8217;Emilia, della Romagna, della Toscana, dell&#8217;Umbria e delle Marche (guarda caso, l\u00e0 dove le cooperative rosse, i post-comunisti e la massoneria sono tutt&#8217;oggi pi\u00f9 che mai radicati) a comandare non fosse lo stato, ma il Partito socialista e, dal 1921, anche il comunista; e che il modo di fare dei capi locali del social-comunismo fosse semplicemente esecrabile e tale da attirarsi l&#8217;odio di tutti, salvo essere costretti a dissimularlo per non subire il temutissimo ostracismo civile.<\/p>\n<p>Sui libri di storia filo-resistenziali e filo-marxisti si legge, ancor oggi, che le leghe, le camere del lavoro, le sedi municipali dominate da socialisti e comunisti, divennero l&#8217;oggetto di una criminale e ingiustificata ondata di squadrismo, quasi che essa fosse nata dal nulla e si fosse abbattuta sui primi disgraziati che erano a portata di mano. La verit\u00e0 \u00e8 che quella tempesta era stata lungamente preparata dalle violenze e dalle prepotenze dei rossi; che, a causa di esse, il Nord e parte del Centro Italia vivevano in una situazione assai simile a quella dell&#8217;Ungheria di Bela Kun, vale a dire in uno stato di rivoluzione permanente, e ci\u00f2 non dal 1919, ma da prima della guerra mondiale (come si era visto, infatti, in occasione della &quot;settimana rossa&quot; del 1914); e che esisteva una diffusa, immensa stanchezza nei confronti di tale massimalismo arrogante, pronta a manifestarsi alla prima occasione favorevole, non appena si fossero fatte avanti delle forze capaci di contenerlo e rintuzzarlo. Il fatto \u00e8, dunque, che, fra il 1919 e il 1921, l&#8217;Italia viveva in uno stato di strisciante guerra civile, e che a incominciarla furono i &quot;rossi&quot;, non i &quot;neri&quot;; e che le violenze di questi ultimi, che indubbiamente vi furono, e che erano tanto pi\u00f9 organizzate ed efficaci, a livello complessivo, di quelle dei loro avversari, furono, logicamente e cronologicamente, la risposta a quelle eserciate, in varie forme dalla &quot;tirannia rossa&quot;. Si dice e si ripete che il fascismo and\u00f2 al potere pi\u00f9 per le divisioni fra gli altri partiti, che per la forza propria: ed sostanzialmente esatto. Bisognerebbe per\u00f2 aggiungere che quelle divisioni non furono casuali, n\u00e9 nascevano da insipienza o ingenuit\u00e0, ma da profonde ragioni strutturali. Perch\u00e9 mai i liberali o i cattolici avrebbero dovuto fare fronte comune con socialisti e comunisti, dei quali subivano da anni le prepotenze, e che li minacciavano ogni giorno di scatenare una sanguinosa rivoluzione antiborghese? I &quot;rossi&quot; non miravano affatto alla democrazia, ma alla dittatura del proletariato. Prima del fascismo, l&#8217;Italia stava per diventare una Repubblica sovietica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei luoghi comuni pi\u00f9 duri a morire (ma, affinch\u00e9 muoiano, bisogner\u00e0 pure che qualcuno provi a tirar loro il collo; perch\u00e9 certo non muoiono da<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[137,178],"class_list":["post-29193","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-fascismo","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29193","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29193"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29193\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}