{"id":29173,"date":"2010-12-09T11:16:00","date_gmt":"2010-12-09T11:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/12\/09\/perche-tex-willer-piace-tanto-agli-italiani\/"},"modified":"2010-12-09T11:16:00","modified_gmt":"2010-12-09T11:16:00","slug":"perche-tex-willer-piace-tanto-agli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/12\/09\/perche-tex-willer-piace-tanto-agli-italiani\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Tex Willer piace tanto agli Italiani?"},"content":{"rendered":"<p>Sono ormai pi\u00f9 di sessant&#8217;anni che Tex Willer cavalca felicemente sulle sconfinate praterie della nostra fantasia, ossia da quell&#8217;ormai lontano 1948 allorch\u00e9 &#8211; l&#8217;Italia era uscita da poco, e con tutte le ossa rotte, dalla tragica esperienza della seconda guerra mondiale e da quella, se possibile ancor pi\u00f9 tragica, della guerra civile &#8211; balz\u00f2 fuori, in sella al fedele Dinamite, da un&#8217;idea dello sceneggiatore Gian Luigi Bonelli e dalla penna del disegnatore Aurelio Galleppini.<\/p>\n<p>Sessantadue anni sono davvero un bel record, specialmente in un mondo evanescente come quello dei giornalini a fumetti, dove sovente imperversano le mode e le testate proliferano in fretta, ma altrettanto velocemente scompaiono, dopo una carriera pi\u00f9 o meno gloriosa, pi\u00f9 o meno effimera; e senza dimenticare la proverbiale incostanza del pubblico italiano.<\/p>\n<p>Tutto si consuma in fretta, in Italia, tranne la passione per la pizza, per la mamma e per la squadra del cuore; un fumetto che oltrepassa trionfalmente i sessant&#8217;anni di vita \u00e8, dunque, qualcosa di assolutamente eccezionale, come lo \u00e8 un governo che giunga sino al termine della propria legislatura o, se si preferisce il paragone, come un professionista o un commerciante che non dichiarino un reddito simile a quello di un operaio.<\/p>\n<p>Un &quot;re&quot; dei fumetti come il mitico ranger Tex Willer, insieme ai i suoi inseparabili pards Kit Carson, l&#8217;indiano Tiger Jack e il figlio Kit, non regna per un tempo cos\u00ec lungo senza avere dei meriti speciali, che ne spieghino la longevit\u00e0 e ne giustifichino l&#8217;inalterato favore del pubblico: pubblico che non comprende solo i giovani lettori, ma anche quelli meno giovani, il pi\u00f9 delle volte divenuti suoi fedeli ammiratori dopo un colpo di fulmine adolescenziale e rimasti poi tali attraverso lo scorrere degli anni e l&#8217;avvicendarsi delle generazioni.<\/p>\n<p>Se dovessimo azzardare un paragone con la letteratura o con la televisione &#8211; perch\u00e9 sia chiaro che \u00abTex\u00bb \u00e8 un fumetto di alta qualit\u00e0 e, nel suo genere, teme ben pochi confronti -, quello a nostro avviso pi\u00f9 adeguato sarebbe con il personaggio creato da Georges Simenon, l&#8217;altrettanto mitico ispettore Maigret, portato dal libro al piccolo schermo nella interpretazione di diversi bravi attori, fra i quali spicca quella indimenticabile di Bruno Cr\u00e9mer (ce ne siano gi\u00e0 occupati nell&#8217;articolo \u00abQuell&#8217;ispettore cos\u00ec solidamente borghese che finiamo per amare anche nostro malgrado\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 24\/03\/2010).<\/p>\n<p>La domanda che sorge spontanea e inevitabile, pertanto, \u00e8 quali siano questi meriti speciali che il nostro eroe del West dalla pistola facile e dalla battuta non meno fulminante possiede ed esibisce, con grinta da autentico mastino ma, al tempo stesso, con sfoggio disinvolto di una notevole dose di humour.<\/p>\n<p>Ebbene, la risposta non sta solamente nelle doti intrinseche del fumetto e del personaggio, ossia nel fascino delle storie, nella bravura dei disegnatori (oltre a Galleppini, i vari Letteri, Civitelli, Muzzi, Nicol\u00f2 e, qualche volta, Gamba), insomma nelle doti che appartengono specificamente a lui, ai suoi amici e avversari, ai paesaggi, alle ambientazioni.<\/p>\n<p>No: il fascino di Tex Willer, ranger dalla pistola implacabile e capo bianco della trib\u00f9 dei Navajos, nonch\u00e9 loro agente governativo, ha anche a che fare, e forse soprattutto, con il pubblico al quale si rivolge, o meglio, con la situazione sociale propria di quel pubblico: in altre parole, con l&#8217;Italia quale fenomeno sociologico, culturale, spirituale.<\/p>\n<p>Non vogliamo dire, con questo, che la fama di Tex sia qualcosa di esclusivamente provinciale: non pi\u00f9 di quanto &#8211; ad esempio &#8211; lo sia, in Francia, il fumetto di \u00abAsterix\u00bb; ma \u00e8 indubbio che qualsiasi cosa, in Italia, per riuscire a durare pi\u00f9 di quanto sia durato il potere di Andreotti, deve possedere delle radici profonde nell&#8217;animo delle persone comuni, nel loro diffuso modo di sentire, di sperare, di temere.<\/p>\n<p>Ebbene, questo elemento in possesso di Tex Willer \u00e8, a nostro avviso, la lotta senza quartiere, energica, perfino spietata, non solo contro ogni forma di ingiustizia, ma specificamente contro le ingiustizie dei potenti, degli arroganti, dei &quot;pezzi grossi&quot;, dei &quot;politicanti&quot; e di ogni sorta di mascalzoni altolocati.<\/p>\n<p>In questo senso, la funzione svolta da Tex, nell&#8217;immaginario dei suoi lettori, \u00e8 quella del giustiziere, per interposta persona, delle loro quotidiane frustrazioni, alle prese, come essi sono, con un capufficio stupido e insolente, con un impiegato pubblico scortese e presuntuoso, o &#8211; peggio &#8211; con il mondo anonimo, ma ancor pi\u00f9 opprimente e prevaricante, delle banche, dell&#8217;amministrazione pubblica, delle mille e mille disfunzioni e lungaggini dello Stato, oltre che con la rapace avidit\u00e0 del sistema fiscale.<\/p>\n<p>Il cittadino che si sente impotente ed inerme davanti ad una municipalit\u00e0 che non sa nemmeno smaltire i rifiuti, ad una provincia o una regione che non assicurano neppure un minimo di efficienza nella viabilit\u00e0 stradale, ad uno Stato che gli centellina avaramente i diritti mentre gli fa pesare come un macigno i doveri, con borbonica ottusit\u00e0 e con predace insaziabilit\u00e0, si vede, per cos\u00ec dire, &quot;vendicato&quot; dal pistolero infallibile, mosso da un senso elementare, ma rigoroso, dell&#8217;onest\u00e0 e della giustizia.<\/p>\n<p>I nemici pi\u00f9 caratteristici di Tex Willer, infatti, non sono gli Indiani che escono dalle riserve a caccia di scalpi o i piccoli fuorilegge, ma i grossi trafficanti d&#8217;armi e di whisky, gli sceriffi corrotti, i maggiori dell&#8217;esercito imbecilli, i banchieri senza scrupoli, i disonesti proprietari dei grandi allevamenti bovini, gli avvocati cialtroni che difendono le cause pi\u00f9 losche ed i boss della malavita che agiscono dietro una facciata di apparente rispettabilit\u00e0, mentre intrallazzano sottobanco con i peggiori elementi della societ\u00e0 e si servono, per spianarsi la strada, della pistola e del coltello di un qualsiasi sicario a pagamento.<\/p>\n<p>Davanti ai &quot;pesci piccoli&quot;, alla bassa manovalanza dei grossi criminali, Tex \u00e8 disposto a chiudere un occhio e a concedere loro una via di scampo, beninteso a patto che spariscano dalla circolazione, dopo aver vuotato il sacco con tutte le informazioni relative ai loschi traffici dei loro padroni e mandanti; ma nei confronti di questi ultimi non concede mai quartiere, non si accontenta mai di mezze soluzioni: li spazza via dalla faccia della terra, letteralmente: li spedisce dritti davanti a un tribunale che li impiccher\u00e0 per direttissima, oppure ci pensa lui stesso &#8211; poco fiducioso nella giustizia umana &#8211; a procurar loro &#8211; come usa dire con pesante senso dell&#8217;umorismo &#8211; un domicilio permanente sotto un buon metro di terra fresca.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 simpatico della sua crociata contro il Male; perch\u00e9, diversamente, essa lo renderebbe forse un tantino lugubre, sulla falsariga di un Solomon Kane; perch\u00e9 tutti i giustizieri finiscono per annoiare e persino per disgustare, per quanto possiedano doti di ironia e amino i grandi boccali di birra fresca e le enormi bistecche al sangue contornate da montagne di patatine fritte (tale \u00e8 l&#8217;invariabile menu che Tex e Carson ordinano sedendosi a tavola e c&#8217;\u00e8 da chiedersi in che stato sia il loro fegato, per non parlare dei denti e dell&#8217;alito, dopo anni ed anni di quella alimentazione).<\/p>\n<p>A ben guardare, \u00e8 proprio questo l&#8217;aspetto che rende cos\u00ec irresistibilmente simpatico il commissario Maigret, nonostante i suoi evidenti limiti di borghese benpensante e, probabilmente, alquanto conservatore: l&#8217;istintiva solidariet\u00e0 con gli umili, l&#8217;istintiva benevolenza verso i piccoli; e, viceversa, l&#8217;altrettanto istintiva avversione per i potenti che fanno cattivo uso del loro denaro, delle loro amicizie, dei loro privilegi.<\/p>\n<p>Tex piace perch\u00e9 costituisce la rivolta dell&#8217;uomo medio contro il potere gaglioffo; la rivolta dell&#8217;uomo di buon senso contro le assurdit\u00e0 della macchina sociale, le degenerazioni delle istituzioni e contro le spietate conseguenze delle leggi economiche.<\/p>\n<p>Lui e i suoi amici sono sempre al fianco dei piccoli allevatori contro i grandi rancheros; delle trib\u00f9 indiane sfruttate da agenti disonesti e da cinici contrabbandieri; dei coloni che viaggiano sui loro Conestoga, contro le insidie delle guide disoneste e dei commercianti che vogliono derubarli, servendosi di rinnegati e di pellerossa alcolizzati.<\/p>\n<p>Il suo modo di fare \u00e8 diretto, aggressivo fino alla brutalit\u00e0: ci prova gusto, anzi, a provocare gli avversari, per poterli poi subito gonfiare di formidabili cazzotti e, se non basta, di piombo caldo; si vanta addirittura di procurare lavoro incessante ai becchini di tutto il West.<\/p>\n<p>I malcapitati che passano per le sue mani rimediano delle battute formidabili (\u00abneanche tua madre ti potr\u00e0 pi\u00f9 riconoscere, dopo che avr\u00f2 terminato\u00bb, oppure: \u00abti far\u00f2 sputare la dentiera dalla parte dei calzini\u00bb, dice loro, con sadico sarcasmo, fra un cazzotto e l&#8217;altro), quando non vanno a finire direttamente in una fossa scavata di fresco; ma il massimo piacere che si riserva \u00e8 quello di far volare dalla finestra del loro ufficio i banchieri corrotti, i proprietari di alberghi e di saloon che spadroneggiano nei paesi, e &#8211; qualche volta &#8211; i generali gallonati imbevuti di pregiudizi razzisti e di ottusit\u00e0 militaresca, venuti da West Point a caccia di gloria facile, massacrando qualche inerme trib\u00f9 di pellerossa.<\/p>\n<p>Pregiudizi razziali, in teoria, Tex non ne ha; egli si schiera sempre dalla parte della giustizia, senza guardare al colore della pelle: questo, tuttavia, non gli impedisce di gratificare i negri, i cinesi o gli indiani, quando sono dei cattivi, di epiteti ingiuriosi dal sapore inequivocabilmente xenofobo, quali &quot;sacco di carbone&quot;, &quot;scimmia gialla&quot; o &quot;verme rosso&quot;, di solito ingentilito da qualche ulteriore aggettivo, che varia da &quot;brutto&quot;, a &quot;lurido&quot; a &quot;miserabile&quot;: il tutto mentre li demolisce a pugni o fracassa loro la testa con il calcio di un Winchester o, magari, mentre li crivella di proiettili come altrettanti colabrodo.<\/p>\n<p>Insomma, \u00e8 talmente noto che lui non ha pregiudizi etnici ed \u00e8 talmente lampante la sua imparzialit\u00e0 nello spedire al Creatore i cattivi, che pu\u00f2 anche permettersi di sfogare un bel po&#8217; di malumore razzista, non risparmiandoci nemmeno frequenti discorsetti edificanti, nei quali tesse le lodi della tolleranza e celebra il valore della umana comprensione; e ci\u00f2, magari, sul cadavere ancora caldo di qualche cattivo soggetto che ha appena fatto fuori o, nel migliore dei casi, sul suo corpo fracassato dalle botte e ridotto ad un autentico rottame.<\/p>\n<p>Questa filosofia della giustizia fai-da-te, pronta e inesorabile come la mano del Signore, se, da un lato, si riconnette chiaramente alle matrici puritane e calviniste dell&#8217;epopea western, dall&#8217;altra \u00e8, almeno al livello dei desideri inconsci, molto, ma molto italiana, anzi, tipicamente italiana; e costituisce il caratteristico &quot;transfert&quot; del nostro popolo di fronte all&#8217;incomprensibilit\u00e0 e alla violenza di una controparte pubblica che viene percepita come apertamente o implicitamente pericolosa, intollerabile, nemica.<\/p>\n<p>Un ruolo del genere svolgevano i &quot;pupi&quot; del teatro siciliano, le maschere della Commedia dell&#8217;Arte, e &#8211; pi\u00f9 recentemente &#8211; certi antieroi dell&#8217;avanspettacolo e del piccolo e grande schermo, per non parlare dei comici e dei disegnatori satirici: tutte incarnazioni dell&#8217;eterno transfert della nostra gente che, abituata da secolari scoraggiamenti a subire le prepotenze dei &quot;grandi&quot;, come i contadini del Lago di Como davanti a Don Rodrigo, da sempre si consola delegando le sue vendette immaginarie a qualche personaggio di fantasia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, Tex Willer che riempie di botte qualche odioso ed azzimato padreterno di provincia, dopo aver reso innocui a modo suo i gorilla che gli guardavano le spalle, non \u00e8 che la versione esotica e avventurosa di Brighella che prende a randellate il dottor Balanzone o qualche ricco e antipatico personaggio, esorcizzando cos\u00ec la frustrazione del pubblico e fornendo un surrogato fantastico alla sua delusa sete di giustizia.<\/p>\n<p>Non vogliamo &#8211; giova ripeterlo -, con questa interpretazione del successo di Tex, sminuire i suoi meriti intrinseci, che sono notevoli, sia per quanto riguarda la sceneggiatura delle sue innumerevoli avventure, sia per ci\u00f2 che riguarda la qualit\u00e0 del tratto grafico. Vogliamo dire soltanto che, in quel cos\u00ec prolungato successo, c&#8217;\u00e8 anche dell&#8217;altro; qualcosa che, probabilmente, un tedesco, un francese o un inglese stenterebbero a capire.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, in un Paese ove la legge fosse presa sul serio da tutti i cittadini e lo Stato non fosse visto come il nemico da cui difendersi, ma come il luogo del bene comune; dove non imperversassero i particolarismi campanilistici, la corruzione sistematica, la malavita organizzata; dove la legge proteggesse i cittadini onesti e non i lestofanti, forse un tipo come Tex perderebbe un poco del suo smalto.<\/p>\n<p>Tex \u00e8 un eroe che agisce in circostanze eccezionali: l\u00e0 dove la legge stenta a farsi strada, dove c&#8217;\u00e8 il rischio che i delitti rimangano impuniti e che i mascalzoni la facciano franca; in un Paese serio e bene amministrato, che ci starebbe a fare?<\/p>\n<p>\u00abSventurato quel popolo che ha bisogno di eroi\u00bb, dice una sentenza popolare.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: un popolo che, anche recentemente, ha avuto uomini come Falcone e Borsellino; e che, forse, non se li meritava.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono ormai pi\u00f9 di sessant&#8217;anni che Tex Willer cavalca felicemente sulle sconfinate praterie della nostra fantasia, ossia da quell&#8217;ormai lontano 1948 allorch\u00e9 &#8211; l&#8217;Italia era uscita<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[178],"class_list":["post-29173","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29173","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29173"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29173\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}